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coómbero, s.m.: cocomero, con epentesi (probabilmente espressiva) della –b-, ma la forma è in declino anche in campagna. Per quanto esso possa essere detto anche scherzosamente, è molto più diffuso il termine “coómero”, la cui forma ha ispirato il modo di dire: “Ha un viso che sembra un  coomero” in riferimento a chi ha un viso troppo grasso, mentre è meno diffuso il modo di dire “Non regge neanche un coomero in discesa”, detto in riferimento a chi non riesce a mantenere un segreto. Infatti in questo caso è più diffuso il modo di dire che abbiamo già visto: “ ’un regge neanche l’acqua”

cór, prep. sempl.: con, nel proverbio vernacolare, più precisamente del contado fucecchiese “Cor un occhio guarda ir gatto e cor uno friggi ir pesce”, che suggerisce di stare bene attenti dal momento che il gatto ama molto mangiare il pesce e perciò bisogna fare attenzione a due o più cose contemporaneamente

corbellà’, v.tr.: corbellare, v. toscano che significa “prendere in giro” (De Mauro). “Corbellato” si trova anche in I.Montanelli

corbello, s.m., un tempo pop., ma in netto declino: testicolo, ma termine una volta usato specialmente nell’espressione eufemistica “Non mi rompere i corbelli”, cioè i coglioni. Il vocabolo è derivato probabilmente dalla forma rotonda dell’omonimo cesto di vimini “intrecciati” usato specialmente per la frutta (DISC) almeno un tempo. Forse dal fatto che vi erano piante che servivano per fare  appunto corbelli deriva il nome del rio corbellaio alla Querce, presso la Fonte del Lupo, detta così perché il 25 aprile 1651 vi fu ucciso un lupo “feroce” che avrebbe “divorato” 32 creature, secondo ciò che è scritto nella “storia di Querce” di Don Ivo Magozzi.

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 26 settembre 2017 

Cinema. Dedicato a Ingmar Bergman

Per il ciclo  I grandi Maestri – XII  edizione

i grandi maestri Xii edizione

Il 30 luglio 2007 a Farö se ne andava INGMAR BERGMAN, uno dei più eclettici e geniali artisti del Novecento. Ritiratosi da anni nel suo rifugio preferito, questa isoletta sul mar Baltico tra la Svezia e la Russia (gli svedesi la chiamavano l’isola di Bergman) dove aveva costruito la sua casa, la sua vita ed anche la sua piccola Cinecittà, il maestro ha continuano fino all’ultimo a studiare, leggere e rivedere i classici del cinema. La sua straordinaria riflessione sui problemi della coscienza umana non è mai cessata nonostante il ritiro dalle scene dopo oltre cinquant’anni passati sui set cinematografici, tra le quinte teatrali, drammi radiofonici, opere liriche, film per la televisione, pubblicazioni di narrativa e autobiografie. Nato a Upsala nel luglio 1918, figlio di un pastore protestante, si forma come regista teatrale e poi passa dietro la macchina da presa già nel 1948 subito attratto dai grandi interrogativi della condizione umana. In Monica e il desiderio del 1952 dipinge il ritratto di una ragazza inquieta e insoddisfatta, mentre nel 1955 dirige Sorrisi di una notte di mezza estate , una pochade divertente e ironica sul matriarcato e sul permissivismo sessuale. L’anno dopo è la volta del suo capolavoro Il settimo sigillo, apologo grottesco sulla vita ultraterrena ambientato in un medioevo devastato dalla peste come metafora del pericolo atomico. Non da meno è Il posto delle fragole del 1957, il viaggio di un vecchio professore di medicina che riflette sulla sua esistenza, sui suoi successi e fallimenti aspettando con serenità la morte. Del 1961 è Luci d’inverno , incentrato sulla figura di un pastore protestante che ha perso la fede e nel 1962 ormai amato in tutto il mondo firma Il silenzio, il conflitto insanabile tra due sorelle Anna ed Ester, ninfomane la prima e alcolizzata la seconda.

Nel 1972 con Sussurri e grida.Il cupo affresco sul nazismo del 1977 L’uovo del serpente. Fanny e Alexander del 1983, un racconto, in parte autobiografico, su due adolescenti svedesi di inizio secolo. Seguiranno altri film in corso di definizione. Bergman affronta i suoi temi preferiti, il significato della vita, della morte e del silenzio di Dio. Il ciclo di film viene presentato in edizione integrale contiene anche diverse sequenze tagliate dalla censura italiana dell’epoca.

Tutta un’altra musica. Che Banda.

Sabato 16 settembre 2017 a  Montaione avrà luogo lo spettacolo“Tutta un’altra musica. CHE BANDA !”a cura del CoRe in collaborazione con Filarmonica G. Donizetti che inizia con una sfilata per le vie del paese dalle ore 15.30 da Piazza Cavour

Il CoRe, è un coro aperto alla partecipazione di tutte le persone residenti nelle strutture per anziani della zona Empolese-Valdelsa, ed anche ai volontari ed agli operatori che vi lavorano.

Ne fanno parte la residenze:

Santa Maria della Misericordia di Montespertoli

Villa Serena di Montaione

Via Volta di Empoli

Il Castello di Montelupo F.no

Ciapetti di Castelfiorentino

Del Campana Guazzesi di San Miniato

Le Vele di Fucecchio

Meacci di S. Croce S/Arno

Vicenzo Chiarugi di Empoli

 

Tutta un altra musica

Il Core è nato per iniziativa della rete degli Animatori delle residenze e, grazie all’ottimo rapporto di collaborazione, opera fin dal 2010.

Gli spettacoli del CoRe sono scritti riferendosi alle storie di vita degli anziani, raccontate a partire da un tema (negli anni scorsi i temi sono stati l’Amore, il Lavoro, il Viaggio, la Guerra, il Cibo) ed accompagnate da canti popolari, arie d’opera e vecchie canzoni, scelte e cantate sotto la guida del Maestro del coro Simone Faraoni. Fanno parte del CoRe, oltre alle persone che vanno effettivamente in scena, anche tutte le persone coinvolte nella raccolta di storie.

Il tema per lo spettacolo dell’anno 2017 dal titolo “Tutta un’altra Musica” è ovviamente la Musica, quella che è rimasta nel cuore degli anziani ed ha accompagnato i momenti indimenticabili della loro vita.

Per l’esibizione di Villa Serena è stata attivata la collaborazione con la rinomata Filarmonica G. Donizetti di Montaione, che accompagnerà tutto lo spettacolo, che inizia alle ore 15.30 con una sfilata per le vie del paese, a partire da Piazza Cavour, dei componenti del CoRe e della Banda, per poi svolgersi a Villa Serena presumibilmente dalle ore 16.00.

A Villa Serena lo spettacolo è previsto all’aperto, ma in caso di maltempo è disponibile la sala teatro che è molto capiente.

Gli obiettivi del CoRe sono prima di tutto il divertimento e la gratificazione dei partecipanti, ma anche un cambiamento della percezione sociale delle persone anziane da parte degli spettatori, e pertanto la costruzione di nuove relazioni fra i partecipanti e la cittadinanza.

Per questo è prevista per ogni spettacolo la collaborazione con gli enti e istituzioni culturali locali: amministrazioni pubbliche, scuole, stampa locale, fotografi, orchestre, gruppi musicali e compagnie teatrali amatoriali e professionali.

Lo spettacolo è aperto a tutti.

 

 

Il Paesaggio Ritrovato. Dalla via Francigena a San Vivaldo

La prossima escursione si terrà domenica 17 settembre, dalle 9 alle 17. Come moderni pellegrini, i partecipanti percorreranno uno dei tratti più belli della Via Francigena, quello che serpeggia tra le colline della Valdelsa, e si dirigeranno alla scoperta della Gerusalemme di San Vivaldo lungo le valli del Rio Petroso e dell’Evola.
L’escursione mescola storia, paesaggio e musica, e celebra i 500 anni della Gerusalemme di San Vivaldo in modo inedito, grazie anche all’Orpheus Ensemble dell’Associazione L’anima di Orfeo, che accompagnerà i partecipanti con canti di pellegrinaggio.
Il percorso coprirà una distanza di circa 14 km. Il ritrovo è alle 9.00 presso il km 4 della SP 46 Val d’Orlo (tra Corazzano e Castelfiorentino).
Info e prenotazioni: Ecoistituto delle Cerbaie: 340 984 7686 a.bernardini@ecocerbaie.it; Ufficio informazioni turistiche di Montaione: 0571 699 255 turismo@comune.montaione.fi.it.
Dalla Via Francigena a San Vivaldo - Domenica 17 Settembre-page-001

Biblioteca. Il nuovo orario al pubblico.

A partire da Sabato 16 Settembre 2017 tornerà in vigore l’orario invernale per la Biblioteca Comunale.
Di seguito l’orario invernalle della Biblioteca comunale di Montaione:
Martedì: 9.00 – 13.00 // 15.00 – 19.00
Mercoledì: 15.00 – 19.00
Giovedì: 15.00 – 19.00
Venerdì: 9.00 – 13.00
Sabato: 9.00 – 13.00

Montmerle-sur-Saône e Montaione. Gemellaggio in vista?

Dopo alcuni contatti negli ultimi mesi, il Comune di Montaione rappresentato dal nostro Sindaco e dal Vicesindaco ha intrapreso una visita ufficiale nella città francese di Montmerle-sur-Saône.

Questo comune – che ironicamente inizia per “Mont” e conta lo stesso numero di lettere, e termina pure per “e” – è equivalente al nostro per numero di abitanti (circa 3.800) e si trova nella regione Auvergne-Rhône-Alpes (in italiano: Alvernia-Rodano-Alpi), dipartimento di Ain e non lontano da Lione. Montmerle è sulla riva destra del fiume Saône, che è un affluente del Rodano.
Il comitato locale gemellaggi ha ospitato i nostri rappresentati per due giorni. Si sono tenuti vari incontri con l’amministrazione comunale e in particolare con il Sindaco Raphael Lamure.

Durante la visita, si è tenuta la festa più importante di Montmerle: la Fiera dei Cavalli. Una fiera che esiste dal 1606 e che celebra quest’anno l’edizione n.412.

Il Sindaco Pomponi (ribattezzato senza volerlo alla francese “Pompone” da un giornale locale che ha raccontato questo evento) e il vice-sindaco Belcari hanno invitato una delegazione di Montmerle a fare visita a Montaione in occasione della prossima Tartufesta di fine ottobre. In quella sede sarà ulteriormente valutata la possibilità di un gemellaggio.

Ove si dovesse proseguire sulla strada del gemellaggio – ha scritto il nostro Sindaco su Facebook – sarà fondamentale il ruolo del Comitato di Gemellaggio, da costituire, quale organismo che coordina tutti i progetti legati all’attività del gemellaggio stesso. L’obiettivo – continua il Sindaco – non è quello di mettere un altro cartello all’entrata del paese bensì quello di creare scambi reali in ambito sportivo, musicale, del volontariato e soprattutto scolastico.

https://it.wikipedia.org/wiki/Montmerle-sur-Sa%C3%B4ne

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contadino, s.m. con un significato particolare quando viene detto scherzando: “Ho fatto un conto e è venuto fuori un contadino”: ho fatto i conti senza l’oste, cioè è venuta fuori una situazione  diversa da quella prevista. È evidente in tale frase il gioco di parole!

contentassi, v. rifl.: contentarsi. 1^ pers. pl. indicativo presente ( nel contado, almeno fino a qualche tempo fa): “contentàmosi”: contentiamoci

contrada, s.f.: rione (e non quartiere, come viene inteso in alcune parti della Toscana, e cioè nel senso di appartamento) della città, a Siena e invece a Fucecchio parte in cui è suddiviso il Comune (a parte alcune frazioni, come Querce e Galleno) nel caso del famoso Palio. Deriva dal lat. ipotetico “contrata(m)” = “regione che sta di fronte” (DISC), ma “regione” nel senso di parte e “contra” nel caso del Palio nel senso di “contro”, cioè, verrebbe fatto di pensare per il fatto che troppo spesso le dodici contrade non si affrontano in modo proprio leale

convèrsa, s.f.: “compagnia di ragazzi” (M. Catastini), ma il termine è in disuso, nonostante che si capisca da quale parola latina possa derivare: “conversari”= “trovarsi insieme” (DISC)

còo, s.m.: cuoco (anche in pisano). Proverbio: “Troppi còi guastan la cucina” (a dirigere bastan poche persone, evitando così il disordine), molto simile a un proverbio usato a Firenze verso il 1863  per significare che l’ingerenza di troppo persone “può nuocere al buon esito” (P. Fanfani) di un’impresa. Però còo è in netto declino

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 19 settembre 2017 

In arte…Montaione, per salutare l’estate.

L’Estate Montaionese giunge al termine, dopo oltre quattro mesi e quasi sessanta appuntamenti di cultura, promozione territoriale e intrattenimento che hanno riempito le serate dello splendido borgo nel cuore della Valdelsa. L’amministrazione comunale in collaborazione con la Filarmonica G. Donizetti ha organizzato un evento conclusivo per salutare degnamente questa calda Estate 2017 che si terrà martedì 12 settembre. Dalle 18 le vie del centro storico ospiteranno un mercatino, mentre alle 21.30 gli artisti della Filarmonica G. Donizetti si esibiranno in un concerto.

In arte Montaione_Chiusura-page-001

 

IHP. Comunicato stampa 24 agosto 2017

Lunedì 21 agosto la Polizia di Stato di Catania – Reparto a Cavallo ha effettuato un sequestro di 10 cavalli in stato di gravissima incuria, tale da integrare il reato di maltrattamento. Due giorni prima, le due associazioni avevano raccolto la segnalazione di alcuni cittadini che da giorni cercavano invano di allertare le Autorità locali, portando nel frattempo almeno un po’ d’acqua agli animali assetati.

IHP aveva immediatamente contattato la Polizia di Stato che è intervenuta in tempi rapidissimi. Alle operazioni hanno partecipato anche volontari di Progetto Islander che hanno supportato le Forze dell’Ordine. La scena che si sono visti davanti era drammatica: in un campo, senza cibo né acqua a disposizione, c’erano 7 cavalli, tra cui due mamme con due puledri molto giovani. Tutti erano in stato di denutrizione e disidratazione. In una zona più interna gli agenti hanno scoperto altri 3 cavalli maschi, detenuti in una sorta di baracca sporca e fatiscente, in spazi talmente angusti da non avere la possibilità di sdraiarsi e avere un minimo di movimento. Anche loro in condizioni igienico-sanitarie estremamente precarie.

Tutti i cavalli sono adesso al sicuro in stalli provvisori e adesso per loro si cercano adozioni: per inviare la propria richiesta di affidamento è possibile contattare Progetto Islander (custode giudiziaria di alcuni dei cavalli sequatrati) ai recapiti progettoislander@gmail.com e 338 4016261.
I due proprietari dei cavalli risultano recidivi, in quanto già denunciati in passato per lo stesso reato di maltrattamento: in quel caso erano stati i Carabinieri a denunciarli e a sequestrare gli animali.20170819 Aci Catena CT (2)

Dalle due associazioni va un plauso alla Polizia di Stato di Catania – Reparto a Cavallo, per il tempestivo e risoluto intervento.

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comprà, v.tr.: comprare. Part. pass. e per conseguenza anche nei tempi composti con esso: “Compro”: comprato. Ciò specialmente nel contado, ma probabilmente forme simili erano diffuse nella letteratura italiana d’un tempo, come mi porta a pensare anche il fatto che nell’iscrizione di una lapide nell’ospedale fiorentino di Santa Maria Nuova dedicata a “monna Tessa”, serva del padre della nota Beatrice, figlia di Folco Portinari (che ella indusse a fondare tale ospedale nel 1288), io abbia trovato scritto “compre” nel senso di “comprate”

comugnione, s.f.: “comunione” (M. Catastini), di cui è una storpiatura (molto probabilmente di origine contadina per marcare maggiormente la parola mediante l’epentesi della –g- nel parlare) peraltro venuta meno col tempo e con l’aumentare del livello d’istruzione

concorzio, s.m.: “consorzio” (M. Catastini), per una forma di assimilazione della –s- alla c- iniziale, ma è in declino giustamente anche perché si può considerare una forma errata di metatesi, derivando dal lat.  “consortiu(m)” e questo da “consors” = “che ha la stessa sorte” (DISC), avendo nel Medioevo i “consortes” interessi politici ed economici comuni a quelli dei capi delle fazioni di appartenenza

congigliaia, s.f.: “pelle della gola dei bovini” (M. Catastini), ma questo termine è andato perduto

conìgliolo e nel contado cunìgliolo, s.m.: coniglio e specialmente la variante del termine fa venire alla mente l’etimo del nome del noto roditore: infatti il lat. “cuniculus” significa, oltre a “coniglio”, “cunicolo” e il coniglio ha appunto l’abitudine di scavare cunicoli, strette gallerie sotterranee. Proprio dall’indicare la “tana (del coniglio) è passata ad indicare un condotto sotterraneo, appunto, la parola cunicolo (DISC). Comunque conigliolo è una variante toscana di “coniglio”, come avviene anche per altri termini che finiscono in “–olo”

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 12 settembre 2017 

Lo scavo della Villa Romana di Sant’Antonio. Le nuove scoperte

Martedì 5 settembre si terrà alle ore 21.30 presso il Museo Civico di Montaione in via Cresci 17/19 una conferenza, riguardo agli ultimi aggiornamenti della ricerca archeologica della Villa Romana di Sant’ Antonio. Si tratta dello scavo archeologico che il Comune di Montaione ha affidato da alcuni anni all’Associazione Archeologica della Valdelsa Fiorentina ed ha portato alla luce delle interessanti scoperte sia dal punto di vista stratigrafico che di restauro. Particolare interesse andrà anche al confronto con alcune strutture simili a quella di Sant’Antonio per comprendere in modo migliore il funzionamento dell’edificio indagato archeologicamente.

Fenomeni di intorbidamento dell’acqua

Acque SpA comunica che nel tardo pomeriggio di giovedì 31 agosto si è verificato un guasto imprevisto alla centrale di Pian delle Querci, impianto responsabile del trattamento dell’acqua che viene distribuita nel Comune di Montaione. A causa del guasto, si sono diffusi su tutto il territorio comunale problemi di torbidità dell’acqua.

A seguito delle prime segnalazioni, il personale di Acque SpA è intervenuto immediatamente, chiudendo l’ingresso dell’acqua proveniente dalla centrale al deposito principale di Pozzolo (evitando così un aggravarsi del problema), e riparando poi il guasto, ripristinando così il corretto funzionamento dell’infrastruttura di Pian delle Querci.

Nella notte tra giovedì 31 agosto e venerdì 1 settembre, sfruttando il momento di minori consumi, i tecnici hanno eseguito lavaggi straordinari per limitare ulteriormente la torbidità dell’acqua, fenomeno ancora presente nella mattina di venerdì, ma comunque in progressiva diminuzione, e che dovrebbe scomparire nel corso della giornata.

Scusandosi per i disagi, Acque informa che per ogni ulteriore chiarimento o aggiornamento è possibile contattare il numero verde 800 983 389.

Sughera 2.0 Hic Sunt Leones 2017 III Edizione

Due serate di divertimento per grandi e piccini.

Il 1° e il 2° Settembre a Montaione, in località Sughera, si svolgerà la terza edizione di Sughera 2.0, evento organizzato dall’Associazione Sa di Sughera in collaborazione con il Comune di Montaione. Due serate di divertimento con il mercatino dell’artigianato, Dj set, magia, giochi di una volta, gonfiabili per i bambini, trucca bambini, cavalli, concerti live e tanto altro ancora.

Per tutta la durata della festa sarà disponibile uno stand con birra e porchetta ed il sabato si potranno degustare anche i piatti tipici della cucina toscana. Leggi la locandina cliccando qui —>SUGHERA III Edizione

 

SUGHERA III Edizione

Questa sera I Paesi di Marzapane. Ultimo appuntamento

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Giunge al termine la 18° edizione dei Paesi di Marzapane, la rassegna di teatro per bambini di tutte le età organizzata dai Comuni di Gambassi Terme e Montaione, con la direzione artistica di Teatrombria. L’ultimo appuntamento sarà proprio in Piazza della Repubblica a Montaione, martedì 29 settembre alle ore 21.30, con ingresso gratuito. La Compagnia di Claudio e Consuelo ci presenterà “Roclo … il Circo segreto degli oggetti abbandonati”. Spettacolo di clownerie dove la giocoleria s’intreccia con l’abilità di raccontare storie anche con gli oggetti…abbandonati!!! In caso di maltempo lo spettacolo si terrà presso il Teatro di Scipione Ammirato, in Piazza Gramsci. Collegati alla locandina completa cliccando sopra  Paesi di Marzapane_29 agosto

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comodo, agg. o s.m. a seconda dei casi. Si pensi al modo di dire “Se l’è presa comoda”, dove si può sottintendere la parola “maniera” preceduta dalla prep. sempl. “in”, spiegando perciò: non si adopera con la necessaria rapidità. Si pensi invece ai modi di dire “Mi fa comodo” (mi conviene) e “Sono in comodo”: sono pronto

comparì’, v.intr.: comparire anche nel senso di dare un buon risultato. Pass. rem. 3^ pers. pl.: “comparirono”: comparvero

comparita, s.f. tosc.: “bella figura” (DEI), usato solo nella locuzione “Far comparita”: “presentarsi bene” (DISC), da noi in riferimento a pasti abbondanti o, meglio, che finiscono per sembrare tali  perché fanno fare una bella figura in particolare ai padroni di casa. Si pensi alla frase: “Ha fatto proprio comparita!” in riferimento, per es., a una pietanza

compiccià’, v.tr.e intr.: compicciare, voce toscana con un’ accezione piuttosto sfavorevole, dal momento che è usata più che altro in frasi negative, come quando viene detto: “ ’Un ho compicciato nulla di bòno!” : non ho combinato niente di buono!

còmpito, s.m.: cómpito, cioè “incombenza” o “esercizio scritto assegnato agli alunni”, da pronunciare col suono chiuso perché deriva dal lat. “cum” (“con”, ma anche intensivo), oltre che da “putare” (“calcolare”: DISC): il lat. -u- in ital. diviene –o- col suono chiuso e non aperto, come da noi si sente spesso pronunciare nel caso di questo vocabolo

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I Muziki Trio chiudono il Festival della Musica Suonata

Tre grandi nomi del jazz a San Vivaldo, che ospita il quinto e ultimo concerto del Festival
Finale “col botto” per l’ultimo dei cinque concerti del Festival della Musica Suonata, che sotto la direzione artistica di Stefano Montagnani hanno riempito di grande musica alcuni tra i luoghi più
affascinanti di Montaione. L’ultimo appuntamento non sarà da meno. Domenica 27 agosto alle 21.30, sul Sagrato della Chiesa di San Vivaldo si esibiranno i Muziki Trio, gruppo costituito da nomi eccellenti della scena musicale toscana e nazionale: il pianista-compositore Franco Santarnecchi (pianoforte e tastiere), da molti anni a fianco di Jovanotti; la potente vocalist fiorentina Titta Nesti (voce/live electronics); Eleanor Young (violoncello/flauto).
Grazie alla libera improvvisazione e all’uso di timbriche e colori musicali diversi, il gruppo esplora temi originali di propria composizione e frammenti di standard del jazz e della popular music, evocando ambientazioni diverse mediante l’uso di strumenti sia acustici che elettronici. Momenti onirici, spazi evocativi, tappeti sonori e ipnotici renderanno la performance un autentico viaggio musicale dove tutto può accadere.
musicasuonata

Ci ha lasciato il nostro farmacista

Si terrà domani 24 agosto alle ore 17 nella chiesa di San Regolo il funerale di Salvatore Priamo, il farmacista di Montaione scomparso oggi. Da mesi soffriva di una grave malattia.

In queste ore, sui social network ci sono continui messaggi di condoglianze e di ricordi.

Le nostre sentite condoglianze alla famiglia, in ricordo di una persona che aveva sempre un consiglio e un incoraggiamento per tutti.

La redazione di Montaione.Net

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comodo, agg. o s.m. a seconda dei casi. Si pensi al modo di dire “Se l’è presa comoda”, dove si può sottintendere la parola “maniera” preceduta dalla prep. sempl. “in”, spiegando perciò: non si adopera con la necessaria rapidità. Si pensi invece ai modi di dire “Mi fa comodo” (mi conviene) e “Sono in comodo”: sono pronto

comparì’, v.intr.: comparire anche nel senso di dare un buon risultato. Pass. rem. 3^ pers. pl.: “comparirono”: comparvero

comparita, s.f. tosc.: “bella figura” (DEI), usato solo nella locuzione “Far comparita”: “presentarsi bene” (DISC), da noi in riferimento a pasti abbondanti o, meglio, che finiscono per sembrare tali  perché fanno fare una bella figura in particolare ai padroni di casa. Si pensi alla frase: “Ha fatto proprio comparita!” in riferimento, per es., a una pietanza

compiccià’, v.tr.e intr.: compicciare, voce toscana con un’ accezione piuttosto sfavorevole, dal momento che è usata più che altro in frasi negative, come quando viene detto: “ ’Un ho compicciato nulla di bòno!” : non ho combinato niente di buono!

còmpito, s.m.: cómpito, cioè “incombenza” o “esercizio scritto assegnato agli alunni”, da pronunciare col suono chiuso perché deriva dal lat. “cum” (“con”, ma anche intensivo), oltre che da “putare” (“calcolare”: DISC): il lat. -u- in ital. diviene –o- col suono chiuso e non aperto, come da noi si sente spesso pronunciare nel caso di questo vocabolo

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Pour Parler Trio al Festival della Musica Suonata

Caleidoscopico concerto in Piazza Branchi

Volge quasi al termine il Festival della Musica Suonata di Montaione, le cinque serate musicali a cura di Stefano Montagnani che hanno allietato le serate dello splendido borgo valdelsano.

Martedì 22 agosto alle 21.30, come sempre a ingresso gratuito, la suggestiva cornice di Piazza Branchi ospiterà il concerto dei Pour Parler Trio, una ensemble di nuova costituzione che riunisce musicisti che si frequentano da tempo.

Lo spettacolo condurrà l’ascoltatore in un caleidoscopico viaggio attraverso molteplici generi e stili musicali: swing, musette, tango, jazz, bossa, latin e melodia italiana. Il trio propone una rilettura inedita e originale di grandi classici, riproposti però con unitarietà di stile e di linguaggio, per una musica piacevole e ricca di energia.

I Pour Parler trio sono:

Roberto Beneventi: fisarmonica Stefano Montagnani: chitarra Mirco Capecchi: Contrabbasso feat. Elena Guarducci: voce

Il Festival della Musica Suonata si concluderà a San Vivaldo domenica 27 agosto con i Muziki Trio.

pourparler

Prima unione civile a Montaione

A distanza di più di un anno dall’approvazione della legge Cirinnà, anche il Comune di Montaione ha celebrato la sua prima unione civile. Ciro e Antonino si sono uniti civilmente questa mattina, venerdì 18 agosto. I due sono residenti in Campania, ma hanno scelto la cittadina toscana in cui hanno anche una proprietà immobiliare. A darne notizia è stata l’assessore Elena Corsinovi sul suo profilo facebook.

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2017/08/18/unione-civile-montaione-ciro-antonino-dicono-si/

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cognosce’, v.tr.: “conoscere” (M. Catastini), ma il v. “pis. e lucch. rustico” (DEI), pur risentendo del lat. class. “conoscere”, è caduto almeno da noi in desuetudine

còio, s.m. tosc., più precisamente nel comprensorio del cuoio: cuoio, appunto, detto anche in pis., dove, come da noi e come in casi analoghi, quali “cuoco” e “vuole”, il ditt. –uo- diventa -o- , e il pl. “coia” indica “la pelle umana”, per cui “tirà’ le còia” significa morire (B. Gianetti)

cóla, s.f.: filtro usato in particolare per il “ vin dolce” nella campagna  (R. Bettarini). Infatti deriva dal lat. “colare”, a sua volta da “colum” = “filtro” (De Mauro)

cólo, s.m.: individuo lamentoso, come nella frase, ma specialmente nel linguaggio familiare: “Se’ proprio un colo!”: sei proprio un lagnoso!

 

combinà’, v. per lo più tr.: combinare. Si tenga presente il proverbio contadino: “A tavola e a letto si ‘ombina e meglio affari” : i migliori affari e le migliori imprese sono realizzati e fatte gustando i piaceri della tavola e del letto

comèsse (o), loc.derivata dal lat. “cum esset”, si può dedurre da L. Bezzini che giustamente osserva che “comesse” è usata spesso per avviare il discorso: “come sarebbe” o “per esempio”. È poi da notare che in comesse si è verificata l’ “agglutinazione” (o “concrezione”), cioè la “fusione in un’unica unità di due parole” (De Mauro)

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 22 agosto 2017 

Bibliografia di Montaione e Gambassi Terme

Di Rino Salvestrini

Questa bibliografia comprende tutto ciò che ho trovato su Montaione e Gambassi Terme, intesi anche con le loro frazioni, comprese quelle che ora non lo sono più e fanno parte di altre municipalità: Castelfiorentino (Castelnuovo in Valdelsa, Meleto, Mellicciano e Coiano); San Miniato (Canneto e San Quintino); Peccioli (Cedri); San Gimignano (Larniano, Pulicciano e Canonica);
Volterra (La Nera). Di solito le bibliografie si dividono per Comune, ma in questo caso ho creduto giusto fare un lavoro unico, perché in un certo periodo i due Comuni ne formavano uno solo, comunque poi facendo parte della stessa zona (Valdelsa Fiorentina) e della medesima Diocesi (Volterra), certi libri vanno bene per l’uno e per l’altro Comune.

fotoArchivioBibliotecaL’elenco, che supera i mille titoli, forse non è completo e, ancora forse, certi lavori non sono necessari per una bibliografia essenziale, ma ho cercato di mettere tutto, poi qui ho fatto una selezione
significativa. Certamente c’è ancora da ricercare, e soprattutto da aggiornare, perché nuovi studi via via escono continuamente, per fortuna!
Fanno la parte del leone, per numero di scritti, San Vivaldo, la mineralogia di Iano e Montignoso, il Filicaia, la Pieve di Santa Maria a Chianni, il vetro, il Cieco da Gambassi e, di recente, l’agriturismo.
Come è naturale, abbondano i saggi pubblicati sulla rivista MSV. A certi libri e saggi ho aggiunto, fra parentesi quadre, alcuni dati esplicativi. Ho riportato anche gli inediti, fra i quali una ventina di tesi di laurea.

Scarica Bibliografia di Montaione e Gambassi Terme (pdf)

Auto rubata a Montaione, restituita in 4 giorni al proprietario

Quattro giorni per recuperare e restituire al legittimo proprietario un’auto rubata a Montaione. La famiglia di turisti austriaci, che aveva subito il furto, è rimasta sbalordita. E non ha mancato di esprimere il suo apprezzamento per l’efficienza e la rapidità con cui la Polizia Municipale è riuscita a ritrovare la loro auto, che ormai credevano perduta.

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2017/08/09/auto-rubata-montaione-restituita-4-giorni-al-proprietario/
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Festival della musica suonata. Il terzo concerto.

Contaminazioni musicali per i Forró Miór a Montaione

Giro di boa per il Festival della Musica Suonata

Dopo il grande successo dei primi due appuntamenti del Festival della Musica Suonata, Montaione si prepara ad accogliere in piazza della Repubblica il terzo dei cinque concerti. Martedì 15 agosto alle 21.30, come sempre a ingresso gratuito, si esibiranno i Forró Miór, che presentano un concerto esplosivo ed emozionante di forró pé de serra con contaminazioni afro-latin. Fisarmonica, chitarra, zabumba e triangolo creano una groove ritmica irresistibile in cui si fonde il canto, leggero e intenso, che parla di festa, di danze, ma anche di storie di immigrazione, di lontananza e di saudade. Numerose le contaminazioni musicali, dalla milonga, alla cumbia fino al calypso, al samba e al latin jazz, partendo sempre dal Forró, genere musicale nato nel nord est del Brasile, un concentrato di ritmo e allegria, fatto apposta per ballare. I Forró Miór suonano con successo nei festival e nei club di tutta Europa.

Nicolas Farruggia: Voce / chitarra

Alberto Becucci: fisarmonica

Walter Martins: percussioni / voce

Timoteo Grignani: Percussioni / voce

 

Nuova ambulanza della Misericordia di Montaione

La nuova ambulanza BRAVO 6101, che si aggiunge alla BRAVO 6102 e alla Panda 4X4 del 2011, al mezzo attrezzato del 2015 ed alla punto del 2009,
con dotazioni e tecnologie
di sicurezza e confort
(sospensioni pneumatiche, dispositivo che permette al mezzo di rimanere sempre acceso, in emergenza, senza chiavi inserite, riscaldatore automatico abitacolo sanitario, navigatore satellitare, telecamera posteriore, oltre a quanto previsto dalle vigenti normative nazionali e regionali…, defibrillatore semiautomatico, pulsossimetro, monitor multiparametrico… ed altro ancora)
È arrivata a Montaione.

Inaugurazione: domenica 10 settembre 2017
Costo: circa 80.000 euro, acquistata con una parte di eredità della famiglia Gensini, in memoria di Fosca, Alberto e Sergio.

Alessio Gronchi

Festival della musica suonata. La seconda serata è a Castelfalfi

Inchanto al Festival della Musica Suonata

Dopo l’anteprima blues nel capoluogo, il Festival della Musica Suonata, la rassegna curata da Stefano Montagnani, si sposta nello splendido borgo di Castelfalfi per la seconda serata, domenica 13 agosto alle 21.30, quando si esibiranno gli Inchanto. Il gruppo interpreta la Toscana come terra di partenza, depositaria di una cultura propria, profonda e radicata, ma anche, da sempre, terra di passaggio e di ospitalità da molti prediletta, di culture che in essa si sono incrociate e confrontate nel corso dei secoli. Sono state queste immagini, questi colori, questi suoni che il gruppo si porta dentro sin dall’inizio del proprio viaggio e che lo hanno ispirato, permettendogli di elaborare la “propria” musica. Una musica che affonda le sue radici sia nel rinascimento italiano che nel folk (irlandese, bretone, occitano) regalando atmosfere in costante equilibrio tra antico e moderno, colto e popolare. In questa sorta di “alchimia sonora”, filtrata attraverso una sensibilità mediterranea, giocano un ruolo importante i testi composti in varie lingue. L’obiettivo principale, perciò, non è stato quello di operare una ricerca strettamente filologica o di maniera, quanto di elaborare un repertorio di composizione originale profondamente ispirato dal luogo di origine.

Michela Scarpini: voce solista / percussioni / dulcimer

Cesare Guasconi: Ghironda / dulcimer / geyerleier / moraharpa / synth / harmonium / cori

Giampiero Allegro: flauti dolci / clarinetti / tin whistles / low whistle / uillean pipe

Franco Barbucci: violino / cori

Marco Del Bigo: chitarra-liuto / cittern / arpa / bodhràn / percussioni / cori

I cacciatori di Montaione contro la sclerosi: 1000 euro all’associazione Smart Onlus

I cacciatori di Montaione contro la sclerosi: 1000 euro all’associazione Smart Onlus
Le sezioni comunali Federcaccia e Arcicaccia di Montaione (FI) in collaborazione con le locali squadre di caccia al cinghiale (Cinghialai Castelfalfi e Club Veleno), nell’ambito della 5° festa del Cacciatore svoltasi nei giorni 07/08/09 Luglio 2017 presso il complesso “ Parco dei Mandorli “ , hanno devoluto la cifra di €1.000,00 all’ associazione SMART Onlus sez. di Empoli Sclerosi Multipla . Grande successo , oramai per il terzo anno consecutivo, di “ Caccia alla salute” che si è svolto nella serata di Sabato dove sono intervenuti : IL Dr. Giovanni Guerri (igiene e sanità pubblica ASL Empoli), Dr. Leonello Guidi (neurologo ASL Empoli) Dr Riccardo Ristori (Anestesista 118 ASL N/O Livorno), Dr.ssa Monica Piovi (Direttore Diritti di Cittadinanza e coesione sociale)

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di Giancarlo Carmignani

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coglie’, v.tr.: cogliere. Si noti che anche da noi, così come nel Pisano, veniva o addirittura viene ancora detto talora, sia pure impropriamente: “vo a coglie’ ” oppure “a fa’ l’olio” per dire “vado a cogliere le olive”, andando alla sostanza secondo la tipica mentalità pratica popolare

cogliómbero, s.m.: sciocco, per non dire coglione, di cui è una voce meno volgare ottenuta mediante un ampliamento. Quanto a coglione, deriva da còglia, termine antico e letterario “per indicare – dice il Battaglia – la borsa dei testicoli” (R. Cantagalli), cioè lo “scròto”, derivato appunto  dal lat. “scrotu(m)” = borsa (DISC). Coglioni è usato specialmente al pl. seguito dal punto esclamativo col significato di “Ha’ detto nulla!”, caspita!, eufemismo al posto del volg. “cazzo”, abusato a sua volta da tanti giovani, femmine comprese, da cui si richiede giustamente un linguaggio più controllato

cogliono (con la c- aspirata, ma non tolta), s.m.: corno, per non dir peggio, col significato di “cosa di nessuna importanza” com’è scritto nel DISC in riferimento al volg. “cazzo”. Dal punto di vista linguistico è chiaro che si tratta di una variante di una parola volg. (“coglione”), ma meno di quella testè citata ed aggiungo che l’ho sentita usare, sia pur raramente, in un’erspressione come “E per me un cogliono!” o come “E questo è un cogliono!”, che significano rispettivamente “E per me nulla?” e “Non è vero!”, espressioni dette con un certo risentimento, almeno la seconda, la prima invece col sorriso fra le labbra

cògno, s.m.: “cumulo di legno” (M. Catastini), ma il termine è in disuso anche in tal senso

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 15 agosto 2017 

I Betta Blues Society aprono il Festival della Musica Suonata

Tutto pronto per la IX edizione del Festival della Musica Suonata, cinque concerti curati da Stefano Montagnani, che riempiranno di sonorità e colori alcuni tra i luoghi più suggestivi del piccolo comune valdelsano. Martedì 8 agosto alle 21.30 il Festival si aprirà con il live dei Betta Blues Society in Piazza Branchi, nel centro storico di Montaione.

FMS_Programma_Locandina-page-001I live dei Betta Blues si distinguono per la grande vitalità, per il coinvolgimento del pubblico, per l’utilizzo di strumenti esclusivamente acustici e si dividono in due parti: in una i brani sono scelti per presentare al pubblico le due facce del blues, quella legata alla spiritualità del gospel e quella più sporca e torbida che racconta quello che accadeva durante i concerti nelle sale da ballo. Nell’altra, il gruppo propone i brani originali del nuovo album, che raccontano situazioni di vita personale, come succedeva nei primi del ‘900. Senza mai scadere nel manierismo, la band capitanata dalla brava frontwoman Elisabetta Maulo cita il genere in modo fresco e originale, mantenendolo vivo e attuale. I BBS si avvicinano al blues, al gospel e al folk miscelandoli senza nessun timore reverenziale; il risultato è un mix allegro, coinvolgente e emozionante di tutti questi generi riletti in chiave più moderna. Grande attenzione viene data al feeling, alla grinta dei musicisti e alle armonie vocali, sulla falsariga degli arrangiamenti delle grandi donne del blues. I Betta Blues sono attivi dal 2009 e hanno pubblicato due album: Betta Blues Society e Roots. Durante la promozione hanno suonato in tutta Italia in locali e festival importanti condividendo il palco con artisti come Lynyrd Skynyrd, Carmen Consoli, Alex Britti, Edoardo bennato, Samba Touré, Raphael Gualazzi. Il 5 Dicembre 2016 è uscito “Let Them Out” il terzo album di inediti della band.

I Betta Blues Society sono:

Elisabetta Maulo: voce, kazoo, ukulele, washboard

Lorenzo Marianelli: dobro, ukulele, cori

Fabrizio Balest: contrabbasso, cori

Pietro Borsò: percussioni

La Cisternata 2017 – X edizione

Venerdì 4 e Sabato 5 Agosto 2017 presso il Parco Cisterna Romana di Montaione (FI), si svolgerà la decima edizione del festival “La Cisternata”, un evento organizzato dall’Associazione Ricreativo Culturale Sogni di R’n’R e nato dalla volontà di un gruppo di giovani di dare un contributo alle varie manifestazioni estive come In-Forchett’Ando, Contest Enogastronomico organizzato in collaborazione con il Comune di Montaione. Come si evince dalla locandina quella di quest’anno sarà una ricorrenza particolare per questo evento, che nel corso di 10 anni si è evoluto e ha attirato a sé differenti generazioni, portando nel comune toscano migliaia di persone. Le serate avranno inizio alle 19:00 con animazione per bambini, aperitivi al tramonto, cena con piatti tipici della tradizione toscana, griglia e panini. Come ogni edizione l’ingresso sarà totalmente gratuito, e anche il servizio bus che faranno da spola dal centro di Montaione al Parco sarà gratis e rimarrà attivo per tutta la notte.

La Cisternata_CartolinaVenerdì 4 Agosto – Una delle novità più grandi sarà la serata di Venerdì 4 intitolata “House Night” in cui l’house music e le sonorità elettroniche invaderanno il parco montaionese dove si alterneranno numerosi DJs della Valdelsa e non. La punta di diamante della line up sarà Francesco Bertelli in arte Mennie, dj e produttore toscano resident del Tenax di Firenze, che ha recentemente pubblicato una traccia sull’etichetta Desolat di Loco Dice, superstar del circuito house e techno internazionale. Ad affiancarlo sul palco ci saranno una serie di giovani artisti come Alexander T, resident del Kaleido di Castelfiorentino e dei progetti Mooved e Cube e il duo pratese Mohabitat con il suo live audio e video, dove la musica si unirà al mapping 3D e alle video proiezioni. La serata continuerà con il duo Piko&Dezo e con un altro speciale live set “Days Gone By” di DJ Nejo. L’evento inizierà dalle 19:00 con un aperitivo al tramonto dove i partecipanti avranno la possibilità di cenare per poi ballare fino a tarda notte. Con “House Night” l’organizzazione manifesta un grande senso di rinnovamento e apre le porte a un genere musicale e a un pubblico nuovo per il festival.

Sabato 5 Agosto – Per la seconda serata sul palco de “La Cisternata” si esibirà il gruppo empolese Arcambold, formatosi nel 2007 per mano di Piero Zannelli, maestro di chitarra presso il Cam di Empoli. L’intento di Piero era quello di formare un gruppo completamente acustico che seguisse la via del folk e della musica irlandese e celtica. Dopo l’entrata e l’uscita di componenti all’interno della band la prima stabilità si comincia a trovare dopo circa tre anni e nel 2010 i primi risultati cominciano ad arrivare con concerti tenutisi anche fuori casa. Da ricordare in questo periodo la partecipazione ai festeggiamenti di san Patrizio con esibizioni a Bologna ed Urbino. Nonostante ciò la formazione del gruppo per un po’ di tempo è soggetta a cambiamenti continui, fino al 2012/13. Nel frattempo gli Arcambold sono in continua crescita sia a livello musicale che di impegni: nel 2013 partecipano di nuovo a Mercantia a Certaldo, al Radio Libera Festival di Alatri e alla festa dell’Unicorno a Vinci. Con il nuovo spettacolo “Be-Folky” nel 2014, la band ha toccato le Marche (Festival “The magic Castle a Gradara”) e la Basilicata con una serie di concerti nella zona del Pollino. Nel 2017, a distanza di 10 anni dalla sua formazione gli Arcambold vengono a festeggiare i 10 anni della Cisternata, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate montaionese. Le novità però non finiscono qui, perché in concomitanza con il festival ricorrerà un altro anniversario importante per la Valdelsa. A distanza di 10 anni dalla sua chiusura Sabato 5 Agosto 2017 andrà in scena per la prima voltà il party ufficiale “Harpo’s Pub”, il locale che ha fatto la storia nel circondario diventando uno dei “miti” di tantissime generazioni dove i DJ storici dell’Harpo’s si alterneranno in console per concludere questa decima edizione sulle note dei vecchi dischi che lo hanno caratterizzato e che hanno fatto ballare tantissimi giovani.

Info: 339 801 0556 FB La Cisternata: https://www.facebook.com/LaCisternata2012/

FB Sogni Di Rock And Roll: https://www.facebook.com/Sogni-di-Rock-and-Roll- 484525771748814/

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di Giancarlo Carmignani

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cocchiume, s.m., ma è più diffuso senza dubbio il nome gambettone come in altre parti della Tosacana: totano moro (“Tringa erythropus”), chiamato cocchiume a Fucecchio per il fischio “corto e forte” emesso da questo uccello “di ripa”, tant’è vero che a Firenze e nel Vecchianese è chiamato anche “chiò – chiò” e a Livorno “chiòi-chiòi” (C. Romanelli). Tuttavia cocchiume a Fucecchio (dal v. “cocchiare” che significa “fischiare frequentemente”) indica anche la pettegola (“Tringa totanus”), dal canto “composto di una sola nota ripetuta insistentemente” (donde il nome), e la pantana (“Tringa nebularia”), termine “tipicamente toscano” derivato dal fatto che questo uccello “frequenta luoghi melmosi”, cioè i pantani

còccolo, s.m.: “stelo di granturco o di saggina” (M. Catastini), ma è un termine caduto: in gr. “kokkos”, da cui deriva “còccola”, intesa come “bacca”, significa “nocciolo dei frutti” (DEI). Quanto a “coccole” nel senso di “tenerezze” (De Mauro), è un vocabolo dall’origine onomatopeica

coccolóne, ( a parte il termine regionale nel senso di “colpo apoplettico”: DISC) s.m.: croccolone (“Gallinago media”) e dipende dal fatto che questo uccello “resta accovacciato”(C. Romanelli)

coce’, v.tr.: cuocere. Qualche tempo fa, si poteva sentir dire: “ ‘un la fa né bollì’ e né mai coce’ ”: non la fa né bollire né cuocere, in riferimento a una persona che passa troppo velocemente dal fare una cosa a farne un’altra, senza la necessaria ponderazione o comunque senza farla maturare

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 08 agosto 2017 

Leonardo Fiaschi show

LOCANDINA FIASCHIMartedì 1 Agosto alle ore 21.30 si terrà in Piazza Branchi il Leonardo Fiaschi Show, uno spettacolo a cabaret a cura dell’Associazione Elianto e in collaborazione con il Comune di Montaione. Imitatore, cabarettista, cantante italiano e soprattutto comico livornese, che vi farà passare una serata indimenticabile dal ridere grazie alle sue imitazioni!

Prevendite presso Tabaccheria Cappellini piazza della Repubblica. Posto unico 12€ (10€ ridotto) Info e prenotazioni: 338 82255740 – 339 6628190 – 0571 697696 – asselianto@gmail.com

 

Ciccia e Vino.

Merenda-cena a Montaione Ciccia e Vino torna in Piazza della Repubblica

Ciccia e Vino_2016Domenica 30 luglio in Piazza della Repubblica ospiterà Ciccia e Vino, uno dei “classici” e più attesi appuntamenti dell’Estate Montaionese. La merenda-cena di Montaione, organizzata dall’associazione Borgoalto – CCN in collaborazione con il Comune, si terrà dalle 18 alle 24. Per tutta la sera sarà possibile cenare con la carne alla brace della macelleria F.lli Barnini, i funghi di Montaione Tartufi, il pane dell’Antico Forno e l’ottimo vino delle aziende agricole di Montaione. La serata sarà allietata dalla musica dei “Due di Due”, duo acustico formato da Jessica Infurna (voce) e Daniele Duranti (chitarra), che propongono un repertorio che spazia dal pop, al jazz allo swing. I negozi del centro storico di Montaione resteranno aperti.

Alberto Mons. Fingerstyle guitar concert

Martedì 25 Luglio in piazza della Repubblica a Montaione, il concerto di Alberto Mons, il poliedrico musicista noto per le sue apparizioni televisive e i numerosi concerti live, quest’anno selezionato fra i quattro migliori chitarristi emergenti all’ Acoustic Guitar Village di Cremona offre uno show ricco di energia e talento per chi ama ascoltare, ma anche ballare. Ingresso gratuito, posti a sedere fino ad esaurimento. Inizio concerto ore 21.30.

Alberto Mons_25 luglio-page-001

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ciuo, s.m.: ciuco, voce anch’essa tosc. ed espressiva con questo significato (DISC): “asino”, attestato da Michelangelo Buonarroti proprio l’anno della sua morte, cioè nel 1564, ed invece col significato di “persona ignorante, poco intelligente” dal Giusti (DELI), molto probabilmente per la durezza di questo animale. In reltà esso fa tenerezza, specialmente il “ciuino”: ciuchino, così buono e dallo sguardo rassegnato. Non meraviglia perciò che dalle nostre parti un tempo venisse dato a intendere , quando eravamo piccoli, che esso portava i regali la notte di Natale, come abbiamo visto nella voce ceppo. Frase: “In mezz’ora nasce un ciuo e va ritto!”: anche in poco tempo si possono fare tante cose. Viene definito invece “muso a ciuo” il viso di chi è scontento

ciurlà’, v.intr.: ciurlare, ma il significato di prendere in giro può essere nato dal fatto che anticamente (essendo attestato in letteratura nel ‘500) il “ciurlo” era un “giro di danza su un solo piede”: DEI, che considera questa una voce espressiva 

ciùrmolo, s.m.: ricciolo, ma è un termine caduto in disuso, così come il pl. “ciurmoli”, che indicava “ciuffi di capelli arruffati” (M. Catastini)

cocchiumà’, v.tr.: cocchiumare nel senso di conciare e questo col significato di trattare male. Infatti il cocchiume era una piccola parte della botte, dove nel mondo ebraico veniva praticata tortura consistente  nel legare il membro virile – pare –  al “foro della botte” e cioè al cocchiume, appunto,  che indica però anche “il turicciolo o tappo che lo chiude”:  DEI, che parla di “cocchiume” come voce toscana. Infatti Alberto Morelli ha sentito pronunciare il verbo “cocchiumà’ ” come una minaccia da un contadino di Ponte a Cappiano (“Ti cocchiumo io!”), per quanto almeno  esso sia caduto in disuso così come il sostantivo visto che lo ha originato

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 1 agosto 2017 

“Il mio Gesù” di Beppe Dati

Arriva a San Vivaldo l’opera in musica del paroliere fiorentino
INGRESSO GRATUITO
Sabato 22 luglio alle 21.30 il Sagrato della Chiesa di San Vivaldo ospiterà Il Mio Gesù, opera in musica di Beppe Dati, tra i più prolifici e apprezzati parolieri del panorama italiano. Lo spettacolo, inserito nel cartellone dell’Estate Montaionese e nel ricco calendario di eventi che celebrano il 500° anniversario della Gerusalemme di San Vivaldo, ripercorre la vita di Gesù e della Palestina dal 60 a.C. fino alla resurrezione, in un percorso interiore intimo e personale con cui l’autore, che si dichiara esplicitamente “non credente”, cerca di evidenziare nella vita di Gesù di Nazareth quei tratti di umanità che rendono ancora oggi il suo messaggio un riferimento prezioso a quanti, animati da “buona volontà”, sono in cerca della Verità. Lo spettacolo, composto da canzoni inedite e testi poetici, dà vita ad una sorta di Vangelo cantato, che restituisce contemporaneità alla vita esemplare di Gesù di Nazaret.
IL MIO GESU di Beppe Dati_ITALa riflessione di Beppe Dati sui Vangeli è molto attenta, profonda e fedele, arricchita di qualche licenza artistica. Le figure di Maria e Giuseppe sono molto umane, con le loro ansie, le loro paure, le loro emozioni, il loro amore genitoriale e il rapporto col figlio. Sul palco ci sono giovani cantanti e attori di ottima qualità accompagnati da un coro di 30 elementi. Lo spettacolo si sviluppa in brevi parti parlate (monologhi o dialoghi) che servono di preparazione all’ascolto e a indirizzare meglio la comprensione dei successivi brani musicali.
Beppe Dati spiega così il senso del Mio Gesù: “Nella sua Storia di Cristo, Giovanni Papini scrive che ‘Ogni età deve riscrivere il suo Evangelo… ogni generazione ha le sue cure, i suoi pensieri e le sue mattezze. Bisogna ritradurre, per aiuto dei persi, l’antico Evangelo… risuscitarlo di tanto in tanto, non già per ritingerlo coi colori della giornata, ma per ripresentare, con parole nuove, con riferimenti all’attuale, la sua eterna verità, la sua storia immutabile…’ Con questo spirito mi sono gettato anch’io in questa impervia impresa.
Ovviamente, non essendo uno scrittore, ma un umile autore di canzoni, ho pensato al Mio Gesù come a un evento musicale che racchiuda in sé caratteri e aspetti culturali, artistici ed una tensione e slancio spirituali. Inizialmente (non lo nego) il confronto col Jesus Christ Superstar di Rice-Webber pareva una montagna insormontabile, ma grazie al sostegno di due carissimi e testardi amici che mi hanno sempre incoraggiato (Leonardo Pieraccioni e Giuliano Maffei, presidente della Fondazione Stella Maris) un vento ha spazzato via dubbi e nubi.
L’idea “nuova” consiste in una sorta di Vangelo cantato, o se vogliamo di piccola opera musicale moderna (non un musical!) che ha come trama la storia di Gesù, raccontata in prima persona dai protagonisti che quella storia hanno vissuto. Visti i tempi di grande assenza di valori che da anni stiamo vivendo, con un relativismo precipitato nel nichilismo, questo progetto può aiutare tante persone a ritrovare una strada da percorrere. Il mio Gesù è quindi il mio piccolo contributo alla riscoperta della nostra essenza.” Sul palco, insieme al Maestro Dati, autore delle canzoni, delle musiche e regista, saliranno Monica Bauco, Mattia Braghero, Marilena Catapano, Luana degli Innocenti, Fabiana Bolignano Fornès, Matteo Germani, Simone Gaggioli, Benedetta Giuggioli, Massimo Grigò, Alessio Mattollini, Elena Nencetti, Nicola Pecci e il coro “Insieme per caso” diretto dal Maestro Fabrizio Berni.

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ciucciaànne, s.m.: usignolo di fiume (“Cettia cetti”) e “ciucciacanne” si spiega essendo un termine generico “per indicare i Silvidi di palude” (C. Romanelli). Esso comunque vi indica anche la cannaiòla (“Acrocephalus scirpaceus”) e il termine “ciuccia canne” è spiegato dal Romanelli per il fatto che si tratta anche in questo caso di un uccello che vola “continuamente sulle cannelle per beccare gli insetti”

ciuccata, s.f.: stupidaggine ed è da notare che in questo caso il suff. “-ata” aggiunto a “ciucc(o)” indica un “rapporto di relazione” (DISC) con questo

ciucciato, part. pass. divenuto agg.: viene detto di un “vestito molto stretto, scarso” e di un individuo “dal viso smunto” (Malagoli) o che è comunque molto magro in una parte del corpo: “magro rifinito” (R. Cardellicchio) e talora viene detto, nell’ambito del linguaggio familiare,  “ciuccato dalle scimmie”, in riferimento ad un deretano tanto magro da sembrare quasi rivolto in dentro, anziché sporgere fuori

ciucco, con l’ampiamento e l’accrescitivo ciucchettone, agg.: scemo, ma talora il primo viene usato scherzosamente tra amici. Comunque è un’offesa molto diffusa “nella zona d’Empoli” (R.Cantagalli), a Santa Croce sull’Arno e e zona Fucecchio specialmente la prima voce, mentre la seconda (citata nell’ “Vocabolario lucchese” del Bianchini secondo P. Fanfani) è rivolta talora in riferimento a una persona che è davvero malata di mente. D’altra parte anche chi si trova in tale triste situazione dovrebbe essere trattato in modo più adeguato e non certo con disprezzo

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 25 luglio 2017 

Montaione: Italia o Svizzera?

Riportiamo per intero un articolo preso dal sito www.forumelettrico.it

http://www.forumelettrico.it/forum/montaione-fi-ma-e-italia-o-svizzera-t1205.html#p5660

Il Comune ha installato ad aprile 2017 in Piazza Nunziatina due colonnine gratuite accelerate da 11 kw con ben 4 prese di tipo 2.

Sono pure presenti attacchi elettrici monofase ed acqua per uso camper.

Per l’utilizzo delle colonnine è necessario ritirare la tessera rfid presso la tabaccheria o l’enoteca indicate nel cartello (circa 300 mt di distanza) in orario di apertura.

E’ necessario lasciare un documento che verrà restituito allla riconsegna della tessera.

Per arrivarci è necessario prendere la salita verso il paese, la tabaccheria si trova appena dopo il consorzio agrario, sulla sinistra.

Attenzione che la pausa pranzo, di entrambi i negozi, è dalle 13:00 alle 16:00. Se arrivate in quella finestra dovete aspettare…

Non è proprio il massimo della comodità ma questo è l’unico neo. Per il resto gli stalli sono molto grandi.

Le colonnine, a differenza dal solito, si attivano così: prima si infila il connettore tipo 2, e poi si passa la card sul lettore. A metà strada tra la tabaccheria ed il parcheggio c’è un dispenser gratuito di acqua potabile. Utile per riempire le borracce.

in paese ci sono ristoranti, pizzerie, alberghi e b&B.

Da notare che San Gimignano dista solo 20 km.
Complimenti al Comune di Montaione. Gran bella iniziativa.

Mostra personale di Paolo Annibali

Dal 22 Luglio 2017 al 31 Agosto 2017MONTAIONE | FIRENZE

LUOGO: Il Castelfalfi / Home Gallery CasaGucci

COSTO DEL BIGLIETTO: ingresso gratuito

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 347 5797732

E-MAIL INFO: nuvolevolanti@gmail.com

COMUNICATO STAMPA: 
La Galleria Nuvole Volanti di Castelfalfi propone una mostra personale di Paolo Annibali curata da Francesco Gucci. La rassegna, il cui titolo è “La Sibilla e il fuoco”, inaugurerà il 22 di luglio e resterà aperta fino al 31 di agosto nelle due sedi espostitive, la Home Gallery “CasaGucci” e la galleria del nuovo Resort “Il Castelfalfi”. 

Paolo Annibali, marchigiano, racconta come la sua Sibilla sia, fra le figure mitologiche, colei che vede da migliaia di anni i desideri e le paure dell’uomo. 
Il Maestro Annibali a Castelfalfi propone una mostra composta da figure femminili, per un totale di ventitré opere esposte: dodici sculture in terracotta, Ragazza che si trucca, Sibilla, La linea della fortuna, Album di famiglia, Inventario delle incertezze, Case dimenticate, C. che guarda il mare, Frattura, Chi? Io!, La chioma di Berenice, Vegliare rovine, Fin dove si tocca, allestite all’interno del Resort “Il Castelfalfi”, e undici disegni, Autoritratto, Ragazza con limoni, Omaggio a Courbet, Verso sera, F. che si pettina, Lungomare d’inverno, La moglie del marinaio, Il cervo volante, Da qui si vede il mare, Per quello che so, tutti realizzati con la tecnica della china su carta ed esposti nella home gallery “CasaGucci”.
Della Sibilla, che dà il nome alla mostra, ancora oggi si pronuncia il suo nome con ossequioso timore. La Sibilla di Paolo Annibali, in una bacinella, la cui circolarità evoca quella delle esistenze, si rispecchia interrogando il suo stesso volto, e chiedendogli del proprio futuro. Ma il volto non è solo riflesso, è pietrificato, e un responso definitivo non verrà mai dato. La Sibilla, da cui si avvia il percorso espositivo di questa mostra, è accompagnata da altre figure femminili che, come cristallizzate in uno spazio altro, sono colte, invece, in banali pose quotidiane. Sembra tutto sospeso, in attesa di un movimento, di un’ immagine nuova, di una storia che verrà.  
Anche gli altorilievi raccontano di storie declinate al femminile, le narrano con dovizia anche se apparentemente sembrano lasciate al caso. Nei mondi circoscritti di Paolo Annibali accade sempre qualcosa di inatteso, una storia diversa che racchiude anche l’emozione e il pensiero di chi osserva l’opera. 
Una mostra che porta in Toscana, a Castelfalfi, un grande maestro della scultura, e cantore dell’universo femminile, con opere di grande bellezza.

Il gobbo di Notre Dame

Il giorno martedì 18 luglio alle ore 21:30 il centro commerciale naturale Borgoalto in collaborazione con il comune di Montaione presenta nel calendario dell’estate montaionese “Il gobbo di Notre Dame“.
Uno spettacolo teatrale a cura degli allievi della Soprano del maggio musiucale fiorentino Cristina Pagliai e dell’associazione “Musica Mundi”. Lo spettacolo sarà un musical composto da un cast di 25 persone tra cantanti, ballerini e comparse che faranno rivivere momenti magici a tutti gli spettatori.
Lo spettacolo è ad ingresso gratuito.
Notre dame Ita

I vecchi acquedotti di Gambassi Terme, Montaione e Castelfiorentino

Di Silvano Pucci
A cura di Rino Salvestrini

Questo lavoretto, al solito frutto del contributo dei tanti amici che già conosciamo e soprattutto di Raffaello Donati, si pone come la naturale prosecuzione delle mie “Storie di miniere e sorgenti nei Comuni di Montaione, Gambassi Terme e dintorni”, alle quali rimando e che da ora in avanti, quando necessario, citerò semplicemente come “Storie di miniere …”.
Per tante altre informazioni non posso dimenticare il prezioso ulteriore contributo di Sandro Bertelli, Alessandro Bartolomei, Remo Favilli, Alessio Pucci, Gaudenzio Sinigaglia, Claudio Simoncini, Maurizio Campidori, Filippo Vannini, Leonardo Poli, Bruno Birindelli, questa volta non in ordine alfabetico, ma cronologico, “di arrivo”. Senza la loro collaborazione un capitolo di questo libretto sarebbe stata ancor più poca cosa.
I vecchi acquedotti di Gambassi Terme Montaione e Castelfiorentino parte 1Tanti sono anche gli Enti, Associazioni ed Istituti che in vario modo hanno aiutato le mie ricerche e ai quali, pur non elencandoli, va il mio sentito ringraziamento. Ma cosa c’entrano, dirà qualcuno, le miniere con gli acquedotti che si dicono collegati; qual è il nesso fra i minerali e le sorgenti? Le relazioni ci sono, eccome! Basta ricordarne una che taglia la testa al toro. Secondo le vigenti leggi, giustamente, l’acqua è considerata un minerale che al pari di quelli non è nelle disponibilità del proprietario del terreno.

Come per lo sfruttamento dei minerali veri e propri pei quali occorre la relativa concessione, così per l’utilizzazione dell’acqua (fiumi, pozzi, sorgenti…) il Demanio Idrico concede il suo benestare. E a questo punto l’acquedotto si configura come un’impresa industriale che si serve di una risorsa mineraria. Vedremo peraltro che ai tempi che ci riguardano, le cose non stavano esattamente così, e lo puntualizzeremo.
Per l’interesse particolare e specifico che mi pare meriti l’argomento acquedottistico, ho quindi ritenuto opportuno estrapolare queste notizie da una più complessa e articolata fatica in preparazione che è dedicata alla disamina a tappeto delle emergenze idriche anche minori del Comprensorio (che sono tantissime) e che richiederà un po’ di tempo per vedere la luce. In quel contesto cercherò anche di spiegare cosa sono le sorgenti, come si formano e si originano, come si classificano e racconterò le storie (e storielle) che le riguardano.

 

 

Scarica I vecchi acquedotti di Gambassi Terme Montaione e Castelfiorentino parte 1 (pdf)

Scarica I vecchi acquedotti di Gambassi Terme Montaione e Castelfiorentino parte 2 (pdf)

 

 

Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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cìscheri, s.m., specie di epiteto non certo elogiativo in riferimento a una persona di scarso valore, a mio parere voce espressiva, collegabile con l’agg. “cischero” (“che ha cattiva vista”), così come l’umbro “ciuschero”, menzionato dal DEI col riferimento di “brillo”. Invece secondo P. Fanfani “cischero” a Firenze non avrebbe un’accezione dispregiativa, pur avendo, ma attenuati, due significati sopra espressi, così come non l’aveva originariamente in italiano l’agg. “losco”, pur derivando dal lat. “luscu(m)”=”guercio” (DISC)

cispiosi, originariamente agg. (cisposi): così venivano indicati con disprezzo, in tempi di stolte rivalità campanilistiche, i fucecchiesi dai loro vicini forse perché ancora prima la lavorazione della canapa e delle funi provocava negli occhi dei loro antenati una forma di tracoma e quindi la formazione della cispa; quanto all’inserimento della – i – pare un’epentesi dovuta a ignoranza, quasi a calcare maggiormente un disprezzo ingiustificato. La variante femminile, venuta meno, era “cipischiose” = cispose

ciucca, s.f.: ubriacatura; voce “gergale” da confrontare col calabrese “ciuc(c)a” = “ubriachezza”, che indica l’effetto dell’ubriacatura e specialmente  lo “stato di ebbrezza e di confusione mentale” a causa dell’ “ingestione eccessiva di bevande alcoliche” (DISC) e significa “ubriachezza” anche il piemontese “ciuca” (DEI)

ciuccià’, v. tr.: ciucciare. Questa voce familiare del linguaggio infantile è d’origine onomatopeica (DISC), come molte altre di tale tipo di linguaggio. Si pensi alla frase detta scherzando, ma talora con ironia o addirittura con sarcasmo: “Ciuccia, meo!” ( e si veda la voce meo) in riferimento, per es., a chi si mangia le unghie, azione che non denota certo una buona educazione. Si tenga presente anche il rifl. ciucciassi: ciucciarsi, pupparsi. Se viene detto “ciucciassi ir dito” (pupparsi il dito), ciò significa rimanere scornato, deluso per una situazione capitata spesso per colpa propria

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Presentazione del 4/2/2015,  http://www.montaione.net/il-toscanario/

Tutti gli articoli on line,  http://www.montaione.net/category/toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 18 luglio 2017