Rino Salvestrini. Personaggi nella storia della Valdelsa

copertinapersonaggidellavaldelsaHo già parlato di alcuni personaggi valdelsani nel mio La Valdelsa nel tempo, ma in seguito mi è piaciuta l’idea di riunire il maggior numero possibile di persone che hanno un posto nella storia della valle e a volte anche oltre, per un processo conoscitivo complessivo, oltre i localismi o campanilismi. Devo dire che su certi personaggi sono stati scritti libri e libri, tanto è famoso il loro nome, ma qui io ho sintetizzato al massimo per dar spazio ad altri, certamente minori, certamente meno noti, però sempre molto interessanti. Inoltre anche se certi personaggi “minori” sono conosciuti nel loro paese, dove possono anche avere l’intestazione di una via, però sono quasi del tutto ignorati negli altri Comuni.

Certamente le righe per ogni personaggio potevano essere più numerose, ma s’intenda questo lavoro soltanto una ricerca d’inventario, incompleta, ma sempre molto nutrita.

Ma chi sono i Valdelsani?
Certamente coloro che sono nati nella valle, meglio se qui hanno anche operato e sono morti, ma spesso invece molti sono andati altrove a cercar gloria, ed è pur vero che altri sono nati altrove, però hanno operato in Valdelsa. Pertanto considero Valdelsani anche coloro che sono nati altrove, ma hanno operato nella valle contribuendo alla sua storia, incidendo sulla vita economica, culturale e sociale, arricchendola di opere d’arte e così via, insomma dei Valdelsani onorari o d’adozione.
Forse ho esagerato considerando Valdelsani certi grossi personaggi dell’arte che magari hanno un solo quadro nella valle, ma questo per dimostrare che se sommiamo tutto abbiamo l’idea della verità della definizione di Art valley per la Valdelsa, come ha detto l’ex soprintendente ed ex ministro Antonio Paolucci. Si tenga conto poi che proprio per gli artisti ho dovuto fare una scelta difficile. E poi un nativo vive fino al massimo di un secolo, invece l’opera d’arte resta nella valle per molti secoli.copertinapersonaggidellavaldelsa2
Mi si permetta una piccola grande considerazione: i personaggi che ho raccolto sono moltissimi, ma le donne sono poche, perché condannate a fare le faccende di casa e i figlioli, e quelle rammentate sono eccezioni nel mondo al maschile. Se anche le donne avessero potuto studiare e praticare quello che a loro piaceva, i personaggi sarebbero stati il doppio. Inoltre bisogna ricordare che a scuola andavano solo i figli dei ricchi e benestanti e eccezioni erano i poveri che avevano qualche opportunità e solo se erano dei Giotto. Se tutti i meritevoli avessero avuto la possibilità di “fare”, uomini e donne, ricchi e poveri, i personaggi che avrei messo in questa raccolta sarebbero stati decine di migliaia! Chiuso il piccolo sfogo.

Per Valdelsa ho inteso i Comuni: Barberino Valdelsa, Casoled’Elsa, Castelfiorentino, Certaldo, Colle di Valdelsa, Gambassi Terme, Montaione, Monteriggioni, Montespertoli, Poggibonsi, Radicondoli, San Gimignano, Sovicille e Tavarnelle Val di Pesa (che un tempo faceva parte di Barberino Valdelsa.
Molti personaggi, presi singolarmente, possono non essere molto importanti, ma è “l’insieme” che ho inteso presentare per avvalorare la cultura della valle nel tempo, cioè semplicemente la sua storia nell’aspetto più espressivo. Non è che un primo tentativo, direi un contributo per una galleria di personaggi valdelsani, una carrellata per dire soltanto che la Valdelsa è ricca non solo di monumenti, ma anche di persone del passato che sarebbe bene conoscere, anche meglio di come li presento io, che qui mi limito a fare un piccolo tentativo di divulgazione della storia.
Per maggiori notizie e anche per altri personaggi valdelsani invito a leggere le varie storie d’ogni Comune vedi la bibliografia a termine del presente ed inoltre su alcune figure sono uscite monografie, ma conviene anche cercare sulla Miscellanea Storica della Valdelsa e su Internet, questo sistema moderno che sta diventando una fonte inesauribile di notizie.
L’ordine di presentazione è alfabetico, ma talvolta non è semplice stabilire qual è il cognome e quale il nome, allora consiglio di cercare nell’ordine sia l’uno, sia l’altro. Con le nascite in clinica, il paese di nascita con i contemporanei è da prendere con le molle, meglio tener conto della residenza della famiglia e della località dove uno ha operato. I personaggi sono tanti e mi sono fermato, in questa prima parte, a quelli che hanno operato fino al dopoguerra ultimo; gli altri (perché ogni tempo ha i suoi personaggi da ricordare), soggetti alla privacy, sono in un mio cassetto, lì a invecchiare!

Rino Salvestrini (rino.salvestrini@montaione.net)

Scarica Personaggi nella storia della Valdelsa A-G (pdf)
Scarica Personaggi nella storia della Valdelsa H-Z (pdf)

MontaDrone – Gli Alberi

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di Enrico Senesi (enrico.senesi@montaione.net)

Gli Alberi è una frazione che si è sviluppata nella valle lungo il torrente Evola nel Comune di Montaione. Troviamo nel censimento del 1861, il primo del nuovo Regno d’Italia, che la frazione era chiamata Sorripa Nuova, quale sviluppo nel piano dell’antica Sorripa che era sorta a mezza costa, e alcune case che erano state costruite oltre l’Evola furono chiamate Ripanova.

Quindi toponimi sempre inerenti alle ripe del torrente Evola. Ma la denominazione di Alberi che ha preso la frazione viene dal nome dei pioppi, che la gente chiama “alberi”,  piante che vivono rigogliose nei luoghi umidi, che crescono in poco tempo e danno un legno non buono per ardere, né per far carbone e neppure per costruzione. Oggi questa pianta è rivalutata perché si usa per fabbricare la carta e la plastica, tanto che recentemente tutta la Valdevola era ricoperta di pioppete, anzi di alberete.
Con il termine Alberi s’intende un insieme di case dalla chiesa, alla Piazza e poi il Molino del Botro, il Lebbio, Sorripa, il Colombarino con le nuove costruzioni, S. Benedetto e altre case sparse fino al Lago Lami, Ricorniola e Vallibonci.

Diamo uno sguardo a questo paesaggio con il nostro drone. Soli lassù in cielo, nel silenzio. Buona visione.
Vedi anche:Storia degli Alberi (pdf) di Rino Salvestrini

 

 

Lisetta Lucchini in “Popolarissimamente”, canti popolari toscani ed altre storie

X FESTIVAL DELLA MUSICA SUONATA 2018

LISETTA LUCHINI IN “POPOLAR…ISSIMAMENTE”

19 AGOSTO ore 21:30 Piazza Branchi
Spettacolo brillantissimo, in forma di recital, cantato, suonato e condotto da Lisetta Luchini e ipolistrumentisti: Luca Di Volo ed Eleonora Tassinari. Lisetta Luchini, www.lisettaluchini.it, fiorentina. Cantante, attrice ed interprete di musica popolare toscana, ricercatrice, chitarrista,cantastorie, (iscritta all’AICA ass. italiana cantastorie “Lorenzo De Antiqis”) autrice di canzoni e musiche per il teatro, fondatrice insieme ad illustri studiosi, storici, etnomusicologi, del CENTRO STUDI TRADIZIONI POPOLARI di Firenze di cui cura la parte musicale per la rivista TOSCANA FOLKlisettaluchini organo del Centro stesso.Canta tutto il repertorio “classico” toscano dalle canzoni narrative,alle ballate, serenate, stornelli, ecc…fino a Spadaro ed altri autori toscani piu’ le sue nuove ballate.
Scrive le proprie “storie” su temi attuali che continuano la tradizione dei cantastorie toscani. Si adopra, dal 1990, per la conservazione, diffusione, evoluzione della musica di tradizione popolare toscana svolgendo una intensa attivita’ di solista e ricercatrice. Si esibisce in varie formazioni strumentali, nei piu’ importanti teatri, eventi e raduni regionali e nazionali. Ha vinto piu’ volte il Trofeo Giovanna Daffini (Concorso Nazionale per Cantastorie del Comune di Motteggiana MN) Incisioni: “L’amore è come l’ellera” MC classici toscani 1992 “Canta Lisetta” MC classici toscani 1994 TOSCANA IN MUSICA, CD Semper editrice, PEGASUS Firenze 2003 (rimasterizzazione delle suddette incisioni) ristampa nel 2013.LISETTA LUCHINI …e compagnia! CD Semper editrice, PEGASUS. Firenze 2005.
IL POPOLARE CANTO Ed Folk Note Firenze 2018. Lisetta Luchini: chitarra, canto e ragionamenti.Luca Di Volo & Eleonora Tassinari: fisa, violino a braccio, viola, clarinetti, saxofoni, fagotto, violoncello, contrabbasso, voci.

X Festival della musica suonata 2018. Gran Riserva Power Trio

15 AGOSTO ore 21:30 Piazza della Repubblica
15 agosto musica suonataBlues e rock si fondono nella notte di ferragosto con i Gran Riserva Power Trio. I Gran Riserva sono Carmelo J. Arena (voce, hammond), Giuseppe Galgani (chitarra) e Andrea Bruni (batteria), una band invecchiata in botti di rovere, il sound ha un gusto rotondo, molto armonico, con un corpo persistente che nasce dalla grande passione per rock/blues che unisce questi tre musicisti. Dai classici degli anni ’50 fino al funk/blues dei giorni nostri, il Gran Riserva Power Trio spazia in un repertorio dal grande impatto sonoro ed energico.

Informazioni: Ufficio turistico di Montaione
turismo@comune.montaione.fi.it
Tel.: 0571 699255
COMUNE DI MONTAIONE – piazza del Municipio 1 – 50050 MONTAIONE (FI)

Le mie ricette

Recentemente è uscito un libro di ricette di Dianora Fiorentino e questa è la presentazione del marito Rino Salvestrini.
Il libro è in vendita alla cartoleria in piazza Cavour a Montaione, al prezzo di € 7.

Queste sono ricette di facile e veloce realizzazione, sperimentate per anni e personalizzate, ma senza allontanarsi dalla tradizionale e sana cucina toscana.

Le ricette, salvo eccezioni segnalate, si intendono sempre per tre persone, in quanto sono nate per me, per lei e per il figlio, chi ha una situazione diversa si comporti in proporzione. lemiericette

Non sono precise nelle indicazioni delle quantità e dei tempi, perché Dianora non ha voluto che le regalassi una staderina: lei ci va a occhio! La cuoca non vuole dire le quantità precise, così come i tempi di cottura, perché sarebbero comunque indicativi e da non prendersi alla lettera: un buon cuoco deve, fin dall’inizio, esercitarsi a valutare il gusto dei commensali, la qualità dell’ingrediente, le caratteristiche del forno, la stagione ecc.

Si deve capire quando è cotto, dice, e non si deve aspettare che ce lo dica l’orologio. Queste ricette, invece, indugiano più sul modo di preparazione e di cottura, arrivando ad essere didattiche, è una maestra di scuola e la cosa le è congeniale; questo senza intenzione di offendere nessuno, ma solo come richiamo all’umiltà per chi inizia. Il soffritto non fu fatto in un giorno!
Il marito

rino.salvestrini@montaione.net

Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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freddo, s.m. Modo di dire alla Querce, frazione di Fucecchio: “Freddo appiedi”: freddo ai piedi (Gino Maroletti). In pisano, ma anche a Fucecchio, può capitare di sentir dire: “È un freddo buggerone!”: è un gran freddo!: espressione che si può ben capire perché “buggerare”, da cui “buggerone” deriva, significa anche provocare malanni. Non sembra abbastanza diffuso questo proverbio, verìdico almeno per lo più in riferimento specialmente alla tramontana: “Il freddo i giovani sana e i vecchi rintana”: il freddo fa bene ai giovani, mentre fa rinchiudere i vecchi in casa

frescana, s.f.: “aria fresca” (M.Catastini), per es., che c’è chi dice che faccia cantare ancora di più l’usignolo, ma anche tale termine è in disuso

frescata, s.f.: aria fresca che fa male, potendo far venire il raffreddore, se non uno “stato patologico” peggiore

fresco, agg. sostanzialmente col significato di punito per es., nella frase “Ora sta’ fresco!”: presto vedrai come sarai punito! L’origine di questo modo di dire “ironico”, diffuso anche da noi, ma probabilmente di estrazione fiorentina, potrebbe essere addirittura dantesca. Infatti il “sommo poeta” nel verso 117 dell’Inferno del Canto XXXII dice: “là dove i peccatori stanno freschi” in riferimento ai traditori della patria, condannati nell’Antènora (R. Cantagalli) a stare col viso “più esposto al gelo” (N. Sapegno). È agg. dimin., se si sottintende,  per es. “situazione meteorologica, quando diciamo: “Eh freschina oggi!”: oggi è fresco (il tempo) eh!

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 21 agosto 2018 

X Festival della musica suonata 2018. Freddy Bertelli Jazz Quartet

12 AGOSTO ore 21:30 Borgo di Castelfalfi

Federico Bertelli è uno degli armonicisti italiani più talentuosi e stimati. Si avvicina al Jazz attraverso lo studio dell’armonica cromatica, partecipa come studente ai seminari estivi di jazz di Siena,con l’orchestra laboratorio di B.Tommaso, e le Clinics del Berklee College of Music di Boston a Perugia per UMBRIA JAZZ. Nel 1995 suona nella colonna sonora, autore Federico De Robertis, del film di Vanzina «Io No Spik Inglish» (con P.Villaggio).
Partecipa come finalista all’Euro Jazz Festival di Oristano e al Summer Jazz Jazz Fest a Prato.
Incide un cd live con P.Fresu. Nel ’96 inizia a studiare tecnica d’improvvisazione jazz ed armonia con Riccardo Arrighini, frequenta i seminari estivi di WE LOVE JAZZ ’96 con Benny Golson, Kenny Burrel, Ron Carter, Joe Chambers, e BERKLEE IN UMBRIA , con Gorge Garzone, Ray Santisi e Greg Badolato.
Collabora con i più grandi nomi del jazz italiano e internazionale: Bollani, Pieranunzi, Kramer,
Giammarco, Tamburini, Tonolo, Gibellini, Bosso, Farrington, Sellani, Basso, Manzi, Morriconi.
Cantini e tanti altriPartecipa al Mentana Jazz Festival (Roma), vincendo una borsa di studio per Berklee in Umbria.
Nel 2003 collabora nella città della Habana (Cuba), con vari esponenti del jazz e della musica popolare cubana: collabora con il pianista compositore Mauro Grossi, Andrea Melani e Lello Pareti. Suona al «Plaza Atheneé» di Bangkok con la jazz singer Cherryl Hayes con ed il jazz quartet dell’Oriental Hotel di Bangkok at «The Bamboo Bar Jazz Club», ed il «Queen’s Park Hotel».

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Il suo ultimo album Living è dedicato ai caldi colori del Centro e del Sud America, dal Choro brasiliano Caruiquinha (W. Acevedo) alla rhumba Claudia (Chucho Valdes), passando per composizioni dello stesso Bertelli come Living e Waiting. Nel disco possiamo apprezzare altri brani tra i quali la tenera ballad Soul Eyes (Mel Waldron) e Funk In Deep Freeze (Hank Mobley), un omaggio alla rigida disciplina del bebop, la stessa ferrea disciplina che serve per dominare uno strumento dalla proverbiale diabolica difficoltà, come l’armonica cromatica.
Di questo sforzo e di questa fatica non troverete però traccia ascoltando Federico Bertelli, che è arrivato da molto tempo a quel punto fatidico agognato da tutti gli improvvisatori: quello in cui la melodia sgorga naturale dal pensiero ed esce dallo strumento con l’immediatezza del canto. Bertelli assapora ogni nota come un sorso di vino pregiato, con la cura del dettaglio che solo i grandi musicisti riescono ad avere e la straordinaria intensità che solo gli artisti generosi e profondi riescono ad imprimere alla propria opera.
Freddy Bertelli: armonica cromatica
Leo Ravera: pianoforte
Matteo Anelli: contrabbasso
Andrea Melani: batteria
Informazioni: Ufficio turistico di Montaione
turismo@comune.montaione.fi.it
Tel.: 0571 699255
COMUNE DI MONTAIONE – piazza del Municipio 1 – 50050 MONTAIONE (FI)

Nido d’infanzia Mastro Ciliegia

Il Comune di Gambassi Terme e il Nido d’infanzia Mastro Ciliegia informano che ci sono ancora posti disponibili per l’anno educativo 2018-19

Le famiglie interessate ad iscrivere i propri bambini al Nido Mastro Ciliegia che accoglie bambini dai 12 ai 36 mesi e si trova in via Mameli, 1 a Badia a Cerreto possono mettersi in contatto con il gestore del servizio educativo: Arca Cooperativa sociale a r.l. di  Firenze alla mail ufficioiscrizioni@arcacoop.it

Il Comune di Gambassi Terme prevede agevolazioni sul pagamento delle quote a favore delle famiglie residenti, tramite applicazione di sconto sulle rette per la  frequenza. La riduzione del costo del servizio è resa possible, oltre  che dall’utilizzo di fondi propri del bilancio comunale, anche da contributi statali (D. Lgs. 65/2017, attuativo della Legge sulla “Buona Scuola” 107/2015),  e regionali con il concorso dei Fondi Sociali Europei.

Maggiori informazioni sono reperibili presso l’U.R.P. e nel sito del Comune www.comune.gambassi-terme.fi.it, dove è possible scaricare il bando e il modulo di domanda per le agevolazioni.

Fonte: Comune di Gambassi Terme

AVVISO famiglie 18-19.pdf

E’ scomparsa Livia, la nonna di Villa Serena

Comunicato stampa del 8/8/2018 – Villa Serena.

Stamattina all’età di 105 anni ci ha lasciato Livia Campinoti, nata il 13 marzo 1913 ad Uliveto, presso Castelfiorentino. Livia era residente dal 5 giugno 1998 a Villa Serena,dove ha vissuto con  serenità e tranquillità in questi ultimi 20 anni. Gli operatori del 3 piano B, unitamente alla Direzione, esprimono le più sentite condoglianze alla famiglia per la scomparsa di Livia, a cui tutta Villa Serena si era affezionata, era un piacere potere parlare con questa ultracentenaria che dimostrava tutta la sua lucidità. Anche il sindaco di Montaione Paolo Pomponi, che ogni anno festeggiava con Livia il compleanno ha espresso, con un telegramma le condoglianze della comunità di Montaione:

“A nome mio e dell’Amministrazione Comunale di Montaione esprimo le più sincere condoglianze per la scomparsa della cara Livia. Aggiungo un commosso pensiero personale per la profonda amicizia che a lei mi legava e l’affetto che lei stessa aveva maturato nei miei confronti. Una persona di qualità umane rare, il cui ricordo mi accompagnerà sempre.”

I funerali si svolgeranno presso la chiesa di Villa Serena venerdì pomeriggio.

Recentemente la sua storia di vita è uscita in un libro sui centenari della Toscana di Giuseppe Della Maria.

Figlia di Angelo e Ida Nicolini, contadina a mezzadria.

Un fratello Dino

Istruzione terza elementare frequentante nella scuola di Certaldo. “la Scuola era troppo lontana quindi smisi di andarci”.

Sino a 14 anni collabora in casa. Per un anno presta servizio come baby sitter in una famiglia del paese e poi a 15 anni si impiega al pastificio Neri e Venturi di Certaldo, una florida azienda con 20 operai.

Si fidanza con un collega di lavoro, Ferrè Zanoboni e si sposano nel 1934.

Dopo cinque anni Ferrè viene chiamato alle armi con destinazione Albania . Rientra a casa dopo tre anni in condizioni di salute molto precarie.

A causa dei violenti bombardamenti, Livia e la nonna del marito sono sfollate nelle campagne circostanti Certaldo.

Anche il panificio Neri e Venturi viene completamente distrutto dai bombardamenti.

Nel Dopoguerra Livia lavora in una vetreria come operaia addetta al rivestimento fiaschi.

E’ vedova dal 1966; si risposa nel 1972 con il pensionato Gino Nencioni di Certaldo.

Passano buona parte dell’anno a Follonica nella loro casa estiva e per tanti anni frequenta le cure termali a Chianciano Terme.

Rimane vedova per la seconda volta nel 1982.

Livia era una donna che ha sempre avuto buon umore ed era molto religiosa.

Amava le melanzane arrosto e la pastasciutta.

Livia raccontava così la sua storia di vita:

STORIA DI VITA DI CAMPINOTI LIVIA

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Mi chiamo Campinoti Livia e sono nata a Uliveto (Castelfiorentino) il 14/3/1913; mia madre era casalinga, mio padre, tornato malato dalla guerra, non poteva lavorare, i nonni si occupavano della campagna.

Io e mio fratello abbiamo frequentato la scuola dalle suore, fino alla terza elementare, mio fratello ha studiato di più, fino all’avviamento al lavoro.

Quando avevo 12 anni, la famiglia si trasferì a Certaldo. A 13 anni mi prendevo cura del figlio di una vicina di casa; poi verso i 18 anni ho cominciato a lavorare in un pastificio, dove ha conosciuto Zanaboni Ferrè, il mio primo marito, con il quale mi  sposai il 10/10/1934 nella chiesa di S. Tommaso a Certaldo. Non abbiamo avuto figli e vivevamo con la mamma di lui e un nipote rimasto orfano. Appena mio nipote ha avuto la possibilità, ha aperto un negozio dove lavorava come elettricista, aiutato sia da me  che da mio  marito. Oggi mio  nipote ha un negozio di fotografo a Certaldo (Bartolini Giancarlo), si è sposato e abita con la moglie e il figlio Roberto. Mio  marito è rimasto lontano da casa per 3 anni a causa della guerra (in Albania). Io e mio marito abbiamo  cresciuto Giancarlo  come se fosse figlio nostro,all’età di 7 anni è stato accolto nella nostra  casa e ne è uscito quando si è sposato.

Ci siamo occupati di lui sempre, facendolo studiare per assicurargli un lavoro. Quando si è sposato, andavo a casa sua a fare le faccende, cucinare, lavare, ecc…

Il marito, malato da tempo muore nel 1976 all’età di 68 anni. Io occupavo il tempo facendo lavori all’uncinetto come coperte, centrini, cuscini e trine per nipoti e cugini.

La suocera è vissuta con me fino a quando è entrata in RSA “Giglioli”, insieme andavamo per le campagne dai contadini a fare piccoli lavoretti, come accomodare ombrelli, conche, e in cambio ricevevamo patate, fagioli, pane e prosciutto.

Conoscevo da tempo un signore di nome Gino Nencioni, vedovo anche lui, decidiamo di sposarci, anche perché non volevo stare sola.

Il figlio di Gino e mio nipote erano titolari di un calzaturificio dove lavorava un po’ tutta la famiglia. Insieme stavamo bene, Gino era una brava persona e mi  faceva tanti regali. Tutti gli anni per le ferie andavamo  al mare a Viareggio o a San Vincenzo. Sono una persona socievole e disponibile a stare in compagnia, sempre cordiale con gli altri, coscienziosa e stimata per i miei sani principi, amo i fatti e le cose pratiche.

Conducevo uno stile di vita semplice e salutare; sono una persona molto credente, cattolica e praticante ho ricevuto tutti i sacramenti osservandone le regole, tutte le domeniche andavo a Messa con i miei familiari e tutte le sere, prima di addormentarmi recito la preghiera del Padre Nostro e Ave Maria

Del mio aspetto curavo soprattutto l’igiene personale, sceglievo abiti o gonne dal taglio classico e sobrio, i tessuti di buona qualità come le scarpe e le borse, non mi truccavo e non portavo gioielli, ma andavo dal parrucchiere ogni quindici giorni.

Mi piaceva cucinare per la famiglia, fra i miei piatti preferiti: le lasagne, la bistecchina di vitella, pesce, melanzane grigliate, prosciutto, insalata, frutta e dolci. Quando Gino si è ammalato, ha trascorso l’ultimo periodo della sua vita in casa del figlio perché bisognoso di molta assistenza.

Io avanti con gli anni, non riuscivo a vedere bene, e non potendo farmi da mangiare e occuparmi delle faccende di casa, ho deciso insieme a mia nipote Grazia di trasferirmi in Casa di riposo a Montaione.

LIVIA

 

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di Giancarlo Carmignani

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fralloccóne, s.m.: individuo che compiccia veramente poco. La parte centrale della parola (la quale penso che sia veramente nostrana, come del resto non poche altre parole di questo dizionario) fa venire in mente “allocco” in senso metaforico, cioè come “sciocco, tonto, babbeo” (De Mauro), ma dà anche l’idea di una persona troppo lenta

fràola, s.f.: (uva) fragola, col dileguo dell –g- attestato nella nostra zona anche in questo caso e risalente al Trecento secondo il DEI, ma penso che oggi venga usato solo scherzosamente

frascone, s.m.: pianta ingombrante più di una grossa frasca, come significa alla lettera, cambiando il genere, come avviene per molti accrescitivi (DISC), mentre il diminutivo sembra prediligere il femminile anche in italiano

frate, s.m. Proverbio: “Frate sfratato e cavolo riscaldato non fu mai buono” di chiaro significato polemico nei confronti di chi abbandona la strada intrapresa nel primo caso. Per ciò che riguarda il pl., sono indicati con tale nome anche i dolci molto noti da noi (e non a Firenze, bensì a Pisa e Livorno e pure questo è significativo, tenendo presente il nostro legame linguistico con la città della Torre pendente) dal nome derivato dal “fatto che il buco nel mezzo. ricorda la chierica di un frate”: R.Cantagalli. Da noi questi dolci fatti a mo’ di piccole ciambelle sono mangiati soprattutto nel periodo di carnevale o almeno così era specialmente un tempo, allorché le feste erano più circoscritte e perciò più sentite dalla popolazione locale

 

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 14 agosto 2018 

X Festival della musica suonata. Mescarìa

7 AGOSTO ore 21:30 Piazza Branchi

Mescarìa deriva dal termine dialettale “mmesca” che significa mescolare e la parola “aria” che nella tradizione del sud Italia identifica un particolare stile di canto definito come “canto all’aria”.
flyerFMS 2018-page-001Il progetto nasce a Firenze dall’incontro di tre membri della Baro Drom Orkestar (una fra le più
conosciute band di world music europee) e Arianna Romanella, una giovane cantante lucana, con
l’intento di promuovere la musica del sud Italia arricchendola di elementi originali e arrangiamenti che affondano le loro radici in altre culture. Si attraversa, così, l’anima del meridione passando dalla Campania alla Puglia, facendo sosta in Basilicata, in un lungo viaggio musicale che dalle radici del sud dell’Europa vola per il mondo: fa tappa nei riti delle donne nigeriane, nelle sonorità gitane, nei canti in lingua romanì e nelle ” tarantelle urbane”. Il loro promo disco, registrato nel 2015 e distribuito da Materiali Sonori racchiude l’essenza del lavoro concertistico dei Mescarìa ed è stato presentato in importanti festival e club italiani ed europei: Orienteoccidente Festival (IT), Etnica Festival (IT), Kultur
Punkt (CH), Wangen Jazz Point (DE), Ex Wide (IT), Collodium (DE).
Modestino Musico: Fisarmonica
Vieri Bugli: violino
Gabriele Pozzolini: percussioni
Arianna Romanella: voce e chitarra

Alberto Mons guitar show

 

Oggi, martedì 31 luglio in Piazza della Repubblica a Montaione ritorna la musica di Alberto Mons.
Chitarrista, compositore, one man band si esibirà con la sua chitarra e non solo per una serata
all’insegna della musica e del divertimento.
Alberto Mons vanta molte partecipazioni a programmi televisivi e prestigiose collaborazioni; per
saperne di più sulla sua carriera artistica si riporta a seguire una breve biografia.
Il concerto è ad ingresso libero e gratuito ed avrà inizio alle ore 21.30.
Mons_guitar_show (1)BIOGRAFIA
Chitarrista, compositore, cantautore, armonicista, one man band, vincitore della 4° puntata
dell’edizione 2008 dello storico programma televisivo I Raccomandati condotto da Carlo Conti (Rai uno), Alberto Montagnani in arte Alberto Mons partecipa a note trasmissioni televisive come Che tempo che fa (Rai tre), X Factor (Rai 2), Festa Italiana (Rai uno), Effetto Sabato (Rai uno), Futura TV (Rai futura), Sarà Ora (Canale 10), Il paese dei campanili (Sat 2000), Balla che ti passa (TVL), fino ad arrivare all’Arena di Verona ospite nel concerto di Gianni Morandi live in Arena (7+8 Ottobre 2013)trasmesso in diretta da Canale 5.
Ha all’attivo due album (Il bambino delle fragole e Made in Tuscany), importanti collaborazioni
musicali con artisti come Tommy Emmanuel, Andy White, Michael Fix, Irene Grandi, Luigi Grechi (fratello di De Gregori) e la partecipazione nell’album ‘Bisogna Vivere’ di Gianni Morandi che lo vuole con se nel tour televisivo.
Compare più volte sulla prestigiosa rivista mensile “ Chitarre ” e partecipa a importanti eventi
nazionali ed internazionali fra cui: Premio del Salento, Tour di Radio Bruno Estate, Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, Musik Messe di Francoforte, Festival Show di Lignano sabbia d’oro, Milano Guitar & Beyond, International Guitar Show con Michael Fix.
Realizza la colonna sonora del film “ Bomba libera tutti “ ricevendo molti consensi dalla critica
giornalistica e nel 2016 è stato selezionato fra i quattro migliori chitarristi acustici emergenti
all’Acoustic Guitar Village di Cremona.
Per saperne di più:
https://www.facebook.com/albertomonsofficial/
https://www.youtube.com/user/AlbertoMontagnani

Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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foto, s.f., chiara abbreviazione di fotografia, ma “Fare la foto” in senso metaforico: ingannare o, con un linguaggio più popolare, fregare
fottìo (un), s.m. volg. tosc.: “grande quantità” (DEI): sinonimo di “sacco” (DISC), implica comunque il concetto di moltitudine. Se diciamo “C’era un fottio di gente”, vogliamo dire c’erano tante persone. Invece implica il concetto di eccesso quando viene detto: “È freddo un fottio!”: è troppo freddo! Si tratta senza dubbio di una voce espressiva, anche se in origine volgare

fottuto, agg. volg.: ingannato, ma invece povero fesso (senza l’accezione proprio negativa che ha tale agg.) nell’espressione “Fottuto Basusi!” (o “Pòro Basusi!”) in cui il secondo termine è tratto dal soprannome probabilmente espressivo di un personaggio fucecchiese del ‘900 (ved. Basusi), ma tale espressione può significare anche: ma che fesserie racconti?

fràgolo, s.m.: fragolino, vino ottenuto dall’uva fragola
fràisse, avv.: molto male. Frase: “Dì’ fraisse d’una persona”: parlar molto male di una persona. Pare che sia un avverbio tipicamente fucecchiese, che secondo A. Morelli deriverebbe dal lat. “plagas” (accusativo pl. di “plaga”): questo termine dal significato originario di “percosse” sarebbe passato a indicare “ferite” (DISC) nel nostro caso morali, ma restano in me forti dubbi in proposito più che sul piano semantico, su quello storico-linguistico: la f- e la –i- da dove vengono fuori, fra l’altro? Altra ipotesi è che derivi dal franc. “fraich”, che si riferirebbe alla spesa fatta in modo abbondante, ma l’abbondanza sarebbe, nel caso della parola fucecchiese, in senso sfavorevole perché, se viene detto “fraisse” d’una persona, vuol dire che ne viene parlato molto male, cioè che ne vengano dette di tutti i colori

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 7 agosto 2018 

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fornata, s.f.: turno d’ingresso per il pubblico a uno spettacolo cinematografico e il termine si può spiegare per il fatto che deriva dal fr. “fournée”, traducibile con “infornata” (DEI). Questo termine, da indicare “quantità di pane o altro che si mette nel forno in una volta sola”, passa a significare “grande quantità” (DELI) anche di persone. Peraltro, data la crisi dell’industria cinematografica,  grandi affollamenti agli spettacoli cinematografici sono ormai in generale divenuti ben più rari. Così non meraviglia che il termine sia caduto piuttosto in desuetudine, almeno che non si tratti di film particolarmente reclamizzati

fòrra, s.f.: fórra, pronuncia che si deduce dall’ipot. long. “furha”, da confrontare col ted. “furche” = “solco” e col lat. med. “forrum”. Si tratta di una parola “che vive nei dial. tosc., specialmente nel pistoiese”, oltre che nel sic. “furra” (DEI). Nel comune di Fucecchio si trova via delle Forre, che prosegue da via del Forrone, chiaramente collegabile con questa voce anche sul piano odonomastico, ma in entrambe sono presenti fosse più che veri e propri burroni. Del resto il termine “forra” significa anche “fossa di drenaggio delle acque” (A. Malvolti) e a me è questo il significato che pare senz’altro più aderente all’odonimo della campagna fucecchiese


forte
, agg.: acuto, come nella frase: “Questo cacio sa di forte”, usato anche nel fiorentino verso il 1863, secondo P. Fanfani

fortóri, s.m.pl.: bruciore di stomaco, ma si tratta di un termine in disuso


fortunato
, agg. usato anche nel detto ironico “Esse’ fortunato come i cani in chiesa”: essere molto disgraziato, quindi, dal momento che probabilmente a Firenze, almeno verso il primo ventennio dell’Ottocento, esisteva lo “scaccìno” (“aiutante del sacrestano”: DEI), il cui compito originario era “quello di scacciare i cani che eventualmente entrassero in chiesa” (R.Cantagalli)

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 31 luglio 2018 

Disinfestazione zanzare

GIOVEDI 19 LUGLIO 2018 dalle ore 23.00

Sarà effettuato un trattamento di disinfestazione contro le zanzare sul territorio comunale, con irrorazione di prodotto insetticida. Si invita a non sostare nelle zone interessate durante il trattamento e nelle 4 ore successive.

Si raccomanda di tenere le finestre chiuse e togliere eventuali panni stesi all’esterno. L’itinerario, a partire dalle ore 23, sarà il seguente: ALBERI, SUGHERA, CASTELFALFI, S.VIVALDO, IANO, TORRI, PALAGIO,  MONTAIONE, LE MURA.

Fonte: sito internet del Comune di Montaione

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fòra, prep., avv. e, se è seguita dal punto esclamativo, escl. (vol. e cont.): fuori (lat. “foras”). Più che “fòra” troviamo usato dalle nostre parti “fòri”, come nel modo di dire: “Fòri mi chiamo”: mi escludo (da tale questione), oltre alla loc. avv. “Di fòri”, come nel modo di dire “ ’un è di fòri”: non è improbabile” (R. Cantagalli).

forca, s.f. col signficato particolare di “marinare la scuola” nella loc. toscana “far forca”, attestata già dal Seicento (DEI). Da questo lemma deriva la voce toscana scherzosa “forcaiolo” che penso si possa spiegare con l’accezione toscana di “forca” come “ragazzo indisciplinato” (De Mauro)

forcino, s.m. tosc.: “pertica di legno” con “forcella di ferro” utilizzata “per spingere i barchini” (De Mauro) anche nel Padule di Fucecchio

formìola, s.f.: formica, col solito dileguo alla pis. della –c- intervocalica e il prolungamento formato dal suff. dimin. -ola. Sono considerate fastidiose in particolare le “formìole” rosse, che c’è chi chiama “cutère”

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 24 luglio 2018 

Il Paesaggio Ritrovato. Viaggio nelle Pènere

Si terrà domenica 15 luglio il prossimo appuntamento dell’edizione 2018 del Paesaggio
Ritrovato, il programma di escursioni a piedi alla scoperta del territorio di Montaione e
dintorni, promosse dal Comune di Montaione e organizzate in collaborazione con
l’Ecoistituto delle Cerbaie.
Viaggio nelle Pènere ITAAccompagnati da una guida naturalistico – ambientale, una suggestiva esperienza in
notturna tra i Santuari di Montignoso e la Pietrina. Un itinerario di circa 8 km. alla luce delle
stelle allietato dalle narrazioni di Sonia Montanaro e le musiche di Simone Faraoni in
“L’ultima principessa. La storia si Shahrazàd.”
Per chi lo desiderasse, sarà possibile usufruire di un buffet di accoglienza organizzato dai
responsabili del Santuario della Pietrina.
Come di consueto, l’escursione è gratuita, ma è obbligatorio prenotarsi entro venerdì 13
luglio per telefono allo 0571 699 255 o per mail all’indirizzo dell’Ufficio informazioni turistiche (turismo@comune.montaione.fi.it) o della guida (a.bernardini@ecocerbaie.it), a
cui è possibile rivolgersi anche per avere informazioni tecniche sull’escursione.
La partenza è alle 17.00 dal parcheggio del Santuario di Montignoso – Gambassi Terme
Il rientro previsto è alle 24.00.

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fógo, s.m. usato nella nostra zona e, più in generale, in Toscana, nell’imprecazione volgare: “Che ti metta fogo!”: che ti “vada di traverso”, detto del cibo, o, più in generale, che tu non possa godere, cioè gustare un piacere che non meriti, dato il tuo comportamento disonesto. Secondo il DEI è un  estratto da “affogare” e quindi nella peggiore delle ipotesi sul piano morale: ti uccida il cibo togliendoti il respiro, ma il poeta Teofilo Folengo scriveva in lat. maccheronico: “Fogo multo saltat brodus extra pignattam” (come mi ha gentilmente segnalato Alberto Morelli), da tradurre così: a causa della fiamma molto alta trabocca il brodo fuor della pignatta. Perciò alla lettera appare evidente che fogo significasse fiamma e originariamente fuoco, con la –g- al posto della –c- per lenizione, così come dal lat. “locu(m)” è derivato luogo, ma nel nostro caso senza la dittongazione. Comunque l’imprecazone sopra riferita si può interpretare in senso metaforico come un augurio, tutt’altro che benevolo, che una persona indegna non goda un frutto che non merita, come abbiamo visto, anche se, parlando più in senso stretto, si può definire fogo il soffocamento provocato da un cibo o da una bevanda “ingobbiati”, cioè presi troppo avidamente

fondacciòlo, s.m.: fondaccio, ma il prolungamento in –olo, originariamente “suff. diminutivo” (DISC), è in declino in questo caso, mentre non lo è in “figliolo” al posto di “figlio”, nel qual caso può perdere il valore dim. ed assumere quello vezzeggiativo

fondo, s.m. con un significato particolare  nell’espressione “esse’ in un fondo di letto” usata quando un individuo giace, per così dire, nel profondo di letto perché è “malato cronico o paralizzato da tempo” (R. Cantagalli). Proverbio nostrano: “Chi fa il letto avanti ar (al) fondo dura poco a questo mondo”: chi fa le cose in modo irrazionale, come chi pensasse per assurdo di fare una casa cominciando dal tetto invece che dalle fondamenta (ma in architettura è usato propriamente il termine “fondazioni”), campa per poco tempo

fòo, s.m.: fuoco. Modo di dire: “A tutto fòo”: a tutta velocità. Si tratta di una voce diffusa anche in pisano e in livornese. Al pl. non indica solo i falò (come quelli di S.Giovanni, fatti appunto nella vigilia della festa di questo santo, ma in riferimento al Battista e non all’Evangelista), bensì anche i fuochi d’artificio

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 17 luglio 2018 

Le Notti dell’archeologia

“LE NOTTI  DELL’ARCHEOLOGIA ”

promossa dall’Assessorato alla Cultura della Regione Toscana.

Per l’edizione 2018 è previsto il seguente programma, descritto nell’immagine,  a cura del Comune di Montaione, in collaborazione con l’Associazione Archeologica della Valdelsa Fiorentina.

archeologia notti 10 luglio

In-Forchett’ando. Street food contest

In occasione dell’Estate Montaionese, l’Associazione Ricreativa Culturale Sogni di Rock and Roll in
collaborazione con il Comune di Montaione organizza il contest gastronomico
“In-forchett’ando”, giunto quest’anno alla sua ottava edizione che si presenta al pubblico con
numerose novità. In primis: la giuria; attentamente selezionata e rinnovata, sarà l’ago della bilancia che decreterà il vincitore del contest.
L’edizione 2018 si svolgerà Martedì 10 Luglio dalle 19:30 per le vie del centro storico di Montaione in cui ristoratori e aziende vinicole accoglieranno il pubblico per una cena itinerante in cui faranno assaggiare le migliori pietanze dei loro menù.
I “commensali itineranti” potranno munirsi di tagliandi per degustare gli assaggi nei vari stand dei migliori ristoranti della zona, che mostreranno le proprie doti culinarie cucinando e impiattando indiretta.
Quella di Martedì 10 Luglio sarà una vetrina di presentazione per tutta la popolazione del bacino
valdelsano e per i numerosi turisti che soggiornano nelle strutture ricettive della zona, un’occasione unica per assaggiare il meglio della gastronomia locale in una sana competizione. Come ogni anno non mancherà la musica che per tutta la durata del contest terrà compagnia e allieterà i partecipanti e i ristoratori.
Una delle altre novità di questa edizione sarà la partecipazione della FISAR, (Federazione Italiana
Sommelier Albergatori Ristoratori), grazie alla quale i partecipanti potranno gustare ottime varietà di vino.
Per l’occasione il gruppo fotografico “Giglio Rosso” di Castelfiorentino sarà presente per immortalare i momenti e i piatti più belli della serata che culminerà con la premiazione del vincitore.
Contatti: sognidirnr@gmail.com FB: @sognidirocknrollmontaione

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Montaione Nuovo vince la riedizione del torneo paesano

Clima piacevole allo stadio Il Prato di Montaione, sia per l’aria di festa , sia per una temperatura sopportabilissima a tratti anche fresca. E’ la serata della finale del torneo paesano di calcio. E’ una riedizione dopo quella ultima del 1992. Dopo ventisei anni l’iniziativa di Daniele Fornai e amici quali Stafano Cioni, Ivano Corti, Stefano Rossi e altri ha preso corpo e adesioni da varie parte del paese. Un centinaio di giovani montaionesi si sono sfidati in AMICIZIA sul campo verde de IL PRATO.

Ospite d’onore della serata Luciano Spalletti, un big del calcio italiano che da queste parti è quasi di casa. Luciano, accompagnato da suo fratello Marcello che è stato un veterano del calcio dilettantistico a Montaione, salutando i giocatori e il pubblico ha tenuto a sottolineare l’importanza sociale di iniziative come questa.

Sono arrivate in finale la squadra del Centro Storico/Filicaia e quella del Montaione Nuovo. E quest’ultima l’ha spuntata con un gol a inizio ripresa firmato da Enrico Taddei. La vittoria di mi sura non mente, difatti  aiuta a capire che si è trattato di una partita abbastanza equilibrata e, forse, per il gioco complessivo espresso, la vittoria è andata nella direzione giusta.

Ora il torneo paesano di calcio è ripartito, come dire…il più è fatto. L’anno prossimo probabilmente sarà tutto più semplice. Grazie a tutti, in particolare a Stefano Cioni che, con il suo aiuto,  ci ha permesso di scrivere i due nostri articoli sul torneo.

Il torneo in cifre – I risultati

Centro storico/Filicaia – Casermone  5- 1

Montaione Nuovo – Frazioni   2-1

Casermone – Frazioni  2-2

Centro Storico/Filicaia – Montaione Nuovo  1-0

Centro Storico/Filicaia – Frazioni  2-2

Casermone – Montaione Nuovo  1- 1

Classifica:  Centro Storico/ Filicaia punti 5 – Montaione Nuovo p. 3 – Casermone p. 2- Frazioni p. 2

Finale:  Centro Storico/Filicaia – Montaione Nuovo  0 – 1

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fittonata, s.f.: più che cantonata, detto “propriam. del carro che urta al cantone” (per cui “pigliare una cantonata” significa “pigliare un granchio”: DEI, e quindi “sbagliare di grosso”), prendere una fittonata significa pigliare una specie di fissazione. Infatti deriva da “fittone”, come viene chiamato l’ “asse principale della radice di una pianta quando si sviluppa verticalmente” e per il fatto che è “conficcato nel suolo” (DISC), così come può essere radicata nella mente di una persona una fittonata

fiumalbo (ma dalle nostre parti esiste in gergo venatorio, per quanto sia più rara anche la variante “Fiumaldo”), s.m.: gallinella d’acqua (“Gallinula chloropus”) ed il nome (presente –pare- anche a Firenze e Siena) forse deriva da quello della cittadina omonima del Modenese: ipotesi su cui non mostra di avere dubbi il DEI, che ne parla come di una voce in particolare diffusa a Fucecchio

focarile, s.m.: focarile, voce che si trova talora a La Rotta, insomma in provincia di Pisa quasi come metatesi al posto di focolare

fogli, s.m. pl:  certificati o documenti in dipendenza dal v. “fà’ ”: fare o “richiedere” gli stessi

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 10 luglio 2018 

Riparte il torneo paesano. Finale 3 luglio

Dopo quasi trenta anni riparte una delle manifestazioni più sentite dell’estate montaionese, il torneo paesano di calcio, sei squadre formate da abitanti degli altrettenti rioni in cui era suddiviso il comune si sono sfidate per anni prima nel mitico campo sportivo “Belvedere” e negli utimi tempi nell’allora nuovo stadio del “Il Prato”, in serate che vedevano la partecipazione di tantissima gente e che durava tutto l’anno, per l’organizzazione, gli sfottò e le polemiche che seguivano.

TorneopaesanoE’ passato tanto tempo, non è più pensabile oggi far giuocare in una manifestazioni organizzata gente di ogni età senza controllo riguardo l’idoneità fisica, però la passione del gruppo organizzatore, supportato da tanta gente che ricordava i “bei tempi” ha consentito di riproporla.

Il torneo si svolge in quattro serate, tre eliminatorie con due partite a sera, il 25 e 28 giugno e 3 luglio e la finale fra le prime due classificate  giovedì 5 luglio. Le squadre partecipanti sono  tre del capoluogo: Centro storico – Filicaia, Casermone e Montaione Nuovo e la quarta le Frazioni.

Le prime due serate hanno visto allo stadio il pubblico delle grandi occasioni e si sono svolte in un clima di totale allegria e divertimento, nonostante l’agonismo che contrassegna la competizione, domani uscirà fuori la squadra che affronterà in finale il già qualificato Centro storico – Filicaia.

La serata finale sarà allietata dalla banda Montaionese e saranno assegnati premi a personaggi importanti nella storia del calcio a Montaione, il bar e un punto di ristoro consentono di bere e mangiare a tutti gli intervenuti. Insomma una festa bella, riuscita, sentita e capace di coinvolgere l’intera comunità montaionese e di far vedere oltre alle vecchie glorie ancora in attività anche i giovani e giovanissimi già capaci di prestazioni di buon livello calcistico.

Che sia l’inizio di un nuovo glorioso ciclo per il calcio inteso nella sua migliore veste, quella del divertimento allo stato puro.

A Montaione un piccolo e interessante museo apre la strada al recupero del nostro passato

E’ in via Cresci, al n° 37. Una curiosa, interessante “bottega”: all’interno due artigiani, un fabbro e un calzolaio intenti al loro lavoro, ciascuno con i propri attrezzi. Ma non si pensi che possano forgiarti un oggetto in ferro battuto o ripararti le scarpe. Sono infatti due manichini, presenze vagamente inquietanti, animatrici di  questa bottega-museo. Vogliono richiamare alla memoria antichi mestieri di un passato lontano tanto importante perché è in quel mondo che affondano le nostre radici.
Un luogo della memoria dunque dove le persone più in là con gli anni potranno rivivere emozioni e sensazioni assopite o dimenticate, i più giovani conoscere aspetti sconosciuti e nemmeno, per loro, immaginabili, della vita di nonni (e bisnonni!).
Visitate ed invitate a visitare questa originale bottega!

ORARI di APERTURA
Venerdì       10-12
Sabato       17.30-19-30
Domenica  17.30-19.30

Per info ed aperture straordinarie a richiesta:
Anna           3384322029
Gloria         3387749513
Carla           3332853759
Stefania     3312080161

 

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FrazionTour 2018 summer edition

“FRAZIONTOUR 2018 SUMMER EDITION” – L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI MONTAIONE INCONTRA I CITTADINI

L’Amministrazione Comunale di Montaione nel mese di luglio incontra i cittadini delle frazioni e del capoluogo.

Un’occasione per proseguire nel lavoro di attuazione del programma attraverso lo scambio d’idee e il confronto con le reali problematiche del territorio. Per rafforzare il filo diretto con i cittadini e presentare i progetti sui cui si sta lavorando. Per raccogliere proposte e sollecitazioni di cui tenere conto nella quotidiana azione amministrativa.

Gli incontri si tengono in vari luoghi del Comune al fine di favorire la partecipazione e ad ogni appuntamento, ovviamente, possono partecipare tutti i cittadini interessati, residenti e non.

Saranno presenti il Sindaco, gli Assessori e i Consiglieri della maggioranza.
Le domande e le proposte potranno essere anticipate anche all’indirizzo di posta elettronica fraziontour@comune.montaione.fi.it
Il Sindaco e la Giunta risponderanno durante l’incontro pubblico.

CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI:

lunedì 9 luglio 2018 21:30 Le Mura Ex ambulatorio medico
mercoledì 11 luglio 2018 21:30 Sughera –  Tonda Azienda Agricola Il Poggio
sabato 14 luglio 2018 16:30 San Vivaldo Castelfalfi e Marrado Ex scuola comunale
mercoledì 18 luglio 2018 21:30 Capoluogo/Est Parco pubblico Terraio
giovedì 19 luglio 2018 21:30 Iano Canonica – Parrocchia SS Giacomo e Filippo
lunedì 23 luglio 2018 21:30 Capoluogo/Ovest Stadio Comunale Il Prato
mercoledì 25 luglio 2018 21:30 Palagio Piazzetta della Frazione

Fonte: Comune di Montaione

 

XXIX Festa della Musica

Questo fine settimana si apre la XXIX° Festa della Musica, organizzata dalla Filarmonica G. Donizetti, al Parco dei Mandorli di Montaione (FI). La festa sarà ricca di eventi che renderanno il vostro weekend più movimentato! Ma passiamo agli eventi dei singoli giorni:

➡ VENERDÌ 29 GIUGNO: “…MANDO’ SONI!?”: una serata all’insegna della musica live. Si esibiranno sul palco tre gruppi del circondario:

▹ Variazioni Acustiche: giocano in casa e sono pronti a rapirvi e ammaliarvi con il loro live acustico dai suoni dolci e passionali.

▹OPG: Il loro sound è vario, fatto di improvvise variazioni e inaspettati cambi tonali ma, quello che è sicuro, è che la loro musica arriva da dentro.

▹ Gli Animali di Plastica: gruppo nato dalla voglia di suonare e portare a spasso la propria musica. Intento comune è quello di far ballare le masse! Sono irriverenti, romantici e sensuali al punto giusto!

Per finire dj set di
▹La Donna Riccia: La musica non si ferma e ci pensa lei a farvi ballare! Tatuatrice che si diverte a far ballare le masse, membro dell’associazione Sogni di RnR e resident nell’anno passato presso il Jump Rock Club. Rock, folk, ska, reggae, trash e chi più ne ha più ne metta.

➡ SABATO 30 GIUGNO: XXXV° RADUNO BANDISTICO.

Evento all’interno dell’Estate Montaionese, organizzato dalla collaborazione della Filarmonica con il Comune di Montaione. Il programma è il seguente: Ore 16,45: inizio sfilata per le vie cittadine Ore 19,00: arrivo dei partecipanti al Parco dei Mandorli Ore 21,30: Esibizione di ogni singolo gruppo. Partecipanti: ▹Fanfara dei Bersaglieri – Montopoli (PI) ▹Filarmonica G. Puccini – Palaia (PI) ▹Filarmonica G. Donizetti – Montaione (FI)

➡ DOMENICA 02 LUGLIO: THE MOONSHINE TRIO & BAND Dalle ore 21.30 ci sarà l’esibizione del gruppo The MoonShine Trio & Band. Siete pronti a farvi coinvolgere!? Cos’altro si può aggiungere se non che vi aspettiamo per divertirci tutti insieme!? Ricordate: buon cibo (cucina aperta dalle 19.30 di ogni giorno!), ottima musica e buona compagnia.

Fonte: Filarmonica G. Donizetti.

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fiòsso, s.m.: “parte incavata della pianta del piede” (DEI, secondo cui deriva dal lat. di Catone “fossula”, dimin. di “fossa”, mentre secondo il De Mauro deriva dal lat. ipot. “flossum”), ma quando veniva detto specialmente dopo il secondo dopoguerra giocando a calcio: “Ma che tiri ai fiossi?” si voleva dire “O come tiri male (la palla)!”  Fiosso indicava, in un centro calzaturiero qual era specialmente un tempo il medio Valdarno, anche la parte della scarpa “tra il tacco e la suola dove veniva adoperato materiale di minor pregio”. Perciò il modo di dire “È bòno per i fiossi” significava: “La cosa di cui si parla non ha alcun valore” (R.Cardellicchio)

fisimóso, agg.: capriccioso, ma alla lettera pieno di fisime, parola che potrebbe derivare al sing. da “sofisma” per l’aferesi della prima sillaba con l’epentesi dell –i- fra la –s- e la –m-, deduco dal De Mauro

fissàssi, v. rifl.: fissarsi. Modo di dire scherzoso limitato a una ristretta cerchia di amici a Fucecchio: “Enea si fissò su un… filo d’erba” in riferimento a chi si fissa su una fesseria. Sia chiaro però che non c’è  riferimento letterario, né tanto meno storico che giustifichi la scelta del personaggio di Enea per la battuta accennata, spiritosa anche perché è come un nonsenso farvi figurare il protagonista dell’”Eneide”: anche da questo deriva del resto la comicità della battuta

fitto, s.m.: affitto, ma,  quando veniva detto “a fitti”, s’intendeva dire che, in cambio delle riparazioni fatte tutto l’anno alle scarpe, chi le faceva riceveva prodotti agricoli; più in generale col termine “fitti”  s’intendeva il “lavoro annuale a prezzo già stabilito per le riparazioni” (L.Briganti), ma l’imperfetto stesso dimostra che questo termine in tal senso non è più usato

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 3 luglio 2018 

Festa della Misericordia, quest’anno a giugno.

Festa della Misericordia, quest’anno a giugno anzichè a settembre. Sarà per sfatare l’appellativo di Festa bagnata? Visti i numerosi precedenti in cui la pioggia l’ha fatta da padrona il giorno della Festa. (n.d.r.)

Domenica 24 giugno tutti a Montaione alla Festa della Misericordia.

Quest’anno una nuova impostazione per la festa, ad inizio estate, anziché a settembre, e con tante novità.

La mattina alle ore  11.30 la S. Messa del Volontario ed il pranzo al parco dei mandorli.

Dalle  ore  16.00 il centro storico di Montaione si riempirà di giochi e colori. Sono previsti due gonfiabili, il toro meccanico per gli adulti in piazza della Repubblica e lo scivolo pirata per i bimbi in piazza della Concordia, dove, per l’intera durata della festa, sarà aperto il fondo dove si trova esposto il carro storico restaurato nel 2015. Ci sarà la “Via dei Giochi”, in via Cresci, dove i più piccoli si potranno divertire con i Volontari.

Sempre in piazza della Repubblica i dolci delle cuoche di Montaione ed i bomboloni di Marisa, mentre  in piazza Ammannati pizza e birra fino a mezzanotte. Durante tutta la giornata i soci sostenitori potranno pagare la quota sociale del 2018.

Il pomeriggio è ricco di iniziative con i balli di gruppo ed una dimostrazione di soccorso, una simulazione di un incidente stradale. Saranno inoltre consegnati gli attestati ai nuovi soccorritori e ai partecipanti al corso BLSD LAICI, per l’utilizzo del defibrillatore.

E’ prevista una lotteria con importanti premi, il primo, un viaggio.

Concluderanno la serata, dalle ore 21.00, gli Smile Cover Machine.

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Rassegna musicale “Classica”

“CLASSICA” – RASSEGNA MUSICALE
“Classica”, la rassegna musicale dei Comuni di Gambassi Terme e Montaione riprende con il secondo appuntamento domenica 24 giugno 2018.
La manifestazione nasce nel 1992 con i “Pomeriggi musicali a San Vivaldo”,concerti di musica classica effettuati tutte le domeniche del mese di luglio alle ore 18.00. Dal 1995 l’iniziativa ha preso il nome di Classica e si svolge in collaborazione fra i Comune di Gambassi Terme e di Montaione. Come di consueto anche quest’anno l’organizzazione dei concerti è affidata alla Fondazione Orchestra della Toscana, che ha formulato per i due Comuni un’articolata proposta musicale impegnando i solisti e i vari ensemble dell’ORT. In programma insolite pagine musicali insieme alle più celebri della letteratura per musica da camera con l’alternanza di alcuni gruppi da camera dell’ORT in formazioni che vanno dal trio al quintetto, fino ai tradizionali ensemble. I Concerti, con appuntamento domenicale da giugno a luglio, hanno luogo presso la Pieve di Santa Maria a Chianni di Gambassi Terme (ore 18.00) e alla “Gerusalemme di San Vivaldo” a Montaione (ore 18.00), e sono ad ingresso gratuito.
$215E7A0C93C1B23

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fio, s.m.: fico. Modi di dire: “Ber fio!”, “epiteto canzonatorio comunissimo a Pisa e a Livorno” (R.Cantagalli) e da noi tale espressione significa in senso ironico, in riferimento ad una persona che lascia molto a desiderare, bell’individuo!

Un significato particolare assume il pl. nella domanda formulata con impazienza: “Ma che deo (devo) apettà’ i fii novi (fichi nuovi)?”: ma che devo aspettare ancora? Infatti ci vuole del tempo prima che a una generazione di fichi ne succeda un’altra, a una fruttificazione un’altra “mandata”: alcuni mesi o un anno a seconda del tipo di fichi. È chiaro perciò che si tratta di un’immagine iperbolica!

Esiste inoltre “fii” nel senso di “moine” (M. Catastini), come nella frase: “ ‘Un fa’ tanti fii!”: non far tante moine!

Proverbio: “A settembre l’uva è matura e il fio pende”, essendo quello il mese della maturazione sia dell’uva sia dei fichi.

“Botta botta, fio fio” (anche in pis. e livorn.): ogni colpo tirato, preda sicura; anche se molto probabilmente è un detto d’origine venatoria, acquista un significato più generale che in vernacolo si potrebbe esprimere così: “Andà’a corpo siuro”: andare a colpo sicuro, assicurandosi l’ambita preda

fiorancino, s.m.: règolo (“Regulus regulus”), più usato anche a Fucecchio di fiorancino e di stellino, che si spiega perché le “piume color arancio” (ecco l’origine del nome fiorancino)  “sembrano una stella sul capo” (C. Romanelli)

fioso, agg.: ficoso nel senso di “lamentoso” (M. Catastini), smorfioso, significando “fichi” in tosc., in senso figurato, “smorfie, daddoli” (DEI) ovvero smancerie – possiamo dedurre dal De Mauro- passando a tale significato da quello “obsoleto” di “fico” come “carezza, gesto affettuoso”, quando ciò avviene in modo esagerato. Comunque significa anche individuo che si lamenta troppo per motivi non veramente rilevanti e perciò quando diciamo: “Com’è fioso codesto individuo!”: com’è lamentoso in modo uggioso costui!

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 26 giugno 2018 

Vita economica e sociale del Comune di Montaione tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo

Abbiamo ritrovato e digitalizzato un documento prezioso quanto raro, inserito nel periodico “Miscellanea storica della Valdelsa” , numero 218 del 1977. Questo periodico, è curato dalla Società Storica della Valdelsa fin dal 1893. La “Società Storica della Valdelsa” (http://www.storicavaldelsa.it) è tra l’altro la più antica tra le società storiche toscane.

Il documento che abbiamo ritrovato era inserito nella sezione “studi e ricerche” di questa rivista. Il titolo è “Vita economica e sociale del Comune di Montaione tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo”: un’opera di circa 80 pagine scritta dalla nostra concittadina Anna Tamburini, che molti conoscono anche per il suo passato di insegnante nonché come socia della Società Storica della Valdelsa.

Il documento di Anna è una vera macchina del tempo che ci porta tra il 1300 e il 1400 per illustrarci i confini e le ville del territorio comunale, ci parla del “Castello”, della demografia, della vita economica e di quella quotidiana. L’ultimo capitolo è dedicato invece alle chiese e all’ospedale. I nostri complimenti all’autrice, tra l’altro nostra lettrice e collaboratrice, e buona lettura.

Fai click sul link qui sotto per scaricare:
Vita economica e sociale del Comune di Montaione tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo – di Anna Tamburini (pdf)

 

1° OPEN DAY delle Residenze per anziani – 15 giugno 2018 – VILLA SERENA Montaione

Comunicato stampa della Residenza per anziani VILLA SERENA – Montaione

Venerdì 15 giugno 2018 – Primo OPEN DAY nelle Residenze Sanitarie Assistenziali – VILLA SERENA di Montaione aderisce con un incontro pubblico ed una mostra fotografica

La Residenza per anziani VILLA SERENA nel Comune di Montaione, da alcuni anni fa parte del Network “ONDA”, un Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna e di genere che promuove e tutela il diritto alla salute secondo principi di equità e pari opportunità, con particolare riguardo anche alle Residenze per anziani attente al benessere e alla dignità dei propri ospiti.

ONDA, dal 2016, attribuisce  il riconoscimento dei bollini rosa argento alle Residenze per Anziani pubbliche o private accreditate e in possesso di requisiti indispensabili per garantire una gestione personalizzata, efficace e sicura degli ospiti, rappresentati per la maggioranza da donne anziane. In tutto sono 99 le RSA italiane che hanno ottenuto tale riconoscimento e solo 3 in Toscana, Villa Serena ha ottenuto 2 bollini su un massimo di 3.

I Bollini RosaArgento di Onda sono un ‘guardarsi’ dentro delle strutture socio sanitarie per far fronte, con efficacia, ai problemi degli anziani.

In ottica di ‘sharing economy’ sono un ‘TripAdvisor sociale’.

Le R.S.A. aderenti al network, in occasione della giornata mondiale sulla consapevolezza degli abusi sulle persone anziane indetta dall’OMS, potranno “aprire le porte” alla popolazione organizzando, a seconda delle singole possibilità visite guidate, iniziative, altre attività.

Villa Serena ha aderito a questo primo OPEN DAY nelle Residenze Sanitarie Assistenziali, e organizza per Venerdì 15 giugno un incontro pubblico sul tema:

“ I  DIRITTI  DI  CITTADINANZA  A  QUALUNQUE  ETA’ :

DALL’ACCESSO AI SERVIZI AGLI ABUSI SULLE PERSONE ANZIANE”

dalle ore 9.30 nella sala Teatro di Villa Serena

Partecipano:

 

Paolo Pomponi – Sindaco di Montaione e delegato del sociale dell’Unione dei Comuni

Delio Fiordispina – Direttore Residenza per anziani Villa Serena

Lucia Taddei – Comitato familiari di Villa Serena

Mario Battistini – Segreteria provinciale SPI-CGIL di Firenze

 

Ore 12.00  PRESENTAZIONE del progetto e inaugurazione della MOSTRA DELLE OPERE E DELLA GALLERIA FOTOGRAFICA

 “STORIE AD ARTE . Il Museo BeGo di Castelfiorentino per le persone con Alzheimer e chi se ne prende cura in collaborazione con l’artista Marco Borgianni”

(La mostra resterà aperta nei locali di Villa Serena fino al 1° luglio)

ore 12.30 Buffet, preparato dalla cucina di Villa Serena

ore 14.00 in occasione dell’ open day della struttura, promosso da ONDA, saranno organizzate   Visite guidate  di Villa Serena e dei nuclei Alzheimer

Non occorre prenotazione

Flessioni e riflessioni – La nostra Salerno – Reggio Calabria

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Flessioni e riflessioni – Ginnastica per la mente

 

La nuova strada regionale n. 429

 

E’ il secondo appuntamento con questa rubrica e mettiamo sul piatto un argomento  che riguarda noi tutti. O almeno tutti coloro che ogni giorno sono  pendolari per giungere sul luogo  di lavoro nel tratto della Valdelsa fiorentina.

Abbiamo preso in prestito la tanto discussa Salerno – Reggio Calabria solo perchè ha fatto storia ed è stata sinonimo e portata ad esempio di grandi opere pubbliche che per un motivo o per un altro sono rimaste per molto tempo incompiute.

Si deve precisare che la Salerno – Reggio Calabria, in realtà, di veramente incompiuto , nel senso che era inutilizzabile, ha avuto ben poco. Diciamo e ammettiamo che doveva essere migliorata perchè era nata con grossi limiti, ma era utilizzabile per tutto il suo percorso.

Difatti la Salerno – Reggio Calabria, ben 494 chilometri di percorso veramente difficile tra numerosi viadotti e gallerie, fu costruita in soli dieci anni. Partiti i lavori nel 1962, l’ultimo tratto fu inaugurato nel 1972.

Ora capite che il paragone con la nostra nuova strada regionale n.429 da Empoli a Poggibonsi di soli 38 chilometri è molto ma molto sproporzionato. I lavori di costruzione di questa ultima furono iniziati nel 2004, cioè ben 14 anni fa. Ma quel che è peggio, è che se oggi azzardiamo una data di completamento avremmo  ancora margini molto alti di sbagliarci. Questa benedetta strada è aperta solo a tratti e non è interamente utilizzabile…

Cari lettori, secondo voi, perchè questa situazione?

Vi invitiamo a scrivere il vostro commento/opinione sui motivi  per i quali la costruzione di soli 38 chilometri di una nuova strada a sole due corsie, in un tratto morfologicamente non difficile, rimane un sogno per la Valdelsa fiorentina che, invece, la meriterebbe a pieno titolo.

Scrivete il vostro commento qui sotto.

 

Il Toscanario

logoToscanario

di Giancarlo Carmignani

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finestra, s.f. in una posizione particolare quando veniva detto: “Fagli fà’ Gesù alla finestra!”: socchiudi le imposte della finestra, facendo venire in mente il gesto delle mani di Cristo in molte raffigurazioni sacre, ma si tratta di una frase che veniva usata nel passato, non più nei nostri tempi, in cui invece viene usato il termine “finestra” anche nel senso di “spiraglio”

finì’, v. tr.: finire. Indic. pres. 1^ pers. pl. (un tempo): “Finimo”: finiamo, tant’è vero che pare che un tempo una femmina sia stata chiamata, nel territorio comunale di Fucecchio e in altre parti della Toscana, “Finimola” per dire “finiamola” col fare figli, specialmente se femmine: il maschilismo è purtroppo duro a morire; figuriamoci nel passato meno recente! Sono forme toscane quelle del fut. sempl.: “firrò” ecc…: finirò, e del condiz. pres.: “firrei” ecc…: finirei ecc…, in cui si sono verificate la sincope della –i- e il raddoppiamento per assimilazione della –n- alla -r- seguente. Si pensi inoltre all’espressione “finì’in una bolla di sapone”: finire in un nulla di fatto, data l’inconsistenza, appunto, di una bolla di sapone

finòcchio (volg.) s.m.: omosessuale o peggio ancora sodomita, originariamente voce forse fiorentina, derivata dal fatto che la pianta omonima è forata dentro, suscitando così l’idea del buco secondo il Panzini (deduco dal DELI). È da notare, indipendentemente dalla parola volgare sopra registrata, che, per es., quattro rametti della stessa pianta, ma della specie selvatica, vengono messi nei fegatelli fucecchiesi, fatti utilizzando, oltre al magro, il fegato del maiale, entrambi “tuffati nell strutto”.

finocchiona, s.f.: “salume toscano di carne di maiale” aromatizzata con “semi di finocchio”, diffuso in particolare “nella zona di Firenze” (R. Cantagalli), ma anche da noi

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  https://www.montaione.net/il-toscanario/

Tutti gli articoli on line,  https://www.montaione.net/category/toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 19 giugno 2018 

Estate montaionese. Il programma

Torna l’Estate Montaionese! Montaione e le sue associazioni riempiono di colori vivaci la loro estate! Tanti eventi da giugno a settembre come da tradizione.. .feste paesane di tutte le associazioni, mercatini settimanali per le vie del centro, ma ancora teatro, festival musicali ed enogastronomia.

L’Estate Montaionese conferma anche per il 2018 la volontà di collaborazione tra comune e associazioni del territorio: il ricco programma di eventi deriva infatti da un’intensa e convinta collaborazione tra l’Assessorato alla Cultura e le associazioni di Montaione, che insieme costruiscono la manifestazione, confermando la capacità di inserire nuove idee e nuove location per gli spettacoli, ma allo stesso tempo portare avanti quegli eventi che negli anni sono diventanti dei veri e propri appuntamenti per tutta la comunità e per i turisti, che partecipano numerosi alle iniziative in calendario.

L’organizzazione del programma 2018, alla luce della nuova normativa in materia di sicurezza, ha richiesto un’attenta valutazione delle singole proposte evento, che sono state oltre 50, ciò ha causato un leggero ritardo nella pubblicazione del calendario, inconveniente del quale l’Amministrazione si scusa, ma come sempre il lavoro si è svolto a garanzia del corretto svolgimento di tutte le manifestazioni.

Il centro storico, con il suo centro commerciale naturale, rimane la scenografia prediletta per gli eventi del martedì, ma l’Estate Montaionese non si ferma e rinnova gli appuntamenti presso la Gerusalemme di San Vivaldo e tutte le frazioni di Montaione.

Fonte: Comunicato stampa del Comune di Montaione

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