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di Giancarlo Carmignani

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gaóh guà!: espressione tipicamente fucecchiese che significa alla lettera: “guarda, oh, guarda!” in riferimento a una cosa che non va bene: si tratta perciò di un’osservazione sfavorevole, come, per es.: ma guarda un po’ cosa si deve vedere! Figuriamoci se do retta a lui! In pisano esiste “Gaoh!” esclamazione che può essere seguita da un “bellino!” in senso ironico (B.Gianetti). Almeno un tempo “certamente” poteva essere reso in vernacolo con l’espressione “Sé’ bah gaoh”, alla lettera “Senti, bada, guarda, oh!”

garbà’, v. intr.: garbare: si tratta di un verbo che figura anche nel proverbio contadino: “A chi ‘un gli garba il vino, Dio gli levi l’acqua”, proverbio tutt’altro che benevolo in generale specialmente nei confronti di chi è astemio, cui è augurato addirittura di essere privato dell’acqua e perciò del necessario per vivere. Lo stesso verbo figura in un altro proverbio: “vari son degli uomini i cervelli: a chi gli garba la torta e a chi i tortelli”: i gusti umani son diversi: così, per es., c’è a chi piace il dolce e a chi il salato, ma si tenga presente l’ampio uso della rima per semplificare e ancor di più per finalità mnemoniche ed espressive in molti proverbi

garbatezza, s.f.: “Atto di cortesia”. A me sembra un sostantivo veramente efficace in quanto espressivo, come nella frase: “ ‘Un gli si può fà’ una garbatezza ché subito accetta!”: non gli possiamo fare un atto di cortesia perché accetta immediatamente senza fare i complimenti

garbicchià’, v. intr.: garbicchiare, cioè garbare un po’, essendo “-icchiare” un suff. con valore diminutivo

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 27 novembre 2018 

Biblioteca. Ora non posso

La Biblioteca Comunale  “a biscondola” di Montaione vi comunica la seguente iniziativa

 MERCOLEDÌ 21 NOVEMBRE 2018
ORE 17

ORA NON POSSO

 Letture per bambini sulla lettura condivisa in famiglia e
il diritto alle storie Incontro con l’autrice e pedagogista Cristina Bartoli
per bambini 0-6 anni e i loro genitori

Oranonposso

Cinema. La casa sul mare

Recuperiamo un prezioso film francese di Robert Guédiguian “LA CASA SUL MARE” che rischiò di vincere il Leone d’oro a Venezia nel 2017. Nell’agosto scorso gli è stato assegnato il Premio Fiesole.

Dal 21 novembre, a causa di importanti lavori sulla struttura il cinema rimarrà chiuso fino ai primi di dicembre, speriamo di riprendere regolarmente  l’attività l’8 dicembre.  BUONE VISIONI !

L’Angelo Azzurro.

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di Giancarlo Carmignani

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ganghì’, v.intr.: ganghire: “struggersi per il desiderio” di qualcosa; voce toscana, forse deformazione di “gannire”, che significa “mugolare, proprio del cane e della volpe” e che è una voce dotta derivando dal latino “gannire” (DEI): voce che troviamo anche nel celebre commediografo del II secolo a.C. Terenzio e che significa, appunto, “mugolare” (Georges-Calonghi). Un tempo veniva usato a Fucecchio nel senso di “patire” (A. Morelli) o addirittura di “morire” (B. Soldaini), come nelle frase: “Mi farai ganghì’!”: mi farai morire!

ganzata, s.f.: “cosa ben riuscita” nel gergo toscano (DEI) specialmente dei giovani studenti

ganzerino, s.m. derivato da “ganzo”, col suff. dimin. preceduto dall’ampliamento – er – : persona “ben vestita” (DEI, che però lo dice a proposito della parola “ganzo”), ma più ancora da noi che ci sa o ci sapeva fare con le donne


ganzo
, s.m.: nel gergo studentesco toscano a partire dagli anni ’50 ha assunto il significato di “bravo”, simpatico, ammirevole, mentre è già attestato nel Giusti quel significato di “amante” (DISC) che ha perduto un po’ di quota, mentre è più diffuso specialmente nel linguaggio giovanile il significato ironico di “bravone”, con una rilevante dose d’esibizionismo, per es., nella frase: “ ’un fa’ ir ganzo!”: non fare il bravone! Si tratta comunque di una voce toscana, forse derivata (ovviamente in riferimento al femminile) dal lat. tardo “ganea”=“meretrice” (DEI) e perciò molto più nel senso indicato dal Giusti che in quello assunto più recentemente

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 20 novembre 2018 

Storia di Radicondoli, di Mons. Angelo Saltarelli

Domenica 11 Novembre 2018, alle ore 16,30 presso il Centro Comunitario “ Mons. O. Romero” in Via del Sole n. 6 (Centro Storico)
Don Luigi Campinoti e Rino Salvestrini presentano un libro sulla storia di Radicondoli scritto da Mons. Angelo Saltarelli, sacerdote nato a Montaione e per quasi50 anni Parroco a Radicondoli.
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare per conoscere un personaggio montaionese: bravo prete storico e amato Proposto.
Una copia del libro sarà offerta a tutti i partecipanti.
angelosaltarellilibroangelosaltarelli

Cinema. Speciale ragazzi e “Beate”

Con la fretta della comunicazione abbiamo commesso un altro imperdonabile errore nell’orario di DOMENICA ecco  gli orari giusti:

  Sabato      10 novembre  ore 21,15

  domenica  11  novembre  ore 17,30 e 21,15

  martedi       13  novembre  ore 21,15

        BEATE 

(Italia 2018)  90’   Regia Samad  Zarmandili  con  Donatella Finocchiaro, Paolo Pierbon, Maria Roveran, Lucia Sardo

Scusateci per il contrattempo.   L’Angelo  Azzurro

— 

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Per motivi tecnici il film “una storia senza nome” non può essere proiettato, verrà sostituito con “Beate”, pregevole film indipendente dell’esordiente Samad Zarmandili che affronta i problemi del lavoro nel dramma della delocalizzazione.   Una straordinaria Donatella Finocchiaro e un’eccellenza del teatro italiano Paolo Pierbon. Un film di qualità che come sempre fatica ad uscire sul mercato. Non perdete questa opportunità.

UNA COMMEDIA ARGUTA CHE NON DIMENTICA LA SITUAZIONE ECONOMICA REALE E INNALZA UN’ODE ALLA CAPACITÀ FEMMINILE DI RISOLLEVARSI.

https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/beate/63483/

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Biblioteca. Il programma di novembre

La Biblioteca Comunale  “a biscondola” di Montaione vi comunica le seguenti iniziative per il mese di NOVEMBRE 2018

Giovedì 8 Novembre | ore 17,00
Gruppo di Lettura. Incontro mensile del Circolo di lettura della Biblioteca “a biscondola” di Montaione.
Per incontrarsi, parlare di Libri e molto altro ancora. Incontro libero e gratuito.

Sabato 10 Novembre | ore 10,30
Cari bambini della Terra.
Ora del Racconto dedicata alla nostra amica Terra e al diritto di tutti di vivere in un ambiente sano.
Per bambini dai 4 agli 8 anni.

Sabato 17 Novembre | ore 10,30
Punte di Spillo contro ogni violenza.
Reading letterario e incontro con l’autrice Sandra Landi. Introduce Elena Corsinovi Assessore alla Cultura del
Comune di Montaione.

Mercoledì 21 Novembre | ore 17
Ora non Posso. Letture per bambini 0-6 anni sull’importanza della lettura in
famiglia, con l’autrice e pedagogista Cristina Bartoli
(17 – 25 Novembre Settimana Nazionale Nati per Leggere).

IN ALLEGATO PROGRAMMA NOVEMBRE 2018  clicca il collegamento —>Novembre in biblioteca

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gamballaria (a): loc. avv. “a gambe all’aria”, ma “ mandare a  gamballaria” è da intendere metaforicamente dalle nostre parti nel senso di “mandare in rovina” una persona o “far fallire una inziativa” (M. Catastini), per quanto alla lettera tale loc. significhi sottosopra, “in disordine”

gambe, s.f. pl. che assume un significato particolare nell’espressione negativa “ ’Un ci tira fuori le gambe”: non guarisce, anche se alla lettera significa che non ci tirar fuori le gambe (sottinteso probabilmente “dal letto”). Non  sembra ancora proprio in declino l’espressione “Ci si va a quattro gambe” ( dov’è giustificata la forma impersonale, altre volte abusata in toscano): c’è troppa sporcizia

gambone, s.m.: “troppa confidenza” (M. Catastini), per es., nell’espressione “Ha preso gambone!”: ha preso troppa confidenza, appunto, come non avrebbe dovuto permettersi. Si tratta di un accrescitivo di gamba (come si desume dal suff. “–one”) col cambiamento del genere, ma usato in senso metaforico e in riferimento a una persona prima sottomessa o riservata nei confronti dell’altra su cui finisce poi appunto per prender “gambone”


ganascia
, s.f. con un significato particolare se detto al pl. in una esclamazione in riferimento a una persona: “Che ganasce!”: che avidità! per es. nella frase, accompagnata da un’eloquente mimica, “Mangia a quattro ganasce!”: “con ingordigia, a quattro palmenti” (DISC). Infatti nell’essere umano le ganasce (mascelle e guance) non sono più di due, per cui si comprende facilmente la metafora

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 13 novembre 2018 

I pozzi nell’Evola

I pozzi nell’Evola.
Di Rino Salvestrini e Mauro Tani

L’Evola è un torrente affluente dell’Arno, un torrente perché nella stagione estiva si secca o quasi, ma in certe annate, anche in forma molto ridotta, continua ad avere il suo corso d’acqua e quindi può essere classificato nella categoria superiore, cioè quella dei fiumi.
Il vecchio nome era Ebula, termine etrusco, ma nei secoli troviamo anche Elbula e a Corazzano entrando nel Comune di San Miniato cambia nome ed è Egola fino alla foce in Arno a Ponte a Egola, paese che ha preso nome dall’affluente dell’Arno come Pontassieve, Ponte a Ema, Ponte a Elsa, Pontedera.
[…] ghiagoNella parte alta dell’Evola, dove scorre fra e su le rocce, presenta nel suo letto profonde cavità dette “pozzi” (Pozzo Catino o Latino, Pozzo Lungo, Pozzo dei Giovanotti, Pozzo Sfondato ed altri
che qui vedremo). Sono profonde buche nel letto roccioso e sempre piene d’acqua azzurra, non seccano mai, neppure in estate quando l’Evola è in magra o addirittura in secca.
Soltanto i tonfi, cioè le grandi pozze poco profonde si prosciugano e non sempre o completamente.
Inoltre non si riempiono mai come succede alle dighe, coi detriti dei boschi circostanti portati dalle piogge abbondanti e scroscianti. Insomma questi pozzi sono un mistero anche perché non hanno uscite sotterranee, ma sono grandi pentoloni, infatti, come quelli sulle Alpi, si chiamano anche marmitte dei giganti.

Misericordia. Formati con noi

Avete mai pensato che nella vita potreste trovarvi davanti ad un caso di emergenza perchè qualcuno che vi è vicino in quel momento ha un forte bisogno di aiuto?  Immaginate in quale situazione imbarazzante potreste trovarvi in quel momento se non sapete quale primo immediato soccorso potreste prestare? E chi ha bisogno di aiuto in quel momento potrebbe essere chiunque,…talvolta, purtroppo, anche chi ci è vicino nella vita di tutti i giorni.    

La Misericordia di Montaione offre una serie di corsi gratuiti che ci insegnano come prestare il soccorso d’urgenza. I corsi sono riconosciuti dalla regione Toscana. Ecco qui sotto il programma: formazione_2018 (1)

IHP – Siamo a cavallo!

Segnaliamo con piacere il seguente articolo a firma di Silvia Amodio integralmente tratto dal periodico mensile “informatore” di Coop-fi. Si parla di Italian Horse Protection,  associazione che si occupa del recupero dei cavalli e che ha sede a Montaione. Chi è Italian Horse Protection, come è nata, di cosa si occupa.  L’Associazione Montaione.Net già pubblica, di volta in volta, i comunicati che IHP le trasmette.

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gallerone, s.m.: uccello simile al gall(o) e al (capp)one, voci dall’incrocio dalle quali deriva gallerone con l’ampliamento –er-

gallinaccio, s.m.: gallina che canta “a galletto” (essendo d’“incerto sesso”: DEI), cosa che a Fucecchio era ritenuto che portasse “male”, una “disgrazia in famiglia”, come pare che ci sia  ancora chi crede che porti male il canto, ovviamente notturno, della civetta presso la casa: è evidente che si tratta di stupide superstizioni, prive di qualsiasi validità scientifica e perciò respinte da chi ragiona veramente. Quanto al termine gallinaccio, secondo M.P. Bini, in “quasi tutti i dizionari di lingua italiana” si troverebbe, ma nel senso di “tacchino”. Né il gallinaccio è da confondere col cappone, gallo “castrato”, come si deduce anche dall’ètimo. Infatti esso deriva dal lat. parlato ipotetico “cappone”, classico “capone(m)”, collegato col gr. “kòptein”= “tagliare” (DISC)

gallòra, s.f.: “còccola di cipresso” (M. Catastini), ma è un termine in declino, essendo stato sostituito per lo più da quello di “bacca”, a sua volta peraltro “denominazione impropria” anche in riferimento alla “coccola del ginepro” e alla “drupa dell’alloro” (De Mauro). In valdelsa veniva indicata con questo termine anche il rigonfiamento della pelle, pieno di liquido, dopo una scottatura.

gallozzola, s.f.: “bolla d’aria in terra” (M. Catastini) a causa della pioggia

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 6 novembre 2018 

Corso di francese per adulti. Scelta della fascia oraria preferita

I corsi inizieranno nella seconda metà di novembre 2018.

Invia le tue preferenze entro il 16.11.2018 nei seguenti modi:

  • email a perfarelalbero@yahoo.it
  • messaggio via SMS o whatsapp al 338-8468352
  • chiamare 338-8468352 (dalle 10 alle 13)

oppure tramite questo modulo:

(la comunicazione della propria preferenza non è vincolante ai fini dell’iscrizione)

Corso di francese per adulti. Scelta fasce orarie preferite

Corso di francese per adulti. Scelta fasce orarie preferite

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gabbionaio, s.m.: chi costruisce gabbie, ma il termine è pressoché scomparso nella nostra zona non essendovi più praticato tale mestiere

gaburrino, s.m.: moneta d’argento, ma anche banconota “da due lire su cui era impressa l’effigie” di Camillo Benso, conte di Cavour, da cui deriva, con “–ino e resa grafica della pronuncia” (DISC) con modifica della lettera iniziale. Un tempo era popolare a Fucecchio, ma il termine non è sopravvissuto e se ne comprende il motivo

gagliardello, s.m.: gagliardetto fascista; si tratta di un termine usato un tempo (se non proprio a Fucecchio, nelle sue vicinanze, secondo la testimonianza di I. Montanelli) e di un diminutivo di “gagliardo”, che indicava “la bandiera principale di una nave”; infatti “gagliardo” significava “più importante”, derivando forse dal lat. volg. ipotetico di Gallia “galia” = “forza” (DEI) e noi sappiamo bene dallo studio della storia quanto i gagliardetti fascisti fossero un segno di arroganza

galantòmo, s.m.: galantuomo; la scomparsa della –u- si spiega perché nel vernacolo viene detto “omo” l’uomo, come vedremo, un po’ alla latina

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 30 ottobre 2018 

Comunicato IHP – Palio di Siena, morto il cavallo Raol

Palio di Siena, morto il cavallo Raol. Gli incidenti sono la vera molla di questo penoso spettacolo spacciato per tradizione.

Dopo l’ennesimo cavallo morto al palio di Siena, due giorni fa, con le immagini della sua gamba penzoloni dopo una frattura completa, mentre viene ancora e ancora colpito dagli altri cavalli in corsa, ci saranno le denunce per accertare le eventuali responsabilità penali e quelle per ribadire le sicure responsabilità morali di una cittadina che sta mortificando se stessa.

Ma ormai l’indignazione non basta più: è urgente arginare questo massacro.

Partiamo col dire la verità su questa manifestazione che si presenta come storica e profondamente rispettosa dei cavalli ma che in realtà è tutt’altro.

Il palio di Siena viene spacciato per manifestazione tradizionale, ma ormai da molto tempo non ha più nulla della tradizione con cui era nato (ammesso che anche quella fosse accettabile): negli anni è diventato una corsa dove la rievocazione storica è una facciata e dove invece ogni elemento è spinto al massimo verso la competizione pura e verso una vittoria che non ha solo il “cencio” come premio ma ben altro a far gola ai fantini. A questo si aggiunge una pista con due curve impossibili a 90 gradi: il risultato è un innesco quasi automatico di scontri e cadute, tanto che chiamarli incidenti è pura ipocrisia.

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Cinema. Sulla mia pelle + una proiezione speciale

Il film su Stefano Cucchi  dopo la drammatica confessione di un carabiniere dei giorni scorsi contribuirà a fare piena luce sulle      responsabilità.
A varie richieste riproponiamo una proiezione speciale del film la RAGAZZA DEI TULIPANI   per domenica alle ore 19,45.  BUONE VISIONI
L’Angelo Azzurro
  sulla mia pelle

Il Paesaggio Ritrovato. Da Montaione a… Montaione

Da Montaione a MontaioneDomenica 21 ottobre si concluderà il ciclo di escursioni a piedi, alla scoperta del territorio di
Montaione, delle meraviglie del suo paesaggio e dei suoi luoghi d’interesse storico e naturalistico, promosse dal Comune di Montaione e organizzate in collaborazione con l’Ecoistituto delle Cerbaie.
Un’andata e ritorno al borgo di Montaione, coronato re dal protagonista indiscusso della giornata: il Tartufo. L’itinerario prevede un’immersione nelle valli tartufigene dell’Evola e del Carfalo, con approdo all’Anteprima di TartuFesta 2018.
La lunghezza del percorso è di circa 13 km con ritrovo presso il parcheggio delle Scuole di Montaione in via G. Pascoli alle ore 9:00. Come di consueto l’escursione è gratuita, ma occorre prenotarsi entro venerdì 19 ottobre, per telefono o mail ai seguenti contatti:
Ecoistituto delle Cerbaie: 340 984 7686 a.bernardini@ecocerbaie.it;
Ufficio informazioni turistiche di Montaione: 0571 699 255 turismo@comune.montaione.fi.it.

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furbo, s.m.nella frase molto diffusa dalle nostre parti “ ’Un fa’ tanto ir furbo!”: non negare la verità “ricorrendo all’astuzia”!, è spiegato in M. Catastini

furchetta, s.f.: forchetta, con chiusura popolare della vocale prima dell’accento tonico senza che si debba pensare a una ripresa dell –u- della parola lat. “furca(m)” da cui deriva questo termine, originariamente dimin. di quello lat. dal chiaro significato di forca, mentre è incerta l’origine del suff. dimin. m. “-etto” (DISC)

furia, s.f.: fretta, come quando si dice “Ecco maestra furia” in riferimento a una persona troppo frettolosa e il concetto è intensificato anche quando si dice “In fretta e furia”: “frettolosamente”, significato che aveva nel ‘600 anche la loc. avv. “in caccia e in furia” (DEI). È interessante anche il proverbio: “Chi ha furia s’ avvii!”, che invita a non avere troppa fretta: chi invece l’ha, si muova in anticipo verso la mèta senza peraltro costringere chi l’ha detto a fare altrettanto

fustacchio, s.m.: cencio che veniva messo in cima al frusciandolo per pulire il forno; era un vocabolo usato in campagna

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 23 ottobre 2018 

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fumo, s.m. Frase: “Leva ‘r fumo alle schiacciate”, detta di una persona molto abile nel trarsi dagli impacci: infatti non sarebbe certo impresa dappoco levare il fumo specialmente quando  le schiacciate vengono tirate fuori calde dal forno, ma è chiaro che la frase ha un valore metaforico

fungarello, dimin. di fungo, che è una “pianta crittogama” col nome derivato dal lat. “fungu(m)” (in Francia “champignon”), “relitto mediterraneo affine al gr. sp(h)òngos “spugna”(DEI): dim. particolare formato con l’ampliamento –ar- prima del suff. dimin. –ello

funghì’, v.intr.: funghire. Frase: “O che vo’ sta’ a funghì’?”: o che vuoi stare ad ammuffire?, cioè a fossilizzarti?

funicello, s.m.: pezzo di fune con un forcino ad una estremità ed un nottolino di legno dall’altra parte per legare il legname (M. Catastini), ma è un termine in disuso, per quanto sia interessante notare col DISC che anticamente indicava in italiano semplicemente una piccola “fune” ed era attestato con tale significato sin dal ‘300 secondo il DEI

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 16 ottobre 2018 

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fuggì’, v.intr. e tr.: fuggire. Modo di dire: “Ascappa e fuggi” in fretta e furia come “A mordi e fuggi”

fumacchio, s.m. tosc.: “pezzo di legno semicarbonizzato che manda ancora fumo” e, un tempo, ciò che s’innalzava da pentole d’acqua bollente per far lievitare, appunto grazie al vapore acqueo,  dentro la madia, la pasta per la schiacciata di Pasqua

fumaiòla, s. f.: fumo, per es. nell’interiezione “Che fumaiola!”, nell’ambito del linguaggio familiare

fumino, s.m.: individuo irascibile, chiaramente derivato da “fumo”, in cui può finir appunto l’ira da fiammata quale era. Comunque dal soprannome Fummino, un tempo esistente a Fucecchio,  possiamo dedurre che la parola potesse esser pronunciata col raddoppiamento o geminazione della -m-, come avveniva nel Pisano

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 9 ottobre 2018 

MontaDrone – Il Castello di Vignale

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di Enrico Senesi (enrico.senesi@montaione.net)

Il Castello di Vignale è sconosciuto a molti montaionesi. Il castello è citato per la prima volta in un documento di Federico Barbarossa risalente al 1161.
Dopo alcune guerre, il Castello di Vignale venne sottomesso a San Miniato, poi a Pisa e infine a Firenze, dopodiché fu abbandonato.
Oggi utilizziamo il nostro drone per ammirare i resti del castello, la chiesina ed il vecchio mulino.

 

 

Il Paesaggio Ritrovato. Da Coiano a Montaione

E’ iniziato l’autunno e le escursioni naturalistiche dell’edizione 2018 del Paesaggio Ritrovato continuano con un appuntamento speciale dedicato alla Via Francigena, volto a far conoscere i valori storici e culturali di questa antica via di traffici e pellegrinaggi, proposto nell’ambito dei programmi di valorizzazione della Via Francigena promossi dalla Regione Toscana.
Domenica 30 settembre “Da Coiano a Montaione. Lungo la Via Francigena e la diruta valle del Rio Pietroso”. 30_Settembre_paesaggio_ritrovato_OKOltre ad una piacevole passeggiata nel verde, ritroviamo l’arte di Sonia Montanaro, alle
vecchie storie e Elisa Malatesti, agli strumenti antichi; accompagneranno i viandanti con “Visioni da un Evo Medio fantastico sulla strada dei Pellegrini”. L’escursione è idonea sia per adulti che per bambini. Il tragitto è di 15 km accompagnati da una guida naturalistica – ambientale dell’Ecoistituto delle Cerbaie.
Come di consueto, la partecipazione è gratuita, ma è obbligatorio prenotarsi entro venerdì
28 settembre per telefono allo 0571 699 255 o per mail all’indirizzo dell’Ufficio informazioni turistiche (turismo@comune.montaione.fi.it) o della guida (a.bernardini@ecocerbaie.it), a
cui è possibile rivolgersi anche per avere informazioni tecniche sull’escursione.
La partenza è alle ore 9.00 dalla Pieve di Coiano, Strada Provinciale 108 Coianese – Castelfiorentino, l’arrivo è previsto alle 16.30 a Montaione. Il programma de “Il Paesaggio Ritrovato” prevede una serie di escursioni a piedi alla scoperta del territorio di Montaione e dintorni, promosse dal Comune di Montaione e organizzate in collaborazione con l’Ecoistituto delle Cerbaie.

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di Giancarlo Carmignani

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frusone, s.m.: frosone (“Coccothraustes coccothraustes”), probabilmente derivato dal lat. tardo “frisione(m)”, possiamo dedurre dal Romanelli

frustagno, s.m.: fustagno, termine attestato a Venezia nel 1265 in riferimento a una “sorta di panno di poco prezzo” (DEI), da cui prese nome a Fucecchio una banda rivale di quella detta del Casentino. Finalmente il 21 settembre 1861 le due bande furono accorpate dal sindaco di Fucecchio Carlo Landini Marchiani nella banda municipale, che poi fu intitolata al Mo. Mariotti, ricevendo l’ambito premio nel medesimo comune il 3 ottobre 1911 in concomitanza col 50° anniversario dell’Unità d’Italia e della fondazione della stessa banda


frustone
, s.m.: “rametto flessibile di salcio” (M. Catastini), ma pare che il significato che conserva ancora il termine sia piuttosto quello di una parte considerata insignificante d’una pianta. Dalle nostre parti c’è chi chiama “frustone” anche il biacco (“Coluber viridiflavus”) perché questo serpente può arrivare a frustare se è disturbato specialmente quando fa all’amore

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 2 ottobre 2018 

Rilevazione presenze refezione scolastica

NUOVO SISTEMA INFORMATIZZATO PER LA RILEVAZIONE DELLE PRESENZE ED IL PAGAMENTO DELLA TARIFFA

Il Comune di Montaione, a partire dal presente anno scolastico, adotterà un nuovo sistema informatizzato per la gestione del servizio di refezione scolastica.
L’acquisto dei buoni cartacei sarà sostituito da un sistema di pagamento del pasto mediante “ricarica” di un conto virtuale associato all’alunno.

Ad ogni alunno utente del servizio sarà assegnato un codice personale di identificazione (codice PAN), valido per l’intero ciclo scolastico, che i genitori dovranno utilizzare per il pagamento delle tariffe di frequenza al servizio.  Il pagamento potrà essere effettuato, indistintamente, presso la Tesoreria Comunale, oppure tramite bonifico bancario, anche tramite modalità on-line.
Il sistema aggiornerà automaticamente la situazione contabile di ciascun bambino. Sarà possibile consultare in ogni momento il Conto Virtuale del proprio/i figlio/i mediante un portale web e una App su cui sarà possibile visualizzare i giorni di presenza, il saldo e le ricariche effettuate.
I buoni cartacei eventualmente avanzati al termine dell’anno scolastico 2017/18 possono essere utilizzati all’inizio dell’anno scolastico con le stesse modalità del passato.
L’attivazione del sistema richiede una fase di caricamento dei dati personali degli alunni e dei genitori referenti, che è attualmente in corso. Appena conclusa la fase preparatoria i genitori dei bambini iscritti al servizio riceveranno una comunicazione più dettagliata.
Nei primi giorni del servizio, in attesa che il sistema sia attivato, gli alunni potranno regolarmente consumare il pasto senza presentare il buono mensa cartaceo. I pasti consumati saranno conteggiati dal personale in servizio e addebitati successivamente sul Conto Virtuale associato al codice PAN dell’alunno.
L’introduzione del sistema richiederà inevitabilmente un periodo iniziale di rodaggio e di messa a punto. Ci scusiamo per eventuali inconvenienti che dovessero verificarsi, chiedendo fin da ora la gentile collaborazione dei genitori.

Fonte: Comune di Montaione

MontaDrone – Il Palagio

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di Enrico Senesi (enrico.senesi@montaione.net)

Il Palagio è la fine del mondo. Qui finisce la strada, non si va oltre.
Non tutti sanno che nel 1924 fu istituita la scuola e nel 1944 sorse addirittura la Casa del Popolo. Il Palagio ha avuto la sua strada comunale asfaltata nei primi anni ’90.
Saliamo a bordo del nostro drone per provare l’atmosfera che si respira al Palagio.  Buona visione.
Vedi anche: La storia di Iano (pdf) di Rino Salvestrini

 

 

Cinema. Proiezione dei film finalisti al 5.FirenzeFilmcortiFestival

Non perdete l’evento speciale di Venerdi 21 settembre alla Sala Cinema Scipione Ammirato a Montaione con Film da tutto il mondo per conoscere le nuove tendenze del cinema internazionale

selezione dei film finalisti presentati al 5° FIRENZE FILMCORTI  FESTIVAL

Da Sabato l’intensa storia d’amore tra Sophia, costretta a sposare il ricco e anziano mercante Cornelis Sandvoort, e l’artista a cui il mercante decide di commissionare un dipinto: il talentuoso Jan van Loos. 

26 BOLLETTINO settembre 2018 BIS (2)-page-001

La Gerusalemme di San Vivaldo. Il libro

Da parte di Paolo Pomponi, Sindaco di Montaione

e di Elena Corsinovi, Assessore alla Cultura di Montaione

si comunica che

Sabato 22 Settembre ore 10.30

presso il Palazzo Comunale di Montaione

si presenta il libro

LA GERUSALEMME DI SAN VIVALDO

A cinquecento anni dalla lettera d’indulgenza di Papa Leone X

A cura di Francesco Salvestrini e Pierantonio Piatti

Edizioni Polistampa

La pubblicazione è stata realizzata nell’ambito delle celebrazioni per i 500 anni

della “Gerusalemme” di San Vivaldo avvenute nel 2017

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Il testo che sancisce il gemellaggio tra i comuni di Montaione e Montmerle

IMG_3705Il testo del patto di gemellaggio, letto e sottoscritto dai due sindaci il giorno 7 settembre 2018.
PATTO DI GEMELLAGGIO TRA IL COMUNE DI MONTAIONE E IL COMUNE DI MONTMERLE-SUR-SAÔNE
La Municipalità di Montaione della Repubblica Italiana e la Municipalità di Montmerle-sur-Saône della Repubblica Francese, di seguito denominate “Le Parti”, manifestano l’intenzione di creare una solida e durevole cooperazione con lo scopo di promuovere la reciproca comprensione e di costruire relazioni amichevoli fra gli abitanti delle due comunità attraverso lo scambio di conoscenze, esperienze e iniziative. Le Parti riconoscono che i rapporti di gemellaggio costituiscono condizione fondamentale per una migliore conoscenza tra i popoli e contribuiscono a lla fattiva costruzione dell’Europa dei cittadini. Le Parti si adoperano per lo sviluppo di una pacifica convivenza tra gli uomini di diversa provenienza, di diversa cultura e di diversi ideali.
Le Parti stipulano questo Patto di Gemellaggio, che include il concreto impegno a riconoscere come fondanti gli ideali di fraternità e solidarietà.
Il presente Patto di Gemellaggio si applica nel pieno rispetto degli ordinamenti e delle legislazioni vigenti nei rispettivi Paesi, nonché in conformità con gli obblighi internazionali e con quelli derivanti dall’appartenenza dell’Italia e della Francia all’Unione Europea.
Obiettivo di questo gemellaggio, che sarà sostenuto dai cittadini dei due Comuni e soprattutto dalle associazioni, dai giovani, dagli istituti scolastici, è quello di consolidare e ampliare i rapporti di amLogo gemellaggio 2018icizia già iniziati.
Le Parti si assumono l’impegno di promuovere la reciproca collaborazione tra i cittadini, di curare scambi culturali e progetti comuni, e di stabilire durevoli relazioni.
Al fine di raggiungere gli obiettivi del patto di gemellaggio le Parti si avvarranno dei rispettivi Comitati di Gemellaggio composti da cittadini e da rappresentanti delle associazioni presenti nelle rispettive comunità. Tutte le attività previste o scaturenti dall’attuazione del presente Gemellaggio troveranno copertura, per la Parte italiana, nel bilancio del Comune di Montaione, senza generare oneri finanziari a carico dello Stato. Le Ambasciate dei due Paesi verranno informate sullo stato di avanzamento delle attività o iniziative programmate dalle Parti in applicazione del presente Patto di Gemellaggio nei rispettivi territori di accreditamento. Qualsiasi divergenza di vedute che possa insorgere nell’interpretazione o nell’attuazione del presente Gemellaggio sarà risolta in via amichevole, mediante consultazioni dirette tra le Parti.
Questo Patto di Gemellaggio acquista efficacia alla data della sottoscrizione del _________________ avvenuta a ______________ , ed è redatto in due originali, uno in lingua italiana e uno in lingua francese, che sono vincolanti in egual misura. La durata del presente Gemellaggio è illimitata, e il rapporto tra le Parti è riesaminato ogni cinque anni dalle medesime per assicurarsi che gli intenti dello stesso vengano perseguiti con piena soddisfazione di entrambe.
PACTE DE JUMELAGE ENTRE LA MUNICIPALITÉ DE MONTAIONE ET LA MUNICIPALITÉ DE MONTMERLE-SUR-SAÔNE
La Municipalité de Montaione de la République Italienne et la Municipalité de Montmerle-sur-Saône de la République Française, ci-après dénommées “les Parties” ont l’intention de créer une
coopération solide et duracartellogemellaggioMontmerleble dans le but de promouvoir l’entente mutuelle et d’établir des relations amicales entre les habitants des deux communautés par l’échange de connaissances,
d’expériences et d’initiatives. Les Parties conviennent que les relations de jumelage sont une clause essentielle à une meilleure entente entre les peuples et pour contribuer à la construction active de l’Europe des citoyens. Les Parties œuvrent au développement d’une coexistence pacifique entre les personnes d’origines, de cultures et d’idéaux différents.
Les Parties signent cet Accord de Jumelage, qui s’a vère être un véritable engagement à reconnaître, comme des idéaux fondamentaux, la fraternité et la solidarité. Ce Jumelage s’applique dans le plein respect des lois et réglements en vigueur dans les Pays respeIMG_3703ctifs, ainsi que dans le respect des obligations internationales et celles découlant del’appartenance de l’Italie et de la France à l’Union Européenne. L’objectif de ce jumelage, qui sera pris en charge par les citoyens des deux municipalités, et surtout par les associations, par les jeunes, par les écoles, est de consolider et d’élargir les relations amicales déjà commencées. Les Parties s’engagent à promouvoir la coopération mutuelle entre les citoyens, à prendre soin des échanges culturels et des projets communs, et à établir des relations durables. Afin de réaliser les objectifs du jumelage, les Parties bénéficieront des comités de jumelage respectifs, composés de citoyens et de représentants des associations présentes dans leurs communautés respectives. Toutes les activités prévues ou découlant de la mise en œuvre de ce Jumelage seront couvertes, pour la partie Italienne, dans le budget de la municipalité de Montaione, sans générer de charges financières pour l’État. Les Ambassades des deux Pays seront informées de l’avancement des activités ou initiatives prévues par les Parties en application du présent Pacte de Jumelage dans leurs territoires respectifs d’accréditation. Toute divergence de vues qui pourrait survenir dans l’interprétation ou la mise en œuvre du présent Jumelage sera réglée à l’amiable, grâce à des consultations directes entre les Parties. Cet Accord de Jumelage prend effet à la date de signature du _________________ dans le lieu______________, et est rédigé en deux exemplaires originaux, l’un en italien et un en français, qui sont obligatoires par mesure d’équité.La durée de ce Jumelage est illimitée, et la relation entre les Parties est revue tous les cinq ans par ces dernières pour s’assurer que leurs intentions soient poursuivies avec la pleine satisfaction des deux.

Il Toscanario

logoToscanario

di Giancarlo Carmignani

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frullana, s.f.: “falce fienaria”, insomma “usata per tagliare l’erba”; voce “usata nel fior., lucch., pisano e maremmano”, deriva da “friulano” (in dial. “furlain”) essendo usata nel Friuli (DEI), ciò che non impedisce certo che almeno un tempo fosse molto usata anche da noi per fare il fieno, cioè per tagliare l’erba, fatta poi “essiccare come foraggio per gli animali” (DISC). La differenza della nostra voce rispetto a quella friulana (di cui è come una metatesi espressiva con la solita terminazione in vocale) è evidente

frullo, agg.: confuso, ma si tratta di un termine in disuso. Peraltro si spiega pensando al frullino e al v. “frullare”, che indica il “girare vorticosamente su se stesso” e, in riferimento ai pensieri, “venire improvvisamente alla mente” (De Mauro), come nell’espressione, usata almeno fino a poco tempo fa dalle nostre parti “Ma che ti frulla ner (nel) capo?”. A Firenze si trova addirittura nei pressi della porta di San Miniato un locale intitolato “Baretto del Rifrullo”, probabilmente in riferimento a una festosa confusione

fruolino, s.m.: bambino vivace che “fruga da per tutto” (DEI); infatti deriva da “frugolino” con dileguo della – g – intervocalica

fruone, s.m.: persona che rovista verbo che deriva dal lat. “revisitare” = “tornare a vedere” (De Mauro), mentre invece il nostro lemma (ormai in disuso) deriva da “fruà’ ”, cioè da “fruare” e questo da “frugare” (M. Catastini), col dileguo della –g- intervocalica

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  https://www.montaione.net/il-toscanario/

Tutti gli articoli on line,  https://www.montaione.net/category/toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 25 settembre 2018 

MontaDrone – Le Mura

montadrone_logo

di Enrico Senesi (enrico.senesi@montaione.net)

Le Mura è la frazione più vicina al capoluogo tanto che quasi ne fa parte. Di solito la gente ci transita con le automobili oppure si ferma soltanto per mangiare e non bada ad altro. Certamente non c’è rimasto molto delle antiche glorie, ma qualcosa sì: forse qui erano gli etruschi, qui passava Santa Verdiana, qui nel Medio Evo si presidiava la strada che portava a Montaione. La frazione ha ora un aspetto rimesso a nuovo compresa la tabaccaia, vecchio edificio per l’essiccazione del tabacco, che fino a cinquanta anni fa era coltivato nei terreni freschi di Le Mura.
Salite a bordo del nostro drone e diamo un’occhiata. Soli lassù in cielo, nel silenzio. Buona visione.
Vedi anche: Storia delle Mura (pdf) di Rino Salvestrini