Il Sindaco di Montaione Paolo Pomponi incontra il Papa all’Udienza Generale del mercoledì

Mercoledì 12 dicembre, una delegazione dell’Amministrazione Comunale di Montaione composta dal Sindaco Paolo Pomponi, dal Vicesindaco Luca Belcari e dagli assessori Elena Corsinovi e Cristiano Rossetti ha preso parte all’udienza papale del mercoledì.

Al termine dell’udienza il Sindaco ha potuto porgere direttamente a Papa Francesco i saluti della comunità montaionese e omaggiarlo della nuova pubblicazione sulla Gerusalemme di San Vivaldo, realizzata in occasione di festeggiamenti per il cinquecentenario del breve papale di Leone X del 1517 che consacra San Vivaldo come luogo di indulgenza.

Con l’occasione il Sindaco ha anche rinnovato l’invito al Santo Padre per una visita al Sacro Monte di San Vivaldo.

Il Sindaco ha così commentato l’incontro con Sua Santità Papa Francesco: “Poter incontrare e parlare con il Santo Padre, una delle massime autorità morali e una delle persone più influenti al mondo, è un grandissimo onore e un’esperienza particolarmente emozionante, soprattutto per un credente.”.

Fonte: Segreteria del Sindaco

Maggio Metropolitano al nuovo teatro di Montaione

“THE ROSSINI GAME – Giocando con Gioachino”
Spettacolo per bambini dai 6 agli 11 anni
SABATO 15 DICEMBRE 2018 ALLE ORE 17.00 presso il TEATRO “S.AMMIRATO”
Piazza Gramsci – Montaione
Ingresso gratuito
Lo spettacolo è inserito nella manifestazione IL MAGGIO METROPOLITANO 2018 che vede il Comune di Montaione fra i collaboratori al progetto, che la Fondazione Teatro Maggio Musicale Fiorentino ha presentato alla Città Metropolitana di Firenze. Lo spettacolo parla della vita di uno dei più grandi compositori della storia raccontata attraverso la sua straordinaria musica, gli avvenimenti più significativi del periodo, i personaggi che amarono e venerarono il grande musicista, oppure lo detestarono. Attori, cantanti, musica dal vivo, storie di vita e storie di opere. Un intreccio nel quale il pubblico grande e piccolo viene coinvolto “dal vivo” come se il grande Rossini fosse ancora fra noi a dilettarci con la sua enorme personalità e la sua frenetica mente musicale. Un ritratto originale e appassionato, ma anche sofferto di un musicista che ci ha
lasciato alcune delle più belle opere di tutti i tempi.

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20 anni di Vita di Comunità, sono 20 anni con don Luigi

Venti anni fa, il 12 dicembre del 1998 usciva il n. 1 di Vita di Comunità  – (vedi https://www.montaione.net/wp-content/uploads/2014/02/vdc001.pdf ),  sussidio liturgico della Parrocchia di San Regolo (la Parrocchia del capoluogo) che lo redige e lo stampa in proprio per fornire una traccia di quanto accade in Parrocchia, quali sono i suoi programmi, quali sono i suoi orari. Vita di Comunità scandisce la vita parrocchiale. Per quanto ci risulta, ad oggi è la pubblicazione più longeva che esiste o sia esistita a Montaione.

Ma se da vent’anni abbiamo VdC (come lo chiamiamo noi di Montaione.net), vuol dire ed è anche vero che abbiamo da venti anni con noi il nostro parroco don Luigi Campinoti, montaionese di Montaione, che pochissimo tempo prima, sul finire del 1998, aveva sostituito don Maurizio Volpi. Il precedente incarico era stato alla Parrocchia di San Cerbone a Montecerboli, vicino Larderello nel comune di Pomarance.

La redazione di Montaione.net esprime i più cari auguri a don Luigi per la migliore prosecuzione della sua missione tra la gente di Montaione.

Biblioteca. Il programma di dicembre

La Biblioteca Comunale  “a biscondola” di Montaione vi comunica le seguenti iniziative 
per il mese di DICEMBRE 2018

 

Giovedì 13 Dicembre, ore 17

Gruppo di Lettura. Incontro mensile del Circolo di

lettura della Biblioteca di Montaione.

Per incontrarsi, parlare di Libri e molto altro ancora.

Incontro per adulti libero e gratuito.

 

Sabato 15 Dicembre, ore 10.30

IL PACCHETTO ROSSO.

Una meravigliosa storia di Natale sul tema del dono.

A seguire un divertente laboratorio creativo natalizio.

Per bambini dai 4 agli 8 anni.

 

Venerdì 21 Dicembre, ore 17

APERTURA STRAORDINARIA

Presentazione del libro “Il grande libro dei Nomi”

di e con Lucilla Targhetti.

A seguire laboratorio creativo per bambini.

A cura di “Per fare l’albero”.

 

Sabato 22 Dicembre, ore 17.30

LE 12 PRINCIPESSE. IL BALLO SEGRETO.

Fiaba misteriosa con giradischi in valigia e movimenti di

castello. Per grandi e piccoli dai 5 anni.

A cura di “Per fare l’albero” in collaborazione con

“La Volpe con il Lume”.

Scarica il volantino al seguente collegamento Dicembre_MONTAIONE_2018 

Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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gemià’, v.intr.: gemicare, cioè cadere goccia a goccia (DISC), “stillare”, “verasare” (DEI) ed il verbo vernacolare mi pare senza dubbio espressivo anche perché evoca l’idea del gemere, quasi come se si trattasse di un lamento. Infatti deriva dal lat. parlato ipotetico “gemicare” e questo dal classico “gemere” (Zingarelli)

gengioli, s.m. pl.: “noccioline”, ma è un termine in disuso; anzi, l’ho trovato solo in M. Catastini

germano, s.m.: germano reale (“Anas platyrhyncos”), in altre parti della Toscana chiamato  semplicemente reale essendo “fra le anatre (…) la preda più ambita” (C. Romanelli)

gèrso, s.m.: gelso (“Morus alba” o “nigra”: De Mauro), ma usato spesso in senso eufemistico e metaforico, precisamente in quello di sedere, per non dire peggio, per es., nell’espressione  “Prenderlo nel gèrso”: essere ingannato o, parlando più volgarmente, essere fregati


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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 18 dicembre 2018 

L’ Arte sotto l’albero

E’ una iniziativa di Natale con una mostra dedicata alle opere su carta, giclée, collage, litografie, bozzetti e pezzi unici degli artisti Toni Alfano, Gordon Breckenridge, Francesco Bruni, Lapo Gargani, Maria Grazia Preda, Rita Pedullà e Giacomo Tinacci con la partecipazione della poetessa Petronella Ortmann e le sue nuove litografie sulla poesia visiva.

Con l’occasione verranno presentate le opere dell’artista Mariangela Artese carte uniche che mischiano collage e pittura, che vogliono far rivivere il bambino interiore che portiamo dentro di noi, la parte più pura, spontanea e creativa che a volte lo spettatore dimentica di avere.

La mostra “Arte sotto l’albero” è partita  Sabato 1° Dicembre e durerà fino al 31/12.

Locandina Natale CORA FB

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di Giancarlo Carmignani

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gastigo, s.m.: castigo, che deriva da “castigare” e questo dal lat. “castus” = “puro” e  “agere” = “fare” e qindi propriamente “render puro”: DISC e secondo il DEI sarebbe attestata dall’inizio del ‘300 la voce “gastigo” e invece dal Duecento il v. “gastigare” (al posto di “castigare”, che ha assunto il significato far fare penitenza), voci toscane, così come “gastigato”, variante di castigato, part. pass. che diventa agg. si deduce anche dal De Mauro. Non è tuttavia senza rilievo il fatto che originariamente la c in lat. “aveva il suono della g”, che fu introdotta “solo tardi nell’alfabeto romano”, “verso il 234 a.C.”, derivando “forse da una leggera  mutazione grafica del C” (Georges-Calonghi) e, a proposito del genere delle lettere dell’alfabeto, è da precisare che è maschile se si sottintende “segno”, femminile se invece la parola sottintesa è “lettera”

gattini, s.m. pl., ed è un’espressione popolare da noi “fare i gattini” (vomitare) “metafora scherzosa presa da” gatto: DEI, che ricorda l’espressione meridionale “vomitare come una gatta ingorda”

gatto
, s.m.: “Esse’ del gatto” : esser del gatto in senso metaforico cioè essere sfacciato nel senso di essere come morto oppure di essere fregato oppure non essere più capace di certe prestazioni, così come “Averle infilate” e “Essere giù di corda”: trovarsi in cattive condizioni di salute: espressione forse usata anche oltre l’ambito fucecchiese. Viene fatto di pensare che potrebbe essere stata originata pensando al topo, che, com’è noto, è una preda ambìta dal gatto. Perciò, se questo l’afferrasse, un’espressione del genere potrebbe scaturire, in una favola in cui gli animali parlassero, ovviamente secondo la fantasia, dalla mente del topo. In tal caso significa essere in balìa dell’avversario, ma da noi, estendendo oltre l‘accezione del vocabolo, l’espressione significa ciò che ho affermato sopra

gattonà’, v.tr.: gattonare, cioè “seguire silenziosamente” come può fare un “gatto”, accenna in parte il DEI, che ne parla anche come di un verbo scherzoso o del “gergo studentesco” toscano nel senso di “pedinare”

gàżżera, s.f.: gażża, voce toscana anche secondo il DEI, ma in declino, nonostante la frase che un tempo si poteva sentir dire nel contado “Nighio fatto, gazzera pena”: quando il nido è fatto, la gazza soffre, forse perché sarebbe vaga di andare a giro anche a rubacchiare specialmente “oggetti luccicanti”. Non per niente è chiamata “ladra” anche la gazza comune (“Pica pica”: C. Romanelli ).

 

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 11 dicembre 2018 

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garganòzzo, s.m.: parte sporgente della gola che possiamo chiamare gózzo, corrispondente all’it. “gargarozzo” (di cui penso che sia una forma dissimilata), derivata dal lat. tardo “gargara”, a sua volta dalla radice ipotetica “garga” (=“gola”), donde “garganella” (DEI), termine usato solo nell’espressione “bere a garganella” (DISC, che fa derivare tale voce da una radice onomatopeica ipotetica “garg”, “viva in tutte le lingue romanze”), cioè “senza riprendere fiato” (M. Catastini) e si tenga presente la voce pisana “gargana”: “bocca spalancata” anche in riferimento al canto (M.P.Bini). La dissimilazione si può spiegare anche per influsso del pisano “gàrgano” (gola: DEI), mentre una dissimilazione diversa è avvenuta nel pis. “gargalòzzo” (“pomo d’Adamo”: B.Gianetti), attestato in Toscana nel ‘500 (DEI). Tale protuberanza, secondo C.Giani, sarebbe “visibile in modo accentuato nelle persone che hanno subìto la sofferenza della fame per un periodo prolungato”

gargòzzole, s.f. pl.: vescichette (M. Catastini), bollicine, voce espressiva

garóso, agg.: innamorato, in riferimento al merlo, nel gergo dei cacciatori di Fucecchio e dintorni: un significato molto lontano, come si vede, dall’antico agg. (risalente al ‘500, almeno secondo il DEI) derivato da “gara” e che significa “litigioso”, per quanto un collegamento si possa cogliere dal momento che anche i merli maschi lottano fra loro per contendersi la femmina

garżone, s.m.: “operaio presso una famiglia colonica” (M. Catastini) e nella campagna vicino a Fucecchio esisteva anche il termine “garzona” che equivaleva com significato a una specie di “serva”, ma si tratta di un significato che è andato quasi perduto anche quello di garzone “di stalla”, mentre è rimasto (forse però ormai per poco tempo) quello di ragazzo “di bottega”; chiara l’origine dal francese “garçon” = “ragazzo” (DISC)

 

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 04 dicembre 2018 

Giornata Mondiale dei Diritti dei Minori e mostra alle Murate (20-27 novembre 2018)

Martedì 20 novembre la nostra scuola si è recata a Firenze, avendo ricevuto un invito a un convegno e una mostra grazie al lavoro svolto per l’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti e il Museo Nazionale del Bargello. E’ stato un grande onore il fatto che quella di Montaione era l’unica scuola non di area fiorentina, ma anche essere insieme a scuole prestigiose come il Liceo di Porta Romana. A rappresentare la comunità, accompagnando studenti e dirigente scolastica, l’Assessore alla Cultura Elena Corsinovi. Una bella esperienza, condivisa con tantissimi studenti, insegnanti, associazioni e rappresentanti delle istituzioni.
I lavori sono ancora visibili per un paio di giorni nella imponente cornice della sala Ottagonale delle Murate, a Firenze.

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Les gilets jaunes. Montmerle-sur-Saône

Selon les derniers comptages effectués par Le Progrès et les forces de l’ordre, il y aurait un total de 3 000 manifestants : environ 500 à Bourg-en-Bresse, 500 à Belley, 300 à Oyonnax, 300 à Ambérieu, 100 à Lagnieu et à Saint-Sorlin-en-Bugey, 120 manifestants à Montréal-la-Cluse sur plusieurs rond-points, 200 à Bellegarde sur trois rond-points, 50 sur le pont de Loyettes, 200 au péage de Pérouges où l’accès à l’autoroute A42 est empêchée et la sortie gratuite “facilitée” par les manifestants. Enfin, quelque 250 gilets sont dénombrés dans le pays de Gex, sur une dizaine de sites, notamment à Gex, Segny, Péron et Saint-Genis-Pouilly, le plus souvent sur des ronds-points pour bloquer l’accès aux centres commerciaux

Environ 50 gilets jaunes bloquent le rond point d accès au Super U de Pont d’Ain sur la D1075 et 30 bloquent un rond point de Saint-Jean-le-Vieux sur la D1084.

Au péage de Tossiat qui donne accès à l’A40, une trentaine de manifestants sont présents.

Une vingtaine de camions mènent une opération escargot entre Vonnas et Pont-de-Vaux.

Sur la Côtière, les manifestants se sont dirigées vers les points de blocage de Lyon.

A noter un barrage insolite à Montmerle-sur-Saône, sur la D933, où des pêcheurs ont emmené une barque pour signifier “qu’eux aussi payent leur gasoil”.

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gaóh guà!: espressione tipicamente fucecchiese che significa alla lettera: “guarda, oh, guarda!” in riferimento a una cosa che non va bene: si tratta perciò di un’osservazione sfavorevole, come, per es.: ma guarda un po’ cosa si deve vedere! Figuriamoci se do retta a lui! In pisano esiste “Gaoh!” esclamazione che può essere seguita da un “bellino!” in senso ironico (B.Gianetti). Almeno un tempo “certamente” poteva essere reso in vernacolo con l’espressione “Sé’ bah gaoh”, alla lettera “Senti, bada, guarda, oh!”

garbà’, v. intr.: garbare: si tratta di un verbo che figura anche nel proverbio contadino: “A chi ‘un gli garba il vino, Dio gli levi l’acqua”, proverbio tutt’altro che benevolo in generale specialmente nei confronti di chi è astemio, cui è augurato addirittura di essere privato dell’acqua e perciò del necessario per vivere. Lo stesso verbo figura in un altro proverbio: “vari son degli uomini i cervelli: a chi gli garba la torta e a chi i tortelli”: i gusti umani son diversi: così, per es., c’è a chi piace il dolce e a chi il salato, ma si tenga presente l’ampio uso della rima per semplificare e ancor di più per finalità mnemoniche ed espressive in molti proverbi

garbatezza, s.f.: “Atto di cortesia”. A me sembra un sostantivo veramente efficace in quanto espressivo, come nella frase: “ ‘Un gli si può fà’ una garbatezza ché subito accetta!”: non gli possiamo fare un atto di cortesia perché accetta immediatamente senza fare i complimenti

garbicchià’, v. intr.: garbicchiare, cioè garbare un po’, essendo “-icchiare” un suff. con valore diminutivo

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 27 novembre 2018 

Biblioteca. Ora non posso

La Biblioteca Comunale  “a biscondola” di Montaione vi comunica la seguente iniziativa

 MERCOLEDÌ 21 NOVEMBRE 2018
ORE 17

ORA NON POSSO

 Letture per bambini sulla lettura condivisa in famiglia e
il diritto alle storie Incontro con l’autrice e pedagogista Cristina Bartoli
per bambini 0-6 anni e i loro genitori

Oranonposso

Cinema. La casa sul mare

Recuperiamo un prezioso film francese di Robert Guédiguian “LA CASA SUL MARE” che rischiò di vincere il Leone d’oro a Venezia nel 2017. Nell’agosto scorso gli è stato assegnato il Premio Fiesole.

Dal 21 novembre, a causa di importanti lavori sulla struttura il cinema rimarrà chiuso fino ai primi di dicembre, speriamo di riprendere regolarmente  l’attività l’8 dicembre.  BUONE VISIONI !

L’Angelo Azzurro.

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di Giancarlo Carmignani

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ganghì’, v.intr.: ganghire: “struggersi per il desiderio” di qualcosa; voce toscana, forse deformazione di “gannire”, che significa “mugolare, proprio del cane e della volpe” e che è una voce dotta derivando dal latino “gannire” (DEI): voce che troviamo anche nel celebre commediografo del II secolo a.C. Terenzio e che significa, appunto, “mugolare” (Georges-Calonghi). Un tempo veniva usato a Fucecchio nel senso di “patire” (A. Morelli) o addirittura di “morire” (B. Soldaini), come nelle frase: “Mi farai ganghì’!”: mi farai morire!

ganzata, s.f.: “cosa ben riuscita” nel gergo toscano (DEI) specialmente dei giovani studenti

ganzerino, s.m. derivato da “ganzo”, col suff. dimin. preceduto dall’ampliamento – er – : persona “ben vestita” (DEI, che però lo dice a proposito della parola “ganzo”), ma più ancora da noi che ci sa o ci sapeva fare con le donne


ganzo
, s.m.: nel gergo studentesco toscano a partire dagli anni ’50 ha assunto il significato di “bravo”, simpatico, ammirevole, mentre è già attestato nel Giusti quel significato di “amante” (DISC) che ha perduto un po’ di quota, mentre è più diffuso specialmente nel linguaggio giovanile il significato ironico di “bravone”, con una rilevante dose d’esibizionismo, per es., nella frase: “ ’un fa’ ir ganzo!”: non fare il bravone! Si tratta comunque di una voce toscana, forse derivata (ovviamente in riferimento al femminile) dal lat. tardo “ganea”=“meretrice” (DEI) e perciò molto più nel senso indicato dal Giusti che in quello assunto più recentemente

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 20 novembre 2018 

Storia di Radicondoli, di Mons. Angelo Saltarelli

Domenica 11 Novembre 2018, alle ore 16,30 presso il Centro Comunitario “ Mons. O. Romero” in Via del Sole n. 6 (Centro Storico)
Don Luigi Campinoti e Rino Salvestrini presentano un libro sulla storia di Radicondoli scritto da Mons. Angelo Saltarelli, sacerdote nato a Montaione e per quasi50 anni Parroco a Radicondoli.
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare per conoscere un personaggio montaionese: bravo prete storico e amato Proposto.
Una copia del libro sarà offerta a tutti i partecipanti.
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Cinema. Speciale ragazzi e “Beate”

Con la fretta della comunicazione abbiamo commesso un altro imperdonabile errore nell’orario di DOMENICA ecco  gli orari giusti:

  Sabato      10 novembre  ore 21,15

  domenica  11  novembre  ore 17,30 e 21,15

  martedi       13  novembre  ore 21,15

        BEATE 

(Italia 2018)  90’   Regia Samad  Zarmandili  con  Donatella Finocchiaro, Paolo Pierbon, Maria Roveran, Lucia Sardo

Scusateci per il contrattempo.   L’Angelo  Azzurro

— 

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Per motivi tecnici il film “una storia senza nome” non può essere proiettato, verrà sostituito con “Beate”, pregevole film indipendente dell’esordiente Samad Zarmandili che affronta i problemi del lavoro nel dramma della delocalizzazione.   Una straordinaria Donatella Finocchiaro e un’eccellenza del teatro italiano Paolo Pierbon. Un film di qualità che come sempre fatica ad uscire sul mercato. Non perdete questa opportunità.

UNA COMMEDIA ARGUTA CHE NON DIMENTICA LA SITUAZIONE ECONOMICA REALE E INNALZA UN’ODE ALLA CAPACITÀ FEMMINILE DI RISOLLEVARSI.

https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/beate/63483/

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Biblioteca. Il programma di novembre

La Biblioteca Comunale  “a biscondola” di Montaione vi comunica le seguenti iniziative per il mese di NOVEMBRE 2018

Giovedì 8 Novembre | ore 17,00
Gruppo di Lettura. Incontro mensile del Circolo di lettura della Biblioteca “a biscondola” di Montaione.
Per incontrarsi, parlare di Libri e molto altro ancora. Incontro libero e gratuito.

Sabato 10 Novembre | ore 10,30
Cari bambini della Terra.
Ora del Racconto dedicata alla nostra amica Terra e al diritto di tutti di vivere in un ambiente sano.
Per bambini dai 4 agli 8 anni.

Sabato 17 Novembre | ore 10,30
Punte di Spillo contro ogni violenza.
Reading letterario e incontro con l’autrice Sandra Landi. Introduce Elena Corsinovi Assessore alla Cultura del
Comune di Montaione.

Mercoledì 21 Novembre | ore 17
Ora non Posso. Letture per bambini 0-6 anni sull’importanza della lettura in
famiglia, con l’autrice e pedagogista Cristina Bartoli
(17 – 25 Novembre Settimana Nazionale Nati per Leggere).

IN ALLEGATO PROGRAMMA NOVEMBRE 2018  clicca il collegamento —>Novembre in biblioteca

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di Giancarlo Carmignani

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gamballaria (a): loc. avv. “a gambe all’aria”, ma “ mandare a  gamballaria” è da intendere metaforicamente dalle nostre parti nel senso di “mandare in rovina” una persona o “far fallire una inziativa” (M. Catastini), per quanto alla lettera tale loc. significhi sottosopra, “in disordine”

gambe, s.f. pl. che assume un significato particolare nell’espressione negativa “ ’Un ci tira fuori le gambe”: non guarisce, anche se alla lettera significa che non ci tirar fuori le gambe (sottinteso probabilmente “dal letto”). Non  sembra ancora proprio in declino l’espressione “Ci si va a quattro gambe” ( dov’è giustificata la forma impersonale, altre volte abusata in toscano): c’è troppa sporcizia

gambone, s.m.: “troppa confidenza” (M. Catastini), per es., nell’espressione “Ha preso gambone!”: ha preso troppa confidenza, appunto, come non avrebbe dovuto permettersi. Si tratta di un accrescitivo di gamba (come si desume dal suff. “–one”) col cambiamento del genere, ma usato in senso metaforico e in riferimento a una persona prima sottomessa o riservata nei confronti dell’altra su cui finisce poi appunto per prender “gambone”


ganascia
, s.f. con un significato particolare se detto al pl. in una esclamazione in riferimento a una persona: “Che ganasce!”: che avidità! per es. nella frase, accompagnata da un’eloquente mimica, “Mangia a quattro ganasce!”: “con ingordigia, a quattro palmenti” (DISC). Infatti nell’essere umano le ganasce (mascelle e guance) non sono più di due, per cui si comprende facilmente la metafora

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 13 novembre 2018 

I pozzi nell’Evola

I pozzi nell’Evola.
Di Rino Salvestrini e Mauro Tani

L’Evola è un torrente affluente dell’Arno, un torrente perché nella stagione estiva si secca o quasi, ma in certe annate, anche in forma molto ridotta, continua ad avere il suo corso d’acqua e quindi può essere classificato nella categoria superiore, cioè quella dei fiumi.
Il vecchio nome era Ebula, termine etrusco, ma nei secoli troviamo anche Elbula e a Corazzano entrando nel Comune di San Miniato cambia nome ed è Egola fino alla foce in Arno a Ponte a Egola, paese che ha preso nome dall’affluente dell’Arno come Pontassieve, Ponte a Ema, Ponte a Elsa, Pontedera.
[…] ghiagoNella parte alta dell’Evola, dove scorre fra e su le rocce, presenta nel suo letto profonde cavità dette “pozzi” (Pozzo Catino o Latino, Pozzo Lungo, Pozzo dei Giovanotti, Pozzo Sfondato ed altri
che qui vedremo). Sono profonde buche nel letto roccioso e sempre piene d’acqua azzurra, non seccano mai, neppure in estate quando l’Evola è in magra o addirittura in secca.
Soltanto i tonfi, cioè le grandi pozze poco profonde si prosciugano e non sempre o completamente.
Inoltre non si riempiono mai come succede alle dighe, coi detriti dei boschi circostanti portati dalle piogge abbondanti e scroscianti. Insomma questi pozzi sono un mistero anche perché non hanno uscite sotterranee, ma sono grandi pentoloni, infatti, come quelli sulle Alpi, si chiamano anche marmitte dei giganti.

Misericordia. Formati con noi

Avete mai pensato che nella vita potreste trovarvi davanti ad un caso di emergenza perchè qualcuno che vi è vicino in quel momento ha un forte bisogno di aiuto?  Immaginate in quale situazione imbarazzante potreste trovarvi in quel momento se non sapete quale primo immediato soccorso potreste prestare? E chi ha bisogno di aiuto in quel momento potrebbe essere chiunque,…talvolta, purtroppo, anche chi ci è vicino nella vita di tutti i giorni.    

La Misericordia di Montaione offre una serie di corsi gratuiti che ci insegnano come prestare il soccorso d’urgenza. I corsi sono riconosciuti dalla regione Toscana. Ecco qui sotto il programma: formazione_2018 (1)

IHP – Siamo a cavallo!

Segnaliamo con piacere il seguente articolo a firma di Silvia Amodio integralmente tratto dal periodico mensile “informatore” di Coop-fi. Si parla di Italian Horse Protection,  associazione che si occupa del recupero dei cavalli e che ha sede a Montaione. Chi è Italian Horse Protection, come è nata, di cosa si occupa.  L’Associazione Montaione.Net già pubblica, di volta in volta, i comunicati che IHP le trasmette.

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di Giancarlo Carmignani

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gallerone, s.m.: uccello simile al gall(o) e al (capp)one, voci dall’incrocio dalle quali deriva gallerone con l’ampliamento –er-

gallinaccio, s.m.: gallina che canta “a galletto” (essendo d’“incerto sesso”: DEI), cosa che a Fucecchio era ritenuto che portasse “male”, una “disgrazia in famiglia”, come pare che ci sia  ancora chi crede che porti male il canto, ovviamente notturno, della civetta presso la casa: è evidente che si tratta di stupide superstizioni, prive di qualsiasi validità scientifica e perciò respinte da chi ragiona veramente. Quanto al termine gallinaccio, secondo M.P. Bini, in “quasi tutti i dizionari di lingua italiana” si troverebbe, ma nel senso di “tacchino”. Né il gallinaccio è da confondere col cappone, gallo “castrato”, come si deduce anche dall’ètimo. Infatti esso deriva dal lat. parlato ipotetico “cappone”, classico “capone(m)”, collegato col gr. “kòptein”= “tagliare” (DISC)

gallòra, s.f.: “còccola di cipresso” (M. Catastini), ma è un termine in declino, essendo stato sostituito per lo più da quello di “bacca”, a sua volta peraltro “denominazione impropria” anche in riferimento alla “coccola del ginepro” e alla “drupa dell’alloro” (De Mauro). In valdelsa veniva indicata con questo termine anche il rigonfiamento della pelle, pieno di liquido, dopo una scottatura.

gallozzola, s.f.: “bolla d’aria in terra” (M. Catastini) a causa della pioggia

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 6 novembre 2018 

Corso di francese per adulti. Scelta della fascia oraria preferita

I corsi inizieranno nella seconda metà di novembre 2018.

Invia le tue preferenze entro il 16.11.2018 nei seguenti modi:

  • email a perfarelalbero@yahoo.it
  • messaggio via SMS o whatsapp al 338-8468352
  • chiamare 338-8468352 (dalle 10 alle 13)

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Corso di francese per adulti. Scelta fasce orarie preferite

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Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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gabbionaio, s.m.: chi costruisce gabbie, ma il termine è pressoché scomparso nella nostra zona non essendovi più praticato tale mestiere

gaburrino, s.m.: moneta d’argento, ma anche banconota “da due lire su cui era impressa l’effigie” di Camillo Benso, conte di Cavour, da cui deriva, con “–ino e resa grafica della pronuncia” (DISC) con modifica della lettera iniziale. Un tempo era popolare a Fucecchio, ma il termine non è sopravvissuto e se ne comprende il motivo

gagliardello, s.m.: gagliardetto fascista; si tratta di un termine usato un tempo (se non proprio a Fucecchio, nelle sue vicinanze, secondo la testimonianza di I. Montanelli) e di un diminutivo di “gagliardo”, che indicava “la bandiera principale di una nave”; infatti “gagliardo” significava “più importante”, derivando forse dal lat. volg. ipotetico di Gallia “galia” = “forza” (DEI) e noi sappiamo bene dallo studio della storia quanto i gagliardetti fascisti fossero un segno di arroganza

galantòmo, s.m.: galantuomo; la scomparsa della –u- si spiega perché nel vernacolo viene detto “omo” l’uomo, come vedremo, un po’ alla latina

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 30 ottobre 2018 

Comunicato IHP – Palio di Siena, morto il cavallo Raol

Palio di Siena, morto il cavallo Raol. Gli incidenti sono la vera molla di questo penoso spettacolo spacciato per tradizione.

Dopo l’ennesimo cavallo morto al palio di Siena, due giorni fa, con le immagini della sua gamba penzoloni dopo una frattura completa, mentre viene ancora e ancora colpito dagli altri cavalli in corsa, ci saranno le denunce per accertare le eventuali responsabilità penali e quelle per ribadire le sicure responsabilità morali di una cittadina che sta mortificando se stessa.

Ma ormai l’indignazione non basta più: è urgente arginare questo massacro.

Partiamo col dire la verità su questa manifestazione che si presenta come storica e profondamente rispettosa dei cavalli ma che in realtà è tutt’altro.

Il palio di Siena viene spacciato per manifestazione tradizionale, ma ormai da molto tempo non ha più nulla della tradizione con cui era nato (ammesso che anche quella fosse accettabile): negli anni è diventato una corsa dove la rievocazione storica è una facciata e dove invece ogni elemento è spinto al massimo verso la competizione pura e verso una vittoria che non ha solo il “cencio” come premio ma ben altro a far gola ai fantini. A questo si aggiunge una pista con due curve impossibili a 90 gradi: il risultato è un innesco quasi automatico di scontri e cadute, tanto che chiamarli incidenti è pura ipocrisia.

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Cinema. Sulla mia pelle + una proiezione speciale

Il film su Stefano Cucchi  dopo la drammatica confessione di un carabiniere dei giorni scorsi contribuirà a fare piena luce sulle      responsabilità.
A varie richieste riproponiamo una proiezione speciale del film la RAGAZZA DEI TULIPANI   per domenica alle ore 19,45.  BUONE VISIONI
L’Angelo Azzurro
  sulla mia pelle

Il Paesaggio Ritrovato. Da Montaione a… Montaione

Da Montaione a MontaioneDomenica 21 ottobre si concluderà il ciclo di escursioni a piedi, alla scoperta del territorio di
Montaione, delle meraviglie del suo paesaggio e dei suoi luoghi d’interesse storico e naturalistico, promosse dal Comune di Montaione e organizzate in collaborazione con l’Ecoistituto delle Cerbaie.
Un’andata e ritorno al borgo di Montaione, coronato re dal protagonista indiscusso della giornata: il Tartufo. L’itinerario prevede un’immersione nelle valli tartufigene dell’Evola e del Carfalo, con approdo all’Anteprima di TartuFesta 2018.
La lunghezza del percorso è di circa 13 km con ritrovo presso il parcheggio delle Scuole di Montaione in via G. Pascoli alle ore 9:00. Come di consueto l’escursione è gratuita, ma occorre prenotarsi entro venerdì 19 ottobre, per telefono o mail ai seguenti contatti:
Ecoistituto delle Cerbaie: 340 984 7686 a.bernardini@ecocerbaie.it;
Ufficio informazioni turistiche di Montaione: 0571 699 255 turismo@comune.montaione.fi.it.

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furbo, s.m.nella frase molto diffusa dalle nostre parti “ ’Un fa’ tanto ir furbo!”: non negare la verità “ricorrendo all’astuzia”!, è spiegato in M. Catastini

furchetta, s.f.: forchetta, con chiusura popolare della vocale prima dell’accento tonico senza che si debba pensare a una ripresa dell –u- della parola lat. “furca(m)” da cui deriva questo termine, originariamente dimin. di quello lat. dal chiaro significato di forca, mentre è incerta l’origine del suff. dimin. m. “-etto” (DISC)

furia, s.f.: fretta, come quando si dice “Ecco maestra furia” in riferimento a una persona troppo frettolosa e il concetto è intensificato anche quando si dice “In fretta e furia”: “frettolosamente”, significato che aveva nel ‘600 anche la loc. avv. “in caccia e in furia” (DEI). È interessante anche il proverbio: “Chi ha furia s’ avvii!”, che invita a non avere troppa fretta: chi invece l’ha, si muova in anticipo verso la mèta senza peraltro costringere chi l’ha detto a fare altrettanto

fustacchio, s.m.: cencio che veniva messo in cima al frusciandolo per pulire il forno; era un vocabolo usato in campagna

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 23 ottobre 2018 

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fumo, s.m. Frase: “Leva ‘r fumo alle schiacciate”, detta di una persona molto abile nel trarsi dagli impacci: infatti non sarebbe certo impresa dappoco levare il fumo specialmente quando  le schiacciate vengono tirate fuori calde dal forno, ma è chiaro che la frase ha un valore metaforico

fungarello, dimin. di fungo, che è una “pianta crittogama” col nome derivato dal lat. “fungu(m)” (in Francia “champignon”), “relitto mediterraneo affine al gr. sp(h)òngos “spugna”(DEI): dim. particolare formato con l’ampliamento –ar- prima del suff. dimin. –ello

funghì’, v.intr.: funghire. Frase: “O che vo’ sta’ a funghì’?”: o che vuoi stare ad ammuffire?, cioè a fossilizzarti?

funicello, s.m.: pezzo di fune con un forcino ad una estremità ed un nottolino di legno dall’altra parte per legare il legname (M. Catastini), ma è un termine in disuso, per quanto sia interessante notare col DISC che anticamente indicava in italiano semplicemente una piccola “fune” ed era attestato con tale significato sin dal ‘300 secondo il DEI

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 16 ottobre 2018