Cinema. Proiezione dei film finalisti al 5.FirenzeFilmcortiFestival

Non perdete l’evento speciale di Venerdi 21 settembre alla Sala Cinema Scipione Ammirato a Montaione con Film da tutto il mondo per conoscere le nuove tendenze del cinema internazionale

selezione dei film finalisti presentati al 5° FIRENZE FILMCORTI  FESTIVAL

Da Sabato l’intensa storia d’amore tra Sophia, costretta a sposare il ricco e anziano mercante Cornelis Sandvoort, e l’artista a cui il mercante decide di commissionare un dipinto: il talentuoso Jan van Loos. 

26 BOLLETTINO settembre 2018 BIS (2)-page-001

La Gerusalemme di San Vivaldo. Il libro

Da parte di Paolo Pomponi, Sindaco di Montaione

e di Elena Corsinovi, Assessore alla Cultura di Montaione

si comunica che

Sabato 22 Settembre ore 10.30

presso il Palazzo Comunale di Montaione

si presenta il libro

LA GERUSALEMME DI SAN VIVALDO

A cinquecento anni dalla lettera d’indulgenza di Papa Leone X

A cura di Francesco Salvestrini e Pierantonio Piatti

Edizioni Polistampa

La pubblicazione è stata realizzata nell’ambito delle celebrazioni per i 500 anni

della “Gerusalemme” di San Vivaldo avvenute nel 2017

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Il testo che sancisce il gemellaggio tra i comuni di Montaione e Montmerle

IMG_3705Il testo del patto di gemellaggio, letto e sottoscritto dai due sindaci il giorno 7 settembre 2018.
PATTO DI GEMELLAGGIO TRA IL COMUNE DI MONTAIONE E IL COMUNE DI MONTMERLE-SUR-SAÔNE
La Municipalità di Montaione della Repubblica Italiana e la Municipalità di Montmerle-sur-Saône della Repubblica Francese, di seguito denominate “Le Parti”, manifestano l’intenzione di creare una solida e durevole cooperazione con lo scopo di promuovere la reciproca comprensione e di costruire relazioni amichevoli fra gli abitanti delle due comunità attraverso lo scambio di conoscenze, esperienze e iniziative. Le Parti riconoscono che i rapporti di gemellaggio costituiscono condizione fondamentale per una migliore conoscenza tra i popoli e contribuiscono a lla fattiva costruzione dell’Europa dei cittadini. Le Parti si adoperano per lo sviluppo di una pacifica convivenza tra gli uomini di diversa provenienza, di diversa cultura e di diversi ideali.
Le Parti stipulano questo Patto di Gemellaggio, che include il concreto impegno a riconoscere come fondanti gli ideali di fraternità e solidarietà.
Il presente Patto di Gemellaggio si applica nel pieno rispetto degli ordinamenti e delle legislazioni vigenti nei rispettivi Paesi, nonché in conformità con gli obblighi internazionali e con quelli derivanti dall’appartenenza dell’Italia e della Francia all’Unione Europea.
Obiettivo di questo gemellaggio, che sarà sostenuto dai cittadini dei due Comuni e soprattutto dalle associazioni, dai giovani, dagli istituti scolastici, è quello di consolidare e ampliare i rapporti di amLogo gemellaggio 2018icizia già iniziati.
Le Parti si assumono l’impegno di promuovere la reciproca collaborazione tra i cittadini, di curare scambi culturali e progetti comuni, e di stabilire durevoli relazioni.
Al fine di raggiungere gli obiettivi del patto di gemellaggio le Parti si avvarranno dei rispettivi Comitati di Gemellaggio composti da cittadini e da rappresentanti delle associazioni presenti nelle rispettive comunità. Tutte le attività previste o scaturenti dall’attuazione del presente Gemellaggio troveranno copertura, per la Parte italiana, nel bilancio del Comune di Montaione, senza generare oneri finanziari a carico dello Stato. Le Ambasciate dei due Paesi verranno informate sullo stato di avanzamento delle attività o iniziative programmate dalle Parti in applicazione del presente Patto di Gemellaggio nei rispettivi territori di accreditamento. Qualsiasi divergenza di vedute che possa insorgere nell’interpretazione o nell’attuazione del presente Gemellaggio sarà risolta in via amichevole, mediante consultazioni dirette tra le Parti.
Questo Patto di Gemellaggio acquista efficacia alla data della sottoscrizione del _________________ avvenuta a ______________ , ed è redatto in due originali, uno in lingua italiana e uno in lingua francese, che sono vincolanti in egual misura. La durata del presente Gemellaggio è illimitata, e il rapporto tra le Parti è riesaminato ogni cinque anni dalle medesime per assicurarsi che gli intenti dello stesso vengano perseguiti con piena soddisfazione di entrambe.
PACTE DE JUMELAGE ENTRE LA MUNICIPALITÉ DE MONTAIONE ET LA MUNICIPALITÉ DE MONTMERLE-SUR-SAÔNE
La Municipalité de Montaione de la République Italienne et la Municipalité de Montmerle-sur-Saône de la République Française, ci-après dénommées “les Parties” ont l’intention de créer une
coopération solide et duracartellogemellaggioMontmerleble dans le but de promouvoir l’entente mutuelle et d’établir des relations amicales entre les habitants des deux communautés par l’échange de connaissances,
d’expériences et d’initiatives. Les Parties conviennent que les relations de jumelage sont une clause essentielle à une meilleure entente entre les peuples et pour contribuer à la construction active de l’Europe des citoyens. Les Parties œuvrent au développement d’une coexistence pacifique entre les personnes d’origines, de cultures et d’idéaux différents.
Les Parties signent cet Accord de Jumelage, qui s’a vère être un véritable engagement à reconnaître, comme des idéaux fondamentaux, la fraternité et la solidarité. Ce Jumelage s’applique dans le plein respect des lois et réglements en vigueur dans les Pays respeIMG_3703ctifs, ainsi que dans le respect des obligations internationales et celles découlant del’appartenance de l’Italie et de la France à l’Union Européenne. L’objectif de ce jumelage, qui sera pris en charge par les citoyens des deux municipalités, et surtout par les associations, par les jeunes, par les écoles, est de consolider et d’élargir les relations amicales déjà commencées. Les Parties s’engagent à promouvoir la coopération mutuelle entre les citoyens, à prendre soin des échanges culturels et des projets communs, et à établir des relations durables. Afin de réaliser les objectifs du jumelage, les Parties bénéficieront des comités de jumelage respectifs, composés de citoyens et de représentants des associations présentes dans leurs communautés respectives. Toutes les activités prévues ou découlant de la mise en œuvre de ce Jumelage seront couvertes, pour la partie Italienne, dans le budget de la municipalité de Montaione, sans générer de charges financières pour l’État. Les Ambassades des deux Pays seront informées de l’avancement des activités ou initiatives prévues par les Parties en application du présent Pacte de Jumelage dans leurs territoires respectifs d’accréditation. Toute divergence de vues qui pourrait survenir dans l’interprétation ou la mise en œuvre du présent Jumelage sera réglée à l’amiable, grâce à des consultations directes entre les Parties. Cet Accord de Jumelage prend effet à la date de signature du _________________ dans le lieu______________, et est rédigé en deux exemplaires originaux, l’un en italien et un en français, qui sont obligatoires par mesure d’équité.La durée de ce Jumelage est illimitée, et la relation entre les Parties est revue tous les cinq ans par ces dernières pour s’assurer que leurs intentions soient poursuivies avec la pleine satisfaction des deux.

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di Giancarlo Carmignani

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frullana, s.f.: “falce fienaria”, insomma “usata per tagliare l’erba”; voce “usata nel fior., lucch., pisano e maremmano”, deriva da “friulano” (in dial. “furlain”) essendo usata nel Friuli (DEI), ciò che non impedisce certo che almeno un tempo fosse molto usata anche da noi per fare il fieno, cioè per tagliare l’erba, fatta poi “essiccare come foraggio per gli animali” (DISC). La differenza della nostra voce rispetto a quella friulana (di cui è come una metatesi espressiva con la solita terminazione in vocale) è evidente

frullo, agg.: confuso, ma si tratta di un termine in disuso. Peraltro si spiega pensando al frullino e al v. “frullare”, che indica il “girare vorticosamente su se stesso” e, in riferimento ai pensieri, “venire improvvisamente alla mente” (De Mauro), come nell’espressione, usata almeno fino a poco tempo fa dalle nostre parti “Ma che ti frulla ner (nel) capo?”. A Firenze si trova addirittura nei pressi della porta di San Miniato un locale intitolato “Baretto del Rifrullo”, probabilmente in riferimento a una festosa confusione

fruolino, s.m.: bambino vivace che “fruga da per tutto” (DEI); infatti deriva da “frugolino” con dileguo della – g – intervocalica

fruone, s.m.: persona che rovista verbo che deriva dal lat. “revisitare” = “tornare a vedere” (De Mauro), mentre invece il nostro lemma (ormai in disuso) deriva da “fruà’ ”, cioè da “fruare” e questo da “frugare” (M. Catastini), col dileguo della –g- intervocalica

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 25 settembre 2018 

MontaDrone – Le Mura

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di Enrico Senesi (enrico.senesi@montaione.net)

Le Mura è la frazione più vicina al capoluogo tanto che quasi ne fa parte. Di solito la gente ci transita con le automobili oppure si ferma soltanto per mangiare e non bada ad altro. Certamente non c’è rimasto molto delle antiche glorie, ma qualcosa sì: forse qui erano gli etruschi, qui passava Santa Verdiana, qui nel Medio Evo si presidiava la strada che portava a Montaione. La frazione ha ora un aspetto rimesso a nuovo compresa la tabaccaia, vecchio edificio per l’essiccazione del tabacco, che fino a cinquanta anni fa era coltivato nei terreni freschi di Le Mura.
Salite a bordo del nostro drone e diamo un’occhiata. Soli lassù in cielo, nel silenzio. Buona visione.
Vedi anche: Storia delle Mura (pdf) di Rino Salvestrini

 

 

Il segno del Sacro

IL SEGNO DEL SACRO
Abbazie, Monasteri e Pievi in terra fiorentina nelle incisioni di 67 artisti contemporanei

Sabato 15 settembre 2018, alle ore 10.30, sarà inaugurata a Montaione presso il Palazzo
Comunale – Piazza del Municipio 1, la mostra d’incisioni “Il segno del sacro – Abbazie,
Monasteri e Pievi in terra Fiorentina” che resterà aperta fino a domenica 28 ottobre 2018.
Il programma dell’inaugurazione prevede i saluti di Paolo Pomponi, Sindaco di Montaione e
Francesco Salvestrini, in rappresentanza dell’Istituto per la Valorizzazione delle Abbazie
Storiche della Toscana.
Il segno del sacroLa mostra è organizzata dall’Istituto per la Valorizzazione delle Abbazie storiche della
Toscana, e raccoglie opere di 67 artisti provenienti da tutta Italia, i quali propongono un
particolare viaggio attraverso 13 comuni della Città Metropolitana di Firenze, vissuti e
raccontati dal punto di vista di alcuni dei loro più significativi luoghi sacri, come abbazie, pievi,
conventi di grande interesse storico-artistico.
Le stampe in mostra, create con varie tecniche incisorie (acquaforte, puntasecca, bulino,
linoleografia, xilografia…) gettano sguardi inediti sui luoghi e monumenti raffigurati, cogliendo
o stabilendo relazioni inconsuete con lo spazio e l’ambiente, o con temi che hanno ispirato gli
artisti. E consentono al visitatore di ritrovarli e riscoprirli sotto una luce nuova, a volte
sorprendente.
Orari di apertura della mostra al pubblico: dal lunedì al sabato dalle ore 9.00 alle 13.00 e
giovedì anche dalle 15:30 alle 18:30.

Comunicato IHP 13 settembre 2018

Palio di Castel Del Piano (GR): morto un cavallo durante le prove

<<Bonantonio da Clodia è stato abbattuto. La frattura del nodello, caso di frattura irrecuperabile o quasi per un cavallo da corsa, ha convinto alla sua soppressione.>>

Questo il lapidario comunicato fatto circolare sabato e pubblicato su Il Tirreno.
L’incidente era avvenuto due giorni prima. Caso di frattura irrecuperabile O QUASI? Sembra che organizzatori e veterinari addetti abbiano perso perfino il senso del pudore. Come a dire: “Forse la
frattura era recuperabile, ma il cavallo non avrebbe mai più potuto correre: allora a che serviva tentare?”
Questo palio si corre in una cittadina di meno di 5000 abitanti, in una piazza che scimmiotta quella di Siena, dove far correre i cavalli significa automaticamente esporli al rischio di incidenti: per i raggi di curvatura, per il fondo, per le transenne. Dalla visuale dall’alto si vedono bene le curve a più di 90 gradi e gli spazi stretti. In un video pubblicato su YouTube (link in fondo a questa pagina) si vede tutta l’assurdità di questa pagliacciata, messa in piedi per il divertimento di qualche centinaio di persone. Archiviata la scomoda pratica di far fuori il cavallo, il palio si è corso come se nulla fosse: il sindaco si è affrettato a dire che la curva dove è avvenuto l’incidente non è pericolosa…che sì, ce n’è un’altra pericolosa, ma quella…quella no! Come al solito, scriveremo alle autorità competenti per chiedere una verifica delle responsabilità e come al solito, probabilmente, non riceveremo risposte.
Il vero cambiamento potrà essere solo culturale, protestando contro queste manifestazioni basate sullo sfruttamento dei cavalli e disincentivando le persone ad assistervi.
ESEMPIO DI E-MAIL DA MANDARE AL SINDACO, all’indirizzo sindaco@comune.casteldelpiano.gr.it
Egr. Sindaco Claudio Franci, Le scrivo per esprimere il mio sdegno a seguito della morte di un cavallo durante le prove del palio di Castel Del Piano. Lo sfruttamento di animali per il divertimento popolare è in sè da biasimare sempre, ma in questo caso specifico è evidente che far correre dei cavalli in quella piazza, con raggi di curvatura e barriere pericolosi, espone gli animali a un alto rischio di incidenti. Sebbene le attuali norme, superate e confuse, consentano lo svolgimento di simili assurde corse, ritengo che sia dovere di ogni sindaco e dei cittadini fare passi avanti di civiltà e promuovere intrattenimenti e celebrazioni che non siano basati sulla sofferenza. il cavallo, per le sue caratteristiche etologiche, è un animale che non sceglierebbe mai di gareggiare con i suoi consimili, tantopiù in una piazza gremita di gente urlante e sferzato da un fantino: in tali condizioni è costretto a subire un profondo disagio e questo non è accettabile in una società civile. Spero che anche il Suo Comune segua l’esempio di tanti Comuni italiani (Lodi, Pavia, Mola di Bari, Castelfiorentino e diversi altri) che hanno scelto di non sfruttare alcun animale durante le proprie celebrazioni civili e religiose. Cordiali saluti.
Video del palio: https://www.youtube.com/watch?v=r36m95acRIg
Ufficio stampa IHP: 0571 677082 – 328 6229264

Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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fruciataia, s.f.: venditrice di castagne (arrostite in un modo particolare ricorrendo a una padella bucherellata detta “frusciandola”) chiamate “fruciate”.

fruciate, s.f. pl.: bruciate (castagne), ma la f- iniziale rende meglio l’idea delle castagne “arrostite sul fuoco” cui accenna anche Bezzini e fatte frusciare nell’apposita padella forata

fru-frù, s.m.: biscottino friabile “tipo wafer”; deriva dal franc. “frou frou” d’origine onomatopeica poché “imita un fruscìo”; è da considerare un termine regionale (DISC)

frullà’, v. intr.: frullare, andare a giro, muoversi, oltre che “agitarsi nella mente” come riferisce il DISC, secondo il quale giustamente si tratta di un verbo onomatopeico. Infatti l’espressività gli è conferita anche dalle due consonanti iniziali. Frase: “E sa’: gli garba un po’ e via frullà’!”: sai quanto gli piace andare a giro! Altra frase diffusa da noi: “Mi frulla ‘r il capo”: sento confusione nella testa. Dal v. “frullare” deriva il termine “frullino”, che indica quell’attrezzo della giostra della fiera che gira su se stesso azionato da un congegno interno all’abitacolo, oltre allo stesso termine che indica il “beccaccino minore (“Gallinago gallinula”)”, voce toscana, “a Lucca il gambecchio” (DEI)

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 18 settembre 2018 

In Arte “Montaione” – Salutiamo insieme l’Estate Montaionese

L’Estate Montaionese 2018 giunge al termine, dopo quattro mesi ricchi di eventi e di
appuntamenti legati alla cultura, all’intrattenimento e al territorio.
Con l’evento di martedì 11 settembre alle 21.30 in Piazza della Repubblica si chiude il ciclo
estivo di appuntamenti con IN ARTE “MONTAIONE” concerto della Filarmonica “G.
Donizetti”.
La banda del paese, nonché istituzione storica, ci allieterà con la sua musica per salutare
tutti insieme l’Estate Montaionese edizione 2018.
LOCANDINA CONCERTO FINE ESTATE (2)

MontaDrone – La Pietrina

montadrone_logo

di Enrico Senesi (enrico.senesi@montaione.net)

La Pietrina in antico era la Pietra, oggi invece con questo nome si chiama il colle opposto oltre il borro delle Penere ove resta solo un basamento di una torre di vedetta e in mezzo sono i due laghi dell’acquedotto del Comune di Montaione. Ora restano due torri diroccate, la chiesina, la cantina e, da un costone roccioso, un panorama bellissimo sulla Valdera con la massiccia mole di Volterra, la torre di Montecatini Val di Cecina e anche il borgo di Laiatico.
Diamo uno sguardo a questo paesaggio con il nostro drone. Soli lassù in cielo, nel silenzio. Buona visione.
Vedi anche:Storia di Iano

 

 

Il Paesaggio Ritrovato. Una discesa nel Maelstrom

Si terrà domenica 9 settembre il prossimo appuntamento dell’edizione 2018 del Paesaggio
Ritrovato, il programma di escursioni a piedi alla scoperta del territorio di Montaione e
dintorni, promosse dal Comune di Montaione e organizzate in collaborazione con
l’Ecoistituto delle Cerbaie.
Accompagnati da una guida naturalistica – ambientale, una passeggiata immersi nel verde
idonea sia per adulti che per bambini di circa 13 km da San Vivaldo a Ghizzano di Peccioli
per la solitaria valle del Roglio.
Come di consueto, l’escursione è gratuita, ma è obbligatorio prenotarsi entro venerdì 7
settembre per telefono allo 0571 699 255 o per mail all’indirizzo dell’Ufficio informazioni
turistiche (turismo@comune.montaione.fi.it) o della guida (a.bernardini@ecocerbaie.it), a
cui è possibile rivolgersi anche per avere informazioni tecniche sull’escursione.
La partenza è alle ore 9.00 al parcheggio della Gerusalemme di San Vivaldo e l’arrivo è
previsto alle ore 16.30.

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Servizio civile. Quattro posti a Montaione

Si porta a conoscenza quanto segue

Bando per progetti di
SERVIZIO CIVILE NAZIONALE
alla  MISERICORDIA di Montaione.
– Per Ragazze e Ragazzi dai 18 ai 28 anni.
– Iscrizioni presso la sede della Misericordia.
– Scadenza presentazione domande:
28 settembre 2018.
– durata del progetto: 1 anno
– 30 ore settimanali, di servizio e Formazione
– 433,80 euro al mese
– n. posti disponibili, 4
Un’opportunità per te, un aiuto per gli altri.
SOGNATE COSE GRANDI.

SERVIZIO CIVILE volantino_2018

 

Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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frittata, s.f.: a Fucecchio in senso metaforico poteva indicare il “pateracchio” in senso sfavorevole almeno un tempo, cioè quando una donna rimaneva incinta senza volerlo e senza avere sposato, ma in tempo di convivenze, senza il ricorso prima al matrimonio, anche questi due termini hanno perso il senso sfavorevole che avevano allora. Così la frase “Ha fatto la frittata” è rimasta per lo più in campo culinario e perciò non più in senso metaforico

fritte (come a Castagneto Carducci e a La Rotta e perciò rispettivamente nel livorn. e nel pis.), s.m.: flit con la tipica epitesi: “petrolio raffinato insetticida”; voce commerciale modellata sull’anglo-amer. Flytox “tossico” per le mosche: DEI, ma la voce è venuta meno da diversi anni. Era chiamato anche “DDT” (C.Giani)

froso, s.m. volg.: sedere, ma in senso traslato anche fortuna, con cui ha in comune la lettera iniziale, mentre nel primo senso è più usato la var. “pròso”, ma si tratta di due parole volgari diffuse specialmente nel linguaggio giovanile fucecchiese del secondo dopoguerra

fruciàndolo, s.m. tosc.: “pertica con un pannaccio legato in cima che serve per pulire il forno” (DEI), ma sarebbe meglio dire “che serviva”, essendo un termine in netto declino questo, che secondo lo stesso Diz. deriva da “frucare”, cioè “frugare” con la contaminazione di “strusciare”

 

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 11 settembre 2018 

Montmerle, nous arrivons!!!

Logo gemellaggio 2018

-4 …Mancano oramai solo quattro giorni alla nostra trasferta a Montmerle sur Saône. Saremo circa  cento persone che venerdì 7 settembre, di buon mattino, partiremo per la cittadina francese della valle del Rodano,  situata nel dipartimento dell’Ain della regione dell’Alvernia-Rodano-Alpi. Si va per siglare il primo patto di gemellaggio per Montaione, così come per Montmerle.

La delegazione montaionese, guidata dal sindaco, è composta da diversi componenti del Comitato del Gemellaggio e dalla Filarmonica Donizetti al suo completo che, già come accaduto nel passato recente e meno recente, è un valido veicolo ambasciatore del nome di Montaione. Saremo a Montmerle i giorni 7, 8 e 9 settembre.

A Montmerle sono i giorni della loro massima festa dell’anno: la Foire aux Chevaux che oramai si tiene da alcuni secoli. La Fiera del 2018 è la numero 413.

Nel patto di gemellaggio è l’intenzione di creare una solida e durevole cooperazione con lo scopo di costruire relazioni amichevoli fra gli abitanti delle due comunità attraverso lo scambio di conoscenze, esperienze e iniziative. Inoltre il gemellaggio include il concreto impegno a riconoscere come fondanti gli ideali di fraternità e solidarietà

 

MontaDrone – La Sughera

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di Enrico Senesi (enrico.senesi@montaione.net)

La Sughera
Salendo dalla frazione degli Alberi per una strada con tornanti da montagna, dal fondo della valle dell’Evola si arriva all’improvviso sul crinale delle colline e con una bella strada panoramica da San Cerbone in quattro balletti si arriva alla Sughera, su colline spoglie che sono ora marroni, ora verdi, ora giallo oro o giallo limone a seconda delle stagioni e delle colture: arato, lupinella, grano, colza o girasoli. Dalla Sughera si gode uno dei panorami più belli e larghi: la valle dell’Evola con in lontananza Le Mura e Montaione, poi con visuale a 360 gradi, Collegalli, le Brentine, Castelfalfi e oltre la valle dell’Era e il Valdarno, fino al Monte Serra e in lontananza fino all’arco dell’Appennino.
Facciamo volare il nostro uccello meccanico, un drone, senza avvinarci mai troppo, senza farci notare. Soli lassù in cielo, nel silenzio. Buona visione.
Vedi anche:La Sughera (pdf) di Rino Salvestrini

 

 

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di Giancarlo Carmignani

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frignà’, v. intr.: “piagnucolare noiosamente”: DEI, in riferimento appunto al v. frignare, definito giustamente toscano e voce onomatopeica forse nata dall’incontro di “fri(ggere)” con “(la)gnare”, cui mi sembra da aggiungere che da noi è usato soprattutto in riferimento al pianto dei bambini. Si pensi infatti all’espressione “Come frigna quel figliolo!”, col significato, quest’ultimo sostantivo, di bambino. Poi passa, pensiamo per estensione, almeno nel nostro linguaggio popolare, a indicare anche il pianto lagnoso di adulti e in particolare delle donne

frignettà’, v.intr.: frignettare, piagnucolare in modo fastidioso, formato dal v. “frignare” col suff. dimin. “-etto”: il toscano della nostra zona sembra amare abbastanza i diminutivi anche quando si tratta di verbi

frìgnolo, s.m.: eruzione cutanea più accentuata di un semplice bollicino; piccolo foruncolo e perciò “brùfolo” secondo il DISC, che lo chiama “fignolo” considerando già questa una voce toscana; rispetto a questa, la nostra, usata anche nel pis., è più espressiva grazie all’epentesi della –r- , a mio parere: non a caso sono stati considerati onomatopeici il gruppo fr- e in particolare la –r-

fringuellino, s.m. formato col suff. dimin. “-ino”: pène di un bambino, detto senza malizia, così come “cincerino” e “pisellino”

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 4 settembre 2018 

MontaDrone – Santo Stefano

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di Enrico Senesi (enrico.senesi@montaione.net)

A Santo Stefano possiamo trovare la pace, l’aria buona e tanto sole in uno scenario di terra da sempre lavorata, ora marrone appena arata, ora rossa per la lupinella, ora gialla per le rape, una campagna mai corrotta, che ti dà ancora i suoi prodotti più genuini. Ci mettiamo nei panni (anzi nelle piume) di un uccello meccanico, quello di un drone, ma senza avvinarci mai troppo, senza farci notare. Soli lassù in cielo, nel silenzio. Buona visione.
Vedi anche: Storia di Santo Stefano (pdf) di Rino Salvestrini

 

 

Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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frescone, s.m.: omosessuale, se non, peggio ancora, sodomita 

frescurina, s.f. dimin. di frescura e quindi: un po’ d’aria fresca, che può esser più gradita del più comune “freschino” (citato anche dal DISC), come quando viene detto: “Che bella frescurina!”

frigge’, v.tr.: friggere. Per es. nel caso della frase: “Vatti a fa’ frigge’!” (modo volgare per mandare alla malora), ma intr. nel senso di trepidare, non stare alle mosse, cioè essere impaziente per fare qualcosa, termine usato nell’ambito familiare in questo caso

friggibùo, s.m.: friggi buco, cioè fesseria, cosa da niente di cui uno si lamenta noiosamente, bażżecola più che “rammarichio fatto dai ragazzi che hanno guai e dalle persone infermicce” com’è sostenuto dal DEI, del quale Diz. accetto invece almeno in parte la derivazione da “friggere” nel senso di “lamentarsi” per un male lieve che fa ricordare la “bua” dei bambini. Infatti ho sentito più volte una frase tipo questa: “La fa’ finita di lamentarti per codesto friggibuo!”. Pare comunque che un tempo a Fucecchio friggibuo avesse anche il significato, riportato da M. Catastini, di “petulante” e di “noioso”

frigidino, s.m.dimin. di “frigido”, che significa, con chiara derivazione dal lat. “frigidu(m)”, “freddo”, ma acquista il significato in particolare di freddo umido, particolarmente fastidioso, in espressioni come “Che frigidino!” e “È un frigidino!”, accompagnate da una mimica loquace

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 28 agosto 2018 

MontaDrone – Gli Alberi

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di Enrico Senesi (enrico.senesi@montaione.net)

Gli Alberi è una frazione che si è sviluppata nella valle lungo il torrente Evola nel Comune di Montaione. Troviamo nel censimento del 1861, il primo del nuovo Regno d’Italia, che la frazione era chiamata Sorripa Nuova, quale sviluppo nel piano dell’antica Sorripa che era sorta a mezza costa, e alcune case che erano state costruite oltre l’Evola furono chiamate Ripanova.

Quindi toponimi sempre inerenti alle ripe del torrente Evola. Ma la denominazione di Alberi che ha preso la frazione viene dal nome dei pioppi, che la gente chiama “alberi”,  piante che vivono rigogliose nei luoghi umidi, che crescono in poco tempo e danno un legno non buono per ardere, né per far carbone e neppure per costruzione. Oggi questa pianta è rivalutata perché si usa per fabbricare la carta e la plastica, tanto che recentemente tutta la Valdevola era ricoperta di pioppete, anzi di alberete.
Con il termine Alberi s’intende un insieme di case dalla chiesa, alla Piazza e poi il Molino del Botro, il Lebbio, Sorripa, il Colombarino con le nuove costruzioni, S. Benedetto e altre case sparse fino al Lago Lami, Ricorniola e Vallibonci.

Diamo uno sguardo a questo paesaggio con il nostro drone. Soli lassù in cielo, nel silenzio. Buona visione.
Vedi anche:Storia degli Alberi (pdf) di Rino Salvestrini

 

 

Lisetta Lucchini in “Popolarissimamente”, canti popolari toscani ed altre storie

X FESTIVAL DELLA MUSICA SUONATA 2018

LISETTA LUCHINI IN “POPOLAR…ISSIMAMENTE”

19 AGOSTO ore 21:30 Piazza Branchi
Spettacolo brillantissimo, in forma di recital, cantato, suonato e condotto da Lisetta Luchini e ipolistrumentisti: Luca Di Volo ed Eleonora Tassinari. Lisetta Luchini, www.lisettaluchini.it, fiorentina. Cantante, attrice ed interprete di musica popolare toscana, ricercatrice, chitarrista,cantastorie, (iscritta all’AICA ass. italiana cantastorie “Lorenzo De Antiqis”) autrice di canzoni e musiche per il teatro, fondatrice insieme ad illustri studiosi, storici, etnomusicologi, del CENTRO STUDI TRADIZIONI POPOLARI di Firenze di cui cura la parte musicale per la rivista TOSCANA FOLKlisettaluchini organo del Centro stesso.Canta tutto il repertorio “classico” toscano dalle canzoni narrative,alle ballate, serenate, stornelli, ecc…fino a Spadaro ed altri autori toscani piu’ le sue nuove ballate.
Scrive le proprie “storie” su temi attuali che continuano la tradizione dei cantastorie toscani. Si adopra, dal 1990, per la conservazione, diffusione, evoluzione della musica di tradizione popolare toscana svolgendo una intensa attivita’ di solista e ricercatrice. Si esibisce in varie formazioni strumentali, nei piu’ importanti teatri, eventi e raduni regionali e nazionali. Ha vinto piu’ volte il Trofeo Giovanna Daffini (Concorso Nazionale per Cantastorie del Comune di Motteggiana MN) Incisioni: “L’amore è come l’ellera” MC classici toscani 1992 “Canta Lisetta” MC classici toscani 1994 TOSCANA IN MUSICA, CD Semper editrice, PEGASUS Firenze 2003 (rimasterizzazione delle suddette incisioni) ristampa nel 2013.LISETTA LUCHINI …e compagnia! CD Semper editrice, PEGASUS. Firenze 2005.
IL POPOLARE CANTO Ed Folk Note Firenze 2018. Lisetta Luchini: chitarra, canto e ragionamenti.Luca Di Volo & Eleonora Tassinari: fisa, violino a braccio, viola, clarinetti, saxofoni, fagotto, violoncello, contrabbasso, voci.

X Festival della musica suonata 2018. Gran Riserva Power Trio

15 AGOSTO ore 21:30 Piazza della Repubblica
15 agosto musica suonataBlues e rock si fondono nella notte di ferragosto con i Gran Riserva Power Trio. I Gran Riserva sono Carmelo J. Arena (voce, hammond), Giuseppe Galgani (chitarra) e Andrea Bruni (batteria), una band invecchiata in botti di rovere, il sound ha un gusto rotondo, molto armonico, con un corpo persistente che nasce dalla grande passione per rock/blues che unisce questi tre musicisti. Dai classici degli anni ’50 fino al funk/blues dei giorni nostri, il Gran Riserva Power Trio spazia in un repertorio dal grande impatto sonoro ed energico.

Informazioni: Ufficio turistico di Montaione
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Rino Salvestrini. Personaggi nella storia della Valdelsa

copertinapersonaggidellavaldelsaHo già parlato di alcuni personaggi valdelsani nel mio La Valdelsa nel tempo, ma in seguito mi è piaciuta l’idea di riunire il maggior numero possibile di persone che hanno un posto nella storia della valle e a volte anche oltre, per un processo conoscitivo complessivo, oltre i localismi o campanilismi. Devo dire che su certi personaggi sono stati scritti libri e libri, tanto è famoso il loro nome, ma qui io ho sintetizzato al massimo per dar spazio ad altri, certamente minori, certamente meno noti, però sempre molto interessanti. Inoltre anche se certi personaggi “minori” sono conosciuti nel loro paese, dove possono anche avere l’intestazione di una via, però sono quasi del tutto ignorati negli altri Comuni.

Certamente le righe per ogni personaggio potevano essere più numerose, ma s’intenda questo lavoro soltanto una ricerca d’inventario, incompleta, ma sempre molto nutrita.

Ma chi sono i Valdelsani?
Certamente coloro che sono nati nella valle, meglio se qui hanno anche operato e sono morti, ma spesso invece molti sono andati altrove a cercar gloria, ed è pur vero che altri sono nati altrove, però hanno operato in Valdelsa. Pertanto considero Valdelsani anche coloro che sono nati altrove, ma hanno operato nella valle contribuendo alla sua storia, incidendo sulla vita economica, culturale e sociale, arricchendola di opere d’arte e così via, insomma dei Valdelsani onorari o d’adozione.
Forse ho esagerato considerando Valdelsani certi grossi personaggi dell’arte che magari hanno un solo quadro nella valle, ma questo per dimostrare che se sommiamo tutto abbiamo l’idea della verità della definizione di Art valley per la Valdelsa, come ha detto l’ex soprintendente ed ex ministro Antonio Paolucci. Si tenga conto poi che proprio per gli artisti ho dovuto fare una scelta difficile. E poi un nativo vive fino al massimo di un secolo, invece l’opera d’arte resta nella valle per molti secoli.copertinapersonaggidellavaldelsa2
Mi si permetta una piccola grande considerazione: i personaggi che ho raccolto sono moltissimi, ma le donne sono poche, perché condannate a fare le faccende di casa e i figlioli, e quelle rammentate sono eccezioni nel mondo al maschile. Se anche le donne avessero potuto studiare e praticare quello che a loro piaceva, i personaggi sarebbero stati il doppio. Inoltre bisogna ricordare che a scuola andavano solo i figli dei ricchi e benestanti e eccezioni erano i poveri che avevano qualche opportunità e solo se erano dei Giotto. Se tutti i meritevoli avessero avuto la possibilità di “fare”, uomini e donne, ricchi e poveri, i personaggi che avrei messo in questa raccolta sarebbero stati decine di migliaia! Chiuso il piccolo sfogo.

Per Valdelsa ho inteso i Comuni: Barberino Valdelsa, Casoled’Elsa, Castelfiorentino, Certaldo, Colle di Valdelsa, Gambassi Terme, Montaione, Monteriggioni, Montespertoli, Poggibonsi, Radicondoli, San Gimignano, Sovicille e Tavarnelle Val di Pesa (che un tempo faceva parte di Barberino Valdelsa.
Molti personaggi, presi singolarmente, possono non essere molto importanti, ma è “l’insieme” che ho inteso presentare per avvalorare la cultura della valle nel tempo, cioè semplicemente la sua storia nell’aspetto più espressivo. Non è che un primo tentativo, direi un contributo per una galleria di personaggi valdelsani, una carrellata per dire soltanto che la Valdelsa è ricca non solo di monumenti, ma anche di persone del passato che sarebbe bene conoscere, anche meglio di come li presento io, che qui mi limito a fare un piccolo tentativo di divulgazione della storia.
Per maggiori notizie e anche per altri personaggi valdelsani invito a leggere le varie storie d’ogni Comune vedi la bibliografia a termine del presente ed inoltre su alcune figure sono uscite monografie, ma conviene anche cercare sulla Miscellanea Storica della Valdelsa e su Internet, questo sistema moderno che sta diventando una fonte inesauribile di notizie.
L’ordine di presentazione è alfabetico, ma talvolta non è semplice stabilire qual è il cognome e quale il nome, allora consiglio di cercare nell’ordine sia l’uno, sia l’altro. Con le nascite in clinica, il paese di nascita con i contemporanei è da prendere con le molle, meglio tener conto della residenza della famiglia e della località dove uno ha operato. I personaggi sono tanti e mi sono fermato, in questa prima parte, a quelli che hanno operato fino al dopoguerra ultimo; gli altri (perché ogni tempo ha i suoi personaggi da ricordare), soggetti alla privacy, sono in un mio cassetto, lì a invecchiare!

Rino Salvestrini (rino.salvestrini@montaione.net)

Scarica Personaggi nella storia della Valdelsa A-G (pdf)
Scarica Personaggi nella storia della Valdelsa H-Z (pdf)

Le mie ricette

Recentemente è uscito un libro di ricette di Dianora Fiorentino e questa è la presentazione del marito Rino Salvestrini.
Il libro è in vendita alla cartoleria in piazza Cavour a Montaione, al prezzo di € 7.

Queste sono ricette di facile e veloce realizzazione, sperimentate per anni e personalizzate, ma senza allontanarsi dalla tradizionale e sana cucina toscana.

Le ricette, salvo eccezioni segnalate, si intendono sempre per tre persone, in quanto sono nate per me, per lei e per il figlio, chi ha una situazione diversa si comporti in proporzione. lemiericette

Non sono precise nelle indicazioni delle quantità e dei tempi, perché Dianora non ha voluto che le regalassi una staderina: lei ci va a occhio! La cuoca non vuole dire le quantità precise, così come i tempi di cottura, perché sarebbero comunque indicativi e da non prendersi alla lettera: un buon cuoco deve, fin dall’inizio, esercitarsi a valutare il gusto dei commensali, la qualità dell’ingrediente, le caratteristiche del forno, la stagione ecc.

Si deve capire quando è cotto, dice, e non si deve aspettare che ce lo dica l’orologio. Queste ricette, invece, indugiano più sul modo di preparazione e di cottura, arrivando ad essere didattiche, è una maestra di scuola e la cosa le è congeniale; questo senza intenzione di offendere nessuno, ma solo come richiamo all’umiltà per chi inizia. Il soffritto non fu fatto in un giorno!
Il marito

rino.salvestrini@montaione.net

Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

***

freddo, s.m. Modo di dire alla Querce, frazione di Fucecchio: “Freddo appiedi”: freddo ai piedi (Gino Maroletti). In pisano, ma anche a Fucecchio, può capitare di sentir dire: “È un freddo buggerone!”: è un gran freddo!: espressione che si può ben capire perché “buggerare”, da cui “buggerone” deriva, significa anche provocare malanni. Non sembra abbastanza diffuso questo proverbio, verìdico almeno per lo più in riferimento specialmente alla tramontana: “Il freddo i giovani sana e i vecchi rintana”: il freddo fa bene ai giovani, mentre fa rinchiudere i vecchi in casa

frescana, s.f.: “aria fresca” (M.Catastini), per es., che c’è chi dice che faccia cantare ancora di più l’usignolo, ma anche tale termine è in disuso

frescata, s.f.: aria fresca che fa male, potendo far venire il raffreddore, se non uno “stato patologico” peggiore

fresco, agg. sostanzialmente col significato di punito per es., nella frase “Ora sta’ fresco!”: presto vedrai come sarai punito! L’origine di questo modo di dire “ironico”, diffuso anche da noi, ma probabilmente di estrazione fiorentina, potrebbe essere addirittura dantesca. Infatti il “sommo poeta” nel verso 117 dell’Inferno del Canto XXXII dice: “là dove i peccatori stanno freschi” in riferimento ai traditori della patria, condannati nell’Antènora (R. Cantagalli) a stare col viso “più esposto al gelo” (N. Sapegno). È agg. dimin., se si sottintende,  per es. “situazione meteorologica, quando diciamo: “Eh freschina oggi!”: oggi è fresco (il tempo) eh!

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 21 agosto 2018 

X Festival della musica suonata 2018. Freddy Bertelli Jazz Quartet

12 AGOSTO ore 21:30 Borgo di Castelfalfi

Federico Bertelli è uno degli armonicisti italiani più talentuosi e stimati. Si avvicina al Jazz attraverso lo studio dell’armonica cromatica, partecipa come studente ai seminari estivi di jazz di Siena,con l’orchestra laboratorio di B.Tommaso, e le Clinics del Berklee College of Music di Boston a Perugia per UMBRIA JAZZ. Nel 1995 suona nella colonna sonora, autore Federico De Robertis, del film di Vanzina «Io No Spik Inglish» (con P.Villaggio).
Partecipa come finalista all’Euro Jazz Festival di Oristano e al Summer Jazz Jazz Fest a Prato.
Incide un cd live con P.Fresu. Nel ’96 inizia a studiare tecnica d’improvvisazione jazz ed armonia con Riccardo Arrighini, frequenta i seminari estivi di WE LOVE JAZZ ’96 con Benny Golson, Kenny Burrel, Ron Carter, Joe Chambers, e BERKLEE IN UMBRIA , con Gorge Garzone, Ray Santisi e Greg Badolato.
Collabora con i più grandi nomi del jazz italiano e internazionale: Bollani, Pieranunzi, Kramer,
Giammarco, Tamburini, Tonolo, Gibellini, Bosso, Farrington, Sellani, Basso, Manzi, Morriconi.
Cantini e tanti altriPartecipa al Mentana Jazz Festival (Roma), vincendo una borsa di studio per Berklee in Umbria.
Nel 2003 collabora nella città della Habana (Cuba), con vari esponenti del jazz e della musica popolare cubana: collabora con il pianista compositore Mauro Grossi, Andrea Melani e Lello Pareti. Suona al «Plaza Atheneé» di Bangkok con la jazz singer Cherryl Hayes con ed il jazz quartet dell’Oriental Hotel di Bangkok at «The Bamboo Bar Jazz Club», ed il «Queen’s Park Hotel».

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Il suo ultimo album Living è dedicato ai caldi colori del Centro e del Sud America, dal Choro brasiliano Caruiquinha (W. Acevedo) alla rhumba Claudia (Chucho Valdes), passando per composizioni dello stesso Bertelli come Living e Waiting. Nel disco possiamo apprezzare altri brani tra i quali la tenera ballad Soul Eyes (Mel Waldron) e Funk In Deep Freeze (Hank Mobley), un omaggio alla rigida disciplina del bebop, la stessa ferrea disciplina che serve per dominare uno strumento dalla proverbiale diabolica difficoltà, come l’armonica cromatica.
Di questo sforzo e di questa fatica non troverete però traccia ascoltando Federico Bertelli, che è arrivato da molto tempo a quel punto fatidico agognato da tutti gli improvvisatori: quello in cui la melodia sgorga naturale dal pensiero ed esce dallo strumento con l’immediatezza del canto. Bertelli assapora ogni nota come un sorso di vino pregiato, con la cura del dettaglio che solo i grandi musicisti riescono ad avere e la straordinaria intensità che solo gli artisti generosi e profondi riescono ad imprimere alla propria opera.
Freddy Bertelli: armonica cromatica
Leo Ravera: pianoforte
Matteo Anelli: contrabbasso
Andrea Melani: batteria
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Nido d’infanzia Mastro Ciliegia

Il Comune di Gambassi Terme e il Nido d’infanzia Mastro Ciliegia informano che ci sono ancora posti disponibili per l’anno educativo 2018-19

Le famiglie interessate ad iscrivere i propri bambini al Nido Mastro Ciliegia che accoglie bambini dai 12 ai 36 mesi e si trova in via Mameli, 1 a Badia a Cerreto possono mettersi in contatto con il gestore del servizio educativo: Arca Cooperativa sociale a r.l. di  Firenze alla mail ufficioiscrizioni@arcacoop.it

Il Comune di Gambassi Terme prevede agevolazioni sul pagamento delle quote a favore delle famiglie residenti, tramite applicazione di sconto sulle rette per la  frequenza. La riduzione del costo del servizio è resa possible, oltre  che dall’utilizzo di fondi propri del bilancio comunale, anche da contributi statali (D. Lgs. 65/2017, attuativo della Legge sulla “Buona Scuola” 107/2015),  e regionali con il concorso dei Fondi Sociali Europei.

Maggiori informazioni sono reperibili presso l’U.R.P. e nel sito del Comune www.comune.gambassi-terme.fi.it, dove è possible scaricare il bando e il modulo di domanda per le agevolazioni.

Fonte: Comune di Gambassi Terme

AVVISO famiglie 18-19.pdf

E’ scomparsa Livia, la nonna di Villa Serena

Comunicato stampa del 8/8/2018 – Villa Serena.

Stamattina all’età di 105 anni ci ha lasciato Livia Campinoti, nata il 13 marzo 1913 ad Uliveto, presso Castelfiorentino. Livia era residente dal 5 giugno 1998 a Villa Serena,dove ha vissuto con  serenità e tranquillità in questi ultimi 20 anni. Gli operatori del 3 piano B, unitamente alla Direzione, esprimono le più sentite condoglianze alla famiglia per la scomparsa di Livia, a cui tutta Villa Serena si era affezionata, era un piacere potere parlare con questa ultracentenaria che dimostrava tutta la sua lucidità. Anche il sindaco di Montaione Paolo Pomponi, che ogni anno festeggiava con Livia il compleanno ha espresso, con un telegramma le condoglianze della comunità di Montaione:

“A nome mio e dell’Amministrazione Comunale di Montaione esprimo le più sincere condoglianze per la scomparsa della cara Livia. Aggiungo un commosso pensiero personale per la profonda amicizia che a lei mi legava e l’affetto che lei stessa aveva maturato nei miei confronti. Una persona di qualità umane rare, il cui ricordo mi accompagnerà sempre.”

I funerali si svolgeranno presso la chiesa di Villa Serena venerdì pomeriggio.

Recentemente la sua storia di vita è uscita in un libro sui centenari della Toscana di Giuseppe Della Maria.

Figlia di Angelo e Ida Nicolini, contadina a mezzadria.

Un fratello Dino

Istruzione terza elementare frequentante nella scuola di Certaldo. “la Scuola era troppo lontana quindi smisi di andarci”.

Sino a 14 anni collabora in casa. Per un anno presta servizio come baby sitter in una famiglia del paese e poi a 15 anni si impiega al pastificio Neri e Venturi di Certaldo, una florida azienda con 20 operai.

Si fidanza con un collega di lavoro, Ferrè Zanoboni e si sposano nel 1934.

Dopo cinque anni Ferrè viene chiamato alle armi con destinazione Albania . Rientra a casa dopo tre anni in condizioni di salute molto precarie.

A causa dei violenti bombardamenti, Livia e la nonna del marito sono sfollate nelle campagne circostanti Certaldo.

Anche il panificio Neri e Venturi viene completamente distrutto dai bombardamenti.

Nel Dopoguerra Livia lavora in una vetreria come operaia addetta al rivestimento fiaschi.

E’ vedova dal 1966; si risposa nel 1972 con il pensionato Gino Nencioni di Certaldo.

Passano buona parte dell’anno a Follonica nella loro casa estiva e per tanti anni frequenta le cure termali a Chianciano Terme.

Rimane vedova per la seconda volta nel 1982.

Livia era una donna che ha sempre avuto buon umore ed era molto religiosa.

Amava le melanzane arrosto e la pastasciutta.

Livia raccontava così la sua storia di vita:

STORIA DI VITA DI CAMPINOTI LIVIA

 livia-1

 

 

 

Mi chiamo Campinoti Livia e sono nata a Uliveto (Castelfiorentino) il 14/3/1913; mia madre era casalinga, mio padre, tornato malato dalla guerra, non poteva lavorare, i nonni si occupavano della campagna.

Io e mio fratello abbiamo frequentato la scuola dalle suore, fino alla terza elementare, mio fratello ha studiato di più, fino all’avviamento al lavoro.

Quando avevo 12 anni, la famiglia si trasferì a Certaldo. A 13 anni mi prendevo cura del figlio di una vicina di casa; poi verso i 18 anni ho cominciato a lavorare in un pastificio, dove ha conosciuto Zanaboni Ferrè, il mio primo marito, con il quale mi  sposai il 10/10/1934 nella chiesa di S. Tommaso a Certaldo. Non abbiamo avuto figli e vivevamo con la mamma di lui e un nipote rimasto orfano. Appena mio nipote ha avuto la possibilità, ha aperto un negozio dove lavorava come elettricista, aiutato sia da me  che da mio  marito. Oggi mio  nipote ha un negozio di fotografo a Certaldo (Bartolini Giancarlo), si è sposato e abita con la moglie e il figlio Roberto. Mio  marito è rimasto lontano da casa per 3 anni a causa della guerra (in Albania). Io e mio marito abbiamo  cresciuto Giancarlo  come se fosse figlio nostro,all’età di 7 anni è stato accolto nella nostra  casa e ne è uscito quando si è sposato.

Ci siamo occupati di lui sempre, facendolo studiare per assicurargli un lavoro. Quando si è sposato, andavo a casa sua a fare le faccende, cucinare, lavare, ecc…

Il marito, malato da tempo muore nel 1976 all’età di 68 anni. Io occupavo il tempo facendo lavori all’uncinetto come coperte, centrini, cuscini e trine per nipoti e cugini.

La suocera è vissuta con me fino a quando è entrata in RSA “Giglioli”, insieme andavamo per le campagne dai contadini a fare piccoli lavoretti, come accomodare ombrelli, conche, e in cambio ricevevamo patate, fagioli, pane e prosciutto.

Conoscevo da tempo un signore di nome Gino Nencioni, vedovo anche lui, decidiamo di sposarci, anche perché non volevo stare sola.

Il figlio di Gino e mio nipote erano titolari di un calzaturificio dove lavorava un po’ tutta la famiglia. Insieme stavamo bene, Gino era una brava persona e mi  faceva tanti regali. Tutti gli anni per le ferie andavamo  al mare a Viareggio o a San Vincenzo. Sono una persona socievole e disponibile a stare in compagnia, sempre cordiale con gli altri, coscienziosa e stimata per i miei sani principi, amo i fatti e le cose pratiche.

Conducevo uno stile di vita semplice e salutare; sono una persona molto credente, cattolica e praticante ho ricevuto tutti i sacramenti osservandone le regole, tutte le domeniche andavo a Messa con i miei familiari e tutte le sere, prima di addormentarmi recito la preghiera del Padre Nostro e Ave Maria

Del mio aspetto curavo soprattutto l’igiene personale, sceglievo abiti o gonne dal taglio classico e sobrio, i tessuti di buona qualità come le scarpe e le borse, non mi truccavo e non portavo gioielli, ma andavo dal parrucchiere ogni quindici giorni.

Mi piaceva cucinare per la famiglia, fra i miei piatti preferiti: le lasagne, la bistecchina di vitella, pesce, melanzane grigliate, prosciutto, insalata, frutta e dolci. Quando Gino si è ammalato, ha trascorso l’ultimo periodo della sua vita in casa del figlio perché bisognoso di molta assistenza.

Io avanti con gli anni, non riuscivo a vedere bene, e non potendo farmi da mangiare e occuparmi delle faccende di casa, ho deciso insieme a mia nipote Grazia di trasferirmi in Casa di riposo a Montaione.

LIVIA

 

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di Giancarlo Carmignani

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fralloccóne, s.m.: individuo che compiccia veramente poco. La parte centrale della parola (la quale penso che sia veramente nostrana, come del resto non poche altre parole di questo dizionario) fa venire in mente “allocco” in senso metaforico, cioè come “sciocco, tonto, babbeo” (De Mauro), ma dà anche l’idea di una persona troppo lenta

fràola, s.f.: (uva) fragola, col dileguo dell –g- attestato nella nostra zona anche in questo caso e risalente al Trecento secondo il DEI, ma penso che oggi venga usato solo scherzosamente

frascone, s.m.: pianta ingombrante più di una grossa frasca, come significa alla lettera, cambiando il genere, come avviene per molti accrescitivi (DISC), mentre il diminutivo sembra prediligere il femminile anche in italiano

frate, s.m. Proverbio: “Frate sfratato e cavolo riscaldato non fu mai buono” di chiaro significato polemico nei confronti di chi abbandona la strada intrapresa nel primo caso. Per ciò che riguarda il pl., sono indicati con tale nome anche i dolci molto noti da noi (e non a Firenze, bensì a Pisa e Livorno e pure questo è significativo, tenendo presente il nostro legame linguistico con la città della Torre pendente) dal nome derivato dal “fatto che il buco nel mezzo. ricorda la chierica di un frate”: R.Cantagalli. Da noi questi dolci fatti a mo’ di piccole ciambelle sono mangiati soprattutto nel periodo di carnevale o almeno così era specialmente un tempo, allorché le feste erano più circoscritte e perciò più sentite dalla popolazione locale

 

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 14 agosto 2018 

X Festival della musica suonata. Mescarìa

7 AGOSTO ore 21:30 Piazza Branchi

Mescarìa deriva dal termine dialettale “mmesca” che significa mescolare e la parola “aria” che nella tradizione del sud Italia identifica un particolare stile di canto definito come “canto all’aria”.
flyerFMS 2018-page-001Il progetto nasce a Firenze dall’incontro di tre membri della Baro Drom Orkestar (una fra le più
conosciute band di world music europee) e Arianna Romanella, una giovane cantante lucana, con
l’intento di promuovere la musica del sud Italia arricchendola di elementi originali e arrangiamenti che affondano le loro radici in altre culture. Si attraversa, così, l’anima del meridione passando dalla Campania alla Puglia, facendo sosta in Basilicata, in un lungo viaggio musicale che dalle radici del sud dell’Europa vola per il mondo: fa tappa nei riti delle donne nigeriane, nelle sonorità gitane, nei canti in lingua romanì e nelle ” tarantelle urbane”. Il loro promo disco, registrato nel 2015 e distribuito da Materiali Sonori racchiude l’essenza del lavoro concertistico dei Mescarìa ed è stato presentato in importanti festival e club italiani ed europei: Orienteoccidente Festival (IT), Etnica Festival (IT), Kultur
Punkt (CH), Wangen Jazz Point (DE), Ex Wide (IT), Collodium (DE).
Modestino Musico: Fisarmonica
Vieri Bugli: violino
Gabriele Pozzolini: percussioni
Arianna Romanella: voce e chitarra

Alberto Mons guitar show

 

Oggi, martedì 31 luglio in Piazza della Repubblica a Montaione ritorna la musica di Alberto Mons.
Chitarrista, compositore, one man band si esibirà con la sua chitarra e non solo per una serata
all’insegna della musica e del divertimento.
Alberto Mons vanta molte partecipazioni a programmi televisivi e prestigiose collaborazioni; per
saperne di più sulla sua carriera artistica si riporta a seguire una breve biografia.
Il concerto è ad ingresso libero e gratuito ed avrà inizio alle ore 21.30.
Mons_guitar_show (1)BIOGRAFIA
Chitarrista, compositore, cantautore, armonicista, one man band, vincitore della 4° puntata
dell’edizione 2008 dello storico programma televisivo I Raccomandati condotto da Carlo Conti (Rai uno), Alberto Montagnani in arte Alberto Mons partecipa a note trasmissioni televisive come Che tempo che fa (Rai tre), X Factor (Rai 2), Festa Italiana (Rai uno), Effetto Sabato (Rai uno), Futura TV (Rai futura), Sarà Ora (Canale 10), Il paese dei campanili (Sat 2000), Balla che ti passa (TVL), fino ad arrivare all’Arena di Verona ospite nel concerto di Gianni Morandi live in Arena (7+8 Ottobre 2013)trasmesso in diretta da Canale 5.
Ha all’attivo due album (Il bambino delle fragole e Made in Tuscany), importanti collaborazioni
musicali con artisti come Tommy Emmanuel, Andy White, Michael Fix, Irene Grandi, Luigi Grechi (fratello di De Gregori) e la partecipazione nell’album ‘Bisogna Vivere’ di Gianni Morandi che lo vuole con se nel tour televisivo.
Compare più volte sulla prestigiosa rivista mensile “ Chitarre ” e partecipa a importanti eventi
nazionali ed internazionali fra cui: Premio del Salento, Tour di Radio Bruno Estate, Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, Musik Messe di Francoforte, Festival Show di Lignano sabbia d’oro, Milano Guitar & Beyond, International Guitar Show con Michael Fix.
Realizza la colonna sonora del film “ Bomba libera tutti “ ricevendo molti consensi dalla critica
giornalistica e nel 2016 è stato selezionato fra i quattro migliori chitarristi acustici emergenti
all’Acoustic Guitar Village di Cremona.
Per saperne di più:
https://www.facebook.com/albertomonsofficial/
https://www.youtube.com/user/AlbertoMontagnani

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di Giancarlo Carmignani

***

foto, s.f., chiara abbreviazione di fotografia, ma “Fare la foto” in senso metaforico: ingannare o, con un linguaggio più popolare, fregare
fottìo (un), s.m. volg. tosc.: “grande quantità” (DEI): sinonimo di “sacco” (DISC), implica comunque il concetto di moltitudine. Se diciamo “C’era un fottio di gente”, vogliamo dire c’erano tante persone. Invece implica il concetto di eccesso quando viene detto: “È freddo un fottio!”: è troppo freddo! Si tratta senza dubbio di una voce espressiva, anche se in origine volgare

fottuto, agg. volg.: ingannato, ma invece povero fesso (senza l’accezione proprio negativa che ha tale agg.) nell’espressione “Fottuto Basusi!” (o “Pòro Basusi!”) in cui il secondo termine è tratto dal soprannome probabilmente espressivo di un personaggio fucecchiese del ‘900 (ved. Basusi), ma tale espressione può significare anche: ma che fesserie racconti?

fràgolo, s.m.: fragolino, vino ottenuto dall’uva fragola
fràisse, avv.: molto male. Frase: “Dì’ fraisse d’una persona”: parlar molto male di una persona. Pare che sia un avverbio tipicamente fucecchiese, che secondo A. Morelli deriverebbe dal lat. “plagas” (accusativo pl. di “plaga”): questo termine dal significato originario di “percosse” sarebbe passato a indicare “ferite” (DISC) nel nostro caso morali, ma restano in me forti dubbi in proposito più che sul piano semantico, su quello storico-linguistico: la f- e la –i- da dove vengono fuori, fra l’altro? Altra ipotesi è che derivi dal franc. “fraich”, che si riferirebbe alla spesa fatta in modo abbondante, ma l’abbondanza sarebbe, nel caso della parola fucecchiese, in senso sfavorevole perché, se viene detto “fraisse” d’una persona, vuol dire che ne viene parlato molto male, cioè che ne vengano dette di tutti i colori

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 7 agosto 2018 

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fornata, s.f.: turno d’ingresso per il pubblico a uno spettacolo cinematografico e il termine si può spiegare per il fatto che deriva dal fr. “fournée”, traducibile con “infornata” (DEI). Questo termine, da indicare “quantità di pane o altro che si mette nel forno in una volta sola”, passa a significare “grande quantità” (DELI) anche di persone. Peraltro, data la crisi dell’industria cinematografica,  grandi affollamenti agli spettacoli cinematografici sono ormai in generale divenuti ben più rari. Così non meraviglia che il termine sia caduto piuttosto in desuetudine, almeno che non si tratti di film particolarmente reclamizzati

fòrra, s.f.: fórra, pronuncia che si deduce dall’ipot. long. “furha”, da confrontare col ted. “furche” = “solco” e col lat. med. “forrum”. Si tratta di una parola “che vive nei dial. tosc., specialmente nel pistoiese”, oltre che nel sic. “furra” (DEI). Nel comune di Fucecchio si trova via delle Forre, che prosegue da via del Forrone, chiaramente collegabile con questa voce anche sul piano odonomastico, ma in entrambe sono presenti fosse più che veri e propri burroni. Del resto il termine “forra” significa anche “fossa di drenaggio delle acque” (A. Malvolti) e a me è questo il significato che pare senz’altro più aderente all’odonimo della campagna fucecchiese


forte
, agg.: acuto, come nella frase: “Questo cacio sa di forte”, usato anche nel fiorentino verso il 1863, secondo P. Fanfani

fortóri, s.m.pl.: bruciore di stomaco, ma si tratta di un termine in disuso


fortunato
, agg. usato anche nel detto ironico “Esse’ fortunato come i cani in chiesa”: essere molto disgraziato, quindi, dal momento che probabilmente a Firenze, almeno verso il primo ventennio dell’Ottocento, esisteva lo “scaccìno” (“aiutante del sacrestano”: DEI), il cui compito originario era “quello di scacciare i cani che eventualmente entrassero in chiesa” (R.Cantagalli)

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 31 luglio 2018 

Disinfestazione zanzare

GIOVEDI 19 LUGLIO 2018 dalle ore 23.00

Sarà effettuato un trattamento di disinfestazione contro le zanzare sul territorio comunale, con irrorazione di prodotto insetticida. Si invita a non sostare nelle zone interessate durante il trattamento e nelle 4 ore successive.

Si raccomanda di tenere le finestre chiuse e togliere eventuali panni stesi all’esterno. L’itinerario, a partire dalle ore 23, sarà il seguente: ALBERI, SUGHERA, CASTELFALFI, S.VIVALDO, IANO, TORRI, PALAGIO,  MONTAIONE, LE MURA.

Fonte: sito internet del Comune di Montaione

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fòra, prep., avv. e, se è seguita dal punto esclamativo, escl. (vol. e cont.): fuori (lat. “foras”). Più che “fòra” troviamo usato dalle nostre parti “fòri”, come nel modo di dire: “Fòri mi chiamo”: mi escludo (da tale questione), oltre alla loc. avv. “Di fòri”, come nel modo di dire “ ’un è di fòri”: non è improbabile” (R. Cantagalli).

forca, s.f. col signficato particolare di “marinare la scuola” nella loc. toscana “far forca”, attestata già dal Seicento (DEI). Da questo lemma deriva la voce toscana scherzosa “forcaiolo” che penso si possa spiegare con l’accezione toscana di “forca” come “ragazzo indisciplinato” (De Mauro)

forcino, s.m. tosc.: “pertica di legno” con “forcella di ferro” utilizzata “per spingere i barchini” (De Mauro) anche nel Padule di Fucecchio

formìola, s.f.: formica, col solito dileguo alla pis. della –c- intervocalica e il prolungamento formato dal suff. dimin. -ola. Sono considerate fastidiose in particolare le “formìole” rosse, che c’è chi chiama “cutère”

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 24 luglio 2018 

Il Paesaggio Ritrovato. Viaggio nelle Pènere

Si terrà domenica 15 luglio il prossimo appuntamento dell’edizione 2018 del Paesaggio
Ritrovato, il programma di escursioni a piedi alla scoperta del territorio di Montaione e
dintorni, promosse dal Comune di Montaione e organizzate in collaborazione con
l’Ecoistituto delle Cerbaie.
Viaggio nelle Pènere ITAAccompagnati da una guida naturalistico – ambientale, una suggestiva esperienza in
notturna tra i Santuari di Montignoso e la Pietrina. Un itinerario di circa 8 km. alla luce delle
stelle allietato dalle narrazioni di Sonia Montanaro e le musiche di Simone Faraoni in
“L’ultima principessa. La storia si Shahrazàd.”
Per chi lo desiderasse, sarà possibile usufruire di un buffet di accoglienza organizzato dai
responsabili del Santuario della Pietrina.
Come di consueto, l’escursione è gratuita, ma è obbligatorio prenotarsi entro venerdì 13
luglio per telefono allo 0571 699 255 o per mail all’indirizzo dell’Ufficio informazioni turistiche (turismo@comune.montaione.fi.it) o della guida (a.bernardini@ecocerbaie.it), a
cui è possibile rivolgersi anche per avere informazioni tecniche sull’escursione.
La partenza è alle 17.00 dal parcheggio del Santuario di Montignoso – Gambassi Terme
Il rientro previsto è alle 24.00.

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fógo, s.m. usato nella nostra zona e, più in generale, in Toscana, nell’imprecazione volgare: “Che ti metta fogo!”: che ti “vada di traverso”, detto del cibo, o, più in generale, che tu non possa godere, cioè gustare un piacere che non meriti, dato il tuo comportamento disonesto. Secondo il DEI è un  estratto da “affogare” e quindi nella peggiore delle ipotesi sul piano morale: ti uccida il cibo togliendoti il respiro, ma il poeta Teofilo Folengo scriveva in lat. maccheronico: “Fogo multo saltat brodus extra pignattam” (come mi ha gentilmente segnalato Alberto Morelli), da tradurre così: a causa della fiamma molto alta trabocca il brodo fuor della pignatta. Perciò alla lettera appare evidente che fogo significasse fiamma e originariamente fuoco, con la –g- al posto della –c- per lenizione, così come dal lat. “locu(m)” è derivato luogo, ma nel nostro caso senza la dittongazione. Comunque l’imprecazone sopra riferita si può interpretare in senso metaforico come un augurio, tutt’altro che benevolo, che una persona indegna non goda un frutto che non merita, come abbiamo visto, anche se, parlando più in senso stretto, si può definire fogo il soffocamento provocato da un cibo o da una bevanda “ingobbiati”, cioè presi troppo avidamente

fondacciòlo, s.m.: fondaccio, ma il prolungamento in –olo, originariamente “suff. diminutivo” (DISC), è in declino in questo caso, mentre non lo è in “figliolo” al posto di “figlio”, nel qual caso può perdere il valore dim. ed assumere quello vezzeggiativo

fondo, s.m. con un significato particolare  nell’espressione “esse’ in un fondo di letto” usata quando un individuo giace, per così dire, nel profondo di letto perché è “malato cronico o paralizzato da tempo” (R. Cantagalli). Proverbio nostrano: “Chi fa il letto avanti ar (al) fondo dura poco a questo mondo”: chi fa le cose in modo irrazionale, come chi pensasse per assurdo di fare una casa cominciando dal tetto invece che dalle fondamenta (ma in architettura è usato propriamente il termine “fondazioni”), campa per poco tempo

fòo, s.m.: fuoco. Modo di dire: “A tutto fòo”: a tutta velocità. Si tratta di una voce diffusa anche in pisano e in livornese. Al pl. non indica solo i falò (come quelli di S.Giovanni, fatti appunto nella vigilia della festa di questo santo, ma in riferimento al Battista e non all’Evangelista), bensì anche i fuochi d’artificio

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 17 luglio 2018 

Le Notti dell’archeologia

“LE NOTTI  DELL’ARCHEOLOGIA ”

promossa dall’Assessorato alla Cultura della Regione Toscana.

Per l’edizione 2018 è previsto il seguente programma, descritto nell’immagine,  a cura del Comune di Montaione, in collaborazione con l’Associazione Archeologica della Valdelsa Fiorentina.

archeologia notti 10 luglio

In-Forchett’ando. Street food contest

In occasione dell’Estate Montaionese, l’Associazione Ricreativa Culturale Sogni di Rock and Roll in
collaborazione con il Comune di Montaione organizza il contest gastronomico
“In-forchett’ando”, giunto quest’anno alla sua ottava edizione che si presenta al pubblico con
numerose novità. In primis: la giuria; attentamente selezionata e rinnovata, sarà l’ago della bilancia che decreterà il vincitore del contest.
L’edizione 2018 si svolgerà Martedì 10 Luglio dalle 19:30 per le vie del centro storico di Montaione in cui ristoratori e aziende vinicole accoglieranno il pubblico per una cena itinerante in cui faranno assaggiare le migliori pietanze dei loro menù.
I “commensali itineranti” potranno munirsi di tagliandi per degustare gli assaggi nei vari stand dei migliori ristoranti della zona, che mostreranno le proprie doti culinarie cucinando e impiattando indiretta.
Quella di Martedì 10 Luglio sarà una vetrina di presentazione per tutta la popolazione del bacino
valdelsano e per i numerosi turisti che soggiornano nelle strutture ricettive della zona, un’occasione unica per assaggiare il meglio della gastronomia locale in una sana competizione. Come ogni anno non mancherà la musica che per tutta la durata del contest terrà compagnia e allieterà i partecipanti e i ristoratori.
Una delle altre novità di questa edizione sarà la partecipazione della FISAR, (Federazione Italiana
Sommelier Albergatori Ristoratori), grazie alla quale i partecipanti potranno gustare ottime varietà di vino.
Per l’occasione il gruppo fotografico “Giglio Rosso” di Castelfiorentino sarà presente per immortalare i momenti e i piatti più belli della serata che culminerà con la premiazione del vincitore.
Contatti: sognidirnr@gmail.com FB: @sognidirocknrollmontaione

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