Comunicato IHP – Palio di Siena, morto il cavallo Raol

Palio di Siena, morto il cavallo Raol. Gli incidenti sono la vera molla di questo penoso spettacolo spacciato per tradizione.

Dopo l’ennesimo cavallo morto al palio di Siena, due giorni fa, con le immagini della sua gamba penzoloni dopo una frattura completa, mentre viene ancora e ancora colpito dagli altri cavalli in corsa, ci saranno le denunce per accertare le eventuali responsabilità penali e quelle per ribadire le sicure responsabilità morali di una cittadina che sta mortificando se stessa.

Ma ormai l’indignazione non basta più: è urgente arginare questo massacro.

Partiamo col dire la verità su questa manifestazione che si presenta come storica e profondamente rispettosa dei cavalli ma che in realtà è tutt’altro.

Il palio di Siena viene spacciato per manifestazione tradizionale, ma ormai da molto tempo non ha più nulla della tradizione con cui era nato (ammesso che anche quella fosse accettabile): negli anni è diventato una corsa dove la rievocazione storica è una facciata e dove invece ogni elemento è spinto al massimo verso la competizione pura e verso una vittoria che non ha solo il “cencio” come premio ma ben altro a far gola ai fantini. A questo si aggiunge una pista con due curve impossibili a 90 gradi: il risultato è un innesco quasi automatico di scontri e cadute, tanto che chiamarli incidenti è pura ipocrisia.

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Cinema. Sulla mia pelle + una proiezione speciale

Il film su Stefano Cucchi  dopo la drammatica confessione di un carabiniere dei giorni scorsi contribuirà a fare piena luce sulle      responsabilità.
A varie richieste riproponiamo una proiezione speciale del film la RAGAZZA DEI TULIPANI   per domenica alle ore 19,45.  BUONE VISIONI
L’Angelo Azzurro
  sulla mia pelle

Il Paesaggio Ritrovato. Da Montaione a… Montaione

Da Montaione a MontaioneDomenica 21 ottobre si concluderà il ciclo di escursioni a piedi, alla scoperta del territorio di
Montaione, delle meraviglie del suo paesaggio e dei suoi luoghi d’interesse storico e naturalistico, promosse dal Comune di Montaione e organizzate in collaborazione con l’Ecoistituto delle Cerbaie.
Un’andata e ritorno al borgo di Montaione, coronato re dal protagonista indiscusso della giornata: il Tartufo. L’itinerario prevede un’immersione nelle valli tartufigene dell’Evola e del Carfalo, con approdo all’Anteprima di TartuFesta 2018.
La lunghezza del percorso è di circa 13 km con ritrovo presso il parcheggio delle Scuole di Montaione in via G. Pascoli alle ore 9:00. Come di consueto l’escursione è gratuita, ma occorre prenotarsi entro venerdì 19 ottobre, per telefono o mail ai seguenti contatti:
Ecoistituto delle Cerbaie: 340 984 7686 a.bernardini@ecocerbaie.it;
Ufficio informazioni turistiche di Montaione: 0571 699 255 turismo@comune.montaione.fi.it.

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di Giancarlo Carmignani

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furbo, s.m.nella frase molto diffusa dalle nostre parti “ ’Un fa’ tanto ir furbo!”: non negare la verità “ricorrendo all’astuzia”!, è spiegato in M. Catastini

furchetta, s.f.: forchetta, con chiusura popolare della vocale prima dell’accento tonico senza che si debba pensare a una ripresa dell –u- della parola lat. “furca(m)” da cui deriva questo termine, originariamente dimin. di quello lat. dal chiaro significato di forca, mentre è incerta l’origine del suff. dimin. m. “-etto” (DISC)

furia, s.f.: fretta, come quando si dice “Ecco maestra furia” in riferimento a una persona troppo frettolosa e il concetto è intensificato anche quando si dice “In fretta e furia”: “frettolosamente”, significato che aveva nel ‘600 anche la loc. avv. “in caccia e in furia” (DEI). È interessante anche il proverbio: “Chi ha furia s’ avvii!”, che invita a non avere troppa fretta: chi invece l’ha, si muova in anticipo verso la mèta senza peraltro costringere chi l’ha detto a fare altrettanto

fustacchio, s.m.: cencio che veniva messo in cima al frusciandolo per pulire il forno; era un vocabolo usato in campagna

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 23 ottobre 2018 

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fumo, s.m. Frase: “Leva ‘r fumo alle schiacciate”, detta di una persona molto abile nel trarsi dagli impacci: infatti non sarebbe certo impresa dappoco levare il fumo specialmente quando  le schiacciate vengono tirate fuori calde dal forno, ma è chiaro che la frase ha un valore metaforico

fungarello, dimin. di fungo, che è una “pianta crittogama” col nome derivato dal lat. “fungu(m)” (in Francia “champignon”), “relitto mediterraneo affine al gr. sp(h)òngos “spugna”(DEI): dim. particolare formato con l’ampliamento –ar- prima del suff. dimin. –ello

funghì’, v.intr.: funghire. Frase: “O che vo’ sta’ a funghì’?”: o che vuoi stare ad ammuffire?, cioè a fossilizzarti?

funicello, s.m.: pezzo di fune con un forcino ad una estremità ed un nottolino di legno dall’altra parte per legare il legname (M. Catastini), ma è un termine in disuso, per quanto sia interessante notare col DISC che anticamente indicava in italiano semplicemente una piccola “fune” ed era attestato con tale significato sin dal ‘300 secondo il DEI

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 16 ottobre 2018 

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fuggì’, v.intr. e tr.: fuggire. Modo di dire: “Ascappa e fuggi” in fretta e furia come “A mordi e fuggi”

fumacchio, s.m. tosc.: “pezzo di legno semicarbonizzato che manda ancora fumo” e, un tempo, ciò che s’innalzava da pentole d’acqua bollente per far lievitare, appunto grazie al vapore acqueo,  dentro la madia, la pasta per la schiacciata di Pasqua

fumaiòla, s. f.: fumo, per es. nell’interiezione “Che fumaiola!”, nell’ambito del linguaggio familiare

fumino, s.m.: individuo irascibile, chiaramente derivato da “fumo”, in cui può finir appunto l’ira da fiammata quale era. Comunque dal soprannome Fummino, un tempo esistente a Fucecchio,  possiamo dedurre che la parola potesse esser pronunciata col raddoppiamento o geminazione della -m-, come avveniva nel Pisano

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 9 ottobre 2018 

MontaDrone – Il Castello di Vignale

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di Enrico Senesi (enrico.senesi@montaione.net)

Il Castello di Vignale è sconosciuto a molti montaionesi. Il castello è citato per la prima volta in un documento di Federico Barbarossa risalente al 1161.
Dopo alcune guerre, il Castello di Vignale venne sottomesso a San Miniato, poi a Pisa e infine a Firenze, dopodiché fu abbandonato.
Oggi utilizziamo il nostro drone per ammirare i resti del castello, la chiesina ed il vecchio mulino.

 

 

Il Paesaggio Ritrovato. Da Coiano a Montaione

E’ iniziato l’autunno e le escursioni naturalistiche dell’edizione 2018 del Paesaggio Ritrovato continuano con un appuntamento speciale dedicato alla Via Francigena, volto a far conoscere i valori storici e culturali di questa antica via di traffici e pellegrinaggi, proposto nell’ambito dei programmi di valorizzazione della Via Francigena promossi dalla Regione Toscana.
Domenica 30 settembre “Da Coiano a Montaione. Lungo la Via Francigena e la diruta valle del Rio Pietroso”. 30_Settembre_paesaggio_ritrovato_OKOltre ad una piacevole passeggiata nel verde, ritroviamo l’arte di Sonia Montanaro, alle
vecchie storie e Elisa Malatesti, agli strumenti antichi; accompagneranno i viandanti con “Visioni da un Evo Medio fantastico sulla strada dei Pellegrini”. L’escursione è idonea sia per adulti che per bambini. Il tragitto è di 15 km accompagnati da una guida naturalistica – ambientale dell’Ecoistituto delle Cerbaie.
Come di consueto, la partecipazione è gratuita, ma è obbligatorio prenotarsi entro venerdì
28 settembre per telefono allo 0571 699 255 o per mail all’indirizzo dell’Ufficio informazioni turistiche (turismo@comune.montaione.fi.it) o della guida (a.bernardini@ecocerbaie.it), a
cui è possibile rivolgersi anche per avere informazioni tecniche sull’escursione.
La partenza è alle ore 9.00 dalla Pieve di Coiano, Strada Provinciale 108 Coianese – Castelfiorentino, l’arrivo è previsto alle 16.30 a Montaione. Il programma de “Il Paesaggio Ritrovato” prevede una serie di escursioni a piedi alla scoperta del territorio di Montaione e dintorni, promosse dal Comune di Montaione e organizzate in collaborazione con l’Ecoistituto delle Cerbaie.

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di Giancarlo Carmignani

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frusone, s.m.: frosone (“Coccothraustes coccothraustes”), probabilmente derivato dal lat. tardo “frisione(m)”, possiamo dedurre dal Romanelli

frustagno, s.m.: fustagno, termine attestato a Venezia nel 1265 in riferimento a una “sorta di panno di poco prezzo” (DEI), da cui prese nome a Fucecchio una banda rivale di quella detta del Casentino. Finalmente il 21 settembre 1861 le due bande furono accorpate dal sindaco di Fucecchio Carlo Landini Marchiani nella banda municipale, che poi fu intitolata al Mo. Mariotti, ricevendo l’ambito premio nel medesimo comune il 3 ottobre 1911 in concomitanza col 50° anniversario dell’Unità d’Italia e della fondazione della stessa banda


frustone
, s.m.: “rametto flessibile di salcio” (M. Catastini), ma pare che il significato che conserva ancora il termine sia piuttosto quello di una parte considerata insignificante d’una pianta. Dalle nostre parti c’è chi chiama “frustone” anche il biacco (“Coluber viridiflavus”) perché questo serpente può arrivare a frustare se è disturbato specialmente quando fa all’amore

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 2 ottobre 2018 

Rilevazione presenze refezione scolastica

NUOVO SISTEMA INFORMATIZZATO PER LA RILEVAZIONE DELLE PRESENZE ED IL PAGAMENTO DELLA TARIFFA

Il Comune di Montaione, a partire dal presente anno scolastico, adotterà un nuovo sistema informatizzato per la gestione del servizio di refezione scolastica.
L’acquisto dei buoni cartacei sarà sostituito da un sistema di pagamento del pasto mediante “ricarica” di un conto virtuale associato all’alunno.

Ad ogni alunno utente del servizio sarà assegnato un codice personale di identificazione (codice PAN), valido per l’intero ciclo scolastico, che i genitori dovranno utilizzare per il pagamento delle tariffe di frequenza al servizio.  Il pagamento potrà essere effettuato, indistintamente, presso la Tesoreria Comunale, oppure tramite bonifico bancario, anche tramite modalità on-line.
Il sistema aggiornerà automaticamente la situazione contabile di ciascun bambino. Sarà possibile consultare in ogni momento il Conto Virtuale del proprio/i figlio/i mediante un portale web e una App su cui sarà possibile visualizzare i giorni di presenza, il saldo e le ricariche effettuate.
I buoni cartacei eventualmente avanzati al termine dell’anno scolastico 2017/18 possono essere utilizzati all’inizio dell’anno scolastico con le stesse modalità del passato.
L’attivazione del sistema richiede una fase di caricamento dei dati personali degli alunni e dei genitori referenti, che è attualmente in corso. Appena conclusa la fase preparatoria i genitori dei bambini iscritti al servizio riceveranno una comunicazione più dettagliata.
Nei primi giorni del servizio, in attesa che il sistema sia attivato, gli alunni potranno regolarmente consumare il pasto senza presentare il buono mensa cartaceo. I pasti consumati saranno conteggiati dal personale in servizio e addebitati successivamente sul Conto Virtuale associato al codice PAN dell’alunno.
L’introduzione del sistema richiederà inevitabilmente un periodo iniziale di rodaggio e di messa a punto. Ci scusiamo per eventuali inconvenienti che dovessero verificarsi, chiedendo fin da ora la gentile collaborazione dei genitori.

Fonte: Comune di Montaione

MontaDrone – Il Palagio

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di Enrico Senesi (enrico.senesi@montaione.net)

Il Palagio è la fine del mondo. Qui finisce la strada, non si va oltre.
Non tutti sanno che nel 1924 fu istituita la scuola e nel 1944 sorse addirittura la Casa del Popolo. Il Palagio ha avuto la sua strada comunale asfaltata nei primi anni ’90.
Saliamo a bordo del nostro drone per provare l’atmosfera che si respira al Palagio.  Buona visione.
Vedi anche: La storia di Iano (pdf) di Rino Salvestrini

 

 

Cinema. Proiezione dei film finalisti al 5.FirenzeFilmcortiFestival

Non perdete l’evento speciale di Venerdi 21 settembre alla Sala Cinema Scipione Ammirato a Montaione con Film da tutto il mondo per conoscere le nuove tendenze del cinema internazionale

selezione dei film finalisti presentati al 5° FIRENZE FILMCORTI  FESTIVAL

Da Sabato l’intensa storia d’amore tra Sophia, costretta a sposare il ricco e anziano mercante Cornelis Sandvoort, e l’artista a cui il mercante decide di commissionare un dipinto: il talentuoso Jan van Loos. 

26 BOLLETTINO settembre 2018 BIS (2)-page-001

La Gerusalemme di San Vivaldo. Il libro

Da parte di Paolo Pomponi, Sindaco di Montaione

e di Elena Corsinovi, Assessore alla Cultura di Montaione

si comunica che

Sabato 22 Settembre ore 10.30

presso il Palazzo Comunale di Montaione

si presenta il libro

LA GERUSALEMME DI SAN VIVALDO

A cinquecento anni dalla lettera d’indulgenza di Papa Leone X

A cura di Francesco Salvestrini e Pierantonio Piatti

Edizioni Polistampa

La pubblicazione è stata realizzata nell’ambito delle celebrazioni per i 500 anni

della “Gerusalemme” di San Vivaldo avvenute nel 2017

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Il testo che sancisce il gemellaggio tra i comuni di Montaione e Montmerle

IMG_3705Il testo del patto di gemellaggio, letto e sottoscritto dai due sindaci il giorno 7 settembre 2018.
PATTO DI GEMELLAGGIO TRA IL COMUNE DI MONTAIONE E IL COMUNE DI MONTMERLE-SUR-SAÔNE
La Municipalità di Montaione della Repubblica Italiana e la Municipalità di Montmerle-sur-Saône della Repubblica Francese, di seguito denominate “Le Parti”, manifestano l’intenzione di creare una solida e durevole cooperazione con lo scopo di promuovere la reciproca comprensione e di costruire relazioni amichevoli fra gli abitanti delle due comunità attraverso lo scambio di conoscenze, esperienze e iniziative. Le Parti riconoscono che i rapporti di gemellaggio costituiscono condizione fondamentale per una migliore conoscenza tra i popoli e contribuiscono a lla fattiva costruzione dell’Europa dei cittadini. Le Parti si adoperano per lo sviluppo di una pacifica convivenza tra gli uomini di diversa provenienza, di diversa cultura e di diversi ideali.
Le Parti stipulano questo Patto di Gemellaggio, che include il concreto impegno a riconoscere come fondanti gli ideali di fraternità e solidarietà.
Il presente Patto di Gemellaggio si applica nel pieno rispetto degli ordinamenti e delle legislazioni vigenti nei rispettivi Paesi, nonché in conformità con gli obblighi internazionali e con quelli derivanti dall’appartenenza dell’Italia e della Francia all’Unione Europea.
Obiettivo di questo gemellaggio, che sarà sostenuto dai cittadini dei due Comuni e soprattutto dalle associazioni, dai giovani, dagli istituti scolastici, è quello di consolidare e ampliare i rapporti di amLogo gemellaggio 2018icizia già iniziati.
Le Parti si assumono l’impegno di promuovere la reciproca collaborazione tra i cittadini, di curare scambi culturali e progetti comuni, e di stabilire durevoli relazioni.
Al fine di raggiungere gli obiettivi del patto di gemellaggio le Parti si avvarranno dei rispettivi Comitati di Gemellaggio composti da cittadini e da rappresentanti delle associazioni presenti nelle rispettive comunità. Tutte le attività previste o scaturenti dall’attuazione del presente Gemellaggio troveranno copertura, per la Parte italiana, nel bilancio del Comune di Montaione, senza generare oneri finanziari a carico dello Stato. Le Ambasciate dei due Paesi verranno informate sullo stato di avanzamento delle attività o iniziative programmate dalle Parti in applicazione del presente Patto di Gemellaggio nei rispettivi territori di accreditamento. Qualsiasi divergenza di vedute che possa insorgere nell’interpretazione o nell’attuazione del presente Gemellaggio sarà risolta in via amichevole, mediante consultazioni dirette tra le Parti.
Questo Patto di Gemellaggio acquista efficacia alla data della sottoscrizione del _________________ avvenuta a ______________ , ed è redatto in due originali, uno in lingua italiana e uno in lingua francese, che sono vincolanti in egual misura. La durata del presente Gemellaggio è illimitata, e il rapporto tra le Parti è riesaminato ogni cinque anni dalle medesime per assicurarsi che gli intenti dello stesso vengano perseguiti con piena soddisfazione di entrambe.
PACTE DE JUMELAGE ENTRE LA MUNICIPALITÉ DE MONTAIONE ET LA MUNICIPALITÉ DE MONTMERLE-SUR-SAÔNE
La Municipalité de Montaione de la République Italienne et la Municipalité de Montmerle-sur-Saône de la République Française, ci-après dénommées “les Parties” ont l’intention de créer une
coopération solide et duracartellogemellaggioMontmerleble dans le but de promouvoir l’entente mutuelle et d’établir des relations amicales entre les habitants des deux communautés par l’échange de connaissances,
d’expériences et d’initiatives. Les Parties conviennent que les relations de jumelage sont une clause essentielle à une meilleure entente entre les peuples et pour contribuer à la construction active de l’Europe des citoyens. Les Parties œuvrent au développement d’une coexistence pacifique entre les personnes d’origines, de cultures et d’idéaux différents.
Les Parties signent cet Accord de Jumelage, qui s’a vère être un véritable engagement à reconnaître, comme des idéaux fondamentaux, la fraternité et la solidarité. Ce Jumelage s’applique dans le plein respect des lois et réglements en vigueur dans les Pays respeIMG_3703ctifs, ainsi que dans le respect des obligations internationales et celles découlant del’appartenance de l’Italie et de la France à l’Union Européenne. L’objectif de ce jumelage, qui sera pris en charge par les citoyens des deux municipalités, et surtout par les associations, par les jeunes, par les écoles, est de consolider et d’élargir les relations amicales déjà commencées. Les Parties s’engagent à promouvoir la coopération mutuelle entre les citoyens, à prendre soin des échanges culturels et des projets communs, et à établir des relations durables. Afin de réaliser les objectifs du jumelage, les Parties bénéficieront des comités de jumelage respectifs, composés de citoyens et de représentants des associations présentes dans leurs communautés respectives. Toutes les activités prévues ou découlant de la mise en œuvre de ce Jumelage seront couvertes, pour la partie Italienne, dans le budget de la municipalité de Montaione, sans générer de charges financières pour l’État. Les Ambassades des deux Pays seront informées de l’avancement des activités ou initiatives prévues par les Parties en application du présent Pacte de Jumelage dans leurs territoires respectifs d’accréditation. Toute divergence de vues qui pourrait survenir dans l’interprétation ou la mise en œuvre du présent Jumelage sera réglée à l’amiable, grâce à des consultations directes entre les Parties. Cet Accord de Jumelage prend effet à la date de signature du _________________ dans le lieu______________, et est rédigé en deux exemplaires originaux, l’un en italien et un en français, qui sont obligatoires par mesure d’équité.La durée de ce Jumelage est illimitée, et la relation entre les Parties est revue tous les cinq ans par ces dernières pour s’assurer que leurs intentions soient poursuivies avec la pleine satisfaction des deux.

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frullana, s.f.: “falce fienaria”, insomma “usata per tagliare l’erba”; voce “usata nel fior., lucch., pisano e maremmano”, deriva da “friulano” (in dial. “furlain”) essendo usata nel Friuli (DEI), ciò che non impedisce certo che almeno un tempo fosse molto usata anche da noi per fare il fieno, cioè per tagliare l’erba, fatta poi “essiccare come foraggio per gli animali” (DISC). La differenza della nostra voce rispetto a quella friulana (di cui è come una metatesi espressiva con la solita terminazione in vocale) è evidente

frullo, agg.: confuso, ma si tratta di un termine in disuso. Peraltro si spiega pensando al frullino e al v. “frullare”, che indica il “girare vorticosamente su se stesso” e, in riferimento ai pensieri, “venire improvvisamente alla mente” (De Mauro), come nell’espressione, usata almeno fino a poco tempo fa dalle nostre parti “Ma che ti frulla ner (nel) capo?”. A Firenze si trova addirittura nei pressi della porta di San Miniato un locale intitolato “Baretto del Rifrullo”, probabilmente in riferimento a una festosa confusione

fruolino, s.m.: bambino vivace che “fruga da per tutto” (DEI); infatti deriva da “frugolino” con dileguo della – g – intervocalica

fruone, s.m.: persona che rovista verbo che deriva dal lat. “revisitare” = “tornare a vedere” (De Mauro), mentre invece il nostro lemma (ormai in disuso) deriva da “fruà’ ”, cioè da “fruare” e questo da “frugare” (M. Catastini), col dileguo della –g- intervocalica

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 25 settembre 2018 

MontaDrone – Le Mura

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di Enrico Senesi (enrico.senesi@montaione.net)

Le Mura è la frazione più vicina al capoluogo tanto che quasi ne fa parte. Di solito la gente ci transita con le automobili oppure si ferma soltanto per mangiare e non bada ad altro. Certamente non c’è rimasto molto delle antiche glorie, ma qualcosa sì: forse qui erano gli etruschi, qui passava Santa Verdiana, qui nel Medio Evo si presidiava la strada che portava a Montaione. La frazione ha ora un aspetto rimesso a nuovo compresa la tabaccaia, vecchio edificio per l’essiccazione del tabacco, che fino a cinquanta anni fa era coltivato nei terreni freschi di Le Mura.
Salite a bordo del nostro drone e diamo un’occhiata. Soli lassù in cielo, nel silenzio. Buona visione.
Vedi anche: Storia delle Mura (pdf) di Rino Salvestrini

 

 

Il segno del Sacro

IL SEGNO DEL SACRO
Abbazie, Monasteri e Pievi in terra fiorentina nelle incisioni di 67 artisti contemporanei

Sabato 15 settembre 2018, alle ore 10.30, sarà inaugurata a Montaione presso il Palazzo
Comunale – Piazza del Municipio 1, la mostra d’incisioni “Il segno del sacro – Abbazie,
Monasteri e Pievi in terra Fiorentina” che resterà aperta fino a domenica 28 ottobre 2018.
Il programma dell’inaugurazione prevede i saluti di Paolo Pomponi, Sindaco di Montaione e
Francesco Salvestrini, in rappresentanza dell’Istituto per la Valorizzazione delle Abbazie
Storiche della Toscana.
Il segno del sacroLa mostra è organizzata dall’Istituto per la Valorizzazione delle Abbazie storiche della
Toscana, e raccoglie opere di 67 artisti provenienti da tutta Italia, i quali propongono un
particolare viaggio attraverso 13 comuni della Città Metropolitana di Firenze, vissuti e
raccontati dal punto di vista di alcuni dei loro più significativi luoghi sacri, come abbazie, pievi,
conventi di grande interesse storico-artistico.
Le stampe in mostra, create con varie tecniche incisorie (acquaforte, puntasecca, bulino,
linoleografia, xilografia…) gettano sguardi inediti sui luoghi e monumenti raffigurati, cogliendo
o stabilendo relazioni inconsuete con lo spazio e l’ambiente, o con temi che hanno ispirato gli
artisti. E consentono al visitatore di ritrovarli e riscoprirli sotto una luce nuova, a volte
sorprendente.
Orari di apertura della mostra al pubblico: dal lunedì al sabato dalle ore 9.00 alle 13.00 e
giovedì anche dalle 15:30 alle 18:30.

Comunicato IHP 13 settembre 2018

Palio di Castel Del Piano (GR): morto un cavallo durante le prove

<<Bonantonio da Clodia è stato abbattuto. La frattura del nodello, caso di frattura irrecuperabile o quasi per un cavallo da corsa, ha convinto alla sua soppressione.>>

Questo il lapidario comunicato fatto circolare sabato e pubblicato su Il Tirreno.
L’incidente era avvenuto due giorni prima. Caso di frattura irrecuperabile O QUASI? Sembra che organizzatori e veterinari addetti abbiano perso perfino il senso del pudore. Come a dire: “Forse la
frattura era recuperabile, ma il cavallo non avrebbe mai più potuto correre: allora a che serviva tentare?”
Questo palio si corre in una cittadina di meno di 5000 abitanti, in una piazza che scimmiotta quella di Siena, dove far correre i cavalli significa automaticamente esporli al rischio di incidenti: per i raggi di curvatura, per il fondo, per le transenne. Dalla visuale dall’alto si vedono bene le curve a più di 90 gradi e gli spazi stretti. In un video pubblicato su YouTube (link in fondo a questa pagina) si vede tutta l’assurdità di questa pagliacciata, messa in piedi per il divertimento di qualche centinaio di persone. Archiviata la scomoda pratica di far fuori il cavallo, il palio si è corso come se nulla fosse: il sindaco si è affrettato a dire che la curva dove è avvenuto l’incidente non è pericolosa…che sì, ce n’è un’altra pericolosa, ma quella…quella no! Come al solito, scriveremo alle autorità competenti per chiedere una verifica delle responsabilità e come al solito, probabilmente, non riceveremo risposte.
Il vero cambiamento potrà essere solo culturale, protestando contro queste manifestazioni basate sullo sfruttamento dei cavalli e disincentivando le persone ad assistervi.
ESEMPIO DI E-MAIL DA MANDARE AL SINDACO, all’indirizzo sindaco@comune.casteldelpiano.gr.it
Egr. Sindaco Claudio Franci, Le scrivo per esprimere il mio sdegno a seguito della morte di un cavallo durante le prove del palio di Castel Del Piano. Lo sfruttamento di animali per il divertimento popolare è in sè da biasimare sempre, ma in questo caso specifico è evidente che far correre dei cavalli in quella piazza, con raggi di curvatura e barriere pericolosi, espone gli animali a un alto rischio di incidenti. Sebbene le attuali norme, superate e confuse, consentano lo svolgimento di simili assurde corse, ritengo che sia dovere di ogni sindaco e dei cittadini fare passi avanti di civiltà e promuovere intrattenimenti e celebrazioni che non siano basati sulla sofferenza. il cavallo, per le sue caratteristiche etologiche, è un animale che non sceglierebbe mai di gareggiare con i suoi consimili, tantopiù in una piazza gremita di gente urlante e sferzato da un fantino: in tali condizioni è costretto a subire un profondo disagio e questo non è accettabile in una società civile. Spero che anche il Suo Comune segua l’esempio di tanti Comuni italiani (Lodi, Pavia, Mola di Bari, Castelfiorentino e diversi altri) che hanno scelto di non sfruttare alcun animale durante le proprie celebrazioni civili e religiose. Cordiali saluti.
Video del palio: https://www.youtube.com/watch?v=r36m95acRIg
Ufficio stampa IHP: 0571 677082 – 328 6229264

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di Giancarlo Carmignani

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fruciataia, s.f.: venditrice di castagne (arrostite in un modo particolare ricorrendo a una padella bucherellata detta “frusciandola”) chiamate “fruciate”.

fruciate, s.f. pl.: bruciate (castagne), ma la f- iniziale rende meglio l’idea delle castagne “arrostite sul fuoco” cui accenna anche Bezzini e fatte frusciare nell’apposita padella forata

fru-frù, s.m.: biscottino friabile “tipo wafer”; deriva dal franc. “frou frou” d’origine onomatopeica poché “imita un fruscìo”; è da considerare un termine regionale (DISC)

frullà’, v. intr.: frullare, andare a giro, muoversi, oltre che “agitarsi nella mente” come riferisce il DISC, secondo il quale giustamente si tratta di un verbo onomatopeico. Infatti l’espressività gli è conferita anche dalle due consonanti iniziali. Frase: “E sa’: gli garba un po’ e via frullà’!”: sai quanto gli piace andare a giro! Altra frase diffusa da noi: “Mi frulla ‘r il capo”: sento confusione nella testa. Dal v. “frullare” deriva il termine “frullino”, che indica quell’attrezzo della giostra della fiera che gira su se stesso azionato da un congegno interno all’abitacolo, oltre allo stesso termine che indica il “beccaccino minore (“Gallinago gallinula”)”, voce toscana, “a Lucca il gambecchio” (DEI)

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 18 settembre 2018 

In Arte “Montaione” – Salutiamo insieme l’Estate Montaionese

L’Estate Montaionese 2018 giunge al termine, dopo quattro mesi ricchi di eventi e di
appuntamenti legati alla cultura, all’intrattenimento e al territorio.
Con l’evento di martedì 11 settembre alle 21.30 in Piazza della Repubblica si chiude il ciclo
estivo di appuntamenti con IN ARTE “MONTAIONE” concerto della Filarmonica “G.
Donizetti”.
La banda del paese, nonché istituzione storica, ci allieterà con la sua musica per salutare
tutti insieme l’Estate Montaionese edizione 2018.
LOCANDINA CONCERTO FINE ESTATE (2)

MontaDrone – La Pietrina

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di Enrico Senesi (enrico.senesi@montaione.net)

La Pietrina in antico era la Pietra, oggi invece con questo nome si chiama il colle opposto oltre il borro delle Penere ove resta solo un basamento di una torre di vedetta e in mezzo sono i due laghi dell’acquedotto del Comune di Montaione. Ora restano due torri diroccate, la chiesina, la cantina e, da un costone roccioso, un panorama bellissimo sulla Valdera con la massiccia mole di Volterra, la torre di Montecatini Val di Cecina e anche il borgo di Laiatico.
Diamo uno sguardo a questo paesaggio con il nostro drone. Soli lassù in cielo, nel silenzio. Buona visione.
Vedi anche:Storia di Iano

 

 

Il Paesaggio Ritrovato. Una discesa nel Maelstrom

Si terrà domenica 9 settembre il prossimo appuntamento dell’edizione 2018 del Paesaggio
Ritrovato, il programma di escursioni a piedi alla scoperta del territorio di Montaione e
dintorni, promosse dal Comune di Montaione e organizzate in collaborazione con
l’Ecoistituto delle Cerbaie.
Accompagnati da una guida naturalistica – ambientale, una passeggiata immersi nel verde
idonea sia per adulti che per bambini di circa 13 km da San Vivaldo a Ghizzano di Peccioli
per la solitaria valle del Roglio.
Come di consueto, l’escursione è gratuita, ma è obbligatorio prenotarsi entro venerdì 7
settembre per telefono allo 0571 699 255 o per mail all’indirizzo dell’Ufficio informazioni
turistiche (turismo@comune.montaione.fi.it) o della guida (a.bernardini@ecocerbaie.it), a
cui è possibile rivolgersi anche per avere informazioni tecniche sull’escursione.
La partenza è alle ore 9.00 al parcheggio della Gerusalemme di San Vivaldo e l’arrivo è
previsto alle ore 16.30.

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Servizio civile. Quattro posti a Montaione

Si porta a conoscenza quanto segue

Bando per progetti di
SERVIZIO CIVILE NAZIONALE
alla  MISERICORDIA di Montaione.
– Per Ragazze e Ragazzi dai 18 ai 28 anni.
– Iscrizioni presso la sede della Misericordia.
– Scadenza presentazione domande:
28 settembre 2018.
– durata del progetto: 1 anno
– 30 ore settimanali, di servizio e Formazione
– 433,80 euro al mese
– n. posti disponibili, 4
Un’opportunità per te, un aiuto per gli altri.
SOGNATE COSE GRANDI.

SERVIZIO CIVILE volantino_2018

 

Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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frittata, s.f.: a Fucecchio in senso metaforico poteva indicare il “pateracchio” in senso sfavorevole almeno un tempo, cioè quando una donna rimaneva incinta senza volerlo e senza avere sposato, ma in tempo di convivenze, senza il ricorso prima al matrimonio, anche questi due termini hanno perso il senso sfavorevole che avevano allora. Così la frase “Ha fatto la frittata” è rimasta per lo più in campo culinario e perciò non più in senso metaforico

fritte (come a Castagneto Carducci e a La Rotta e perciò rispettivamente nel livorn. e nel pis.), s.m.: flit con la tipica epitesi: “petrolio raffinato insetticida”; voce commerciale modellata sull’anglo-amer. Flytox “tossico” per le mosche: DEI, ma la voce è venuta meno da diversi anni. Era chiamato anche “DDT” (C.Giani)

froso, s.m. volg.: sedere, ma in senso traslato anche fortuna, con cui ha in comune la lettera iniziale, mentre nel primo senso è più usato la var. “pròso”, ma si tratta di due parole volgari diffuse specialmente nel linguaggio giovanile fucecchiese del secondo dopoguerra

fruciàndolo, s.m. tosc.: “pertica con un pannaccio legato in cima che serve per pulire il forno” (DEI), ma sarebbe meglio dire “che serviva”, essendo un termine in netto declino questo, che secondo lo stesso Diz. deriva da “frucare”, cioè “frugare” con la contaminazione di “strusciare”

 

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  https://www.montaione.net/il-toscanario/

Tutti gli articoli on line,  https://www.montaione.net/category/toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 11 settembre 2018 

Montmerle, nous arrivons!!!

Logo gemellaggio 2018

-4 …Mancano oramai solo quattro giorni alla nostra trasferta a Montmerle sur Saône. Saremo circa  cento persone che venerdì 7 settembre, di buon mattino, partiremo per la cittadina francese della valle del Rodano,  situata nel dipartimento dell’Ain della regione dell’Alvernia-Rodano-Alpi. Si va per siglare il primo patto di gemellaggio per Montaione, così come per Montmerle.

La delegazione montaionese, guidata dal sindaco, è composta da diversi componenti del Comitato del Gemellaggio e dalla Filarmonica Donizetti al suo completo che, già come accaduto nel passato recente e meno recente, è un valido veicolo ambasciatore del nome di Montaione. Saremo a Montmerle i giorni 7, 8 e 9 settembre.

A Montmerle sono i giorni della loro massima festa dell’anno: la Foire aux Chevaux che oramai si tiene da alcuni secoli. La Fiera del 2018 è la numero 413.

Nel patto di gemellaggio è l’intenzione di creare una solida e durevole cooperazione con lo scopo di costruire relazioni amichevoli fra gli abitanti delle due comunità attraverso lo scambio di conoscenze, esperienze e iniziative. Inoltre il gemellaggio include il concreto impegno a riconoscere come fondanti gli ideali di fraternità e solidarietà

 

MontaDrone – La Sughera

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di Enrico Senesi (enrico.senesi@montaione.net)

La Sughera
Salendo dalla frazione degli Alberi per una strada con tornanti da montagna, dal fondo della valle dell’Evola si arriva all’improvviso sul crinale delle colline e con una bella strada panoramica da San Cerbone in quattro balletti si arriva alla Sughera, su colline spoglie che sono ora marroni, ora verdi, ora giallo oro o giallo limone a seconda delle stagioni e delle colture: arato, lupinella, grano, colza o girasoli. Dalla Sughera si gode uno dei panorami più belli e larghi: la valle dell’Evola con in lontananza Le Mura e Montaione, poi con visuale a 360 gradi, Collegalli, le Brentine, Castelfalfi e oltre la valle dell’Era e il Valdarno, fino al Monte Serra e in lontananza fino all’arco dell’Appennino.
Facciamo volare il nostro uccello meccanico, un drone, senza avvinarci mai troppo, senza farci notare. Soli lassù in cielo, nel silenzio. Buona visione.
Vedi anche:La Sughera (pdf) di Rino Salvestrini

 

 

Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

***

frignà’, v. intr.: “piagnucolare noiosamente”: DEI, in riferimento appunto al v. frignare, definito giustamente toscano e voce onomatopeica forse nata dall’incontro di “fri(ggere)” con “(la)gnare”, cui mi sembra da aggiungere che da noi è usato soprattutto in riferimento al pianto dei bambini. Si pensi infatti all’espressione “Come frigna quel figliolo!”, col significato, quest’ultimo sostantivo, di bambino. Poi passa, pensiamo per estensione, almeno nel nostro linguaggio popolare, a indicare anche il pianto lagnoso di adulti e in particolare delle donne

frignettà’, v.intr.: frignettare, piagnucolare in modo fastidioso, formato dal v. “frignare” col suff. dimin. “-etto”: il toscano della nostra zona sembra amare abbastanza i diminutivi anche quando si tratta di verbi

frìgnolo, s.m.: eruzione cutanea più accentuata di un semplice bollicino; piccolo foruncolo e perciò “brùfolo” secondo il DISC, che lo chiama “fignolo” considerando già questa una voce toscana; rispetto a questa, la nostra, usata anche nel pis., è più espressiva grazie all’epentesi della –r- , a mio parere: non a caso sono stati considerati onomatopeici il gruppo fr- e in particolare la –r-

fringuellino, s.m. formato col suff. dimin. “-ino”: pène di un bambino, detto senza malizia, così come “cincerino” e “pisellino”

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 4 settembre 2018 

MontaDrone – Santo Stefano

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di Enrico Senesi (enrico.senesi@montaione.net)

A Santo Stefano possiamo trovare la pace, l’aria buona e tanto sole in uno scenario di terra da sempre lavorata, ora marrone appena arata, ora rossa per la lupinella, ora gialla per le rape, una campagna mai corrotta, che ti dà ancora i suoi prodotti più genuini. Ci mettiamo nei panni (anzi nelle piume) di un uccello meccanico, quello di un drone, ma senza avvinarci mai troppo, senza farci notare. Soli lassù in cielo, nel silenzio. Buona visione.
Vedi anche: Storia di Santo Stefano (pdf) di Rino Salvestrini

 

 

Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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frescone, s.m.: omosessuale, se non, peggio ancora, sodomita 

frescurina, s.f. dimin. di frescura e quindi: un po’ d’aria fresca, che può esser più gradita del più comune “freschino” (citato anche dal DISC), come quando viene detto: “Che bella frescurina!”

frigge’, v.tr.: friggere. Per es. nel caso della frase: “Vatti a fa’ frigge’!” (modo volgare per mandare alla malora), ma intr. nel senso di trepidare, non stare alle mosse, cioè essere impaziente per fare qualcosa, termine usato nell’ambito familiare in questo caso

friggibùo, s.m.: friggi buco, cioè fesseria, cosa da niente di cui uno si lamenta noiosamente, bażżecola più che “rammarichio fatto dai ragazzi che hanno guai e dalle persone infermicce” com’è sostenuto dal DEI, del quale Diz. accetto invece almeno in parte la derivazione da “friggere” nel senso di “lamentarsi” per un male lieve che fa ricordare la “bua” dei bambini. Infatti ho sentito più volte una frase tipo questa: “La fa’ finita di lamentarti per codesto friggibuo!”. Pare comunque che un tempo a Fucecchio friggibuo avesse anche il significato, riportato da M. Catastini, di “petulante” e di “noioso”

frigidino, s.m.dimin. di “frigido”, che significa, con chiara derivazione dal lat. “frigidu(m)”, “freddo”, ma acquista il significato in particolare di freddo umido, particolarmente fastidioso, in espressioni come “Che frigidino!” e “È un frigidino!”, accompagnate da una mimica loquace

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 28 agosto 2018 

MontaDrone – Gli Alberi

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di Enrico Senesi (enrico.senesi@montaione.net)

Gli Alberi è una frazione che si è sviluppata nella valle lungo il torrente Evola nel Comune di Montaione. Troviamo nel censimento del 1861, il primo del nuovo Regno d’Italia, che la frazione era chiamata Sorripa Nuova, quale sviluppo nel piano dell’antica Sorripa che era sorta a mezza costa, e alcune case che erano state costruite oltre l’Evola furono chiamate Ripanova.

Quindi toponimi sempre inerenti alle ripe del torrente Evola. Ma la denominazione di Alberi che ha preso la frazione viene dal nome dei pioppi, che la gente chiama “alberi”,  piante che vivono rigogliose nei luoghi umidi, che crescono in poco tempo e danno un legno non buono per ardere, né per far carbone e neppure per costruzione. Oggi questa pianta è rivalutata perché si usa per fabbricare la carta e la plastica, tanto che recentemente tutta la Valdevola era ricoperta di pioppete, anzi di alberete.
Con il termine Alberi s’intende un insieme di case dalla chiesa, alla Piazza e poi il Molino del Botro, il Lebbio, Sorripa, il Colombarino con le nuove costruzioni, S. Benedetto e altre case sparse fino al Lago Lami, Ricorniola e Vallibonci.

Diamo uno sguardo a questo paesaggio con il nostro drone. Soli lassù in cielo, nel silenzio. Buona visione.
Vedi anche:Storia degli Alberi (pdf) di Rino Salvestrini

 

 

Lisetta Lucchini in “Popolarissimamente”, canti popolari toscani ed altre storie

X FESTIVAL DELLA MUSICA SUONATA 2018

LISETTA LUCHINI IN “POPOLAR…ISSIMAMENTE”

19 AGOSTO ore 21:30 Piazza Branchi
Spettacolo brillantissimo, in forma di recital, cantato, suonato e condotto da Lisetta Luchini e ipolistrumentisti: Luca Di Volo ed Eleonora Tassinari. Lisetta Luchini, www.lisettaluchini.it, fiorentina. Cantante, attrice ed interprete di musica popolare toscana, ricercatrice, chitarrista,cantastorie, (iscritta all’AICA ass. italiana cantastorie “Lorenzo De Antiqis”) autrice di canzoni e musiche per il teatro, fondatrice insieme ad illustri studiosi, storici, etnomusicologi, del CENTRO STUDI TRADIZIONI POPOLARI di Firenze di cui cura la parte musicale per la rivista TOSCANA FOLKlisettaluchini organo del Centro stesso.Canta tutto il repertorio “classico” toscano dalle canzoni narrative,alle ballate, serenate, stornelli, ecc…fino a Spadaro ed altri autori toscani piu’ le sue nuove ballate.
Scrive le proprie “storie” su temi attuali che continuano la tradizione dei cantastorie toscani. Si adopra, dal 1990, per la conservazione, diffusione, evoluzione della musica di tradizione popolare toscana svolgendo una intensa attivita’ di solista e ricercatrice. Si esibisce in varie formazioni strumentali, nei piu’ importanti teatri, eventi e raduni regionali e nazionali. Ha vinto piu’ volte il Trofeo Giovanna Daffini (Concorso Nazionale per Cantastorie del Comune di Motteggiana MN) Incisioni: “L’amore è come l’ellera” MC classici toscani 1992 “Canta Lisetta” MC classici toscani 1994 TOSCANA IN MUSICA, CD Semper editrice, PEGASUS Firenze 2003 (rimasterizzazione delle suddette incisioni) ristampa nel 2013.LISETTA LUCHINI …e compagnia! CD Semper editrice, PEGASUS. Firenze 2005.
IL POPOLARE CANTO Ed Folk Note Firenze 2018. Lisetta Luchini: chitarra, canto e ragionamenti.Luca Di Volo & Eleonora Tassinari: fisa, violino a braccio, viola, clarinetti, saxofoni, fagotto, violoncello, contrabbasso, voci.

X Festival della musica suonata 2018. Gran Riserva Power Trio

15 AGOSTO ore 21:30 Piazza della Repubblica
15 agosto musica suonataBlues e rock si fondono nella notte di ferragosto con i Gran Riserva Power Trio. I Gran Riserva sono Carmelo J. Arena (voce, hammond), Giuseppe Galgani (chitarra) e Andrea Bruni (batteria), una band invecchiata in botti di rovere, il sound ha un gusto rotondo, molto armonico, con un corpo persistente che nasce dalla grande passione per rock/blues che unisce questi tre musicisti. Dai classici degli anni ’50 fino al funk/blues dei giorni nostri, il Gran Riserva Power Trio spazia in un repertorio dal grande impatto sonoro ed energico.

Informazioni: Ufficio turistico di Montaione
turismo@comune.montaione.fi.it
Tel.: 0571 699255
COMUNE DI MONTAIONE – piazza del Municipio 1 – 50050 MONTAIONE (FI)

Rino Salvestrini. Personaggi nella storia della Valdelsa

copertinapersonaggidellavaldelsaHo già parlato di alcuni personaggi valdelsani nel mio La Valdelsa nel tempo, ma in seguito mi è piaciuta l’idea di riunire il maggior numero possibile di persone che hanno un posto nella storia della valle e a volte anche oltre, per un processo conoscitivo complessivo, oltre i localismi o campanilismi. Devo dire che su certi personaggi sono stati scritti libri e libri, tanto è famoso il loro nome, ma qui io ho sintetizzato al massimo per dar spazio ad altri, certamente minori, certamente meno noti, però sempre molto interessanti. Inoltre anche se certi personaggi “minori” sono conosciuti nel loro paese, dove possono anche avere l’intestazione di una via, però sono quasi del tutto ignorati negli altri Comuni.

Certamente le righe per ogni personaggio potevano essere più numerose, ma s’intenda questo lavoro soltanto una ricerca d’inventario, incompleta, ma sempre molto nutrita.

Ma chi sono i Valdelsani?
Certamente coloro che sono nati nella valle, meglio se qui hanno anche operato e sono morti, ma spesso invece molti sono andati altrove a cercar gloria, ed è pur vero che altri sono nati altrove, però hanno operato in Valdelsa. Pertanto considero Valdelsani anche coloro che sono nati altrove, ma hanno operato nella valle contribuendo alla sua storia, incidendo sulla vita economica, culturale e sociale, arricchendola di opere d’arte e così via, insomma dei Valdelsani onorari o d’adozione.
Forse ho esagerato considerando Valdelsani certi grossi personaggi dell’arte che magari hanno un solo quadro nella valle, ma questo per dimostrare che se sommiamo tutto abbiamo l’idea della verità della definizione di Art valley per la Valdelsa, come ha detto l’ex soprintendente ed ex ministro Antonio Paolucci. Si tenga conto poi che proprio per gli artisti ho dovuto fare una scelta difficile. E poi un nativo vive fino al massimo di un secolo, invece l’opera d’arte resta nella valle per molti secoli.copertinapersonaggidellavaldelsa2
Mi si permetta una piccola grande considerazione: i personaggi che ho raccolto sono moltissimi, ma le donne sono poche, perché condannate a fare le faccende di casa e i figlioli, e quelle rammentate sono eccezioni nel mondo al maschile. Se anche le donne avessero potuto studiare e praticare quello che a loro piaceva, i personaggi sarebbero stati il doppio. Inoltre bisogna ricordare che a scuola andavano solo i figli dei ricchi e benestanti e eccezioni erano i poveri che avevano qualche opportunità e solo se erano dei Giotto. Se tutti i meritevoli avessero avuto la possibilità di “fare”, uomini e donne, ricchi e poveri, i personaggi che avrei messo in questa raccolta sarebbero stati decine di migliaia! Chiuso il piccolo sfogo.

Per Valdelsa ho inteso i Comuni: Barberino Valdelsa, Casoled’Elsa, Castelfiorentino, Certaldo, Colle di Valdelsa, Gambassi Terme, Montaione, Monteriggioni, Montespertoli, Poggibonsi, Radicondoli, San Gimignano, Sovicille e Tavarnelle Val di Pesa (che un tempo faceva parte di Barberino Valdelsa.
Molti personaggi, presi singolarmente, possono non essere molto importanti, ma è “l’insieme” che ho inteso presentare per avvalorare la cultura della valle nel tempo, cioè semplicemente la sua storia nell’aspetto più espressivo. Non è che un primo tentativo, direi un contributo per una galleria di personaggi valdelsani, una carrellata per dire soltanto che la Valdelsa è ricca non solo di monumenti, ma anche di persone del passato che sarebbe bene conoscere, anche meglio di come li presento io, che qui mi limito a fare un piccolo tentativo di divulgazione della storia.
Per maggiori notizie e anche per altri personaggi valdelsani invito a leggere le varie storie d’ogni Comune vedi la bibliografia a termine del presente ed inoltre su alcune figure sono uscite monografie, ma conviene anche cercare sulla Miscellanea Storica della Valdelsa e su Internet, questo sistema moderno che sta diventando una fonte inesauribile di notizie.
L’ordine di presentazione è alfabetico, ma talvolta non è semplice stabilire qual è il cognome e quale il nome, allora consiglio di cercare nell’ordine sia l’uno, sia l’altro. Con le nascite in clinica, il paese di nascita con i contemporanei è da prendere con le molle, meglio tener conto della residenza della famiglia e della località dove uno ha operato. I personaggi sono tanti e mi sono fermato, in questa prima parte, a quelli che hanno operato fino al dopoguerra ultimo; gli altri (perché ogni tempo ha i suoi personaggi da ricordare), soggetti alla privacy, sono in un mio cassetto, lì a invecchiare!

Rino Salvestrini (rino.salvestrini@montaione.net)

Scarica Personaggi nella storia della Valdelsa A-G (pdf)
Scarica Personaggi nella storia della Valdelsa H-Z (pdf)