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di Giancarlo Carmignani

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fio, s.m.: fico. Modi di dire: “Ber fio!”, “epiteto canzonatorio comunissimo a Pisa e a Livorno” (R.Cantagalli) e da noi tale espressione significa in senso ironico, in riferimento ad una persona che lascia molto a desiderare, bell’individuo!

Un significato particolare assume il pl. nella domanda formulata con impazienza: “Ma che deo (devo) apettà’ i fii novi (fichi nuovi)?”: ma che devo aspettare ancora? Infatti ci vuole del tempo prima che a una generazione di fichi ne succeda un’altra, a una fruttificazione un’altra “mandata”: alcuni mesi o un anno a seconda del tipo di fichi. È chiaro perciò che si tratta di un’immagine iperbolica!

Esiste inoltre “fii” nel senso di “moine” (M. Catastini), come nella frase: “ ‘Un fa’ tanti fii!”: non far tante moine!

Proverbio: “A settembre l’uva è matura e il fio pende”, essendo quello il mese della maturazione sia dell’uva sia dei fichi.

“Botta botta, fio fio” (anche in pis. e livorn.): ogni colpo tirato, preda sicura; anche se molto probabilmente è un detto d’origine venatoria, acquista un significato più generale che in vernacolo si potrebbe esprimere così: “Andà’a corpo siuro”: andare a colpo sicuro, assicurandosi l’ambita preda

fiorancino, s.m.: règolo (“Regulus regulus”), più usato anche a Fucecchio di fiorancino e di stellino, che si spiega perché le “piume color arancio” (ecco l’origine del nome fiorancino)  “sembrano una stella sul capo” (C. Romanelli)

fioso, agg.: ficoso nel senso di “lamentoso” (M. Catastini), smorfioso, significando “fichi” in tosc., in senso figurato, “smorfie, daddoli” (DEI) ovvero smancerie – possiamo dedurre dal De Mauro- passando a tale significato da quello “obsoleto” di “fico” come “carezza, gesto affettuoso”, quando ciò avviene in modo esagerato. Comunque significa anche individuo che si lamenta troppo per motivi non veramente rilevanti e perciò quando diciamo: “Com’è fioso codesto individuo!”: com’è lamentoso in modo uggioso costui!

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 26 giugno 2018 

Vita economica e sociale del Comune di Montaione tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo

Abbiamo ritrovato e digitalizzato un documento prezioso quanto raro, inserito nel periodico “Miscellanea storica della Valdelsa” , numero 218 del 1977. Questo periodico, è curato dalla Società Storica della Valdelsa fin dal 1893. La “Società Storica della Valdelsa” (http://www.storicavaldelsa.it) è tra l’altro la più antica tra le società storiche toscane.

Il documento che abbiamo ritrovato era inserito nella sezione “studi e ricerche” di questa rivista. Il titolo è “Vita economica e sociale del Comune di Montaione tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo”: un’opera di circa 80 pagine scritta dalla nostra concittadina Anna Tamburini, che molti conoscono anche per il suo passato di insegnante nonché come socia della Società Storica della Valdelsa.

Il documento di Anna è una vera macchina del tempo che ci porta tra il 1300 e il 1400 per illustrarci i confini e le ville del territorio comunale, ci parla del “Castello”, della demografia, della vita economica e di quella quotidiana. L’ultimo capitolo è dedicato invece alle chiese e all’ospedale. I nostri complimenti all’autrice, tra l’altro nostra lettrice e collaboratrice, e buona lettura.

Fai click sul link qui sotto per scaricare:
Vita economica e sociale del Comune di Montaione tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo – di Anna Tamburini (pdf)

 

1° OPEN DAY delle Residenze per anziani – 15 giugno 2018 – VILLA SERENA Montaione

Comunicato stampa della Residenza per anziani VILLA SERENA – Montaione

Venerdì 15 giugno 2018 – Primo OPEN DAY nelle Residenze Sanitarie Assistenziali – VILLA SERENA di Montaione aderisce con un incontro pubblico ed una mostra fotografica

La Residenza per anziani VILLA SERENA nel Comune di Montaione, da alcuni anni fa parte del Network “ONDA”, un Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna e di genere che promuove e tutela il diritto alla salute secondo principi di equità e pari opportunità, con particolare riguardo anche alle Residenze per anziani attente al benessere e alla dignità dei propri ospiti.

ONDA, dal 2016, attribuisce  il riconoscimento dei bollini rosa argento alle Residenze per Anziani pubbliche o private accreditate e in possesso di requisiti indispensabili per garantire una gestione personalizzata, efficace e sicura degli ospiti, rappresentati per la maggioranza da donne anziane. In tutto sono 99 le RSA italiane che hanno ottenuto tale riconoscimento e solo 3 in Toscana, Villa Serena ha ottenuto 2 bollini su un massimo di 3.

I Bollini RosaArgento di Onda sono un ‘guardarsi’ dentro delle strutture socio sanitarie per far fronte, con efficacia, ai problemi degli anziani.

In ottica di ‘sharing economy’ sono un ‘TripAdvisor sociale’.

Le R.S.A. aderenti al network, in occasione della giornata mondiale sulla consapevolezza degli abusi sulle persone anziane indetta dall’OMS, potranno “aprire le porte” alla popolazione organizzando, a seconda delle singole possibilità visite guidate, iniziative, altre attività.

Villa Serena ha aderito a questo primo OPEN DAY nelle Residenze Sanitarie Assistenziali, e organizza per Venerdì 15 giugno un incontro pubblico sul tema:

“ I  DIRITTI  DI  CITTADINANZA  A  QUALUNQUE  ETA’ :

DALL’ACCESSO AI SERVIZI AGLI ABUSI SULLE PERSONE ANZIANE”

dalle ore 9.30 nella sala Teatro di Villa Serena

Partecipano:

 

Paolo Pomponi – Sindaco di Montaione e delegato del sociale dell’Unione dei Comuni

Delio Fiordispina – Direttore Residenza per anziani Villa Serena

Lucia Taddei – Comitato familiari di Villa Serena

Mario Battistini – Segreteria provinciale SPI-CGIL di Firenze

 

Ore 12.00  PRESENTAZIONE del progetto e inaugurazione della MOSTRA DELLE OPERE E DELLA GALLERIA FOTOGRAFICA

 “STORIE AD ARTE . Il Museo BeGo di Castelfiorentino per le persone con Alzheimer e chi se ne prende cura in collaborazione con l’artista Marco Borgianni”

(La mostra resterà aperta nei locali di Villa Serena fino al 1° luglio)

ore 12.30 Buffet, preparato dalla cucina di Villa Serena

ore 14.00 in occasione dell’ open day della struttura, promosso da ONDA, saranno organizzate   Visite guidate  di Villa Serena e dei nuclei Alzheimer

Non occorre prenotazione

Flessioni e riflessioni – La nostra Salerno – Reggio Calabria

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Flessioni e riflessioni – Ginnastica per la mente

 

La nuova strada regionale n. 429

 

E’ il secondo appuntamento con questa rubrica e mettiamo sul piatto un argomento  che riguarda noi tutti. O almeno tutti coloro che ogni giorno sono  pendolari per giungere sul luogo  di lavoro nel tratto della Valdelsa fiorentina.

Abbiamo preso in prestito la tanto discussa Salerno – Reggio Calabria solo perchè ha fatto storia ed è stata sinonimo e portata ad esempio di grandi opere pubbliche che per un motivo o per un altro sono rimaste per molto tempo incompiute.

Si deve precisare che la Salerno – Reggio Calabria, in realtà, di veramente incompiuto , nel senso che era inutilizzabile, ha avuto ben poco. Diciamo e ammettiamo che doveva essere migliorata perchè era nata con grossi limiti, ma era utilizzabile per tutto il suo percorso.

Difatti la Salerno – Reggio Calabria, ben 494 chilometri di percorso veramente difficile tra numerosi viadotti e gallerie, fu costruita in soli dieci anni. Partiti i lavori nel 1962, l’ultimo tratto fu inaugurato nel 1972.

Ora capite che il paragone con la nostra nuova strada regionale n.429 da Empoli a Poggibonsi di soli 38 chilometri è molto ma molto sproporzionato. I lavori di costruzione di questa ultima furono iniziati nel 2004, cioè ben 14 anni fa. Ma quel che è peggio, è che se oggi azzardiamo una data di completamento avremmo  ancora margini molto alti di sbagliarci. Questa benedetta strada è aperta solo a tratti e non è interamente utilizzabile…

Cari lettori, secondo voi, perchè questa situazione?

Vi invitiamo a scrivere il vostro commento/opinione sui motivi  per i quali la costruzione di soli 38 chilometri di una nuova strada a sole due corsie, in un tratto morfologicamente non difficile, rimane un sogno per la Valdelsa fiorentina che, invece, la meriterebbe a pieno titolo.

Scrivete il vostro commento qui sotto.

 

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finestra, s.f. in una posizione particolare quando veniva detto: “Fagli fà’ Gesù alla finestra!”: socchiudi le imposte della finestra, facendo venire in mente il gesto delle mani di Cristo in molte raffigurazioni sacre, ma si tratta di una frase che veniva usata nel passato, non più nei nostri tempi, in cui invece viene usato il termine “finestra” anche nel senso di “spiraglio”

finì’, v. tr.: finire. Indic. pres. 1^ pers. pl. (un tempo): “Finimo”: finiamo, tant’è vero che pare che un tempo una femmina sia stata chiamata, nel territorio comunale di Fucecchio e in altre parti della Toscana, “Finimola” per dire “finiamola” col fare figli, specialmente se femmine: il maschilismo è purtroppo duro a morire; figuriamoci nel passato meno recente! Sono forme toscane quelle del fut. sempl.: “firrò” ecc…: finirò, e del condiz. pres.: “firrei” ecc…: finirei ecc…, in cui si sono verificate la sincope della –i- e il raddoppiamento per assimilazione della –n- alla -r- seguente. Si pensi inoltre all’espressione “finì’in una bolla di sapone”: finire in un nulla di fatto, data l’inconsistenza, appunto, di una bolla di sapone

finòcchio (volg.) s.m.: omosessuale o peggio ancora sodomita, originariamente voce forse fiorentina, derivata dal fatto che la pianta omonima è forata dentro, suscitando così l’idea del buco secondo il Panzini (deduco dal DELI). È da notare, indipendentemente dalla parola volgare sopra registrata, che, per es., quattro rametti della stessa pianta, ma della specie selvatica, vengono messi nei fegatelli fucecchiesi, fatti utilizzando, oltre al magro, il fegato del maiale, entrambi “tuffati nell strutto”.

finocchiona, s.f.: “salume toscano di carne di maiale” aromatizzata con “semi di finocchio”, diffuso in particolare “nella zona di Firenze” (R. Cantagalli), ma anche da noi

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 19 giugno 2018 

Estate montaionese. Il programma

Torna l’Estate Montaionese! Montaione e le sue associazioni riempiono di colori vivaci la loro estate! Tanti eventi da giugno a settembre come da tradizione.. .feste paesane di tutte le associazioni, mercatini settimanali per le vie del centro, ma ancora teatro, festival musicali ed enogastronomia.

L’Estate Montaionese conferma anche per il 2018 la volontà di collaborazione tra comune e associazioni del territorio: il ricco programma di eventi deriva infatti da un’intensa e convinta collaborazione tra l’Assessorato alla Cultura e le associazioni di Montaione, che insieme costruiscono la manifestazione, confermando la capacità di inserire nuove idee e nuove location per gli spettacoli, ma allo stesso tempo portare avanti quegli eventi che negli anni sono diventanti dei veri e propri appuntamenti per tutta la comunità e per i turisti, che partecipano numerosi alle iniziative in calendario.

L’organizzazione del programma 2018, alla luce della nuova normativa in materia di sicurezza, ha richiesto un’attenta valutazione delle singole proposte evento, che sono state oltre 50, ciò ha causato un leggero ritardo nella pubblicazione del calendario, inconveniente del quale l’Amministrazione si scusa, ma come sempre il lavoro si è svolto a garanzia del corretto svolgimento di tutte le manifestazioni.

Il centro storico, con il suo centro commerciale naturale, rimane la scenografia prediletta per gli eventi del martedì, ma l’Estate Montaionese non si ferma e rinnova gli appuntamenti presso la Gerusalemme di San Vivaldo e tutte le frazioni di Montaione.

Fonte: Comunicato stampa del Comune di Montaione

estatemontaionese20181
Scarica il programma

Il sindaco Paolo Pomponi incontra i vertici Tui ad Hannover

Riportiamo il testo integrale del comunicato stampa circa l’incontro sul Progetto Castelfalfi tra il Sindaco di Montaione, Paolo Pomponi, e   il membro dell’Executive Board di TUI Hotel, Sebastian Ebel, tenutosi il primo giugno scorso ad Hannover in Germania.

Il Toscana Resort Castelfalfi – Nelle parole del sindaco Paolo Pomponi e del membro responsabile per il settore Hotel di TUI Dr. Sebastian Ebel: “Insieme abbiamo creato qualcosa di unico per la Toscana”

  • Il Castelfalfi – TUI Blue Selection registra già moltissime prenotazioni per la seconda metà dell’anno
  • Il datore di lavoro più grande e più importante della regione
  • Il Resort Castelfalfi arricchisce la Toscana

Hannover/Montaione, 4 giugno 2018. —– Venerdì scorso a Hannover il Sindaco del Comune di Montaione Paolo Pomponi, accompagnato dal Vicesindaco Luca Belcari, ha incontrato il membro dell’Executive Board di TUI Hotel Sebastian Ebel. Per entrambi, lo sviluppo del Toscana Resort Castelfalfi è su una buona strada. Il Sindaco Pomponi e Sebastian Ebel hanno dichiarato: “Negli ultimi cinque anni, lo sviluppo di Castelfalfi è su un’ottima strada. L’inizio non è stato facile, ma oggi il successo inizia a vedersi. Grazie alla stretta collaborazione tra il Comune e TUI è nato un resort unico nel suo genere per la Toscana. È stato sviluppato gradualmente e con attenzione. Oggi questa località storica è completamente restaurata. Il TUI Blue Hotel, inaugurato nel 2017, è stata ed è una pietra miliare fondamentale. Castelfalfi oggi è tornato ad essere un paese vivo, che attira in questo territorio molti turisti e visitatori da tutto il mondo.“

Hannover, DEU, 01.06.2018, der BŸrgermmeistewr von montaione (Itašien) besucht die TUI AG. [ (c) Christian Wyrwa, Diplom-Foto-Designer (FH), Burgwedeler Str. 91D , 30916 Isernhagen (bei Hannover), Germany, E-Mail: info@wyrwa-foto.de, Tel: +49-511-3945254, Fax:+49-511-1233545, Mobil: +49-171-8340094, 7 % MwSt, St.Nr.: DE 1800903836, Bankverbindung: IBAN: DE03250501800900437952; BIC: SPKHDE2HXXX:, Jegliche Verwendung ausserhalb einer journalistischen bedarf einer gesonderten Freigabe.Es gelten ausschlie§lich meine GeschŠftsbedingungen (AGB). (Diese kšnnen eingesehen werden unter: http://www.wyrwa-foto.de/Wyrwa-AGB/Wyrwa_AGB.pdf ) Dieses Lichtbildwerk ist gesetzlich geschuetzt. Nachdruck, Veroeffentlichung und Verwendung nur gegen Honorar (mindestens MFM Liste 2015), Belegexemplar und Autorennennung.: "Foto: Christian Wyrwa" , www.freelens.com/clearing/, kein Modelrelease vorhanden, no modelrelease] [#0,26,121#]

Toscana Resort Castelfalfi è nel frattempo diventato il maggiore datore di lavoro della zona. Negli hotel TUI, nell’azienda agricola e nel settore Real Estate il gruppo turistico dà direttamente lavoro a circa 200 persone, che principalmente vengono dalle aree limitrofe. Oltre ai numerosi lavoratori delle imprese appaltatrici di lavori e servizi.

Il Sindaco Pomponi ha dichiarato: “TUI ha creato alcune centinaia di nuovi posti di lavoro e assicurato il futuro di altre aziende del nostro territorio. Esistono tutti i presupposti affinché proseguiamo su questo cammino di successo. Sia come comune che come area abbiamo tratto e trarremo enorme vantaggio da questo progetto. Nell’incontro con i vertici della TUI ho manifestato la disponibilità dell’Amministrazione Comunale, a sette anni dalla sua stipula, a ridiscutere, così come peraltro già avvenuto in passato, alcuni aspetti della convenzione che regola i rapporti fra Comune e investitore, senza intaccare i principi di fondo dell’accordo. Da parte sua la TUI ha manifestato la volontà di continuare ad investire su Castelfalfi, smentendo alcune voci di segno contrario che si erano recentemente diffuse soprattutto in Germania. Così come ha riconfermato la volontà di mantenere gli impegni assunti con la sottoscrizione della convenzione.”.

Per il Sindaco Pomponi la realizzazione e l’apertura dell’hotel a cinque stelle Il Castelfalfi – TUI Blue Selection a Castelfalfi l’anno scorso costituiscono un elemento fondamentale per lo sviluppo complessivo del progetto. Il Sindaco l’anno scorso era intervenuto all’inaugurazione dell’hotel insieme al membro responsabile per il settore Hotel TUI Dr. Ebel dichiarando: “In qualità di Sindaco sono più che fiero dell’evoluzione di questo progetto, grazie al quale l’intero comune di Montaione diventa conosciuto in tutto il mondo”.

In relazione all’incontro di venerdì il Sindaco Pomponi ha voluto concludere precisando che: “L’incontro è stato molto fruttuoso. Sono sicuro che in futuro porteremo avanti il progetto insieme con lo stesso approccio sostenibile e positivo”.

Il membro dell’Executive Board di TUI Ebel ha dichiarato: “Ci riconosciamo in Castelfalfi. Il successo del nuovo hotel è un successo importante per l’intero progetto. Vogliamo continuare a sviluppare il Toscana Resort Castelfalfi passo dopo passo anche negli anni a venire e ampliare gradualmente l’offerta turistica. E come in passato, continueremo a farlo in stretto accordo con il comune”.

Fonte: Comune di Montaione – Segreteria del sindaco

Il paesaggio ritrovato. Montaione beach

Da San Vivaldo a Alberi

Si  terrà  domenica  10  giugno  il  prossimo  appuntamento  dell’edizione  2018  del  Paesaggio Ritrovato,  il  programma  di  escursioni  a  piedi  alla scoperta  del  territorio  di  Montaione  e
dintorni, promosse dal Comune di Montaione e organizzate in collaborazione con l’Ecoistituto delle Cerbaie. Come  sempre  accompagnati da una guida naturalistico-ambientale, i partecipanti
percorreranno uno degli itinerari più suggestivi del territorio valdelsano, quello che collega San Vivaldo ad Alberi seguendo la discesa dei salti (polle) vulcanici lungo il torrente Evola. Come di consueto,  l’escursione è gratuita,  ma è obbligatorio  prenotarsi per telefono  allo 0571699255 o per mail all’indirizzo dell’Ufficio informazioni turistiche (turismo@comune.montaione.fi.it) o della guida (a.bernardini@ecocerbaie.it),  a cui è possibile rivolgersi anche per avere informazioni tecniche sull’escursione.

La partenza è alle 9.00 dal parcheggio della Gerusalemme di San Vivaldo.
Il rientro previsto è alle 16.30.

 

 

Paesaggio Ritrovato 10 Giugno ITA

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figliettino! esclam., alla lettera doppio diminutivo di “figlio”, ma in sostanza monello che non sei altro!”, detto scherzosamente. A Fucecchio è stato sentito un ragazzo dire a se stesso in modo compiaciuto: “Figliettino, quanti amici che hai!”

figlio, s.m. derivato dal lat. “filiu(m)” con l’ampliamento in –l- della radice indoeuropea “dhe(i)”  (“generare” e corrispondente in sostanza al nostro fe –) da cui derivano anche “fecondo, felice, femmina, feto, fieno” (Devoto), ma un’espressione particolare usata a Fucecchio e in livornese è: “Figlio d’un sette!”: “esclamazione scherzosa” che pare significhi “figlio d’uno sberleffo” perché, pur essendo sette un agg. numerale cardinale, indica anche sfregio, quando si parla di “ferita a forma di sette” e quindi, “in senso metaforico, sberleffo” (V. Marchi); tuttavia, avendo un carattere scherzoso, da noi significa bonariamente: “Che birbante che sei!”, un po’ come “figliettino!”

figuraccia, s.f. peggiorativo di figura: figuraccia, come quando diciamo: “ ’Un mi fa fa’ una figuraccia”: non mi far scomparire, cioè non mi far fare una cattiva figura

filo, s.m. con un significato particolare nell’espreessione: “ Restà’ a filo”: rimanere con la voglia, per es., di mangiare oppure nella frase che può essere rivolta a una giovane: “ ’un finge di dargli filo!”: non fingere di “accettare la sua corte” (M. Catastini) e quindi non lo lusingare: chiaro in entrambi i casi l’uso metaforico di filo, che può dare l’dea di attrazione, come nella fase “ Gli fa filo tutto!”: l’attrae, gli interessa, gli fa piacere tutto! Un’altra frase da noi diffusa è: “ ‘Un gli dà’ filo!”: non gli dare confidenza. Un significato particolare ha la parola “filo” nel caso del proverbio contadino: “Se tocchi un filo in d’un cantone, tentenna tutto (il campo)”: se tocchi uno stelo di frumento in un angolo, ne può risentire tutto il campo, potendosi muovere anche le altre spighe di grano

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 12 giugno 2018 

Anita Cioni premiata all’Università di Siena

Al concorso di scrittura Il Giorno della Pia, quest’anno alla X edizione,  Anita Cioni, quindicenne montaionese  che frequenta il secondo anno dell’Istituto Tecnico Agrario senese Bettino Ricasoli sbaraglia concorrenti degli anni superiori e di scuole di studi classici, classificandosi prima ex equo, elaborando un argomento difficile quanto tremendamente attuale  che è l’omofobia. Difatti il  titolo del tema, quest’anno, era Educhiamoci alle differenze 

Il Giorno della Pia, concorso di scrittura promosso dall’Associazione Donna chiama Donna e il coordinamento de “Il giorno della Pia” (Pia Tolomei, n.d.r.)  aperto a tutti gli studenti e studentesse delle scuole superiori della provincia di Siena quest’anno  ha preso spunto dalla Giornata Internazionale contro l’omofobia, la bifobia e transfobia che si celebra dal 2004 ogni 17 maggio per ricordare l’impegno di chi si batte per contrastare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere nei vari aspetti, vedi anche pregiudizi , luoghi comuni e bullismo. A questo argomento Siena ha dedicato la settimana dal  10 al 18 maggio.

Anita Cioni, la partecipante più giovane del concorso edizione 2018, è stata premiata venerdì 25 maggio nell’Aula Magna dell’Università di Siena alla presenza delle maggiori autorità didattiche senesi.

Ad Anita e ai suoi genitori anche le congratulazioni della Redazione di Montaione.Net

Clicca sui collegamenti per leggere i documenti —-> Conoscenza di Anita Cioni —-> Il Giorno della Pia — documenti 1 —-> Il Giorno della Pia — documenti 2

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fiaschetta, s.f.: pendolino (“Remiz pendulinus”), nomi entrambi derivati dalla forma dell’ “elegante nido, a forma di fiasco, che, sospeso all’estremità di uno o più rami protesi sull’acqua, dondola al più lieve soffiar di vento” (C.Romanelli). Secondo il DEI, anche a Lucca sarebbe chiamato fiaschetta il pendolino, mentre con tale nome sarebbe indicato nel Casentino il codibugnolo

fiato, s.m. con un significato particolare nella frase obsoleta nel senso sotto espresso: “A lui non puzza il fiato”: è una persona coraggiosa “a prova di bomba”, cioè in modo inoppugnabile

fièro, agg.: sano; almeno fino a pochi anni fa veniva detto in tal senso anche a Fucecchio, in cui ormai pare in declino, mentre è usato senza dubbio nel senso comune del termine, così come “gagliardo”. Si pensi alla domanda che poteva essere fatta un tempo nelle nostre campagne: “siete fieri?” : state bene? siete in salute? Però, come si può vedere, non c’è molta differenza fra i due termini.

fierones. m.: almeno fino a pochissimi anni fa il giovedì del periodo della fiera di Fucecchio, istituita nel 1706, pur esistendo anche nel Medioevo in un periodo diverso, ma che da qualche anno si celebra praticamente dalla domenica che precede il giorno di Tutti i Santi alla domenica successiva. È da notare che la parola fiera deriva dal lat. parlato ipotetico “fiera”, metatesi del tardo “feria(m)” = “giorno festivo” perché di solito le fiere (molto importanti erano in particolare quelle medievali) erano tenute nei “giorni festivi” (DISC), mentre feriale, che deriva da tale termine latino, finì per significare “giorno non festivo” perché nel lat. ecclesiastico il “dies ferialis” indicava “il giorno di festa di un santo”, in un certo senso contrapposto al “dies Domini”, cioè al “giorno del Signore”: la domenica (DISC)

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 5 giugno 2018 

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ferraccio, s.m.: persona molto robusta, assumendo perciò un valore antifrastico nei confronti del suffisso spregiativo “-accio”, ma l’idea della robustezza è espressa dal primo elemento della parola, cioè “ferro”

ferraio, s.m.: febbraio, di cui è una variante toscana a differenza di “febbraro”, mentre febbraio deriva dal lat. “februariu(m)”, cioè “ mese dedicato alla purificazione” (DELI) “dei vivi” (Georges-Calonghi)

festa, s.f. Modo di dire per antifrasi: “Far la festa a qualcuno”: fregarlo, così come se si dice: “Far la foto a qualcuno”: ingannarlo. Può anche far parte di una loc. interiettiva (M. Fanfani), talora con un accento ironico, come quando diciamo: “E festa finita!”: e basta!

fiaccaggine, s.f.: fiacca, che ha preso nettamente il sopravvento sul raro lemma considerato (secondo il DEI, pistoiese) e, a maggior ragione, su “fiaccona”, detto anche nelle vicinanze di Fucecchio almeno un tempo, come a Dianella (località dove si trova la tomba di Renato Fucini, nel comune di Vinci), col senso di “fiacca” (M.P.Bini), ma non da noi

 

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 29 maggio 2018 

Istituto Gonnelli. In aula un ospite d’eccezione.

E’ proseguita in aula presso le scuole di Gambassi e di Montaione l’esperienza di lavoro nel segno del binomio tra arte e non vedenti con lo scultore Felice Tagliaferri.  
Felice Tagliaferri, scultore non vedente di fama internazionale che collabora con istituzioni prestigiose come Musei Vaticani e Guggenheim di Venezia, è stato l’ospite d’onore dell’evento conclusivo del progetto The Dark Side of The Moon, che l’Istituto Comprensivo “Gonnelli” ha dedicato al rapporto tra arte e disabilità visiva. L’obiettivo principale: abbattere le barriere e risvegliare coscienze sociali assopite, ed essendo un progetto che parte dalla Scuola si agisce tenendo presente la stella polare dell’inclusione di chi è svantaggiato. L’artista ha tenuto un laboratorio esperenziale di modellazione scultorea, articolato in due pomeriggi, presso la Scuola secondaria di Montaione, il 12-13 maggio 2018 (ore 14-17 circa). Il laboratorio è stato destinato in via prioritaria a studenti ed ex studenti, ma lo spazio è rimasto aperto per consentire ai genitori,  alla cittadinanza, alle persone convenute, di osservare il lavoro e interagire con il maestro Tagliaferri.
 Sotto la locandina un link al film documentario di Silvio Soldini sull’artista. 
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19 e 20 maggio 2018: CAVALLI IN LIBERTA’. Concorso di pittura

IHP Italian Horse Protection Onlus, per festeggiare la primavera, è lieta di comunicare che – all’interno della sua programmazione artistico-culturale dell’Estate di Montaione 2018 – apre le iscrizioni al:

1° Concorso di PITTURA ESTEMPORANEA
“CAVALLI IN LIBERTÀ”

Sabato 19 e domenica 20 Maggio 2018
Prima edizione, Montaione (FI) – anno 2018

 

Gli artisti potranno ritrarre i cavalli liberi del Centro di recupero IHP direttamente nel loro ambiente naturale e le opere saranno esposte il giorno successivo al Parco dei Mandorli per la premiazione
La giuria è composta da: Filippo Lotti, curatore d’arte – Antonio Natali, storico e critico d’arte – Carlo Romiti, pittore – Paolo Staccioli, ceramista – Sergio Staino, disegnatore satirico – Ambra Tuci – responsabile eventi e Dipartimento Educativo della Fondazione Marino Marini di Pistoia
La data ultima per iscriversi al concorso è stata prorogata al: 18 maggio 2018 

DATE E ORARI DELLA MANIFESTAZIONESABATO 19 maggio, al Centro di recupero IHP, dalle ore 8 in poi si effettueranno le timbrature delle tele (o altri supporti) e gli artisti inizieranno a realizzare le opere. L’accesso ai visitatori sarà libero.

DOMENICA 20 maggio:
– ore 10: visita guidata al Centro di recupero IHP (visita gratuita ma su prenotazione, ai recapiti indicati sotto);
– ore 11: inaugurazione esposizione delle opere al Parco dei Mandorli;
– ore 13: pranzo (necessaria la prenotazione: vedi più sotto) al Parco dei Mandorli;
– ore 16: premiazione degli artisti al Parco dei Mandorli.

PRANZO DOMENICA 20 MAGGIO – MENU:
Insalata di arance e finocchi
Vellutata di cavolfiori
Crostone con crema di fave
Lasagne al pesto di bietola
Spezzatino di soia con verdure
Torta Schiacciata fiorentina
Acqua, Vino

Offerta per il pranzo 15 euro. Per i bambini fino a 8 anni è GRATIS!
Prenotazioni fino alle ore 12 di venerdì 18 maggio.

 


LOCANDINA

 

 

Per qualsiasi richiesta o informazione rivolgersi a:
ILARIA CASTELLANI –
cell: 334 3408297 – mail: i.castellani@horseprotection.it

Inaugurazione prima postazione DAE a Montaione

Ieri (13.05.2018 n.d.r.), in occasione dell’Assemblea della Misericordia di Montaione, abbiamo inaugurato la prima postazione DAE.
L’inizio di un progetto ambizioso “defibrilla con noi”, che prevede l’installazione di ulteriori DAE in tutto il territorio comunale.DAE6.jpg
Il primo defibrillatore pubblico è stato posizionato presso l’esterno della Farmacia Priamo, in memoria del farmacista Salvatore.
Un evento importante, presenti il Sindaco Paolo Pomponi, il Governatore Nicola Luongo e tante Persone del nostro piccolo e bellissimo borgo toscano.
La realizzazione di questo progetto prevede una sinergia ed una stretta collaborazione tra la Confraternita di Misericordia, il Comune di Montaione e tutta la cittadinanza, con una costante formazione all’utilizzo dei defibrillatori ed alle manovre di rianimazione.
Corsi BLSD LAICI, della durata di 5 ore, che periodicamente organizzeremo, perché ognuna ed ognuno di noi possa contribuire a salvare la Vita ad una Persona.
Grazie a tutte e a tutti per la partecipazione.

Fonte: Misericordia di Montaione

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fatticcione, s.m.: “fattucchiero” (M. Catastini) nel senso di imbroglione

Febo, s.m.: sole (dall’altro nome che aveva Apollo, considerato divinità solare degli antichi Romani), ma ora, se viene usato questo termine, viene detto piuttosto scherzosamente

fedèle, agg. per lo più: fedéle, derivando dal lat. “fidele(m)”, a sua volta da “fides” = “fede” (DISC). La pronuncia aperta dell’accento (che deve essere considerato invece acuto sulla seconda -e- e perciò comporta una pronunzia chiusa della stessa) è una “caratteristica particolarmente  accentuata nel livornese” (in contrasto col suo tipico intercalare “déh!”) “a differenza del fiorentino  e dell’italiano in genere, in cui la e suona é” (L. Bezzini): suono non aperto quindi. Ciò non vale ovviamente per terza pers. del pres. indicat. del v. “essere”, in cui l’accento è obbligatorio per  distinguere è dalla cong. e, derivanti la prima dal lat. “est” e la seconda dalla cong. lat. “et”: perciò la e- è pronunziata aperta nel primo caso e chiusa nel secondo

femminella, s.f. attestato nel ‘700 in agricoltura per indicare il “falso getto della vite potata” (DEI) e più recentemente in vernacolo per indicare il “buco nel fusto di una pianta” (M. Catastini), ma il termine è in disuso

fermà’, v.tr. fermare e fermassi, v. rifl.: fermarsi. Si pensi all’espressione “fermassi lo stomao”: fermarsi lo stomaco (M. Catastini): attenuare la fame mangiando qualcosa o, alla fucecchiese, “quarcosina”   

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 22 maggio 2018 

Cinema. Doppio amore

Questa settimana vi proponiamo  Ozon, regista eclettico e prolifico, gran citazionista, si ispira a un romanzo di Joyce Carol Oates, e al cinema di Polanski e Chabrol. Una donna diventa amante di due gemelli entrambi psicanalisti, uno buono e uno cattivo. Ma dietro c’è un segreto, anzi una serie di segreti. Il regista maneggia fino a un certo punto la suspense e l’erotismo (sensualissima e cangiante Marine Vacth). Vi aspettiamo

BUONE VISIONI

L’Angelo Azzurro

22 BOLLETTINO 10 maggio 2018--1-

 

Laboratorio di scultura

Felice Tagliaferri, scultore non vedente di fama internazionale che collabora con istituzioni prestigiose come Musei Vaticani e Guggenheim di Venezia, sarà l’ospite d’onore dell’evento conclusivo del progetto The Dark Side of The Moon, che l’Istituto Comprensivo “Gonnelli” ha dedicato al rapporto tra arte e disabilità visiva.L’artista terrà un laboratorio esperenziale di modellazione scultorea, articolato in due pomeriggi, presso la Scuola secondaria di Montaione, il 12-13 maggio 2018 (ore 14-17 circa)

L’obiettivo principale: abbattere le barriere e risvegliare coscienze sociali assopite, ed essendo un progetto che parte dalla Scuola si agisce tenendo presente la stella polare dell’inclusione di chi è svantaggiato.. Il laboratorio sarà destinato in via prioritaria a studenti ed ex studenti, ma lo spazio rimarrà aperto per consentire ai genitori,  alla cittadinanza, alle persone convenute, di osservare il lavoro e interagire con il maestro Tagliaferri.

Fonte: Comune di Montaione

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farabola, s.f.: parabola, ma il termine, nato probabilmente dall’incontro di “fàvola” con “paràbola”, come possiamo dedurre dal DEI, non risulta più usato, mentre non escludo che lo sia ancora in alcune parti della Toscana “farabolone” nel senso di “chiacchierone”, segnalato dallo stesso Dizionario Etimologico. Teniamo presente che chiacchiera è un termine collegato con parola (infatti a “chiacchiere”  vuol dire “a parole”) e parola deriva dal lat. parlato ipotetico “paraula” dal lat. tardo ecclesiastico “parabola(m)”  “esempio”, quindi “parola”, dal gr. “ parabolé” = “paragone”: si pensi infatti alla “parabole evangeliche” (DISC). Da “forma di discorso preferita da Gesù, parabola venne presa a significare la sua stessa predicazione, cioè la sua parola”; “fu quindi la parola per eccellenza: infine, per estensione, la parola di tutti” (F. Fochi)

farra, agg. f. essendo collegato con “gamba”: malata, secondo P.Fanfani usato specialmente a Colle Val d’Elsa nell’Ottocento, ma a Fucecchio è stato sentito, questo termine, da qualcuno anche in tempi recenti

farso, agg.: falso, ma, se vien detto “gamba farsa”, significa “claudicante” (M. Catastini)

fasciassi, v. rifl.: fasciarsi; si pensi al proverbio “ ‘Un bisogna fasciassi la testa prima che sia rotta”: non bisogna preoccuparsi per qualcosa “di negativo che non è ancora accaduto” (DISC) e che potrebbe non accadere neppure in seguito

fascione, s.m. tosc.e in particolare da noi: copertone della bicicletta, da “fascia” + “-one” (DISC). Viene inoltre chiamato così un fascista dall’idea incallita per la derivazione da “fascio”, donde “fascismo”, ma questo termine non sembra che derivi dai “fasci di combattimento, fondati da Mussolini nel 1919” e neppure dal “fascio littorio, che fu poi simbolo del partito”, bensì dai “fasci d’azione rivoluzionaria” sorti nel dicembre 1914 a Milano con fini interventistici (DELI) verso quella che sarebbe stata la prima guerra mondiale

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 15 maggio 2018 

Ampliati i locali della casa della salute a montaione

L’Azienda USL TOSCANA CENTRO ha ampliato i locali della Casa della Salute di Montaione, dopo alcuni mesi di lavori.

La Casa della Salute di Montaione, in base alla programmazione territoriale, è stata inaugurata nel 2006 al piano terra del blocco “A” di Villa Serena e da allora ha svolto un’intensa attività al servizio dei cittadini di Montaione e del suo territorio.

In questo presidio sanitario di primo livello si trovano gli ambulatori di tutti i medici di famiglia di Montaione, del pediatra di base, quelli del servizio infermieristico territoriale, degli specialisti e l’ufficio amministrativo, per le pratiche inerenti. A seguito dell’ampliamento nella struttura saranno presenti anche alcuni specialisti: ortopedico, cardiologo, oculista, ostetrica ed è presente l’assistente sociale territoriale ed il servizio di continuità assistenziale diurno. Ogni settimana vengono eseguiti i prelievi di sangue.

La nuova Casa della Salute di Montaione, che è stata ristrutturata in modo appropriato e funzionale si compone così di 8 ambulatori, con attrezzature sanitarie adeguate, 2 salette d’aspetto e l’ufficio amministrativo. Per l’accesso non ci sono barriere architettoniche ed è servita da parcheggi adeguati. Si potenzia così un importante presidio sanitario territoriale nell’ottica di un decentramento sul territorio per la Salute.

Villa Serena si conferma così con la Casa della Salute, la residenza per anziani e tante altre attività, un importante polo socio-sanitario a disposizione dei cittadini di Montaione e di tutta la zona socio-sanitaria.

Giovedì alle ore 15,30 verranno inaugurati i nuovi locali alla presenza del Sindaco di Montaione Paolo Pomponi e del Direttore del dipartimento rete sanitaria territoriale dell’Azienda USL Toscana Centro Nedo Mennuti; seguirà un rinfresco. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Cinema. L’amore secondo Isabelle

Godetevi un’elegante e fredda Isabelle

Isabelle (Juliette Binoche), borghese, parigina, è un’artista di mezza età, divorziata e affascinante, che prova molti amanti ma non trova la felicità. Un po’ perché questi partner, sposati o meno, sono tutti variamente meschini; un po’ perché lei è inquieta, si interroga e li interroga, implacabile con sé e con gli altri. Claire Denis, regista raffinata e discontinua (Beau Travail, Chocolat con Giulia Boschi), segue gli incontri a due e le lunghe conversazioni ovattate con piani-sequenza, morbidi movimenti di macchina e musiche in sottofondo. L’idea è di creare una uniformità continuamente increspata dalla protagonista; questo girare in tondo si scioglie nel finale, che è una trovata originale. Come tutto il film: che, elegantemente cucito addosso a Binoche, ne scruta i dettagli del corpo, il passo, i gesti; ma anche la sensualità della regia sembra un’operazione intellettuale. Vi aspettiamo

BUONE VISIONI

L’Angelo Azzurro    

l'amore secondo isabelle

 

 

Un montaionese alla Corrida di Carlo Conti

E’ di nuovo Manuele Marrucci, alias Lo Storno,  a esibirsi nella veste di dilettante allo sbaraglio alla nota trasmissione televisiva dopo la precedente esibizione del 2005 quando a presentarlo fu Gerry Scotti.

Purtroppo anche stavolta il nostro divertente Manuele non è riuscito a superare l’esame del tremendo pubblico ma, sicuro è, che pure stavolta ha vinto per simpatia.

Maggio al cinema

Tentiamo ancora una programmazione per il mese di maggio con il tentativo di variare i giorni di attività lasciando la   domenica pomeriggio e sera alle 18 e 21,30, poi il   martedi  e il mercoledi alle 21,30.  Vogliamo proporvi alcuni film appena usciti di particolare rilievo.    “L’amore secondo Isabelle”, di Claude Denis con una magnetica Juliette Binoche premiato a Cannes e Torino film festival. Sugue il bellissimo film di Francoise Ozon ” Doppio amore”  con Marine Vacth e Jéreèmie Renier.  BUONE VISIONI

L’Angelo Azzurro

5 maggio 2018 2 colonne-page-001

Comunicato IHP, 30 aprile 2018

Quintana di Foligno, l’inchiesta della magistratura evidenzia le colpevoli imprudenze dei Ministeri competenti riguardo l’utilizzo dei cavalli purosangue, che intanto vengono vietati a Narni

IHP lo aveva denunciato più di un anno fa: la decisione del Ministero della Salute di inserire una deroga all’Ordinanza che regolamenta i palii e le corse storiche, consentendo l’uso dei velocissimi e fragili cavalli di razza purosangue inglese, era da considerarsi imprudente e dettata solo dagli interessi di chi lucra su questi spettacoli.

Non tardarono ad arrivare i primi incidenti, e uno di questi causò la morte del cavallo Wind Of Passiona Foligno, durante la Quintana del giugno dello scorso anno.

Qualche giorno fa sono emerse le prime notizie sull’inchiesta aperta dalla Procura di Spoletoe in particolare le oltre 1200 pagine consegnate dai due periti Giovanni Capecci e Marco Montana.
Il quadro che emerge conferma in pieno quello che per mesi avevamo cercato di far presente al Ministero della Salute, ben prima della morte del cavallo: secondo i periti il raggio di curvatura della pista sarebbe troppo stretto e non idoneo, anzi pericoloso per i purosangue. Non solo: Montana parla di presunti maltrattamenti “per la somministrazione di lidocaina per mascherare i segni clinici che potevano portare a fermare il cavallo prima dell’incidente. Una somministrazione di anestetico locale per mascherare la sintomatologia di una lesione già presente prima della manifestazione o per evitare il presentarsi della stessa sintomatologia durante la manifestazione”. “E’ da considerarsi imprudente- ha scritto nella sua perizia, invece, Capecci – da parte degli organi preposti al controllo aver autorizzato l’utilizzo di cavalli purosangue, in un circuito di gara con caratteristiche (raggi di curvatura e fondo) non paragonabili a un ippodromo nonostante la velocità di gara sia equivalente”.
Capecci aveva effettuato diversi sopralluoghi al Campo de li Giochi disposti dal Pubblico Ministero di Spoleto, Patrizia Mattei. L’ingegnere aveva effettuato una serie di misurazioni della pista di gara.

Ricordiamo quanto avvenuto nei mesi precedenti alla morte di Wind of Passion: appena saputo della imminente concessione della deroga, IHP aveva cercato di far tornare sui suoi passi il Ministero della Salute, attraverso varie lettere e un incontro con il Direttore Generale della Sanità Animale Borrello.
Infatti, dopo anni di divieto dell’uso dei PSI, considerati cavalli troppo veloci e troppo fragili per correre in circuiti stretti come quelli in cui si svolgono palii, giostre e quintane, improvvisamente il Ministero della Salute e il Ministero delle Politiche Agricole, cedendo alle pressioni di molti organizzatori, si erano inventati un’arbitraria interpretazione dell’art.2 dell’Ordinanza, in base alla quale i PSI devono essere esclusi solo quando si tratti di gare di velocità, intendendo per “velocità” solo le corse dove c’è una competizione diretta tra cavalli a chi arriva primo (come nel palio di Siena). Quindi giostre e quintane, dove il fattore tempo è uno dei più importanti per la vittoria finale, non si considerano gare di velocità solo perché i cavalli scendono in pista uno alla volta! Un’assurdità talmente evidente da non dover richiedere neanche troppi commenti. Eppure siamo rimasti inascoltati: le nostre lettere e le nostre richieste di ulteriori incontri sono cadute nel vuoto, mentre contemporaneamente l’architetto Walter Baldini, consulente del Mipaaf per il rispetto delle norme tecniche dei tracciati che ospitano manifestazioni storico-folkloristiche, annunciava con soddisfazione la tanto sospirata deroga del Ministero della Salute all’uso dei PSI.

Per questi motivi, all’indomani della morte di Wind of Passion IHP aveva presentato insieme a ENPA un esposto alla magistraturaper chiedere di far luce sull’applicazione di una deroga a nostro parere illegittima e per individuare eventuali responsabilità.

Nell’esposto veniva chiesto anche il sequestro del corpo del cavallo e dei video relativi all’incidente. Infatti nei comunicati ufficiali è stato dichiarato che il cavallo in pista aveva subìto una lesione all’apparato di sospensione del nodello degli arti anteriori e che è poi morto il mattino seguente in seguito ad arresto cardiaco.
Secondo alcune testimonianze pervenute all’associazione, invece, il cavallo avrebbe subito una frattura scomposta dell’anteriore destroalla penultima curva. Per questo motivo i soccorritori si sarebbero premurati di oscurare la vista con un telo, circondando l’animale. Sempre secondo le testimonianze, sarebbero occorsi oltre 20 minuti per caricarlo sull’ambulanza perché non ci sarebbe stata un’imbracatura idonea per queste circostanze.

L’indagine della Procura di Spoleto sta già dando i primi scossoni all’ambiente: è notizia di venerdì scorso che a NARNI l’Asl e i tecnici del Mipaaf hanno negato l’uso dei PSI per la corsa del prossimo 13 maggio, mettendo in subbuglio gli organizzatori

Ufficio stampa IHP: 0571 677082 – 328 6229264

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ferraccio, s.m.: persona molto robusta, assumendo perciò un valore antifrastico nei confronti del suffisso spregiativo “-accio”, ma l’idea della robustezza è espressa dal primo elemento della parola, cioè “ferro”

ferraio, s.m.: febbraio, di cui è una variante toscana a differenza di “febbraro”, mentre febbraio deriva dal lat. “februariu(m)”, cioè “ mese dedicato alla purificazione” (DELI) “dei vivi” (Georges-Calonghi)

festa, s.f. Modo di dire per antifrasi: “Far la festa a qualcuno”: fregarlo, così come se si dice: “Far la foto a qualcuno”: ingannarlo. Può anche far parte di una loc. interiettiva (M. Fanfani), talora con un accento ironico, come quando diciamo: “E festa finita!”: e basta!

fiaccaggine, s.f.: fiacca, che ha preso nettamente il sopravvento sul raro lemma considerato (secondo il DEI, pistoiese) e, a maggior ragione, su “fiaccona”, detto anche nelle vicinanze di Fucecchio almeno un tempo, come a Dianella (località dove si trova la tomba di Renato Fucini, nel comune di Vinci), col senso di “fiacca” (M.P.Bini), ma non da noi

 

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 29 maggio 2018 

Da oggi le iscrizioni alle attività estive per ragazzi

E’ da oggi 2 maggio fino al 12 maggio che all’ufficio protocollo del Municipio si possono presentare le domande d’ iscrizione alle attività estive per ragazzi. Quest’anno si riassumono principalmente in

-campo solare

-corso di nuoto

-altre attività patrocinate dal comune di Montaione

Per i dettagli clicca sul seguente  ——> PROGRAMMA ESTATE 2018

per i regolamenti vedi attività estive per ragazzi 2018 e per procedere all’iscrizione stampa ————–> Moduli d’iscrizione alle attività estive per ragazzi

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faìlla, s.f.: favilla, con dileguo della – v -, ma anche questo nome non sembra più alterato neppure in tal modo oggi come invece quello lo era nella pronuncia fucecchiese registrata da M. Catastini

falòppa, s.f.: ciò che resta del granturco tagliato; deriva dal “lat. tardo (X sec.)” “faluppa” = “filo di paglia” secondo il DEI. In senso traslato indica (o indicava fino a poco tempo fa) una cosa di scarsa consistenza

fame, s.f.: “Aver fame” viene detto anche in riferimento a chi è avido di fare attività sessuale, mentre specialmente a Firenze viene detto scherzosamente: “Ma che t’ha’ fame?” a chi fa discorsi sciocchi, che non hanno né capo né coda

Fanana, s.m.: espressione scherzosa, di saluto o sorpresa rivolta a un amico, con una frase del tipo: “Bah, c’è Fanana!”: guarda chi si vede!, ma si tratta di una voce non certo diffusa a livello popolare, bensì, caso mai, del gergo studentesco di qualche tempo fa e in un ambito molto ristretto

fantasime, s.f.pl. tosc.: fantasmi, con epentesi di – i -: De Mauro, secondo il quale è raro il maschile “fantasima”, ma – a mio parere – lo era anche il sig. f. da noi, per quanto ormai sia in disuso anche il lemma considerato

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 8 maggio 2018 

Manovre di rianimazione e utilizzo del defribrillatore semiautomatico. Il corso

Sabato 5 maggio, presso la sede della Misericordia di Montaione in via Roma 17, un importante corso di 5 ore, dalle ore 14, per imparare le manovre di rianimazione, utili ed indispensabili nella vita di tutti i giorni e saper utilizzare il defibrillatore semiautomatico che sarà posizionato all’esterno della Farmacia Priamo ed inaugurato domenica 13 maggio dalle ore 18, in occasione dell’assemblea della Misericordia di Montaione

Scarica la locandina   —-> BLSD Rianimazione con uso defibrillatore

Caffè Pedagogico

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BIBLIOTECA COMUNALE “A BISCONDOLA” DI MONTAIONE
Sabato 5 Maggio,  ore 10,30

Caffè Pedagogico
Quello che le parole non dicono. Come capire e farsi capire dai figli
Conversazione con Paola Leoncini, psicologa, psicoterapeuta.

 

Viaggio nel mondo della comunicazione verbale e non verbale e della neurolinguistica, per capire meglio come parlare/capire/farsi capire dai propri figli.

L’incontro con l’esperta aiuterà i genitori a osservare quali aspetti della comunicazione tra genitori e figli possono essere più efficaci di altri

per parlare e affrontare con i bambini i problemi della vita quotidiana e migliorare la relazione e l’intesa familiare.

 

Fonte: Biblioteca comunale di Montiaione

 

 

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estrastrònghe, agg.: “straordinario, coi fiocchi” (Malagoli). È un trattamento alla pisana e alla livornese con l’epitesi dell’ingl. “extra – strong”, agg. quest’ultimo che significa “forte”, ma quello da me registrato è in disuso già da qualche anno dopo il secondo dopoguerra, in cui l’influenza americana si era fatta sentire certo poco

fà’, v.tr.:  fare e in forma riflessiva “fassi” : farsi. Pass. rem., 3^ pers.pl.: “Feceno”: fecero, ma tale voce sembra scomparsa anche dal contado da cui probabilmente proveniva. Significa “costare” in una frase come: “Quanto lo fanno il vino?”: quanto lo fanno costare il vino?

Si noti anche la frase: “Ma che ci vieni a fà’?”: ma perché ci vieni?, come pure l’altra: “L’ho a fà’?”: lo devo fare?

Modi di dire: “Farsi una croce”: affliggersi.

“Fagli der (del) bene agli asini: Gesù se n’ha per male”, usato quando alcune persone non sono riconoscenti se viene fatto loro del bene, comportandosi così come degli asini: animali che non mostrerebbero appunto riconoscenza dato il loro aspetto almeno apparentemente indifferente al bene eventualmente fatto loro.

“O che l’alzi a fà’ la voce?”: ma perché alzi la voce?

“Ne fa di bigie e di turchine!”: ne combina di tutti i colori (in riferimento alle marachelle o peggio).

Modo di dire molto diffuso in Toscana (C. Lapucci): “Tutto fa”: tutto può servire.

Altro modo di dire molto diffuso da noi: “Ma che fai per ride’?”: ma lo dici per ridere?, mentre è più diffuso in livornese che nel nostro vernacolo: “Ma che fai la burletta?”: ma che scherzi? (V.Marchi). Inoltre dalle nostre parti si può sentire talora una frase tipo questa: “non s’è fatta conosce’?”: non si è fatta conoscere, cioè non si è rivelata per quello che è.

Inoltre: “Che l’ha a fà’?”: lo devo fare? e “Fa le viste!”: certo!

Altro modo di dire: “Con me non fa ova (uova)!”:  con me non riesce nell’intento, non ha successo, non combina niente di buono.

Inoltre a Fucecchio si può sentir dire: “Ha fatto bodda”: ha fatto “vacanza” (M. Catastini) e viene detto, per esempio: “Mi garba falla (farla) tonda”: mi piace fare al ritorno una strada differente rispetto a quella dell’andata

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 1 maggio 2018 

Cinema. Quello che non so di lei

Con l’ultimo film di Roman Polanski, un’opera affascinante sul filo del rasoio del rapporto tra finzione e realtà, ci avviamo verso la conclusione della stagione. Stiamo valutando l’opportunità di continuare per tutto il mese di maggio o interrompere prima. Sono gradite proposte e suggerimenti sui giorni e gli orari. Stiamo contribuendo alla costruzione di un nuovo spazio per la cultura per incontri, mostre, serate di poesia, musica e arte, tentando di costruire opportunità di confronto, discussione. Uno dei primi appuntamenti sarà sul il 1968 e il cinema.

Vogliamo inoltre segnalare l’omaggio che il nostro Circolo dedica a VITTORIO TAVIANI con la proiezione del film “LA NOTTE DI SAN LORENZO” per il 25 aprile alle ore 21,15 in occasione del 53° anniversario della liberazione.

BUONE VISIONI

L’Angelo Azzurro

QUELLO CHE NON SO DI LEI (1)

Un volo al confine. Corazzano

D’accordo, non siamo nel territorio di Montaione ma oltre confine. In realtà però Corazzano, Comune di San Miniato e quindi provincia di Pisa, si trova geograficamente attaccato al comune di Montaione. Da molte generazioni gli abitanti di Corazzano e Montaione si conoscono tra loro, per non parlare dell’accento parlato nella valle che non è propriamente pisano ma risente molto del fiorentino montaionese. Del resto, da Corazzano si vede solo e soltanto Montaione e da Montaione si vede Corazzano. Gli abitanti di Barbialla e Collegalli sono poi sempre state in “simbiosi” con Corazzano, sebbene anagraficamente montaionesi.
Visti gli spazi della valle che lo consentono, abbiamo realizzato un video tramite un drone, che mostra tra le altre cose i corsi dei fiumi Orlo e Evola (che a Corazzano si chiama Egola ma che alcuni anziani del posto ancora lo chiamano correttamente Evola, come del resto si dovrebbe chiamare). Abbiamo pensato di mettere a disposizione il video su questo sito, dato che comunque riprende anche una parte del territorio di Montaione. Buona visione!

Il lato nascosto del Paradiso terrestre

Dopo un percorso di due anni i ragazzi del Gonnelli hanno vista riconosciuta la dedizione e l’impegno nel lavoro cui sono stati accompagnati e coadiuvati dal professor Marco Catone. La cerimonia di consegna dei lavori è avvenuta sabato mattina all’interno dello stupendo cortile del Museo del Bargello. Presenti, tra gli altri, per Montaione, il sindaco Paolo Pomponi e l’assessora all’istruzione e cultura Cristina Martini . (n.d.r.)

Un libro tattile amplia l’esperienza di visita al Museo del Bargello

Sabato 14 aprile alle 10.00 presso il Museo Nazionale del Bargello è stata presentata al pubblico una copia tattile del rilievo in avorio raffigurante  Adamo nel Paradiso terrestre , realizzata dagli studenti dell’Istituto Giovanni Gonnelli di Gambassi Terme e Montaione guidati dal professor Marco Catone.

Opera originale nella Sala degli avori

La copia si compone di un cofanetto contenente una tavola fac-simile dell’intero originale, studiata appositamente per la fruizione tattile, e di un libro in cui sono selezionati e riprodotti a rilievo, in dimensione ingrandita, gli animali che ne compongono l’insieme.

E’ stata donata al Museo e, abbinata all’originale e conservato in una teca nella Sala degli avori, ne costituirà un ideale estensione tattile nel percorso di fruizione.

Il manufatto originale da cui è nata l’idea è una preziosa tavoletta d’avorio, realizzata nel V secolo, su cui e’ raffigurato, con fine rilievo, Adamo nell’atto di dare un nome agli animali nel giardino dell’Eden. Un capolavoro che testimonia il passaggio tra il mondo antico e l’Alto Medioevo combinando il naturalismo del nudo di Adamo, memore della tradizione dell’arte classica, con effetto fiabesco dello stuolo di animali che lo contornano.

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Conservata nel Museo del Bargello dal 1889, a seguito della donazione del collezionista lionese Louis Carrand, la tavola eburnea ha sempre stupito e attratto, fisicamente oltre che visivamente, gli ospiti del Museo sia  per i suoi elementi di rarità e pregio, sia per la grande finezza d’esecuzione.

Per tali motivi l’ Adamo nel Paradiso terrestre è stata selezionata come opera da inserire nel progetto The dark side of the moon, un lavoro interdisciplinare sulla disabilità visiva, e accuratamente ricostruita dagli studenti dell’Istituto Giovanni Gonnelli in forma di libro tattile.

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Il progetto è stato realizzato in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti (UICI), i cui membri ne hanno testato l’efficacia. “Siamo orgogliosi di aver collaborato con gli studenti per la realizzazione di questa preziosa opera tattile – dice il presidente  provinciale dell’UICI di Firenze, Niccolò Zeppi – I ragazzi hanno svolto un lavoro minuzioso e dettagliato. E col loro impegno sono riusciti a rendere fruibile anche a chi non vede questa preziosa tavoletta d’avorio. L’auspicio è  che questo piccolo grande miracolo possa ripetersi, in modo che anche i non vedenti possano apprezzare un numero sempre più elevato di opere d’arte”.  

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Fondamentale, infine, l’apporto e il contributo della Stamperia Braille della Regione Toscana che ne  ha curato la realizzazione editoriale.

Per la dottoressa Paola D’Agostino, direttore dei Musei del Bargello, “La donazione della copia tattile rappresenta un duplice arricchimento al percorso di visita al Museo: un momento di integrazione nel percorso espositivo imprescindibile per le persone con disabilità visiva e un accrescimento dell’esperienza sensoriale per qualsiasi visitatore voglia fruire nel modo più completo dell’opera integrandone la percezione visiva con quella tattile. Sono particolarmente grata al professor Catone che ha seguito con dedizione questo progetto facendo appassionare gli studenti alla  produzione artistica in avorio, spesso, erroneamente confinata all’apprezzamento degli esperti e degli studiosi e non sufficientemente divulgata agli studenti e al grande pubblico”.

All’evento sono stati presenti Paola D’Agostino, direttore dei Musei del Bargello, Antonio Qdavuatraro, presidente regionale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, Marco Catone, docente dell’Istituto Gonnelli oltre che promotore e coordinatore della copia tattile, accompagnato dai rappresentanti degli enti e istituzioni che hanno sostenuto e promosso l’iniziativa.

 

Fonte: musei del bargello firma diogitale

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di Giancarlo Carmignani

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esempio, s.m. a cui, almeno fino a poco tempo fa veniva premesso talvolta nel parlare e questo anche nell’Alta Maremma (M.P. Bini) “pre-” al posto della prep. sempl. “per”, per cui veniva  fuori “presepio” al posto di “per esempio”

èsse, s.m. in quanto nome della lettera S, di cui è l’iniziale come enne lo è della lettera N, per cui si spiega l’espressione “o esse o enne”, rispettivamente iniziali degli avverbi sì e no (con l’ “imitazione del suono” a cui corrispondono entrambe le lettere): espressione usata anche da noi per esprimere l’impazienza di chi spetta nei confronti di “chi non sa decidersi” (R. Cantagalli), restando nell’incertezza, definite da G. Mazzini “morte continua”

èsse’, v. intr.: essere. Indicativo presente, 3^ pers. sing. (almeno o specialmente una volta nel contado): “Che ène?” : cos’è?  e “gliè”: è; 1^ pl.: “Sèmo”: siamo e 3^ pl.: “Ènno”: sono; imperf. 1^ pers. pl.: “Èramo” (si pensi al lat. “eramus”): eravamo. Congiuntivo imperf., 1^ e 2^ pers. sing.: “Fussi”: fossi; 3^ sing.: “Fusse” (per analogia con “fu”, secondo D’Achille) e pl. “Fussero”: fossero. Imperativo, 2^ pers. sing. “èssi”: sii. Ancora all’indic. pres, 3^ per. pl., può capitare di sentir dire “Gliènno”: sono, ma si tratta di un “fatto morfologico diffuso”, pare, “in tutta la Toscana non colta”. “Siei” al posto di “sei” alla 2^ pers. del pres. indic. è molto più facile sentirlo dire nel contado pisano (B. Gianetti) che in quello di Fucecchio, centro dove è invece ancora presente l’espressione “Esse’ in tiro”: avere voglia di qualcosa, oltre alla domanda a una persona troppo  boriosa: “Ma chi ti par d’esse?”: ma chi credi di essere? “È guasi le nove!”: son quasi le nove (Malagoli). “Esse’ terra terra”: essere in condizioni molto precarie sia sul piano economico sia su quello intellettuale

essì, parte del discorso (presente anche in pis.) costituita dall’unione della cong. “e” con l’avv. “sì”: e bensì, come nella frase: “Essì glielo dissi!”: eppure glielo dissi! (B. Gianetti)

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 24 aprile 2018