Apertura ufficio turistico ela Gerusalemme di San Vivaldo

L’Amministrazione Comunale di Montaione, dopo questo difficile periodo di emergenza ha deciso di aprire al pubblico l’Ufficio Turistico e il complesso monumentale “La Gerusalemme di San Vivaldo”.
Sarà una riapertura parziale, indispensabile per garantire la sicurezza di tutti.
L’Ufficio Turistico situato in Via Chiti 17-19, sarà aperto a partire dal giorno mercoledì 3 giugno con il seguente orario:
dal Martedì al Sabato dalle ore 10.00 alle ore 13.00.
Per info: turismo@comune.montaione.fi.it – tel. 0571/699255.
Al complesso monumentale “La Gerusalemme di San Vivaldo”, dal giorno giovedì 4 giugno si
effettueranno visite guidate, alle Cappelle nei giorni di GIOVEDI’- VENERDI’ – SABATO –
DOMENICA dalle ore 15.00 alle ore 19.00, per piccoli gruppi, massimo 5 persone, su prenotazione.
Orario previsto per le visite 15.00 – 16.00 – 17.00 – 18.00. La visita sarà gratuita.
Per le prenotazioni inviare una e-mail all’indirizzo turismo@comune.montaione.fi.it, o
cultura@comune.montaione.fi.it, o telefonare ai seguenti numeri: 0571/699255 – 0571/699267.
Per accedere ai suddetti servizi è obbligatorio l’uso della mascherina e il distanziamento interpersonale di m.1,8.     Può entrare una sola persona alla volta.
Il Museo Civico al momento rimane chiuso fino a data da destinarsi.

E’ on line VdC Archivi

Continua la pubblicazione della digitalizzazione degli archivi di Vita di Comunità  che settimana dopo settimana ci porterà a completare questo paziente lavoro e, quindi, la completa disponibilità per il pubblico montaionese di oltre venti anni, ad oggi, di percorso parrocchiale.

La pubblicazione proseguirà nel giorno di mercoledì di ogni settimana

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Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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meżżerìa, s.f.tosc.: “mezzadrìa”, ma l’ho sentito usare a Fucecchio col significato di società “immobiliare” a metà

mezzetta, s.f.: nel passato “unità di capacità per liquidi”, fra l’altro; voce pressoché scomparsa derivata da “mezzo” col f. di “etto” perché “pressapoco equivalente a mezzo boccale” (DISC)

mezzina, s.f.: brocca di rame usata nelle “cucine coloniche toscane”, un tempo di “terra”, già attestata a Firenze nel 1253: DEI, da cui si può dedurre che deriva probabilmente da mezzo (di trasporto) in particolare dal pozzo. Infatti questo si poteva trovare anche a una certa distanza dalla casa: non era certo agevole la vita contadina di una volta! Per quanto ben più raramente, pare che a Fucecchio questo termine indicasse anche un “mattone più sottile della mezzana”, cioè la pianella (A. Lotti)

meżżino, s.m.: mezzo bicchiere di vino (o un po’ di più), come nella frase “Dammi un mezzino!”: dammi un mezzo bicchiere di vino (o un po’ di più). Così a Fucecchio, mentre più in generale in Toscana, secondo il De Mauro, il mezzino corrisponderebbe a “mezzo boccale circa” di liquido

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  https://www.montaione.net/il-toscanario/

Tutti gli articoli on line,  https://www.montaione.net/category/toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 9 giugno 2020

 

E’ on line VdC Archivi

Continua la pubblicazione della digitalizzazione degli archivi di Vita di Comunità  che settimana dopo settimana ci porterà a completare questo paziente lavoro e, quindi, la completa disponibilità per il pubblico montaionese di oltre venti anni, ad oggi, di percorso parrocchiale.

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Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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méstolo, s.m.: “grossa mestola per cucina a forma di semicerchio” come nel Pisano, si desume da C. Giani

 

metìdio, s.m.: “cervello, giudizio”; voce pis., ma viva più in generale nel toscano almeno un tempo e nella var. “mitìdio”, attestata sin dal ‘300 e derivata dal gr. “metis, metìdos” = “senno”, tramite l’ipotetico dimin. “metìdion” forse mediante “una tradizione dotta medioevale” (DEI)

 

mètte’, v.tr.: méttere. Indic. pres., 3^ pers. pl. “Mèttano”: méttono. Pass. rem., 1^ pers. sing. “méssi”: misi, così come alla terza pers. sing. “messe” : mise e alla 3^ pers. pl. “messero” : misero, ma tutte queste voci più che altro nel contado e in decadenza, a differenza della pronuncia aperta della prima –e–, errata per la provenienza della parola dal v. lat.  “mittere”, passato dal significato di “mandare” a quello di “mettere”, come dimostrano le parole del Vangelo di Luca, V,37 secondo la “Volgata” : “et nemo mittit vinum novum in utres veteres” riferite dal DELI: “E nessuno mette  vino nuovo in otri vecchi”.

Quanto alla simpatica espressione “Mette’ le trombe”, significa “spargere una notizia ai quattro venti, annunciandola in modo clamoroso”, come afferma il DISC in riferimento alle equivalenti espressioni “Dare fiato alle trombe” e “suonare le trombe”.

Il proverbio “Leva e ‘un mètti fa la spia”: se levi denaro e non lo métti da parte o, meglio, se uno spende e non guadagna, ciò rivela le reali condizioni economiche di una persona.

Inoltre lo stesso verbo assume un significato particolare, per es., nella frase “Fu messo da Canidino”: fu collocato al lavoro da Canidino, nome un tempo abbastanza diffuso a Fucecchio o almeno tipico un tempo della nostra città derivando dal nome del suo patrono: S. Candido, con dileguo della  -d– e il suff. dimin. –ino. Si può inoltre sentire usare ancora l’espress. “Mettessi all’anima” anche nel senso di mangiare in modo smodato o. come si dice anche in italiano, per quanto sia di “basso uso” (De Mauro), “a strippapelle” (M. Catastini).

Viene sottinteso “nella pentola” quando si chiede: “L’ha’ (li hai) messi i fagioli?”, mentre non si usa più invece dire: “Mette’ ir fòo a letto”: mettere lo scaldino nel letto, appunto mediante lo scaldaletto o “trabiccolo”, altrove detto “prete”: ormai è da tempo che anche la camera è riscaldata ben diversamente!

Molto meno chiaro è il motivo per cui viene detto: “Mettessi in cinque e quattro”: rivestirsi per bene. Ipotizzo comunque che possa derivare dal fatto che il nove (cinque più quattro) era considerato un numero perfetto in quanto multiplo del tre, numero della Trinità (si pensi a certe suddivisioni dela Commedia dantesca).

Si tratta comunque di una espressione usata ancora a differenza di “mettessi in imperi” (“vestirsi a festa”: M. Catastini), essendo stata sostituita da quella sinonimica, anzi ancora più intensa ed espressiva “mettessi in ghingheri” e si trovava anche in P. Fanfani “mettersi sotto” (a noi peraltro nel contesto della conversazione capita di dire in linguaggio non sorvegliato, come abbiamo visto, “mettessi” prima di usare tale avverbio): attendere “di proposito” e con grande impegno, per es., “a studiare”.

Non mi risultano più usate le espressioni “Mettessi per orzo” (mettersi “di fianco”) e “mettessi di pruga” (“mettersi di traverso”) ancora sostanzialmente presenti in M. Catastini e probabilmente d’origine marinaresca al posto, rispettivamente, di “orza”, (s.f. derivato da “orzare”, verbo che sarebbe presente nell’Ariosto nel senso di “avvicinare la nave alla direzione del vento”), e di “pòggia”, che sarebbe il suo opposto secondo il DEI.

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  https://www.montaione.net/il-toscanario/

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 2 giugno 2020

 

Società storica della Valdelsa: diretta video

Sabato 30 Maggio 2020, alle ore 17:00
siete invitati alla diretta video (vedi sotto le informazioni per l’accesso) della seguente iniziativa:

La peste del Seicento in Valdelsa.
Una rilettura di Bandiera gialla a Poggibonsi di Costantino Antichi

Intervengono:

  • Fabio Dei  (Società Storica della Valdelsa)
  • Nicola Berti (Assessore alla Cultura del Comune di Poggibonsi)
  • Fabio e Pietro Antichi (figlio e nipote dell’autore)

Relazioni di:

  • Rossella Merli (Società Storica della Valdelsa)
  • Gabriele Beatrice (Amici dell’Archivio Storico di Empoli)
  • Giovanni Cipriani (Università di Firenze)

Descrizione dell’iniziativa:
L’esperienza della pandemia da coronavirus e di sospensione delle attività sociali, da cui stiamo uscendo, ci spinge a riflettere su precedenti storici di contagio e sulle analogie con il presente che possono evidenziare, pur nella grande differenza dei contesti. In questa prospettiva è utile tornare a leggere lo studio che Costantino Antichi pubblicò negli anni ’70 sulla peste del 1630-33 in Valdelsa, Bandiera gialla a Poggibonsi (1975). Interamente basato sulla cronaca coeva di Domenico Della Rocca, il libro ricostruisce i vari aspetti della reazione della comunità locale alla gravissima epidemia: dalle misure di igiene pubblica e di isolamento sociale, alle credenze popolari, alle politiche economiche e amministrative. Il dibattito sarà anche l’occasione per ricordare la figura di Costantino Antichi, figura rappresentativa di una intera generazione di storici valdelsani, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita.

Informazioni per l’accesso alla diretta video:

Per l’accesso alla diretta video, poco prima delle 17:00, fai click su questo link:

https://meet.google.com/bsm-oyou-mbf

attendi che si attivi la telecamera e il microfono, poi fai click su “Partecipa” e, una volta approvata la tua richiesta, comparirai tra i partecipanti attivi alla diretta.
In alternativa, sempre sabato prossimo alle 17:00, puoi partecipare un maniera passiva tramite una diretta Facebook visibile sulla pagina della Società a questo link:

 

Parrocchia. In chiesa con la nuova normativa.

Anche l’accesso alla chiesa per funzioni religiose sarà contingentato secondo la normativa del distanziamento sociale al fine contrastare la diffusione del Covid19.

A partire da questo fine settimana, la Santa Messa, aperta al pubblico indistinto, sarà celebrata soltanto nella parrocchiale di San Regolo secondo il seguente orario:

sabato         ore 18

domenica   ore 10

domenica   ore 11.30

Le seguenti elencate sono le regole essenziali da rispettare assolutamente. Un maggiore indicazione generale la trovi nelle pagine n. 5 – 6 –  7 – 8  di Vita di Comunità pubblicato domenica 17 maggio. Il seguente collegamento ti rimanda a quelle pagine: vdc995

** indossa la mascherina coprendo bene naso e mento, tienila per tutta la durata della celebrazione

**igienizza bene le mani, evita di toccare panche e altri oggetti

**mantieni la distanza un metro davanti e un metro a lato

**stai al tuo posto ed evita di spostarti senza motivo, se possibile non inginocchiarti sulla panca

**evita gli assembramenti in entrata e in uscita

**non fermarti in chiesa dopo  la celebrazione se non strettamente necessario

**se hai la febbre pari o superiore a 37,5° rimani a casa

**le regole da rispettare sono tante, se pensi di non riuscirci, rimani a casa. Potrai seguire la Santa Messa alla TV o sui canali social

La capienza totale della nostra chiesa parrocchiale, secondo l’attuale normativa,  è di 70 posti.