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Continua la pubblicazione della digitalizzazione degli archivi di Vita di Comunità  che settimana dopo settimana ci porterà a completare questo paziente lavoro e, quindi, la completa disponibilità per il pubblico montaionese di oltre venti anni, ad oggi, di percorso parrocchiale.

La pubblicazione proseguirà nel giorno di mercoledì di ogni settimana

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Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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migliorà’, v.intr. quando viene detto come in vernacolo “ir tempo mègliora”, cioè miglióra, così come, appunto in vernacolo, viene detto “pèggiora” al posto di peggióra

miglioramento, s.m. che però assume un significato part. nella frase: “E’ il miglioramento della morte”: è il preludio della morte, appunto preannunciata da un miglioramento solo apparente del malato

mignattone, s.m. dal suff. chiaramente in contrasto col nome italiano: mignattino (“Chlidonias niger”), a Fucecchio chiamato anche “gabbianello” (“Larus minutus”), trattandosi di un piccolo gabbiano (C.Romanelli) che si ciberebbe di mignatte ovvero sanguisughe, ma il suff. di “mignattone” è una ulteriore conferma della confusione che certi cacciatori fanno anche in riferimento ai nomi d’uccelli, di cui pretendono d’intendersi tanto!

mille, s.f.pl. nel caso della frase in disuso “far delle mille per riuscì’ ”: “far l’impossibile per riuscire” (M. Catastini). Penso che derivi l’espress. usata da noi “millanni” o “mill’anni” (si pensi alla frase: “Mi par millanni che tu venga!”: non vedo l’ora che tu venga!)

mimmo, s.m., voce espressiva propria del linguaggio infantile (DISC), mentre invece nell’Italia Merid. è un ipocoristico, cioè un vezzeggiativo al posto di Domenico. In tosc. “mimmo” significa bambino, specialmente in pis. e livorn. “bimbo”, mentre “andare a’ mimmi” significa andare fuori casa, magari sottintendendo dove sono tanti bambini per giocare insieme. Infatti in castagnetano viene detto “a’ bimbi” (L. Bezzini)

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 7 luglio 2020

 

Mille e una vita……di Comunità

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E’ on line il numero 1001…

… ma Mille è un bel numero!

Raggiungerlo significa un’incredibile costanza e perseveranza, significa tener duro anche nei periodi più difficili, significa non fermarsi. Neppure in emergenza Covid19, tanto per nominare qualcosa ancora tra noi. Per questo motivo Vita di comunità è diventata solo digitale, tanto per non fermarsi, appunto, ma anche per stare al passo coi tempi.  Ma mille si raggiunge perchè dietro ce ne sono 999. E dunque merito al nostro parroco che per molti anni ha portato avanti questa sua iniziativa da solo, anzi da unico: lui e nessun’altro. Anche quando ne aveva tante da fare per la Parrocchia.

Oggi a Vità di Comunità collaborano costantemente anche alcuni parrocchiani, ma Don Luigi rimane il faro di tutti noi.

Montaione.NET ha preferito dilungarsi ancora su questo bel risultato, così anche questa domenica dedichiamo un titolo accattivante a questa rubrica, prendendo spunto dalla famosa raccolta di racconti orientali.

Se “mille” significa in arabo “innumerevoli”,  1001 significa un numero infinito.

Auguri Vita di Comunità. E’ iniziato il secondo millennio.

In evidenza:

  • I doni dello Spirito Santo (5) – La Scienza
  • Personaggi di Montaione
  • Comunicazioni e notizie
  • Orario messe

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Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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micco, s.m.: pur significando anche scimmia e nell’espress. fucecchiese “lavorare come un micco”, in questo caso come un mulo, insomma molto, talora potrebbe anche essere rivolta come un’offesa a una persona come nel romanesco (DEI) e corrispondere al fiorentino “grullo”, nell’italiano comune possiamo definire “micco” sciocco. Invece pare che in pist. significhi “orso”

mìciola, s.f.: pavoncella (nel lat. scientifico “Vanellus cristatus”). Si tratta anche di una “denominazione fiorentina” probabilmente derivata “dal richiamo notturno dell’uccello” (DEI)

migliaccio, s.m.: castagnaccio in Toscana e in particolare da noi, pur non essendo fatto di miglio, bensì di farina di castagne, almeno da quando ne siamo a conoscenza. Non escludo che un tempo questa “specie di torta” (DEI) venisse fatta con “miglio brillato”, ma il DISC conferma che il migliaccio toscano è il castagnaccio. Comunque non sorprende certo che chi vendeva il “migliaccio” venisse chiamato il “migliacciaio”

miglione, s.m.: milione con l’epentesi della –g- probabilmente per dare maggiore rilievo al concetto, trattandosi di una cifra enorme un tempo, mentre attualmente tale intensificazione nella pronunzia è molto rara, a parte forse alcune zone del contado. La grafia regolare si desume dalla derivazione dal lat. “mili(a)” = “migliaia” col suff. accrescitivo “-one”: infatti si tratta di un’unità “equivalente a mille migliaia” (DISC) un tempo di lire

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 30 giugno 2020

 

Le MILLE vite…di Comunità

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Questo è il numero 1000 di Vita di Comunità.
Quando Don Luigi ha iniziato questo impegno con i fedeli era il 12 dicembre 1998: quasi 22 anni di lavoro assiduo e generoso. Di questo importante traguardo dobbiamo ringraziare il nostro parroco, che ha sempre portato avanti questa missione molto impegnativa.

…e la sorte vuole che il millesimo numero di Vita di Comunità cada in questo fine settimana a coincidere perfettamente con la ricorrenza del 55° anniversario di sacerdozio del nostro parroco, esattamente il 20 giugno di 55 anni fa.

In evidenza:

  • Dal Vangelo secondo Matteo
  • I doni dello Spirito Santo (4) – La Fortezza
  • Discorso di Papa Francesco alla curia romana del 21/12/2019
  • Comunicazioni e notizie
  • Orario messe

Scarica Vita di Comunità n.1000 (pdf)

 

E se vuoi vedere il numero 1 di Vita di Comunità, abbiamo anche questo 😀

 

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Il Paesaggio ritrovato: I salti dell’Evola.

28-06-2020
Percorso fra le rocce vulcaniche scavate dal Torrente Egola a Montaione

L’uscita dovrà seguire le linee guida delle Regioni ed avere un numero massimo di 20 partecipanti.

E’ obbligatoria quindi la prenotazione al 340 3460859 Massimiliano o via mail info@ecocerbaie.it
Il contributo richiesto è pari a 10 euro a persona. 5 euro sotto i 14 anni.

Ulteriori info: https://www.ecocerbaie.it

Se vuoi farti una preparazione di quanto andrai a vedere durante l’escursione clicca sul seguente collegamento  https://www.montaione.net/wp-content/uploads/2018/11/I-pozzi-nellEvola.pdf

Si tratta di una delle interessanti ricerche di Rino Salvestrini scritte sulle persone e il territorio di Montaione e i luoghi circostanti. Vedi cosa ti interessa https://www.montaione.net/salvestrini/

 

Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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mia, pron.pl.f. dopo l’art. : le: le mie (sott. “cose”), ma diventa agg. se “cose” è espresso, ciò che avviene prima dello stesso, come nella frase, ancora oggi riscontrabile in part. in campagna: “Son coe mia!”: son cose mie! Talora si può anche dire almeno in campagna anche “i mia”: i miei: chiaro l’influsso pisano, dove “mia” può significare sia miei sia mie (B. Gianetti). Si pensi anche alla frase: “ ’un son mi’a mia”: non sono mica miei

mi’a, avv.: mica, cioè “affatto, per nulla”, derivato dal lat. “mica(m)”= “briciola”, il cui uso negativo “si può già intravedere” nello scrittore lat. Petronio (DELI: “non micam panis”= non una briciola di pane)

micchite, s.f.: attrazione sessuale, che penso possa derivare dall’accezione romanesca di “micco” come  “uomo lussurioso” (a questo accenna il DEI), non perciò dal significato di “grullo” che può avere “micco” da noi né, almeno direttamente, dalla scimmia brasiliana (“Cebus robustus”) con tale nome popolare                                                                                                           

miccino (a), loc. avv., attestata già nel ‘300 nel Bencivenni: consumare poco alla volta, dopo il v. “fare”. Deriva dal lat. tardo “micina” (= “un pezzetto”), dimin. di “mica”=“briciola” (DEI e ved.  “mi’a”). Quanto al rafforzamento di –c-, può essere dovuto a “ipercorrettissimo di fronte ad un presunto scempiamento” d’origine settentrionale, come afferma il DISC in riferimento a “micca”, voce milanese che significa “pane” secondo il DEI

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