Montopoli e la Grande Guerra

L’Associazione culturale “Arco Di Castruccio” di Montopoli Val D’Arno promuove una conferenza – dibattito sul tema
“Montopoli e la Grande Guerra”

Sabato 10 Marzo 2018, ore 15,30 Convento “La Madonna” Salone Mediceo
San Romano (Pi)

 

Fonte: Associazione culturale “Arco Di Castruccio” di Montopoli Val D’Arno

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dirindillo, s.m.: campanello col tirante e una specie di filo metallico, ma la voce, d’origine livornese e onomatopeica, mi rusulta scomparsa non solo da Fucecchio, bensì anche da Livorno. L’influenza nel livornese sul fucecchiese meno antico si può in parte spiegare per la presenza di diversi livornesi sfollati a Fucecchio durante l’ultima guerra, ma ha radici storiche più fondate, come il collegamento dello stesso dialetto col pisano, cui ho fatto cenno nell’introduzione, ma da chiarire in modo ben più esaustivo

diritto, agg.: prediletto nella frase: “ È il su’ occhio diritto”, specialmente in riferimento a un figlio: è il suo figliolo prediletto

discorre’, v. intr.: discorrere, parlare, ma non ragionando, per es., nella frase: “Ma che fai per discorre’?”: ma che lo dici solo per parlare (a vanvera)? Fino a qualche tempo fa poteva significare anche fare la corte ad una persona per i primi approcci amorosi, frequentarsi, intrattenersi prima del fidanzamento ufficiale, ma in questo senso tale accezione “è caduta in disuso” (M.P.Bini)

discorso, s.m. Frase: “È un bèr discorso!” (“ber” significa chiaramente “bel” alla pisana) detto ironicamente per esprimere che non consideriamo affatto valido ciò che ha detto l’interlocutore

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 20 febbraio 2018 

Allegre rimembranze. Il video

Per chi se lo fosse perso o semplicemente lo vuol rivedere, ci siamo noi di Montaione.NET ad aver immortalato l’evento.
Paolo e Andrea Montagnani, con l’introduzione di Anna Tamburini, ci riportano con ironia in un mondo di termini ormai in disuso (ma moltissimi presenti sul dizionario).
Una macchina del tempo costruita sugli antichi modi di dire della zona, di storpiare le parole ma anche di vivere.

Il video si può guardare dall’inizio (sono in tutto 52 minuti) ma anche in un punto a caso: l’effetto è sempre assicurato. Spaccati di vita, creati da contadini che recitavano la messa in latino”, da ecologisti che non sapevano di esserlo”, da personaggi che correvano via sul “velocifero”. Un periodo che non merita di essere corroso dal tempo ma anzi deve rimanere a disposizione per le generazioni attuali e future.
Se non altro, per trasmettere un sorriso.

Buon divertimento.

Torna il teatro. Sorelle Materasso

Dopo il successo dei primi spettacoli teatrali “AM(E)LETO” della compagnia “Fuori dal Comune” e “BADA BADANTE” della compagnia degli “Spiattori”, ci sarà il quarto appuntamento di una serie di spettacoli teatrali che vede la collaborazione dei comuni di Montaione e Gambassi Terme e l’associazione Teatro Castello di Castelfiorentino, collaborazione nata dall’esigenza di diffondere, sempre di più, la cultura teatrale nel nostro territorio. L’associazione Teatro Castello con la compagnia “IL CERCHIO DI GESSO” il giorno SABATO 10.02.2018 al Teatro “S.Ammirato” di Montaione presenterà SORELLE MATERASSO, una commedia brillante di Augusta Elena Giglioli, due anziane sorelle che, a causa del nipote affascinante ma scialacquatora, perdono il loro podere e, soprattutto la loro dignità. La regia è di DIEGO CONFORTI. Gli altri appuntamenti previsti sono:

• 8 marzo 2018, ore 21.30 – Gambassi Terme – Circolo Arci “OSTERIA DEL CALANDRINO della compagnia “ScusicheLaminsegnateatro” testo e regia di Alessio Lami;

• 10 marzo, ore 21.30 – Montaione – Teatro “S.Ammirato” “NON PREDETEMI…ALLA LETTERA della compagnia “ScusicheLaminsegnateatro” testo e regia di Alessio Lami.

le sorelle materasso

Cinema. Tre manifesti a Ebbing Missouri

Non perdete il film  di Martin McDonagh  Vincitore del festival di Toronto, vincitore di 4 Golden Globe e soprattutto vincitore migliore sceneggiatura al Festival di Venezia fa di Tre manifesti a Ebbing, Missouri il film più discusso di questo inizio anno favorito ai prossimi Oscar. Una protagonista (Frances McDormand) straordinaria – favoritissima all’oscar.  Un film con una straordinaria  poetica con le sue ruvidezze, disillusioni, coerenze, forza di volontà, scheletri nell’armadio. Basterebbe questo per farne un film imperdibile. BUONE VISIONI!

Il calendario delle proiezioni  subirà una variabile perché il Sabato ci sarà uno spettacolo teatrale e le proiezioni inizieranno da Giovedi.

L’Angelo Azzurro

TRE MANIFESTI

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dimórto, avv.: di molto (toscano), ma è considerato giustamente agg. o pron. dal DISC quando è variabile, come se diciamo: “Ha dimorti amici” oppure “Dimorti partiranno”, cioè molti. Invece è avv. quando significa solo molto, di cui ritengo che sia un rafforzativo grazie alla preposizione che lo precede e che, se viene scritta in modo staccato, fa considerare “di molto” una loc. avv.

dinanzà’, v. intr.: mettersi davanti a un branco d’animali per farli retrocedere, ma in questo senso è una voce non più usata, mentre può darsi che lo sia in qualche località, ma comunque raramente, “dinanzare”, v. tr. risalente all’ ‘800 col significato di “oltrepassare chi sta dinanzi”. Tuttavia – a mio parere – si tratta di un verbo veramente brutto, anche se è spiegabile per analogia con “divanzare” più che con “fidanzare”, derivato dal lat. mediev. “fidantiare” = “rendere sicuro” (DEI)

dindi, s.m. pl.: soldi, denaro; voce onomatopeica del linguaggio infantile (DISC), come rivela anche la ripetizione del gruppo di- che esprime bene con la –n- centrale il suono delle monete. Nota comunque il DEI che questa voce toscana, usata anche da Dante, si trova pure al sing. “dindo”, come nel romanesco in cui significa “baiocco” ed ancora più onomatopeico è senza dubbio il piemontese “dindìn” = “quattrino”

dindole, s.f.pl.: coccole, ma si tratta di un vecchio termine fucecchiese quasi completamente caduto in disuso

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 13 febbraio 2018 

Biblioteca. Il programma di febbraio

 

La Biblioteca Comunale  “a biscondola” di Montaione vi comunica le seguenti iniziative

 

Giovedì 8 Febbraio, ore 17

Circolo di Lettura della biblioteca

Incontro dedicato al gruppo di

lettura della biblioteca

abiscondola”di Montaione.

Incontro libero e gratuito.

 

Sabato 17 Febbraio, ore 10.30

L’Ora del Racconto

Continuano gli appuntamenti per i

piccoli lettori.

Letture animate per bambini
dai 4 agli 8 anni.

IN ALLEGATO, qui sotto, IL PROGRAMMA FEBBRAIO 2018

Febbraio 2018_programma-page-001

Cinema. Una donna fantastica

Arriva il film  del cileno Sebastian Lelio inspiegabilmente  discriminato dalla distribuzione, “Una donna fantastica” una vera e propria lezione di cinema e di vita. Un film importante che ci ricorda che esistono dei diritti umani che devono essere tutelati.  BUONE VISIONI

L’Angelo Azzurro

05 BOLLETTINO 31 gennaio 2018 (1)-page-001

 

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diluvià’, v. intr.: diluviare, piovere con violenza, mentre a Empoli, Siena, Grosseto e nell’amiatino usano dire “Piove a ritrecine” in riferimento a una “pioggia torrenziale” (DEI) ed è da notare che spesso a Fucecchio tale voce alla terza pers. sing. del presente indicativo o come per introdurre il discorso, è preceduta dalla congiunzione “e”: “E diluvia!”

digrumà, v. tr.: digrumare (voce toscana), che nella zona nostra significa anche “mangiare con una certa rapidità e avidità” (M. Catastini)

dilungassi, v. rifl.: dilungarsi, “sgranchirsi braccia e gambe” (M. Catastini)

dimenassi, v. rifl.: dimenarsi, verbo che troviamo nel proverbio “Chi va a letto senza cena, tutta la notte si dimena”: chi va a dormire senza cenare, s’agita l’intera notte, ma c’è anche il proverbio contrario: “Chi va a letto a pancia piena, tutta la notte si dimena” (C. Lapucci)

dimenatura: modo di camminare “a donna”, cioè scuotendo il deretano “da una parte all’altra” (M.P. Bini), ma il termine è certamente in declino 

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 6 febbraio 2018 

Allegre rimembranze

La volontà di non disperdere lessico e costumi della nostra Valdelsa del ‘900.

I due montaionesi, Andrea e Paolo Montagnani, protagonisti della serata, acuti osservatori e testimoni dei costumi valdelsani nonché instancabili ricercatori e cultori del lessico locale, si esibiranno in gustose scenette e dialoghi del “tempo che fu”.

ALLEGRE RIMEMBRANZE def

 

 

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dieci, s.inv. Frase: “C’ha preso dieci e lode!” in senso ironico: ha fatto una figuruccia, cioè una brutta figura

diecione, s.m.: poteva indicare un tempo una “moneta da dieci centesimi” almeno da noi (M.Catastini), ma in seguito una banconota da dieci mila lire o comunque una valuta tutt’altro che trascurabile (quando la lina aveva un certo valore) o un bellissimo voto a scuola specialmente nella frase: “M’ ha dato un bel diecione!”

diferente, agg.: differente, almeno in zone confinanti con la Lucchesia, dov’è presente la tendenza a scempiare certe consonanti

digià, avv.: già, di cui è una variante (De Mauro), ma da noi può avere un senso confermativo, come dire che non c’è da meravigliarsi di certi discorsi o comportamenti, date particolari condizioni o situazioni, oltre ad avere il significato di “dal momento (che)”, per es., nella frase “di già che viene l’acqua a catinelle…”, cioè dal momento che viene una “pioggia scrosciante” (DISC), “resta in casa”

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 30 gennaio 2018 

La Banda prende il treno, anzi il trenino

Alla prima sfilata 2018 del Carnevale Mugellano in piazza Dante a Borgo San Lorenzo la nostra Filarmonica prende il trenino e chiude in bellezza un pomeriggio che si era presentato un po’ monotono. Accade ogni volta che si deve seguire a ripetizione per un paio d’ore il solito percorso.

Ma quel che è accaduto stavolta mancava nella bacheca della Banda. Ha contribuito a raddrizzare in positivo un pomeriggio goliardico.

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Carenza sangue, c’è bisogno di noi

Amici Donatori,

molti dei nostri Donatori sono a letto con l’influenza. Quindi rimbocchiamoci le maniche e facciamo vedere chi siamo: ci sono interventi che potrebbero essere rimandati e molte difficoltà per i trapianti e le trasfusioni!

Segnaliamo gravissima carenza sangue per i gruppi:  0 positivo, 0 negativo, B negativo, A positivo e situazione di fragilità per i gruppi A negativo e B positivo.

Vi invitiamo ad andare a donare, se potete, prenotando la vostra donazione al numero 3355349558 o al 3392956027, oppure recandovi direttamente presso il centro trasfusionale di Castelfiorentino.

Vi ringraziamo a nome di tutti coloro che aspettano il nostro Dono

Fonte: AVIS Montaione

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diaccio, s.m., oltre che aggettivo: “ghiaccio”: considerato un “idiotismo toscano” dal DEI secondo il quale è attestato in letteratura dal ‘500, ma ormai è piuttosto in disuso. Si tenga presente che l’espressione “all’addiaccio” non deriva da “diaccio”, bensì dal lat. “ad” = “presso” + “iacere” = “giacere” e significa “all’aperto”

diacé’, v.intr.: giacere, come la variante “ghiacé’ ” (così come nel pisano), ma specialmente in campagna e fino a qualche tempo fa. Quanto a “diacere”, si tratta di un “idiotismo” toscano, “comune nel pistoiese del XXVII sec.”, mentre “ghiacere” è un “fiorentinismo” risalente al Cinquecento (DEI)

di atti (a Empoli “di catti”), loc. avv. Frase: “ Avere di atti” : “avere un debito nei confronti di una persona e cioè dipendere  da questa. Pare che derivi dal latino “de capto” “(appena, quasi)” per grazia (L. Bazzini) : essere costretto a contentarsi  della cortesia di una persona che non sarebbe  tenuta a dimostrarla.  Infatti deriva da  “avere per  accatto, cioè per elemosina aver bisogno di una persona a cui erano state fatte angherie, (P. Giacchi) e troviamo nel Battaglia che “aver di atti”  o “dicatto” significa “esser contento, ritenersi fortunato”, di poter avere un “favore, servizio, prestazione”. Secondo R. Cantagalli l’espressione “avere un dicatti”  significa “è di grazia se si è avuto tanto” e può derivare da “avere per accatto, cioè per elemosina, per grazia: ipotesi che mi sembra la più accettabile

dibernovo, loc. avv.: di nuovo, anche se propriamente sarebbe di bel nuovo, ma è da qualche tempo piuttosto in disuso ed ancora di più la loc. avv. ulteriormente rafforzata “ridibernovo”: ancor più nuovamente, indubbiamente enfatica, anche se piuttosto espressiva

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 23 gennaio 2018 

Il Comune ti avverte in tempo reale anche sulla chiusura delle scuole

Modalità di comunicazione delle allerte alle famiglie degli alunni, ai docenti, al personale ATA, ai rappresentanti di classe.

Il Comune di Montaione si servirà della app Telegram per comunicare eventi di chiusura delle scuole, allerte meteo, viabilità, interruzione di servizi, terremoti e altre emergenze.

Telegram è una applicazione gratuita di messaggistica per smartphone, tablet e PC/MAC, simile a whatsapp. Per iscriversi, è necessario installare ed eseguire la app Telegram dallo store del tuo smartphone. Successivamente, una volta completata la procedura di registrazione, si dovrà premere su “Chat” e cercare @comunemontaione per poi fare click su “Unisciti”.

In alternativa si potrà aprire, una volta registrata la app, la pagina http://t.me/comunemontaione sul proprio smartphone per poi fare click su “Unisciti”.

Nel rispetto della privacy, nessuno degli iscritti al canale potrà risalire al numero o al nome degli altri iscritti. 
Si raccomanda a tutti di provvedere il prima possibile ad adeguarsi alla nuova modalità di comunicazione.

 

Fonte: comunicazione della scuola ai genitori degli alunni

La IHP si rivolge al CONI

Comunicato IHP 11 gennaio 2018

La FISE esplicita la possibilità di iscrivere cavalli destinati al macello. IHP si rivolge al CONI

 

Lo scorso 5 dicembre il Consiglio Federale della FISE Federazione Italiana Sport Equestri ha deliberato alcune modifiche al Regolamento federale che hanno acceso forti discussioni. Poiché il rimbalzo di accuse, difese e articoli di stampa ha generato moltissima confusione, cerchiamo di spiegare bene cosa è avvenuto esattamente: ripercorreremo le tappe salienti di questi ultimi anni, prima di entrare nel merito delle ultime decisioni.

Con delibera 1491 del 10 luglio 2013 il Consiglio Nazionale del CONI ha deliberato di nominare Commissario Straordinario alla Federazione Italiana Sport Equestri l’Avv. Gianfranco Ravá affinché, con i poteri del Presidente e del Consiglio Federale, provvedesse ad assicurare la corretta gestione delle attività federali regolarizzandone la situazione amministrativo-contabile e, laddove necessario, quella regolamentare con la predisposizione di nuove “Norme Statutarie e Regolamentari”.

Con delibera 195 del 17/03/2015 il Commissario Straordinario FISE ha rideliberato il “Regolamento per la tutela del cavallo sportivo” (che contiene le norme già deliberate dal Consiglio Federale nel 2006 e 2007) integrandolo sulla base delle norme e dei principi nel frattempo introdotti a livello nazionale ed internazionale.

Tra le norme fondamentali del Regolamento: la tutela dei cavalli nello loro destinazione finale con la condizione che siano NON DPA per essere iscritti nei ruoli FISE.

Prima di essere rideliberato, il “Regolamento FISE per la tutela del cavallo sportivo” era stato condiviso e sottoscritto, insieme ad altre norme e linee guida a tutela dei cavalli, dal Presidente del CONI Giovanni Malagó, dal già Presidente di CONI Servizi Franco Chimenti, dal Sottosegretario di Stato alla Salute On. Vito De Filippo, dal Presidente del CIP Luca Pancalli, oltre al Commissario FISE stesso, nell’ambito dell’iniziativa “Principi di tutela e gestione degli equidi” presentata dagli stessi al Salone d’Onore del CONI: un’iniziativa importante cui IHP volle partecipare e sostenere direttamente.

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Corsi di cetra 2018

Fraternità di Maria Immacolata Madre

Insegnante sr Elena Guidi

28 aprile – 1 maggio (solo livello avanzato)

11 – 15 giugno
6 – 10 agosto
3 – 7 settembre

Iscrizioni dal primo febbraio
per informazioni 0571 69482
sullacetra@monastero-iano.it

Montaione, Miracolo Italiano

Il nostro primo cittadino è intervenuto come ospite alla trasmissione radiofonica di Rai Radio 2 “Miracolo Italiano”.
Si è parlato (simpaticamente) un po’ di tutto, seppure in modo molto sommario dati i tempi strettissimi.
I conduttori della trasmissione sono Fabio Canino e LaLaura.

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dè una semplice!, interiezione al posto dell’esclamazione troppo volgare empolese “Dè una sega!” rispetto alla quale costituisce perciò un eufemismo. Si tratta comunque di un’ esclamazione che denota meraviglia, come “È incredibile!”

dì’, v.tr.: dire. Indicativo presente (specialmente un tempo) 1^ pers. sing.“dio” (anche in pisano): dico; 2^ pers. sing. “dii”: dici; 3^ pers. pl.“diano” (specialmente nell’espressione “Che diano?”): dicono. Fut. sempl. (probabilmente per influsso pisano): “dirrò”, “dirrai”, “dirrà” e al cond. pres.: “dirrei, dirresti, dirrebbe” anziché con una semplice –r-.

Modi di dire: “Dice pòo”: sa di poco, in riferimento a una persona che non è espressiva, oppure a un alimento che non ha un sapore veramente gradevole.

“L’a dì’ te!”: lo hai a dire tu!

“M’ha’ dì’ te”: mi devi dire.

“Te l’ho a dì’?”: te lo devo proprio dire?

Espressione piuttosto strana è questa, sentita dire a Fucecchio: “Chi me l’avrebbe issuto a dì’?”: chi me l’avrebbe mai detto? in riferimento a una cosa spiacevole e perciò da non augurare a nessuno.

Inoltre come per attaccare discorso, insomma come “segnale discorsivo” anche in riferimento al presente, viene detto talora: “Dicevo io…” così come viene detto “O per esempio” (e prima ancora “O presempio”, con metatesi).

Un’altra tipica espressione usata nella nostra zona è “Dioirvero!”: dico il vero, ma come un “segnale discorsivo” per dire “già! mi dimenticavo di dirti che…”, “a proposito di quello che dicevamo”, derivando da “dico il vero” cioè la verità.

Altra frase da noi diffusa: “Ora vengo a dittelo”: sto per venire a dirtelo

, s.m., con un significato particolare nell’espressione ironica, direi, oltre che scherzosa: “È un dì!”: è tanto tempo!

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 16 gennaio 2018 

Riunione per viaggio-studio in Inghilterra

VIAGGIO-STUDIO IN INGHILTERRA con Leomilla.

La scuola di lingue Leomilla Translation di Castelfiorentino organizza un viaggio-studio nel mese di luglio in Inghilterra rivolto principalmente a ragazzi tra i 12 e 18 anni. Questa è un occasione fantastica per approfondire la conoscenza della lingua inglese direttamente in Gran Bretagna in un corso intensivo. Un’avventura stupenda ed indimenticabile dove i ragazzi alloggeranno e studieranno in un tipico College inglese.

Lo studente vivrà una full immersion nella lingua e cultura inglese:

La mattina gli studenti saranno impegnati nello studio, suddivisi per livello in gruppi internazionali, mentre il pomeriggio sarà dedicato a viaggi interessanti con gite a Londra a Cambridge ed altri posti affascinanti.

I ragazzi verranno accompagnati dalla Prof.ssa Agnes Kenez, insegnante, interprete e titolare della scuola Leomilla Translation che starà con loro per tutta la durata del viaggio, dalla partenza al ritorno.

DATA E ORARI

Il 15/01 alle ore 19:00 ci sarà la riunione per presentare il viaggio-studio dove la Prof.ssa Kenez illustrerà il programma ed i dettagli con la possibilità di poter fare tutte le domande presso la sede della scuola Leomilla Translation in via Benozzo Gozzoli, 73-75 a Castelfiorentino.

Per info e prenotazioni: Tel.: 0571-172-3223 Cell./Whatsapp: 328-1647400

Per chi è impossibilitato a partecipare contattare la scuola per un incontro.viaggio studio

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descolina, agg.: “macilenta e debole” (M. Catastini), ma è una voce del tutto scomparsa dall’uso, a mio parere

desèrre, s.m., storpiatura del fr. “dessert”, con un significato particolare come nella frase: “È un dessèrre!”: è un piacere! anziché “Portata con cui si conclude un pasto (frutta, dolce o gelato)”  come significa il termine francese, derivato da “desservir” = “sparecchiare” (DISC)

desinà’, s.m.: desinare (tosc.), cioè “pasto di mezzogiorno”: DISC, secondo cui deriva dal v. “desinare”, a sua volta dal fr. ant. “disner” e questo dal lat. parlato ipotetico “diseiunare”, propriamente “uscire dal digiuno”
desìo, s.m.: desiderio, in letteratura attestato già prima del 1200 in Giacomo da Lentini (DELI), ma in vernacolo può significare l’opposto e perciò avere un’accezione ironica nell’espressione “È un desio di nulla, guà!”, come quando viene detto ironicamente “Ber sugo!”: bella soddisfazione!

detta, part. pass.f. del v. “dire”, che finisce per avere funzione di sostantivo o di aggettivo sostantivato sottintendendo “cosa”, con un significao particolare nell’espressione “Dalla detta alla fatta”: immediatamente, significato dell’espressione latina “ipso facto” (in fucecchiese “isto fatto”) che invece sul piano giuridico vuol dire “automaticamente”. Si tratta di due sostantivi che derivano dai plurali neutri latini, nella pronuncia vernacolare. Si tratta di due sostantivi che derivano dai plurali neutri latini “dicta” = “cose dette” e “facta” = “cose fatte”, come possiamo dedurre in parte dal De Mauro. Comunque col significato di “subito” si può sentir dire anche, dalle nostre parti in modo più sintetico rispetto all’espressione sopra indicata, “Detto fatto” (M. Catastini)

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 9 gennaio 2018 

Lavoro: oltre 20 assunzioni nel resort Il Castelfalfi, come candidarsi

Un open day per selezionare oltre venti candidati da inserire nel resort all’interno del borgo di Castelfalfi. Per il prossimo 10 gennaio Toscana Resort Castelfalfi ha organizzato un’intera giornata per svolgere colloqui e incontrare persone interessate ad un lavoro all’interno della tenuta di proprietà del gruppo tedesco Tui.

Leggi tutto su: http://iltirreno.gelocal.it/empoli/cronaca/2017/12/30/news/lavoro-oltre-20-assunzioni-nel-resort-come-candidarsi-1.16290975?refresh_ce

 

 

 

Cinema. La ruota delle meraviglie. Speciale ragazzi

Chiudiamo l’attività di questo anno con un pregevole Woody Allen con una commedia di piccole vite di uomini e donne che cercano di strappare alla quotidianità qualche momento di luce.

Non manca un film per ragazzi con la storia della natività dal punto di vista degli animali. Una prospettiva originale e divertente.

Purtroppo i nostri sforzi di intensificare le giornate di proiezione con una prevalenza di prime visioni non ha dato i risultati sperati e molto probabilmente dopo le festività ci vedremo costretti a ridurre le proiezioni.  BUONE VISIONI e i migliori auguri di buone feste.

L’Angelo Azzurro

   45 BOLLETTINO 27 dicembre 2017-page-001

Fiabe e racconti per grandi e piccini

La Biblioteca Comunale “a biscondola” di Montaione vi comunica le seguenti iniziative presenti sul territorio
VENERDI’ 29 DICEMBRE 2017
LOCALI EX ASILO DELLE SUORE, VIA CHITI 29 – MONTAIONE (FI)
ORE 17.30   
 
LA VOLPE CON IL LUME
ospite di Per Fare l’Albero
in collaborazione con il Comune di Montaione
racconta, canta e filastrocca
AISHA E IL GHUL
Fiaba avventurosa alla ricerca del fuoco
con micro-laboratorio di costruzione a seguire
Per adulti, bambini e bambine arditi. Dai 4 anni  
 
Ingresso: biglietto unico 5,00 euro
Prenotazione consigliata: Sonia 392 1657221  
 
Per info sull’associazione “Per Fare l’Albero” chiedere all’ingresso  
 

VENERDI’ 5 GENNAIO 2018
OSTERIA DEL CASTAGNO
CASTAGNO VAL D’ELSA – GAMBASSI TERME (FI)
ORE 18.30   
 
OSTERIA DEL CASTAGNO e
LA VOLPE CON IL LUME
presentano
NELL’ATTESA DELLA SAGGIA VECCHIA,
VERSO LA NOTTE DELL’EPIFANIA
si narra e si suona 
“LA STORIA DELLA BAMBINA CORAGGIOSA.
IL VIAGGIO DI VASSILISSA”
Racconto teporoso per il tempo del freddo
a tre sedie, cinque sassi, un fagottino e scalpitante fisarmonica
Con Sonia Montanaro e Simone Faraoni alla musica
Per grandi e piccoli dai 5 anni  
 
Seguita da cena in pic nic su caldi tappeti, con cibi deliziosi
e tenero regalo sul finire
 
Ingresso spettacolo con cena: 20,00 adulti – 18,00 bambini 
Prenotazione Obbligatoria: 0571 638506 – osteriadelcastagno@gmail.com   
 

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deccazzo!, escl. triv. con le varianti meno volgari e perciò eufemistiche “deccaro!” e “dercaro!”, ma c’è anche la variante ancora più triviale “dercazzaccio!”: perdinci! ovvero “bada lì!” (I. Chiari). Toscanamente può equivalere a dire: “Hai detto una bischerata!” e in italiano: “Non è vero” oppure “Non credo a codesto” (pronome “vivo nell’ambito linguistico toscano”: DISC)

dèccoti, avv.: èccoti, col pron. personale enclitico, ma è più “tosc. settentr.” (DEI) e tale forma prostetica, cioè con l’aggiunta iniziale della d – , è talora usata piuttosto scherzosamente nel corso della conversazione con le altre enclitiche –mi, -ci, -vi, -lo e –la, probabilmente giungendo saltuariamente  a noi per influsso pisano. Infatti nel vernacolo pisano tale prostesi mi risulta più viva, tenendo presente B. Gianetti. Comunque a proposito di “dècco” al posto di “ècco”, P. Fanfani affermava verso il 1863 che era un “idiotismo comune al contado di quasi tutta Toscana”, come “dèccomi” per “éccomi”; per analogia penso che ciò si possa dire anche per “déccoti”

defetto, s.m.: difetto: era un termine antico, ma anche una parola dotta, derivando dal lat. “defectu(m)” (DISC): “mancanza” e veniva detto in pisano e in livornese, ma anche in altre zone del medio valdarno

denti, s.m.pl., nell’espressione spesso accompagnata da un cenno con l’indice proprio verso tali “formazioni ossee” (la mimica è molto importante anche per la linguistica!): “Nei denti!”: neanche per sogno! in risposta ad un favore chiesto o comunque ad una richiesta. Equivale insomma a rispondere: Niente affatto! quasi si volesse contrapporre al cuore, ritenuto sede dei sentimenti, una parte del corpo da non considerare certamente come quello, bensì molto inferiore ad esso

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Presentazione del 4/2/2015,  https://www.montaione.net/il-toscanario/

Tutti gli articoli on line,  https://www.montaione.net/category/toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 2 gennaio 2018 

Yoga per bambini 4-10 anni,

Yoga per bambini 4-10 anni, in collaborazione con l’Associazione Per fare l’albero.

Giovedì 28 dicembre dalle 11 alle 12.15 in via chiti 29, Montaione.

Da portare copertina e materassino o telo da mettere a terra. L’incontro è gratuito.
È richiesta la tessera associativa, con la quale è possibile partecipare a tutte le altre proposte dell’associazione.

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StoryTime. Una ventata di aria fresca nell’insegnamento della lingua inglese

 Le attività StoryTime che vengono effettuate nella nostra zona

Di Story Time in collaborazione con l’associazione “Le Opere di Giulia”

Quante volte abbiamo guardato con sguardi di stizza il vocabolario della Collins e quante volte siamo morti di noia su i vecchi esercizi di grammatica della Oxford!

Molti di noi possono dire di essersi arresi all’ennesimo esercizio di pronuncia che ci ha fatto arrossire un po’..e se si potesse imparare l’inglese divertendosi e magari facendo qualche bella attività di gruppo? Un’alternativa oggi c’è e si chiama StoryTime! StoryTime nasce dall’idea e dalle grandi capacità di Debora Chellini di proporre l’inglese e l’insegnamento di questo tramite attività studiate per ogni tipo di età e livello. Il corso si avvale di molteplici modelli didattici tra i quali l’utilizzo dei testi di Herve’ Tullet dove si impara – giocando – la fonetica della lingua inglese nelle sue molteplici sfaccettature. I genitori vengono inclusi in molte di queste attività e spesso imparano braccio a braccio con i propri figli ballando, cantando e creando nei vari laboratori proposti. Lo StoryTime di Debora Chellini offre inoltre una vasta gamma di soggiorni studio in Inghilterra e Irlanda ad ampio bacino di utenza, vengono infatti organizzati sia i classici viaggi studio per gli studenti delle medie e superiori ma anche veri e propri seminari per gli “addetti ai lavori”. L’offerta non si limita solo ai professionisti del settore ma si estende anche a tutte quelle persone che sono interessate all’apprendimento della L2 per scopo personale o per aggiornamento della professione, tutto questo in presa diretta con le istituzioni presenti in Irlanda ed Inghilterra dove operano in contemporanea degli specialisti del settore linguistico ovviamente madrelingua. Lo studente viene accolto e coinvolto in un’esperienza unica ed inclusiva dove l’apprendimento risulta più semplice e spontaneo in quanto non si è mai spaventati nell’essere “under the spotlight” ma ci si aiuta e si lavora come un vero e proprio team.

La conoscenza dell’inglese quindi si consolida e si rafforza ad ogni incontro in maniera spontanea e continuativa e lo studente non perde mai il filo del discorso perché ogni attività è strettamente legata ad un programma ben delineato e preciso. L’offerta StoryTime è diventata negli anni un fenomeno sempre più in espansione e questo metodo alternativo di studio della lingua inglese ha raccolto sempre più consensi fino ad arrivare ad essere una delle attività dopo scuola più popolari della provincia di Firenze. Tra i vari workshops più gettonati infatti si annovera lo StoryTime Fall, gli amatissimi Summer Camps e le “English Strategies for Non-native teachers” senza dimenticare tutte le attività a tema natalizio che stanno spopolando su tutto il nostro territorio proprio in questo periodo. StoryTime è dunque una valida attività creativa per imparare l’inglese in modo efficace senza avvertirne la difficoltà, siamo sicuri che StoryTime avrà ancora tanti workshops e proposte interessanti da offrire a chi lo volesse approcciare.

http://www.storytime.it/

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Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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damo, s.m. tosc.: “fidanzato” (De Mauro), corrispondente m. di “dama”, derivata dal francese “dame” e questa dal lat. “domina(m)” = “padrona” tramite la forma sincopata del lat. popolare “domna(m)” (DISC), donde è facile capire che deriva “donna” per assimilazione della –m- alla lettera successiva. Tale voce toscana è attestata con tale significato già in Andrea da Barberino prima del 1431 (DELI). Tuttavia è ormai in declino, a parte l’uso che ne può essere fatto scherzosamente

da lì essue, loc.prep.: da lì e su, con l’epitesi dopo il raddoppiamento della consonante nella parlata soprattutto contadina

dante, s.m.: più che “maggiolino” (accezione riportata da M. Catastini), grosso insetto come la cetonia dorata, chiamata in tal modo forse per le sue grosse dimensioni come insetto (in un campo ben diverso, come quello letterario, nessuno può negare la grandezza poetica di Dante Alighieri), ma si tratta di un termine non più usato, mi risulta, almeno dalle nostre parti, dopo pochi anni di distanza dalla seconda guerra mondiale, nonostante che questo bell’insetto sia diffuso nelle nostre campagne anche nei nostri tempi

debà, s.m.: dibattimento; voce passata nell’Ottocento dal fr. “débat” (derivato nel ‘200 da “débattre” = “dibattere”) in pisano e quindi passato al fucecchiese, dove peraltro questo francesismo è giustamente in disuso già da tempo e sta scomparendo anche nelle altre poche zone in cui era usato: M.P. Bini, riferendo l’opinione di un intervistato a Fucecchio, secondo il quale esso era meno “compli‘ato” del processo anche perché era fatto in “pretura”, ma da noi in modo ancor più popolare o volgare “complicato” viene detto “compriato” con un dileguo completo della –c- intervocalica, oltre che col rotacismo alla pisana “culu(m)”, ma noi possiamo dire “coda” + “erige”, imperativo di “erigere” = “ergere” per il fatto che tiene il “posteriore ritto”

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 26 dicembre 2017