Biblioteca. Le novità di febbraio

Cinema. Hammamet

Cari amici,

Arriva il film di Gianni Amelio “HAMMAMET”, che come ha raccontato lui stesso, per il personaggio Craxi, non ha mai avuto simpatia, anzi la sua “prepotenza” e il suo “presenzialismo” esibiti quando era al potere lo infastidivano. Poi nei primi anni Novanta sono arrivati i giorni di tangentopoli e le inchieste di Mani Pulite che smontano il sistema politico italiano allora al potere e il capo del partito Socialista è subito uno dei principali imputati. Gli italiani lo condannano prima della giustizia sotto un cumulo di monetine fuori dall’Hotel Raphael, la sua residenza romana, l’episodio da cui Amelio fa partire il film.

VI ASPETTIAMO! BUONE VISIONI !

L’ANGELO AZZURRO

 

La Pieve di Corazzano

Un volo con il drone poco oltre il confine del nostro territorio, per osservare dall’alto una chiesa che nessun montaionese può dire di non avere mai notato 😀

La Pieve di S. Giovanni Battista è situata sulla destra del torrente Egola, lungo la strada per Montaione. Già edificata nel VIII – IX secolo in prossimità della via francigena, l’attuale edificio risale al XII secolo. Dal 1491 la Pieve fu incorporata nel capitolo della Metropolitana di Firenze e poi i suoi beni passarono sotto il patronato fiorentino.

Per approndimenti sulla Pieve di Corazzano, vedi anche la pagina:
Pieve di Corazzano

Biblioteca. Le novità

 

Il Toscanario

logoToscanario

di Giancarlo Carmignani

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magro, agg. usato in modo iperbolico quando viene detto di una persona: “E’ magra come una morte secca”, in tosc. “raffigurazione iconografica della morte rappresentata come uno scheletro che impugna una falce” (De Mauro)

maialaio, s.m.volg.: sudiciume anche dal punto di vista etico (e così pure “sudiciumaio”), come quando viene detto con repulsione di fronte a uno spettacolo indecente: “Che maialaio!”

malanno, s.m. usato anche nell’espressione “Male, malanno e uscio addosso!” (anche a Firenze, ma con gli articoli: R. Raddi) per indicare un male che se ne aggiunge a un altro accentuandone la gravità   

male, s.m. usato anche nell’espressione “Pigliassene a male”: “aversela a male”, “offendersi” (DISC) di un’azione ritenuta offensiva, appunto, e un tempo nel proverbio, molto probabilmente d’origine contadina: “Mar vorsuto ‘un è mai troppo!”: il male voluto non è mai eccessivo: se uno il male se lo procura, non si lamenti poi attribuendone la colpa ad altri (C. Lapucci). A Fucecchio esiste ancora il modo di dire: “Fagli der bene agli asini: Gesù se n’ha per male”: a chi non se lo merita se n’ha a male, cioè non l’apprezza, neanche Gesù

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  https://www.montaione.net/il-toscanario/

Tutti gli articoli on line,  https://www.montaione.net/category/toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 4 febbraio 2020

 

Salvestrini: Maris Baldini

Maris Baldini

di Rino Salvestrini (rino.salvestrini@montaione.net)

Chi era costui? Proprio non ne sapevo niente. Poi con la pubblicazione di una trentina di miei lavori su Montaione e le sue frazioni, ho aumentato molto il numero dei miei lettori che si sono messi in contatto da Firenze, da Roma, da Sondrio, da Padova, etc. Questo è facile con il trova: uno scrive Casicello e subito internet gli segnala la storia di Iano (con Casicello) nel Comune di Montaione.
E’ proprio così che il professor Ugo Baldini dell’Università di Padova ha trovato notizie sul luogo di nascita di suo padre, eminente rappresentante del movimento anarchico italiano. Ho scritto  qualcosa su tutti i personaggi della Valdelsa e, come in questo caso, nelle ricerche ho scoperto vari personaggi che nessuno sul posto conosceva: c’è sempre da imparare!
Da queste pagine possiamo vedere chi sia stato il Baldini; e Montaione c’entra perché è nato in questo Comune e non è cosa da sottovalutare perché ormai in questo Comune sono più di 50 anni che non ci nasce un bambino o una bambina: nascono tutti in clinica nei paesi grandi della zona o anche più lontani.

Cinema. Sorry we missed you

 

Cari amici,

dopo il successo di Io, Daniel Blake, Ken Loach ci racconta lo sfruttamento del lavoro nel Regno Unito, un film che ci impone il confronto con la realtà dei precari, dei più deboli, dei nuovi schiavi.

Sono tanti anni che Ken Loach racconta la povera gente, la sua bellezza, la sua rabbia, la sua fatica di vivere. O meglio, che racconta come la gente ci finisca, povera. Sfruttata, e rabbiosa. Sono cinquant’anni che racconta questa gente con forza, con ironia, con partecipazione, con delicatezza, con rispetto, con indignazione.

Buone visioni

L’Angelo Azzurro