E’ on line VdC Archivi

Continua la pubblicazione della digitalizzazione degli archivi di Vita di Comunità  che settimana dopo settimana ci porterà a completare questo paziente lavoro e, quindi, la completa disponibilità per il pubblico montaionese di oltre venti anni, ad oggi, di percorso parrocchiale.

La pubblicazione proseguirà nel giorno di mercoledì di ogni settimana

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Biblioteca. Le novità di maggio

Appena arrivati
Novità librarie e multimediali direttamente dalla piattaforma MLOL. Se non sei iscritto, e desideri farlo, chiedi informazioni in biblioteca anche tramite indirizzo
e – mail: 
 biblioteca@comune.montaione.fi.it

Sezione Bambini e Ragazzi
Julie Murphy  Consigli e disastri di Mirtilla.  Mondadori , 2020
Guidi, Michela. Ecciù! La biblioteca ha il raffreddore. Feltrinelli, 2020
Mary Downing Hahn. Quando Helen verrà a prenderti. Mondadori, 2020

Sezione Adulti:
Cussler, Clive. Il destino del faraone. Longanesi, 2020
Ferrante, Elena. La vita bugiarda degli adulti. Edizioni e/o, 2019
Lerner, Gad – Gnocchi, Laura. Noi Partigiani. Memoriale della resistenza italiana. Feltrinelli, 2020

Sezione Multimediale:
Galleria degli Uffizi – Il gran tour del XXI° secolo. Alessandro G.A. D’Alessandro.  CG Entertainment  , 2013
Maraviglioso Boccaccio, un film di Paolo e Vittorio Taviani.  CG Entertainment  , 2015
Il prigioniero coreano, un film di Kim Ki-duk.  CG Entertainment  , 2016

Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

***

menuto, s.m.: “minuto” (M. Catastini), ma è in declino (per quanto si trovasse anche in pis. e in livorn.), essendo caso mai relegato a qualche angolo del contado, da cui viene fatto di pensare che sia giunta questa lieve storpiatura, forse derivata dall’influsso di “meno”

Meo, ipocoristico di Bartolom(m)eo, è diventato a Fucecchio, e non solo, quasi un nome comune usato in espressioni come “Trinca, Meo!” in riferimento a una persona che beve molto (si tenga presente che in tedesco “trink” significa “bere”) molto probabilmente perché un certo Bartolomeo beveva molto, ma l’alcolismo almeno a Fucecchio era più diffuso in tempo di miseria rispetto a oggi fra gli adulti

merciaino, s.m.: chi “si occupa della vendita di articoli di merceria”, ma di basso livello, induce a pensare anche il suff. dimin. “-ino” aggiunto a livello popolare a “merciaio”, per quanto tale suff. possa indicare anche un mestiere come nel caso di “contadino” (DISC). Comunque il termine “merciaino” è pressoché scomparso come lo è ormai del tutto tale mestiere almeno nella nostra zona

merda!, esclam. molto volg. detta con rammarico (ohi!) di fronte a una situazione molto spiacevole o rivolta con particolare sdegno a una persona per offenderla molto gravemente

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  https://www.montaione.net/il-toscanario/

Tutti gli articoli on line,  https://www.montaione.net/category/toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 19 maggio 2020

 

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Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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méne, pron. ant.tosc. risalente al ‘300 (DEI): me, ormai scomparso o quasi anche dal contado da cui proviene questa forma allungata, epitetica possiamo dire, con un linguaggio più dotto

Mènga, s.m.: nome di persona indeterminata probabilmente inventato per fare la rima in un proverbio diuna legge triviale definita “universale” (e purtroppo è vero) da C. Lapucci che ha definito “filosofo” chi l’ha formulata: “Questa è la legge del Menga: chi l’ha in culo se lo tenga!”: chi l’ha preso in tasca, cioè è stato fregato, si rassegni a sopportare ciò, pur essendo cosa dura, vale a dire difficile a sopportarsi.

Una versione meno volg. della stessa …legge, ma con un invito metaforico a non farsi ingannare, si trova in questo detto:

“Pazienza e cenci,

chi ce l’ha [sottinteso “preso”] ci stia

e chi ‘un ce l’ha

‘un c’entri”

ménno, agg.: “manchevole” (nel Trecento: DEI, secondo il quale deriverebbe dal lat. ipotetico. “minus”), ma nell’espress. fucecchiese “rimané’ menno” significa restare “senza soldi” (M. Catastini)

meno, avv. che figura, per es., nel proverbio contadino “In meno si sta a tavola e più si mangia”: quanti meno siamo a tavola, tanto più possiamo mangiare, essendoci più cibo a disposizione, s’intende. “Meno” è usato anche nel linguaggio sportivo o ludico, come nella frase: “Ma che si gioa alla meno?”: ma che giochiamo a chi fa meno punti, a chi gioca peggio o comunque per perdere?

ABBREVIAZIONI

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Presentazione del 4/2/2015,  https://www.montaione.net/il-toscanario/

Tutti gli articoli on line,  https://www.montaione.net/category/toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 12 maggio 2020