Presentazione del libro “In Esilio” di Simone Lenzi

Sabato 9 Febbraio 2019, a partire dalle ore 17.00,  si terrà la presentazione del libro “In Esilio” di Simone Lenzi (Ed. Rizzoli).

L’iniziativa avrà luogo nella Sala Consiliare, presso il Palazzo Comunale, in Piazza del Municipio 1, MONTAIONE (FI).

Interverrà Elena Corsinovi, Assessore alla Cultura del Comune di Montaione. Sarà presente l’autore del libro, Simone Lenzi.

Simone Lenzi in questo romanzo autobiografico ci conduce nelle stanze intime della memoria, dove si celano i segreti dell’esistenza. Abile ritrattista di tipi umani, con colori accesi e sfumature intense scava nella quotidianità di tre generazioni, scardinando i paradigmi della letteraturacontemporanea
Simone Lenzi : e nato a Livorno, 22 giugno 1968 è un cantautore, scrittore e traduttore italiano, frontman del gruppo toscano Virginiana Miller. Dopo gli studi in filosofia all’università di Pisa nel 1990 inizia a scrivere e cantare per i Virginiana Miller. Ha tradotto il primo libro degli Epigrammi di arziale insieme a Simone Marchesi nel 2008. Nel 2009 traduce Un’America di Robert Pinsky. Il 13 marzo 2012 pubblica il suo primo romanzo, intitolato La Generazione. Da questo libro è stato tratto il soggetto per il film Tutti i santi giorni di Paolo Virzì, uscito nello stesso anno. Lenzi ha lavorato nel film anche come cosceneggiatore. La canzone omonima dei Virginiana Miller presente nel film è vincitrice del David di Donatello come “miglior canzone originale” nel 2013. Dal 2013 collabora con Il Tirreno. Il 2 maggio 2013 pubblica il libro Sul Lungomai di Livorno (Laterza editore). Nel corso del Festival di Sanremo 2014, la cantante Antonella Ruggiero porta in gara il
brano Quando balliamo, scritto da Lenzi con la stessa Ruggiero e con Roberto Colombo. Nel 2016 il suo romanzo Mali minori vince la 60ª edizione del Premio Ceppo Pistoia

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giramèrlo, s.m.: “girellone” (M. Catastini), ma è un termine scomparso, per quanto sia formato semplicemente dall’imperat., seconda persona sing. del v. “girare” e il termine “merlo”

girardengo, s.m.: individuo che non dà la sensazione di fermarsi stabilmente in un posto, bensì di essere mutevole, incostante e perciò non dà un’adeguata garanzia di affidabilità. Può darsi che derivi dal cognome del noto corridore ciclista Costante Girardengo, ma specialmente per la prima parte dello stesso, che fa pensare al verbo “girare”. Si tratta inoltre di un epiteto non certo onorevole, ormai scomparso da tempo, ma di cui potrebbe essere una traccia il soprannome fucecchiese “Girardenga”

gisso, agg.: “genuino, non adulterato” (A. Catastini), integro (invece nel Tommaseo-Bellini “bello, buono”) usato nelle frasi negative ed è da notare che in livornese esiste ancora l’agg. “gis” che significa “ammodo” e che pare sia la trasformazione dell’inglese “just” = “corretto” (V. Marchi) e una voce come la nostra esiste –pare- in pisano (Malagoli). Da noi, se veniva detto di una donna che “non era gissa”, voleva dire che aveva corso “la cavallina”, cioè che aveva avuto “molte avventure galanti” (DISC), insomma che non si era comportata proprio bene sul piano morale

giudizio, s.m.: sottinteso nella frase “Chi più ne ha, più ne metta”: chi ha più giudizio, lo adoperi

giùe, avv.: giù. Si tratta di una “forma paragogica toscana”, già usata anche da Dante (DEI), ma pure dialettale più propria dell’area fiorentina, mentre da noi è usato piuttosto (ma in un senso ben diverso) come forma paragogica “sie” nel senso ironico di sì specialmente nelle risposte date con sufficienza, cioè con un “atteggiamento di sdegnosa superiorità” (DISC)

giuggiolassi, v.rifl.: giuggiolarsi, cioè godersela, per es., al sole. Chiara la derivazione da giuggiola, gradevole frutto del giuggiolo, variante tosc. di “żiżżolo” (“Zizyphus sativa”): non per niente si dice “Andà’(andare) in brodo di giuggiole”: “gongolarsi” (DISC).


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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 12 febbraio 2019 

Cinema. Van Gogh-Sulla soglia dell’eternità

I tormenti interiori del pittore Vincent Van Gogh. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Venezia, 1 candidatura a Golden Globes.

Con l’occasione informiamo che il 16,17 e 19 febbraio sarà proiettato il film di Bryan Singer BOHEMIAN RHAPSODY  mentre Cold War di Pavel Pawlikowki è rinviato ad altra dataBUONE VISIONI!

L’Angelo Azzurro

Rinviato-INSIEME PER L’ALZHEIMER EVENTO “MANTENERSI IN FORMA”

L’evento è ancora rinviato a data da definire, causa maltempo

Il Comune di Montaione, in collaborazione con il Comune di Castelfiorentino ha aderito ad una
campagna di sensibilizzazione verso l’Alzheimer e le demenze senili rivolti a tutta la comunità
denominata “INSIEME PER L’ALZHEIMER” che prevede un nutrito programma di eventi.
Il programma rientra nel progetto “Inclusione Sociale” di AIMA – Associazione Italiana
Malattia di Alzheimer, finanziato dalla Regione Toscana con risorse del Fondo Sociale Europeo.
Alla realizzazione degli eventi hanno collaborato i comuni di Castelfiorentino e Montaione, il
Museo BeGo, la Fondazione Teatro del Popolo, la RSA Villa Serena e l’AIMA – Associazione
Italiana Malattia di Alzheimer, con le sezioni di Empoli e Firenze.
Tra le iniziative proposte a Montaione il giorno mercoledì 30 gennaio alle ore 21.30, nel Teatro Scipione Ammirato, si terrà un incontro con la cittadinanza dal titolo “Mantenersi in forma” dove esperti di AIMA parleranno di come sia possibile “Mantenersi in forma”
nell’invecchiamento, da un punto di vista fisico e intellettivo, seguendo stili di vita appropriati.
In apertura, verrà proiettato il cortometraggio “Come la prima volta” di Emanuela Mascherini,
che presenta relazioni ed emozioni sul tema dell’Alzheimer.
Il corto ha ricevuto prestigiosi premi ed è in selezione in numerosi festival.

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giovanottino, s.m.: doppio diminutivo di giovane. Modo di dire: “Sembri un giovanottino di Ferano!” per sottolineare l’eleganza di un giovane, ma non sappiamo che cosa sia questo “Ferano”, non risultandomi neppure che sia una località.

giovaréccio, agg.: di aspetto e carattere giovanile a Fucecchio (dove peraltro questa voce, antica secondo il DEI, non è più usata) e individuo pulito, di cui “ci si giova” in Maremma, dove sarebbe ancora “molto comune” secondo M. P. Bini

giovà’, v. intr.: giovare, e come rifl. giovassi: giovarsi, servirsi di un cibo o di una bevanda altrui dimostrando di accettarli anche se consumati in parte da un’altra persona. Invece nell’espressione negativa “Non giovassene”: non giovarsene: provare “repulsione”, cioè “senso di disgusto”, come afferma giustamente il De Mauro

giovo, s.m.: giogo, con lo scambio dalla –g- alla –v- al contrario di quello che è avvenuto tra “rovo” e “rogo” (ved.). Si tratta di una forma risalente al Trecento e “ancora viva nei dialetti”, ma ormai superata (sia pur da poco tempo) dlle nostre parti, dov’era rimasta – è ovvio- specialmente in campagna


girà’
, v.intr.: girare, e quando viene detto volgarmente “Ti gira i ‘oglioni!” (a Pontedera addirittura “Ti giracci i ‘oglioni!”) o più semplicemente “Ti gira!”: allora poi! ovvero Bada lì! Può anche significare “Ma chi ti (o gli) par d’essere?, espressione rivolta come presa in giro nei confronti di chi si dà troppa importanza, mostrando, come vien detto, “la puzza sotto il naso”. Né è senza rilievo notare che badare deriva dal lat. tardo “batàre” = “stare a bocca aperta”, donde il significato di “fare attenzione” (DISC)


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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 5 febbraio 2019