Elezioni amministrative 2019. “Vivere Montaione” presenta la sua squadra

Comunicato stampa.

Paolo Pomponi, candidato sindaco della lista “VIVERE MONTAIONE”, si presenta alla prossima tornata elettorale del 26 maggio con i suoi dodici candidati.
Sono sei donne e sei uomini, tutti appartenenti alla comunità montaionese e con un profondo attaccamento al territorio; alcuni di loro hanno già un’esperienza amministrativa alle spalle e si ripropongono con entusiasmo, pronti a supportare coloro che intraprendono questo percorso.

Ecco i nomi dei 12 candidati:

Emilia Baccellini, 25 anni, studentessa universitaria

Silvia Balsamello, 43 anni, operatrice Socio Sanitaria

Lisa Ceccarelli, 28 anni, impiegata

Rachele De Prisco, 44 anni, avvocato

Sandra Guerrieri, 47 anni, dipendente pubblico

Cristina Martini, 47 anni, impiegata

Luca Belcari, 34 anni, dipendente pubblico

Giorgio Benassi, 28 anni, tutor accademico

Daniele Bini, 68 anni, pensionato

Marco Cantini, 25 anni, studente universitario

Sandro Donati, 35 anni, libero professionista

Enrico Senesi, 47 anni, impiegato

Con lo spirito di squadra che ha sempre contraddistinto l’operato di Paolo Pomponi, il Sindaco uscente  si ripropone ai suoi concittadini con 12 persone che, con la loro peculiare esperienza di vita e lavorativa, daranno il proprio contributo, portando il loro personale punto di vista. Nei prossimi giorni sarà resa nota la data in cui al Teatro Scipione Ammirato di Montaione si terrà una serata di presentazione ufficiale ai cittadini, con l’illustrazione del programma elettorale.

Il Comitato elettorale di VIVERE MONTAIONE, ubicato in via Roma 6, nel centro storico di Montaione, resterà aperto il mercoledì ed il giovedì pomeriggio ed il sabato tutto il giorno, a partire da sabato 20 aprile.

Contatti:
www.viveremontaione.it
facebook: Vivere Montaione
instagram: vivere_montaione

Il Toscanario

logoToscanario

di Giancarlo Carmignani

***

gravatta, s.f.: cravatta, di cui è una lieve storpiatura (venuta meno, pare, per quanto in particolare nel vernacolo una certa confusione fra la c- e la g- continui a sussistere) non dipendente certo dal fatto che in portoghese, secondo il DEI, cravatta si dice “gravata”

gremigna, s.f.: gramigna, probabilmente per dissimilazione della –a-  nei confronti della lettera finale, così come si spiega che verso l’Anchione e Ponte Buggianese, cioè verso il Padule di Fucecchio, esista via del Gremignaio, nonostante che sia giustificato il termine “gramigna” derivando dal lat. “graminea(m)”, f. dell’agg. “gramineus” = “erboso” (De Mauro)

grembio, s.m. tosc.: grembiule, da questo lemma derivato secondo il DEI, che lo considera “pisano” e la derivazione si spiega per l’aggiunta del suff. tosc. “-ule” o, nel caso del meno frequente “grembiale”, per quella del suff. “-ale” per formare un sostantivo “denominale” (DISC), ma in più, nel caso di “piazzale” e “viale”, con “valore accrescitivo” (De Mauro). Comunque è a “grembo” (voce d’ “area toscana”) che derivano il lemma e le due voci sopra citate, secondo il DELI

greppa, s.f. var., rialente al ‘300, di greppo: “dirupo” (DEI); infatti via della Greppa indica a Fucecchio una via scoscesa, oltre che stretta. Nelle campagne vicino, come nel cerretese e presso Larciano, si può, ma più precisamente si poteva, sentir dire (e non raramente) “sgreppo” con lo stesso significato di “greppo”, ma con un prefisso intensivo o peggiorativo, comunque espressivo. Anche “casa Greppi” presso il Galleno, lungo l’ormai famosa via Francigena, è un toponimo derivato dalla sua posizione presso il “fianco scosceso di un’altura”

grétola, s.f.: persona che cerca “tutti i pretesti, fa di tutto” per ottenere un certo scopo, mentre in Maremma significa “persona chiacchierona o brontolona” e nella bella novella di Renato Fucini “Scampagnata”, nella raccolta “Le veglie di Neri”, al plurale significa “pretesti”, deduco da M.P.Bini.

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  https://www.montaione.net/il-toscanario/

Tutti gli articoli on line,  https://www.montaione.net/category/toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 23 aprile 2019 

Cinema. Domani è un altro giorno

Una toccante commedia sull’esistenza umana e sul senso più profondo dell’amicizia.

Segnaliamo inoltre che Giovedi 11 aprile 2019 alle ore 21,15 continua presso La stanza Rossa in via 4 novembre 2/D a Castelfiorntino  l’iniziativa “NO alla violenza maschilista sulle donne

ANGELA GELARDI introduce Iciar Bollain autore di “TI DO I MIEI OCCHI”.

Vi aspettiamo. BUONE  VISIONI!

L’Angelo Azzurro

Reading tra poesia e arte

La Galleria d’Arte è lieta d’invitare il pubblico al primo evento della stagione 2019 che si terrà giovedì 18 Aprile alle ore 18:00 ospitando, per il Festival del libro illustrato “Il bello del libro”, la Poetessa Lucia Succi e le sue letture che saranno accompagnate dal suono dell’arpa di Ilaria Landi e le Tavole illustrate di Fiorenzo Toniutti.

Il Toscanario

logoToscanario

di Giancarlo Carmignani

***

granocchio, s.m.: ranocchio con la g- iniziale  prostetica anche secondo Nerucci, ma su essa ha influito qual verso di questo anfibio, che deriva dal lat. tardo “gracitare” d’origine onomatopeica (DISC). Ancora in uso specialmente presso Ponte a Cappiano, tale forma si trova anche in altre parti della Toscana

graspollino, s.m., doppio dimin. di quel graspo che è un incrocio di “raspo” e “grappolo”, voce toscana (DEI) che si riferisce anch’essa all’uva, ma da noi è molto più usato “raspollino” d’uva

grassello, s.m.: pezzetto di carne grassa; secondo il DEI “vivo ancor oggi in Toscana” e specialmente nel Pisano e in Lucchesia

gratisse, avv.: gratis, con l’epitesi toscana : parola derivata dalla forma contratta del latino “gratiis”, propriamente “per le grazie”, per compiacenza e perciò in modo gratuito (DELI) ovviamente non preceduta dalla “a”, usata invece erroneamente da certe persone forse per analogia con la loc. avv. “a crai”

grattà’, v.tr.: grattare nel senso di rubare (accezione popolare), mentre quando vien detto “Gratta, Meo!” ha il significato di “stropicciare in modo insistente la pelle con le unghie per far cessare il prurito” (DELI).

Quanto a Meo, in tosc. significa “minchione” e deriva dal nome personale “(Bartolo)meo” con riferimento, appunto, a Bartolomeo Colleoni da Bergamo: cognome derivato –pare- dal lat. tardo  “coleone(m)”, class. “ coleus” =  “testicolo” (DEI) e il riferimento si nota anche nello stemma del noto condottiero di ventura. Non escludo peraltro che Meo possa essere un nome generico che suona bene col verbo precedente nel modo di dire scherzoso sopra registrato. Da notare anche l’espressione “Grattassi come le scimmie”: grattarsi (ripetutamente e specialmente in certe parti del corpo) come fanno le scimmie

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  https://www.montaione.net/il-toscanario/

Tutti gli articoli on line,  https://www.montaione.net/category/toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 16 aprile 2019