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Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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mediastróne, s.m.: presunto guaritore, ma deriva chiaramente da medicastrone con dileguo della -c-  e l’aggiunta di due suff. in questo caso senza dubbio peggiorativi al termine “medico”: “–astro–” e  “–one”. Specie di strgone che interpreterebbe le “fatture” o “malìe”; c’era chi ci credeva sia a Fucecchio sia a Massarella, ma indubbiamente ciò rientrava nell’ambito delle superstizioni, che sono senza dubbio da condannare anche in nome della scienza e, più in generale, della verità

meglio, avv. talora usato come agg., preceduto dall’art. determ. e seguito dal nome (come ne “Il meglio vestito”) e perciò col significato di “migliore”, come può avvenire a Fucecchio e, più in generale, nell’Italia “centro-meridionale”; “pur non potendosi considerare un vero e proprio errore in forza del suo radicamento nella tradizione, va riservato al registro colloquiale” (G. Patota), mentre è un errore grave farlo precedere dall’avv. “più” dal momento che è già comparativo (di “bene”) così come lo è nel caso di “migliore”, già comparativo di “buono”: eppure non sono pochi che fanno questi gravi errori nel parlare! Specialmente se si sottintende il verbo “essere”, “meglio”  è usato come agg. nel significato di “preferibile” anche nel caso del proverbio contadino: “Meglio ir pane secco a casa tua che l’arrosto a casa d’altri”, in cui è sottolineato come a casa propria si stia meglio che in casa altrui. Si sottintende “cosa” quando viene detto erroneamente: “E’ la meglio”: è la cosa migliore

melagrano, s.m.tosc. (DISC): melograno (“Punica granatum”), il cui frutto è considerato simbolo d’abbondanza, tanti sono numerosi i semi della melagrana “rivestiti da arilli succosi, rossi, trasparenti”, “parte edule del frutto” a “balausto”, contenuti dentro “loculi” (Devoto-Oli)

mele, s.f.pl.: natiche (per la forma), in tosc. (DISC), ma nella frase volg. “Prende’ per le mele” o, più volg. ancora “per er culo”: burlarsi di qualcuno

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 28 aprile 2020

 

Montaione 20 aprile 1220 -20 aprile 2020

Auguri Montaione.

Sono 800 anni dall’incastellamento di Montaione

Per celebrare questa importante ricorrenza per la nostra comunità, l’amministrazione comunale aveva pensato a varie e interessanti iniziative che purtroppo, data l’emergenza in corso, sono state rimandate.

Fra queste anche la realizzazione di un apposito logo, indicendo un concorso fra gli studenti del 4. anno dell’indirizzo di grafica dell’Istituo Enriques di Castelfiorentino. La giunta comunale ha scelto il logo realizzato dallo studente Francesco Bertini cui vanno tanti complimenti

I 12 fondatori di Montaione – 1220-2020 Il castello di Montaione ha ( almeno!) 800 anni!

Se fino all’anno scorso la data di fondazione del nostro paese era rimasta incerta per mancanza di una sicura documentazione, oggi, un importante ritrovamento ci permette di ricostruire con sufficiente esattezza la nascita del nostro “castello”. Un documento, datato 4 aprile 1220, rinvenuto fortuitamente in una biblioteca di Orvieto dallo storico Bruno Figliuolo illumina l’origine del nostro paese. Non si tratta di un vero e proprio documento di fondazione, ma fotografa il momento in cui i “fondatori” di Montaione promuovono il suo popolamento con la vendita di lotti all’interno della cinta muraria la cui costruzione non è peraltro, come ci dice il documento stesso, ancora ultimata. Sulla collina erano certamente già presenti insediamenti abitativi che adesso si decide di difendere con una cinta muraria ed organizzarne in comunità i residenti. Si può dunque ragionevolmente supporre che le origini di Montaione, come castello di “seconda generazione” debba risalire a pochi anni prima, non oltre il primo decennio del 1200. Ma chi sono i fondatori e perché decidono la costruzione di questo, per l’epoca, grande castello? Sono 12 notabili della zona, possidenti, già noti per incarichi pubblici nei vicini liberi comuni, l’elite economico-sociale potremmo dire, che intendono, con questa fondazione, tutelare la loro autonomia insidiata dal potente Vescovo di Volterra. La loro decisione è sollecitata anche dalla presenza, del già costituito castello di Gambassi, in orbita volterrana e dal passaggio, sotto la medesima tutela, nel 1183, del castello, vicinissimo, di Figline. Sono sostenuti in questa loro ardita decisione dal comune di S.Miniato cui infatti resteranno legati fino alla definitiva sottomissione, nel 1369, a Firenze e, amministrativamente, anche oltre. S.Miniato vedeva infatti con favore il sorgere, sui suoi confini meridionali, di un castello, importante baluardo a difesa delle mire espansionistiche dell’invasiva e potente Volterra.

Di questi 12 uomini, nostri predecessori, che potremmo considerare, non senza un velo di commozione, i padri dei nostri ordinamenti democratici, si conoscono anche i nomi: Gentile fu Paltonieri, Angelerio fu Bernardino, Bonaccorso fu Novellone,Orlandino e Bernardo di Barone,Guglielmo Spada, Buonaccorso fu Benno, Arnaldo, Tancredi, Boldrone, Ugolino fu Martino, Giacomo fu Bulgarino, A tutela e garanzia di un futuro ordinato e civilmente corretto del castello si danno, da subito, una organizzazione comunale; due di essi sono infatti nominati “consoli”garanti appunto e controllori di tutta la collettività.

I castelli

La definizione di castello è: residenza fortificata. Ma castello può indicare due tipologie abitative. Ci sono i castelli per antonomasia, quelli sorti prima o intorno all’anno 1000, fortezze turrite, abitate da un signore, feudatario o vassallo dell’imperatore; sono i castelli cosiddetti di “prima generazione”.

Tutto attorno a queste dimore signorili fortificate nacquero poi raggruppamenti di casupole di lavoratori e dipendenti della famiglia gentilizia che vennero a loro volta cinte da mura allargando così il perimetro della zona protetta.

Ci sono poi i castelli cosiddetti di “seconda generazione” che cominciano a sorgere dopo il 1100. Sono, questi, più propriamente, villaggi fortificati, sorti, non per volontà di un potente signore, ma, potremmo dire “dal basso”, voluti dai residenti che, liberatisi dal predominio dei feudatari, si organizzano e si difendono anche con la costruzione di agglomerati urbani fortificati e cinti da mura. E’ appunto il caso di Montaione. Si riconoscono perché l’andamento delle vie è longitudinale e non a cerchi concentrici e per l’assenza, al loro interno, di un palazzo o mastio che domina invece nei castelli di più antica fondazione. Sempre presente, significativamente, invece il palazzo pretorio, sede degli organismi comunali. Quindi quando si dice “castello di Montaione” si intende tutto il paese, cinto da mura; non c’ è da ricercare un castello-fortezza al suo interno.

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mattugio, agg.tosc.: “di volatile, caratterizzato da dimensioni molto piccole”: De Mauro, secondo il quale deriva da “matto” col suff. tosc. “-ugio” dal valore diminutivo. Infatti viene detto della “passera mattugia”, appunto, dalle dimensioni proprio piccole

mècchera, s.f.: “merda” (M. Catastini), che non è certo un termine più raffinato per quanto derivi direttamente  dal latino “merda(m)” e perciò sia in questo termine una parola “dotta”. La prima voce è ormai in disuso, per quanto un soprannome nel passato ne sia probabilmente derivato a Fucecchio: Mècchere.

meccia, s.f.: “sterco bovino” espanso “a terra” (M. Catastini) e, se tale nome è seguto da un punto esclamativo, significa fiasco nel senso, detto con disappunto, di Ohi! è andata male! Il termine volgare meccia significa anche escremento umano, ma è certamente più volgare “merda”, nonostante abbia lo stesso significato.

mecco, s.m. volg.: escremento umano di forma piuttosto conica: la volgarità si commenta da sola anche sul piano linguistico pure perché il termine viene rivolto in modo offensivo, se non per scherzo di cattivo gusto, anche a un essere umano forse anche per il collegamento delle lettere con “micco” nel senso di “babbeo”, ma è stato in tempi più recenti sostituito dal termine volg. “stronzo” (in fucecchiese un tempo poteva essere detto anche “strónzolo”), che vorrebbe dire “escremento solido di forma cilindrica”. Però in senso figurato è passato a indicare (e ne comprendiamo bene il motivo) “spregevole” secondo il De Mauro.

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 21 aprile 2020

 

Misericordia. Gli impegni durante il covid19

Un grande impegno per le Volontarie ed i Volontari della Misericordia di Montaione per far fronte all’emergenza coronavirus
Su richiesta, ed in collaborazione con il Comune di Montaione, la nostra Misericordia ha effettuato e sta effettuando, sotto il coordinamento del Governatore Nicola Luongo:
• Controllo accessi a Villa Serena (distretto socio sanitario e RSA)
• Controllo accessi nelle giornate di pagamento pensioni presso l’ufficio postale
• Distribuzione mascherine chirurgiche alla popolazione
E’ partito anche il progetto Spesa S.O.S.PESA, in collaborazione con i commercianti. Chi vuole può acquistare prodotti in più o lasciare pagato qualcosa, sarà poi consegnato alla nostra associazione che provvederà alla distribuzione a persone che ne hanno bisogno.
Continuiamo a garantire i servizi ordinari ambulanza, le dialisi e altri servizi auto e le emergenze.
Il Consiglio della Confraternita, che sta effettuando le riunioni in videoconferenza, deciderà le modalità, anche in collaborazione con le Istituzioni, per l’erogazione di contributi alla popolazione, un sostegno impor-tante, in questo momento difficile e particolare.
La nostra associazione ha sempre avuto, fortunatamente, le risorse, umane ed economiche.
Non solo i rimborsi dalla ASL per i servizi effettuati, ma anche tanta generosità e solidarietà da parte della comunità, ed è giusto ora riversare sulla comunità questi aiuti.
Verrà rimandata l’assemblea dei VOLONTARI prevista per maggio per l’approvazione del bilancio, in quella occasione avevamo pensato di inaugurare anche la 3* postazione DAE a Iano, ma la situazione di grave emergenza sanitaria, che ci impone doverose restrizioni e limitazioni alla libertà, ci impone di rimandare questi eventi.
In questo periodo difficile ci sono anche persone nuove, volontarie e volontari nuovi, che si sono avvicinate alla nostra Associazione, questo è molto bello, ci fa capire quanto è importante ciò che facciamo e ciò che diamo, perché è ciò che riceviamo.
Fonte:
Area Comunicazione
Misericordia Montaione
Alessio Gronchi

Covid19. Obbligo d’uso delle mascherine

A Montaione la consegna domiciliare delle mascherine è stata di una tempistica molto veloce. Pertanto dal 10 aprile è entrata in vigore l’ordinanza della Regione Toscana che obbliga all’uso di tale dispositivo. E’ per il bene proprio e per il bene degli altri. Si deve perseverare in modo che possiamo giustamente sperare  di tornare il prima possibile alla normalità. Ce ne va del comportamento corretto di ognuno di noi. E’ essenziale e fondamentale attenersi alle regole locali e nazionali. E’ richiesto il  contributo  di  ogni individuo, altrimenti si vanifica ogni sforzo della collettività.

Nel seguente collegamento potete leggere e scaricare l’avviso ufficiale emesso dal Comune di Montaione.  ————-> Avviso-obbligo-mascherine