La programmazione presso il “Cinema Scipione Ammirato di Montaione è sospesa.

Su richiesta dell’Amministrazione Comunale comunichiamo che in ottemperanza a quanto disposto dal D.P.C.M. del 4 marzo 2020 sulle misure per il contrasto ed il contenimento del virus COVID-19, sono sospesi tutti gli spettacoli teatrali e cinematografici fino al 3 aprile 2020, salvo diverse disposizioni.

Quindi la programmazione presso il “Cinema Scipione Ammirato di Montaione è sospesa.  Eventuali nuove disposizioni saranno comunicate tempestivamente

LA STANZA ROSSA  per i corsi di formazione UICC 2020

RESTA APERTA  

 Giovedi 5 marzo “IL POLAR nascita e formazione di un genere”

 Henri-Georges Clouzot  con una delle sue opere più celebri  “IL CORVO

Nel rispetto delle misure contenute nel DPCM del 4.03.2020  la stanza rossa resta aperta riducendo i posti disponibili a 15, si consiglia la prenotazione.

Biblioteca. Le novità di marzo

Cinema. Ritratto della giovane in fiamme

Cari amici,

 Finalmente possiamo vedere il piccolo capolavoro di  Céline Sciamma, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, ha ottenuto 1 candidatura a BAFTA, ha ottenuto 3 candidature e vinto un premio ai European Film Awards, ha ottenuto 9 candidature e vinto un premio ai Cesar, ha ottenuto 4 candidature e vinto 2 Lumiere Awards, ha ottenuto 1 candidatura a Critics Choice Award, ha ottenuto 1 candidatura a Spirit Awards, ha ottenuto 1 candidatura a Goya, ha vinto un premio ai NSFC Awards.  Il ritratto della giovane in fiamme è un ritratto d’amore verso le donne. Anime fiammeggianti, in un mondo freddo, chiuso, raggelato, ventoso, ostile. Dove il fuoco di un camino è palesemente incapace di scaldare le stanze enormi di un castello. Ma dove le anime, e i corpi, riescono ugualmente ad accendersi.

 

 

 

 

 

 

Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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manna, s.f. con un’accezione particolare nel caso che si dica: “E’ manna che (oppure “se”)…”: è tutto di guadagnato…                                                                                   

manritta, con la variante marritta, s.f.: “mandritta”, cioè la “mano destra” (De Mauro), ma la voce è in declino anche per il superamento di certi pregiudizi; infatti il termine, che un tempo, per es., nel ‘600 nel Buonarroti, indicava il “diritto dei magistrati di pretendere la mano destra” deriva da “mano” + “(di)ritta”, si può desumere dal DEI, ma ormai è appurato che si può altrettanto ben usare la mano sinistra, a parte in certe circostanze dove si fa sentire ancora il peso di certe tradizioni

mansellone, agg.: “ingenuone” (M. Catastini), ma è un termine caduto in disuso; anzi io personalmente non l’ho mai sentito dire

maolato, agg.: macolato, forma toscana, mentre la forma dotta è maculato, di cui macolato è la variante, ma la forma priva della –c- intervocalica è senza dubbio vernacolare. Comunque il significato è quello di “ammaccato” (De Mauro)

maragiano, s.m.: canapiglia (“Anas strepera”) con la variante “marigiana”, usata anche a Firenze e ad Altopascio, ma il termine italiano è il più usato anche in Toscana (C. Romanelli)

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  https://www.montaione.net/il-toscanario/

Tutti gli articoli on line,  https://www.montaione.net/category/toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 10 marzo 2020

 

Cinema. Gli anni più belli

Cari amici,

Il commovente ritratto di una generazione che Muccino sa mettere a fuoco con una compiutezza senza uguali, la storia di quattro amici raccontata nell’arco di quarant’anni, dal 1980 ad oggi, dall’adolescenza all’età adulta. “Gli anni più belli” è 1° in classifica al Box Office

 

Sabato 29 febbraio, alla STANZA ROSSA (a Castelfiorentino in Via IV novembre 2/D) alle ore 17 presentazione del libro di poesie di Mario Marchionne L’AFFACCIARSI LIEVE DEL GIORNO” letture di MASSIMILIANO BARDOTTI e improvvisazioni musicali di STEFANO MONTAGNANI.

Ai partecipanti verrà offerto un petite brisée al cioccolato della Pasticceria Dei

 VI ASPETTIAMO! BUONE VISIONI !

L’ANGELO AZZURRO 

 

 

 

 

 

Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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mangià’, v.tr.: mangiare. Deriva dal franc. ant. “manger”, a sua volta dal lat. “manducare” tramite la “var. intermedia” ipotetica “mandicare” (DELI), ma un’espressione particolare tratta da due verbi in forma imperativa, usata nel gergo ciclistico toscano attorno a Fucecchio per indicare i saliscendi, come, per es.,  quelli tra Lamporecchio e Vinci, è “mangia e bei”, quest’ultimo da “bevi” è chiaro: tratti in fondo piacevoli a farsi, come appunto possono esserlo i saliscendi per un ciclista, a differenza della piatta e quindi monotona pianura, per non parlare poi di quella estesa e nebbiosa Padana. Un tempo a Fucecchio erano chiamati “mangia e bei” dei biscotti col rosolio e mele immerse nello zucchero fuso al fuoco, a fare i quali, oltre che la granita, erano specializzati i “Chichieri”.

Frase part.: “Con me ci mangi di magro!”: da me non ottieni nulla (risposta negativa a una richiesta fatta).

Un’altra ocuzione diffusa è: “Mangià’ pane e veleno”: convivere tristemente con le amarezze.

A Fucecchio c’è chi intende “ ’un ha mangiato la foglia” in senso favorevole, come quando viene detto metaforicamente “Non ha abboccato all’amo”, ma è un errore perché nell’italiano ufficiale “mangiare la foglia” significa “capire una cosa al volo” e “il detto deriva forse dall’osservazione di quegli animali che hanno il fiuto molto sviluppato” e perciò “riescono a distinguere subito le piante velenose da quelle buone” (G. Pittàno).

Mi risulta invece in disuso il detto volgare “mangià’ l’ovo in culo alla gallina”: spendere “i soldi prima di averli guadagnati” (M. Catastini), cosa quasi assurda come se uno cercasse di mangiare un uovo prima che la gallina l’avesse fatto, come sappiamo, dalla parte del deretano

mangiarino, s.m. dimin. del sost. mangiare: pranzetto squisito, specialmente nell’esclam.: “Che mangiarino da papi!” : che buon pranzetto! Talora si può sentir dire anche “i mangiari”: le pietanze, sost., quest’ultimo, derivato dal provenzale ant. “pietansa” = “pietanza”, ma poi “elemosina” perché originariamente “indicava il vitto dato ai poveri”; si tenga infatti presente il lat. “pietas” = “pietà” (DISC)

mangiatora, s.f.: mangiatrice e in modo analogo, in vernacolo, ma specialmente nel linguaggio familiare, possono essere formati  sostantivi, come, per es., “dormitora”: dormitrice, persona che dorme molto

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Presentazione del 4/2/2015,  https://www.montaione.net/il-toscanario/

Tutti gli articoli on line,  https://www.montaione.net/category/toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 3 marzo 2020