Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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garganòzzo, s.m.: parte sporgente della gola che possiamo chiamare gózzo, corrispondente all’it. “gargarozzo” (di cui penso che sia una forma dissimilata), derivata dal lat. tardo “gargara”, a sua volta dalla radice ipotetica “garga” (=“gola”), donde “garganella” (DEI), termine usato solo nell’espressione “bere a garganella” (DISC, che fa derivare tale voce da una radice onomatopeica ipotetica “garg”, “viva in tutte le lingue romanze”), cioè “senza riprendere fiato” (M. Catastini) e si tenga presente la voce pisana “gargana”: “bocca spalancata” anche in riferimento al canto (M.P.Bini). La dissimilazione si può spiegare anche per influsso del pisano “gàrgano” (gola: DEI), mentre una dissimilazione diversa è avvenuta nel pis. “gargalòzzo” (“pomo d’Adamo”: B.Gianetti), attestato in Toscana nel ‘500 (DEI). Tale protuberanza, secondo C.Giani, sarebbe “visibile in modo accentuato nelle persone che hanno subìto la sofferenza della fame per un periodo prolungato”

gargòzzole, s.f. pl.: vescichette (M. Catastini), bollicine, voce espressiva

garóso, agg.: innamorato, in riferimento al merlo, nel gergo dei cacciatori di Fucecchio e dintorni: un significato molto lontano, come si vede, dall’antico agg. (risalente al ‘500, almeno secondo il DEI) derivato da “gara” e che significa “litigioso”, per quanto un collegamento si possa cogliere dal momento che anche i merli maschi lottano fra loro per contendersi la femmina

garżone, s.m.: “operaio presso una famiglia colonica” (M. Catastini) e nella campagna vicino a Fucecchio esisteva anche il termine “garzona” che equivaleva com significato a una specie di “serva”, ma si tratta di un significato che è andato quasi perduto anche quello di garzone “di stalla”, mentre è rimasto (forse però ormai per poco tempo) quello di ragazzo “di bottega”; chiara l’origine dal francese “garçon” = “ragazzo” (DISC)

 

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 04 dicembre 2018 

Giornata Mondiale dei Diritti dei Minori e mostra alle Murate (20-27 novembre 2018)

Martedì 20 novembre la nostra scuola si è recata a Firenze, avendo ricevuto un invito a un convegno e una mostra grazie al lavoro svolto per l’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti e il Museo Nazionale del Bargello. E’ stato un grande onore il fatto che quella di Montaione era l’unica scuola non di area fiorentina, ma anche essere insieme a scuole prestigiose come il Liceo di Porta Romana. A rappresentare la comunità, accompagnando studenti e dirigente scolastica, l’Assessore alla Cultura Elena Corsinovi. Una bella esperienza, condivisa con tantissimi studenti, insegnanti, associazioni e rappresentanti delle istituzioni.
I lavori sono ancora visibili per un paio di giorni nella imponente cornice della sala Ottagonale delle Murate, a Firenze.

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Les gilets jaunes. Montmerle-sur-Saône

Selon les derniers comptages effectués par Le Progrès et les forces de l’ordre, il y aurait un total de 3 000 manifestants : environ 500 à Bourg-en-Bresse, 500 à Belley, 300 à Oyonnax, 300 à Ambérieu, 100 à Lagnieu et à Saint-Sorlin-en-Bugey, 120 manifestants à Montréal-la-Cluse sur plusieurs rond-points, 200 à Bellegarde sur trois rond-points, 50 sur le pont de Loyettes, 200 au péage de Pérouges où l’accès à l’autoroute A42 est empêchée et la sortie gratuite “facilitée” par les manifestants. Enfin, quelque 250 gilets sont dénombrés dans le pays de Gex, sur une dizaine de sites, notamment à Gex, Segny, Péron et Saint-Genis-Pouilly, le plus souvent sur des ronds-points pour bloquer l’accès aux centres commerciaux

Environ 50 gilets jaunes bloquent le rond point d accès au Super U de Pont d’Ain sur la D1075 et 30 bloquent un rond point de Saint-Jean-le-Vieux sur la D1084.

Au péage de Tossiat qui donne accès à l’A40, une trentaine de manifestants sont présents.

Une vingtaine de camions mènent une opération escargot entre Vonnas et Pont-de-Vaux.

Sur la Côtière, les manifestants se sont dirigées vers les points de blocage de Lyon.

A noter un barrage insolite à Montmerle-sur-Saône, sur la D933, où des pêcheurs ont emmené une barque pour signifier “qu’eux aussi payent leur gasoil”.

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gaóh guà!: espressione tipicamente fucecchiese che significa alla lettera: “guarda, oh, guarda!” in riferimento a una cosa che non va bene: si tratta perciò di un’osservazione sfavorevole, come, per es.: ma guarda un po’ cosa si deve vedere! Figuriamoci se do retta a lui! In pisano esiste “Gaoh!” esclamazione che può essere seguita da un “bellino!” in senso ironico (B.Gianetti). Almeno un tempo “certamente” poteva essere reso in vernacolo con l’espressione “Sé’ bah gaoh”, alla lettera “Senti, bada, guarda, oh!”

garbà’, v. intr.: garbare: si tratta di un verbo che figura anche nel proverbio contadino: “A chi ‘un gli garba il vino, Dio gli levi l’acqua”, proverbio tutt’altro che benevolo in generale specialmente nei confronti di chi è astemio, cui è augurato addirittura di essere privato dell’acqua e perciò del necessario per vivere. Lo stesso verbo figura in un altro proverbio: “vari son degli uomini i cervelli: a chi gli garba la torta e a chi i tortelli”: i gusti umani son diversi: così, per es., c’è a chi piace il dolce e a chi il salato, ma si tenga presente l’ampio uso della rima per semplificare e ancor di più per finalità mnemoniche ed espressive in molti proverbi

garbatezza, s.f.: “Atto di cortesia”. A me sembra un sostantivo veramente efficace in quanto espressivo, come nella frase: “ ‘Un gli si può fà’ una garbatezza ché subito accetta!”: non gli possiamo fare un atto di cortesia perché accetta immediatamente senza fare i complimenti

garbicchià’, v. intr.: garbicchiare, cioè garbare un po’, essendo “-icchiare” un suff. con valore diminutivo

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Biblioteca. Ora non posso

La Biblioteca Comunale  “a biscondola” di Montaione vi comunica la seguente iniziativa

 MERCOLEDÌ 21 NOVEMBRE 2018
ORE 17

ORA NON POSSO

 Letture per bambini sulla lettura condivisa in famiglia e
il diritto alle storie Incontro con l’autrice e pedagogista Cristina Bartoli
per bambini 0-6 anni e i loro genitori

Oranonposso

Cinema. La casa sul mare

Recuperiamo un prezioso film francese di Robert Guédiguian “LA CASA SUL MARE” che rischiò di vincere il Leone d’oro a Venezia nel 2017. Nell’agosto scorso gli è stato assegnato il Premio Fiesole.

Dal 21 novembre, a causa di importanti lavori sulla struttura il cinema rimarrà chiuso fino ai primi di dicembre, speriamo di riprendere regolarmente  l’attività l’8 dicembre.  BUONE VISIONI !

L’Angelo Azzurro.

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ganghì’, v.intr.: ganghire: “struggersi per il desiderio” di qualcosa; voce toscana, forse deformazione di “gannire”, che significa “mugolare, proprio del cane e della volpe” e che è una voce dotta derivando dal latino “gannire” (DEI): voce che troviamo anche nel celebre commediografo del II secolo a.C. Terenzio e che significa, appunto, “mugolare” (Georges-Calonghi). Un tempo veniva usato a Fucecchio nel senso di “patire” (A. Morelli) o addirittura di “morire” (B. Soldaini), come nelle frase: “Mi farai ganghì’!”: mi farai morire!

ganzata, s.f.: “cosa ben riuscita” nel gergo toscano (DEI) specialmente dei giovani studenti

ganzerino, s.m. derivato da “ganzo”, col suff. dimin. preceduto dall’ampliamento – er – : persona “ben vestita” (DEI, che però lo dice a proposito della parola “ganzo”), ma più ancora da noi che ci sa o ci sapeva fare con le donne


ganzo
, s.m.: nel gergo studentesco toscano a partire dagli anni ’50 ha assunto il significato di “bravo”, simpatico, ammirevole, mentre è già attestato nel Giusti quel significato di “amante” (DISC) che ha perduto un po’ di quota, mentre è più diffuso specialmente nel linguaggio giovanile il significato ironico di “bravone”, con una rilevante dose d’esibizionismo, per es., nella frase: “ ’un fa’ ir ganzo!”: non fare il bravone! Si tratta comunque di una voce toscana, forse derivata (ovviamente in riferimento al femminile) dal lat. tardo “ganea”=“meretrice” (DEI) e perciò molto più nel senso indicato dal Giusti che in quello assunto più recentemente

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