E’ on line VdC Archivi

Continua la pubblicazione della digitalizzazione degli archivi di Vita di Comunità  che settimana dopo settimana ci porterà a completare questo paziente lavoro e, quindi, la completa disponibilità per il pubblico montaionese di oltre venti anni, ad oggi, di percorso parrocchiale.

La pubblicazione proseguirà nel giorno di mercoledì di ogni settimana

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“Pronto Nonni!” Vi siamo vicini!

“Pronto Nonni!” è il progetto che dal 7 aprile 2020, sarà rivolto a svariati nuclei di ultra settantacinquenni del comune di Montaione. In questo momento di isolamento a causa dell’emergenza coronavirus, il comune di Montaione ha voluto attivare un servizio rivolto proprio a chi è più fragile e vulnerabile. Si tratta infatti di una serie di telefonate, svolte dagli operatori dell’Associazione Vecchie e Nuove Povertà, a nuclei di anziani che vivono soli o in coppia. Le chiamate hanno come scopo quello di riuscire a capire come queste persone stanno vivendo il periodo di isolamento, evidenziando le loro esigenze, ma anche dando informazioni utili sui servizi attivi nel comune, più difficili da conoscere per chi non utilizza i social network.
Quattro operatori al lavoro per offrire un momento di supporto empatico e di aiuto, che faccia sentire vicina la comunità anche a chi non può uscire perché più debole.

Fonte: Comune di Montaione

Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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mastietto, s.m. tosc.: maschietto col significato di “cardine di serramenti”, così come, specialmente in altre parti viene chiamato “mastio” il maschio, la torre “principale di un castello”, del quale è un sinonimo “fortezza” (DISC), ma in questi casi si tratta di un registro linguistico certamente più elevato rispetto al vernacolo

 metàfera, s.f.: imbroglio, ma si tratta di un termine in netto disuso, per quanto fosse attestata la frase “Qui c’è matafera”: qui “c’è un imbroglio” (M. Catastini). A me viene fatto di pensare senza dubbio che sia una storpiatura di “metafora”, parola di difficile comprensione per il popolo minuto, che teme perciò di essere imbrogliato come lo temeva Renzo, ne “I Promessi Sposi”, dal “latino rum” di don Abbondio

matile, s.m.: suddivisione interna e quindi scompartimento del barchino del Padule di Fucecchio, in pisano, secondo il DEI, “legno ricurvo dello scafo”

mattacéna, s.f.: merenda all’ora di cena, ma il termine, che viene fatto di pensare che derivi da “matto” nel senso di anormale + cena  (essendo anormale che una persona faccia merenda all’ora di cena, se non in sostituzione di questa), è in disuso.

 

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Presentazione del 4/2/2015,  https://www.montaione.net/il-toscanario/

Tutti gli articoli on line,  https://www.montaione.net/category/toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 14 aprile 2020

 

In preghiera nelle nostre case con i bambini e gli adulti

Carissimi ragazzi e genitori,

quest’anno dovremo vivere una Settimana Santa un po’ particolare, dovendo rimanere dentro le nostre case insieme ai nostri cari. Anche noi ci sentiamo impegnati, come tutti, a contrastare la diffusione del virus Covid-19 che, purtroppo, ha già colpito molte persone in Italia e nel mondo.

Sì, sicuramente sarà più triste non poter partecipare alle celebrazioni che caratterizzano questa Settimana così speciale e unica in tutto l’anno liturgico. Ci mancherà andare in chiesa. Come, per i ragazzi, saranno mancati gli incontri del catechismo che non abbiamo potuto fare in queste settimane. Questa emergenza, però, può essere l’occasione perricordarci che ogni nostra famiglia è come una piccola Chiesa, dove Gesù è presente. Ce lo ha promesso: egli è con noi sia quando ci rivolgiamo a lui nel segreto della nostra stanza (Mt 6,6), sia quando anche solo due o tre persone sono riunite nel suo nome (Mt 18,20).

In attesa di poter presto ritrovarci insieme nelle nostre chiese, per celebrare la S. Messa domenicale con i nostri sacerdoti, vogliamo vivere i momenti più importanti della Settimana Santa dentro le nostre case, aiutati da questo piccolo sussidio (ispirato ad un’idea dell’Ufficio catechistico di Pisa). Oltre alla partecipazione alle celebrazioni che vengono strasmesse in TV (come quelle di Papa Francesco) o sui social (come quelle del nostro Vescovo Alberto sulla pagina Facebook: Parrocchia Basilica Cattedrale Volterra), vogliamo impegnarci a vivere questa speciale settimana con alcuni momenti di preghiera, da fare tutti insieme, adulti e ragazzi, all’interno della nostra casa.

All’interno di questo opuscolo troverai:

  • Preghiera per la Domenica delle Palme
  • Preghiera per il Giovedì Santo (durante la cena)
  • Preghiera per il Venerdì Santo (alle ore15.00)
  • Preghiera per la Veglia Pasquale (di sera)
  • Preghiera per la Pasqua (prima del pranzo)Buona Settimana Santa e Buona Pasqua a tutti!

    Don Fabio (direttore dell’Ufficio catechistico diocesano)

Fonte: Diocesi di Volterra

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E’ ripresa la pubblicazione della digitalizzazione degli archivi di Vita di Comunità  che settimana dopo settimana ci porterà a completare questo paziente lavoro e, quindi, la completa disponibilità per il pubblico montaionese di oltre venti anni, ad oggi, di percorso parrocchiale.

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Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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marżucca, s.f.: mażurca, di cui marzucca è una storpiatura per metatesi, derivando la parola dal polacco “mazurka”, f. di “mazurek”, propriamente della provincia polacca di Mazuria, deduciamo dal DEI e per ricordarlo possiamo pensare ai laghi Masuri, importanti nella storia e nella geografia non solo della Polonia

masa, s.f.: scherzo o peggio, comunque di pessimo gusto, che veniva fatto al tempo del fascismo e in modo meno violento nel secondo dopoguerra fra persone o compagni; era piuttosto volgare consistendo nel percuotere il malcapitato (coprendogli il capo) scelto per tale apparente scherzo o, peggio ancora, ancora nel Pisano, durante il triste ventennio, secondo la testimonianza di Indro Montanelli: segno di persecuzione. Nel libretto attribuito a M. Catastini l’espressione “fare la masa” (da tempo venuta meno) è invece spiegata così: “strofinare le nocche delle mani sui capelli”                                                    

mascagna (alla), loc.avv.: pettinatura alla Mascagni, come veniva usata, appunto, dal noto musicista Pietro Mascagni, nato a Livorno nel 1863 e morto a Roma nel 1945, ma di moda specialmente durante il triste ventennio fascista anche a Fucecchio. Era una pettinatura, ovviamente maschile, “senza riga” (DEI), con i capelli rivolti all’indietro              

Masoni: cognome di un contadino delle parti di Fucecchio che nel 1929 “andò a veglia, come era solito, e sulla strada del ritorno, di notte, fu ucciso con una fucilata”. Da questo fatto tragico nacque  il modo di dire, ormai scomparso: “Non fare come il Masoni” (R. Cardellicchio), che significava in pratica “Ritorna”                                                                                                                                                                                                                            

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