Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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lupo, s.m. e pare che derivi da una località un po’ remota del Monte Pisano (Lupo Cavo), dove è molto probabile che un tempo si trovassero i lupi, l’espress. “Te andrai a rifinì a Lupo ‘avo!”: tu finirai per fallire o comunque male

lùrciola, s.f.: ulcera, rispetto alla quale la storpiatura rustica (in parte dipendente dell’agglutinazione dell’art. al nome) molto probabilmente originaria della campagna senese, è in netto declino

lusco, s.m., ma da un agg. col significato di “losco” (Boccaccio: DELI) e quindi tenebroso in riferimento al tempo notturno, mentre “brusco” può significare “pungente”(Id.) in riferimento al tempo dell’alba specialmente d’inverno. Però l’espress. “Tra il lusco e il brusco” può essere estesa a indicare oltre che la “luce incerta” che “precede l’alba”, quella che segue il tramonto, insomma il crepuscolo, propriamente detto così in seguito a una nota opera di R. Wagner (Id.), e perciò per estensione “nell’incertezza” (R. Cantagalli)

lustratore, s.m.: adulatore, un sinonimo di lecchino. Si tratta di un deverbale nostrano (magari usato più nell’ambito del linguaggio familiare) di “lustrare”, che significa anche “adulare” a partire dall’Ottocento (DEI). Chi non vuol cedere alle lusinghe dell’adulazione dalle nostre parti può dire: “E ‘un mi fai cascà’ nel burro!”: non mi fai scivolare con la tua piaggerìa: vocabolo, quest’ultimo, forse derivato da “piaggia” passando a indicare, da “viaggiare lungo la spiaggia”, “assecondare” (DISC)

lustrente, agg.: splendente, di cui ( o di “lucente”, usato anche da Dante: DEI) potrebbe aver risentito l’influenza il participio presente di “lustrare”, a sua volta non usato forse anche per questo

lustro, agg. usato anche a Firenze nel senso di fresco, come nel modo di dire ironico: “Ora sta’ lustro!”, che significa “Vedrai come molto presto andrai incontro a conseguenze spiacevoli!”, appunto come il modo di dire “Ora sta’ fresco!”

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Presentazione del 4/2/2015,  https://www.montaione.net/il-toscanario/

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 7 gennaio 2020

 

Cinema. Tolo tolo

Cari amici,

nell’augurarvi  un sereno 2020 apriamo la stagione con una prima visione attesissima con un inedito CHECCO ZALONE CHE SI MANTIENE IN EQUILIBRIO SUL CRINALE DELLA CORRETTEZZA POLITICA, COLPENDO A 360°.

BUONE VISIONI !

L’ANGELO AZZURRO

Montaione e il Natale

Natale 2019. Abbiamo raccolto immagini che testimoniano il Natale 2019 a Montaione. Per questo ultimo periodo dell’anno, è il nostro modo di porgere gli Auguri a tutti i montaionesi e a tutti coloro che visualizzeranno questa raccolta.   – Clicca sull’immagine per ingrandirla –

La Redazione

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di Giancarlo Carmignani

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luna, s.f. che assume un significato particolare in dipendenza del v. “avé’ ”, cioè avere “la luna” o “le lune”, cioè anche le “paturnie”, dal momento che significa essere lunatico, cioè in un certo senso subire  “l’influsso delle fasi lunari” e quindi essere “soggetto a sbalzi d’umore” (DISC). Quanto all’espress. “A questi chiari di luna”, significa “periodo difficile” specialmente “sul piano economico” (DISC)

lungagnana, s.f.: lungagnata, termine quest’ultimo attestato nel Giusti nel senso di discorso “lungo”, oltre che noioso (DEI), mentre lungagnana sembra una variante rara della stessa parola

 lungo, agg.: noioso, per es. nel proverbio contadino d’una volta: “Tu se’ più lungo d’un dì con punto pane”: tu sei più noioso d’un giorno senza pane, perché senza mangiare un alimento almeno un tempo considerato indispensabile come il pane, il gorno non passa mai. È però più diffusa da noi l’accezione di “lungo” come “alto”: si pensi, per es., alla frase: “È lungo e bischero!”: è alto e sciocco

lupino, s.m.: callo simile a un lupino come aspetto “tra dito e dito”: DEI, secondo cui, inteso come pianta delle leguminose (“Lupinus albus”), detto anche “fava lupina”, è “documentato come elemento toponomastico tosc. dal XII sec.”

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 31 dicembre 2019

 

Cinema. Pinocchio

Cari amici,

con uno sforzo non indifferente siamo riusciti a portare quasi in prima nazionale il film di Matteo Garrone PINOCCHIO con un rigoroso rispetto al testo di Carlo Collodi e un cast stellare con Roberto Benigni (Geppetto) ma anche Gigi Proietti, Rocco Papaleo e Massimo Ceccherini.  Un attenzione particolare per queste feste è riservata ai ragazzi con l’aggiunta di un classico Walt Disney  FROZEN II.

BUONE FESTE E BUONE VISIONI !

L’Angelo Azzurro

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di Giancarlo Carmignani

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luì (ma anche luicchio), s.m.: luì bianco (Phylloscopus bonelli”) e il nome, usato in diverse parti della Toscana, è derivato dal verso: è perciò onomatopeico, come si può dedurre anche dal Romanelli e dal DISC

lullerone, agg. o s.m.: “pazzerello” (M. Catastini), ma è un termine venuto meno, per quanto sembri certo onomatopeico con quelle  -l– che si ripetono e il suff. accresc. –one finale

lumaóne, s.m.: lumacone: individuo molto lento. Si tratta di un vocabolo che si spiega molto bene essendo la lentezza una caratteristica della lumaca, com’è noto, senza guscio a differenza della chiocciola, nonostante ci sia chi fa confusione fra i due generi. Infatti in zoologia il lumacone è il “Limax maximus” e invece la chiocciola è del genere “Helix” da una parola greca “Helix, hèlicos”= “spirale” (si pensi alla forma della conchiglia della chiocciola) da cui deriva anche elicottero (Devoto-Oli)

lume, s.m. Frase: “Mi sembri un lumammano!”: a me sembri un arretrato (essendo il lume a mano uno strumento senza dubbio arcaico sì da far venire a mente il Medioevo), ma anche un “fessacchiotto” dal lento apprendimento, essendo scarsa la luce che può fare un lume a mano, nonché ridicolo, dal momento che viene detto talora “buffo come un lume a mano”. È un diminutivo di lume, ma ottenuto mediante l’ “interfisso” –c– prima del suff. dimin., “lumicino”, che si trova in particolare nell’espress.: “Esse’ al lumicino”: “essere in fin di vita” o comunque alla fine, oltre che della salute, delle forze e delle “risorse economiche”. Tale modo di dire pare che venga “dall’uso in pratica nell’ospedale di Santa Maria Nova di Firenze di mettere un lumicino con un crocifisso al letto di coloro che stavano per morire” (G. Pittàno). Si tenga presente anche l’espress. “Neanche col lumicino!” in riferimento a una situazione che non si sarebbe creduto che si potesse verificare

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 24 dicembre 2019