Il cinema in salotto

L’Angelo Azzurro, grazie alla collaborazione del Circolo L’Arsenale di Pisa porta il cinema in salotto

 

In un momento complesso e difficile come quello che tutto il Paese sta vivendo a causa dell’emergenza Covid-19, che ha portato alla chiusura di cinema e teatri, e alla sospensione di ogni altra forma di manifestazione pubblica, abbiamo pensato a cosa un Cineclub potesse fare nel suo piccolo per aiutare la comunità.

Nei giorni che hanno comunicata la chiusura, in molti ci hanno scritto via mail e attraverso i canali social per dimostrare la propria vicinanza, chiedendoci di “portare il cinema nei salotti di casa loro”.

Ogni giorno alle 16.30, tradizionale orario di apertura del cinema, sulla home del sito www.arsenalecinema.com proporremo un film accompagnato da un approfondimento. Dal cinema di finzione al documentario, passando per l’animazione e i corti, i film saranno proposti seguendo i criteri del Cineclub, con cicli e rassegne, e sarà possibile vederli cliccando sulla locandina e accedendo a piattaforme gratuite e ufficiali di streaming video.

I video di approfondimento saranno proposti attraverso l’archivio dell’Arsenale, registrazioni video realizzati per l’occasione con critici, docenti universitari e responsabili di enti e associazioni, ed eventi in diretta su YouTube con personalità del mondo del cinema, a cui sarà possibile prendere parte in chat, ponendo domande direttamente da casa.

Per andare a scovare il cinema “invisibile” e proporre opere interessanti ed inedite, invitiamo quindi gli autori di film indipendenti, documentari e corti a scriverci su arsenale@arsenalecinema.com o alla

pagina facebook.com/arsenalecinema, e a segnalarci i propri lavori.

In attesa di rivederci, il buon cinema è pronto a bussare alle vostre case. Fatelo entrare e godetevi lo spettacolo!

BUONE VISIONI !!

 

Fonte: L’Angelo Azzurro Cinema Club

 

Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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marva! interiez. probabilmente derivata da malva, propriamente malva selvatica (“Malva sylvestris”): ohi! è andata male! Forse l’accezione sfavorevole dell’esclam. si può spiegare per l’accostamento a “male” della prima sillaba del nome corretto della pianta

marvone, s.m.: malvone, propriamente accresc. di malva, essendo una pianta della famiglia delle malvacee, ma è ben più alta di quella: il suo vero nome è altea (“Althaea officinalis” o “rosea”). A Fucecchio è anche un’offesa rivolta a una persona che lascia molto a desiderare per la sua cattiva condotta, ma non sappiamo perché una pianta bella e utile come il malvone, denominazione pop. non solo toscana d’una “varietà alta di malva” (DEI) abbia dato origine a un’offesa, se non per il fatto che almeno dalle nostre parti è una pianta piuttosto rustica o per la netta somiglianza della prima parte della parola comune in italiano a “malvagio”

marzòlo, s.m.: marzaiola (“Anas querquedula”), essendo un uccello “presente in Italia quasi esclusivamente” di marzo (C.Romanelli): mese in cui è di passo l’upupa (“Upupa epops”) nelle nostre zone, dove appunto questo uccello dalla caratteristica “lunga cresta erettile” (Devoto-Oli) è chiamato “galletto marzolo”.

marzòlo, s.m.: igroforo marzolino (“Hygrophorus marzuolus”): fungo che “nasce nei boschi, specialmente di conifere, al principio della primavera”, donde il suo nome popolare. Ciò vale anche per un tartufo dallo stesso nome, ma scientificamente “Tuber albidum pico”, che peraltro matura già “da metà gennaio”.

Quanto al termine igroforo, significa dal greco “portatore d’umido”, essendo la carne di questo fungo “ricca di acqua” (Devoto-Oli)                                                                                                                                                                                                                                                                                               

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 31 marzo 2020

 

Parrocchia, pregare si può

Fonte: Parrocchia di San Regolo in Montaione 

Pregare si può – contro il corona-virus con la
“corona” in mano –
Sono molti gli opportuni, necessari divieti in questo preoccupante
periodo. Ma, se molte sono le cose che non possiamo fare, ne
restano tante altre che possiamo fare più e meglio: godere
dell’intimità della nostra casa, parlare, ascoltare, prendersi miglior
cura dei nostri familiari, dedicarsi ad attività per le quali non
abbiamo mai tempo, riscoprire la gratuità della bellezza della
natura nel suo risveglio, … e … pregare!
La parrocchia di Montaione, prendendo spunto da analoghe iniziative di altre zone, propone,
a tutti i parrocchiani, una preghiera in comune. Sì, la preghiera consente di “far comunione”
spiritualmente anche se impossibilitati a stare fisicamente vicini. Dunque preghiamo
insieme, alla stessa ora, tutte le sere, alle ore 21, ognuno nella propria casa, insieme ai
familiari, come una volta; (ma solo le persone anziane se ne possono ricordare!)
Come pregare? con la recita del Rosario, solo una “posta” (10
Ave Maria, il Padre nostro e il Gloria)
Per cosa pregare? viene suggerita, per ogni giorno della settimana,
una specifica intenzione:
Lunedì  – per gli ammalati, specie per quelli attaccati dal corona-virus
Martedì –  per i governanti che siano guidati ad assumere  oculate decisioni
Mercoledì – per i medici, gli infermieri e il personale sanitario
Giovedì – per i bambini
Venerdì –  per gli anziani
Sabato –  per i volontari e per tutte le persone impegnate nel soccorso
Domenica – perché sia mantenuta in tutti la speranza
Collaboriamo a combattere il corona-virus con questa più potente “corona”, la corona del
Rosario. La recita del Rosario, pratica religiosa ormai poco seguita, è stata, nel passato, per
secoli, conforto e sostegno nelle difficoltà della vita. I nostri cari defunti, che ben
conoscevano la potenza di questa preghiera, saranno, anch’essi, uniti a noi in forza della
consolante Comunione dei Santi.
Mentre raccomandiamo a tutti di osservare attentamente e senza recriminazioni le
disposizioni appositamente emanate, invitiamo a diffondere questa iniziativa col passa
parola e con tutti i mezzi che le moderne tecnologie ci mettono a disposizione.
#coronainmano

E’ on line il n.986

vdclogo Vita di Comunità

Don Luigi desidera continuare la pubblicazione di VdC perché ritiene opportuno fornire, in assenza delle Messe, almeno questa forma di sostegno ai parrocchiani. I volantini si potranno trovare nella chiesa parrocchiale, sul solito tavolino.

clicca e apri vdc986

In evidenza:

  • La Santa Messa (11)
  • Pregare si può – proposta della preghiera comunitaria a distanza

Elezioni ammnistrative a Montmerle. Philippe Prost è il nuovo sindaco

Pas de surprise, la liste de Philippe Prost “Ensemble pour Montmerle” l’a
emporté très largement avec 62,12 % des suffrages exprimés. Elle a récolté
779 voix, elle occupera 22 sièges au conseil municipal et cinq sièges à la
communauté de communes. La seconde liste, celle de Mélanie Monchaux,
“L’écho des Montmerlois” a recueilli 475 voix, elle occupera cinq sièges
au conseil municipal et un siège à la communauté de communes.
Après un intérim d’un an au poste de maire, Philippe Prost prendra
officiellement le poste de premier magistrat, samedi prochain, lors du
conseil municipal d’installation. Ses premiers mots ont d’ailleurs été
tournés vers Raphaël Lamure, le maire, qui n’a pas pu se représenter en
raison de soucis de santé, en lui offrant la victoire. Il a également
remercié toute son équipe pour avoir mené « une campagne digne et
respectueuse ». Et il a conclu en soulignant « le contexte particulier qui
a entraîné une participation modeste ». Avec la pandémie du coronavirus,
le taux de participation, de 44,95 %, a été fortement impacté, 1 290
votants pour 2 870 inscrits. En 2014, 66,88 % des Montmerlois s’étaient
déplacés.

Nessuna sorpresa, la lista di Philippe Prost ” Insieme per Montmerle” ha conquistato largamente il 62,12% dei voti espressi. Ha raccolto 779 voti, occuperà 22 seggi al consiglio municipale e cinque seggi alla Comunità dei Comuni (simile alla nostra unione comunale Empolese-Valdelsa, n.d.r.). La seconda lista, quella di Mélanie Monchaux, “L’Eco dei Montmerlesi” ha raccolto 475 voti, occuperà cinque seggi al consiglio municipale e un seggio alla Comunità dei Comuni. Dopo un interim di un anno al posto di sindaco, Philippe Prost, prenderà ufficialmente il posto di primo magistrato, sabato prossimo, al momento d’insediamento del consiglio municipale. Le sue prime parole, d’altronde, sono state rivolte verso Raphael Lamure, il sindaco, che non ha potuto ripresentarsi causa la preoccupante salute, dedicandogli la vittoria. Egli ha ugualmente ringraziato tutta la sua squadra per aver condotto “una campagna degna e rispettosa”. Egli ha concluso sottolineando “il contesto particolare che ha causato una partecipazione modesta”. Con la pandemia del corona virus, il tasso di partecipazione del 44,95% ha fortemente impattato, 1290 votanti a fronte di 2870 aventi diritto. Nel 2014, il 66,88% dei Montmerlesi avevano partecipato.

 

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di Giancarlo Carmignani

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marginetta, s.f.: tabernacolo; deriva da “(im)maginetta” con intrusione di “margine” per “rifacimento popolare” secondo Cortelazzo-Marcato

marmato (freddo), agg.: freddo “come il marmo”, ma si può trattare –è chiaro- di un’ iperbole

marmignatta, s.f.: malmignatta, “unico ragno velenoso in Italia” (e perciò “mala”, cioè cattiva + “mignatta”, ma in realtà un aracnide) “munito di lunghe zampe”, “di colore nero con tredici macchie rosse sull’addome” (DISC), tant’è vero il suo nome scientifico è “Latrodectes tredecimguttatum” e, come sappiamo, in lat. “tredicim” indica, appunto, il numero tredici (Devoto-Oli)

marmòtta, voce pis., fiorent. e pist. (DEI), ma usata molto anche da noi, s.f.: raffreddore, per cui “Prendersi una marmotta” significa buscarsi una brutta inffreddatura anche “con febbre” secondo L.Bezzini. Viene fatto di pensare che ciò dipenda dal fatto che le marmotte vivono in alta montagna, dove per lo più è freddo, oltre che per la somiglianza del “roditore (..) infagottato di pelo rossastro con la persona infagottata nella lana e intontita a causa del raffreddore”, come afferma R.Cantagalli

marrone, s.m.: “grossa marra”, simile alla zappa, significato che aveva anche l’assiro “marru”: DEI, secondo il quale era già attestato nell’antico lucch. e precisamente nel 1308

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 24 marzo 2020

 

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marangóne, s.m. (chiamato così anche a Viareggio, Vecchiano, Livorno, Orbetello e Siena): cormorano (“Phalacrocorax carbo”), mentre il nome usato anche a Fucecchio deriva dal lat. “mergere” = immergersi, perché tale uccello, appunto, s’immerge, si tuffa nell’acqua, come possiamo dedurre anche dal Romanelli e come possiamo vedere anche nell’Arno

marchese, s.m.: mestruo; popolare, ma più propriamente gergale. Probabilmente deriva dal fr. “marguer” (DEI) nel senso di “segnalare”, sottinteso, come viene detto popolarmente, che una donna “ha le su’ ‘ose”, cioè le mestruazioni, per sottolineare l’intimità della cosa

marco, s.m.: livido, dal tema germanico “mark-” = “segnare” a cui accenna il DISC, potendo essere il segnale di un colpo ricevuto o, per meglio dire, subìto

mardocchio, s.m.: malocchio, di cui è una storpiatura: propriamente sarebbe mal d’occhio, ma la parola è caduta in disuso ed è molto probabile che tale storpiatura, come del resto molte altre,  fosse originaria del contado

maremma!, esclam. eufemistica per non dire Madonna! Potrebbe però derivare anche dal fatto che un tempo in tale subregione toscana imperversava la malaria e perciò che nel “gergo popolare” significhi “luogo brutto” secondo B. Gianetti, diventando una specie di imprecazione tipicamente toscana, non una bestemmia, per quanto, secondo il DISC, di questa sia considerato un sinonimo il termine “imprecazione”

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 17 marzo 2020

 

Biblioteca. Informazioni circa le attività sospese

Comunicato da Biblioteca “a biscondola”

Si informano gli utenti che, nel rispetto del decreto (DPCM) dell’8 Marzo 2020, articolo 2, comma d), la Biblioteca Comunale sospende fino al 3 aprile 2020 tutte le attività e le iniziative, compresa l’apertura delle sale e il servizio di prestito ai cittadini. E’ invece confermato il servizio di biblioteca digitale gratuita Media Library Online consultabile da casa.
Ci scusiamo per il disagio.