Rassegna stampa

Posta a giorni alterni, l’Empolese Valdelsa non ci sta e vuole la sospensione del piano

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2017/04/11/posta-giorni-alterni-lempolese-valdelsa-non-ci-sta-vuole-la-sospensione-del-piano/


Il LATO BICI In una grande tenuta di oltre 1000 ettari, nel Comune di Montaione, in Toscana, ha appena aperto il Castelfalfi Resort Golf and Spa. Intorno alle buche, tra le colline argillose, una fitta rete di sentieri da trekking e da bicicletta di intensa bellezza
 http://www.iodonna.it/lifestyle/viaggi/2017/04/13/in-toscana-dove-convivono-bici-e-golf/

 

 

Comunicato IHP

Comunicato congiunto IHP – Progetto Islander, 5 aprile 2017

CALUSO (TO): Cavalli torturati con scosse elettriche, fruste, calci, pugni, getti d’acqua bollente. Anche lo stalliere torturato e gravemente ferito dai proprietari dell’allevamento

Una storia allucinante, fatta di gravi maltrattamenti, che andava avanti da diverso tempo e che è stata portata alla luce da un servizio di Edoardo Stoppa di Striscia La Notizia, a seguito di alcune segnalazioni che raccontavano anche di irregolarità nella movimentazione dei cavalli che entravano e uscivano dalla struttura.

Durante il sopralluogo, effettuato a metà febbraio da Stoppa con il supporto delle Guardie Zoofile Ittico Venatorie Ambientali, Comando Provinciale di Torino, è stata constatata la presenza di circa 60 cavalli, alcuni dei quali con segni di ferite e fiaccature più o meno recenti, e di 10 pony. Sono stati rinvenuti diversi strumenti atti a provocare dolore e/o ferite: bastoni contenenti pungoli elettrici e dotati di cavi elettrici e batterie, kit con collari elettrici, 1 teaser, speroni collegati a cavi elettrici, una testiera chiodata.

Nei pressi del tondino di “addestramento” sono stati trovati anche un fucile ad aria compressa e una bottiglia di aceto con alcune garze impregnate.

Inoltre, in un nascondiglio, sono stati trovati molti farmaci veterinari, buona parte dei quali scaduti, e decine di passaporti non appartenenti ad alcuno dei cavalli presenti in scuderia.

Un cavallo e una pony mostravano evidenti segni sul corpo e le loro condizioni erano tali da indurre le Guardie a effettuare un sequestro preventivo per il loro immediato ricovero in clinica.

Infatti già dalla prima visita veterinaria effettuata sul posto era emerso che il cavallo era stato ritrovato nel tondino “con fresche ed ampie abrasioni bilaterali causate dallo sfregamento intenso e continuo dello strumento di lavoro alla corda che al momento del ritrovamento ancora indossava”.

Mentre la pony aveva difficoltà a camminare a causa di una grave zoppia: aveva infatti una profonda ferita a livello del piede, con infezione in corso. Aveva inoltre lesioni acute e sanguinanti nella regione perineale, oltre a cicatrici di vecchia data su tutta la parte posteriore del corpo.

Il referto della clinica veterinaria dove i cavalli erano stati immediatamente trasferiti, descrive la pony in uno stato di malnutrizione grave, con una zoppia grave sul posteriore destro dovuta a una ferita penetrante e profonda a livello del piede che ha determinato un’infezione diffusa e una lesione del tendine. E poi altre infezioni sulle gambe posteriori, cicatrici sulle gambe, nella zona della vagina e sul muso, quest’ultima con lesione del nervo facciale.

Mentre il cavallo baio, oltre alle ferite ancora sanguinanti, aveva chiari segni di un trauma all’occhio sinistro. Gli altri cavalli presenti nella struttura apparivano letteralmente terrorizzati dalla presenza umana, rintanandosi nell’angolo del box ogni volta che qualcuno vi si affacciava.

Dalle informazioni raccolte da Stoppa – che ha riportato le relative testimonianze oculari nel servizio andato in onda – sembrerebbe che i cavalli venissero torturati con scosse elettriche, picchiati con fruste, spranghe di ferro, catene, sottoposti a violenti getti d’acqua bollente tramite una idropulitrice, lasciati molte ore nel tondino (piccolo recinto di addestramento) con delle redini che li obbligavano a stare con il collo iperflesso verso il basso (posizione estremamente innaturale e causa di notevole dolore e di traumi). Alcuni cavalli presenti nella struttura presentavano vecchie cicatrici alle gambe, verosimilmente date da “incordatura” e cioè da corde strette sulle articolazioni al punto da provocare traumi o gravi abrasioni.

Come se non bastasse, sembra che in un terreno adiacente possa esserci una fossa comune dove si sospetta siano stati sepolti alcuni cavalli: infatti le ruspe sarebbero al lavoro proprio in questi giorni per verificare. Gli inquirenti stanno anche indagando per verificare se vi siano stati anche casi di macellazione clandestina di cavalli. Eppure, stando sempre alle informazioni raccolte, sembra che questa persona facesse anche da istruttore di equitazione a dei bambini, facendoli perfino partecipare a gare e concorsi.

Mentre le indagini erano in corso, è stata diffusa ieri la notizia secondo cui l’allevatore e la sua compagna avrebbero malmenato e torturato per ore lo stalliere provocandogli anche gravi fratture, accusandolo di essere stato lui a denunciarli (circostanza non veritiera, peraltro). Per questo reato sono stati entrambi posti agli arresti domiciliari. Durante l’irruzione per l’arresto sono stati trovati altri strumenti elettrici, segno evidente che l’allevatore aveva ricominciato da capo come se nulla fosse.

IHP e Progetto Islander chiedono adesso con forza che l’allevamento venga chiuso e che tutti i cavalli vengano posti sotto sequestro e portati in luoghi sicuri. Le associazioni auspicano un processo esemplare per un caso di una brutalità inaudita.

Il video di Striscia La Notizia è visibile a questo link:

http://notizie.tiscali.it/cronaca/articoli/Braccia-rotte-stalliere-denuncia-Striscia/

Ufficio Stampa IHP: tel. 0571 677082 www.horseprotection.it

Ufficio Stampa Progetto Islander: tel. 338 4016261 www.progettoislander.it

 

Il piacere ed il gioco della lettura

Il Comune di Montaione nell’ambito della raccolta delle iscrizioni per la frequenza al nido d’infanzia comunale “Il cerbiatto”  per l’anno educativo 2017-18, organizza un incontro con i genitori

Mercoledì 12 Aprile 2017 dalle 17.30 alle 19.30 Presentazione del servizio

ore 18.00 “LIBRI CURIOSI DI ESSERE LETTI. Il piacere ed il gioco della lettura”. Incontro a cura di Chiara Parrini, psicologa e educatrice Coop. il Piccolo Principe

Fonte: Comune di Montaione

Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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chioma, s.f. con un significato particolare quando veniva detto “A chioma” (L. Briganti): a testa,modo di dire venuto meno ed anche prima usato molto raramente, viene fatto di pensare, non trattandosi di un termine popolare! Invece, almeno nel linguggio giovanile, era diffuso con lo stesso significato, l’espressione “A chiorba”

chiòrba, s.f. scherz.: testa, voce anche pisana, lucchese e grossetana (DEI), così come è diffuso l’accresc. chiorbone, che però non è scherzoso, ma un’offesa, significando testone, zuccone, persona dalla testa dura

chiotto, agg. (voce tosc., “probab. espressiva”: DEI): raccolto, accoccolato, rincantucciato, per es., nel calduccio del letto, sotto le lenzuola, nella loc. avverbiale “chiotto chiotto”, ancora più espressivo dell’agg. con quella significativa ripetizione dello stesso

chiòvina, s.f.: cloaca, significato proprio di chiòdina, di cui chiòvina pare una forma antica peraltro in disuso, attestata nel Giusti (DEI), ma almeno fino a poco tempo fa sembra che fosse ancora in uso  il significato, attestato in un libretto attribuito a M. Catastini, di “chiovina” cone “bòzzo alla base di una calletta”, dimin. di “calla”, di cui abbiamo già visto il significato

chiù, s.m.: assiolo (“Otus scops”), chiamato anche “chiurlo”, termine derivato (e a maggior ragione chiù) dal verso emesso da questo uccello (in parte da C. Romanelli)

chiurlo maggiore, s.m. con l’agg. al grado comparativo “per le dimensioni” che lo fanno distinguere dagli altri chiurli, come quello minore (“Numenius phaeopus”): chiurlo (“Numenius arquata”: C.Romanelli)

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  http://www.montaione.net/il-toscanario/

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 18 aprile 2017 

Installati due dispositivi per la ricarica dei vecoli elettrici

Montaione paese del turismo verde – unico Comune in Europa che può vantare la certificazione ambientale ISO 14001, quella energetica ISO 50001 e la European Energy Award Gold – prosegue nelle sue politiche di attenzione all’ambiente, nei sui interventi di promozione del consumo razionale delle risorse e di impiego delle fonti di energia a basso impatto. Nella mattina di sabato 8 aprile, è stata inaugurata dal Sindaco e dalla Giunta Comunale l’installazione di due impianti per la ricarica degli autoveicoli a trazione elettrica.

Collocati presso l’area di sosta per camper in Piazza della Nunziatina, gli impianti sono idonei a supportare tutti i tipi di veicolo, quale che sia il sistema di ricarica che questi hanno in dotazione, e possono servire fino a quattro veicoli contemporaneamente.

 

Gli impianti sono stati realizzati da Enegan, trader di gas e luce, che ha fatto della produzione di energia verde, derivante da fonti rinnovabili, la propria filosofia aziendale. Questa installazione, fa parte di un progetto molto più ampio realizzato da Enegan attraverso il brand EVE (ElectricVehicle Energy) che porterà, nel giro di pochi mesi, ad installare 325 colonnine di ricarica elettrica in tutta la Toscana con un notevole impatto sulle emissioni di gas serra. All’inaugurazione era presente Maurizio Castagna, Responsabile Ricerca e Sviluppo di Enegan, che ha tagliato il nastro insieme al Sindaco, Paolo Pomponi.  “Un ulteriore passo avanti nel percorso che l’Amministrazione Comunale ha intrapreso da tempo, per fare di Montaione un paese che persegue la sostenibilità del proprio sviluppo, che tutela il proprio ambiente, e pone in primo piano la qualità della vita di residenti e visitatori” – ha commentato il Sindaco. “Una dimostrazione che le certificazioni ambientali acquisite negli ultimi anni non sono per noi un punto di arrivo, bensì uno stimolo a fare meglio, a mettere in atto sempre nuovi strumenti e strategie che inducono comportamenti virtuosi da parte di tutti. Ringrazio Enegan, che ci ha fornito dispositivi ad elevata tecnologia, i quali consentiranno tra l’altro di qualificare l’offerta di servizi anche per i numerosi turisti che ogni anno soggiornano a Montaione”.

Maurizio Castagna afferma: “EVE è un progetto al quale teniamo particolarmente. Fin dalla nascita di Enegan, abbiamo sempre puntato ad attività che rispecchiassero il completo rispetto per l’ambiente ed aiutassero a migliorare la qualità della vita in termini di ecosostenibilità. Questo è un ulteriore passo in avanti verso questa filosofia e siamo orgogliosi di averlo realizzato”. Continua Castagna: “Con l’inaugurazione di oggi a Montaione puntiamo, oltre a garantire un ambiente migliore al comune, a sensibilizzare i cittadini sui problemi legati all’emissione di gas serra”.

Il servizio di ricarica è già attivo e per una prima fase sperimentale di almeno un anno sarà offerto gratuitamente. Per usufruirne è sufficiente munirsi della card in distribuzione presso Enoteca Posarelli, Viale da Filicaja, 2a e 2b, e Tabaccheria Daniele Taddei, Via Leonardo Da Vinci 44/46. All’utente sarà richiesto di lasciare in deposito il proprio documento di identità, il quale sarà restituito alla riconsegna della card che dovrà avvenire immediatamente dopo l’uso.

Fonte: Comune di Montaione

500° anni di San Vivaldo, al via le celebrazioni

Convegni di studio, arte e molto altro per l’anniversario della fondazione della Piccola Gerusalemme

La “Gerusalemme” di San Vivaldo, sorta agli inizi del XVI secolo nei pressi del convento francescano della piccola frazione di Montaione, nonché uno dei luoghi d’arte più ricchi di fascino non solo del territorio di Montaione e della Valdelsa, ma anche di tutta la Toscana, si prepara quest’anno a festeggiare un traguardo importante. Sono infatti passati 500 anni dal 19 febbraio 1516 (1517 nello “stile moderno”), quando Papa Leone X emanò il “breve”, concedendo l’indulgenza a coloro che avessero visitato le cappelle della Piccola Gerusalemme di San Vivaldo, nata proprio come “sostituto” simbolico di Gerusalemme come meta di pellegrinaggio. Il programma delle iniziative che l’Amministrazione comunale di Montaione ha predisposto per celebrare questo importante anniversario e valorizzare il territorio si realizzerà nel corso di tutto il 2017, e comprende una Via Crucis, concerti di musica classica e rappresentazioni teatrali, senza tralasciare però gli eventi di studio e di approfondimento degli aspetti storico-artistici e religiosi del complesso San Vivaldino. È infatti in programma un convegno al quale parteciperanno alcuni tra gli studiosi più accreditati del settore e importanti rappresentanti del clero. Gli atti del convegno saranno poi pubblicati in un volume di pregio. Le prime iniziative occuperanno già i prossimi giorni. Venerdì 7 aprile alle ore 21.00 le parrocchie della zona pastorale animeranno un’inedita Via Crucis tra le cappelle della Gerusalemme, alla presenza di S.E. Mons. Alberto Silvani, Vescovo di Volterra, e di S.E. Mons. Andrea Migliavacca, Vescovo di San Miniato. Domenica 9 aprile alle ore 18.00, invece, presso la Chiesa di San Vivaldo, si terrà il Concerto degli allievi della Masterclass guidata dai professori Tatiana Zelikman e Igor Volochine. Il programma, per pianoforte, flauto e violino, comprende brani di Vivaldi, Brahms, Liszt, Bach, Scriabine, Fauré, Ernst, Reinecke e Marx, e prevede anche l’eccezionale partecipazione di Igor Volochine.

Fonte: Comune di Montaione

Comunicato del 7 aprile 2017

IL PROGRAMMA

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Cinema. Un capolavoro di Martin Scorzese + Speciale Ragazzi

I TORMENTI DELLA FEDE SECONDO L’EX SEMINARISTA MARTIN SCORSESE

Ci sono film che solo certi registi si possono permettere. Uno è senz’altro Martin Scorsese, che una carriera costellata di capolavori autorizza a fare un po’ quel che vuole. Così Martin ha potuto utilizzare un grande cast, un pluripremiato professionista come Dante Ferretti e un ricco budget per creare un film grave e intransigente, che non accarezza mai il pubblico nel senso del pelo.

silence + speciale ragazzi

Ci sono cose già belle, altre lo diventeranno

Inaugurata lunedì pomeriggio scorso nel palazzo comunale la mostra della scuola dell’infanza e della scuola primaria: “Ci sono cose già belle, altre lo diventeranno”.

Una inaugurazione con tanto di taglio del nastro da parte dei bambini, per la mostra dei “capolavori” creati dai bambini dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia e della quinta elementare.
I piccoli artisti, con l’ausilio delle insegnanti, hanno proposto con impegno e passione un progetto educativo e formativo sulle diversità quali elemento di ricchezza.

La mostra è stata allestita nell’androne del palazzo comunale, visitabile fino alla fine di maggio.

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Inaugurazione “Il Castelfalfi”

Lo scorso 31 Marzo è stato inaugurato “Il Castelfalfi”. Abbiamo reperito alcune foto da Facebook dell’evento.

Oltre al nostro Sindaco erano presenti anche:

Sara Rigacci, Paolo Masetti, Brenda Barnini, Enrico Sostegni, Vincenzo Ceccarelli, Dario Parrini, Laura Cantini.
E inoltre Gerber (CEO di Tui Blue), Ebel (Executive board of TUI), Neuhaus (CEO della Tenuta Castelfalfi SPA)

 

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Castelfalfi. Torna la caccia alle uova di Pasqua.

Dopo il grande successo delle precedenti edizioni, che hanno visto la partecipazione di più di 300 bambini, si rinnova  l’appuntamento tanto atteso soprattutto dai più piccoli! A Pasquetta il Borgo di Castelfalfi si tinge di colori e di allegria, per la consueta Caccia alle Uova di Pasqua! Tutti i bambini sono invitati a partecipare a questa grande festa, in cui si divertiranno ad andare alla ricerca di piccole uova colorate per poter vincere i fantastici premi in palio, giocando all’aria aperta in tutta sicurezza grazie ai nostri animatori.

Pasqua è l’occasione perfetta per concedersi un rilassante week-end fuori porta con la propria famiglia.

Toscana Resort Castelfalfi, immerso tra le splendide colline toscane, è la meta ideale per vivere alcuni giorni all’insegna del relax e della buona cucina, senza rinunciare al divertimento che mette d’accordo grandi e piccini.

01. Castelfalfi

Per soddisfare le esigenze di tutti, Toscana Resort Castelfalfi propone un’offerta ricca e diversificata. Il Castelfalfi, nuovo hotel, punta di diamante della Tenuta, ha aperto finalmente le sue porte per offrire ai suoi ospiti un’esperienza a 5 stelle: per chi vuole trascorrere una Pasqua esclusiva ed indimenticabile, l’offerta include un soggiorno di almeno due notti presso l’hotel e un pranzo nel nuovo fine dining La Via del Sale, guidato dall’Executive Chef Francesco Ferretti, che ha ideato per i suoi ospiti un menù dai sapori delicati e sofisticati, da gustare contemplando la splendida vista del ristorante sulle colline toscane.

Per chi invece desidera un ambiente più intimo, senza rinunciare al comfort e all’eleganza, l’hotel 4 stelle La Tabaccaia propone un pacchetto di almeno due notti ed il pranzo di Pasqua presso la Trattoria Il Rosmarino, che rende protagonisti del suo menù i piatti della tradizione toscana.

E infine il Ristorante La Rocca, guidato dall’Executive Chef Michele Rinaldi, mette in tavola un menù che combina magistralmente la tradizione pasquale toscana e l’innovazione della cucina moderna; il tutto, nell’incantevole cornice dell’antico castello medievale, impreziosito da una terrazza con una meravigliosa vista sui campi da golf.

Fonte: TOSCANA RESORT CASTELFALFI

Per info: visita www.castelfalfi.com

Località Castelfalfi, 50050 Montaione, Firenze, Italy

Tel:  +39 0571 890169 – Cell: +39 338 6587968

Fax: +39 0571 890115 – marketing@castelfalfi.it

Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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chiocca, s.f. tosc.: “testa grossa” (DEI, secondo cui sarebbe una voce pisana e lucchese); deriva dal lat. “coc(h)lea(m)” = conchiglia (che può essere anche grossa) tramite il lat. parlato “clocca” (M.Cortelazzo- C. Marcato) evidentemente per la forma che la testa può avere specialmente se è grossa e si tratta di una persona calva e perciò con la “zucca pelata”, cioè priva di capelli, vale a dire dei peli della “cute del capo”  (in lat. tardo “pilare” significa anche “depilare”: DISC). Non per niente è specialmente allora che viene detto scherzosamente: “Che bella chiocca!”

 chioccà’ , v.tr. tosc.: chioccare, cioè “percuotere” (DISC), colpire, ma da noi anche picchiare (per es., con la macchina): si pensi alla frase: “Chiocca, chiocca: poi lo vedi che ti succede!”: picchia, picchia: poi vedrai cosa ti succederà! – In Valdelsa il termine era usato anche per indicare bere a grossi sorsi alla bottiglia o al fiasco, senza usare il bicchiere. Termine ora in disuso.

chiòdo, s.m. tosc. popolare: debito. Modo di dire: “Piantar chiodi”: far debiti (DEI). Riguardo all’origine di questo modo di dire, mi sembra più convincente, rispetto all’ipotesi formulata in tale Diz., la spiegazione data dal Panzini nel “Dizionario Moderno”: l’ipotesi che “anticamente la promessa di restituire” un debito “venisse consacrata con il rituale conficcamento di un chiodo  nella casa del creditore”, estraendolo poi quando il denaro veniva restituito.

Era anche un soprannome fucecchiese ( non scomparso neanche nei nostri tempi, ma non più in riferimento a quello in questione) che formava con  Ghiego e Radicchio una triade di soprannomi nata a Fucecchio, dov’era diffuso il detto piuttosto espressivo: “Ghiego, Radicchio e Chiodo”

chioccioloni, s.m.pl.: tipo di pasta con questo nome (diffuso anche fuori del territorio fucecchiese) a causa del suo aspetto che può ricordare quello di grosse chiocciole, appunto. A proposito poi di queste, rientrano nella cucina  fucecchiese e, più in generale, in quella “povera della Toscana”, le “chiocciole in umido”, mentre sono per palati più fini i “fegatelli”, per quanto possano essere originari anch’essi nella cucina popolare nostra secondo come sono fatti, per es. con lo strutto di maiale

 

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 11 aprile 2017 

Progetto diversità

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE “G. GONNELLI” – Montaione

CI SONO COSE GIÀ BELLE, ALTRE LO DIVENTERANNO

Da lunedì 3 aprile il Comune di Montaione ospiterà all’interno del Palazzo Municipale, un’esposizione di lavori grafici, testi e fotografie realizzata dagli alunni dell’Istituto Comprensivo Statale “G. Gonnelli” al termine di un progetto di continuità educativa condotto durante l’anno scolastico 2016/17. Le insegnanti delle classi quinte della Scuola Primaria, con le insegnanti del gruppo dei cinque anni della Scuola dell’Infanzia di Montaione, hanno realizzato un progetto di continuità educatva sul tema delle diversità, prendendo in esame il libro I cinque malfatti di B. ALEMAGNA. L’esperienza educativa, a differenza degli altri anni, non si è limitata alla settimana deputata alla continuità, ma ha coinvolto i bambini e le insegnanti da ottobre fino ad oggi, in un percorso educativo culminato con l’allestimento della mostra che sarà inaugurata il prossimo 3 aprile. Dopo la lettura del libro, i bambini dei due ordini di scuola si sono confrontati nella realizzazione di elaborati grafici, pannelli, foto e rielaborazioni scritte ottenute dalle interviste fatte dai ragazzi delle classi quinte ai bambini dell’Infanzia. Il progetto ha evidenziato, in particolare, la ricchezza della diversità (ci sono cose già belle, altre lo diventeranno), dando spazio all’emotività e alla creatività che ogni bambino è riuscito ad esternare. Le insegnanti convolte: Scuola Primaria: Anna Balzano, Beatrice Betti, Patrizia Li Puma, Egle Palazzo. Scuola dell’ Infanzia: Maria Elisa Ciulli, Giulia Della Bartola, Cristina Ruggeri. Con l’intervento esterno del Prof. Marco Catone della Scuola Secondaria di 1° grado. L’inaugurazione della mostra sarà effettuata Lunedì 3 aprile 2017, alle ore 19.00, alla presenza della dirigente scolastica, Maria Antonia Lai e del Sindaco, Paolo Pomponi. La mostrà sarà visitabile fino al 31 maggio in orario di apertura del Palazzo Comunale (dal lunedì al sabato 9.00- 13.00, giovedì anche 15.30-18.30).

Inaugurazione colonnine di ricarica per auto elettriche

IMG_9524Il Comune di Montaione ha recentemente installato nel capoluogo due
colonnine per la ricarica di autoveicoli ad alimentazione elettrica.
L’iniziativa risponde al duplice scopo di incentivare la mobilità sostenibile nel quadro delle
politiche di attenzione all’ambiente che da sempre contraddistinguono l’Amministrazione
Comunale, e di offrire un nuovo e qualificato servizio a cittadini e turisti.
Le colonnine sono collocate presso l’area di sosta per camper in Piazza della Nunziatina e sono
idonee a supportare tutti i tipi di veicolo, quale che sia il sistema di ricarica che questi hanno in
dotazione. Il servizio sarà attivo a partire dal giorno 08 Aprile 2017, e per una prima fase
sperimentale di almeno un anno sarà offerto gratuitamente.
Per usufruire del servizio sarà sufficiente munirsi della card in distribuzione presso gli esercizi
commerciali indicati in calce. All’utente sarà richiesto di lasciare in deposito il proprio documento
di identità, il quale sarà restituito alla riconsegna della card che dovrà avvenire immediatamente
dopo l’uso. L’inaugurazione degli impianti si è tenuta il giorno 08 Aprile 2017, alle ore 10,30, in Piazza della Nunziatina.

 

 

Dove si può ritirare la card:
ENOTECA POSARELLI, Viale da Filicaja, 2a e 2b, Tel. 0571-69059.
Orario apertura: Maggio-Settembre: lun.-sab h 08.00-13.00 e 16.00-.20.00 (mar. e sab. fino a h.24.00); dom.
h 09.00-13.00 e 16.00-19.30. Ottobre-Aprile: lun.-sab h 08.00-13.00 e 16.00-.20.00; dom. h 09.00-13.00
TADDEI DANIELE Tabaccheria
Via Leonardo Da Vinci 46, Tel. 0571-698457.
Orario di apertura: lun-sab h. 07.00 – 13.00 e 16.00-20.00; dom h 08.30-12.30.

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Fonte: Comune di Montaione

 

AM(E)LETO – Storie di coltri, colmate e uomini veri…

Sabato 1° aprile 2017 alle ore 21,00 presso il Teatro del Popolo “Scipione Ammirato”

INGRESSO LIBERO

AM(E)LETO – Storie di coltri, colmate e uomini veri…
Spettacolo teatrale della “Compagnia fuori da i’comune” di Castelfiorentino.
Testo originale di Diego Conforti in collaborazione con Valerio Desideri. Regia di Diego Conforti.

Le colmate, il capoccia, la massaia, il fattore, Cosimo Ridolfi, Agostino Testaferrata e la prima scuola agraria: realtà, proverbi toscani e finzione si intrecciano in questa commedia in cui il fermento intellettuale dei primi anni del 1800 e la Villa Di Meleto sono i veri protagostini e dove il Futuro, come un bambino che deve nascere, è tanto atteso quanto temuto.

Scarica il volantino Am(e)leto (pdf)

IHP – Una storia a lieto fine

Comunicato IHP 30 marzo 2017

Una storia a lieto fine: Romina e Selvaggia affidate definitivamente a IHP

Si chiude con una confisca definitiva, e quindi con un lieto fine, la vicenda di Romina e Selvaggia, due cavalle sequestrate nel 2012 a Lucca per maltrattamento.

Romina, una delle nostre ospiti più anziane, e Selvaggia erano giunte insieme al Centro IHP con un mezzo messo a disposizione dal Corpo Forestale dello Stato che aveva effettuato il sequestro.

La vicenda presentava due aspetti surreali: il primo era che le due cavalle vivevano in una ex fattoria didattica, dove erano state ridotte allo stremo. Il secondo, persino peggiore, era che la Procura di Lucca – per convalidare il sequestro – pretese da IHP la rinuncia a qualsiasi forma di rimborso spese.

Atteggiamento poi adottato anche da altre Procure e che noi abbiamo sempre denunciato a mezzo stampa, senza purtroppo ottenere effetto alcuno.

Siamo felici di questa notizia perché, fino al momento in cui il procedimento penale non si conclude e finché la confisca non diviene definitiva, esiste sempre l’ipotetico rischio che il cavallo possa essere restituito al proprietario, rendendo il paradosso della nostra giustizia ancora più evidente.

L’aiuto dei nostri sostenitori è importante affinché sempre più storie di cavalli maltrattati giungano a un lieto fine come questa: IHP, che non percepisce fondi pubblici per il lavoro che svolge, può contare solo sulle donazioni.

Romina e Selvaggia adesso vivono serene insieme agli altri cavalli del Centro e fanno parte del nostro programma di adozione a distanza, grazie al quale è possibile partecipare alle spese per il loro mantenimento e prendersi cura di loro, anche venendole a trovare di tanto in tanto.

Comunicato del 6 dicembre 2012: http://www.horseprotection.it/dett_articolo.asp?id_a=568

Fonte: 20161103 Fieracavalli-firma digitale

Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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chiavato, agg.: tagliato, disposto naturalmente, termine considerato a buon diritto triviale da Malagoli

chicchino, s.m.: gioiellino, in riferimento a una giovinetta molto graziosa, mentre invece in pisano  (Malagoli) significa “cattivo soggetto”

chie? pron.: chi?, con epitesi della – e  “a fine fonologico” come “rafforzativo” (Bezzini)

chiede’, v. più tr. che intr.: chiededere. Ind. pres. 3^ pers. pl. (ma per lo più nel passato):  “Chiedano”: chiedono

chiese (sette), s.f. pl. con l’agg. tra parentesi: nel “gergo fucecchiese” indicava le fiaschetterie  dove andavano a bere il vino persone che gli volevano troppo bene.  È chiaro il riferimento irriverente a quella visita alla sette chiese o, più precisamente alle chiese esistenti a Fucecchio (quattro, non contando l’Oratorio della Ferruzza) in cui “specialmente nel passato era pratica di non pochi fucecchiesi recarsi a pregare facendo la visita a quelli che venivano chiamati “i sepolcri” verso la sera del Giovedì Santo più recentemente considerato dalla Chiesa cattolica gorno della celebrazione  dell’Eucarestia

chiò!, escl.: voce imitativa del rumore che si fa spezzando, per es., un legno (Malagoli), usata in pisano, ma anche in altre zone della Toscana centrale.

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 4 aprile 2017 

E’ nato il canale Telegram del Comune di Montaione: @comunemontaione

Il Comune di Montaione sfrutta la potenza di Telegram per le comunicazioni verso i suoi cittadini. Nasce il canale @comunemontaione

Dopo il gradimento da parte dei cittadini di ComMon, un servizio innovativo che permette ai cittadini di comunicare tramite SMS, email, voce e Whatsapp i problemi, i disservizi, idee e altro all’Amministrazione comunale, il Comune di Montaione ha aggiunto il tassello mancante: veicolare comunicazioni dall’amministrazione verso i cittadini con l’efficacia e la velocità della tecnologia moderna. E’ stato infatti attivato il canale @comunemontaione su Telegram.

Telegram_logo.svgTelegram è un servizio di messaggistica nato nel 2013, simile a Whatsapp, ma più sicuro, veloce, gratuito ed accessibile da qualsiasi dispositivo (Smartphone, Desktop, Tablet). La scelta di Telegram rispetto ad altre applicazioni di messaggistica è dettata da alcune caratteristiche tecniche che permettono la creazione di canali informativi di comunicazione uno-a-molti senza dover conoscere o richiedere il numero di telefono ai partecipanti.

Per ricevere i messaggi del Comune di Montaione sul proprio dispositivo è necessario scaricare l’applicazione Telegram Messenger per smartphone e seguire le istruzioni. Saranno ricevute comunicazioni da parte del Comune di Montaione su eventi di interesse pubblico e che richiedono tempestività: ordinanze, pubblica sicurezza, allerta meteo, variazioni orari uffici comunali, viabilità, terremoti e altri eventi importanti. Con l’iscrizione l’utente dà la propria adesione al trattamento dei dati nel rispetto della normativa vigente sulla privacy.

La app e il servizio sono gratuiti sia per i cittadini che per l’Ente comunale. Per utilizzare il servizio, installare l’applicazione Telegram Messenger e sulla sezione “Chat” cercare il canale @comunemontaione oppure aprire il link:https://t.me/comunemontaione

Il Sindaco di Montaione Paolo Pomponi ha così commentato l’avvio del nuovo canale Telegram:

“Un ulteriore servizio per cercare di rendere più efficace il rapporto e il colloquio cittadino/amministrazione comunale. Dopo l’attivazione nel 2015 del “ComMon”, uno strumento che ci consente di ricevere ogni anno centinaia di segnalazioni e proposte dai nostri cittadini, ecco adesso il servizio per fornire comunicazioni alla cittadinanza in tempo reale. L’augurio è che in molti si iscrivano a questo nuovo servizio. Pur essendo un comune di piccole dimensioni demografiche ritengo che possiamo considerarci all’avanguardia in termini di strumenti innovativi di comunicazione con la cittadinanza”

Fonte: Comune di Montaione

 

Incontro-dibattito sul bullismo

 

bullismo

Sabato 25 Marzo 2017, presso il teatro Scipione Amminato, alle ore 18.00 ci sarà l’incontro dibattito sul bullismo.

Interverranno:

  • Sauro Benvenuti, scrittore del libro “1 dei tanti”, tratto dal film “Bomba libera tutti”;
  • la Dott.ssa Cecilia Monge Roffarello, psicologa;
  • Federico Matteucci, padre di Niccolò, bambino in cura presso l’ospedale pediatrico Meyer, dell’associazione Nicco Fan Club.

Si invitano i genitori, i docenti e tutto il personale scolastico a partecipare.

 

Fonte: Istituto comprensivo statale “G.Gonnelli”

Rino Salvestrini – Gente poca, parecchi contadini

di Rino Salvestrini

copertinagentepoca

Un tale andò alla fiera.
Al ritorno gli chiesero:
“C’era molta gente?”
E quello rispose:
“Gente poca, parecchi contadini!”

Ricordi della cultura contadina, dei balocchi e dei “detti” nella Valdelsa di cinquant’anni fa.

[…] E dopo: il rasoio monouso, la , le radio a transistor, le domeniche al mare, i pieni al cinema. la scuola dell’obbligo fino a 14 anni, il voto alle donne, la Repubblica, le fabbriche, le discariche, la casa in proprietà, gli sciampi e i detersivi, il bancomat, l’inquinamento…… Tutto questo prima non c’era! I primi oggetti in materiale sintetico furono in celluloide, poi venne la bachelite delle penne stilografiche, il nailon delle calze, il cellofan e la formica e dopo tutto fu detto plastica. Tutto questo prima non ‘era! E che c’era?

Scarica il libro “Gente poca, parecchi contadini” (239 pagine, pdf)

Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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chiappo, s.m.: impresa. Modo di dire antifrastico ovvero ironico, se non scherzoso: “Ber chiappo!”: bell’impresa!

chiarata, s.f.: “bianco dell’uovo sbattuto e messo su slogature con la stoppa” (R. Cardellicchio) per fare almeno diminuire un gonfiore: questo almeno un tempo, ma il termine, attestato in letteratura sia dal Trecento (DEI), non è ancora scomparso neanche da noi

chiarì’, v. tr.: chiarire, bere (per lo più in riferimento al vino e non solo a quello chiaro o, come vien detto, bianco). L’accezione sopra riferita è caduta peraltro piuttosto in disuso anche da noi, mentre era diffusa non solo nel nostro contado

chiaro, avv. quando viene detto: “Chi piscia chiaro tiene il medico lontano”, assonanza, in questo caso, e non rima, come avviene invece in non pochi proverbi

chiasso, s.m.tosc.: vicolo (fra l’altro ce n’era uno a Fucecchio detto di S. Andrea nella contrada omonima), forse dal lat. “classe(m)”, passato a indicare da “gruppo di cittadini” (tramite il lat. med. “classus”), una stretta stradina; in questa talora si poteva trovare un “postribolo” e dal “fare bordello” può essere invece derivato il lemma “chiasso” nel senso generale di accentuato “rumore”, come si ricavare sintetizzando dal DISC, dal DEI e dal De Mauro

chiauta, s.f.: voglia di parlare a ruota libera, cioè “senza fare molta attenzione a ciò che si dice”: DISC, in riferimento all’espressione “a ruota libera”. Si pensi alla frase, rivolta certo no con piacere  a una persona che parla troppo: “Ma che hai, oggi, la chiauta?”. Però il termine si può riferire anche a una persona e perciò significar, come del resto “chiautone”, “chiacchierone” (M. Catastini)

 

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 28 marzo 2017 

Banda ultra larga e internet a 100 Mbps. Montaione nella seconda fase (di quattro)

Nel piano dei lavori, Montaione è nella seconda fase (di quattro fasi totali).
Termine di tutti i lavori nella Regione entro il 2020.
La società incaricata dei lavori, che si è aggiudicata l’appalto, è Open Fiber (Gruppo Enel)

 

FIRENZE – Una corsia preferenziale per la banda ultra larga che prevede l’accelerazione dei procedimenti amministrativi e del conseguente rilascio dei permessi necessari per la posa della fibra in tempi rapidi. E’ questo il tema affrontato stamani nella palazzina ex Fabbri al piazzale delle Cascine a Firenze, per arrivare entro la fine del mese di marzo alla firma di una convenzione tra i 73 comuni toscani interessati dalla fase uno del primo bando nazionale per le aree a fallimento di mercato, tutti invitati, la Regione Toscana, il ministero dello Sviluppo Economico e Infratel, società in house del Mise. L’obiettivo è quello di eliminare tutti gli ostacoli burocratici e rendere veloci i lavori per la banda ultra larga.

“Investiamo 228 milioni, in parte noi e in parte il ministero – sottolinea l’assessore alla presidenza e ai sistemi informativi della Toscana, Vittorio Bugli – e non possiamo fermare tutto per il permesso di un piccolo scavo, anche perchè molte volte non ce ne sarà neppure bisogno”. L’intervento è capillare, più che con la banda larga,e la fibra arriverà vicina alle abitazioni; ma i disagi dovuti ai lavori saranno  limitati perché si cercherà quanto più possibile, ancor più che in passato, di riutilizzare infrastrutture già esistenti, ovvero cavidotti e canaline.

“Per questo chiediamo ai Comuni di farsi parti attiva – dice Bugli – Bisogna correre adesso. Garantire alla nostre aziende, anche a quelle dei territori più marginali, la possibilità di navigare veloci su internet un anno prima significa dar loro la possibilità di avere un vantaggio competitivo rispetto alle imprese di altre regioni. Non possiamo più permetterci che l’implementazione della tecnologia si fermi di fronte al permesso per un piccolo scavo. Con lo stesso obiettivo, quello di far presto, riproporremo poi come per la banda larga il modello di un’unica conferenza di servizi”.

Primi cantieri a luglio
La scorsa settimana Infratel ha aggiudicato il lotto di gara della Toscana a Open Fiber, che sarà il soggetto incaricato di effettuare i lavori, con l’obiettivo di portare le connessioni in banda ultra larga, attraverso la rete che rimarrà di proprietà pubblica, di fatto a tutti i cittadini toscani entro il 2020. Grazie al primo bando nazionale per le “aree bianche”, in Toscana saranno investiti  228 milioni di euro con il fondo nazionale Fsc (Fondo di sviluppo e Coesione) e con i fondi europei a disposizione delle Regioni  (Fser e Feasr)  di cui circa 95 milioni direttamente dalla Regione, mentre gli altri 133 milioni saranno stanziati dallo Stato. I primi dieci cantieri si apriranno tra luglio a settembre, con due mesi di tempo prima per aprire e chiudere la conferenza di servizi e rilasciare i permessi.

“La Toscana è stata tra le prime regioni ad investire sulla banda ultra larga – ha ricordato l’assessore alla presidenza e ai sistemi informativi, Vittorio Bugli –  Da anni siamo impegnati anche ad abbattere quello che in gergo si chiama digital divide e prima della banda ultra larga abbiamo investito anche sulla banda larga, per portarla anche in questo caso dove il mercato non avrebbe da solo mai investito”.

“Quello di oggi è un passaggio decisivo per la realizzazione di una rete che da tutti è considerata l’infrastruttura di questo secolo e che consentirà una connessione ultra veloce a cittadini e imprese creando così nuove opportunità di sviluppo – ha dichiarato Alessio Beltrame capo della segreteria del sottosegretario allo Sviluppo economico Antonello Giacomelli – Con la conclusione del primo bando nazionale, siamo finalmente alla fase operativa del piano per la banda ultra larga. Presto inizieranno i lavori per la posa della fibra e proprio per questo è necessario un impegno collettivo affinché la fase del rilascio dei permessi sia rapida: saranno attivati solo i cantieri di quei comuni e di quelle province che avranno firmato la convenzione prevista dall’accordo quadro tra il ministero dello Sviluppo economico e la Regione toscana”.

“Sulla base della nostra esperienza quando si realizza un’infrastruttura la fase del rilascio dei permessi è quella più delicata e soprattutto quella che assorbe più tempo – ha sottolineato il direttore generale di Infratel Salvatore Lombardo –  Una volta avviati i cantieri, di norma, i lavori marciano spediti. E’ per questo che auspichiamo che questa convenzione, nello spirito della collaborazione tra pubbliche amministrazioni, aiuti a velocizzare i tempi’.

Nel 2015 già partiti interventi in dodici comuni
In Toscana il primo intervento sulla banda ultra larga, pari a circa 29 milioni di euro, risale a giugno 2015 e i lavori, che coinvolgono undici comuni, sono attualmente in corso. Interessano Santa Croce sull’Arno, Pomarance  e Bientina in provincia di Pisa, Roccastrada, Capalbio e Castel del Piano in provincia di Grosseto, Altopascio e Porcari in provincia di Lucca e ancora Cerreto Guidi (Firenze), Campo nell’Elba (Livorno), San Marcello Pistoiese (Pistoia). A questi si è aggiunto, successivamente, Monterotondo marittimo.

Priorità nei tempi ai territori con maggior densità di imprese
“Come già è stato per il primo intervento, inizieremo dalle zone con più alta densità di imprese industriali rispetto alla popolazione e dalle zone rurale con la più alta densità di aziende agricole rispetto alla popolazione” spiega l’assessore Bugli.

Le settantatré  amministrazioni chiamate alla firma entro la fine del mese sono quelle che rientrano nella prima delle quattro fasi del bando nazionale, con un quarto delle risorse a disposizione messe per ora in campo. Ma con i tre lotti successivi tutti i comuni toscani saranno interessati dai lavori, compresi i grandi capoluoghi: naturalmente l’intervento riguarderà solo le aree bianche dove internet veloce con il solo mercato non sarebbe mai arrivato e che non coprono l’interezza dei territori comunali.

Alla fine beneficeranno della banda ultra larga 784 mila cittadini toscani per 364 mila tra case, uffici, aziende ed abitazioni, pari a circa il 70 per cento di tutti gli immobili presenti. Ad oggi solo il  5,2 per cento delle unità immobiliari di tutti i 276 comuni toscani sono raggiunte dall’alta velocità. Il passo in avanti, in meno di quattro anni, è dunque importante.

Per approfondire:
L’elenco dei comuni coinvolti dal secondo bando, fase per fase

 

Fonte: Toscana Notizie

Gli ultimi due comunicati di IHP

Comunicato IHP 2 marzo 2017

Scoperta macellazione clandestina di equini vicino a Siracusa

IHP plaude all’operazione compiuta dai Carabinieri dei NAS di Catania e Ragusa e dal NOE di Catania, che ha stroncato una grossa attività di macellazione clandestina di cavalli.

<<Il resoconto di quanto è stato rinvenuto dai  militari è sconcertante – dichiara Sonny Richichi, presidente IHP – e conferma quanto sia urgente che il Governo prenda decisioni urgenti, a partire dalla revisione dell’anagrafe equina fino a una legge-quadro di tutela di questi animali, sottoposti a uno sfruttamento su larga scala che spesso ha come destino finale il mattatoio, quando il cavallo “non serve più”>>

IL COMUNICATO DEI CARABINIERI

I carabinieri dei Nas di Catania e Ragusa, in collaborazione con i carabinieri del Noe di Catania, hanno sequestrato in un locale di Rosolini, in provincia di Siracusa, circa 5 tonnellate di carne equina, sia fresca che abusivamente congelata, pronta da essere immessa sul mercato, con una bollatura sanitaria contraffatta. Durante la perquisizione, venivano rinvenuti i timbri falsi utilizzati per simulare i cosiddetti “bolli sanitari”, i sigilli apposti dai veterinari delle Aziende Sanitarie all`interno dei mattatoi, al fine di attestare la salubrità degli animali macellati e l`idoneità delle carni al consumo umano. Nel corso degli accertamenti, si risaliva al luogo di macellazione degli equini individuando, nelle vicinanze, un`azienda agricola con un vero e proprio mattatoio clandestino al cui interno i militari hanno sorpreso un pregiudicato intento a macellare indebitamente un equino di sospetta provenienza, in ambienti e con attrezzature che si presentavano in pessime condizioni d`igiene, privi della necessaria autorizzazione e senza alcun controllo veterinario. Durante i controlli, in un`azienda confinante è stato inoltre scoperto un intero allevamento abusivo, costituito da 40 equini di origine sconosciuta e sottratti ai previsti controlli dell`autorità sanitaria. I carabinieri del Noe hanno anche rinvenuto tre distinte aree dove veniva depositato, in maniera incontrollata il cosiddetto stallatico, cioè le deiezioni degli animali, classificato “rifiuto speciale”. Le due aziende e i prodotti di carne sono stati sequestrati per un valore complessivo di oltre un milione di euro, i rispettivi proprietari sono stati denunciati all’autorità giudiziaria.

http://www.carabinieri.it/cittadino/informazioni/news/2017/03/02/new0-20170302085700-717526

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=LVDtR2LCCxo

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Comunicato IHP 15 marzo 2017 

Cavalli messi all’asta a Catania: IHP chiede la sospensione perché mancano presupposti di tutela

Con una lettera indirizzata agli assessorati Agricoltura e Salute della Regione Sicilia, all’Istituto Incremento Ippico di Catania e al Ministero della Salute, il Presidente di IHP ha chiesto la sospensione dell’asta prevista per oggi pomeriggio avente ad oggetto 22 cavalli provenienti dall’allevamento di “Tenuta Ambelia” e di proprietà dell’Istituto Incremento Ippico di Catania (si allega l’avviso d’asta).

Nella lettera, IHP motiva così la richiesta:

<<Sebbene a tutt’oggi il cavallo sia considerato “bene mobile” e quindi sottoposto a eventuali decisioni di alienazione (che nel caso di un ente pubblico possono anche prevedere la loro “dismissione” a mezzo di asta), in linea generale consideriamo questa pratica poco consona ai valori etici della nostra società ed al livello di attenzione raggiunto oggi verso la tutela e il benessere degli equidi, sempre più visti come animali d’affezione che non come beni di consumo.

Nel caso specifico la nostra maggiore preoccupazione è rivolta al possibile interesse di soggetti che non offrirebbero alcuna garanzia di rispetto dei principi fondamentali di benessere degli animali. Anche perché nello schema d’istanza (che alleghiamo) non viene richiesto di indicare dove e con quali modalità di gestione verrebbe tenuto l’equide acquistato, né vengono posti paletti, né richiesti requisiti minimi.

Considerato che nell’elenco sono presenti non solo cavalli anziani – che presumibilmente potrebbero rappresentare per l’Istituto una “eccedenza” – ma anche cavalli giovani e giovanissimi, ci chiediamo se la decisione di procedere alla vendita all’asta di tutti questi soggetti possa essere motivata da difficoltà finanziarie legate al loro mantenimento, il che porterebbe a domandarsi se abbia senso mantenere in piedi un’attività pubblica che lucra sulla vendita di animali e che, forse a causa di contingenze finanziarie, sarebbe costretta a cederli tramite aste bandite senza alcuna forma di protezione e di tutela. Infine, poiché dal bando non si evince, vorremmo conoscere la tipologia dei passaporti dei cavalli in vendita (DPA o NON DPA).

Per tutto quanto sopra, con la presente chiediamo al Commissario Straordinario dell’Istituto e agli Assessorati competenti, di concerto con il Ministero della Salute, di sospendere l’asta fino a quando non saranno poste in essere tutte le tutele atte a scongiurare il pericolo che gli equidi possano essere aggiudicati a persone prive di requisiti e competenze idonei a garantire loro il futuro necessario benessere.

Fonte:HIP targa digitale )

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chiaccherà’, v. intr.: chiacchierare e la mancanza della seconda – i – si conserva ovviamente anche in questo, come negli altri casi, parlando in modo non sorvegliato, in tutta la coniugazione e nei sostantivi derivati, quali “chiacchera”, “chiacchierata”, “chiacchierina”, nonché in agg., come “chiacchierone”

chiamà’, v.tr.: chiamare. Indicativo presente 3^ pers, sing.: “ ‘iama” (peraltro solo talora) per probabile influenza livornese, per es. nella domanda “Come si ‘iama?”. Infatti , in livorn., il gruppo – ch –  intervocalico nel parlare non si pronuncia (V.Marchi) da parte di chi parla in modo proprio popolare.

Da tener presente l’espressione “Chiama e rispondi!”, detta di “due cose completamente diverse o di una risposta” ben diversa da ciò “che si è chiesto” (R.Cantagalli). Altro modo di dire: “Fòri mi chiamo” : mi dichiaro fuori della questione in corso affermando che non ho a che fare con questa

chianna chianna, loc. avv.: “Pian piano”, “lemme lemme”. Di essa “non s’avverte più l’origine meridionale”, ma si tenga presente che deriva dal lat. “planum” = piano (M.Cortellazzo – C.Marcato). Secondo Malagoli è una locuzione anche pisana, lucchese e fiorentina. È inoltre da notare che si tratta di una locuzione onomatopeica suggerendo l’idea  di “uno che  cammini lentamente in salita”, come fa l’asina, appunto detta a Volterra “chianna” (R. Cantagalli)

chiappà’, v. tr. quando chiappare significa afferrare, ma intr. quando significa saperci fare, come in “chiappà’ con le donne”: aver successo con le donne, specialmente nel liguaggio giovanile di qualche decennio fa. Comunque viene a mente l’origine dal latino “capulare” = “accalappiare, allacciare” (Columella) da “capulum” = “cappio”, origine giustamente riferita dal DEI

chiapparello, s.m.: domanda traditrice, ma anche un “gioco fanciullesco” (Malagoli), oltre che mezzo “per ingannare” (M. Catastini)


chiappatore
, s.m.: uno che ha successo con le donne, ma è un termine in declino

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 21 marzo 2017 

Nuovo resort a Castelfalfi: ultime 27 assunzioni, come candidarsi

A fine mese si inaugurano il nuovo hotel a cinque stelle e una trattoria. Si cercano ancora camerieri, addetti alle pulizie, cuochi ma anche amministrativi.

Impiegati, camerieri, maitre, contabili. Il conto alla rovescia è cominciato e il 31 marzo si inagura IL CASTELFALFI- TUI BLUE SELECTION, nel Resort Castelfalfi. Numerose assunzioni sono già state fatte ma ne mancano ancora molte, VENTISETTE nuovi posti per la precisione. 21 per l’albergo e 6 per la TRATTORIA IL ROSMARINO.

Leggi questo articolo su:

http://iltirreno.gelocal.it/empoli/cronaca/2017/03/11/news/nuovo-resort-a-castelfalfi-ultime-27-assunzioni-come-candidarsi-1.15013169

 

Cinema. Jackie

Finalmente anche in Italia il film di Larrain con l’attrice Premio Oscar Natalie Portman che interpreta Jackie Kennedy. Il film  ha ottenuto 3 candidature ai Premi Oscar, premiato al Festival di Venezia 2016 per la migliore sceneggiatura, 1 candidatura ai Golden Globes, 3 candidature e vinto un premio ai BAFTA. Vincitore del festival di Toronto

13 BOLLETTINO 9 marzo 2017-page-001

Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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chello, agg.: quello, ma da noi è pressoché scomparso; si tratta di un’antica “forma senese” risalente addirittura al ‘300 (DEI)

chéne?, pronome interrogativo: che? cosa? che cosa? D’uso molto antiquato, per quanto tale epitesi si trovasse anche in pisano (Malagoli) 

chetassi, v.rifl. tosc.: chetarsi, far silenzio. Ha acquistato una certa notorietà, sia pur nell’ambito familiare, una battuta d’impronta chiaramente maschilista rivolta da una persona, evidentemente non istruita, alla propria moglie (che si voleva pronunziare su una determinata situazione verso l’inizio del secolo scorso, se non prima ancora) scandendo in modo marcato le parole: “Chetati te: non sai quel che tu dii!”: Sta’ zitta: non sai quello che dici!

Si pensi anche al livorn. “Ma ti ‘eti?” : La smetti di parlare?

cheto, agg. o avv. tosc.: silenzioso. Deriva dal latino  “quietu(m)” = “quieto”, rispetto al quale è chiaramente una voce di tradizione popolare (DISC) 

chiacchera, s.f.: chiacchiera, col significato di lingua, parlantina nell’esclamazione anche ironica: “Che bella chiacchera!”

 

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 14 marzo 2017 

Anche IHP tra i firmatari della Carta di Roma

Nove associazioni firmano la Carta di Roma per il recupero degli animali salvati non a fini di lucro e scrivono a Gentiloni, Galletti, Lorenzin e Bonaccini per denunciare il ritardo dello Stato

 “Necessario un nuovo quadro normativo per il riconoscimento e la promozione dei centri di recupero e i santuari degli animali, tutelando e rendendo effettiva la loro funzione di interesse collettivo”

Clicca il collegamento per scaricare il comunicato integrale CARTA DI ROMA – Giornata Internazionale della Natura

 

IHP. Cavallo positivo all’anemia infettiva equina salvo. Anagrafe equina: qualcosa si muove

Sprit 20170221_181116Cavallo positivo all’anemia infettiva equina salvo grazie a un tempestivo intervento delle associazioni che evitano la sua macellazione.

L’ennesimo episodio di “cavalli vaganti” stavolta ha preso una piega diversa e a lieto fine, ma il racconto di questa storia fa capire come le attuali norme possano essere spietate nei confronti degli equidi. In Campania, come in altre regioni, esiste il fenomeno di cavalli gestiti da pseudo allevatori che spesso operano nella più totale illegalità: cavalli comprati e rivenduti senza documenti, a volte rubati, spesso lasciati in giro a cercare cibo anche nei terreni altrui o per le strade. Nel salernitano, negli ultimi sei mesi, due cavalli sono morti di stenti, lasciati legati a un albero e segnalati solo quando ormai era troppo tardi.

Dopo le nostre denunce ne sono stati sequestrati 17 ad Agropoli qualche mese fa, e attualmente si trovano presso un Centro di incremento ippico regionale in attesa del provvedimento che consenta alle associazioni di trasferirli e trovare loro nuova sistemazione.

La storia di Spirit l’abbiamo scoperta giusto un giorno prima che venisse ucciso.

Ritrovato vagante e gravemente debilitato lo scorso novembre, era messo sotto sequestro amministrativo dal Sindaco del Comune di Monte San Giacomo (SA). Nonostante fosse privo di microchip, si era materializzato uno pseudo allevatore per rivendicarne la proprietà. Nel frattempo, però, il cavallo era risultato positivo al test per l’anemia infettiva equina: a causa dell’attuale normativa, da quel momento sarebbe stato obbligatorio gestirlo in regime di isolamento sanitario con una serie di prescrizioni. A quel punto lo pseudo allevatore ha cambiato versione dichiarando che il cavallo non era suo e dileguandosi.

Dopo 3 mesi di mantenimento presso una stalla di sosta autorizzata, il Comune ha ritenuto non più sostenibile quella situazione: così, il 30 gennaio, Il Sindaco aveva emanato un’ordinanza di macellazione. Per fortuna alcuni volontari di zona hanno avvisato Progetto Islander e IHP che, in sinergia, hanno prima convinto il Sindaco a revocare l’ordinanza e poi a farsi cedere il cavallo per trasferirlo presso il Centro di recupero IHP a Montaione.

“Il fenomeno dei cavalli vaganti sta assumendo proporzioni preoccupantidichiara Nicole Berlusconi, Presidente di Progetto Islandersoprattutto perché le autorità locali non hanno, da sole, i mezzi per fronteggiare l’atteggiamento arrogante di questi pseudo allevatori. Serve un tavolo tecnico tra Ministero della Salute, Autorità, forze di polizia e associazioni per studiare i possibili rimedi e bloccare questi abusi”.

“La vicenda di Spirit ci pone ancora una volta di fronte all’anacronismo delle norme sull’anemia infettiva equinadichiara Sonny Richichi, Presidente di IHPche prevedono misure a nostro parere eccessive e ingiustificate di fronte a una malattia poco contagiosa e con una diffusione bassissima. In casi di malattie endemiche nonché più pericolose, come ad esempio la leishmania dei cani, si sono giustamente perseguite altre strade grazie al buon senso, facendo una sana informazione e un’opera di prevenzione per contenere i rischi. Sarebbe ora che anche ai cavalli, asini, muli e bardotti venissero riconosciuti pari dignità e diritto alla vita”.

Comunicato IHP 24 febbraio 2017

 Anagrafe equina – segnali positivi dal Ministero della Salute

In una lettera inviata in data odierna al Direttore Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario del Ministero della Salute, Dott. Silvio Borrello, il Presidente di IHP ha espresso apprezzamento in merito ai contenuti di un incontro svoltosi qualche giorno fa tra la Direzione Generale e una delegazione di Fiesa Confesercenti e del Gruppo Italiano Carni Equine.

A quanto si legge nel resoconto pubblicato da Fiesa, il Ministero auspica una revisione della normativa nazionale che possa armonizzare anche per gli equidi lo stesso regime di registrazione e tracciabilità già in vigore per le altre specie animali. Non solo: il Dott. Borrello ha fatto esplicito riferimento ad una iniziativa legislativa già programmata e in attesa di essere varata dal Parlamento per realizzare l’Anagrafe Equina presso la Banca Dati Nazionale di Teramo.

Già in passato IHP si era espressa più volte in maniera critica verso l’attuale anagrafe equina – troppo frastagliata e facilmente aggirabile, tanto da favorire la “sparizione” di cavalli macellati in maniera irregolare se non addirittura clandestina – chiedendo al Ministero della Salute iniziative urgenti per modificarla e sanarne le incongruenze.

Le dichiarazioni del Direttore Generale fanno ben sperare e pertanto IHP, nella lettera odierna, ha chiesto di essere coinvolta in questo percorso, rinnovando la propria disponibilità a partecipare a eventuali incontri o tavoli di lavoro sulla possibile revisione dell’anagrafe equina.

Nuovo Consiglio Direttivo AVIS 2017-2021

La delegazione Montaionese dell’Avis  – che promuove la cultura della donazione del sangue- ha eletto lo scorso mercoledì 22 febbraio il nuovo consiglio direttivo 2017-2021.

E’ Eleonora Arfaioli, 30 anni, presente già nel consiglio precedente, nel gruppo Giovani Toscana e nella Consulta Nazionale Giovani Avis, il nuovo Presidente. La nomina è stata decisa lunedì 27 febbraio durante il primo Consiglio. Come segretario e tesoriere è stata eletta Elena Cioni, Vice-Presidente Roberto Malquori. Gli altri due consiglieri sono Claudio Rosi e Andrea Arfaioli.

“E’ senza dubbio straordinaria, -dicsedeavise il presidente,- l’eredità di impegno e dedizione che mi viene consegnata dai miei predecessori. Metterò in campo tutte le forze e l’entusiasmo necessario a rendere il sodalizio avisino ancora più forte e ancora più radicato nel tessuto civile e associazionistico di Montaione. La  cultura della donazione e della solidarietà saranno i valori fondamentali a cui ancorare tutte le iniziative e le azioni da mettere in campo nei prossimi mesi, continuando l’operato sin ora svolto e organizzando iniziative mirate alla sensibilizzazione della cultura del dono, a partire dalle scuole per coinvolgere i giovani.”

«Cogliamo l’occasione – dicono i membri del consiglio direttivo – per ringraziare tutti i donatori dell’Avis Montaione, che con il loro spirito di volontariato ed altruismo hanno contribuito ad incrementare anno dopo anno le donazioni. Il nuovo consiglio si augura di poter avvicinare la cittadinanza di Montaione al mondo della donazione di sangue, perché donare è un gesto di solidarietà e amore verso le persone che ne hanno bisogno. Chiediamo a tutti i nostri soci una presenza attiva per far crescere sempre di più la nostra associazione».

Ci rivolgiamo inoltre a tutti i ragazzi classe 1999 che nell’arco di quest’anno diventeranno maggiorenni: potete fare la differenza da quest’anno entrando nel mondo degli adulti attivamente, diventando donatori di sangue. La sede del!’ Avis Montaione è in via L. Chiti 27, vicino al Municipio e se volete maggiori informazioni potete contattarci tramite la nostra pagina facebook AvisMontaione o tramite mail montaione.comunale@avis.it oppure telefonando al 3355349558. L’invito ovviamente è rivolto a tutti coloro che desiderino ricevere informazioni sulla donazione di sangue ed emoderivati.

Fonte: AVIS Montaione

Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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che, s.m. quando significa malessere indefinito: così quando è preceduto dall’art. indeterminativo “un”, come quando diciamo “Ho un che” e, se il malessere è di minore entità, si può sentir dire “Ho un cheino che mi disturba”. Alla terza pers. Sing. può essere detto in riferimento al sapore di un cibo che disturba per diversi motivi. “Che” corrisponde al lat. “quid”, propriamente “qualche cosa”, passato anche in it. col significato di “un certo che” di “indefinibile, di ambiguo” (DISC). Talora “che” è usato erroneamente col significato di “dove”, mentre è ben diverso il suo significato nell’espressione “Che è che ‘un è”: “tutt’ a un tratto” o “improvvisamente” (R. Cantagalli, che però scrive “che è che unnè”). Altra espressione: “Che lavoro!”, esclamazione col significato di “Che cosa grave!” oppure, con valore antifrastico, di “cosa vuoi che sia!” per indicare rispettivamente l’accentuata o la scarsa importanza di una cosa o di un evento, espressa anche con la mimica, indubbiamente importante per la comunicazione a volte non meno delle parole

checché!, interiezione popolare di “riprovazione”: niente affatto!, collegabile come significato con macché. E’ insomma una negazione rafforzata, significando “no,no” nelle risposte, voce “tutta toscana” con la sua intensità, ma “non è più usata dai giovani” (M.P. Bini)

chèe (a Empoli anche chèche), s.f.pl. Frase: “Ha le chèe!”: ha le lune, cioè è “di cattivo umore e difficilmente trattabile”. E’ collegabile col lucchese “ghèghe” che, secondo il Nieri, sono le “glandole sotto il mento” e quindi significa “stranezze” (R.Cantagalli, che appunto spiega “chèche” con “paturnie”). Potremmo forse utilizzare anche il sing. “chea” col significato di luna, mentre  invece in pis. e livorn. significa “piccolo furto nella spesa quotidiana”; infatti “fà la chèa” -secondo V. Marchi- significa “rubare nella spesa”, insomma fare “la cresta”, come direbbero in romanesco: DEI, dizionario secondo il quale “ghèghe” (con la variante “ghènghe”) sarebbe una voce toscana “di origine espressiva” col significato di “smorfie, daddoli” ma “avere le ghèghe” significa “essere di cattivo umore”, a conferma di ciò che è stato detto sopra in riferimento al nostro “avé’ ”, cioè avere “le chee”: quest’ultima parola perciò si può considerare una forma contratta di “ghèghe” col mutamento della g in c non proprio sorprendente (così come del resto il contrario, parlando più in generale) per chi conosce bene il latino

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 7 marzo 2017