Storia di Radicondoli, di Mons. Angelo Saltarelli

Domenica 11 Novembre 2018, alle ore 16,30 presso il Centro Comunitario “ Mons. O. Romero” in Via del Sole n. 6 (Centro Storico)
Don Luigi Campinoti e Rino Salvestrini presentano un libro sulla storia di Radicondoli scritto da Mons. Angelo Saltarelli, sacerdote nato a Montaione e per quasi50 anni Parroco a Radicondoli.
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare per conoscere un personaggio montaionese: bravo prete storico e amato Proposto.
Una copia del libro sarà offerta a tutti i partecipanti.
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Cinema. Speciale ragazzi e “Beate”

Con la fretta della comunicazione abbiamo commesso un altro imperdonabile errore nell’orario di DOMENICA ecco  gli orari giusti:

  Sabato      10 novembre  ore 21,15

  domenica  11  novembre  ore 17,30 e 21,15

  martedi       13  novembre  ore 21,15

        BEATE 

(Italia 2018)  90’   Regia Samad  Zarmandili  con  Donatella Finocchiaro, Paolo Pierbon, Maria Roveran, Lucia Sardo

Scusateci per il contrattempo.   L’Angelo  Azzurro

— 

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Per motivi tecnici il film “una storia senza nome” non può essere proiettato, verrà sostituito con “Beate”, pregevole film indipendente dell’esordiente Samad Zarmandili che affronta i problemi del lavoro nel dramma della delocalizzazione.   Una straordinaria Donatella Finocchiaro e un’eccellenza del teatro italiano Paolo Pierbon. Un film di qualità che come sempre fatica ad uscire sul mercato. Non perdete questa opportunità.

UNA COMMEDIA ARGUTA CHE NON DIMENTICA LA SITUAZIONE ECONOMICA REALE E INNALZA UN’ODE ALLA CAPACITÀ FEMMINILE DI RISOLLEVARSI.

https://www.cinematografo.it/cinedatabase/film/beate/63483/

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Biblioteca. Il programma di novembre

La Biblioteca Comunale  “a biscondola” di Montaione vi comunica le seguenti iniziative per il mese di NOVEMBRE 2018

Giovedì 8 Novembre | ore 17,00
Gruppo di Lettura. Incontro mensile del Circolo di lettura della Biblioteca “a biscondola” di Montaione.
Per incontrarsi, parlare di Libri e molto altro ancora. Incontro libero e gratuito.

Sabato 10 Novembre | ore 10,30
Cari bambini della Terra.
Ora del Racconto dedicata alla nostra amica Terra e al diritto di tutti di vivere in un ambiente sano.
Per bambini dai 4 agli 8 anni.

Sabato 17 Novembre | ore 10,30
Punte di Spillo contro ogni violenza.
Reading letterario e incontro con l’autrice Sandra Landi. Introduce Elena Corsinovi Assessore alla Cultura del
Comune di Montaione.

Mercoledì 21 Novembre | ore 17
Ora non Posso. Letture per bambini 0-6 anni sull’importanza della lettura in
famiglia, con l’autrice e pedagogista Cristina Bartoli
(17 – 25 Novembre Settimana Nazionale Nati per Leggere).

IN ALLEGATO PROGRAMMA NOVEMBRE 2018  clicca il collegamento —>Novembre in biblioteca

Il Toscanario

logoToscanario

di Giancarlo Carmignani

***

gamballaria (a): loc. avv. “a gambe all’aria”, ma “ mandare a  gamballaria” è da intendere metaforicamente dalle nostre parti nel senso di “mandare in rovina” una persona o “far fallire una inziativa” (M. Catastini), per quanto alla lettera tale loc. significhi sottosopra, “in disordine”

gambe, s.f. pl. che assume un significato particolare nell’espressione negativa “ ’Un ci tira fuori le gambe”: non guarisce, anche se alla lettera significa che non ci tirar fuori le gambe (sottinteso probabilmente “dal letto”). Non  sembra ancora proprio in declino l’espressione “Ci si va a quattro gambe” ( dov’è giustificata la forma impersonale, altre volte abusata in toscano): c’è troppa sporcizia

gambone, s.m.: “troppa confidenza” (M. Catastini), per es., nell’espressione “Ha preso gambone!”: ha preso troppa confidenza, appunto, come non avrebbe dovuto permettersi. Si tratta di un accrescitivo di gamba (come si desume dal suff. “–one”) col cambiamento del genere, ma usato in senso metaforico e in riferimento a una persona prima sottomessa o riservata nei confronti dell’altra su cui finisce poi appunto per prender “gambone”


ganascia
, s.f. con un significato particolare se detto al pl. in una esclamazione in riferimento a una persona: “Che ganasce!”: che avidità! per es. nella frase, accompagnata da un’eloquente mimica, “Mangia a quattro ganasce!”: “con ingordigia, a quattro palmenti” (DISC). Infatti nell’essere umano le ganasce (mascelle e guance) non sono più di due, per cui si comprende facilmente la metafora

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  https://www.montaione.net/il-toscanario/

Tutti gli articoli on line,  https://www.montaione.net/category/toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 13 novembre 2018 

I pozzi nell’Evola

I pozzi nell’Evola.
Di Rino Salvestrini e Mauro Tani

L’Evola è un torrente affluente dell’Arno, un torrente perché nella stagione estiva si secca o quasi, ma in certe annate, anche in forma molto ridotta, continua ad avere il suo corso d’acqua e quindi può essere classificato nella categoria superiore, cioè quella dei fiumi.
Il vecchio nome era Ebula, termine etrusco, ma nei secoli troviamo anche Elbula e a Corazzano entrando nel Comune di San Miniato cambia nome ed è Egola fino alla foce in Arno a Ponte a Egola, paese che ha preso nome dall’affluente dell’Arno come Pontassieve, Ponte a Ema, Ponte a Elsa, Pontedera.
[…] ghiagoNella parte alta dell’Evola, dove scorre fra e su le rocce, presenta nel suo letto profonde cavità dette “pozzi” (Pozzo Catino o Latino, Pozzo Lungo, Pozzo dei Giovanotti, Pozzo Sfondato ed altri
che qui vedremo). Sono profonde buche nel letto roccioso e sempre piene d’acqua azzurra, non seccano mai, neppure in estate quando l’Evola è in magra o addirittura in secca.
Soltanto i tonfi, cioè le grandi pozze poco profonde si prosciugano e non sempre o completamente.
Inoltre non si riempiono mai come succede alle dighe, coi detriti dei boschi circostanti portati dalle piogge abbondanti e scroscianti. Insomma questi pozzi sono un mistero anche perché non hanno uscite sotterranee, ma sono grandi pentoloni, infatti, come quelli sulle Alpi, si chiamano anche marmitte dei giganti.