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dovére, s.m. espressione particolare: “Farsi il dovere”: ritenere doveroso

drento, prep. e avv.: dentro, per metatesi, ma ormai è entrata in disuso o è confinata in alcuni angoli ristretti del contado e se ne comprende il motivo anche sul piano fonetico: non suona forse male l’incontro iniziale della d- con la –r-? Comunque tale voce è ancora segnalata in due opere sui vernacoli pisano e livornese

drèto, avv., ma prep., per es. se si trova prima di “ ‘asa” (casa): dietro, di cui è forma rustica, ma anche antica, fra l’altro, “dell’uso toscano” (DEI), peraltro in netto declino. Nel ‘400 è attestato a Fucecchio anche la forma metatetica “drieto”, che deriva dalla loc. dal lat. tardo “de retro”e in “dietro” si è verificata la “dissimilazione del primo – r –” secondo il De Mauro. Quanto all’avv., agg., prep. e anche s.m. “didietro” (DEI), corrisponde al veneto e friulano “dedrìo”

du’: due, agg. numerale, ma s. nel caso della frase (dove due nel parlato viene talora abbreviato in “du’ ” e anche di più quando diciamo “A du’ passi” per dire molto vicino) “contà’ quanto il du’ di briscola”: essere una persona “senza potere”, essendo, nel gioco a carte della briscola il due la carta del segno della briscola che conta di meno. La forma apocopata “du’ ” spiega quella forma tosc. “dugento” al posto di duecento (si pensi al fiorentino salone fiorentino de’ Dugento) in cui si è verificata la “lenizione consonantica” (DISC) da –c- a -g- come in “luogo” dal lat. “locu(m)”, ma possiamo parlare anche di sonorizzazione dal lat. “ducenti” (D’Achille)

duino, s.m.: in tosc. “moneta di due centesimi” (DEI), ma nel caso dell’espressione “ ‘Un contà neanco un duino!”: non valere niente, e quando si dice: “ ‘Un ho più un duino!”: non ho più un quattrino, cioè non ho più denaro. Si tratta di una moneta non più in circolazione da un bel po’ di tempo, ma il termine continua a circolare probabilmente perché è simpatico nel suono con quel dim. che troviamo anche in “quattrino”

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Teatro. Non prendetemi alla……lettera

Il teatro per passione, regia di Alessio Lami che ne è anche lo scrittore e interprete, Non prendetemi alla…. lettera, è inserito anche nel programma della Festa della Donna  

SABATO 10 MARZO 2018 ALLE ORE 21.30 al Teatro “S. AMMIRATO” di MONTAIONE si terrà l’ultimo appuntamento della serie di spettacoli teatrali che ha visto la collaborazione dei comuni di Montaione e Gambassi Terme e l’associazione Teatro Castello di Castelfiorentino, collaborazione nata dall’esigenza di diffondere, sempre di più, la cultura teatrale nel nostro territorio. L’associazione Teatro Castello con la compagnia “ScusicheLAMInsegnateatro” presenterà “NON PRENDETEMI…ALLA LETTERA”, spettacolo in atto unico scritto, diretto ed interpretato da Alessio Lami. Un uomo lontano da casa scrive una lettera alla moglie nel giorno del suo compleanno. per dare un tocco di romanticismo al suo dono decide di scrivere a mano la missiva e sigillarla con la ceralacca. La scrittura della lettera diviene l’occasione per ripercorrere con la memoria il suo rapporto con le altre donne conosciute nella vita, affrontando in modo originale il tema della violenza sulle donne all’interno di rapporti sentimentali solo apparentemente felici.

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Dedicato a te, …

Dedicato a te, lettore di questo sito che parla del nostro piccolo paese. 

Scorri la rotellina del tuo mouse e qui di seguito a queste poche righe ti presentiamo alcune iniziative diverse per natura e per cultura, che interessano cinque giorni di questa settimana, da mercoledì  7 marzo fino a domenica prossima. Si va dal professionale della musica del Maggio Musicale al teatro per passione, dilettante ma molto piacevole, senza scordarsi della Festa della Donna alla quale sono dedicate due giornate, per tornare come ogni fine settimana al cinema di cultura proposto dal Circolo L’Angelo Azzurro.

Un programma sicuramente da far invidia a centri abitati, vicini e lontani,  ben più grandi del nostro.

Buon divertimento.

Festa della Donna. Un bel programma per sabato

Nel nostro comune è la seconda iniziativa, in ordine cronologico, in favore della Festa della Donna dopo quella organizzata nei locali della biblioteca tutta concentrata l’8 marzo.

SPI-CGIL Montaione e Auser Montaione organizzato un programma dalla metà del pomeriggio che si protrae fino al dopocena di sabato 10 marzo 

8 marzo 2018-page-001 

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dóppo, prep. o avv.: dópo. Forma toscana, proprio anche del pis., del livorn., del pist., del lucch. e del montalcinese, in cui il raddoppiamento di –p- si spiega per analogia di “appo” trattandosi di una forma  antica, dal momento che risale al Trecento (DEI), ma oggi si riscontra solo nel contado o, per scherzo, anche altrove. Da notare che si trova pure nel romanesco di Trilussa, insomma anche nella letteratura popolare

dórco, agg.: dolce (ma alla lettera “dolco”: M. P. Bini), in riferimento al clima, ma si tratta di un agg. ormai venuto meno nel medio valdarno, a differenza di “dorce” alla pisana, oltre che alla livornese

dorcura, s.f.: temperatura mite, termine derivato da un agg. (“dolce”) con un trattamento alla pis. (la –r- al posto di –l-) + suff. “ura”, che “conferisce valore collettivo” e in origine “suff. formante astratti” (DISC), ma in pis. veniva detta “dorciura”

dormitore, s.m.: dormiglione, parola che ha sostituito “dormitore”, attestato nel Duecento (DEI), ma venuta meno appunto, a parte nel vernacolo nell’ambito familiare e nell’uso scherzoso: considerazione che vale ancora di più per il termine “dormitora” non attestato neppure in letteratura

doventà’, v. copulativo tosc.: diventare, rispetto al quale “doventare” (che esisteva già nel Quattrocento: DEI) è una variante toscana “con labializzazione della voc. protonica davanti alla fricativa sonora labiodentale /v/”(DISC)

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Biblioteca. Il programma di marzo

La Biblioteca Comunale “a biscondola” di Montaione vi comunica le seguenti iniziative

 

Giovedì 8 Marzo, ore 17

Circolo di Lettura della biblioteca

Incontro dedicato al gruppo di lettura della

biblioteca “a biscondola” di Montaione.

Incontro libero e gratuito.

 

Sabato 17 Marzo, ore 10.30

L’ora del Racconto

Continuano gli appuntamenti per i piccoli

lettori. Letture animate per bambini
dai 4 agli 8 anni.

 

Sabato 24 Marzo, ore 10,30

Caffè pedagogico

Albi illustrati e pedagogia narrativa per la

crescita del bambino a cura di Cristina Bartoli,

pedagogista e bibliotecaria esperta in

letteratura per l’infanzia.
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ED INOLTRE…

GIOVEDI’ 8 MARZO 2018 – ORE 18.00

BIBLIOTECA COMUNALE “a biscondola” – MONTAIONE

Presentazione del libro

NONOSTANTE TE

di Lorella Carli

L’autrice affronta il drammatico tema del femminicidio attraverso gli occhi di tre donne: la mamma, la sorella, la vittima,

lanciando il messaggio di non vergognarsi a chiedere aiuto se si vivono situazioni di violenza fisica e/o psicologica.

Interverranno:

CRISTINA MARTINI Assessore alla Pubblica Istruzione

ANNA MEOLA Casa Editrice PS

Sarà presente l’autrice

Programma mensile MARZO 2018_Montaione-page-001

 

 

 

 

 

 

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dòmo, s.m.: cupola e tale termine, usato anche dal Carducci e da D’Annunzio, non è da confondersi con “duomo”. Infatti deriva dal franc. “dôme” [duomo invece dal lat. mediev. “domu(m episcopi)” = “casa del vescovo”: chiesa con la cattedra del vescovo e quindi “cattedrale”, a sua volta dal provenzale “doma” = “casa” (significato anche del gr. “dôma” a cui risale) attraverso il bizantino in cui “designava un tetto convesso” (DEI). Tenendo presente il primo significato espresso si spiega l’espressione volgare, diffusa nel nostro vernacolo, “Va’ in domo!” per non dire in altro modo ancora più volgare che “Vai in cupola!”

dònche, cong.: dunque, ma il termine (in cui si può sentire l’influsso del francese “donc”, derivato a sua volta dal lat. tardo “dunc” e questo da “dum” = “ancora”, desumo dal DELI) non mi risulta che sia più usato, mentre lo è stato, sia pur raramente, fino al secondo dopoguerra compreso specialmente da parte di persone analfabete

dóndola, s.f.: dònnola (storpiatura nel linguaggio di certi cacciatori, penso) per l’andatura ondeggiante di questo mustelide, il cui aspetto elegante gli ha valso il nome che significa “signorina”: lat. tardo “domnula(m)”, diminutivo del popolare “domna”= “signora” (DISC)

donzello, s.m. tosc.: “usciere comunale” a Firenze, ma anche a Fucecchio, dove il termine è stato diffuso almeno fino a pochi anni fa. Esso deriva dal provenzale ant. “donzel” e questo dal lat. parlato ipotetico “domicellu” (dim. del classico “dominus” = “signore”), da cui deriva anche “damigello”: nella “società medioevale e rinascimentale, giovane nobile o paggio di corte”; poi donzello è passato a indicare “domestico di un signore” (DISC) e dal ‘600 “usciere” comunale, documentato peraltro già nel ‘200 (DEI). La sincope della -i- di “domicello” ha certo favorito la formazione di tale parola

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 6 marzo 2018 

Patto dei sindaci per il clima e l’energia. C’è anche Montaione

 

 

MONTAIONE ANCORA UNA VOLTA IN PRIMA FILA NELLA SFIDA CONTRO I CAMBIAMENTI CLIMATICI

I rappresentanti del Comune hanno partecipato alla Cerimonia del Patto dei Sindaci tenutasi a Bruxelles il passato 22 febbraio.

Il Sindaco del Comune di Montaione, Paolo Pomponi, assieme al Vice Sindaco, Luca Belcari, ed al responsabile dell’Ufficio Energia, Fiorenzo Grifoni, hanno partecipato alla manifestazione dal titolo “Da Parigi a Katovice: accelerare la transizione verso città decarbonizzate e resilienti”, che ha visto riunirsi Sindaci provenienti da tutta Europa.

Attraverso la partecipazione a questo evento, l’Amministrazione Comunale di Montaione ha voluto aderire al Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia, iniziativa che richiede ai firmatari di raggiungere un nuovo traguardo più impegnativo, ossia la riduzione del 40% delle emissioni di CO2 entro il 2030, e prevede che i Comuni pianifichino e mettano in atto azioni non solo per la riduzione dei consumi energetici, ma anche per l’adattamento ai cambiamenti climatici.

“Montaione è un Comune virtuoso, da sempre attento alle tematiche energetiche ed ambientali” afferma il Primo Cittadino “Abbiamo lavorato molto in questi anni e siamo molto orgogliosi dei risultati raggiunti sino ad ora: abbiamo ridotto le emissioni di CO2 di otre il 25% sull’intero territorio comunale rispetto al 2002, abbiamo ottenuto la certificazione eea Gold, siamo certificati ISO 14001 ed ISO 50001,  ma sappiamo che non dobbiamo abbassare la guardia. Il cambiamento climatico è un pericolo attuale e reale, per questo è stato importante per noi essere presenti nell’emiciclo del Parlamento Europeo durante questa giornata.”

Alla Cerimonia sono intervenuti il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, il Presidente del Comitato delle regioni Karl-Heinz Lambertz, il vice-Presidente della Commissione europea Maroš Šefčovič, il Commissario per il clima e l’energia Miguel Arias Cañete e il Commissario per la ricerca, la scienza e l’innovazione Carlos Moedas. E’ stata inoltre un’occasione per apprendere le esperienze di città importanti come, tra le altre, Parigi, Lisbona, Eindhoven, Firenze e Bologna.

“Montaione” conclude il Sindaco “è pronto ad adottare nuove misure per garantire il miglioramento delle performance in ambito energetico e ambietale ed è pronto a collaborare con gli altri enti locali per potenziare e moltiplicare gli effetti benefici delle azioni intraprese”.

Fonte: Comune di Montaione

Comunicto stampa del 24/2/2018

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dispari, agg., ma è da considerarsi invece s.inv. significando numero dispari, come si deduce dal DISC, nel caso del proverbio “Si lavora bene in dispari, ma in tre siamo troppi”: è considerato ottimale il lavoro (a maggior ragione lo studio, direi) individuale

ditoni, s.m. pl., col suff. accrescitivo, detto così per la forma: cannelloni, tipo particolare di pasta alimentare

do’, avv.: dove, di cui è una forma apocopata ovvero abbreviata nella parte finale (alle abbreviazioni tende molto il popolo fucecchiese, come dimostrano in particolare tanti infiniti dei verbi e anche questo penso che dipenda da un motivo di praticità, ma sembra contrastare con l’abbreviazione l’intensificazione (peraltro espressiva) data dall’uso ancora non cessato della prep. “in” espressiva  come “in dov’è?”: dov’è? e “ma in do’ vai?”: ma dove vai?, espressione detta talora con un certo scetticismo, manifestato con una mimica eloquente con le dita della mano

domandà’, v.tr.: domandare. Modo di dire: “Mi domando e dico”: mi chiedo con stupore. Da questi due verbi tr. è formata questa espressione con cui si fa un’osservazione chiedendo implicitamente il “consenso” dell’interlocutore su un fatto piuttosto clamoroso o evidente che viene commentato

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dirindillo, s.m.: campanello col tirante e una specie di filo metallico, ma la voce, d’origine livornese e onomatopeica, mi rusulta scomparsa non solo da Fucecchio, bensì anche da Livorno. L’influenza nel livornese sul fucecchiese meno antico si può in parte spiegare per la presenza di diversi livornesi sfollati a Fucecchio durante l’ultima guerra, ma ha radici storiche più fondate, come il collegamento dello stesso dialetto col pisano, cui ho fatto cenno nell’introduzione, ma da chiarire in modo ben più esaustivo

diritto, agg.: prediletto nella frase: “ È il su’ occhio diritto”, specialmente in riferimento a un figlio: è il suo figliolo prediletto

discorre’, v. intr.: discorrere, parlare, ma non ragionando, per es., nella frase: “Ma che fai per discorre’?”: ma che lo dici solo per parlare (a vanvera)? Fino a qualche tempo fa poteva significare anche fare la corte ad una persona per i primi approcci amorosi, frequentarsi, intrattenersi prima del fidanzamento ufficiale, ma in questo senso tale accezione “è caduta in disuso” (M.P.Bini)

discorso, s.m. Frase: “È un bèr discorso!” (“ber” significa chiaramente “bel” alla pisana) detto ironicamente per esprimere che non consideriamo affatto valido ciò che ha detto l’interlocutore

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 20 febbraio 2018 

Torna il teatro. Sorelle Materasso

Dopo il successo dei primi spettacoli teatrali “AM(E)LETO” della compagnia “Fuori dal Comune” e “BADA BADANTE” della compagnia degli “Spiattori”, ci sarà il quarto appuntamento di una serie di spettacoli teatrali che vede la collaborazione dei comuni di Montaione e Gambassi Terme e l’associazione Teatro Castello di Castelfiorentino, collaborazione nata dall’esigenza di diffondere, sempre di più, la cultura teatrale nel nostro territorio. L’associazione Teatro Castello con la compagnia “IL CERCHIO DI GESSO” il giorno SABATO 10.02.2018 al Teatro “S.Ammirato” di Montaione presenterà SORELLE MATERASSO, una commedia brillante di Augusta Elena Giglioli, due anziane sorelle che, a causa del nipote affascinante ma scialacquatora, perdono il loro podere e, soprattutto la loro dignità. La regia è di DIEGO CONFORTI. Gli altri appuntamenti previsti sono:

• 8 marzo 2018, ore 21.30 – Gambassi Terme – Circolo Arci “OSTERIA DEL CALANDRINO della compagnia “ScusicheLaminsegnateatro” testo e regia di Alessio Lami;

• 10 marzo, ore 21.30 – Montaione – Teatro “S.Ammirato” “NON PREDETEMI…ALLA LETTERA della compagnia “ScusicheLaminsegnateatro” testo e regia di Alessio Lami.

le sorelle materasso

Cinema. Tre manifesti a Ebbing Missouri

Non perdete il film  di Martin McDonagh  Vincitore del festival di Toronto, vincitore di 4 Golden Globe e soprattutto vincitore migliore sceneggiatura al Festival di Venezia fa di Tre manifesti a Ebbing, Missouri il film più discusso di questo inizio anno favorito ai prossimi Oscar. Una protagonista (Frances McDormand) straordinaria – favoritissima all’oscar.  Un film con una straordinaria  poetica con le sue ruvidezze, disillusioni, coerenze, forza di volontà, scheletri nell’armadio. Basterebbe questo per farne un film imperdibile. BUONE VISIONI!

Il calendario delle proiezioni  subirà una variabile perché il Sabato ci sarà uno spettacolo teatrale e le proiezioni inizieranno da Giovedi.

L’Angelo Azzurro

TRE MANIFESTI

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dimórto, avv.: di molto (toscano), ma è considerato giustamente agg. o pron. dal DISC quando è variabile, come se diciamo: “Ha dimorti amici” oppure “Dimorti partiranno”, cioè molti. Invece è avv. quando significa solo molto, di cui ritengo che sia un rafforzativo grazie alla preposizione che lo precede e che, se viene scritta in modo staccato, fa considerare “di molto” una loc. avv.

dinanzà’, v. intr.: mettersi davanti a un branco d’animali per farli retrocedere, ma in questo senso è una voce non più usata, mentre può darsi che lo sia in qualche località, ma comunque raramente, “dinanzare”, v. tr. risalente all’ ‘800 col significato di “oltrepassare chi sta dinanzi”. Tuttavia – a mio parere – si tratta di un verbo veramente brutto, anche se è spiegabile per analogia con “divanzare” più che con “fidanzare”, derivato dal lat. mediev. “fidantiare” = “rendere sicuro” (DEI)

dindi, s.m. pl.: soldi, denaro; voce onomatopeica del linguaggio infantile (DISC), come rivela anche la ripetizione del gruppo di- che esprime bene con la –n- centrale il suono delle monete. Nota comunque il DEI che questa voce toscana, usata anche da Dante, si trova pure al sing. “dindo”, come nel romanesco in cui significa “baiocco” ed ancora più onomatopeico è senza dubbio il piemontese “dindìn” = “quattrino”

dindole, s.f.pl.: coccole, ma si tratta di un vecchio termine fucecchiese quasi completamente caduto in disuso

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Biblioteca. Il programma di febbraio

 

La Biblioteca Comunale  “a biscondola” di Montaione vi comunica le seguenti iniziative

 

Giovedì 8 Febbraio, ore 17

Circolo di Lettura della biblioteca

Incontro dedicato al gruppo di

lettura della biblioteca

abiscondola”di Montaione.

Incontro libero e gratuito.

 

Sabato 17 Febbraio, ore 10.30

L’Ora del Racconto

Continuano gli appuntamenti per i

piccoli lettori.

Letture animate per bambini
dai 4 agli 8 anni.

IN ALLEGATO, qui sotto, IL PROGRAMMA FEBBRAIO 2018

Febbraio 2018_programma-page-001

Cinema. Una donna fantastica

Arriva il film  del cileno Sebastian Lelio inspiegabilmente  discriminato dalla distribuzione, “Una donna fantastica” una vera e propria lezione di cinema e di vita. Un film importante che ci ricorda che esistono dei diritti umani che devono essere tutelati.  BUONE VISIONI

L’Angelo Azzurro

05 BOLLETTINO 31 gennaio 2018 (1)-page-001

 

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diluvià’, v. intr.: diluviare, piovere con violenza, mentre a Empoli, Siena, Grosseto e nell’amiatino usano dire “Piove a ritrecine” in riferimento a una “pioggia torrenziale” (DEI) ed è da notare che spesso a Fucecchio tale voce alla terza pers. sing. del presente indicativo o come per introdurre il discorso, è preceduta dalla congiunzione “e”: “E diluvia!”

digrumà, v. tr.: digrumare (voce toscana), che nella zona nostra significa anche “mangiare con una certa rapidità e avidità” (M. Catastini)

dilungassi, v. rifl.: dilungarsi, “sgranchirsi braccia e gambe” (M. Catastini)

dimenassi, v. rifl.: dimenarsi, verbo che troviamo nel proverbio “Chi va a letto senza cena, tutta la notte si dimena”: chi va a dormire senza cenare, s’agita l’intera notte, ma c’è anche il proverbio contrario: “Chi va a letto a pancia piena, tutta la notte si dimena” (C. Lapucci)

dimenatura: modo di camminare “a donna”, cioè scuotendo il deretano “da una parte all’altra” (M.P. Bini), ma il termine è certamente in declino 

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dieci, s.inv. Frase: “C’ha preso dieci e lode!” in senso ironico: ha fatto una figuruccia, cioè una brutta figura

diecione, s.m.: poteva indicare un tempo una “moneta da dieci centesimi” almeno da noi (M.Catastini), ma in seguito una banconota da dieci mila lire o comunque una valuta tutt’altro che trascurabile (quando la lina aveva un certo valore) o un bellissimo voto a scuola specialmente nella frase: “M’ ha dato un bel diecione!”

diferente, agg.: differente, almeno in zone confinanti con la Lucchesia, dov’è presente la tendenza a scempiare certe consonanti

digià, avv.: già, di cui è una variante (De Mauro), ma da noi può avere un senso confermativo, come dire che non c’è da meravigliarsi di certi discorsi o comportamenti, date particolari condizioni o situazioni, oltre ad avere il significato di “dal momento (che)”, per es., nella frase “di già che viene l’acqua a catinelle…”, cioè dal momento che viene una “pioggia scrosciante” (DISC), “resta in casa”

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diaccio, s.m., oltre che aggettivo: “ghiaccio”: considerato un “idiotismo toscano” dal DEI secondo il quale è attestato in letteratura dal ‘500, ma ormai è piuttosto in disuso. Si tenga presente che l’espressione “all’addiaccio” non deriva da “diaccio”, bensì dal lat. “ad” = “presso” + “iacere” = “giacere” e significa “all’aperto”

diacé’, v.intr.: giacere, come la variante “ghiacé’ ” (così come nel pisano), ma specialmente in campagna e fino a qualche tempo fa. Quanto a “diacere”, si tratta di un “idiotismo” toscano, “comune nel pistoiese del XXVII sec.”, mentre “ghiacere” è un “fiorentinismo” risalente al Cinquecento (DEI)

di atti (a Empoli “di catti”), loc. avv. Frase: “ Avere di atti” : “avere un debito nei confronti di una persona e cioè dipendere  da questa. Pare che derivi dal latino “de capto” “(appena, quasi)” per grazia (L. Bazzini) : essere costretto a contentarsi  della cortesia di una persona che non sarebbe  tenuta a dimostrarla.  Infatti deriva da  “avere per  accatto, cioè per elemosina aver bisogno di una persona a cui erano state fatte angherie, (P. Giacchi) e troviamo nel Battaglia che “aver di atti”  o “dicatto” significa “esser contento, ritenersi fortunato”, di poter avere un “favore, servizio, prestazione”. Secondo R. Cantagalli l’espressione “avere un dicatti”  significa “è di grazia se si è avuto tanto” e può derivare da “avere per accatto, cioè per elemosina, per grazia: ipotesi che mi sembra la più accettabile

dibernovo, loc. avv.: di nuovo, anche se propriamente sarebbe di bel nuovo, ma è da qualche tempo piuttosto in disuso ed ancora di più la loc. avv. ulteriormente rafforzata “ridibernovo”: ancor più nuovamente, indubbiamente enfatica, anche se piuttosto espressiva

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dè una semplice!, interiezione al posto dell’esclamazione troppo volgare empolese “Dè una sega!” rispetto alla quale costituisce perciò un eufemismo. Si tratta comunque di un’ esclamazione che denota meraviglia, come “È incredibile!”

dì’, v.tr.: dire. Indicativo presente (specialmente un tempo) 1^ pers. sing.“dio” (anche in pisano): dico; 2^ pers. sing. “dii”: dici; 3^ pers. pl.“diano” (specialmente nell’espressione “Che diano?”): dicono. Fut. sempl. (probabilmente per influsso pisano): “dirrò”, “dirrai”, “dirrà” e al cond. pres.: “dirrei, dirresti, dirrebbe” anziché con una semplice –r-.

Modi di dire: “Dice pòo”: sa di poco, in riferimento a una persona che non è espressiva, oppure a un alimento che non ha un sapore veramente gradevole.

“L’a dì’ te!”: lo hai a dire tu!

“M’ha’ dì’ te”: mi devi dire.

“Te l’ho a dì’?”: te lo devo proprio dire?

Espressione piuttosto strana è questa, sentita dire a Fucecchio: “Chi me l’avrebbe issuto a dì’?”: chi me l’avrebbe mai detto? in riferimento a una cosa spiacevole e perciò da non augurare a nessuno.

Inoltre come per attaccare discorso, insomma come “segnale discorsivo” anche in riferimento al presente, viene detto talora: “Dicevo io…” così come viene detto “O per esempio” (e prima ancora “O presempio”, con metatesi).

Un’altra tipica espressione usata nella nostra zona è “Dioirvero!”: dico il vero, ma come un “segnale discorsivo” per dire “già! mi dimenticavo di dirti che…”, “a proposito di quello che dicevamo”, derivando da “dico il vero” cioè la verità.

Altra frase da noi diffusa: “Ora vengo a dittelo”: sto per venire a dirtelo

, s.m., con un significato particolare nell’espressione ironica, direi, oltre che scherzosa: “È un dì!”: è tanto tempo!

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descolina, agg.: “macilenta e debole” (M. Catastini), ma è una voce del tutto scomparsa dall’uso, a mio parere

desèrre, s.m., storpiatura del fr. “dessert”, con un significato particolare come nella frase: “È un dessèrre!”: è un piacere! anziché “Portata con cui si conclude un pasto (frutta, dolce o gelato)”  come significa il termine francese, derivato da “desservir” = “sparecchiare” (DISC)

desinà’, s.m.: desinare (tosc.), cioè “pasto di mezzogiorno”: DISC, secondo cui deriva dal v. “desinare”, a sua volta dal fr. ant. “disner” e questo dal lat. parlato ipotetico “diseiunare”, propriamente “uscire dal digiuno”
desìo, s.m.: desiderio, in letteratura attestato già prima del 1200 in Giacomo da Lentini (DELI), ma in vernacolo può significare l’opposto e perciò avere un’accezione ironica nell’espressione “È un desio di nulla, guà!”, come quando viene detto ironicamente “Ber sugo!”: bella soddisfazione!

detta, part. pass.f. del v. “dire”, che finisce per avere funzione di sostantivo o di aggettivo sostantivato sottintendendo “cosa”, con un significao particolare nell’espressione “Dalla detta alla fatta”: immediatamente, significato dell’espressione latina “ipso facto” (in fucecchiese “isto fatto”) che invece sul piano giuridico vuol dire “automaticamente”. Si tratta di due sostantivi che derivano dai plurali neutri latini, nella pronuncia vernacolare. Si tratta di due sostantivi che derivano dai plurali neutri latini “dicta” = “cose dette” e “facta” = “cose fatte”, come possiamo dedurre in parte dal De Mauro. Comunque col significato di “subito” si può sentir dire anche, dalle nostre parti in modo più sintetico rispetto all’espressione sopra indicata, “Detto fatto” (M. Catastini)

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  https://www.montaione.net/il-toscanario/

Tutti gli articoli on line,  https://www.montaione.net/category/toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 9 gennaio 2018 

Cinema. La ruota delle meraviglie. Speciale ragazzi

Chiudiamo l’attività di questo anno con un pregevole Woody Allen con una commedia di piccole vite di uomini e donne che cercano di strappare alla quotidianità qualche momento di luce.

Non manca un film per ragazzi con la storia della natività dal punto di vista degli animali. Una prospettiva originale e divertente.

Purtroppo i nostri sforzi di intensificare le giornate di proiezione con una prevalenza di prime visioni non ha dato i risultati sperati e molto probabilmente dopo le festività ci vedremo costretti a ridurre le proiezioni.  BUONE VISIONI e i migliori auguri di buone feste.

L’Angelo Azzurro

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Fiabe e racconti per grandi e piccini

La Biblioteca Comunale “a biscondola” di Montaione vi comunica le seguenti iniziative presenti sul territorio
VENERDI’ 29 DICEMBRE 2017
LOCALI EX ASILO DELLE SUORE, VIA CHITI 29 – MONTAIONE (FI)
ORE 17.30   
 
LA VOLPE CON IL LUME
ospite di Per Fare l’Albero
in collaborazione con il Comune di Montaione
racconta, canta e filastrocca
AISHA E IL GHUL
Fiaba avventurosa alla ricerca del fuoco
con micro-laboratorio di costruzione a seguire
Per adulti, bambini e bambine arditi. Dai 4 anni  
 
Ingresso: biglietto unico 5,00 euro
Prenotazione consigliata: Sonia 392 1657221  
 
Per info sull’associazione “Per Fare l’Albero” chiedere all’ingresso  
 

VENERDI’ 5 GENNAIO 2018
OSTERIA DEL CASTAGNO
CASTAGNO VAL D’ELSA – GAMBASSI TERME (FI)
ORE 18.30   
 
OSTERIA DEL CASTAGNO e
LA VOLPE CON IL LUME
presentano
NELL’ATTESA DELLA SAGGIA VECCHIA,
VERSO LA NOTTE DELL’EPIFANIA
si narra e si suona 
“LA STORIA DELLA BAMBINA CORAGGIOSA.
IL VIAGGIO DI VASSILISSA”
Racconto teporoso per il tempo del freddo
a tre sedie, cinque sassi, un fagottino e scalpitante fisarmonica
Con Sonia Montanaro e Simone Faraoni alla musica
Per grandi e piccoli dai 5 anni  
 
Seguita da cena in pic nic su caldi tappeti, con cibi deliziosi
e tenero regalo sul finire
 
Ingresso spettacolo con cena: 20,00 adulti – 18,00 bambini 
Prenotazione Obbligatoria: 0571 638506 – osteriadelcastagno@gmail.com