Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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giarda, s.f.: muco che cola dal naso

ginocchioni (in), loc. avv. con un significato particolare nella frase che un tempo poteva essere sentita dire a Fucecchio: “Le anguille in ginocchioni ènno un incanto”: le anguille cucinate in un certo modo sono veramente gustose

giondolo, s.m.: ciondolo, di una famiglia di parole considerate onomatopeiche in sostanza dal DEI; ancora più espressiva mi pare questa voce nostrana perché mi suggerisce ancora di più l’idea di qualcosa che pende giù. Che almeno qualche tempo fa venissa detto a Fucecchio si può desumere anche dal soprannome “Giondolo” e secondo il DISC “ciondolare” (ma da noi veniva detto anche “giondolà’”) è una voce onomatopeica “da accostare” a “dondolare”

giòo, s.m.: gioco, come in pisano, così come il verbo corrispondente col solito dileguo della –c- intervocalica. Si pensi alla frase ironica: “E’ un ber giòo, sì!” in riferimento ad un gioco che non è affatto piacevole. A dimostrazione di quanto sia importante anche sul piano culturale una parola, si tenga presente la derivazione di “gioco” dal lat. “iocu(m)” propriamente “gioco di parole”, che ha sostituito il termine  latino ben più diffuso nell’antichità per indicare il gioco, ma “in azione”, e cioè “ludus”, di probabile origine etrusca (DELI)

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Presentazione del 4/2/2015,  https://www.montaione.net/il-toscanario/

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 29 gennaio 2019 

In Esilio, di Simone Lenzi

Sabato 9 Febbraio 2019, a partire dalle ore 17.00,  si terrà la presentazione del libro “In Esilio” di Simone Lenzi (Ed. Rizzoli). L’iniziativa si terrà nella Sala Consiliare, presso il Palazzo Comunale, in Piazza del Municipio n. 1 –

Interverrà Elena Corsinovi, Assessore alla Cultura del Comune di Montaione. Sarà presente l’autore del libro Simone Lenzi.

Simone Lenzi in questo romanzo autobiografico ci conduce nelle stanze intime della memoria, dove si celano i segreti dell’esistenza. Abile ritrattista di tipi umani, con colori accesi e sfumature intense scava nella quotidianità di tre generazioni, scardinando i paradigmi della letteraturacontemporanea
Simone Lenzi : e nato a Livorno, 22 giugno 1968 è un cantautore, scrittore e traduttore italiano, frontman del gruppo toscano Virginiana Miller. Dopo gli studi in filosofia all’università di Pisa nel 1990 inizia a scrivere e cantare per i Virginiana Miller. Ha tradotto il primo libro degli Epigrammi di Marziale insieme a Simone Marchesi nel 2008. Nel 2009 traduce Un’America di Robert Pinsky.
Il 13 marzo 2012 pubblica il suo primo romanzo, intitolato La generazione. Da questo libro è stato tratto il soggetto per il film Tutti i santi giorni di Paolo Virzì, uscito nello stesso anno. Lenzi ha lavorato nel film anche come cosceneggiatore. La canzone omonima dei Virginiana Miller presente nel film è vincitrice del David di Donatello come “miglior canzone originale” nel 2013. Dal 2013 collabora con Il Tirreno. Il 2 maggio 2013 pubblica il libro Sul Lungomai di Livorno (Laterza editore). Nel corso del Festival di Sanremo 2014, la cantante Antonella Ruggiero porta in gara il brano Quando balliamo, scritto da Lenzi con la stessa Ruggiero e con Roberto Colombo. Nel 2016 il suo romanzo Mali minori vince la 60ª edizione del Premio Ceppo Pistoia

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di Giancarlo Carmignani

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ghigna, s.f.: viso “arcigno”, ma è una voce lucchese entrata nel vernacolo livornese (V. Marchi) e successivamente in quello pisano, mentre è rara nel medio valdarno

ghigno, s.m. volgare: pene, ma si tratta di un termine in decadenza, se non scomparsa

giamberattone, agg.: “spreciso” (M. Catastini), voce presente nel vernacolo fucecchiese almeno qualche tempo fa. Sembra una voce abbastanza espressiva, ma ne risulta ignota l’origine, a parte la connotazione negativa, in questo caso, del suff. “-one”

giannizzero, s.m.: tipo, più che rustico, intrattabile, oltre che esecutore di “ogni comando” di una “persona importante” da cui costui dipende in modo servile, pur dandosi “treno”, cioè importanza: anche in questo caso si tratta di uno “spregiativo” (accentuato da come viene detto dalle nostre parti) “spiegabile anche sul piano storico”, riferendosi sotto questo profilo a chi nell’impero  ottomano, da cristiano arruolato per forza nelle truppe turche (è infatti tale l’origine della parola), diventava un difensore fanatico dell’islamismo (De Mauro)


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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 22 gennaio 2019