E’ on line VdC Archivi

Continua la pubblicazione della digitalizzazione degli archivi di Vita di Comunità  che settimana dopo settimana ci porterà a completare questo paziente lavoro e, quindi, la completa disponibilità per il pubblico montaionese di oltre venti anni, ad oggi, di percorso parrocchiale.

La pubblicazione proseguirà nel giorno di mercoledì di ogni settimana

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Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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móccico, voce anche pist., mentre è una voce anche pisana (DEI) “móccolo”, s.m.: mòccolo nel senso di moccio e da moccolo con la pronunzia chiusa della prima -o- (non scorretta secondo il DISC) deriva chiaramente “moccoloso”: individuo con tanto moccio ovvero muco nasale, specialmente “quando si accumula nelle narici per incuria o per raffreddore” (Id.), ma estensivamente  può aver il significato già visto di “moccioso”. Può sembrare strano che nel caso di moccico la –c- intervocalica sembri aggiunta, anziché verificarsi il dileguo della stessa come avviene in generale nel nostro vernacolo, ma la stranezza viene meno se si tiene presente che moccico può derivare dal lat. ipotetico “muccicare”, che nel ‘600 avrebbe dato luogo all’uguale verbo it. col significato di “colare” in riferimento, appunto, al “muco dal naso” (DEI)

moccio, s.m.: gioco che veniva praticato dai ragazzi fucecchiesi anche nei primi anni del secolo scorso, ma in disuso già per lo più dalla fine del secondo dopoguerra. Esso “consisteva in un rettangolo allungato diviso” in più “scompartimenti, disegnato” con figure geometriche e numeri “sul terreno, su cui ogni giocatore, cominciando da una parte e procedendo a zoppa gallina, doveva spingere col piede una piastrella  da uno scompartimento all’altro fino a quello estremo, badando a non farla arrestare sulle righe divisorie” e a non “uscire dai margini del rettangolo” (P. Palavisini)

mocci’óso, s.m. o agg.: moccioso, cioè individuo che tiene il moccio (ma noi diciamo “moccolo”) al naso e perciò sporco. Può avere anche lo stesso significato di “moccioso”, che però significa estensivamente “con valore ironico o peggiorativo” ragazzo che “si dà arie da adulto” come se fosse esperto (DISC)

moccolaia, s.f.: fumo emanato dal “lucignolo carbonizzato” in part. “quando viene spento”, ma la voce, attestata nel ‘700 (DEI), “sta scomparendo dal linguaggio comune” sia a Fucecchio sia in Maremma (M.P. Bini)

moccolièra, s.f.volg.: “fazzoletto per scaracchi” (M. Catastini), ma è una voce in decadenza

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  https://www.montaione.net/il-toscanario/

Tutti gli articoli on line,  https://www.montaione.net/category/toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 28 luglio 2020

 

E’ nato Montaioneintuscany.it

Montaioneintuscany.it, questo il nome del nuovo sito web di destinazione turistica di Montaione.
Uno strumento pensato e realizzato dall’Amministrazione Comunale e rivolto in primo luogo ai
numerosi turisti di tutto il mondo che scelgono o potrebbero scegliere Montaione come luogo delle
proprie vacanze.

Montaionetuscany.it — la Home Page

 

Montaioneintuscany.it non offre solo un orientamento al potenziale visitatore, ma consente di
progettare nel dettaglio il suo soggiorno, fornendo una conoscenza ad ampio raggio di una delle
destinazioni turistiche green più apprezzate, sia per le sue politiche di sostenibilità ambientale e
energetica, che per l’indiscutibile bellezza del suo paesaggio nel cuore della Toscana. Ma
Montaione non è solo ambiente e paesaggio, è uno dei Borghi più Belli d’Italia che racchiude tutti i
valori del buon vivere toscano nei luoghi di entroterra: tesori di arte e testimonianze storiche
nascoste, una tradizione enogastronomica d’eccezione, un identità e un senso di comunità
profondamente radicati, capacità di accoglienza, esperienze e servizi esclusivi. Di tutto questo il sito
web dà conto nelle sue numerose e articolate sezioni tematiche, tra le quali “storie e idee”, “cose da
fare”, “eventi”, “shopping”, “dove dormire”, “dove mangiare” e molte altre. Vi si trovano focus
sulla “Gerusalemme” di San Vivaldo, con possibilità di compiere una visita virtuale di sorprendente
realismo delle cappelle; sull’area naturale protetta “Alta Valle del Torrente Carfalo”; sulla rete
escursionistica “Itinerari nel Verde”, di cui sono disponibili le tracce gpx scaricabili. Ma anche sulle
storie, le persone, le esperienze che concorrono a formare lo spirito di una comunità. Ampio spazio
è dedicato anche alle produzioni locali dell’agricoltura e dell’artigianato alimentare e artistico. Per
questo montaioneintuscany.it è anche uno strumento al servizio degli operatori dell’offerta turistica
locale che, con l’Associazione AMOT, hanno in parte contribuito alla sua realizzazione.
Ricchissimo l’apparato iconografico, con immagini statiche e in movimento, riprese aree e galleria
video di grande suggestione.
“Il portale di destinazione turistica arriva al termine di un lungo percorso di progettazione e lavoro
sul territorio – commenta il Sindaco Pomponi – È un grande contenitore di informazioni dedicato
al turista, che raccoglie materiali ed esperienze, esalta l’identità e l’attrattiva di Montaione con le
tecnologie più avanzate, la grande qualità dei testi e delle immagini. Confidiamo con questo
strumento, di offrire un ulteriore sostegno a un settore così importante per Montaione.”
Il portale si trova attualmente nelle lingue italiana, inglese e francese ed è consultabile facilmente
anche da dispositivi mobili nella sua versione responsive. Lo strumento è stato realizzato da un
operatore toscano della comunicazione web, Pangea-ad.

Fonte: Comune di Montaione

Inaugurazione mostra opere realizzate dall’artista Felice Tagliaferri

Sabato 18 luglio alle ore 10.00 si terrà l’inaugurazione per l’esposizione delle opere “Il Cristo Rivelato” e “Nuovo Sguardo” dello scultore non vedente di fama internazionale Felice Tagliaferri. Con queste opere, che rimarranno esposte nella Chiesa dei Santi Giuseppe e Lucia adiacente al Municipio fino al 10 ottobre, Montaione continua ad investire nell’arte con diversificate iniziative.

Montaione, che con le sue incantevoli immagini paesaggistiche e la campagna circostante, fa della bellezza un elemento identitario, vuole accogliere gli artisti per formare un connubio tra arte e natura ospitando, questa estate, le meravigliose realizzazioni in marmo del maestro Felice Tagliaferri.

Felice Tagliaferri è uno scultore non vedente che ha intrapreso dal 1998 un percorso artistico molto personale da lui stesso riassunto nello slogan “Dare forma ai sogni”. Le sue creazioni sono infatti sculture non viste, che prima nascono nella sua mente e poi prendono forma attraverso l’uso preciso delle mani, guidate da incredibili capacità tattili.

Collabora in maniera continuativa con i Musei Vaticani, il Museo Tattile Statale Omero, l’Accademia di Brera, l’Accademia di Roma , la Collezione Guggenheim di Venezia e l’Università di Dublino.

“Il Cristo ri-velato”, già esposto nei più importanti musei, è stato realizzato tra il 2009 e il 2010 in seguito ad un evento particolare: durante la visita alla Cappella Sansevero di Napoli, al maestro Tagliaferri venne negata la possibilità di toccare il Cristo velato di Giuseppe Sanmartino, e da quel divieto decise di realizzare “Il Cristo ri-velato”, la sua personale versione dell’opera, una scultura dal doppio significato, “velato per la seconda volta” e “svelato ai non vedenti”, che adesso possono leggere la pietra toccandola con le mani.

Da allora la carriera dello Scultore si è arricchita anche dall’incontro con altri artisti e esperienze grazie a cui ha potuto dare vita a nuove forme d’arte, spaziando nell’uso di materiali diversi, come creta, marmo, leno e pietra e lavorando come formatore e insegnante per artisti vedenti, non vedenti e ipovedenti alle prime armi.

“Nuovo Sguardo” nasce In seguito all’incontro, nel 2018, di Felice con la Pietà di Michelangelo all’interno dei Musei Vaticani, al quale viene permesso di vedere i volti attraverso le sue mani, e l’artista realizza i volti di Cristo e della Madonna prima in un laboratorio del museo stesso e poi decide di riportarli sul marmo creando una personale interpretazione che sarà esposta per la prima volta proprio a Montaione.

Nell’opera l’artista mostra il Figlio che tiene in braccio la madre e se ne prende cura così come vuole evidenziare la necessità che l’uomo continui a prendersi cura della donna e rispettarla. La parte retrostante è ancora in roccia grezza per simboleggiare l’importanza del lavoro che ancora rimane da fare nell’animo umano affinché tutto questo possa accadere.

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Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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misurino, s.m.: “piccolo recipiente graduato o di misura” (De Mauro) “della capacità di due decilitri” con cui  veniva distribuito il latte dalle contadine anche a casa dopo poco essere stato munto dalle mucche oppure “trasportato con appositi secchi metallici” (P. Palavisini)

mò’, s.m.: modo, di cui è una forma apocopata. Modi di dire: “A quel mò’ ”: in quel  modo; “Gli garba agì’ a quer ber mò’ ”: le piace agire bene, ma si tratta di modi di dire in disuso, specialmente il secondo, usato un tempo più in campagna, mentre il primo è stato sentito in particolare a S.Pierino, ma non nella parte campestre

mo’ mo’!, interiez. tosc.: dammi, dammi, ma pare che si tratti di una forma apocopata di “mostra”, imperat. di “mostrare”, stando al DEI, che peraltro l’afferma in riferimento a “mò” e non a “mó”, sia pur come interiez. tosc. Comunque il passaggio da “mostrare” a “dare” si può benissimo spiegare nell’uso popolare

 mocci’aglia, s.f.: moccicaglia col significato di raffreddore con tanto moccio, donde la necessità di fare un’intensa opera di pulizia del naso

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 21 luglio 2020