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fio, s.m.: fico. Modi di dire: “Ber fio!”, “epiteto canzonatorio comunissimo a Pisa e a Livorno” (R.Cantagalli) e da noi tale espressione significa in senso ironico, in riferimento ad una persona che lascia molto a desiderare, bell’individuo!

Un significato particolare assume il pl. nella domanda formulata con impazienza: “Ma che deo (devo) apettà’ i fii novi (fichi nuovi)?”: ma che devo aspettare ancora? Infatti ci vuole del tempo prima che a una generazione di fichi ne succeda un’altra, a una fruttificazione un’altra “mandata”: alcuni mesi o un anno a seconda del tipo di fichi. È chiaro perciò che si tratta di un’immagine iperbolica!

Esiste inoltre “fii” nel senso di “moine” (M. Catastini), come nella frase: “ ‘Un fa’ tanti fii!”: non far tante moine!

Proverbio: “A settembre l’uva è matura e il fio pende”, essendo quello il mese della maturazione sia dell’uva sia dei fichi.

“Botta botta, fio fio” (anche in pis. e livorn.): ogni colpo tirato, preda sicura; anche se molto probabilmente è un detto d’origine venatoria, acquista un significato più generale che in vernacolo si potrebbe esprimere così: “Andà’a corpo siuro”: andare a colpo sicuro, assicurandosi l’ambita preda

fiorancino, s.m.: règolo (“Regulus regulus”), più usato anche a Fucecchio di fiorancino e di stellino, che si spiega perché le “piume color arancio” (ecco l’origine del nome fiorancino)  “sembrano una stella sul capo” (C. Romanelli)

fioso, agg.: ficoso nel senso di “lamentoso” (M. Catastini), smorfioso, significando “fichi” in tosc., in senso figurato, “smorfie, daddoli” (DEI) ovvero smancerie – possiamo dedurre dal De Mauro- passando a tale significato da quello “obsoleto” di “fico” come “carezza, gesto affettuoso”, quando ciò avviene in modo esagerato. Comunque significa anche individuo che si lamenta troppo per motivi non veramente rilevanti e perciò quando diciamo: “Com’è fioso codesto individuo!”: com’è lamentoso in modo uggioso costui!

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 26 giugno 2018 

1° OPEN DAY delle Residenze per anziani – 15 giugno 2018 – VILLA SERENA Montaione

Comunicato stampa della Residenza per anziani VILLA SERENA – Montaione

Venerdì 15 giugno 2018 – Primo OPEN DAY nelle Residenze Sanitarie Assistenziali – VILLA SERENA di Montaione aderisce con un incontro pubblico ed una mostra fotografica

La Residenza per anziani VILLA SERENA nel Comune di Montaione, da alcuni anni fa parte del Network “ONDA”, un Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna e di genere che promuove e tutela il diritto alla salute secondo principi di equità e pari opportunità, con particolare riguardo anche alle Residenze per anziani attente al benessere e alla dignità dei propri ospiti.

ONDA, dal 2016, attribuisce  il riconoscimento dei bollini rosa argento alle Residenze per Anziani pubbliche o private accreditate e in possesso di requisiti indispensabili per garantire una gestione personalizzata, efficace e sicura degli ospiti, rappresentati per la maggioranza da donne anziane. In tutto sono 99 le RSA italiane che hanno ottenuto tale riconoscimento e solo 3 in Toscana, Villa Serena ha ottenuto 2 bollini su un massimo di 3.

I Bollini RosaArgento di Onda sono un ‘guardarsi’ dentro delle strutture socio sanitarie per far fronte, con efficacia, ai problemi degli anziani.

In ottica di ‘sharing economy’ sono un ‘TripAdvisor sociale’.

Le R.S.A. aderenti al network, in occasione della giornata mondiale sulla consapevolezza degli abusi sulle persone anziane indetta dall’OMS, potranno “aprire le porte” alla popolazione organizzando, a seconda delle singole possibilità visite guidate, iniziative, altre attività.

Villa Serena ha aderito a questo primo OPEN DAY nelle Residenze Sanitarie Assistenziali, e organizza per Venerdì 15 giugno un incontro pubblico sul tema:

“ I  DIRITTI  DI  CITTADINANZA  A  QUALUNQUE  ETA’ :

DALL’ACCESSO AI SERVIZI AGLI ABUSI SULLE PERSONE ANZIANE”

dalle ore 9.30 nella sala Teatro di Villa Serena

Partecipano:

 

Paolo Pomponi – Sindaco di Montaione e delegato del sociale dell’Unione dei Comuni

Delio Fiordispina – Direttore Residenza per anziani Villa Serena

Lucia Taddei – Comitato familiari di Villa Serena

Mario Battistini – Segreteria provinciale SPI-CGIL di Firenze

 

Ore 12.00  PRESENTAZIONE del progetto e inaugurazione della MOSTRA DELLE OPERE E DELLA GALLERIA FOTOGRAFICA

 “STORIE AD ARTE . Il Museo BeGo di Castelfiorentino per le persone con Alzheimer e chi se ne prende cura in collaborazione con l’artista Marco Borgianni”

(La mostra resterà aperta nei locali di Villa Serena fino al 1° luglio)

ore 12.30 Buffet, preparato dalla cucina di Villa Serena

ore 14.00 in occasione dell’ open day della struttura, promosso da ONDA, saranno organizzate   Visite guidate  di Villa Serena e dei nuclei Alzheimer

Non occorre prenotazione

Flessioni e riflessioni – La nostra Salerno – Reggio Calabria

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Flessioni e riflessioni – Ginnastica per la mente

 

La nuova strada regionale n. 429

 

E’ il secondo appuntamento con questa rubrica e mettiamo sul piatto un argomento  che riguarda noi tutti. O almeno tutti coloro che ogni giorno sono  pendolari per giungere sul luogo  di lavoro nel tratto della Valdelsa fiorentina.

Abbiamo preso in prestito la tanto discussa Salerno – Reggio Calabria solo perchè ha fatto storia ed è stata sinonimo e portata ad esempio di grandi opere pubbliche che per un motivo o per un altro sono rimaste per molto tempo incompiute.

Si deve precisare che la Salerno – Reggio Calabria, in realtà, di veramente incompiuto , nel senso che era inutilizzabile, ha avuto ben poco. Diciamo e ammettiamo che doveva essere migliorata perchè era nata con grossi limiti, ma era utilizzabile per tutto il suo percorso.

Difatti la Salerno – Reggio Calabria, ben 494 chilometri di percorso veramente difficile tra numerosi viadotti e gallerie, fu costruita in soli dieci anni. Partiti i lavori nel 1962, l’ultimo tratto fu inaugurato nel 1972.

Ora capite che il paragone con la nostra nuova strada regionale n.429 da Empoli a Poggibonsi di soli 38 chilometri è molto ma molto sproporzionato. I lavori di costruzione di questa ultima furono iniziati nel 2004, cioè ben 14 anni fa. Ma quel che è peggio, è che se oggi azzardiamo una data di completamento avremmo  ancora margini molto alti di sbagliarci. Questa benedetta strada è aperta solo a tratti e non è interamente utilizzabile…

Cari lettori, secondo voi, perchè questa situazione?

Vi invitiamo a scrivere il vostro commento/opinione sui motivi  per i quali la costruzione di soli 38 chilometri di una nuova strada a sole due corsie, in un tratto morfologicamente non difficile, rimane un sogno per la Valdelsa fiorentina che, invece, la meriterebbe a pieno titolo.

Scrivete il vostro commento qui sotto.

 

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finestra, s.f. in una posizione particolare quando veniva detto: “Fagli fà’ Gesù alla finestra!”: socchiudi le imposte della finestra, facendo venire in mente il gesto delle mani di Cristo in molte raffigurazioni sacre, ma si tratta di una frase che veniva usata nel passato, non più nei nostri tempi, in cui invece viene usato il termine “finestra” anche nel senso di “spiraglio”

finì’, v. tr.: finire. Indic. pres. 1^ pers. pl. (un tempo): “Finimo”: finiamo, tant’è vero che pare che un tempo una femmina sia stata chiamata, nel territorio comunale di Fucecchio e in altre parti della Toscana, “Finimola” per dire “finiamola” col fare figli, specialmente se femmine: il maschilismo è purtroppo duro a morire; figuriamoci nel passato meno recente! Sono forme toscane quelle del fut. sempl.: “firrò” ecc…: finirò, e del condiz. pres.: “firrei” ecc…: finirei ecc…, in cui si sono verificate la sincope della –i- e il raddoppiamento per assimilazione della –n- alla -r- seguente. Si pensi inoltre all’espressione “finì’in una bolla di sapone”: finire in un nulla di fatto, data l’inconsistenza, appunto, di una bolla di sapone

finòcchio (volg.) s.m.: omosessuale o peggio ancora sodomita, originariamente voce forse fiorentina, derivata dal fatto che la pianta omonima è forata dentro, suscitando così l’idea del buco secondo il Panzini (deduco dal DELI). È da notare, indipendentemente dalla parola volgare sopra registrata, che, per es., quattro rametti della stessa pianta, ma della specie selvatica, vengono messi nei fegatelli fucecchiesi, fatti utilizzando, oltre al magro, il fegato del maiale, entrambi “tuffati nell strutto”.

finocchiona, s.f.: “salume toscano di carne di maiale” aromatizzata con “semi di finocchio”, diffuso in particolare “nella zona di Firenze” (R. Cantagalli), ma anche da noi

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 19 giugno 2018 

Il sindaco Paolo Pomponi incontra i vertici Tui ad Hannover

Riportiamo il testo integrale del comunicato stampa circa l’incontro sul Progetto Castelfalfi tra il Sindaco di Montaione, Paolo Pomponi, e   il membro dell’Executive Board di TUI Hotel, Sebastian Ebel, tenutosi il primo giugno scorso ad Hannover in Germania.

Il Toscana Resort Castelfalfi – Nelle parole del sindaco Paolo Pomponi e del membro responsabile per il settore Hotel di TUI Dr. Sebastian Ebel: “Insieme abbiamo creato qualcosa di unico per la Toscana”

  • Il Castelfalfi – TUI Blue Selection registra già moltissime prenotazioni per la seconda metà dell’anno
  • Il datore di lavoro più grande e più importante della regione
  • Il Resort Castelfalfi arricchisce la Toscana

Hannover/Montaione, 4 giugno 2018. —– Venerdì scorso a Hannover il Sindaco del Comune di Montaione Paolo Pomponi, accompagnato dal Vicesindaco Luca Belcari, ha incontrato il membro dell’Executive Board di TUI Hotel Sebastian Ebel. Per entrambi, lo sviluppo del Toscana Resort Castelfalfi è su una buona strada. Il Sindaco Pomponi e Sebastian Ebel hanno dichiarato: “Negli ultimi cinque anni, lo sviluppo di Castelfalfi è su un’ottima strada. L’inizio non è stato facile, ma oggi il successo inizia a vedersi. Grazie alla stretta collaborazione tra il Comune e TUI è nato un resort unico nel suo genere per la Toscana. È stato sviluppato gradualmente e con attenzione. Oggi questa località storica è completamente restaurata. Il TUI Blue Hotel, inaugurato nel 2017, è stata ed è una pietra miliare fondamentale. Castelfalfi oggi è tornato ad essere un paese vivo, che attira in questo territorio molti turisti e visitatori da tutto il mondo.“

Hannover, DEU, 01.06.2018, der BŸrgermmeistewr von montaione (Itašien) besucht die TUI AG. [ (c) Christian Wyrwa, Diplom-Foto-Designer (FH), Burgwedeler Str. 91D , 30916 Isernhagen (bei Hannover), Germany, E-Mail: info@wyrwa-foto.de, Tel: +49-511-3945254, Fax:+49-511-1233545, Mobil: +49-171-8340094, 7 % MwSt, St.Nr.: DE 1800903836, Bankverbindung: IBAN: DE03250501800900437952; BIC: SPKHDE2HXXX:, Jegliche Verwendung ausserhalb einer journalistischen bedarf einer gesonderten Freigabe.Es gelten ausschlie§lich meine GeschŠftsbedingungen (AGB). (Diese kšnnen eingesehen werden unter: http://www.wyrwa-foto.de/Wyrwa-AGB/Wyrwa_AGB.pdf ) Dieses Lichtbildwerk ist gesetzlich geschuetzt. Nachdruck, Veroeffentlichung und Verwendung nur gegen Honorar (mindestens MFM Liste 2015), Belegexemplar und Autorennennung.: "Foto: Christian Wyrwa" , www.freelens.com/clearing/, kein Modelrelease vorhanden, no modelrelease] [#0,26,121#]

Toscana Resort Castelfalfi è nel frattempo diventato il maggiore datore di lavoro della zona. Negli hotel TUI, nell’azienda agricola e nel settore Real Estate il gruppo turistico dà direttamente lavoro a circa 200 persone, che principalmente vengono dalle aree limitrofe. Oltre ai numerosi lavoratori delle imprese appaltatrici di lavori e servizi.

Il Sindaco Pomponi ha dichiarato: “TUI ha creato alcune centinaia di nuovi posti di lavoro e assicurato il futuro di altre aziende del nostro territorio. Esistono tutti i presupposti affinché proseguiamo su questo cammino di successo. Sia come comune che come area abbiamo tratto e trarremo enorme vantaggio da questo progetto. Nell’incontro con i vertici della TUI ho manifestato la disponibilità dell’Amministrazione Comunale, a sette anni dalla sua stipula, a ridiscutere, così come peraltro già avvenuto in passato, alcuni aspetti della convenzione che regola i rapporti fra Comune e investitore, senza intaccare i principi di fondo dell’accordo. Da parte sua la TUI ha manifestato la volontà di continuare ad investire su Castelfalfi, smentendo alcune voci di segno contrario che si erano recentemente diffuse soprattutto in Germania. Così come ha riconfermato la volontà di mantenere gli impegni assunti con la sottoscrizione della convenzione.”.

Per il Sindaco Pomponi la realizzazione e l’apertura dell’hotel a cinque stelle Il Castelfalfi – TUI Blue Selection a Castelfalfi l’anno scorso costituiscono un elemento fondamentale per lo sviluppo complessivo del progetto. Il Sindaco l’anno scorso era intervenuto all’inaugurazione dell’hotel insieme al membro responsabile per il settore Hotel TUI Dr. Ebel dichiarando: “In qualità di Sindaco sono più che fiero dell’evoluzione di questo progetto, grazie al quale l’intero comune di Montaione diventa conosciuto in tutto il mondo”.

In relazione all’incontro di venerdì il Sindaco Pomponi ha voluto concludere precisando che: “L’incontro è stato molto fruttuoso. Sono sicuro che in futuro porteremo avanti il progetto insieme con lo stesso approccio sostenibile e positivo”.

Il membro dell’Executive Board di TUI Ebel ha dichiarato: “Ci riconosciamo in Castelfalfi. Il successo del nuovo hotel è un successo importante per l’intero progetto. Vogliamo continuare a sviluppare il Toscana Resort Castelfalfi passo dopo passo anche negli anni a venire e ampliare gradualmente l’offerta turistica. E come in passato, continueremo a farlo in stretto accordo con il comune”.

Fonte: Comune di Montaione – Segreteria del sindaco

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figliettino! esclam., alla lettera doppio diminutivo di “figlio”, ma in sostanza monello che non sei altro!”, detto scherzosamente. A Fucecchio è stato sentito un ragazzo dire a se stesso in modo compiaciuto: “Figliettino, quanti amici che hai!”

figlio, s.m. derivato dal lat. “filiu(m)” con l’ampliamento in –l- della radice indoeuropea “dhe(i)”  (“generare” e corrispondente in sostanza al nostro fe –) da cui derivano anche “fecondo, felice, femmina, feto, fieno” (Devoto), ma un’espressione particolare usata a Fucecchio e in livornese è: “Figlio d’un sette!”: “esclamazione scherzosa” che pare significhi “figlio d’uno sberleffo” perché, pur essendo sette un agg. numerale cardinale, indica anche sfregio, quando si parla di “ferita a forma di sette” e quindi, “in senso metaforico, sberleffo” (V. Marchi); tuttavia, avendo un carattere scherzoso, da noi significa bonariamente: “Che birbante che sei!”, un po’ come “figliettino!”

figuraccia, s.f. peggiorativo di figura: figuraccia, come quando diciamo: “ ’Un mi fa fa’ una figuraccia”: non mi far scomparire, cioè non mi far fare una cattiva figura

filo, s.m. con un significato particolare nell’espreessione: “ Restà’ a filo”: rimanere con la voglia, per es., di mangiare oppure nella frase che può essere rivolta a una giovane: “ ’un finge di dargli filo!”: non fingere di “accettare la sua corte” (M. Catastini) e quindi non lo lusingare: chiaro in entrambi i casi l’uso metaforico di filo, che può dare l’dea di attrazione, come nella fase “ Gli fa filo tutto!”: l’attrae, gli interessa, gli fa piacere tutto! Un’altra frase da noi diffusa è: “ ‘Un gli dà’ filo!”: non gli dare confidenza. Un significato particolare ha la parola “filo” nel caso del proverbio contadino: “Se tocchi un filo in d’un cantone, tentenna tutto (il campo)”: se tocchi uno stelo di frumento in un angolo, ne può risentire tutto il campo, potendosi muovere anche le altre spighe di grano

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Anita Cioni premiata all’Università di Siena

Al concorso di scrittura Il Giorno della Pia, quest’anno alla X edizione,  Anita Cioni, quindicenne montaionese  che frequenta il secondo anno dell’Istituto Tecnico Agrario senese Bettino Ricasoli sbaraglia concorrenti degli anni superiori e di scuole di studi classici, classificandosi prima ex equo, elaborando un argomento difficile quanto tremendamente attuale  che è l’omofobia. Difatti il  titolo del tema, quest’anno, era Educhiamoci alle differenze 

Il Giorno della Pia, concorso di scrittura promosso dall’Associazione Donna chiama Donna e il coordinamento de “Il giorno della Pia” (Pia Tolomei, n.d.r.)  aperto a tutti gli studenti e studentesse delle scuole superiori della provincia di Siena quest’anno  ha preso spunto dalla Giornata Internazionale contro l’omofobia, la bifobia e transfobia che si celebra dal 2004 ogni 17 maggio per ricordare l’impegno di chi si batte per contrastare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere nei vari aspetti, vedi anche pregiudizi , luoghi comuni e bullismo. A questo argomento Siena ha dedicato la settimana dal  10 al 18 maggio.

Anita Cioni, la partecipante più giovane del concorso edizione 2018, è stata premiata venerdì 25 maggio nell’Aula Magna dell’Università di Siena alla presenza delle maggiori autorità didattiche senesi.

Ad Anita e ai suoi genitori anche le congratulazioni della Redazione di Montaione.Net

Clicca sui collegamenti per leggere i documenti —-> Conoscenza di Anita Cioni —-> Il Giorno della Pia — documenti 1 —-> Il Giorno della Pia — documenti 2

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fiaschetta, s.f.: pendolino (“Remiz pendulinus”), nomi entrambi derivati dalla forma dell’ “elegante nido, a forma di fiasco, che, sospeso all’estremità di uno o più rami protesi sull’acqua, dondola al più lieve soffiar di vento” (C.Romanelli). Secondo il DEI, anche a Lucca sarebbe chiamato fiaschetta il pendolino, mentre con tale nome sarebbe indicato nel Casentino il codibugnolo

fiato, s.m. con un significato particolare nella frase obsoleta nel senso sotto espresso: “A lui non puzza il fiato”: è una persona coraggiosa “a prova di bomba”, cioè in modo inoppugnabile

fièro, agg.: sano; almeno fino a pochi anni fa veniva detto in tal senso anche a Fucecchio, in cui ormai pare in declino, mentre è usato senza dubbio nel senso comune del termine, così come “gagliardo”. Si pensi alla domanda che poteva essere fatta un tempo nelle nostre campagne: “siete fieri?” : state bene? siete in salute? Però, come si può vedere, non c’è molta differenza fra i due termini.

fierones. m.: almeno fino a pochissimi anni fa il giovedì del periodo della fiera di Fucecchio, istituita nel 1706, pur esistendo anche nel Medioevo in un periodo diverso, ma che da qualche anno si celebra praticamente dalla domenica che precede il giorno di Tutti i Santi alla domenica successiva. È da notare che la parola fiera deriva dal lat. parlato ipotetico “fiera”, metatesi del tardo “feria(m)” = “giorno festivo” perché di solito le fiere (molto importanti erano in particolare quelle medievali) erano tenute nei “giorni festivi” (DISC), mentre feriale, che deriva da tale termine latino, finì per significare “giorno non festivo” perché nel lat. ecclesiastico il “dies ferialis” indicava “il giorno di festa di un santo”, in un certo senso contrapposto al “dies Domini”, cioè al “giorno del Signore”: la domenica (DISC)

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 5 giugno 2018 

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ferraccio, s.m.: persona molto robusta, assumendo perciò un valore antifrastico nei confronti del suffisso spregiativo “-accio”, ma l’idea della robustezza è espressa dal primo elemento della parola, cioè “ferro”

ferraio, s.m.: febbraio, di cui è una variante toscana a differenza di “febbraro”, mentre febbraio deriva dal lat. “februariu(m)”, cioè “ mese dedicato alla purificazione” (DELI) “dei vivi” (Georges-Calonghi)

festa, s.f. Modo di dire per antifrasi: “Far la festa a qualcuno”: fregarlo, così come se si dice: “Far la foto a qualcuno”: ingannarlo. Può anche far parte di una loc. interiettiva (M. Fanfani), talora con un accento ironico, come quando diciamo: “E festa finita!”: e basta!

fiaccaggine, s.f.: fiacca, che ha preso nettamente il sopravvento sul raro lemma considerato (secondo il DEI, pistoiese) e, a maggior ragione, su “fiaccona”, detto anche nelle vicinanze di Fucecchio almeno un tempo, come a Dianella (località dove si trova la tomba di Renato Fucini, nel comune di Vinci), col senso di “fiacca” (M.P.Bini), ma non da noi

 

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 29 maggio 2018 

Istituto Gonnelli. In aula un ospite d’eccezione.

E’ proseguita in aula presso le scuole di Gambassi e di Montaione l’esperienza di lavoro nel segno del binomio tra arte e non vedenti con lo scultore Felice Tagliaferri.  
Felice Tagliaferri, scultore non vedente di fama internazionale che collabora con istituzioni prestigiose come Musei Vaticani e Guggenheim di Venezia, è stato l’ospite d’onore dell’evento conclusivo del progetto The Dark Side of The Moon, che l’Istituto Comprensivo “Gonnelli” ha dedicato al rapporto tra arte e disabilità visiva. L’obiettivo principale: abbattere le barriere e risvegliare coscienze sociali assopite, ed essendo un progetto che parte dalla Scuola si agisce tenendo presente la stella polare dell’inclusione di chi è svantaggiato. L’artista ha tenuto un laboratorio esperenziale di modellazione scultorea, articolato in due pomeriggi, presso la Scuola secondaria di Montaione, il 12-13 maggio 2018 (ore 14-17 circa). Il laboratorio è stato destinato in via prioritaria a studenti ed ex studenti, ma lo spazio è rimasto aperto per consentire ai genitori,  alla cittadinanza, alle persone convenute, di osservare il lavoro e interagire con il maestro Tagliaferri.
 Sotto la locandina un link al film documentario di Silvio Soldini sull’artista. 
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fatticcione, s.m.: “fattucchiero” (M. Catastini) nel senso di imbroglione

Febo, s.m.: sole (dall’altro nome che aveva Apollo, considerato divinità solare degli antichi Romani), ma ora, se viene usato questo termine, viene detto piuttosto scherzosamente

fedèle, agg. per lo più: fedéle, derivando dal lat. “fidele(m)”, a sua volta da “fides” = “fede” (DISC). La pronuncia aperta dell’accento (che deve essere considerato invece acuto sulla seconda -e- e perciò comporta una pronunzia chiusa della stessa) è una “caratteristica particolarmente  accentuata nel livornese” (in contrasto col suo tipico intercalare “déh!”) “a differenza del fiorentino  e dell’italiano in genere, in cui la e suona é” (L. Bezzini): suono non aperto quindi. Ciò non vale ovviamente per terza pers. del pres. indicat. del v. “essere”, in cui l’accento è obbligatorio per  distinguere è dalla cong. e, derivanti la prima dal lat. “est” e la seconda dalla cong. lat. “et”: perciò la e- è pronunziata aperta nel primo caso e chiusa nel secondo

femminella, s.f. attestato nel ‘700 in agricoltura per indicare il “falso getto della vite potata” (DEI) e più recentemente in vernacolo per indicare il “buco nel fusto di una pianta” (M. Catastini), ma il termine è in disuso

fermà’, v.tr. fermare e fermassi, v. rifl.: fermarsi. Si pensi all’espressione “fermassi lo stomao”: fermarsi lo stomaco (M. Catastini): attenuare la fame mangiando qualcosa o, alla fucecchiese, “quarcosina”   

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Cinema. Doppio amore

Questa settimana vi proponiamo  Ozon, regista eclettico e prolifico, gran citazionista, si ispira a un romanzo di Joyce Carol Oates, e al cinema di Polanski e Chabrol. Una donna diventa amante di due gemelli entrambi psicanalisti, uno buono e uno cattivo. Ma dietro c’è un segreto, anzi una serie di segreti. Il regista maneggia fino a un certo punto la suspense e l’erotismo (sensualissima e cangiante Marine Vacth). Vi aspettiamo

BUONE VISIONI

L’Angelo Azzurro

22 BOLLETTINO 10 maggio 2018--1-

 

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farabola, s.f.: parabola, ma il termine, nato probabilmente dall’incontro di “fàvola” con “paràbola”, come possiamo dedurre dal DEI, non risulta più usato, mentre non escludo che lo sia ancora in alcune parti della Toscana “farabolone” nel senso di “chiacchierone”, segnalato dallo stesso Dizionario Etimologico. Teniamo presente che chiacchiera è un termine collegato con parola (infatti a “chiacchiere”  vuol dire “a parole”) e parola deriva dal lat. parlato ipotetico “paraula” dal lat. tardo ecclesiastico “parabola(m)”  “esempio”, quindi “parola”, dal gr. “ parabolé” = “paragone”: si pensi infatti alla “parabole evangeliche” (DISC). Da “forma di discorso preferita da Gesù, parabola venne presa a significare la sua stessa predicazione, cioè la sua parola”; “fu quindi la parola per eccellenza: infine, per estensione, la parola di tutti” (F. Fochi)

farra, agg. f. essendo collegato con “gamba”: malata, secondo P.Fanfani usato specialmente a Colle Val d’Elsa nell’Ottocento, ma a Fucecchio è stato sentito, questo termine, da qualcuno anche in tempi recenti

farso, agg.: falso, ma, se vien detto “gamba farsa”, significa “claudicante” (M. Catastini)

fasciassi, v. rifl.: fasciarsi; si pensi al proverbio “ ‘Un bisogna fasciassi la testa prima che sia rotta”: non bisogna preoccuparsi per qualcosa “di negativo che non è ancora accaduto” (DISC) e che potrebbe non accadere neppure in seguito

fascione, s.m. tosc.e in particolare da noi: copertone della bicicletta, da “fascia” + “-one” (DISC). Viene inoltre chiamato così un fascista dall’idea incallita per la derivazione da “fascio”, donde “fascismo”, ma questo termine non sembra che derivi dai “fasci di combattimento, fondati da Mussolini nel 1919” e neppure dal “fascio littorio, che fu poi simbolo del partito”, bensì dai “fasci d’azione rivoluzionaria” sorti nel dicembre 1914 a Milano con fini interventistici (DELI) verso quella che sarebbe stata la prima guerra mondiale

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Cinema. L’amore secondo Isabelle

Godetevi un’elegante e fredda Isabelle

Isabelle (Juliette Binoche), borghese, parigina, è un’artista di mezza età, divorziata e affascinante, che prova molti amanti ma non trova la felicità. Un po’ perché questi partner, sposati o meno, sono tutti variamente meschini; un po’ perché lei è inquieta, si interroga e li interroga, implacabile con sé e con gli altri. Claire Denis, regista raffinata e discontinua (Beau Travail, Chocolat con Giulia Boschi), segue gli incontri a due e le lunghe conversazioni ovattate con piani-sequenza, morbidi movimenti di macchina e musiche in sottofondo. L’idea è di creare una uniformità continuamente increspata dalla protagonista; questo girare in tondo si scioglie nel finale, che è una trovata originale. Come tutto il film: che, elegantemente cucito addosso a Binoche, ne scruta i dettagli del corpo, il passo, i gesti; ma anche la sensualità della regia sembra un’operazione intellettuale. Vi aspettiamo

BUONE VISIONI

L’Angelo Azzurro    

l'amore secondo isabelle

 

 

Un montaionese alla Corrida di Carlo Conti

E’ di nuovo Manuele Marrucci, alias Lo Storno,  a esibirsi nella veste di dilettante allo sbaraglio alla nota trasmissione televisiva dopo la precedente esibizione del 2005 quando a presentarlo fu Gerry Scotti.

Purtroppo anche stavolta il nostro divertente Manuele non è riuscito a superare l’esame del tremendo pubblico ma, sicuro è, che pure stavolta ha vinto per simpatia.

Maggio al cinema

Tentiamo ancora una programmazione per il mese di maggio con il tentativo di variare i giorni di attività lasciando la   domenica pomeriggio e sera alle 18 e 21,30, poi il   martedi  e il mercoledi alle 21,30.  Vogliamo proporvi alcuni film appena usciti di particolare rilievo.    “L’amore secondo Isabelle”, di Claude Denis con una magnetica Juliette Binoche premiato a Cannes e Torino film festival. Sugue il bellissimo film di Francoise Ozon ” Doppio amore”  con Marine Vacth e Jéreèmie Renier.  BUONE VISIONI

L’Angelo Azzurro

5 maggio 2018 2 colonne-page-001

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ferraccio, s.m.: persona molto robusta, assumendo perciò un valore antifrastico nei confronti del suffisso spregiativo “-accio”, ma l’idea della robustezza è espressa dal primo elemento della parola, cioè “ferro”

ferraio, s.m.: febbraio, di cui è una variante toscana a differenza di “febbraro”, mentre febbraio deriva dal lat. “februariu(m)”, cioè “ mese dedicato alla purificazione” (DELI) “dei vivi” (Georges-Calonghi)

festa, s.f. Modo di dire per antifrasi: “Far la festa a qualcuno”: fregarlo, così come se si dice: “Far la foto a qualcuno”: ingannarlo. Può anche far parte di una loc. interiettiva (M. Fanfani), talora con un accento ironico, come quando diciamo: “E festa finita!”: e basta!

fiaccaggine, s.f.: fiacca, che ha preso nettamente il sopravvento sul raro lemma considerato (secondo il DEI, pistoiese) e, a maggior ragione, su “fiaccona”, detto anche nelle vicinanze di Fucecchio almeno un tempo, come a Dianella (località dove si trova la tomba di Renato Fucini, nel comune di Vinci), col senso di “fiacca” (M.P.Bini), ma non da noi

 

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 29 maggio 2018 

Da oggi le iscrizioni alle attività estive per ragazzi

E’ da oggi 2 maggio fino al 12 maggio che all’ufficio protocollo del Municipio si possono presentare le domande d’ iscrizione alle attività estive per ragazzi. Quest’anno si riassumono principalmente in

-campo solare

-corso di nuoto

-altre attività patrocinate dal comune di Montaione

Per i dettagli clicca sul seguente  ——> PROGRAMMA ESTATE 2018

per i regolamenti vedi attività estive per ragazzi 2018 e per procedere all’iscrizione stampa ————–> Moduli d’iscrizione alle attività estive per ragazzi

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faìlla, s.f.: favilla, con dileguo della – v -, ma anche questo nome non sembra più alterato neppure in tal modo oggi come invece quello lo era nella pronuncia fucecchiese registrata da M. Catastini

falòppa, s.f.: ciò che resta del granturco tagliato; deriva dal “lat. tardo (X sec.)” “faluppa” = “filo di paglia” secondo il DEI. In senso traslato indica (o indicava fino a poco tempo fa) una cosa di scarsa consistenza

fame, s.f.: “Aver fame” viene detto anche in riferimento a chi è avido di fare attività sessuale, mentre specialmente a Firenze viene detto scherzosamente: “Ma che t’ha’ fame?” a chi fa discorsi sciocchi, che non hanno né capo né coda

Fanana, s.m.: espressione scherzosa, di saluto o sorpresa rivolta a un amico, con una frase del tipo: “Bah, c’è Fanana!”: guarda chi si vede!, ma si tratta di una voce non certo diffusa a livello popolare, bensì, caso mai, del gergo studentesco di qualche tempo fa e in un ambito molto ristretto

fantasime, s.f.pl. tosc.: fantasmi, con epentesi di – i -: De Mauro, secondo il quale è raro il maschile “fantasima”, ma – a mio parere – lo era anche il sig. f. da noi, per quanto ormai sia in disuso anche il lemma considerato

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 8 maggio 2018 

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estrastrònghe, agg.: “straordinario, coi fiocchi” (Malagoli). È un trattamento alla pisana e alla livornese con l’epitesi dell’ingl. “extra – strong”, agg. quest’ultimo che significa “forte”, ma quello da me registrato è in disuso già da qualche anno dopo il secondo dopoguerra, in cui l’influenza americana si era fatta sentire certo poco

fà’, v.tr.:  fare e in forma riflessiva “fassi” : farsi. Pass. rem., 3^ pers.pl.: “Feceno”: fecero, ma tale voce sembra scomparsa anche dal contado da cui probabilmente proveniva. Significa “costare” in una frase come: “Quanto lo fanno il vino?”: quanto lo fanno costare il vino?

Si noti anche la frase: “Ma che ci vieni a fà’?”: ma perché ci vieni?, come pure l’altra: “L’ho a fà’?”: lo devo fare?

Modi di dire: “Farsi una croce”: affliggersi.

“Fagli der (del) bene agli asini: Gesù se n’ha per male”, usato quando alcune persone non sono riconoscenti se viene fatto loro del bene, comportandosi così come degli asini: animali che non mostrerebbero appunto riconoscenza dato il loro aspetto almeno apparentemente indifferente al bene eventualmente fatto loro.

“O che l’alzi a fà’ la voce?”: ma perché alzi la voce?

“Ne fa di bigie e di turchine!”: ne combina di tutti i colori (in riferimento alle marachelle o peggio).

Modo di dire molto diffuso in Toscana (C. Lapucci): “Tutto fa”: tutto può servire.

Altro modo di dire molto diffuso da noi: “Ma che fai per ride’?”: ma lo dici per ridere?, mentre è più diffuso in livornese che nel nostro vernacolo: “Ma che fai la burletta?”: ma che scherzi? (V.Marchi). Inoltre dalle nostre parti si può sentire talora una frase tipo questa: “non s’è fatta conosce’?”: non si è fatta conoscere, cioè non si è rivelata per quello che è.

Inoltre: “Che l’ha a fà’?”: lo devo fare? e “Fa le viste!”: certo!

Altro modo di dire: “Con me non fa ova (uova)!”:  con me non riesce nell’intento, non ha successo, non combina niente di buono.

Inoltre a Fucecchio si può sentir dire: “Ha fatto bodda”: ha fatto “vacanza” (M. Catastini) e viene detto, per esempio: “Mi garba falla (farla) tonda”: mi piace fare al ritorno una strada differente rispetto a quella dell’andata

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 1 maggio 2018 

Cinema. Quello che non so di lei

Con l’ultimo film di Roman Polanski, un’opera affascinante sul filo del rasoio del rapporto tra finzione e realtà, ci avviamo verso la conclusione della stagione. Stiamo valutando l’opportunità di continuare per tutto il mese di maggio o interrompere prima. Sono gradite proposte e suggerimenti sui giorni e gli orari. Stiamo contribuendo alla costruzione di un nuovo spazio per la cultura per incontri, mostre, serate di poesia, musica e arte, tentando di costruire opportunità di confronto, discussione. Uno dei primi appuntamenti sarà sul il 1968 e il cinema.

Vogliamo inoltre segnalare l’omaggio che il nostro Circolo dedica a VITTORIO TAVIANI con la proiezione del film “LA NOTTE DI SAN LORENZO” per il 25 aprile alle ore 21,15 in occasione del 53° anniversario della liberazione.

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L’Angelo Azzurro

QUELLO CHE NON SO DI LEI (1)

Il lato nascosto del Paradiso terrestre

Dopo un percorso di due anni i ragazzi del Gonnelli hanno vista riconosciuta la dedizione e l’impegno nel lavoro cui sono stati accompagnati e coadiuvati dal professor Marco Catone. La cerimonia di consegna dei lavori è avvenuta sabato mattina all’interno dello stupendo cortile del Museo del Bargello. Presenti, tra gli altri, per Montaione, il sindaco Paolo Pomponi e l’assessora all’istruzione e cultura Cristina Martini . (n.d.r.)

Un libro tattile amplia l’esperienza di visita al Museo del Bargello

Sabato 14 aprile alle 10.00 presso il Museo Nazionale del Bargello è stata presentata al pubblico una copia tattile del rilievo in avorio raffigurante  Adamo nel Paradiso terrestre , realizzata dagli studenti dell’Istituto Giovanni Gonnelli di Gambassi Terme e Montaione guidati dal professor Marco Catone.

Opera originale nella Sala degli avori

La copia si compone di un cofanetto contenente una tavola fac-simile dell’intero originale, studiata appositamente per la fruizione tattile, e di un libro in cui sono selezionati e riprodotti a rilievo, in dimensione ingrandita, gli animali che ne compongono l’insieme.

E’ stata donata al Museo e, abbinata all’originale e conservato in una teca nella Sala degli avori, ne costituirà un ideale estensione tattile nel percorso di fruizione.

Il manufatto originale da cui è nata l’idea è una preziosa tavoletta d’avorio, realizzata nel V secolo, su cui e’ raffigurato, con fine rilievo, Adamo nell’atto di dare un nome agli animali nel giardino dell’Eden. Un capolavoro che testimonia il passaggio tra il mondo antico e l’Alto Medioevo combinando il naturalismo del nudo di Adamo, memore della tradizione dell’arte classica, con effetto fiabesco dello stuolo di animali che lo contornano.

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Conservata nel Museo del Bargello dal 1889, a seguito della donazione del collezionista lionese Louis Carrand, la tavola eburnea ha sempre stupito e attratto, fisicamente oltre che visivamente, gli ospiti del Museo sia  per i suoi elementi di rarità e pregio, sia per la grande finezza d’esecuzione.

Per tali motivi l’ Adamo nel Paradiso terrestre è stata selezionata come opera da inserire nel progetto The dark side of the moon, un lavoro interdisciplinare sulla disabilità visiva, e accuratamente ricostruita dagli studenti dell’Istituto Giovanni Gonnelli in forma di libro tattile.

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Il progetto è stato realizzato in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti (UICI), i cui membri ne hanno testato l’efficacia. “Siamo orgogliosi di aver collaborato con gli studenti per la realizzazione di questa preziosa opera tattile – dice il presidente  provinciale dell’UICI di Firenze, Niccolò Zeppi – I ragazzi hanno svolto un lavoro minuzioso e dettagliato. E col loro impegno sono riusciti a rendere fruibile anche a chi non vede questa preziosa tavoletta d’avorio. L’auspicio è  che questo piccolo grande miracolo possa ripetersi, in modo che anche i non vedenti possano apprezzare un numero sempre più elevato di opere d’arte”.  

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Fondamentale, infine, l’apporto e il contributo della Stamperia Braille della Regione Toscana che ne  ha curato la realizzazione editoriale.

Per la dottoressa Paola D’Agostino, direttore dei Musei del Bargello, “La donazione della copia tattile rappresenta un duplice arricchimento al percorso di visita al Museo: un momento di integrazione nel percorso espositivo imprescindibile per le persone con disabilità visiva e un accrescimento dell’esperienza sensoriale per qualsiasi visitatore voglia fruire nel modo più completo dell’opera integrandone la percezione visiva con quella tattile. Sono particolarmente grata al professor Catone che ha seguito con dedizione questo progetto facendo appassionare gli studenti alla  produzione artistica in avorio, spesso, erroneamente confinata all’apprezzamento degli esperti e degli studiosi e non sufficientemente divulgata agli studenti e al grande pubblico”.

All’evento sono stati presenti Paola D’Agostino, direttore dei Musei del Bargello, Antonio Qdavuatraro, presidente regionale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, Marco Catone, docente dell’Istituto Gonnelli oltre che promotore e coordinatore della copia tattile, accompagnato dai rappresentanti degli enti e istituzioni che hanno sostenuto e promosso l’iniziativa.

 

Fonte: musei del bargello firma diogitale

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esempio, s.m. a cui, almeno fino a poco tempo fa veniva premesso talvolta nel parlare e questo anche nell’Alta Maremma (M.P. Bini) “pre-” al posto della prep. sempl. “per”, per cui veniva  fuori “presepio” al posto di “per esempio”

èsse, s.m. in quanto nome della lettera S, di cui è l’iniziale come enne lo è della lettera N, per cui si spiega l’espressione “o esse o enne”, rispettivamente iniziali degli avverbi sì e no (con l’ “imitazione del suono” a cui corrispondono entrambe le lettere): espressione usata anche da noi per esprimere l’impazienza di chi spetta nei confronti di “chi non sa decidersi” (R. Cantagalli), restando nell’incertezza, definite da G. Mazzini “morte continua”

èsse’, v. intr.: essere. Indicativo presente, 3^ pers. sing. (almeno o specialmente una volta nel contado): “Che ène?” : cos’è?  e “gliè”: è; 1^ pl.: “Sèmo”: siamo e 3^ pl.: “Ènno”: sono; imperf. 1^ pers. pl.: “Èramo” (si pensi al lat. “eramus”): eravamo. Congiuntivo imperf., 1^ e 2^ pers. sing.: “Fussi”: fossi; 3^ sing.: “Fusse” (per analogia con “fu”, secondo D’Achille) e pl. “Fussero”: fossero. Imperativo, 2^ pers. sing. “èssi”: sii. Ancora all’indic. pres, 3^ per. pl., può capitare di sentir dire “Gliènno”: sono, ma si tratta di un “fatto morfologico diffuso”, pare, “in tutta la Toscana non colta”. “Siei” al posto di “sei” alla 2^ pers. del pres. indic. è molto più facile sentirlo dire nel contado pisano (B. Gianetti) che in quello di Fucecchio, centro dove è invece ancora presente l’espressione “Esse’ in tiro”: avere voglia di qualcosa, oltre alla domanda a una persona troppo  boriosa: “Ma chi ti par d’esse?”: ma chi credi di essere? “È guasi le nove!”: son quasi le nove (Malagoli). “Esse’ terra terra”: essere in condizioni molto precarie sia sul piano economico sia su quello intellettuale

essì, parte del discorso (presente anche in pis.) costituita dall’unione della cong. “e” con l’avv. “sì”: e bensì, come nella frase: “Essì glielo dissi!”: eppure glielo dissi! (B. Gianetti)

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 24 aprile 2018 

Cinema. Tonya

Dopo una fitta serie di sperimentazioni, ci vediamo costretti a ridurre i giorni di programmazione perché le presenze non sono incrementate, tuttavia con l’approssimarsi della stagione estiva facciamo proiezioni continuate la domenica a partire dalle ore 17,30. 

NON PERDETE UN BIOPIC INDIPENDENTE SULLA PATTINATRICE ACCUSATA DI AVER FATTO AGGREDIRE UNA RIVALE, TRA VERITÀ E IRONIA, DELLA VITA E DEL FILM.

Potremmo considerare «Tonya», uno dei migliori film dell’anno, con una grande  energia che fa saltare gli argini tra finzione e realismo infiltrandosi in tutte le pieghe di una commedia divertente e a tratti farsesca ma sempre cinica e insolente.

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tonya

Le stelle non hanno paura di sembrare lucciole

L’Art Gallery in Tuscany 2 è lieta d’invitare tutti in Galleria mercoledì 11 Aprile alle ore 18:30 alla presentazione del libro del Dottor Sandro Calvani “Le stelle non hanno paura di sembrare lucciole”, 40 storie di felicità per cambiare il mondo, edito da Editrice Ave di cui allego la locandina.
Con l’occasione la Galleria presenterà la mostra “Nei ritagli d’attesa, Femminilità riflesse” che è stata presentata e selezionata per il Set Up plus del Contemponary Art Fair nella settimana dell’Arte a Bologna.
Locandina.Calvani (2)

La carta d’identità elettronica arriva a Montaione

Da domani giovedì 12 aprile le nuove carte d’identità emesse dall’ufficio anagrafe a Montaione saranno del tipo elettronico. Saranno di materiale plastico e del formato convenzionale di una qualsiasi carta bancaria o fidelity. Le novità di rilevante interesse sono le molteplici funzionalità di cui sono supportate, avranno i codici PIN/PUK , un microprocessore a radiofrequenza che memorizza le informazioni relative al legittimo possessore.

Leggi le informazioni che devi sapere diffuse dal comune di Montaione su La carta d’identità elettronica e per una informazione completa segui  il collegamento al Ministero degli Interni http://www.cartaidentita.interno.gov.it

I ragazzi del terzo anno del Gonnelli ospiti al Bargello di Firenze

Libro tattile, opera realizzata dai ragazzi del “Gonnelli” che diventerà parte del Museo del Bargello e dell’Istituto dei Ciechi di Firenze

Una singolare iniziativa didattica del Professor  Marco Catone, insegnante di arte, che ha coadiuvato i suoi ragazzi nella creazione di libri tattili che adesso prenderanno posto permanente al Museo Nazionale del Bargello.

Il progetto già iniziato durante l’anno scolastico 2016-2017, è stato compiuto a maggio dello scorso anno, e continuato durante l’attuale anno scolastico. Ora trova il suo massimo riconoscimento presso il Museo Nazionale del Bargello  dove le scolaresche del Prof. Marco Catone saranno ospiti per la donazione dei loro lavori.

Vedi anche i seguenti video, tra cui uno spezzone del telegiornale di Antenna 5 del 26 maggio 2017

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erba noccióla, nome volg. usato nelle nostre Cerbaie probabilmente per il suo sapore per indicare la salvastrella (“Sanguisorba minor”: G. Corsi-A.M. Pagni)

erba strega, nome volg.tosc. (DEI) dello strìgolo, “dim. di strega”, pur cambiando genere, derivando la parola “strega” dal lat. “striga(m)” a sua volta da “strix” = “specie di arpia, di vampiro, di strega (Georges-Calonghi): “Saponaria vaccaria” e la saponaria è una pianta “velenosa” (Devoto-Oli), ma il nome esaminato mi risulta in declino anche perché delle erbe naturali si fa molto meno uso di una volta, in cui il contatto con la natura era molto più intenso

erba trastulla, loc. sostantivale f., ormai obsoleta anche dalle nostre parti, dove veniva detto “portà’ ”, cioè portare nel senso di “rimandare”, “in erba trastulla”: all’infinito (L. Briganti)

érpio, s.m.: “erpice” (M. Catastini), di cui si può dire che fosse una storpiatura. Si tratta di un termine usato un tempo in campagna, dove veniva detto: “Quando l’erpio picchia nei garetti, bisogna corre’ ” (I. Banti) cioè correre, perché, quando siamo a lavorare, bisogna farlo con sollecitudine

escì’, v.intr.: uscire e escire: è una voce antica essendo attestata fin nel Duecento (DEI), di cui è una variante toscana (De Mauro). Si pensi, per es., alla terza pers. del futuro semplice “escirà”: uscirà. La forma oggi più diffusa del v. è “uscire”, che si spiega per la “sovrapposizione” di “uscio”, mentre la forma antica si spiega sul piano etimologico derivando dal lat. “exire”, a sua volta da “ex” = fuori con “ire” = andare: DISC, che precisa che il tema è “esc-” se accentato, “usc-” se “atono”. Si pensi alla frase “Escì’ da’ gangheri”: “perdere la pazienza” o addirittura andar “fuori di sé” (DISC)

 

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 17 aprile 2018 

Aperte le iscrizioni all’asilo nido Il Cerbiatto

COMUNE DI MONTAIONE – ISCRIZIONI AL NIDO D’INFANZIA COMUNALE PER L’ANNO EDUCATIVO 2018-19

Sono aperte le iscrizioni al nido d’infanzia comunale “Il cerbiatto” per l’anno educativo 2018/2019,  fino a sabato 5 maggio 2018.

30 i posti a disposizione  per bambini e bambine da 6 a 36 mesi di età (alcuni sono riservati ai bambini che proseguono dall’anno educativo precedente): 16 a tempo lungo con orario 7.30-17.30 e 14 a tempo corto con orario 7.30-14.30.

La domanda può essere presentata per i bambini nati dal 1° gennaio 2016 e  dovrà essere consegnata all’Ufficio Protocollo del Comune di Montaione aperto tutte le mattine dalle 10.00 alle ore 13.00, giovedì anche dalle 15.30 alle 18.30.

La domanda può essere inviata anche per posta elettronica certificata (Pec) al seguente indirizzo: comune.montaione@postacert.toscana.it

Il bando completo e il modello per la domanda sono scaricabili dal sito internet del Comune di Montaione www.comune.montaione.fi.it

Per informazioni: Ufficio Scuola, Piazza Municipio, 1, tel. 0571 699252,  lunedì,  mercoledì e sabato 10.00-13.00, giovedì  15.30-18.30, e mail: istruzione@comune.montaione.fi.it

Il cerbiatto sarà aperto in occasione della programmazione di incontri per i genitori nel mese di aprile con le seguenti iniziative:

“Per conoscere il nido” giovedì 12 aprile 2018, ore 17.30-19.30

“Con parole e immagini” giovedì 19 aprile 2018, ore 17.30-19.30

Open day e “Family circus” sabato 28 aprile 2018, ore 9.30-12.00

Biblioteca. Il programma di aprile

La Biblioteca Comunale  “a biscondola” di Montaione vi comunica le seguenti iniziative
per il mese di Aprile 2018

 

Sabato 7 Aprile, ore 10,30

Dai Segnali di Fumo ai Social

Come sono nati i Social Network

Laboratorio sulla scienza per bambini e ragazzi

8-12 anni con l’autore Simone Terreni.

 

Giovedì 12 Aprile, ore 17

Circolo di lettura della biblioteca

Incontro dedicato al gruppo di lettura della

biblioteca “a biscondola” di Montaione.

Incontro libero e gratuito.

 

Sabato 14, Aprile, ore 10,30

Caffè pedagogico

L’autostima… come riconoscerla e svilupparla

nei bambini e nei ragazzi

A cura di Cristina Bartoli, pedagogista e

bibliotecaria esperta in letteratura per l’infanzia.

 

Sabato 21 Aprile, ore 10,30

Ora del racconto

Continuano gli appuntamenti per i piccoli lettori.

Letture animate per bambini dai 4 agli 8 anni.

di seguito il  PROGRAMMA APRILE 2018

Programma Aprile 2018-page-001

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ellera, s.f.: edera, secondo il DEI probabile contaminazione antica del lat. “hedera” e “helix, helicis”, a sua volta dal gr. “hélix, hélikos” = “spirale” (si pensi ad elica e a elicottero, oltre che al movimento caratteristico dall’edera), a sua volta da “helisso” = “faccio girare”, dalla radice indoeuropea ipotetica “WEL” (si pensi al lat. “volvere” con l’ampliamento –w- e al nostro “volgere”: Devoto. Si tratta peraltro di una forma popolare attestata fin dal ‘200 (DELI), ma usata anche da letterati famosi come il Poliziano e Montale (De Mauro e DISC). Infatti è una voce espressiva, come dimostra anche la geminazione della –l-, per quanto il DISC parli di passaggio della –d- di “edera” a –l-, con raddoppiamento consonantico in “sillaba postonica di parola sdrucciola”

‘elli, pron.: quelli, come quando vien detto “È uno di ‘elli”: è proprio un tumore mortale: in tal caso è un eufemismo per non rammentare tale terribile malattia. Invece in riferimento a persone, se viene detto “ È uno di elli!”, c’è l’allusione agli omosessuali o ai sodomiti, così come quando viene detto: “È dell’altra sponda”

èmolo, agg. e s.m.: “brontolone, senza requie” (M. Catastini), ma è una voce in disuso, da non confondere con l’agg. antico attestato in letteratura sin dal ‘500 che significa “èmulo”, cioè “imitatore”: DEI

entrante, part. pres. divenuto agg.: convincente, ma anche un po’ troppo petulante in quanto invadente

epoca, s.f.: tempo, anche in riferimento a tempi non lontani, come nell’espressione “A quell’epoca” col significato di “in quel tempo della mia vita”

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 10 aprile 2018 

Cinema. La forma dell’acqua

Arriva il film di Guglielmo Del Toro con una storia d’amore ambientata negli Stati Uniti durante i primi anni della Guerra Fredda.

Ha ottenuto 13 candidature e vinto 4 Premi Oscar, Leone d’Oro al Festival di Venezia, 5 candidature e vinto 2 Golden Globes, 12 candidature e vinto 3 BAFTA, campione di incassi. Il capolavoro del secolo?  Abbiamo qualche dubbio, esercita comunque un certo fascino e vale la pena vederlo.  BUONE VISIONI !

L’Angelo Azzurro

la forma dell acqua

IMPORTANTE

Cari amici, come segnalato da un nostro socio nel volantino  abbiamo sbagliato una data per correttezza ecco le date precise per il film

Venerdi      30        marzo   ore 21,15                  

 Sabato       31 marzo   ore 21,15         

domenica         1         aprile   ore 17,30

martedi            3           aprile   ore 21,15

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e, cong. usata nel nostro vernacolo, aggiunta inizialmente anche per introdurre un discorso o nelle risposte, come per es. nel modo di dire: “E ‘un mi viene, via!”: non mi viene, pazienza, sottintendendo la parola pronunciata prima nel corso della conversazione. Più che una forma di intercalare riempitivo come il “déh” livorn. (che peraltro esprime almeno per lo più meraviglia), si può considerare un “segnale discorsivo” (M. Fanfani). Ciò vale anche quando diciamo “E allora?”, cui è sottintesa la frase: cosa ci vuoi fare?

La stessa considerazione si può fare in riferimento a due frasi usate dalle nostre parti: “E l’ha’ detto fidati!” in riferimento a chi non si fida, come pure “E l’ha’ detto scansati!” in riferimento (M. Catastini) a chi fa le cose lentamente

 ecce oma, loc.: “Ecce homo”. Si tratta di una alterazione fucecchiese, pare, usata un tempo al posto della loc. latina sopra riferita, che propriamente significa “Ecco l’uomo!”: parole dette da Pilato, secondo il Vangelo di Giovanni, “presentando al popolo Cristo coronato di spine” (DISC)

effetto, s.m., con un significato particolare nella frase “M’ha fatto effetto!”: mi ha commosso e, senza la particella pronominale, ha funzionato

ela!, interiez., variante di “Ehi!”, usata per salutare qualcuno incontrandolo

‘elle, pron.: quelle, ma in riferimento alle prostitute, se viene detto “È una di ‘elle”: è una prostituta, appunto

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 3 aprile 2018 

Cinema. A casa tutti bene

L’ultima fatica di Muccino che ci racconta la storia perversamente ironica di una famiglia estesa, che si cela dietro una grande maschera di ipocrisia finché non “scoppia” la vita. BUONE VISIONI

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Caffè pedagogico

La Biblioteca Comunale  “a biscondola” di Montaione vi comunica la  seguente iniziativa

Sabato 24 Marzo,  ore 10,30

Caffè pedagogico


Albi illustrati e pedagogia narrativa per la crescita del bambino
a cura di Cristina Bartoli, pedagogista e bibliotecaria
esperta in letteratura per l’infanzia

CaffèPedagogico_24MARZO 2018_Montaione (1)-page-001

Anábasis. Ritorno

Dialogo tra gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e il Sacro Monte di San Vivaldo 

Giovedì 22 marzo alle ore 12 a San Vivaldo, alla presenza del Sindaco di Montaione Paolo Pomponi, si inaugura la mostra “Anábasis. Ritorno – Dialogo tra gli studenti dell’Accademia e il Sacro Monte”.

Dal 20 al 26 maggio 2017 il Sacro Monte di San Vivaldo fu un laboratorio straordinario per quindici giovani artisti in formazione, per i quali le aule dell’Accademia sono diventate il bosco e le cappelle, in un connubio ricco di spiritualità diffusa, di storia e di spunti di riflessione.

Qualcuno scelse come luogo di espressione un punto preciso nel bosco, qualcun altro una delle cappelle del Sacro Monte. In ogni caso lo spazio d’azione fu selezionato con cura per le sue qualità specifiche, adeguate alle intenzioni di ognuno e al dialogo mantenuto vivo per sette giorni.

Anábasis è la parola che scelta per qualificare il laboratorio di San Vivaldo, pensando all’ascesa verso il Divino come metafora del percorso fatto dai giovani studenti, interrompendo le loro abitudini e relazioni quotidiane all’interno dell’Accademia.

La presenza dei giovani artisti in quei giorni, nel cuore della Gerusalemme toscana, fu un contributo sentito e profondo alle celebrazioni del cinquecentesimo anniversario dell’indulgenza plenaria, concessa da Papa Leone X ai pellegrini che si recavano a San Vivaldo.

Da quella esperienza sono nate sia la prima mostra “Anábasis”, che si è tenuta dal 27 maggio al 30 settembre 2017 a Montaione, nel Museo Civico e in due spazi esterni al museo, sia questa mostra “Anábasis. Ritorno”, con la quale tutti i giovani artisti ritornano a San Vivaldo per riproporre il progetto nella sua forma originaria.

Un progetto site-specific, per usare un termine comune nell’arte contemporanea, dove le opere dei quindici giovani artisti sono esposte esattamente nei luoghi in cui sono state concepite e realizzate durante il laboratorio.

La mostra terminerà il 11 maggio 2018.

Il Sindaco e l’Amministrazione Comunale di Montaione, onorati dell’ormai consolidata collaborazione con la prestigiosa Accademia di Belle Arti di Firenze, che porterà anche nel 2018 a realizzare iniziative sul territorio comunale, ringraziano i docenti Roberto Rizzo e Angela Nocentini che hanno reso possibile questo bellissimo progetto e i giovani artisti, autori delle opere: Sofia Ancillotti, Laura Bertini, Anastasia Ferenchuk, Ignazio Giordano, Mónica López, Gregorio Maria Mattei, Leonardo Meoni, Alexandra Messina, Federico Niccolai, Andrea Lisa Papini, Camilla Pratolini, Sara Sassi, Chiara Serradimigni, Zoya Shokoohi, Antonio Vivona

Fonte: Comune di Montaione

Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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durà’, v.intr.: durare. Motto molto diffuso da noi: “Finché dura, fa verdura” per es. in riferimento a una macchina: finché questa “continua”  a funzionare, proseguiamo a farla funzionare, ma oltre a contenere questo messaggio contro il consumismo, il significato del motto può essere ben più generale.

durace, agg.: duràcina, specialmente in riferimento alla pèsca, “il cui nocciolo sta attaccato alla polpa”, com’è affermato nel Devoto-Oli in riferimento anche all’uva e alle ciliege. Per estensione scherzosa viene detto durace peraltro anche in riferimento a una persona dura di comprendonio, parola che deriva da “comprendere”, ma tramite l’ant. “comprendonio”: “capacità di comprendere, intelligenza” (DELI)

duralla!, esclam., più che esortativa, ironica in parte formata da una voce del v. durare, sottintendendo la vita: espressione che spiego più che dicendo “Speriamo che duri così” (M.Catastini) con l’espressione appunto ironica anche di un comico fiorentino (“Gano, ‘i dduro di San Frediano) “Ma durerà?”: sarebbe troppo una pacchia: voce, quest’ultima, d’origine onomatopeica, secondo il De Mauro.Si pensi alla frase: “Duralla! disse ‘ello!” si può spiegare alla lettera in questo modo: continuerà la vita bella così? disse quello, e in livornese “Disse ‘uello” con la doppia –l- pronunciata in modo particolare

duro, agg. Espressione: “Duro di menta”: bastoncino di zucchero aromatizzato “con menta ed altri coloranti artificiali”, ma per estensione viene detto come nel “vernacolo pisano” in riferimento a chi è molto duro “di cervello”. In questo caso da noi viene detto anche “ È duro come le pine verdi!” Infatti queste sono molto dure, essendo lontane dalla maturazione

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 27 marzo 2018