Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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gabbionaio, s.m.: chi costruisce gabbie, ma il termine è pressoché scomparso nella nostra zona non essendovi più praticato tale mestiere

gaburrino, s.m.: moneta d’argento, ma anche banconota “da due lire su cui era impressa l’effigie” di Camillo Benso, conte di Cavour, da cui deriva, con “–ino e resa grafica della pronuncia” (DISC) con modifica della lettera iniziale. Un tempo era popolare a Fucecchio, ma il termine non è sopravvissuto e se ne comprende il motivo

gagliardello, s.m.: gagliardetto fascista; si tratta di un termine usato un tempo (se non proprio a Fucecchio, nelle sue vicinanze, secondo la testimonianza di I. Montanelli) e di un diminutivo di “gagliardo”, che indicava “la bandiera principale di una nave”; infatti “gagliardo” significava “più importante”, derivando forse dal lat. volg. ipotetico di Gallia “galia” = “forza” (DEI) e noi sappiamo bene dallo studio della storia quanto i gagliardetti fascisti fossero un segno di arroganza

galantòmo, s.m.: galantuomo; la scomparsa della –u- si spiega perché nel vernacolo viene detto “omo” l’uomo, come vedremo, un po’ alla latina

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Presentazione del 4/2/2015,  https://www.montaione.net/il-toscanario/

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 30 ottobre 2018 

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