Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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melone, s.m.: mortadella, probabilmente chiamata così nella zona nostra e dell’empolese per la sua forma quando “è intera”

menata, s.f.: “mucchietto”, anche a Castagneto Carducci (L. Bezzini)

méncio, agg.ant.tosc., essendo attestato dal ‘400, ma ancora vivo: “floscio, cascante” (DEI), più che in riferimento ala pelle e alla carnagione com’è riportato nel De Mauro, in riferimento al menbro virile

mencite, s.f.: privazione d’energia e quindi svogliatezza, derivato da “mencio”, viene usato nell’ambito del linguaggio familiare e, specialmente se questo sostantivo è seguito dall’agg. “acuta” significa spossatezza intensa

mendìi, s.m.pl.: mendichi, ma si può dire anche “mendici” (DISC). Peraltro è una voce in disuso essendo stata sostituita da “mendicanti”. Infatti mendico è una voce dotta derivando dal latino mendicu(m)” propriamente “con un difetto fisico”, poi “infermo e quindi povero” (DELI)

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Presentazione del 4/2/2015,  https://www.montaione.net/il-toscanario/

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 5 maggio 2020

 

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