MontaDrone: Iano

Là sul confine del Comune di Montaione con quello di Volterra, dopo una tortuosa strada che si snoda nei boschi, all’improvviso appare Iano, a mezza costa fra le selve di lecci e le crete di mattaione, a biscondola sulla Valdera.

Non è una frazione sola, ma un susseguirsi di vecchi borghi che iniziano con i resti del castello medievale di Camporena distrutto dai Fiorentini, poi vengono Iano, Torri, i Forni, Casicello, la California, il tipico borgo toscano del Palagio e infine i ruderi delle torri del castello e la chiesetta santuario della Pietrina.

La zona di Iano è l’ideale per gli appassionati di mineralogia e di paleontologia, perché si va dall’oro alle felci fossili del Carbonifero (300 milioni di anni fa); per gli studiosi di botanica e di archeologia; per gli appassionati di caccia al cinghiale (vivo e anche cotto nei ristoranti locali); per i ricercatori di funghi sia in maggio-giugno che in autunno; per i buongustai del vino e dell’olio d’oliva; per i cultori del trekking e della mountain bike; per i cacciatori di immagini da fotografare e di paesaggi da dipingere, per che intende esercitarsi in scalate di sesto grado sulle rocce sotto la Pietrina.

Ma soprattutto Iano con i dintorni è un piccolo paradiso per gli amanti della pace, della quiete, dell’aria pulita e del verde, per disintossicarsi, per riposarsi, per divertirsi e per mangiar bene. Quando viviamo in un luogo, per una vita o anche per un paio di settimane di ferie, dobbiamo conoscere la sua storia, per capirlo, per apprezzarlo e, di conseguenza, per rispettarlo.

[tratto dal libro La storia di Iano di Rino Salvestrini]

Iano, frazione del Comune di Montaione

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