Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

ingollo, s.m. volg.: inghiottimento, cioè “atto” ed “effetto dell’inghiottire” (Vocabolario degli Accademici della Crusca, Firenze 1899); con maggior precisione ancora, inghiottimento ingordo, “atto dell’ingollare” (P. Fanfani, riportato dal Battaglia)

ingottì’, v.tr.: ingottire, cioè “gonfiare” (M. Catastini), ma non è più usato

ingrassicchià’, v.intr.: ingrassare un po’

ingrugnito, part. pass. divenuto agg.: “impermalito” (M. Catastini); si tenga presente che “grugno” è “il muso del porco” (DEI), che non è certo piacevole a vedersi  

innacquerito, agg.: acquoso perché andato a male, ma è una voce in disuso che si riferiva a un prodotto diverso dal vino poiché questo, quando è andato a male, si dice che è inacidito

inserpentà’, v. intr.: inserpentare, diventare come un “serpente” (DEI) nel senso di affannarsi, quasi arrotolarsi come fanno i serpenti in certe circostanze e quindi arrovellarsi, ma è in disuso, mentre fino a qualche tempo fa si trovava purtoppo nelle imprecazioni ed è perciò senza dubbio da evitare il part. pass. e quindi agg. “inserpentato”: “ingarbugliato” (M. Catastini)

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Presentazione del 4/2/2015,  https://www.montaione.net/il-toscanario/

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 30 luglio 2019

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