Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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meżżerìa, s.f.tosc.: “mezzadrìa”, ma l’ho sentito usare a Fucecchio col significato di società “immobiliare” a metà

mezzetta, s.f.: nel passato “unità di capacità per liquidi”, fra l’altro; voce pressoché scomparsa derivata da “mezzo” col f. di “etto” perché “pressapoco equivalente a mezzo boccale” (DISC)

mezzina, s.f.: brocca di rame usata nelle “cucine coloniche toscane”, un tempo di “terra”, già attestata a Firenze nel 1253: DEI, da cui si può dedurre che deriva probabilmente da mezzo (di trasporto) in particolare dal pozzo. Infatti questo si poteva trovare anche a una certa distanza dalla casa: non era certo agevole la vita contadina di una volta! Per quanto ben più raramente, pare che a Fucecchio questo termine indicasse anche un “mattone più sottile della mezzana”, cioè la pianella (A. Lotti)

meżżino, s.m.: mezzo bicchiere di vino (o un po’ di più), come nella frase “Dammi un mezzino!”: dammi un mezzo bicchiere di vino (o un po’ di più). Così a Fucecchio, mentre più in generale in Toscana, secondo il De Mauro, il mezzino corrisponderebbe a “mezzo boccale circa” di liquido

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 9 giugno 2020

 

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