Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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merlino, s.m.: gambecchio ( “Calidris minuta”: C. Romanelli), voce toscana di un piccolo uccello palustre il cui nome locale deriva da “merlo” col suff. dimin. “–ino” così come ha un valore dimin. il suff.  “-ecchio” aggiunto a “gamba”, possiamo facilmente dedurre anche dal DISC e dal DEI

mesciòlo, s.m.: recipiente cilindrico “di metallo con manico lungo di legno”, usato “per cavare il bottino” (M. Catastini) o pozzo nero, ma il termine è caduto in disuso anche perché si tratta di un sistema senza dubbio superato pure dalle nostre parti. Pare però che almeno in quel di San Miniato fosse chiamato così una specie di “ramaiolo” (ma dalle nostre parti questo era chiamato “rumaiolo”) per tirare fuori l’olio dall’orcio

mescolanza, s.f.: insieme di erbe diverse di campo fatte a insalata

mestieri, s.m. sing.: mestiere, così come al plurale

méstola, s.f.: cazzuola, che secondo il DEI sarebbe un termine pisano e fiorent. e risalirebbe all’Ottocento; a Fucecchio o ne suo contado pare che un tempo significasse anche “fame”. Da notare che a Fucecchio si trovava una persona con questo soprannome a causa del mento molto proteso in avanti, sì da far ricordare, appunto, una cazzuola e invece a S. Pierino questo soprannome era stato dato a una persona perché con tale strumento da muratore aveva a che fare per la sua attività imprenditoriale

 

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Presentazione del 4/2/2015,  https://www.montaione.net/il-toscanario/

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 26 maggio 2020

 

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