Salvestrini: I condannati a morte

I condannati a morte.
Attanagliato, decollato, strangolato, squartato, impiccato, strascinato, propagginato, arso……

di Rino Salvestrini (rino.salvestrini@montaione.net)

 

I giustiziati nella città di Firenze dal 1356 fino all’abolizione della pena di morte, assistiti dai Fratelli della Compagnia dei “Battuti di Santa Maria della Croce al Tempio”, o dei Neri.

 
Il fascicolo è registrato all’Archivio Storico di Stato di Firenze come: “Registro dei condannati a morte violenta nella città di Firenze, assistiti dai fratelli della compagnia dei Neri” ed è datato 1747.
Sulla costola è conservata la scritta: MORTI PER MAN[O] DELLA GIUSTI[Z]IA e si nota un adesivo di una segnatura illeggibile solita su documenti inventariati, cosa che non era nell’archivio Geddes da Filicaia di Montaione.
Il reperto è anonimo e anche la data è soltanto quella dell’ultima registrazione di pena capitale. Se dopo il 1747 non ci furono altre esecuzioni, si deve al fatto che il nostro anonimo sia passato a miglior vita ed altri hanno ignorato la sua ricerca storica (da controllare se ci sono state altre condanne dopo), oppure che per quasi 40 anni a Firenze non ci siano state altre condanne a morte e che, di fatto, l’abolizione della pena di morte era nell’aria e il provvedimento granducale del 1786 fu un atto burocratico dovuto.
Questo registro si è conservato nell’archivio “Geddes da Filicaia”, nella villa di Pozzolo a Montaione, che nel 2001 è stato acquistato dalla Sovrintendenza Archivistica di Firenze e passato all’Archivio di Stato sempre di Firenze formando il fondo “Filicaia”. Una copia, anzi fotocopia recente, si trova nell’archivio dell’Arciconfraternita della Misericordia di Firenze e non si conoscono altre copie. Il Signor Rodolfo Geddes da Filicaia, morto recentemente, che ho ben conosciuto e che mi aveva permesso di consultare tale archivio quando era a Pozzolo, mi asseriva che era stato un Filicaia a stilare il lungo e conturbante elenco di “vittime della giustizia”. Questo perché, diceva lui, i da Filicaia da tempi immemorabili hanno fatto parte della compagnia dei Neri. Ma quale Filicaia? Poiché il documento si trovava a Pozzolo, doveva essere certamente uno del terzo ceppo e, vista la datazione ultima e lo stile dello scrivere settecentesco, potremmo azzardare qualche nome vedendo l’albero genealogico chi al tempo, metà Settecento, di quelli di Figline aveva una certa età.
Il nostro anonimo autore commette vari errori, cosa tutt’altro che insolita negli elenchi, e l’impressione che se ne può trarre è quella che non si tratta di una copia da un altro registro, ma sia
stato fatto mentre faceva le ricerche sui documenti e poi annotava i nomi. La ricerca non è stata fatta, come diceva il Geddes Rodolfo, da tante mani, ma in un tempo breve e da una sola persona.

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