Cinema. Dedicato a Ingmar Bergman

Per il ciclo  I grandi Maestri – XII  edizione

i grandi maestri Xii edizione

Il 30 luglio 2007 a Farö se ne andava INGMAR BERGMAN, uno dei più eclettici e geniali artisti del Novecento. Ritiratosi da anni nel suo rifugio preferito, questa isoletta sul mar Baltico tra la Svezia e la Russia (gli svedesi la chiamavano l’isola di Bergman) dove aveva costruito la sua casa, la sua vita ed anche la sua piccola Cinecittà, il maestro ha continuano fino all’ultimo a studiare, leggere e rivedere i classici del cinema. La sua straordinaria riflessione sui problemi della coscienza umana non è mai cessata nonostante il ritiro dalle scene dopo oltre cinquant’anni passati sui set cinematografici, tra le quinte teatrali, drammi radiofonici, opere liriche, film per la televisione, pubblicazioni di narrativa e autobiografie. Nato a Upsala nel luglio 1918, figlio di un pastore protestante, si forma come regista teatrale e poi passa dietro la macchina da presa già nel 1948 subito attratto dai grandi interrogativi della condizione umana. In Monica e il desiderio del 1952 dipinge il ritratto di una ragazza inquieta e insoddisfatta, mentre nel 1955 dirige Sorrisi di una notte di mezza estate , una pochade divertente e ironica sul matriarcato e sul permissivismo sessuale. L’anno dopo è la volta del suo capolavoro Il settimo sigillo, apologo grottesco sulla vita ultraterrena ambientato in un medioevo devastato dalla peste come metafora del pericolo atomico. Non da meno è Il posto delle fragole del 1957, il viaggio di un vecchio professore di medicina che riflette sulla sua esistenza, sui suoi successi e fallimenti aspettando con serenità la morte. Del 1961 è Luci d’inverno , incentrato sulla figura di un pastore protestante che ha perso la fede e nel 1962 ormai amato in tutto il mondo firma Il silenzio, il conflitto insanabile tra due sorelle Anna ed Ester, ninfomane la prima e alcolizzata la seconda.

Nel 1972 con Sussurri e grida.Il cupo affresco sul nazismo del 1977 L’uovo del serpente. Fanny e Alexander del 1983, un racconto, in parte autobiografico, su due adolescenti svedesi di inizio secolo. Seguiranno altri film in corso di definizione. Bergman affronta i suoi temi preferiti, il significato della vita, della morte e del silenzio di Dio. Il ciclo di film viene presentato in edizione integrale contiene anche diverse sequenze tagliate dalla censura italiana dell’epoca.

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