Risonanze Festival. Madama Butterfly

SI APRE CON MADAMA BUTTERFLY LA SECONDA EDIZIONE DI RISONANZE FESTIVAL A MONTAIONE.

Si accendono i riflettori della seconda edizione di Risonanze Festival, l’evento promosso dall’Associazione Multimedia Produzioni, in collaborazione con il Comune di Montaione.

Sarà Madama Butterfly, la dolcissima opera di Giacomo Puccini ad inaugurare la manifestazione sabato 21 maggio alle ore 21.00 presso il teatro Scipione Ammirato di Montaione: tra gli interpreti Sara Cervasio (Butterfly), Silvia Mazzoni (Suzuki), Giorgio Casciarri (Pinkerton), Carlo Morini, (Sharpless), Mentore Siesto (Goro).Al pianoforte Laura Pasqualetti, regia di Salvatore Ciulla.

Uno spettacolo di grandissime suggestioni che ripropone la storia della giovane Ciò Ciò San innamorata e sposa di uno spregiudicato comandante di una delle tanti navi americane che in quel primo scorcio del XX secolo aprivano i traffici con il Giappone. Due mondi e due culture a confronto, ma principalmente due stati d’animo diversi fanno di questa storia un dramma dall’epilogo prevedibile: da un lato il sogno di una riscossa, di un nuovo destino che la liberasse dalla prigione e dal ricatto della povertà cui era stata costretta dal suicidio del padre voluto dall’Imperatore, dall’altro l’esuberante superficialità di un giovane che, dovendo trattenersi alcuni mesi in quelle terre, approfittando dell’opportunità di seguire “l’uso giapponese”: «Così mi sposo all’uso giapponese per novecento novantanove anni. Salvo a prosciogliermi ogni mese...», prende quella giovane quindicenne per farne una sposa a termine.

Due mondi troppo diversi per saper trovare una qualsiasi forma di dialogo costruttivo. Inutile quindi il suggerimento del Console Sharpless, avvezzo ormai a quei luoghi e a quella gente: «…

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Di sua voce il mistero l’anima mi colpì. Certo quando è sincer l’amor parla così. Sarebbe gran peccato le lievi ali strappar e desolar forse un credulo cuor..».

Per Pinkerton la risposta è fin troppo facile: «Console mio garbato, quetatevi! Si sa, la vostra età è di flebile umor. Non c’è gran male s’io vo’ quell’ale drizzare ai dolci voli dell’amor!»

Il resto è ben noto: Pinkerton se ne va lasciando la giovane Butterfly in attesa di un figlio; torna nella sua America dove sposerà, con vere nozze, «una vera sposa… americana». E l’interminabile attesa di Butterfly, certa del ritorno del suo “marito”, terminerà quando Pinkerton verrà ma solo a prendersi quel figlio di cui ha saputo dl Console. Tradita nel suo sogno, lei che per amore aveva “tradito” la sua gente e persino i suoi dei: «E per farvi contento potrò quasi obliar la gente mia. E questi via! [va a prendere le statuette]», non le resterà che la via del suicidio, non quello del vinto ma quello dell’eroe, proprio come era scritto nel pugnale che il padre aveva usato contro di sé «Con onor muore chi non può serbar vita con onore».

Una grande storia di una piccola donna che aveva così tanto appassionato Puccini da fargli dire: «Ma la mia Butterfly rimane qual è: l’opera più sentita e suggestiva ch’io abbia mai concepito». Un’opera che porta il linguaggio musicale a vette di drammaticità incredibile e conquista anche i cuori più disincantati e che non mancherà di conquistare anche il pubblico di Montaione.

u.s. stefano mecenate 347 7159931

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