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cencino, s.m.: persona considerata di nessun valore o quasi, accezione che fa venire in mente l’uso antico di “cencio” per “uomo o cosa vile” cui accenna il DEI e di cui cencino è chiaramente un dimin. Si pensi alla frase “M’è venuto a noia d’esse’ considerato cencino!”, cioè d’essere considerato uno che non ha nessuna personalità o di non essere considerato per quello che sono, bensì, per dirlo in termini locali, come “un carciofo”!

céncio, s.m.: stendardo del Palio delle Contrade a Fucecchio, così come anche il più noto Palio di Siena. Modi di dire diffusi anche in altre parti della Toscana: “Cencio dice male di straccio”: confronto fra due persone che lasciano a desiderare e che parlano male l’una dell’altra, pur avendo entrambi “gli stessi difetti” (R. Cantagalli); “ ’Un vorrei esse’ ne’ su’ cenci”, ma ancora più frequentemente “ne’ su’ panni”: non vorrei trovarmi nella sua situazione.

céndere, s.f.: cenere (M. Catastini), ma la usavano un tempo i vecchi questa parola, ottenuta con l’epentesi della –d- , più rara della –b- presente, per es., in “cambera” e “coombero”. Da notare che in lucchese esisteva la voce “céndora” con lo stesso significato, dal lat. tardo “cindra” e questo a sua volta da “cinera” (DEI). L’epentesi della –d- in céndere può essere perciò dipesa dall’influenza lucchese. Precisava comunque  G.Nerucci in riferimento proprio al termine cendere, in particolare nel contado montalese del “sotto-dialetto di Pistoia”, che la –d- è “una dentale che si frappone volentieri fra n e r a fine di riunirle”, facendo un esempio anche tratto dalla lingua greca, dove “uomo” al nominativo si diceva “anèr” e al genitivo “andròs”. Secondo M. Catastini in fucecchiese esisteva anche “cenderone”, cioè “cenerone”, termine fiorentino che indicava la “cenere da bucato” (De Mauro) ovvero il “ceneraccio”: DEI

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 7 febbraio 2017 

Raccolta differenziata: Certaldo, Castelfiorentino, Empoli, Montaione e Gambassi tra le più virtuose

Secondo i dati certificati, i Comuni toscani che hanno superato il 65% di raccolta differenziata sono 60, come da tabella sottostante. Tra questi ci sono anche i valdelsani Certaldo, Gambassi Terme, Montaione, Castelfiorentino ed Empoli.

toscana_raccolta_differenziata

Vedi tutto l’articolo su: http://www.valdelsa.net/notizia/raccolta-differenziata-certaldo-castelfiorentino-empoli-montaione-e-gambassi-tra-le-piu-virtuose

 

Avviso pubblico per l’assegnazione di orti sociali

L’Amministrazione Comunale informa che, a seguito della adozione della Delibera del Consiglio Comunale n. 59 del 30.11.2016, di approvazione del nuovo Regolamento per l’assegnazione e gestione di Orti Sociali, tutti gli interessati possono PRESENTARE DOMANDA PER L’ASSEGNAZIONE DI UN ORTO SOCIALE PER IL PERIODO 2017- 2019.

Termine per la presentazione delle domandeore 13,00 del giorno 11 FEBBRAIO 2017

Ulteriori informazioni: http://www.comune.montaione.fi.it

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caviglio, s.m.: “cavicchio” (M. Catastini), ma il termine era usato nel contado specialmente in riferimento agli ortaggi

cèa, s.f., ma usato e specialmente in pisano e in livornese, al pl. (“cèe”): cèca, “anguillina giovane” dal lat.  “caeca” = “cieca” (DEI). E’ usato anche in senso metaforico come nella frase: “C’ha le cèe nel capo!”: capisce proprio poco!

cécca, s.f. originariamente dimin. di Francesca, ma usato almeno un tempo nel linguaggio dei cacciatori delle parti di Fucecchio per indicare la gazza ladra e “altri corvidi tenuti in cattività” (C. Romanelli)

cecio, s.m., specialmente nel contado: cece. Anche un tempo non lontano dal nostro era tradizione  a Fucecchio mangiare pasta (specialemte pappardelle) e ceci durante la cena della vigilia di Natale.A Fucecchio esisteva il soprannome Cecia, che non sappiamo se derivi dall’aspetto del viso o, meno probabilmente, dal nome che in vernacolo fiorentino indicava quello scaldino di terracotta che veniva attaccato un tempo, d’inverno, al gancio dello scaldaletto (R. Cantagalli) del quale tale signora poteva fare uso. Più recentemente usato al maschile nella zona Serra di San Miniato.

ceccia (con la var. ancor più onomatopeica “cecce”, usata anche a Firenze), s.f. tosc. anche per il DEI, secondo cui questa voce infantile significava “seggia” (voce antica risalente al ‘300, col significato di sedia); di essa “ceccia” sarebbe “corruzione” per cui “Mettiti a ceccia!” (detto appunto  a un bambino molto piccolo) significa “Mettiti a sedere!”

cénci, s.m. pl.: nella “cucina toscana, strisce dentellate, di forma irregolare, di pasta dolce fritta, tipiche del Carnevale” (DISC), di cui viene fatto molto uso anche da noi

cencià’, v.tr.: cenciare, cioè sgominare nel linguaggio sportivo locale, come nella frase: “L’ha cenciato bene bene!”: l’ha dominato alla grande!

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 31 gennaio 2017 

Desiderio di pace unità dei popoli

“La pace che annunziate con la bocca abbiatela ancor più abbondante nei vostri cuori” (San Francesco). Tracciare cammini di pace e di fratellanza é quanto progetta di fare la Gerusalemme di Toscana, San Vivaldo, nel prossimo futuro. Un incontro domenica 22 gennaio alle ore 15.30 a San Vivaldo (Montaione) ci metterá di fronte alle ragioni delle guerre attuali e all’odissea dei fuggiaschi raccontate dalla voce di Samaan Daoud, profugo e giornalista. Saremo messi al corrente delle politiche e iniziative locali di accoglienza da parte dell’assessore all’istruzione del Comune di Montaione, Cristina Martini e da parte di Salvatore Palazzo, coordinatore della Misericordia di Certaldo e già Preside dell’ I.C. Gonnelli di Montaione e Gambassi  . A parlarci di ciò che rappresenta San Vivaldo sarà frate Matteo Brena, commissario per la Terra Santa in Toscana. Fra i presenti ci saranno alcuni profughi ospitati nelle strutture della zona. Modererà ľ incontro Vittorio Giardi.

desiderio di pace unità dei popoli

Celiachia. Due incontri presso il Centro “I Cipressi”

Iniziativa di due incontri presso il Centro commerciale I Cipressi in località Comiti a Montaione per un tema che sempre più frequentemente è reale. la celiachia. Il primo oggi alle ore 16.00, il secondo il prossimo 18 febbraio. Associazione Italiana Celiachia Toscana in collaborazione con Pam. Leggi il programma qui di seguito:

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Incontro “Le basi biologiche dell’affettività”

Per il Ciclo di incontri NASCITA, CRESCITA E ORIZZONTI

LE BASI BIOLOGICHE DELL’AFFETTIVITA’

Abbiamo bisogno di essere amati prima che nutriti e scaldati.
La relazione affettiva della cura è la base biologica della sopravvivenza della specie.

Un interessante e coinvolgente incontro con la Dott.ssa Giuliana Mieli, Psicoterapeuta, Filosofa, autrice del libro “Il bambino non è un elettrodomestico”.

Un incontro per tutti, donne, uomini, madri, padri.

SABATO 28 GENNAIO alle 15.00 a Villa Serena, Via da Filicaja 18, Montaione

Monastero di Iano: corsi di Cetra 2017

cetraCORSI DI CETRA 2017

La Fraternità organizza – in sede e fuori sede – corsi di cetra finalizzati all’accompagnamento liturgico, aperti a principianti assoluti e a quanti hanno già intrapreso lo studio dello strumento. Le date sono pubblicate nelle NEWS.

I corsi si propongono di essere, oltre che un momento di formazione, un’esperienza di crescita spirituale per quanti sono chiamati a fare della musica uno strumento di lode e di preghiera.

Il programma prevede:

APPROCCIO TECNICO ALLO STRUMENTO (nozioni di base)
GUIDA ALLA LETTURA DEGLI SPARTITI PER CETRA
STUDIO DI BRANI DI REPERTORIO
ACCOMPAGNAMENTO DEL CANTO E DELLA SALMODIA
GUIDA ALL’USO DELLA CETRA NELLA LITURGIA
PRINCIPI DI ARMONIA APPLICATA
IMPROVVISAZIONE
ASCOLTO DAL VIVO

sr Elena Guidi 22-26 maggio, 17-21 luglio, 3-7 agosto, 4-8 settembre.

Per informazioni e dettagli 0571 69482, 348 9524993

 

Festa della Toscana. Due conferenze di Romanello Cantini

In occasione della FESTA DELLA TOSCANA 2016, che ha per oggetto “Modernizzazione e riforme dall’età del Granduca Pietro Leopoldo con particolare riferimento all’istituzione delle comunità, alle bonifiche ed alle infrastrutture”, i Comuni di Gambassi Terme e di Montaione hanno aderito in forma associata, al programma delle iniziative previste dalla Regione Toscana con il progetto “Gambassi e Montaione all’epoca delle Riforme Leopoldine”, che prevede la realizzazione a cura della Società Storica della Valdelsa , delle seguenti: 2 CONFERENZE DI ROMANELLO CANTINI • Sabato 21 gennaio 2017 – ore 10:30 – Gambassi Terme – Biblioteca Comunale Agricoltura, società, comunità a Gambassi e nella Valdelsa nel periodo delle riforme leopoldine • Sabato 4 febbraio 2017 – ore 10:30 – Montaione – Biblioteca Comunale Agricoltura, società, comunità a Montaione e nella Valdelsa nel periodo delle riforme leopoldine Il progetto è stato realizzato anche grazie al cofinanziamento concesso dal Consiglio regionale della Toscana Nelle due conferenze sarà illustrata la situazione economica e sociale delle comunità valdelsane, con particolare riferimento a Gambassi, la prima, e a Montaione, la seconda, intorno agli anni della Riforma Leopoldina. La ricerca, a monte delle conferenze e che troverà spazio in un prossimo fascicolo della «Miscellanea Storica della Valdelsa», si basa su fonti inedite conservate perlopiù nell’Archivio Storico di Castelfiorentino. La consistenza demografica, le attività lavorative, la distribuzione della proprietà, l’organizzazione amministrativa delle comunità saranno esposte per capire i cambiamenti alla luce della Riforma del 1774. Particolari riferimanti verranno fatti alla conduzione della Fattoria di Pillo, per Gambassi, e all’opera di Francesco Chiarenti, per Montaione.

ROMANELLO CANTINI (Castelfiorentino, 1937) si è laureato all’Università di Firenze con Delio Cantimori. Ha lavorato come redattore al giornale «Politica» sotto la direzione di Nicola Pistelli. Successivamente ne è stato caporedattore. È stato editorialista di politica estera del quotidiano «Il Giorno» e del quotidiano «Avvenire». In allegato la locandina con il programma dell’iniziativa.

Nella locandina che segue il programma di incontri:

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Le basi biologiche dell’affettività

Per il Ciclo di incontri NASCITA, CRESCITA E ORIZZONTI

curaLE BASI BIOLOGICHE DELL’AFFETTIVITA’

Abbiamo bisogno di essere amati prima che nutriti e scaldati.
La relazione affettiva della cura è la base biologica della sopravvivenza della specie.

Un interessante e coinvolgente incontro con la Dott.ssa Giuliana Mieli, Psicoterapeuta, Filosofa, autrice del libro “Il bambino non è un elettrodomestico”.Un incontro per tutti, donne, uomini, madri, padri.

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cavà’, v. tr.: cavare nel senso di togliere, levare, per esempio, la minestra, la zuppa e la polenta dalla pentola per servirla nel piatto. Infatti in M. Catastini troviamo spiegato tale verbo con “servire”. Si tenga presente che almeno fino a qualche tempo fa poteva capitare di sentir dire nel contado: “L’ha cava ora”: l’ha cavata ora. Da noi viene detto anche: “Il lavoro è cavavoglie”: il lavoro, permettendo di guadagnare, consente anche di spendere e perciò di esaudire certi desideri che altrimenti rimarrebbero inappagati. Altri modi di dire: “Cavà’ un nidio” (in campagna): levare un nido. Ben più  diffuso di questo è il detto: “Cavarsi la sete cor prosciutto”: levarsi la sete col prosciutto, in riferimento a una cosa impossibile, com’è facile capire. Altra frase particolare: “Cava e non mètti fa la spia”: togliere denaro senza guadagnare rivela la vera situazione economica di una persona, la quale può così finire per ritrovarsi nei guai

cavacécio, s.m.: posto lontano, per es., nella frase: “Ma che vai a cavacecio!”

cavalocchi, s.m.: individuo che non era neanche avvocato, non avendone il titolo, bensì un “prati’one che faceva i contratti fra la gente” portandoli poi da un “notaro”; però si faceva pagare quasi come un avvocato, “quindi levava gli occhi alla gente ” (in senso metaforico) e, non avendo competenze adeguate, ne combinava “di tutti i colori!”, come si esprimeva una persona intervistata da M.P. Bini a Fucecchio. A me risulta peraltro che il termine sia venuto meno anche nella nostra zona. In vernacolo fiorentino s’intendeva col termine “cavalòcchi” l’avvocato “delle cause perse” (P. Giacchi)

caviglia, s.f.: pezzo di ferro con capocchia per fermare il carro al giogo dei buoi, quando usava farli lavorare nei campi

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 24 gennaio 2017 

Cerchio con la luna piena

L’Associazione Per fare l’albero ti invita a:
 
Cerchio con la LUNA PIENA. Per risvegliare e celebrare l’Energia Femminile.

Questa Luna Piena, la Luna del Lupo, è la prima dell’anno. Si fa piena giovedì, ma la celebriamo il 13 gennaio, giorno che per alcune tradizioni segna la fine delle “calende” (i primi dodici giorni dell’anno) e l’inizio del nuovo anno. In questo cerchio si celebra quindi la fine e l’inizio del nuovo ciclo. Lo facciamo sentendo proprie le qualità del Lupo, animale associato a questa Luna, che come gli umani è dotato di un grande senso della famiglia e della solidarietà e allo stesso tempo è caratterizzato da una forte individualità.wolf-moon-600x372 Il Lupo incarna lo spirito libero e selvaggio che, con il suo ululato, ci insegna a sentire la nostra forza interiore e ad avere sicurezza e fiducia in noi stessi e nella Vita. Tutte qualità necessarie in questo tempo di nuovi inizi, da pensare, sognare e progettare.

Sperimenteremo il nostro sentire, fluendo da attività di percezione corporea ad attività più creative, per accogliere l’invito della Luna a creare armonia, calore e ristoro all’interno del nostro branco e a risvegliare lo spirito selvaggio e anche un pò bambino con il quale perseguire nei nostri sogni.

Contributo per l’incontro: 7 euro

Da portare:
-una copertina
-una bottiglietta d’acqua naturale
-qualcosa da mangiare o bere da condividere a fine cerchio
-voi stesse/i

Venerdì 13 Gennaio alle ore 21.00 in Via De Gasperi, 27, Montaione (FI)

Conduce Claudia Latino, Naturopata
per info e iscrizioni: 3283126685
claudialatino@virgilio.it

Incendio nel centro storico di Montaione: bruciano tre case

Tre abitazioni sono state distrutte da un incendio partito in un condominio del centro storico. Probabilmente il rogo è stato originato da un camino. Un’anziana è rimasta intossicata e sul posto sono intervenute anche un’automedica di Certaldo e un’ambulanza della Croce Rossa di Certaldo.

Articolo, foto e video su:
http://iltirreno.gelocal.it/empoli/cronaca/2017/01/11/news/tre-abitazioni-distrutte-in-un-incendio-1.14696056

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catorcio, s.m.: persona mal ridotta, termine derivato dalla voce aretina e cortonese che nel ‘600 indicava un “chiavistello” e per estensione un “oggetto di nessun valore” (questo anche da noi), possiamo dedurre dal DEI e dal DISC

catrame, s.m.: in senso metaforico persona tutt’altro che raccomandabile: significato che si spiega non essendo certo il catrame un materiale gradevole

catro, s.m. tosc.: cancello di legno, derivato probabilmente in forma affine dal lat. “clatri” m. pl. =  “cancelli”, attestato nello Statuto del comune di Fucecchio del 1307-08, penso per dileguo della –l-, ma la voce sembra che sia venuta meno da molto tempo anche da noi. Con essa, ma ancora più col termine latino visto, può esser collegato il nome di uno “strano” fungo dallo “splendido color corallo e l’originale forma a inferriata”, appunto: il clatro rosso (“Clathrus ruber”), che dovrebbe entusiasmare “ogni amico della natura” (“Guida pratica ai Funghi in Italia”), come se ne trovano in certi boschi di Montaione.

cattivo, agg. Espressione: “Buttassi (buttarsi) alle cattive”: impuntarsi su una decisione e ostinarsi a non cedere. Un proverbio che a Fucecchio era più usato nel passato che nel tempo presente era “cattiva trave, doloroso puntello”, che poteva significare, tra l’altro: se una persona agisce male, può trovare chi si comporta ancora peggio

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 17 gennaio 2017 

Movie Story. Le colonne sonore più belle del cinema

Il Comune di Montaione organizza, nell’ambito del programma del Natale Montaionese 2016, lo spettacolo “MOVIE STORY – Le colonne sonore più belle del cinema” che si terrà il giorno  5 Gennaio 2017 alle ore 21.30 presso il Teatro Scipione Ammirato a Montaione con il gruppo musicale dei “Classic Pop” della Maestra Rita Lazzeri .

Di seguito una breve introduzione allo spettacolo.

“MOVIE STORY” è ispirato alla grandezza del cinema, la settima arte.

In particolare esso intende ripercorrere – in circa 2 ore di spettacolo – la storia del cinema italiano ed internazionale, sia attraverso la riproposizione dal vivo delle canzoni più celebri, sia tramite la proiezione di filmati che richiamano alla memoria emozioni e ricordi che solo il cinema è sempre stato capace di generare… il tutto condito dalla verve brillante e inimitabile del noto presentatore e speaker radiofonico Alessandro Masti.

Si alterneranno pertanto, raggruppate per genere, area tematica, contesto geografico, le più belle colonne sonore che hanno caratterizzato maggiormente, portandoli spesso al successo, i film che hanno fatto la storia del cinema.

Questi alcuni dei pezzi in cui si esibiranno i “CLASSIC POP”:

  • As time goes by     (dal film “Casablanca”)
  • I’ve had the time of my life     (dal film “Dirty Dancing”)
  • Beautiful that way     (dal film “La Vita è Bella”)
  • Goldfinger     (dal film “007 Missione Goldfinger”)
  • Que Sera Sera      (dal film “L’uomo che sapeva troppo”)
  • Notte prima degli esami       (dal film omonimo)
  • Tema d’amore          (dal film “Nuovo Cinema Paradiso”)
  • What a feeling        (dal film “Flashdance”)
  • Pretty Woman       (dal film omonimo)

ecc. ecc.

Nel corso dello spettacolo ci saranno anche dei balletti con coreografie curate dal gruppo, sulle arie di film famosissimi.

Il gruppo musicale dei “Classic Pop” è nato a San Miniato nel 2010 su un progetto dell’insegnante di musica Rita Lazzeri. Alla formazione originaria si sono aggiunti nel tempo altri elementi, facendo sì che lo stesso crescesse musicalmente negli anni fino ad arrivare alla formazione attuale. Il gruppo organizza spettacoli musicali e rassegne canore durante tutto l’arco dell’anno.

Esso collabora da diversi anni con l’associazione culturale e sportiva “IL KAMPINO di Ponte a Elsa, nel comune di San Miniato, che ha nel suo scopo sociale l’organizzazione di attività e servizi a favore dell’intera comunità.

I proventi rivenienti dagli spettacoli vanno a finanziare iniziative a carattere benefico. In particolare le offerte raccolte in occasione dello spettacolo del 5 Gennaio andranno a favore dei paesi di Lazio, Umbria e Marche colpiti dal terremoto degli scorsi mesi di agosto e ottobre.

Fonte: Comunicato stampa del 2/1/17 del Comune di Montaione

 

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castagna, s.f. Modo di dire diffuso anche altrove: “Levà’ le ‘astagne dal fòo”: levare le castagne dal fuoco: risolvere una situazione divenuta difficile

castagnaccio, s.m.: dolce toscano fatto con farina di castagne, piuttosto impropriamente detto “migliaccio”, almeno un tempo, da non poche persone nella Toscana centrale. Precisa peraltro il DISC che il migliaccio toscano è proprio il castagnaccio, nonostante che quello derivi dal lat. tardo “miliàciu(m)” = “focaccia di miglio” (lat. classico “milium”): non sempre l’etimologia insegna cose vere “rispetto ai valori attuali”, dice chiaramente lo stesso Devoto (che anzi usa termini ancora più critici) nell’ “avvertenza alla prima edizione” del suo interessantissimo “Avviamento alla etimologia italiana”

castagnolaio, s.m.: chi preparava le castagnole, petardi particolari, per la festa del Corpus Domini a Fucecchio, come un certo Mazzei, presso l’altarino preparato da tempo dai Daddi all’angolo fra via Curtatone e via Machiavelli, dove ancor oggi si sofferma la processione col “Santissimo”, appunto, per tale festa, da qualche anno celebrata con l’ “Infiorata”, mentre per tale occasione sono state abolite le castagnole

Castelluccio (via del ), odonimo fucecchiese derivato da un  piccolo nucleo fortificato medievale corrispondente a quel “castrum” di Nischeta donato dal vescovo di Milano della “seconda metà del Duecento” Ruffino (insigne fucecchiese a cui è stata intitolata dopo la seconda guerra mondiale una via) all’ “ospedale da lui fondato” (A. Malvolti) presso la via chiamata infatti dell’Ospedalino

catafarco, s.m.: catafalco, ma a Fucecchio e a Empoli anche “donna molto bardata e di corporatura”  rilevante

catanòcchio, s.m.: oggetto grosso, ingombrante, sgraziato e perciò di scarso valore, di cattivo gusto. Talora, ma nell’ambito del linguaggio familiare, può significare grosso pezzo di pane, più in generale “grosso pezzo” (M. Catastini)

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cascia, s.f. volg.: acacia, ma si tratta (l’ignoranza sul nome di tante piante è purtroppo diffusa nelle nostre campagne) della “Robinia pseudoacacia”. Quanto all’aferesi della a- iniziale, si spiega come ritenuta parte dell’art. “la cascia”, e la –sc- al posto del la –c- ha una “ragione analogica sulle più freq. terminazioni pop. in – àscia che in – àcia (Malagoli)

casentino, s.m.: denominazione d’un “pastrano invernale di grossa stoffa”, da cui prese nome, a Fucecchio, una banda. A questa si contrapponeva quella del “Frustagno”, cioè del fustagno, verso la seconda metà dell’Ottocento. Anche in pis. si trova (o, per meglio dire, si trovava) il termine casentino, indicando un tale tipo di pastrano che poteva talora esser “guarnito di pelo di lepre o di volpe” e che aveva preso il nome dal Casentino, dove appunto “si lavoravano tali pastrani” (DEI). Tuttavia pare che sia ancora prodotta nel Casentino questa stoffa calda e pesante un po’ come quella del fustagno, ma di “colore arancio”

caso, s.m. Frase: “Son bòni a ccaso!”, rendendo così graficamente il raddoppiamento sintattico: son tanto buoni!

cassero, nome d’una angusta via fucecchiese posta vicino alla rocca già Corsini e a quello che era il castello di Salamartana; infatti deriva dall’arabo “qasr” = “castello”, collegato col lat. “Castrum”: “accampamento fortificato” (DISC)

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La Mise…Ricord(i)a il Natale, una favola!

Un Natale da Favola a Montaione con Babbo Natale e gli elfi della Misericordia…

La Misericordia di Montaione è, senza presunzione, un’importante Associazione.

Con i soli Volontari garantiamo:

  • I trasporti sanitari con ambulanza (emergenza ed ordinari)
  • I servizi sociali con auto
  • I servizi con mezzo attrezzato
  • La Protezione Civile e tante altre attività e servizi.

Ci sono però due importanti attività che sono la “premessa” per fare tutto:

  • La Formazione
  • La Promozione del Volontariato.

All’interno dell’associazione è presente un “gruppo feste”, formato da giovani e non, che con estro abilità ed arte organizza cose favolose.

...in preparazione
…in preparazione

La Casa dello scorso anno è diventata un “Villaggio”, dove Babbo Natale e gli elfi hanno accolto i bambini, il pomeriggio della vigilia, ed insieme a loro hanno creato addobbi natalizi.

Un impegno unico ed impagabile, una preparazione ed un’organizzazione che non hanno eguali, ma ciò che ci fa arricchire è vedere la felicità negli occhi della Popolazione di Montaione.

gli elfi

Una giornata di giochi, magia e gioia.  La nascita di Gesù, simbolo di Accoglienza e Amore, che rappresenta tutte e tutti, chi è nero, gay, immigrato, povero…. . Chi si “spende” per il Prossimo sposa i principi di Cristo.

Non poteva mancare il tradizionale panettone e vin brulé in una Piazza della Repubblica colma di gente, la consegna del dono alle cittadine ed ai cittadini da parte dei Volontari e lo scambio di Auguri.

Grazie …. Col Cuore.

ragazzi….Ci siamo! Venite a trovare Babbo Natale

 

 

Alessio Gronchi

Vice governatore e

Responsabile Formazione e Comunicazione

Misericordia Montaione

Da Castelfalfi mille euro per le popolazioni terremotate di Arquata del Tronto

L’impegno per le zone terremotate da parte dei comuni toscani è stato rappresentato da Paolo Masetti, Sindaco di Montelupo Fiorentino con delega alla Protezione Civile per l’Unione dei Comuni Circondario Empolese-Valdelsa, nelle cui mani è stato consegnato l’assegno simbolo dei fondi raccolti. A consegnarlo, nello spettacolare sceneraio del Golf Club Castelfalfi, il General Manager di Toscana Resort Castelfalfi Marco Metge e la Direttrice del Club Manola Alberti.

Presenti anche alcuni esponenti della Giunta del Comune di Montaione, tra cui il Vice Sindaco Luca Belcari e gli Assessori Cristina Martini e Cristiano Rossetti.

Leggi tutto l’articolo su http://www.valdelsa.net/notizia/montaione-da-castelfalfi-mille-euro-per-le-popolazioni-terremotate-di-arquata-del-tronto

Presepi nel Borgo

Già inserito nel programma del Natale Montaionese, Presepi nel Borgo a Iano raggiunge quest’anno il decimo anniversario.

Tutte le domeniche e i giorni festivi a partire dalle 15,30 Bomboloni, panini e vin brulè, caricaturista e passeggiate a cavallo con Alice.

Iniziato, come ogni anno, il giorno dell’Annunciazione, è utile ricordare i prossimi specifici appuntamenti:

26 dicembre – intrattenimento con il Mago Simone – Estrazione della lotteria

1 gennaio – intrattenimento con il Mago delle Bolle  – Karaoke nel Borgo

6 gennaio – Chiusura dei Presepi con la Befana – La Bandaccia di Marcialla in concerto

8 gennaio – Festeggiamenti per i dieci di Presepi nel Borgo – Ballo latino-americano – Buffet gratuito per tutti

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carzino, s.m.: calzino. Modo di dire non certo rispettoso per chi muore: “Tirà’ ‘r carzino” : tirare il calzino esalando l’ultimo respiro e perciò morire

carzinotti, s.m.pl.: calzinotti, che possono avere maggiore consistenza dei semplici calzini e cioè essere di lana, come nell’Alta Maremma (M.P. Bini)

casamìcciola, s.f.: da luogo terremotato posto nell’isola d’Ischia e perciò dal significato di “rovina di case” è passato a indicare anche in pis. in senso traslato un grosso guaio (Malagoli)

cascà’, v.intr.: cascare, derivato per sincope dal lat. volg. ipotetico “casicàre”, intensivo del class. “cadere” (DISC). Si pensi al modo di dire “ ’Un casca mi‘a nel quarto”: non cade mica nel quarto, in riferimento alla “multa di un quarto in più della tassa daziaria che non veniva pagata il giorno stabilito”, mentre oggi significa che “una cosa non è urgente e perciò può essere rimandata senza danno” (R. Cantagalli)

 

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 27 dicembre 2016 

Un Natale… di Misericordia

Ci è gradito pubblicare l’articolo che ci ha inviato Alessio Gronchi. E noi prendiamo lo spunto, con un doppio significato, per portare il nostro pensiero anche al Giubileo, da poco concluso, di Papa Francesco.    

 

Natale 2016….

Misericordia di Montaione: artisti per passione

 

Sono quasi due mesi che alcune volontarie e volontari della Misericordia di Montaione sono impegnate ed impegnati nei preparativi per la Festa della vigilia di Natale.

Lo scorso anno la stampa locale lo definì “Un Natale da Favola a Montaione”,quest’anno sarà un Natale favoloso.

Si possono già ammirare, sotto l’albero di natale addobbato dal Comune di Montaione, il gigantesco abete di Palazzo Gianchecchi, le “Opere d’Arte” costruite dalle nostre volontarie e dai nostri volontari, Persone di diverse età e di diverse professioni che, con Passione, hanno dato vita al presepe. Le statue,  disegnate, ritagliate nel legno compensato e dipinte con estro ed abilità.

Il 24 dicembre la grande festa, “LA MISE…..RICORDiA NATALE”,  dopo la sfilata di auguri natalizi, da parte della Filarmonica Donizetti, Babbo Natale ed i suoi elfi, all’interno della loro casa, aiuteranno i bambini a creare addobbi natalizi, in Piazza Cavour.

Questo è “l’originale” Villaggio di Babbo Natale montaionese, altre persone hanno avuto l’idea di fare cose simili, questo non può farci che piacere, vuol dire che siamo grandi, forti e unici ma soprattutto ineguagliabile è l’impegno ed i mesi di preparazione. Una casa, costruita lo scorso anno, che ha ottenuto l’ammirazione di tutte e tutti, per non parlare dei vestiti degli elfi, creati due anni fa da una sarta d’eccezione, la Signora Luongo, mamma del nostro Governatore Nicola.

Ci sposteremo poi tutti in Piazza della Repubblica per il consueto vin brulé, pandoro e panettone e lo scambio di auguri.

Il vice governatore

Alessio Gronchi

 

Tutti in scena

Istituto Comprensivo Statale “G. Gonnelli”

Scuole dell’Infanzia, primarie e Secondarie 1° grado dei Comuni di Gambassi Terme e Montaione

Progetto di formazione scuola-famiglia “Fammi scuola”. Anno scolastico 2016-17

TUTTI IN SCENA

Laboratorio teatrale aperto a genitori, docenti e personale scolastico rivolto anche a chi non ha esperienze teatrali ma vuole provare cosa vuol dire “stare in scena” o costruire una scena.

Vi aspettiamo all’incontro organizzativo che ci sarà giovedì 15 Dicembre 2016 alle ore 21.15 nei locali della scuola dell’infanzia di Gambassi Terme.

Per informazioni Cristiana Guerrieri 3355397753
email:cristianaguerrieri@icgonnelli.it

 

Per risvegliare e celebrare l’Energia Femminile

L’Associazione Per Fare l’Albero vi invita al
CERCHIO CON LA LUNA PIENA. Per risvegliare e celebrare l’Energia Femminile.

Luna Piena di Dicembre, chiamata anche Luna della Quercia o Luna del Lupo. E’ la luna che ci accompagna ad accogliere il Solstizio d’Inverno, la notte più lunga dell’anno, in cui dal buio rinasce la Luce. Luna Piena, Luna Madre, che ci rende manifesto l’essere gravidi della nostra stessa Luce, sentita, nutrita e custodita all’interno del nostro intimo e buio grembo. Questa gestazione giunge al termine con questa Luna, che ci invita con la sua dolce e sicura presenza, a concepire la Luce, ad esprimere la bellezza e l’autenticità della nostra natura.

Sperimenteremo il nostro sentire, fluendo da attività di percezione corporea ad attività più creative, per accogliere l’invito della Luna ad esprimere noi stessi e dare così il benvenuto alla ri-nascita della Luce.
“Una buia notte finisce, uno splendido giorno comincia”. (Cit. Maria Caratti )

Cerchio aperto a Donne e a Uomini
Contributo per l’incontro: 7 euro


Da portare:
-una copertina
-una bottiglietta d’acqua naturale
-qualcosa da mangiare o bere da condividere a fine cerchio
-voi stesse/i

 
Venerdì 16 Dicembre alle ore 21.00 in Via De Gasperi, 27 Montaione


Conduce Claudia Latino, Naturopata
per info e iscrizioni: 3283126685
claudialatino@virgilio.it

Il Toscanario

logoToscanario

di Giancarlo Carmignani

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carta, s.f.: “fa le ‘arte farse”: fare le carte false, cioè “far di tutto per riuscire in un intento” (Malagoli)

cartocci, s.m.pl.: “brattee che avvolgono una pannocchia” di granturco (De Mauro), ma con un significato particolare nell’espressione “ Ha’ fatto i ‘artocci”: bada lì che hai fatto! (oppure) hai fatto di molto!

cartone, s.m. Un tempo erano fatte con una specie di cartone le fotografie e una fucecchiese, che aveva  ricevuto una foto del suo fidanzato partito militare, disse baciandola: “Che passione! Avello di ciccia e baciallo di ‘artone!”: che ingiustizia mi tocca subire: avere un fidanzato in carne e ossa, cioè vero, e doverlo baciare in fotografia!

carubigneri, s.m.pl.: “carabinieri” (M. Catastini), ma si tratta di un termine in disuso che forse risentiva dell’uso scherzoso della parola “carruba” (cui accenna il De Mauro) per indicare appunto i carabinieri, mentre la –n- era come rafforzata, nell’ignoranza popolare, facendola precedere dalla –g-, come quando veniva detto a Fucecchio il “moro dello Gneri” in riferimento al ricco proprietario Nieri

 

 

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  http://www.montaione.net/il-toscanario/

Tutti gli articoli on line,  http://www.montaione.net/category/toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 20 dicembre 2016 

Mercatini di Natale

Oggi e domani, oggi fino alle 23, domani alle 19,30, mercatini di Natale per le vie del centro storico per l’organizzazione di BorgoAlto in collaborazione con il Comune di Montaione nell’ambito del Natale montaionese

Il Natale montaionese passa da San Regolo

Il Natale montaionese passa dalla Parrocchiale di San Regolo. Il Coro Insieme per caso  è un gruppo di La Serra che esegue brani della tradizione musicale spiritual e gospel, ma anche brani di musica leggera jazz e classica..

Dopo l’emozionante performance ai mercatini di Natale di Salisburgo la prima tappa del Coro è proprio Montaione nella chiesa dedicata a San Regolo