Cinema. Jackie

Finalmente anche in Italia il film di Larrain con l’attrice Premio Oscar Natalie Portman che interpreta Jackie Kennedy. Il film  ha ottenuto 3 candidature ai Premi Oscar, premiato al Festival di Venezia 2016 per la migliore sceneggiatura, 1 candidatura ai Golden Globes, 3 candidature e vinto un premio ai BAFTA. Vincitore del festival di Toronto

13 BOLLETTINO 9 marzo 2017-page-001

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di Giancarlo Carmignani

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chello, agg.: quello, ma da noi è pressoché scomparso; si tratta di un’antica “forma senese” risalente addirittura al ‘300 (DEI)

chéne?, pronome interrogativo: che? cosa? che cosa? D’uso molto antiquato, per quanto tale epitesi si trovasse anche in pisano (Malagoli) 

chetassi, v.rifl. tosc.: chetarsi, far silenzio. Ha acquistato una certa notorietà, sia pur nell’ambito familiare, una battuta d’impronta chiaramente maschilista rivolta da una persona, evidentemente non istruita, alla propria moglie (che si voleva pronunziare su una determinata situazione verso l’inizio del secolo scorso, se non prima ancora) scandendo in modo marcato le parole: “Chetati te: non sai quel che tu dii!”: Sta’ zitta: non sai quello che dici!

Si pensi anche al livorn. “Ma ti ‘eti?” : La smetti di parlare?

cheto, agg. o avv. tosc.: silenzioso. Deriva dal latino  “quietu(m)” = “quieto”, rispetto al quale è chiaramente una voce di tradizione popolare (DISC) 

chiacchera, s.f.: chiacchiera, col significato di lingua, parlantina nell’esclamazione anche ironica: “Che bella chiacchera!”

 

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 14 marzo 2017 

Anche IHP tra i firmatari della Carta di Roma

Nove associazioni firmano la Carta di Roma per il recupero degli animali salvati non a fini di lucro e scrivono a Gentiloni, Galletti, Lorenzin e Bonaccini per denunciare il ritardo dello Stato

 “Necessario un nuovo quadro normativo per il riconoscimento e la promozione dei centri di recupero e i santuari degli animali, tutelando e rendendo effettiva la loro funzione di interesse collettivo”

Clicca il collegamento per scaricare il comunicato integrale CARTA DI ROMA – Giornata Internazionale della Natura

 

IHP. Cavallo positivo all’anemia infettiva equina salvo. Anagrafe equina: qualcosa si muove

Sprit 20170221_181116Cavallo positivo all’anemia infettiva equina salvo grazie a un tempestivo intervento delle associazioni che evitano la sua macellazione.

L’ennesimo episodio di “cavalli vaganti” stavolta ha preso una piega diversa e a lieto fine, ma il racconto di questa storia fa capire come le attuali norme possano essere spietate nei confronti degli equidi. In Campania, come in altre regioni, esiste il fenomeno di cavalli gestiti da pseudo allevatori che spesso operano nella più totale illegalità: cavalli comprati e rivenduti senza documenti, a volte rubati, spesso lasciati in giro a cercare cibo anche nei terreni altrui o per le strade. Nel salernitano, negli ultimi sei mesi, due cavalli sono morti di stenti, lasciati legati a un albero e segnalati solo quando ormai era troppo tardi.

Dopo le nostre denunce ne sono stati sequestrati 17 ad Agropoli qualche mese fa, e attualmente si trovano presso un Centro di incremento ippico regionale in attesa del provvedimento che consenta alle associazioni di trasferirli e trovare loro nuova sistemazione.

La storia di Spirit l’abbiamo scoperta giusto un giorno prima che venisse ucciso.

Ritrovato vagante e gravemente debilitato lo scorso novembre, era messo sotto sequestro amministrativo dal Sindaco del Comune di Monte San Giacomo (SA). Nonostante fosse privo di microchip, si era materializzato uno pseudo allevatore per rivendicarne la proprietà. Nel frattempo, però, il cavallo era risultato positivo al test per l’anemia infettiva equina: a causa dell’attuale normativa, da quel momento sarebbe stato obbligatorio gestirlo in regime di isolamento sanitario con una serie di prescrizioni. A quel punto lo pseudo allevatore ha cambiato versione dichiarando che il cavallo non era suo e dileguandosi.

Dopo 3 mesi di mantenimento presso una stalla di sosta autorizzata, il Comune ha ritenuto non più sostenibile quella situazione: così, il 30 gennaio, Il Sindaco aveva emanato un’ordinanza di macellazione. Per fortuna alcuni volontari di zona hanno avvisato Progetto Islander e IHP che, in sinergia, hanno prima convinto il Sindaco a revocare l’ordinanza e poi a farsi cedere il cavallo per trasferirlo presso il Centro di recupero IHP a Montaione.

“Il fenomeno dei cavalli vaganti sta assumendo proporzioni preoccupantidichiara Nicole Berlusconi, Presidente di Progetto Islandersoprattutto perché le autorità locali non hanno, da sole, i mezzi per fronteggiare l’atteggiamento arrogante di questi pseudo allevatori. Serve un tavolo tecnico tra Ministero della Salute, Autorità, forze di polizia e associazioni per studiare i possibili rimedi e bloccare questi abusi”.

“La vicenda di Spirit ci pone ancora una volta di fronte all’anacronismo delle norme sull’anemia infettiva equinadichiara Sonny Richichi, Presidente di IHPche prevedono misure a nostro parere eccessive e ingiustificate di fronte a una malattia poco contagiosa e con una diffusione bassissima. In casi di malattie endemiche nonché più pericolose, come ad esempio la leishmania dei cani, si sono giustamente perseguite altre strade grazie al buon senso, facendo una sana informazione e un’opera di prevenzione per contenere i rischi. Sarebbe ora che anche ai cavalli, asini, muli e bardotti venissero riconosciuti pari dignità e diritto alla vita”.

Comunicato IHP 24 febbraio 2017

 Anagrafe equina – segnali positivi dal Ministero della Salute

In una lettera inviata in data odierna al Direttore Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario del Ministero della Salute, Dott. Silvio Borrello, il Presidente di IHP ha espresso apprezzamento in merito ai contenuti di un incontro svoltosi qualche giorno fa tra la Direzione Generale e una delegazione di Fiesa Confesercenti e del Gruppo Italiano Carni Equine.

A quanto si legge nel resoconto pubblicato da Fiesa, il Ministero auspica una revisione della normativa nazionale che possa armonizzare anche per gli equidi lo stesso regime di registrazione e tracciabilità già in vigore per le altre specie animali. Non solo: il Dott. Borrello ha fatto esplicito riferimento ad una iniziativa legislativa già programmata e in attesa di essere varata dal Parlamento per realizzare l’Anagrafe Equina presso la Banca Dati Nazionale di Teramo.

Già in passato IHP si era espressa più volte in maniera critica verso l’attuale anagrafe equina – troppo frastagliata e facilmente aggirabile, tanto da favorire la “sparizione” di cavalli macellati in maniera irregolare se non addirittura clandestina – chiedendo al Ministero della Salute iniziative urgenti per modificarla e sanarne le incongruenze.

Le dichiarazioni del Direttore Generale fanno ben sperare e pertanto IHP, nella lettera odierna, ha chiesto di essere coinvolta in questo percorso, rinnovando la propria disponibilità a partecipare a eventuali incontri o tavoli di lavoro sulla possibile revisione dell’anagrafe equina.

Nuovo Consiglio Direttivo AVIS 2017-2021

La delegazione Montaionese dell’Avis  – che promuove la cultura della donazione del sangue- ha eletto lo scorso mercoledì 22 febbraio il nuovo consiglio direttivo 2017-2021.

E’ Eleonora Arfaioli, 30 anni, presente già nel consiglio precedente, nel gruppo Giovani Toscana e nella Consulta Nazionale Giovani Avis, il nuovo Presidente. La nomina è stata decisa lunedì 27 febbraio durante il primo Consiglio. Come segretario e tesoriere è stata eletta Elena Cioni, Vice-Presidente Roberto Malquori. Gli altri due consiglieri sono Claudio Rosi e Andrea Arfaioli.

“E’ senza dubbio straordinaria, -dicsedeavise il presidente,- l’eredità di impegno e dedizione che mi viene consegnata dai miei predecessori. Metterò in campo tutte le forze e l’entusiasmo necessario a rendere il sodalizio avisino ancora più forte e ancora più radicato nel tessuto civile e associazionistico di Montaione. La  cultura della donazione e della solidarietà saranno i valori fondamentali a cui ancorare tutte le iniziative e le azioni da mettere in campo nei prossimi mesi, continuando l’operato sin ora svolto e organizzando iniziative mirate alla sensibilizzazione della cultura del dono, a partire dalle scuole per coinvolgere i giovani.”

«Cogliamo l’occasione – dicono i membri del consiglio direttivo – per ringraziare tutti i donatori dell’Avis Montaione, che con il loro spirito di volontariato ed altruismo hanno contribuito ad incrementare anno dopo anno le donazioni. Il nuovo consiglio si augura di poter avvicinare la cittadinanza di Montaione al mondo della donazione di sangue, perché donare è un gesto di solidarietà e amore verso le persone che ne hanno bisogno. Chiediamo a tutti i nostri soci una presenza attiva per far crescere sempre di più la nostra associazione».

Ci rivolgiamo inoltre a tutti i ragazzi classe 1999 che nell’arco di quest’anno diventeranno maggiorenni: potete fare la differenza da quest’anno entrando nel mondo degli adulti attivamente, diventando donatori di sangue. La sede del!’ Avis Montaione è in via L. Chiti 27, vicino al Municipio e se volete maggiori informazioni potete contattarci tramite la nostra pagina facebook AvisMontaione o tramite mail montaione.comunale@avis.it oppure telefonando al 3355349558. L’invito ovviamente è rivolto a tutti coloro che desiderino ricevere informazioni sulla donazione di sangue ed emoderivati.

Fonte: AVIS Montaione

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che, s.m. quando significa malessere indefinito: così quando è preceduto dall’art. indeterminativo “un”, come quando diciamo “Ho un che” e, se il malessere è di minore entità, si può sentir dire “Ho un cheino che mi disturba”. Alla terza pers. Sing. può essere detto in riferimento al sapore di un cibo che disturba per diversi motivi. “Che” corrisponde al lat. “quid”, propriamente “qualche cosa”, passato anche in it. col significato di “un certo che” di “indefinibile, di ambiguo” (DISC). Talora “che” è usato erroneamente col significato di “dove”, mentre è ben diverso il suo significato nell’espressione “Che è che ‘un è”: “tutt’ a un tratto” o “improvvisamente” (R. Cantagalli, che però scrive “che è che unnè”). Altra espressione: “Che lavoro!”, esclamazione col significato di “Che cosa grave!” oppure, con valore antifrastico, di “cosa vuoi che sia!” per indicare rispettivamente l’accentuata o la scarsa importanza di una cosa o di un evento, espressa anche con la mimica, indubbiamente importante per la comunicazione a volte non meno delle parole

checché!, interiezione popolare di “riprovazione”: niente affatto!, collegabile come significato con macché. E’ insomma una negazione rafforzata, significando “no,no” nelle risposte, voce “tutta toscana” con la sua intensità, ma “non è più usata dai giovani” (M.P. Bini)

chèe (a Empoli anche chèche), s.f.pl. Frase: “Ha le chèe!”: ha le lune, cioè è “di cattivo umore e difficilmente trattabile”. E’ collegabile col lucchese “ghèghe” che, secondo il Nieri, sono le “glandole sotto il mento” e quindi significa “stranezze” (R.Cantagalli, che appunto spiega “chèche” con “paturnie”). Potremmo forse utilizzare anche il sing. “chea” col significato di luna, mentre  invece in pis. e livorn. significa “piccolo furto nella spesa quotidiana”; infatti “fà la chèa” -secondo V. Marchi- significa “rubare nella spesa”, insomma fare “la cresta”, come direbbero in romanesco: DEI, dizionario secondo il quale “ghèghe” (con la variante “ghènghe”) sarebbe una voce toscana “di origine espressiva” col significato di “smorfie, daddoli” ma “avere le ghèghe” significa “essere di cattivo umore”, a conferma di ciò che è stato detto sopra in riferimento al nostro “avé’ ”, cioè avere “le chee”: quest’ultima parola perciò si può considerare una forma contratta di “ghèghe” col mutamento della g in c non proprio sorprendente (così come del resto il contrario, parlando più in generale) per chi conosce bene il latino

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 7 marzo 2017 

Rino Salvestrini – In campagna come una volta

di Rino Salvestrini

Rispetta il bosco. Non andare nel bosco a prendere quel che ti pare e soprattutto non abbandonarci le cose che non ti servono più.
Non accendere il fuoco, perché con un pezzettino di legno potresti distruggere migliaia di grossi alberi. Godi del bosco: della sua aria ricca di ossigeno, del suo fresco, dei suoi colori che variano con le stagioni, dei suoi profumi, della sua pace. Ti chiediamo troppo?
Questi pochi disegni con le didascalie raccontano la storia dei nostri boschi, come erano migliaia di anni fa al tempo dei nostri antenati, così come erano ancora cinquant’anni fa al tempo dei nostricampagna
nonni.

La conoscenza della storia ci porterà a conservare i boschi anche per i nostri figli e pronipoti. Grazie.

Scarica il libro (152 pagine, pdf)

Lavori ultimati e in corso sul territorio

Direttamente dal profilo facebook del Sindaco, alcune note e fotografie sui lavori ultimati e in corso sul territorio.
-Asfaltatura della strada nella frazione di Alberi (dal ponte alla fine della frazione); qui a breve verranno realizzati, così come richiesto dai residenti, due attraversamenti pedonali rialzati per cercare di “frenare” la velocità delle auto in transito.

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– Interventi in zona Terraio, con asfaltatura di buona parte di via Buonarroti e sistemazione dei marciapiedi che necessitavano di un intervento manutentivo.
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– Completata la sistemazione dei marciapiedi di Via Matteotti. Anche qui a breve verrà realizzato un attraversamento pedonale rialzato in prossimità dell’accesso alla scuola dell’infanzia.

– Un lavoro più “modesto” ma a mio avviso importante, la sistemazione del manto stradale di Viale Filicaia, in particolare all’altezza del Consorzio Agrario, che versava in cattive condizioni.

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Infine una anticipazione, uno dei prossimi lavori che effettueremo riguarderà un importante intervento su manto stradale (rovinato dai pini), marciapiedi e aiuola di Via Salvadori.

 

Fonte: profilo facebook Sindaco Paolo Pomponi

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ceròtto, s.m.: persona dalla salute precaria, specialmente quando viene detto, talora un po’ scherzando tra amici: “Che cerotto che sei!: come sei malandato!:  infatti il cerotto viene applicato per lo più quando un individuo si è fatto male. Si tratta di un adattamento toscano dell’umbro, fra l’altro, “ceroto”, derivato dal gr. “keròton” = “unguento di cera” (DEI)

cervellone, s.m. accrescitivo di cervello. Vien detto sia in riferimento a chi capisce poco sia (più recentemente) in riferimento a chi ha un grande cervello, cioè una grande intelligenza. L’accrescitivo dà più ragione a quest’ultima accezione, mentre l’altro significato si può spiegare come ispirato dall’ironia. È vero che il suff. “-one” in alcune parole ha perduto “l’originale valore accrescitivo” finendo per indicare una “connotazione peggiorativa” (De Mauro), ma in più zone della Toscana, probabilmente per influenza dell’italiano ufficiale, sembra che si sia verificato il processo inverso in riferimento al suddetto lemma

césto, s.m.: “uomo vanitoso, pretenzioso” (M.P.Bini), ma a Fucecchio diciamo piuttosto “pretensioso”: termine, césto, che a me risulta scomparso dalla nostra zona (dove veniva detto anche ironicamente: M. P. Bini), sostituito caso mai dall’espressione “pallon gonfiato”, tanto adatta a un uomo politico italiano fin troppo noto. Pare che il lemma derivi dal “cesto della lattuga”

cestone, s.m., accresc. di cesta. Frase: “M’ha’ fatto una testa come un cestone!”: m’hai riempito il capo di chiacchiere!

 

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 28  febbraio 2017 

Castelfalfi. Torna la caccia alle uova di Pasqua.

Dopo il grande successo delle precedenti edizioni, che hanno visto la partecipazione di più di 300 bambini, si rinnova  l’appuntamento tanto atteso soprattutto dai più piccoli! A Pasquetta il Borgo di Castelfalfi si tinge di colori e di allegria, per la consueta Caccia alle Uova di Pasqua! Tutti i bambini sono invitati a partecipare a questa grande festa, in cui si divertiranno ad andare alla ricerca di piccole uova colorate per poter vincere i fantastici premi in palio, giocando all’aria aperta in tutta sicurezza grazie ai nostri animatori.

Pasqua è l’occasione perfetta per concedersi un rilassante week-end fuori porta con la propria famiglia.

Toscana Resort Castelfalfi, immerso tra le splendide colline toscane, è la meta ideale per vivere alcuni giorni all’insegna del relax e della buona cucina, senza rinunciare al divertimento che mette d’accordo grandi e piccini.

01. Castelfalfi

Per soddisfare le esigenze di tutti, Toscana Resort Castelfalfi propone un’offerta ricca e diversificata. Il Castelfalfi, nuovo hotel, punta di diamante della Tenuta, apre finalmente le sue porte per offrire ai suoi ospiti un’esperienza a 5 stelle: per chi vuole trascorrere una Pasqua esclusiva ed indimenticabile, l’offerta include un soggiorno di almeno due notti presso l’hotel e un pranzo nel nuovo fine dining La Via del Sale, guidato dall’Executive Chef Francesco Ferretti, che ha ideato per i suoi ospiti un menù dai sapori delicati e sofisticati, da gustare contemplando la splendida vista del ristorante sulle colline toscane.

Per chi invece desidera un ambiente più intimo, senza rinunciare al comfort e all’eleganza, l’hotel 4 stelle La Tabaccaia propone un pacchetto di almeno due notti ed il pranzo di Pasqua presso la Trattoria Il Rosmarino, che rende protagonisti del suo menù i piatti della tradizione toscana.

E infine il Ristorante La Rocca, guidato dall’Executive Chef Michele Rinaldi, mette in tavola un menù che combina magistralmente la tradizione pasquale toscana e l’innovazione della cucina moderna; il tutto, nell’incantevole cornice dell’antico castello medievale, impreziosito da una terrazza con una meravigliosa vista sui campi da golf.

Fonte: TOSCANA RESORT CASTELFALFI

Per info: visita www.castelfalfi.com

Località Castelfalfi, 50050 Montaione, Firenze, Italy

Tel:  +39 0571 890169 – Cell: +39 338 6587968

Fax: +39 0571 890115 – marketing@castelfalfi.it

Comunicato IHP 14/02/2017

Le fattorie del sangue che lucrano sulle cavalle gravide: un macabro business svelato da un’indagine

Cavalle mantenute costantemente incinte per prelevarne sangue da iniettare nelle giovani scrofe e incrementare la produzione di carne di maiale. Questo il circolo vizioso dell’orrore rivelato da un’indagine di Animals Angels USA e TSB Tierschutzbund Zurich

Risale al 2015 l’indagine sotto copertura delle due organizzazioni, che ha rivelato l’esistenza di vere e proprie fattorie del sangue situate prevalentemente in Argentina, Uruguay e Stati Uniti.

Il sangue delle cavalle gravide sarebbe prezioso per l’industria farmaceutica perché contenente un ormone, il PMSG (Pregnant Mare Serum Gonadotropin, o più semplicemente Gonadotropina), utilizzato per la produzione di farmaci veterinari impiegati prevalentemente negli allevamenti intensivi di maiali.

Il farmaco contenente PMGS viene infatti iniettato nelle scrofe giovanissime per indurre artificialmente – e anticipatamente – il calore e ottenere una riproduzione più veloce e controllata.

Questo si traduce in una maggiore efficienza degli impianti di produzione e in un aumento dei profitti dell’industria legata all’allevamento intensivo.

Continue reading Comunicato IHP 14/02/2017

Incontro-seminario a Montaione sui ladri 2.0

Segnaliamo questo articolo apparso su Il Tirreno:

EMPOLI. Sos furti, sia quelli reali che quelli informatici, in grande ascesa. Perché gli hacker hanno messo gli occhi anche sul circondario: da Empoli alla Valdelsa passando per Vinci, sono decine i casi segnalati. In un attimo, sottraggono i dati sensibili di un’azienda (grande o piccola che sia), mettendola in ginocchio e chiedono un riscatto per riaverli indietro.

http://iltirreno.gelocal.it/empoli/cronaca/2017/02/14/news/aziende-ricattate-dai-pirati-della-rete-1.14878317

Promemoria: assemblea annuale AVIS

sedeavisTempo di elezioni per il rinnovo del consiglio direttivo per il quadriennio 2017-2021 all’Avis Montaione. Per la presentazione delle candidature c’è tempo fino al giorno dell’assemblea il 22 febbraio, prima dell’inizio della seduta.

«Ai nostri soci, donatori e sostenitori, chiediamo solamente poco tempo da dedicare alla nostra associazione per consentire di proseguire quanto di bello e importante è già stato fatto e di scrivere insieme a i nuovi inserimenti pagine altrettanto importanti della nostra nobile attività», afferma il presidente della sezione Avis Roberto Malquori.

L’assemblea comunale dei soci Avis è stata fissata per mercoledì 22 febbraio ore 21:00 presso il Teatro Comunale Scipione Ammirato a Montaione. Gli incontri annuali sono un momento di associazione e socializzazione nei quali si discute di ciò che è stato svolto ma soprattutto per tracciare delle linee guida per l’anno successivo. L’assemblea, oltre a essere un adempimento dello statuto, è l’occasione giusta per discutere di idee e proposte per rendere migliore l’associazione, ma anche di eventuali problemi e criticità che possiamo riscontrare sia in ambito associativo che nel compiere il nostro nobile gesto della donazione». Il consiglio direttivo uscente invita chi desidera candidarsi a presentare la propria candidatura ai recapiti telefonici 3392956027, mail: Montaione.comunale@avis.it.
Cogliamo l’occasione per ringraziare uno ad uno i nostri donatori, preziosi anche nel 2016: il vostro sangue ha contribuito a curare e salvare molte persone.

Il Consiglio Direttivo

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ceppióne, s. m.: testa dura, ma in toscano “ceppicone” (forse  da “céppo” con l’ampliamento del suff. “ –one” e attestato sin dal Seicento, come apprendiamo da P.Fanfani) significa scherzosamente “testa” (DEI), invece, almeno nel fucecchiese d’un tempo, “bòbolo” ovvero dura enfiagione, si può dedurre da M. Catastini, donde, appunto, testa dura ovvero “chiorbone”

ceppo, s.m.: ciocco che, dopo essere stato “benedetto”, era usanza bruciare “la notte di Natale” nel camino (lat. “caminus” = “focolare”, mentre dal latino tardo “camminus” = “strada”, “di origine celtica” sarebbe derivato “cammino” secondo il DEI) specialmente nelle case di campagna, e quindi, per estensione, “il Natale stesso”: De Mauro, da cui giustamente si deduce che si tratta di un regionalismo toscano, mentre potrebbe essere stato più circoscritto nello spazio lo stesso termine usato per indicare i doni che venivano fatti ai bambini, ai vigili urbani e, fra l’atro, ai custodi delle scuole in occasione di tale solenne Festività. Ai primi veniva dato ad intendere che il ceppo veniva  portato dal “ciuchino” calando dal camino (ma con i carboni, come nella calza della befana la notte dell’Epifania, per i bambini che non erano stati buoni), ma poi ha preso il sopravvento Babbo Natale, mentre il ceppo per gli altri era una specie di mancia la cui usanza è venuta meno, rimanendo solo per alcuni mestieri, ma per lo più indipendentemente dal ceppo. Invece sui “ceppi”, cioè su grossi blocchi di legno, i calzolai mettevano le tomaia delle vecchie scarpe per fare il loro lavoro

Cerbaie, toponimo d’una bella zona boscosa da proteggere davvero, fra i comuni di Fucecchio, Santa Croce sull’Arno, Castelfranco di Sotto e S. Maria a Monte. Deriva dal latino mediev. “cerbaria” (Pieri), a sua volta da “cervu(m)”, essenso un tempo una zona di cervi (né vi mancavano loro predatori quali i lupi). Nel toponimo è chiaramente avvenuto il fenomeno del betacismo, cioè la trasformazione (già prima del ‘600) della –v– di cervo in –b- , in gr. “beta”, appunto

cercà’,v.tr.: cercare; passati prossimi arcaici ormai rimasti, eventualmente nel solo contado: “l’ho cerco, ma non l’ho trovo”: l’ho cercato, ma non l’ho trovato (forme entrambe contratte, com’è facile capire, per abbreviare le parole). Quando viene detto: “Ma che vai a cercà’?”, s’ intende esortare l’interlocutore a sapersi accontentare di ciò che ha, delle semplici gioie della vita quotidiana. Era diffusa anche la frase: “ ’Un cercà’ vie motose”: non cercare situazioni scabrose

 

 

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 21 febbraio 2017 

Gli aiuti in Abruzzo di IHP

Comunicato IHP 9 febbraio 2017

AGGIORNAMENTI ABRUZZO – Neve e terremoto: la nostra risposta si mangia

IHP, che già da alcune settimane sta seguendo il caso di alcuni cavalli vaganti nella zona di Lucoli – Campo Felice (AQ), ha partecipato anche all’invio di aiuti urgenti per gli animali delle zone colpite dalle calamità naturali.

Stamattina sono giunte a destinazione 13 tonnellate di foraggio, donate grazie alla sinergia tra IHP Italian Horse Protection e Il Rifugio degli Asinelli e acquistate con i fondi concessi da The Donkey Sanctuary e World Horse Welfare.

Anche per merito di quest’ultimo invio, il Centro Emergenze Zootecnia di Teramo ha chiuso il tavolo di lavoro creato per gestire l’urgenza: i nostri aiuti si sposteranno nella regione Marche.

Nei giorni scorsi erano già arrivati i primi ingenti carichi di cibo per iniziativa di The Donkey Sanctuary (in collaborazione con World Horse Welfare) e del Rifugio degli Asinelli: 19,5 tonnellate di fieno e paglia e 5 tonnellate di mangimi.

In tutto 38mila chilogrammi di cibo destinati agli animali colpiti dal terremoto e dal maltempo che nelle scorse settimane hanno flagellato il Centro Italia: ecco la nostra risposta all’emergenza.

Un ringraziamento speciale ai fornitori del Rifugio e di IHP (Cristiano Casasola di Nord Foraggi e Claudio Ferri dell’Azienda Agricola La Madonnina), che hanno regalato il trasporto come personale contributo.

Fonte: HIP targa digitale )

Nelle foto: il cibo arrivato al Centro stoccaggio di Teramo

 

Flessioni e riflessioni – Ginnastica per la mente

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Flessioni e riflessioni – Ginnastica per la mente

Iniziamo oggi una rubrica molto particolare, dedicata alla ginnastica per la mente. Saranno principalmente dei pensieri sui quali riflettere, composti da cento oppure una riga. La ginnastica mentale che proponiamo sarà composta da due fasi: la “flessione” e la “riflessione”. Entrambe le parole derivano dal latino “flectĕre”, che significa “piegare”. Nel caso della fase di “flessione”, il lettore si “piegherà” alla lettura sui temi più disparati e speriamo originali. Questi temi li tratteremo spesso in senso ironico, ma altre volte saremo seriosi, per cercare di portare alla “luce” alcuni aspetti del mondo che ci circonda. Questi elementi portati alla luce potranno così essere “piegati” e ricondotti alla propria vita quotidiana (fase di “riflessione”). Oppure buttati per sempre nel dimenticatoio. Buon divertimento. Anzi, buon allenamento.

I genitori e il freddo

di Enrico Senesi (e.senesi@montaione.net)

Durante un periodo di freddo, piogge e influenze stavo riflettendo sulla temperatura corporea e sulle diverse percezioni. Temperatura interna: il termometro? E’ uno strumento inutile per le mamme: loro sanno individuare perfettamente quando la loro piccola creatura ha la febbre o addirittura gli sta per venire. Quando la mamma, toccando la fronte del proprio figlio, pronuncerà la frase “mi sa che ha la febbre”, l’uomo risponderà “non mi sembra, anzi la mia testa è più calda della sua che anzi mi sembra fresca”. La febbre effettivamente segnalata dal termometro risulterà ovviamente a 38.7. Alla faccia della testa fresca. Non approfondiamo il fatto che la febbre intorno ai 37.2 riduce noi uomini al pari di cenci per lustrare l’auto.

Sempre meglio la classica mano sulla fronte dei moderni termometri digitali, sicuramente meglio utilizzati al posto dei dadi da gioco quando si tratta di dare dei numeri casuali.

Quando però si tratta di temperatura esterna, le mamme vincono anche qui ed hanno tre livelli di sensibilità. Pochi ma precisissimi. Eh sì; non tutti lo sanno ma la “madre” ha anche dei sensori esterni che determinano con precisione come si deve vestire il proprio figlio o figlia prima di uscire. Su tali sensori femminili ancora la scienza moderna non ha ben chiaro il funzionamento. Come ovviamente sul resto della donna.

Freddo livello 1. Quando non è più molto caldo, la mamma dirà al piccolo: “Vai fuori? Vèstiti!”.
“Vèstiti” significa infatti che non si può andare fuori senza vestito. Il motivo è perché fuori non è più tanto caldo.

Freddo livello 2. Prima, dopo o durante una pioggia oppure al primo freddo la mamma dirà al piccolo che si appresta ad uscire: “Vai fuori? Copriti!”.
“Copriti” è più di “vestiti” (livello 1).

Freddo livello 3. Il più alto livello di freddo rilevabile sul Pianeta Terra. Per la mamma è l’era glaciale. Forse peggio. Sotto i 10 gradi la mamma pronuncerà questa frase al piccolo che si appresta ad uscire: “Vai fuori? Allora tàppati!”. Ecco, il “tàppati” rende l’idea della bottiglia dove non passa più niente. Né aria esterna né liquido interno. Il “tappàto” è il livello più potente di vestizione di un essere umano, adatto tranquillamente anche alla visita dei pianeti più freddi e remoti del nostro sistema solare. Le tute della Nasa sono obsolete. Sicuramente non “tappano” abbastanza.

Esistono anche i rafforzativi di ogni singolo livello: vèstiti bene, copriti bene e tàppati bene.

Per l’uomo esistono invece due livelli ben differenti.

Freddo livello 1: “si sta bene”
Questo livello va dal caldo torrido alla nevicata.

Freddo livello 2: “è un po’ freschino”.
Questo livello è percepito quando in zona compaiono i primi pinguini.

In ognuno di questi due casi il babbo vestirà il figlio in modo inadatto (nel caso si ricordi di vestirlo). Nel caso il babbo sia demandato dalla mamma a prendere i vestiti da mettere al figlio, il pover’ uomo  si domanderà dove siano ubicati. Nel caso il figlio suggerisca al padre che forse i vestiti si trovano dentro l’armadio, si domanderà se davvero ci sia un armadio in casa e dove (cavolo) possa essere stato montato. Una volta individuato finalmente l’armadio, cercherà inutilmente il giacchetto e la sciarpa del bambino nell’anta sbagliata.

Il Castelfalfi.

Il CastelfalfiUn nuovo, esclusivo hotel sta per aprire le sue porte all’interno di Toscana Resort Castelfalfi, borgo medievale nel cuore della Toscana che vanta 1.100 ettari di terreno e più di 800 anni di storia. A partire dal 31 marzo 2017, data ufficiale dell’inaugurazione, l’Hotel Il Castelfalfi – TUI BLUE Selection offrirà ai suoi ospiti un’esperienza unica nel suo genere, coniugando in sè modernità e tradizione, lusso e semplicità, il calore dell’accoglienza italiana e la cura per il dettaglio tipica dell’ospitalità internazionale a 5 stelle.

Il Castelfalfi rappresenta la punta di diamante non solo di Toscana Resort Castelfalfi, ma anche di TUI BLUE. Il nuovo hotel è infatti la sesta struttura a far parte del brand TUI BLUE e la prima a 5 stelle. Con l’aggiunta di ‘SELECTION’ al brand, TUI BLUE individua gli hotel pentastellati che offrono un servizio eccellente per garantire un’esperienza di alta qualità. Il TUI Group, azienda leader mondiale nel settore turistico, dal 2007 investe nella riqualificazione di questo angolo di paradiso toscano.

E se non bastassero questi due brand d’eccezione a garantirne l’eccellenza, ora anche Preferred Hotels & Resorts annuncia ufficialmente la sua partnership con il 5 stelle, a pochi mesi dall’apertura, inserendolo nella sua LVX Collection.

Preferred Hotels & Resort, brand di hotel indipendenti più importante al mondo, raccoglie più di 650 strutture ricettive suddivise in 85 diverse nazioni, garantendo ai viaggiatori più esigenti un’ospitalità esclusiva e standard di qualità elevata. Come membro della Collezione LVX di Preferred, che rappresenta le eccellenze mondiali nell’hospitality, l’hotel Il Castelfalfi rispetta severi requisiti per offrire ai propri ospiti un soggiorno indimenticabile – anche grazie ai suoi servizi, come il raffinato ristorante La Via del Sale, guidato dall’Executive Chef Francesco Ferretti, La Spa, un’oasi di pace dove rigenerare corpo e mente, o i suoi bar Ecrù e Giglio Blu.

E non solo: con il programma fedeltà di Preferred Hotels & Resorts, iPrefer, gli ospiti sono premiati con punti bonus, servizi d’elite e altri benefit esclusivi per ogni soggiorno.

“La collaborazione con Preferred Hotel & Resorts rappresenta una conferma del nostro impegno per raggiungere qualità ed eccellenza”, dichiara Marco Metge, General Manager del Il Castelfalfi. “Inoltre, un riconoscimento tanto importante non solo costituisce una garanzia di qualità, ma ci dà anche la possibilità di essere più visibili sui mercati internazionali”.

Contatti Stampa Toscana Resort Castelfalfi:

Grazia Parisi: pr@castelfalfi.it | +39 340 6682748
Per maggiori informazioni, visita www.castelfalfi.com

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di Giancarlo Carmignani

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cennino (“cenno” a Firenze verso il 1863: P.Fanfani): il termine nostrale è chiaramente un dimin. di quello fiorentino e indica il lieve rintocco di una piccola campana quando sta per “entrare la messa” nella liturgia cattolica

centellino, s.m.: “piccolo sorso di vino”; voce toscana probabilmente derivata da “cento”, cioè “parte centesimale” (DEI), vale a dire molto piccola, mentre deriva da tale sostantivo (è perciò un v. denominale) il v. centellinare

cèntro, s.m.: agio, sostanzialmente, nella frase diffusa: “È tutto nel su’ centro”: è completamente a suo agio

cèo, s.m. volgare: cieco. Frase: “È diventato cèo dalla rabbia”: è diventato cieco per la rabbia, cioè  perché “sopraffatto dall’ira” (DISC)

ceppa, s.f.: “ceppo dell’albero tagliato a fior di terra” donde “crescono nuovi rampolli” ceppaia (Malagoli)

ceppatello, s.m. toscano: porcino (“Boletus edulis”), detto in tal modo per il suo “gambo grosso” sì da ricordare il “ceppo” ovvero secondo il DEI il tronco di un albero, mentre il porcino “nero” (“Boletus aereus”) da noi è chiamato leccino

 

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Presentazione del 4/2/2015,  http://www.montaione.net/il-toscanario/

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 14 febbraio 2017 

Filarmonica. Partecipazione al Carnevale di Busseto

Quest’anno, e per la prima volta, la Filarmonica Donizetti parteciperà in esibizione al Carnevale di Busseto (città natale di Giuseppe Verdi) in provincia di Parma. E’ una di quelle trasferte della Filarmonica alla quale è consentita anche la partecipazione di esterni all’Associazione fino ad esaurimento posti disponibili. Le modalità sono quelle che si leggono nel programma sottostante. Clicca sul seguente collegamento per stampare il Modulo di adesione alla gita Carnevale di Busseto con la Filarmonica

Carnevale di Busseto

Il comune premia il vincitore del concorso “San Vivaldo 1517-2017”

IL COMUNE PREMIA IL VINCITORE DEL CONCORSO “SAN VIVALDO 1517-2017” RISERVATO AGLI STUDENTI DELL’ISTITUTO “F. ENRIQUES

Martedì 31 gennaio si è svolta presso la Sala del Consiliare di Montaione, durante la seduta del Consiglio Comunale, la cerimonia di premiazione del Concorso “SAN VIVALDO 1517-2017” bandito dal Comune di Montaione e riservato agli studenti delle Classi IV e V B del corso di studio “Promozione commerciale e pubblicitaria” dell’Istituto Superiore “F. Enriques” di Castelfiorentino, coordinati dalla professoressa Luisella Giacomini.

studentiEnriquesIl concorso è stato ideato dal Comune, in collaborazione con l’Istituto Enriques, in occasione del anniversario dall’emanazione del “Breve” sottoscritto il 19 febbraio 1517 da Papa Leone X, relativo alla concessione di indulgenze ai visitatori delle cappelle di San Vivaldo, data che segna i 500 anni di San Vivaldo e della sua “Gerusalemme”. Lo scopo era quindi la creazione un logotipo che identificasse il Complesso di San Vivaldo nella sua immagine pubblica e che potesse essere utilizzato per tutto il materiale pubblicitario delle celebrazioni del cinquecentenario di San Vivaldo.

La Giunta Comunale di Montaione ha effettuato la scelta del logo vincitore sulla base dei seguenti elementi: efficacia comunicativa, valore estetico ed artistico e facilità di riproduzione.

IMG_1753Il vincitore del concorso è risultato lo studente Gabriele Vergottini, che ha presentato un progetto grafico basato su una rivisitazione in chiave attuale degli elementi che maggiormente caratterizzano San Vivaldo e la sua “Gerusalemme”: la religiosità, la natura, l’architettura. Il logo, non soltanto riporta visivamente a tali elementi, ma li rielabora in chiave contemporanea, in un progetto dal gusto estetico essenziale ma bilanciato ed attraente. Bicromatismo, alternanza di vuoti e pieni, simmetricità e modularità degli elementi grafici che lo compongono, sono le caratteristiche principali del logo scelto, che lo rendono particolarmente adatto al suo scopo identificativo e promozionale. Il progetto redatto da Vergottini prevede, inoltre, lo sviluppo di gadgets promozionali per San Vivaldo sui quali è riprodotto il logo stesso, ed anche questa ulteriore proposta –afferma l’assessore all’istruzione Cristina Martini- è stata considerata nella valutazione. Al vincitore va un premio di 250,00 euro.

In Municipio è stata, infine, allestita l’esposizione completa dei progetti grafici dei 32 alunni che hanno partecipato al concorso. A partire da Aprile, in corrispondenza del primo evento del calendario “San Vivaldo 1517-2017”, la mostra sarà spostata a San Vivaldo e sarà fruibile a tutti i visitatori.

Il Comune diventa socio di Feisct

Da giovedì 26 gennaio 2017 il Comune di Montaione è socio di Feisct – Federazione Europea Itinerari Storici Culturali e Turistici. La comunicazione ufficiale è arrivata oggi, giovedì 2 febbraio, ed è proprio il sindaco Paolo Pomponi a darne notizia tramite il suo profilo Facebook.

Vedi tutto l’articolo su Valdelsa.net: http://www.valdelsa.net/notizia/montaione-il-comune-diventa-socio-di-feisct-pomponi-partecipazione-importante

 

Biblioteca. Il programma di febbraio

La Biblioteca Comunale “a biscondola” di Montaione vi comunica le seguenti iniziative

Sabato 4 Febbraio, ore 10.30

Conferenza con Romanello Cantini

FESTA DELLA TOSCANA 2016

Agricoltura, società, comunità a Montaione e

nella Valdelsa nel periodo delle riforme leopoldine.

Martedì 7 Febbraio, ore 17

Circolo di Lettura della biblioteca

Imperdibile appuntamento per gli amanti

della lettura. Gli incontri del Circolo sono liberi e gratuiti.

Sabato 11 Febbraio, ore 10.30

Ora del racconto

Letture animate per bambini dai 4 agli 8 anni.

Mercoledì 22 Febbraio, ore 17

Un pomeriggio in biblioteca

Una biblioteca piena di sorprese. Per ragazzi dagli 8 agli 11 anni.

IN ALLEGATO PROGRAMMA FEBBRAIO 2017
clicca il seguente collegamento Programma mensile FEBBRAIO 2017

Emergenza cavalli a Lucoli (AQ): IHP presenta un esposto urgente a Prefetto e Asl

Comunicato IHP 30 gennaio 2017

Questa mattina il Presidente di IHP Italian Horse Protection Onlus ha inviato un esposto urgente al Prefetto de L’Aquila e all’Asl 1 Sulmona-Avezzano-L’Aquila in merito a un gruppo di cavalli isolati da mesi nel territorio di Lucoli. Vicenda di cui l’associazione si sta occupando da qualche giorno e che improvvisamente, venerdì scorso, ha preso una piega inaspettata: si sarebbero materializzati infatti alcuni allevatori che, dichiarando di essere i proprietari dei cavalli, hanno annunciato di caricarli questa settimana per portarli al macello.

“Da parte di alcuni allevatori senza scrupoli  – dichiara Richichi – è diffusa la pratica del pascolo abusivo, che oltre a creare danni all’agricoltura rappresenta la violazione di diverse normative, come detto prima. Gli animali, lasciati liberi di riprodursi, non vengono accuditi né foraggiati: in tal modo non si ha nessuna spesa per l’allevatore e se anche alcuni capi muoiono di stenti, oppure preda di lupi o investiti per strada, in ogni caso l’allevatore avrà sempre un guadagno dalla vendita al macello di alcuni dei capi rimanenti. Le eventuali sanzioni sono irrisorie e spesso risulta anche difficile per le autorità locali applicarle”

Per contrastare queste illegalità occorrerebbe una sinergia tra Istituzioni, forze di polizia, autorità locali e associazioni, per gestire contemporaneamente e al meglio sia l’applicazione di misure giudiziarie (sequestro preventivo o cautelativo), sia le operazioni di cattura, trasferimento, identificazione, cura e mantenimento degli animali in condizione di benessere.

IHP ha chiesto alle Autorità competenti un intervento urgente per porre sotto sequestro preventivo gli animali già localizzati, che vagano pericolosamente vicino alla strada, nonché nei pressi dei resti dell’elicottero precipitato qualche giorno fa a Campo Felice. Ha chiesto anche aiuto per individuare altri due gruppi di cavalli isolati, per poter organizzare i soccorsi.

Promemoria: conferenza di Romanello Cantini

4 febbraio 2017 – ore 10:30 – Montaione – Biblioteca Comunale

Agricoltura, società, comunità a Montaione e nella Valdelsa nel periodo delle riforme leopoldine Il progetto è stato realizzato anche grazie al cofinanziamento concesso dal Consiglio regionale della Toscana Nelle due conferenze sarà illustrata la situazione economica e sociale delle comunità valdelsane, con particolare riferimento a Gambassi, la prima, e a Montaione, la seconda, intorno agli anni della Riforma Leopoldina. La ricerca, a monte delle conferenze e che troverà spazio in un prossimo fascicolo della «Miscellanea Storica della Valdelsa», si basa su fonti inedite conservate perlopiù nell’Archivio Storico di Castelfiorentino. La consistenza demografica, le attività lavorative, la distribuzione della proprietà, l’organizzazione amministrativa delle comunità saranno esposte per capire i cambiamenti alla luce della Riforma del 1774. Particolari riferimenti verranno fatti alla conduzione della Fattoria di Pillo, per Gambassi, e all’opera di Francesco Chiarenti, per Montaione.

Vedi anche http://www.montaione.net/festa-della-toscana-due-iniziative/

 

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di Giancarlo Carmignani

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cencino, s.m.: persona considerata di nessun valore o quasi, accezione che fa venire in mente l’uso antico di “cencio” per “uomo o cosa vile” cui accenna il DEI e di cui cencino è chiaramente un dimin. Si pensi alla frase “M’è venuto a noia d’esse’ considerato cencino!”, cioè d’essere considerato uno che non ha nessuna personalità o di non essere considerato per quello che sono, bensì, per dirlo in termini locali, come “un carciofo”!

céncio, s.m.: stendardo del Palio delle Contrade a Fucecchio, così come anche il più noto Palio di Siena. Modi di dire diffusi anche in altre parti della Toscana: “Cencio dice male di straccio”: confronto fra due persone che lasciano a desiderare e che parlano male l’una dell’altra, pur avendo entrambi “gli stessi difetti” (R. Cantagalli); “ ’Un vorrei esse’ ne’ su’ cenci”, ma ancora più frequentemente “ne’ su’ panni”: non vorrei trovarmi nella sua situazione.

céndere, s.f.: cenere (M. Catastini), ma la usavano un tempo i vecchi questa parola, ottenuta con l’epentesi della –d- , più rara della –b- presente, per es., in “cambera” e “coombero”. Da notare che in lucchese esisteva la voce “céndora” con lo stesso significato, dal lat. tardo “cindra” e questo a sua volta da “cinera” (DEI). L’epentesi della –d- in céndere può essere perciò dipesa dall’influenza lucchese. Precisava comunque  G.Nerucci in riferimento proprio al termine cendere, in particolare nel contado montalese del “sotto-dialetto di Pistoia”, che la –d- è “una dentale che si frappone volentieri fra n e r a fine di riunirle”, facendo un esempio anche tratto dalla lingua greca, dove “uomo” al nominativo si diceva “anèr” e al genitivo “andròs”. Secondo M. Catastini in fucecchiese esisteva anche “cenderone”, cioè “cenerone”, termine fiorentino che indicava la “cenere da bucato” (De Mauro) ovvero il “ceneraccio”: DEI

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 7 febbraio 2017 

Raccolta differenziata: Certaldo, Castelfiorentino, Empoli, Montaione e Gambassi tra le più virtuose

Secondo i dati certificati, i Comuni toscani che hanno superato il 65% di raccolta differenziata sono 60, come da tabella sottostante. Tra questi ci sono anche i valdelsani Certaldo, Gambassi Terme, Montaione, Castelfiorentino ed Empoli.

toscana_raccolta_differenziata

Vedi tutto l’articolo su: http://www.valdelsa.net/notizia/raccolta-differenziata-certaldo-castelfiorentino-empoli-montaione-e-gambassi-tra-le-piu-virtuose

 

Avviso pubblico per l’assegnazione di orti sociali

L’Amministrazione Comunale informa che, a seguito della adozione della Delibera del Consiglio Comunale n. 59 del 30.11.2016, di approvazione del nuovo Regolamento per l’assegnazione e gestione di Orti Sociali, tutti gli interessati possono PRESENTARE DOMANDA PER L’ASSEGNAZIONE DI UN ORTO SOCIALE PER IL PERIODO 2017- 2019.

Termine per la presentazione delle domandeore 13,00 del giorno 11 FEBBRAIO 2017

Ulteriori informazioni: http://www.comune.montaione.fi.it

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di Giancarlo Carmignani

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caviglio, s.m.: “cavicchio” (M. Catastini), ma il termine era usato nel contado specialmente in riferimento agli ortaggi

cèa, s.f., ma usato e specialmente in pisano e in livornese, al pl. (“cèe”): cèca, “anguillina giovane” dal lat.  “caeca” = “cieca” (DEI). E’ usato anche in senso metaforico come nella frase: “C’ha le cèe nel capo!”: capisce proprio poco!

cécca, s.f. originariamente dimin. di Francesca, ma usato almeno un tempo nel linguaggio dei cacciatori delle parti di Fucecchio per indicare la gazza ladra e “altri corvidi tenuti in cattività” (C. Romanelli)

cecio, s.m., specialmente nel contado: cece. Anche un tempo non lontano dal nostro era tradizione  a Fucecchio mangiare pasta (specialemte pappardelle) e ceci durante la cena della vigilia di Natale.A Fucecchio esisteva il soprannome Cecia, che non sappiamo se derivi dall’aspetto del viso o, meno probabilmente, dal nome che in vernacolo fiorentino indicava quello scaldino di terracotta che veniva attaccato un tempo, d’inverno, al gancio dello scaldaletto (R. Cantagalli) del quale tale signora poteva fare uso. Più recentemente usato al maschile nella zona Serra di San Miniato.

ceccia (con la var. ancor più onomatopeica “cecce”, usata anche a Firenze), s.f. tosc. anche per il DEI, secondo cui questa voce infantile significava “seggia” (voce antica risalente al ‘300, col significato di sedia); di essa “ceccia” sarebbe “corruzione” per cui “Mettiti a ceccia!” (detto appunto  a un bambino molto piccolo) significa “Mettiti a sedere!”

cénci, s.m. pl.: nella “cucina toscana, strisce dentellate, di forma irregolare, di pasta dolce fritta, tipiche del Carnevale” (DISC), di cui viene fatto molto uso anche da noi

cencià’, v.tr.: cenciare, cioè sgominare nel linguaggio sportivo locale, come nella frase: “L’ha cenciato bene bene!”: l’ha dominato alla grande!

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 31 gennaio 2017