Golf. La nuova stagione a Castelfalfi

AL VIA ALLA NUOVA STAGIONE DEL GOLF CLUB DI TOSCANA RESORT CASTELFALFI

Riapre il prossimo 26 febbraio il Golf Club con un calendario ricco di gare e discipline. Ancora protagonista il FootGolf con appuntamenti mensili e gare nazionali

Golf Club Castelfalfi_01Dopo una breve pausa invernale, il Golf Club Castelfalfi ASD torna a far divertire i golfisti di tutto il mondo. Alla riapertura, prevista il prossimo 26 febbraio, verrà presentato il calendario del 2016 che prevede avvincenti gare che permetteranno di cimentarsi nei diversi percorsi del campo, in ogni stagione dell’anno. Lo splendido campo da golf, con le sue 27 buche immerse nel verde della campagna toscana e impreziosite da terreni scoscesi e corsi d’acqua, è ideale per qualunque livello di gioco, e permette anche ai più piccoli di muovere i primi passi sul green.

A rendere unica la proposta del Club, è la forte presenza, nel calendario 2016, di molte gare di FootGolf, la nuova e appassionante disciplina che, dopo il successo riscontrato durante l’anno passato, si è imposta con competizioni a cadenza mensile.  Proprio ad aprile e a luglio, sui campi del Resort, si disputeranno, rispettivamente, l’ottava tappa nazionale del Campionato Italiano Federazione Italiana Footgolf e la finale della Region’s Cup Toscana.

Golf Club Castelfalfi_02Non mancheranno poi le gare charity: a giugno sarà possibile divertirsi contribuendo a un’importante iniziativa benefica a favore dell’Ospedale San Raffaele di Milano. A maggio, invece, si terrà una gara della Lions Charity Golf Championship, promossa dall’omonima associazione benefica, attiva a livello nazionale per la raccolta fondi a favore dei servizi gratuiti di cani guida per non vedenti.

Golf Club Castelfalfi_03Inoltre, quest’anno, il Golf Club Castelfalfi ASD introduce una grande novità: presenterà la sua squadra composta dai soci del club che verranno scelti tramite una selezione che si terrà durante il mese di marzo. Saranno due le categorie che Toscana Resort Castelfalfi porterà in campo: maschile e femminile, con due team che prenderanno parte alle gare federali regionali e nazionali.

Per consentire anche ai meno esperti di avvicinarsi al mondo del golf, da marzo a settembre sono in programma numerosi Open Day, giornate durante le quali adulti e bambini avranno la possibilità di scoprire uno sport ideale per divertirsi e rilassarsi tra le verdeggianti colline toscane.

CLICCA SOPRA LE IMMAGINI PER INGRANDIRLE

Per maggiori informazioni, visita www.castelfalfi.it

Fonte: Golf Club Toscana Resort Castelfalfi

Il Paesaggio Ritrovato 2016: annullamento causa meteo

La prima escursione, Da Sant’Antonio alle Grotte di Maurizio, del programma Il Paesaggio Ritrovato 2016, prevista per domenica 28 febbraio, è stata annullata causa previsioni meteorologiche avverse.

Sarà cura del Comune di Montaione rendere nota successivamente la data in cui l’escursione sarà recuperata.

Fonte: Comune di Montaione

Il Toscanario

Il Toscanario, ovvero “Parole usate in zone toscane” 

di Giancarlo Carmignani

***

binoccolo, s.m.: binocolo, di cui è una var. toscana (De Mauro) e il DISC nota che la forma con la doppia –c- è attestata anche nel ‘700. Ciò dipende, a mio parere, dall’influenza di “occhio”, che, com’è noto, deriva dal lat. “oculu(m)”, oltre che da un motivo espressivo

biodolo, s.m.: pianta palustre che c’è chi confonde con la tifa, ma a Fucecchio mi risulta che sia usata comunemente la forma da definire ormai letteraria, essendo stata introdotta in letteratura dal Pascoli (DEI), “biodo”: giunco palustre (“Sparganium ramosum”). Comunque biodolo ne è una variante toscana (De Mauro) e ancor più precisamente pisana (DEI)

birignòccola, s.f.: “testa” (M. Catasini), ma è una voce scherzosa non più usata, per quanto sia collegabile con birignòccolo, quella voce toscana che è stata usata anche da Tozzi e che significa “bernoccolo” (DEI)

birignòccolo, s.m.: “bernoccolo”, ma è dalla forma sincopata brignoccolo che è derivato l’agg., usato da noi, brignoccoluto, in cui il suff. “–uto”, derivato dal latino “–utu(m)”, indica la “caratteristica” di una persona (DISC), ma anche un oggetto che presenta protuberanze ovvero, bernoccoli (DEI). Almeno un tempo birignoccolo indicava anche “un grumo di pasta” (M. Catastini)

biscancio, agg.: stupidello (M. Catastini), ma è una voce scomparsa dall’uso, per quanto specialmente nella prima parte risenta molto probabilmente dell’influenza di “bìschero”; infatti  al posto di questa offesa può essere detto come eufemismo anche “bischéncio”, per es., a San Pierino

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  http://www.montaione.net/il-toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 1. marzo 2016 

Prossimamente cinema

 

PROSSIMAMENTE CINEMA A MONTAIONE

Sabato 27 febbraio  ore 21,15 e Domenica 28 febbraio ore  17,30

E’ ARRIVATA MIA FIGLIA  (Brasile  2015)  114’  Regia: Anna Muylaert

Con: Regina Casé – Michel Joelsas – Lourenço Mutarelli – Luis Miranda 

downloadVal lavora a San Paolo come tata di Fabinho da 13 anni e vive con il senso di colpa d’aver lasciato sua figlia Jessica, a Pernambuco, nel nord del Brasile, allevata dai parenti. Superati gli esami per l’ammissione al college, Jessica si reca dalla madre a San Paolo. La convivenza non è facile, ma tutti rimangono affascinati dalla personalità e dal candore della ragazza.

 

 

Il Paesaggio ritrovato: nuova edizione

logoPaesaggioritrovato2016Un programma di escursioni alla scoperta del territorio di Montaione e oltre

Scarica il programma del “Paesaggio Ritrovato 2016” (pdf)

Prende il via in anticipo rispetto agli scorsi anni l’edizione 2016 di Il Paesaggio Ritrovato, promosso e organizzato dal Comune di Montaione.

II Paesaggio ritrovato è un programma di nove escursioni a piedi che intende condurre alla scoperta del territorio Montaione e dintorni: le meraviglie del paesaggio, i luoghi di interesse storico e naturalistico, gli ambienti più riposti, i boschi, i torrenti, le specificità floro-faunistiche nello scenario del Parco Benestare e anche oltre, con alcuni sconfinamenti.

Il ritmo lento, l’osservazione degli esemplari di piante e animali, l’illustrazione dei microambienti e degli antichi insediamenti che si incontrano lungo il percorso, sono il tratto distintivo di queste escursioni, aperte a tutti, adulti e bambini. Naturalisti, guide ambientali dell’Ecoisituto delle Cerbaie, accompagneranno i partecipanti, dando loro modo di conoscere meglio le caratteristiche dell’ambiente, e apprezzare il connubio tra natura e intervento dell’uomo che ha modellato nei secoli il paesaggio.

Primo appuntamento:
Domenica 29 marzo – Da Sant’Antonio alle Grotte di Maurizio. Le foreste remote fino all’antro dell’Eremita.

A seguire:

20 marzo – “Una discesa nel Maelstrom”. Da San Vivaldo a Ghizzano di Peccioli per Vignale, nel gorgo ndelle amene valli.

17 aprile – Dal santuario della Pietrina e oltre. Fino alle sorgenti sulfuree fra Palagio e Villagna.

22 maggio – Musicanfibia 2016. Giornata dei parchi 2016 nell’ANPIL “Alta Valle del Torrente Carfalo”

26 giugno – Montaione beach. I salti vulcanici del torrente Evola, da Alberi fino alla “Gerusalemme” di San Vivaldo

Dai superi agli inferi per il labirinto senza meta

27 agosto – Dal Santuario della Pietrina alla riserva naturale di Castelvecchio.

28 agosto – Viaggio nella riserva naturale di Castelvecchio fino al Botro ai Buchi di San Gimignano

11 settembre – Le Brèntine o “Il Paradiso Perduto”. Viaggio ai confini della foresta e del fiume.

16 ottobre – Da Iano a Toiano. Dal Borgo sospeso al paese dimenticato, passando per Castelfalfi

La partecipazione è gratuita.

Info e prenotazioni: Comune di Montaione, Servizi Turistici, 0571.699255/205, turismo@comune.montaione.fi.it;

Ecoistituto delle Cerbaie 366.3475429, a.bernardini@ecocerbaie.it.

Cinema. Turner

MONTAIONE PER UN CINEMA DI QUALITÀ

Cinema Teatro Scipione Ammirato  Piazza Gramsci ,  Montaione

Circolo del Cinema “ANGELO AZZURRO” UICC – In collaborazione con il  Comune di MONTAIONE

SABATO 20 ore 21,15 – DOMENICA 21 febbraio ore 17,30

TURNER  (Gran Bretgna 2014)  149’  Regia di  Mike Leigh,

Con Timothy Spall, Dorothy Atkinson, Marion Bailey, Paul Jesson, Lesley Manville. 

Se vuoi vedere il trailer clicca la freccia

W. Turtner, pittore paesaggista, ormai adulto nei primi dell’800 vede morire il padre cui era molto affezionato e rimane a vivere con la donna di servizio che lo aiuta nel lavoro. Amante delle donne mature ma poco incline a stabilire rapporti affettivi stabili o a impegnarsi in relazioni durature, viaggia molto per esporre e per ammirare quello che poi dipingerà.
C’è più d’un riferimento inMr. Turner al fatto che il pittore protagonista della storia sia probabilmente uno dei più grandi paesaggisti di sempre, un artista determinante nello sviluppo di quel particolare tipo di pittura. Turner è in sostanza un colosso dell’arte visiva e della sua vita Mike Leigh decide di affrontare unicamente l’ultimo periodo, quello in cui era già sufficientemente affermato da vivere il proprio status di pittore noto (con tutti i favori e i problemi che questo comporta). Turner Sebbene la scansione del film non si distacchi in nulla dai canoni del genere biografico (con poco riguardo per ciò che rendeva straordinario il lavoro del protagonista e molta attenzione alla sua vita privata), Mike Leigh cerca lo stesso di cesellare con finezza, di scena in scena, una visione del mestiere artistico. In Mr. Turner infatti ogni evento della vita privata sembra non essere capace di rimanere confinato in essa e getta più d’una luce riflessa sulla professione, si intavola così un discorso estremamente complicato, e purtroppo non sempre risolto con efficacia, sull’istinto vitale insito nell’arte.  Inaffidabile, umorale, ombroso, orso ed egoista con Turner si empatizza non senza un certo grado di senso di colpa e principalmente attraverso quella postura da mr. Hyde messa in scena da Timothy Spall, immensa antenna catalizzatrice di tutto ciò che avviene, una spugna che tutto prende e pochissimo rilascia così che ad ogni suo grugnito scatti una piccola risata. In tal senso non manca di barare Mike Leigh, di passare cioè per un po’ d’ironia così da donare simpatia ad un personaggio apertamente antipatico, riuscendo a non tradire la realtà storica e contemporaneamente guadagnare il consenso dello spettatore per giungere al suo obiettivo: la fascinazione della battaglia umana per la conquista dell’arte, vista senza sconti e senza eufemismi.  Sono infatti quelle relative all’instancabile volontà di disegnare di Turner le parti migliori di un film altrimenti meno riuscito degli ultimi straordinari ritratti umani cui il regista inglese ci ha abituato. Mr turnerMa se quella dell’artista come macchina affamata di creatività è una visione abbastanza abusata, Leigh cerca di comunicare con ancor più minuzia una forma particolare di bramosia del “vedere” come l’inizio di tutto. Il suo Turner è disposto ad ogni cosa per “vedere”, in un’epoca in cui poter ammirare un paesaggio particolare o un evento raro erano occasioni imperdibili per un occhio raffinato. In delicatissimo equilibrio tra realismo ed espressionismo, tra rappresentazione del mondo per com’è e per come lo vede il Turner visto da Leigh, con facile parallelismo, diventa il primo (inconsapevole) cineasta della storia, non tanto per i suoi quadri ma per l’atteggiamento nei confronti del’arte. Attraverso le sue alterne fortune dunque Leigh cerca di mettere in tempesta le acque che solitamente vengono rappresentate come calme. Non esalta l’artista ma, specie nella doppia chiusa, ne sottolinea l’incoerenza e la colpevole mancanza di qualsiasi pianificazione, sostituita da un famelico desiderio di “fare” dopo aver “visto”, senza logica (immancabili le beffe della critica) ma con solo istinto.

Gabriele Niola, Mymovies

 

Comunicato IHP 19 febbraio 2016

La parola fine sulla vicenda di Colleferro : tutti gli animali sono definitivamente in salvo

 

logo ihpIeri mattina si è ufficialmente conclusa la vicenda del sequestro di Colleferro, in provincia di Roma, il più grande sequestro di equidi mai fatto in Italia e uno dei più grossi al mondo, che ha visto protagonista IHP nella gestione sul campo degli animali (soccorsi, prime cure, identificazioni, ricerca di affidatari, trasferimenti, ecc…) in un’operazione senza precedenti nel nostro Paese. Per la prima volta, infatti, hanno lavorato insieme sul campo Associazioni (IHP, Rifugio degli Asinelli, ENPA, Legambiente), Forze dell’Ordine (NAS, Forestale, Polizia, Carabinieri) e Istituzioni (Ministero della Salute, Asl, Istituto Zooprofilattico).

ihpcavalloIHP ha anche coordinato l’imponente campagna di raccolta fondi che, con oltre 65.000 euro, ha finanziato quasi per intero l’operazione. Soprattutto, la nostra Associazione si è fatta carico della gestione dei cavalli, mentre il Rifugio Degli Asinelli Onlus si è occupato degli asini, muli e bardotti.

Tradotto in cifre, sono numeri impressionanti: il sequestro ha coinvolto 222 equidi (di cui 22 sono morti prima o durante le operazioni) in un’area di centinaia di ettari tra i comuni di Colleferro, Segni, Valmontone, Gavignano e Paliano. I 42 asini, muli e bardotti sono stati quasi tutti trasferiti al Rifugio degli Asinelli (qualcuno affidato a privati), mentre IHP ha seguito le sorti di ben 158 cavalli e pony: alcuni affidati a privati e associazioni, altri provvisoriamente al Corpo Forestale dello Stato e altri trasferiti presso il nostro Centro di recupero.

Le loro storie hanno commosso tutti: come Costanza e Sandra, le due puledrine trovate morenti nel fango e portate d’urgenza in clinica, di cui solo la prima è sopravvissuta; Holly, trovato con tremende ferite e curato prima in clinica e poi al centro di recupero; Panda, il puledro rimasto orfano a soli due giorni di vita. E poi Marchino, Obelix, Falcor, Luna, Ray e tutti gli altri. Ogni vita salvata ci ricorda l’inferno a cui abbiamo dovuto assistere.

Abbiamo vissuto mesi intensi e drammatici: il sequestro è iniziato in pieno inverno, a gennaio 2013, costringendoci a lavorare in condizioni proibitive, senza mezzi adeguati e senza un posto decente dove portare gli animali feriti o denutriti: abbiamo dovuto riadattare due vecchie aziende agricole abbandonate in provincia di Frosinone, luoghi fatiscenti e senza corrente elettrica, per adibirle a infermeria e paddock di prima accoglienza. E’ stato un lavoro durissimo, portato avanti a centinaia di chilometri di distanza dalle nostre sedi.

Sono stati innumerevoli i viaggi dalla Toscana e dal Piemonte per la gestione degli animali e per le tante riunioni con le Autorità. Gli ultimi cavalli (Falcor, Luna e Ray) sono stati sequestrati dopo oltre un anno dall’inizio delle operazioni. Abbiamo strappato alla morte tantissimi animali…anche se qualcuno ce lo siamo visti morire tra le braccia. Successivamente al sequestro sono nati 34 puledri, mentre 18 cavalli sono deceduti dopo l’affidamento, quasi tutti a causa delle conseguenze delle prolungate sofferenze.

L’iter giudiziario è stato lungo e complicatissimo: i legali del proprietario degli animali hanno chiesto e ottenuto da Tribunale che venisse riconosciuto incapace di intendere e di volere, evitando così la condanna. Non solo: tecnicamente, questo passo avrebbe invalidato il sequestro preventivo, col rischio di dovergli restituire tutti gli animali.

Sono iniziate attività febbrili (telefonate, riunioni, confronti serrati) e alla fine abbiamo sdoppiato la strategia, d’accordo col Rifugio Degli Asinelli: noi abbiamo continuato a seguire il procedimento penale – con i nostri avvocati Chiara Lanzillotta e Francesco De Monte – mentre loro hanno avviato una causa civile contro la famiglia del proprietario, chiedendo i danni per entrambe le associazioni per tutte le spese sostenute. Questa doppia azione è stata la chiave per salvare gli animali: ci è stato proposto un accordo, in base al quale noi rinunciamo a chiedere i danni e loro rinunciano a vantare diritti sugli animali.

Non è il 100% dell’obiettivo che volevamo (e cioè far punire il responsabile di quello scempio), ma evitare la restituzione degli animali era certamente la priorità assoluta.

Dichiara il Presidente di IHP, Sonny Richichi: <<Riesco a contenere a fatica la commozione, perché mi passano davanti tutte le scene a cui ho assistito in questi ultimi tre anni. E’ uno di quei momenti in cui provo orgoglio per essere parte di IHP e per quello che siamo riusciti a fare in questa vicenda: per aver denunciato quello che per molti anni cittadini e autorità locali guardavano impassibili; per aver ricevuto da Procure e Ministero l’incarico di gestire gli affidamenti, i ricoveri in clinica, i controlli sugli affidatari; per aver ricevuto da ENPA, Legambiente e Rifugio degli Asinelli la fiducia di coordinare la raccolta fondi; per aver sbattuto i pugni quando la burocrazia rischiava di rallentare o addirittura bloccare tutto; per aver gestito sul campo tutte le operazioni e in situazioni delicatissime – con cavalli, pony, muli e bardotti in gran parte autenticamente selvaggi e impauriti – senza che nessun animale e nessun umano si sia fatto male; per aver creato un precedente importante nel nostro Paese, di cui hanno parlato tutti i giornali e tutte le televisioni; per aver salvato la vita a centinaia di animali. Non sappiamo come siamo riusciti a fare tutto questo, da associazione giovane e con risorse limitate qual è IHP, ma lo abbiamo fatto.>>

Per tutto questo, GRAZIE. Grazie a IHP di esistere, grazie a chi ha dato il proprio contributo, a chi ha dedicato il suo tempo in qualsiasi forma. Alle associazioni Il Rifugio degli Asinelli, ENPA, Legambiente e Progetto Islander con cui abbiamo condiviso questa intensa esperienza; a Edoardo Stoppa e alla redazione di Striscia La Notizia che, dopo la nostra prima denuncia, portarono alla luce gli orrori da noi documentati; all’Unità Operativa Tutela Animale del Ministero della Salute, che ha coordinato il sequestro. Alla Clinica Universitaria di Perugia diretta dal Prof. Marco Pepe e alla Clinica Il Ceppo di Monteriggioni, per la loro disponibilità; al Corpo Forestale dello Stato e alla Polizia di Stato per aver messo a disposizione mezzi e uomini per il trasporto di gran parte dei cavalli e pony. Alle aziende Demas, Rimos, Acme e Equality per la fornitura di alcuni medicinali. All’APA di Frosinone per la fornitura dei microchip (il 95% degli equidi sequestrati non era identificato); all’Istituto Zooprofilattico Lazio e Toscana per gli esami di laboratorio; all’ASL di Frosinone, Distretto di Anagni, per la collaborazione e l’impegno.

Un ringraziamento speciale e dal profondo del cuore ai tantissimi donatori che hanno reso possibile tutto questo e alle straordinarie persone che hanno dato la loro disponibilità ad adottare gli animali sequestrati, garantendo loro cure e benessere.

Fino ad oggi abbiamo sentito il dovere morale (pur non avendo una formale responsabilità) di seguire quegli animali che avevamo salvato dalla fame e dalla sete. Da oggi siamo ufficialmente responsabili di ben 161 cavalli e pony provenienti da quel sequestro. Che si vanno ad aggiungere ai 62 del nostro Centro di recupero e ai 18 affidati da IHP e provenienti da altre situazioni. Un impegno gravoso, difficile, ma che è l’essenza di quello che esprimiamo, insieme alle tante attività istituzionali svolte dall’Associazione.

Abbiamo in progetto di realizzare un video-documentario su questa incredibile vicenda, raccontando anche le storie dei cavalli nelle loro nuove famiglie. Nel frattempo, riproponiamo il nostro video realizzato mentre il sequestro era ancora in corso:
https://www.youtube.com/watch?v=EIab3QHX6Mw

Galleria fotografica del sequestro:
http://www.horseprotection.it/dett_fotogallery.asp?id_a=579&pg=2

Congresso ANPI a Montaione

logoanpi
Sezione di Montaione

In occasione del 16° congresso nazionale dell’ANPI, la sezione di Montaione svolgerà il suo Congresso il giorno Sabato 20 febbraio 2016 alle ore 15,30 presso la sala da ballo della Casa del Popolo.

Sarà presente Silvano Sarti, Presidente Onorario Provinciale.

La sezione ANPI di Montaione è stata ricostituita in occasione del 70° anniversario della Liberazione di Montaione, avvenuta il 18 luglio del 1944. La sede è stata inaugurata il 28 febbraio scorso presso i locali della “Società Teatro del Popolo” e conta 23 tesserati.

Com’è noto l’ANPI porta avanti gli ideali propri della Resistenza, straordinario movimento di uomini e donne che liberarono il paese dal fascismo, e da cui nacque l’Italia Repubblicana, fondata sulla Costituzione.

La partecipazione del congresso è aperta a tutti i cittadini, in modo da poter creare un’occasione di conoscenza e di confronto su temi che riguardano il vivere civile, il nostro presente e il nostro futuro.

Fonte: ANPI sezione di Montaione

Comune di Montaione. Assemblea presentazione del programma 2016. L’invito ai cittadini

L’Amministrazione Comunale di Montaione  trasmette in allegato il volantino relativo all’incontro con i cittadini del Comune di Montaione organizzato dal Sindaco e dalla Giunta Comunale per la discussione sul bilancio e sui programmi dell’Amministrazione Comunale per l’anno 2016.

L’iniziativa si terrà martedì 23 febbraio 2016 alle ore 21:30 presso il Teatro Scipione Ammirato a Montaione.

Clicca per il collegamento: presentazione bilancio 2016 invito ai cittadini

Il Toscanario

Il Toscanario, ovvero “Parole usate in zone toscane” 

di Giancarlo Carmignani

***

bidalescato, agg. (ma nell’ambito familiare): fuori dell’ordinario ma in senso negativo in riferimento a un edificio troppo irregolare o a un viso butterato oppure, per restare più aderenti all’origine della parola che presenta “bidaleschi”

bidalesco, s.m.: variante toscana rustica (probabilmente per semplificare un po’), ma presente a Fucecchio, di quel “guidalesco” che è stato ripreso dal Verga, pur risalendo al ‘300 (DEI, secondo cui è attestato nel 1764 nel pistoiese Lori) e che significa  una “lesione della pelle” (come estensivamente in italiano il guidalesco: DISC), finendo per formare una specie di foruncolo

bifonchià’, ma una variante più usata da noi è “sbifonchià’ ”; comunque il verbo toscano è “bofonchiare”, v.intr.: brontolare specialmente sotto sotto, derivato da “bifonchio”: calabrone (DEI), che in effetti emette un rumore sordo, un fastidioso ronzìo simile ad  brontolìo. Si tratta di un insetto che frequenta le stalle oppure le case abbandonate di campagna e che può essere pericoloso per l’uomo specialmente se ad attaccarlo sono più esemplari. Da notare che secondo Tommaseo – Bellini bifonchiare significa esprimere “disapprovazione o malcontento” con voci per lo più “inarticolate”: significato che ha in fondo anche da noi 

bifórchio, s.m. variante di bifórco: bifolco, rozzo, ma il primo lemma è in disuso

binda, s.f.: macchina “manuale per il sollevamento di carichi a piccola altezza” (De Mauro, secondo il quale questo lemma deriva dal “alto ted.” Antico “winde” = “àrgano”), ma l’espressione toscana da noi diffusa “Ma che ti ci ’oglion le binde per arzatti?” : ma he ti son necessarie delle macchine, cioè ti occorre proprio un grande sforzo per alzarti?

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  http://www.montaione.net/il-toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 23 febbraio 2016 

Prossimamente cinema

PROSSIMAMENTE CINEMA A MONTAIONE 

Sabato 13 febbraio  ore 21,15 e Domenica 14  febbraio ore  17,30

TURNER -(GB, Germania, Francia2015) 140’  Regia: Mike Leigh;  Con: Tom Wlaschiha – Timothy Spall – Roger Ashton-Griffiths

Il film racconta l’ultimo quarto di secolo della vita del grande pittore J.M.W. Turner (1775-1851), uomo risoluto, temperamentoso e intransigente, e viaggiatore instancabile. Profondamente colpito dalla morte del padre, suo assistente ed ex barbiere, Turner si lega a una vedova che gestice una pensione sul mare, la signora Booth, ed è assillato da una sua ex amante, Sarah Danby, da cui ha avuto due figlie illegittime – ormai adulte – di cui si ostina a negare l’esistenza. E’ spesso ospite dell’aristocrazia terriera, frequenta un bordello, è affascinato dalla scienza, dalla fotografia e dalla ferrovia, è un membro anarchico ma stimato della Royal Academy of Arts, e un bel giorno si fa legare all’albero maestro di una nave per dipingere una tempesta di neve. Per tutto questo tempo è amato dalla sua devota governante, Hannah, che Turner non ricambia e usa per soddisfare i suoi appetiti sessuali, senza mai mostrare per lei alcun vero interesse o riguardo. Finirà per condurre una doppia vita, convivendo in incognito con la signora Booth a Chelsea, dove morirà, senza che Hannah lo venga mai a sapere fino alla fine.

Rilancio PMI, commercio e turismo

Comunicato tratto da: http://www.gonews.it/2016/02/11/montaione-arriva-il-piano-di-rilancio-per-pmi-commercio-e-turismo/

Riqualificazione del centro storico
1) Sostituzione di arredi vetusti con nuovi arredi, in particolare, come primo step, nei primi mesi del 2016 verranno sostituiti i cestini con nuovi contenitori in ghisa personalizzati con lo stemma del Comune di Montaione e realizzati con differenziazione per i rifiuti, visto lo spirito sostenibile di Comune “Riciclone” (dati RD 90,38% dati 2014);

2) Piano d’intervento “Piccioni”: Verranno emesse delle misure a sostegno dei proprietari di immobili del centro storico per l’apposizione di dissuasori anti volatili. Nella prima fase l’Amministrazione concederà contributi fino al 50% per la realizzazione degli interventi sulla base di un massimo concedibile per intervento e fino all’esaurimento del plafond che verrà istituito con il Bilancio di Previsione 2016. In seconda battuta, in caso di inoperosità da parte dei proprietari di immobili che accolgono gli animali, verranno effettuati interventi mirati anche con ordinanza;

3) Misure per il rifacimento di facciate: predisposizione di un bando finanziato con risorse proprie dell’Amministrazione per il restyling delle facciate del centro storico. All’interno del bando verranno particolareggiati i requisiti per l’accesso al bando e verrà quantificata la compartecipazione alle spese

Sostegno delle attività commerciali
1) Su esplicita richiesta dell’Associazione Borgo Alto, sempre all’interno del Bilancio di previsione, verranno trovate le risorse per finanziare l’acquisto di nuovi materiali e arredi (vedi Gazebo) per migliorare qualitativamente le manifestazioni ed iniziative di promozione turistica.

2) Misure per la riduzione dell’ IMU sugli immobili commerciali del centro storico: i proprietari di immobili ad uso commerciale del centro storico potranno usufruire a partire dal 2016 per 3 anni della riduzione dell’ imposta IMU di oltre il 50 % (riduzione dell’ aliquota da 9,6/1000 al 4,5/1000) in seguito alla stipula di nuovi contratti d’affitto per l’ apertura di un nuovo esercizio commerciale o il trasferimento di esercizio da fuori centro al centro storico.

Sicurezza PMI
Si procederà all’installazione di telecamere a tutti gli accessi del Comune di Montaione comprese le frazioni.

Commercio su area pubblica
Dopo la direttiva Bolkestein l’Amministrazione ha già iniziato con le associazioni di categoria il processo di concertazione del nuove regolamento che dovrebbe essere approvato entro marzo. Insieme alle associazioni rappresentative concorderemo il nuovo piano delle aree per il commercio su area pubblica proprio al fine di creare quella sinergia che ha prodotto e produce vitalità commerciale nel nostro borgo. A tal proposito l’Amministrazione nei primi mesi del 2016 provvederà alla riqualificazione di piazza Gramsci dove abitualmente viene svolto il mercato.

Eventi
Viene riconfermata la volontà di predisporre anche per il 2016 un calendario dell’Estate Montaionese ricco di eventi di qualità. Nei giorni immediatamente successivi a questo incontro, l’assemblea dei commercianti aderenti al CCN Borgo Alto ha recepito positivamente questa impostazione, confidando che dalla sinergia con l’Amministrazione Comunale possa finalmente rilanciarsi il commercio montaionese.

 

Cinema. L’amore bugiardo

MONTAIONE PER UN CINEMA DI QUALITÀ

Cinema Teatro Scipione Ammirato  Piazza Gramsci ,  Montaione

Circolo del Cinema “ANGELO AZZURRO” UICC – In collaborazione con il  Comune di MONTAIONE

  • Una commedia esistenzialista che alterna i punti di vista e svela una coppia in un matrimonio dominato dalla paura, il sospetto, il tradimento, il rimorso, la rivalsa
  • Sabato 13 febbraio ore 21,15 e Domenica 14 febbraio ore 17,30

L’AMORE BUGIARDO   (USA 2015)  140’  Regia: David Fincher

Amy e Nick sono sposati da cinque anni. Belli, colti e ammirati, hanno lasciato New York per la provincia, dove la loro relazione languisce e l’ostilità cresce. Dietro di loro la crisi economica che ha messo in ginocchio l’America e interrotto le loro carriere, davanti a loro nuvole nere che minacciano tempesta e guai, grossi guai. Licenziati dalle rispettive redazioni e dalle rispettive ambizioni, Amy e Nick provano a ricostruirsi una vita nel Missouri. Casalinga annoiata e paranoica lei, proprietario di un bar che chiama The Bar lui, la coppia scoppia il giorno del loro quinto anniversario. Amy scompare senza lasciare tracce, se non il suo sangue versato e ripulito in cucina, un tavolo rovesciato in salotto, un diario che non tarderà a essere ritrovato e un marito apatico che fatica a realizzare la sua condizione. Perché i vicini, i media, la polizia e tutti quelli che lo stanno a guardare sono davvero convinti che sia stato lui ad uccidere Amy.   A un primo sguardo Gone Girl sembra una corsa contro l’evidenza. Una corsa per scoprire le ragioni della sparizione di Amy e per dimostrare la colpevolezza di Nick.gone girl 1 Perché lui ha tutta ‘l’aria’ del colpevole. Almeno per la polizia, che cerca indizi e accumula prove, per l’anchorwoman più famosa d’America, che sottopone a un’analisi impietosa la sua vita, per i vicini, che giurano al solito di aver visto e sentito, sicuramente per Amy, che gli ha dichiarato guerra prima di scomparire, formalmente per David Fincher, che orchestra nel tempo di un’ora un thriller meticoloso, un gioco di piste, di cinismo, di follia, di fragore mediatico, di illusione romantica. Ma poi, nell’ora e mezza restante, l’autore ridistribuisce le carte e avvia un nuovo film, una commedia esistenzialista e bicefala che alterna i punti di vista e rivela, dietro la messinscena para-hitchcockiana, il grado zero di una coppia e di un matrimonio dominato dalla paura, il sospetto, il tradimento, il rimorso, la rivalsa. Come la protagonista di Kim Novak anche Amy vive due volte. La bionda (e ideale) spirale dei suoi capelli nel prologo diventa segno del film e tono del film. Accarezzata dallo sguardo di Nick, la testa di Amy dissimula cose che lui vorrebbe talmente conoscere che si decide ad aprire la ‘scatola’. gonegirl L’ultima volta che un protagonista di Fincher ha guardato sul fondo della scatola è stato in Seven, un noir cupo di cui Gone Girl replica il gusto per la messa in scena, la scelta cromatica e l’iniziazione alla verità attraverso la creazione di un mondo parallelo. Un delirante disegno che pone il protagonista di fronte alla necessità di compiere una scelta precisa e irreversibile, una scelta traumatica che gli (ri)apre gli occhi. Per Fincher la strada verso la realtà sperimenta sempre la violenza ed è segnata dal sangue, dalle ferite, dai lividi, quando non dalla morte. Amy e Nick sono come ogni altro personaggio di Fincher figli del loro tempo. A ribadirlo è il regista di The Social Network, una tragedia geek che insieme a Gone Girl dice di noi e della nostra esistenza passata a costruire un’immagine pubblica conveniente. Nella rete (sociale), nella vita reale, nel matrimonio. Amy e Nick fingono superbamente di non vedere che il loro piacere narcisistico è compreso nello sguardo degli altri, nello sguardo di chi li osserva, figuranti frustrati dalla loro felicità senza nubi. Ma alla maniera dei film di Fincher, Gone Girl interrompe la narcosi interiore dei suoi protagonisti, facendo saltare lo schema logico e le previsioni facili, diventando gioco interattivo, dove il presunto assassino diventa vittima e la vittima si fa carnefice, dove c’è solo il male, di vivere e di guardare. Gli spazi dell’innocenza, in quel luogo mentale che è la città per Fincher, sono ristretti e affondano senza remissione chi pensava di (ri)costruire. L’ambiente domestico e il quartiere residenziale immacolato, facciata edificata sopra le rovine di un centro commerciale e della crisi economica, correlano le manie dei protagonisti, interpretano la loro psicologia, illustrano la morbosa estetica della malattia, del decadimento, dell’illusione a cui non sfugge nemmeno il matrimonio con la sua pretesa di durare per sempre. Come desidera diabolicamente Amy, che prosegue il discorso di Fincher sull’emancipazione (e libertà) femminile dopo l’amica di Mark Zuckerberg, che rifiuta la sua ‘amicizia’ (The Social Network) e l’eroina di Stieg Larsson, che si vendica del suo aguzzino e diventa elemento destabilizzante del liberalismo patriarcale (Millennium). Con Amy, corpo rigido e insensibile, la donna si fa mistero angosciante, pronta a ottenere il suo potere a ogni costo e con ogni mezzo, compreso quello di invischiare la preda in una tela di ragno camuffata da felicità coniugale. Assenza mai così presente e rivelazione bionda dentro un valzer di mostri di cui segna il passo, Rosamund Pike è la perfetta antagonista di Ben Affleck, abbagliante e (im)perturbabile, che trova l’epifania in un sorriso e l’attore dentro il riscatto di un personaggio assimilabile al suo. Trasposizione del bel romanzo di Gillian Flynn, che sceneggia il film, Gone Girl è testimone e giudice di quello che siamo veramente, al di là di tutte le apparenze e della capacità di costruire e abitare un teatro della mente. Teatro in cui si mettono in scena Amy e Nick, fatti davvero l’uno per l’altra, sovrani effimeri e officianti radiosi di una cerimonia barbara, dove i ‘fedeli’ scattano selfie e contemplano soddisfatti la propria immagine sul telefonino. Dopo aver compreso che in fondo anche per gli altri la felicità è una bufala.

Marzia Gandolfi, Mymovies

 

 

Allarme meningite

Accordo dopo il vertice al Ministero: la vaccinazione sarà gratuita per tutti i cittadini della Asl Toscana Centro; ticket ridotto per chi ha oltre 45 anni e vive nel resto della Toscana

http://www.tgcom24.mediaset.it/salute/allarme-meningite-vaccinazione-di-massa-per-la-popolazione-in-toscana_2159444-201602a.shtml

http://www.gonews.it/2016/02/09/toscana-meningite-vaccinazione-gratis-per-tutti-i-cittadini-delle-province-di-firenze-prato-e-pistoia/

Il Toscanario

Il Toscanario, ovvero “Parole usate in zone toscane” 

di Giancarlo Carmignani

***

biasci’à’, v.tr.: biascicare, meno frequente biasciare, che era la forma antica derivata dall’ipotetico lat. parlato “blassiàre” d’ “orig. onom.” (DISC)

biasciantìngoli, s.m.: “persona che si esprime male” (M. Catastini), mentre il DEI, pur riferendo la giusta derivazione da “biasciare” e “intingoli”, accenna ai “biasciantìngoli”, col significato di “buono a nulla”: significato che non escludo che sussista anche nel nostro vernacolo. Che si tratti di un’offesa, per quanto scherzosa, mi sembra evidente, per quanto il suo significato letterale sia anche  in pisano quello d’ individuo che “biascia a lungo il cibo che ha in bocca” senza mandarlo giù, come fa chi mastica senza avere i denti (L. Bezzini) e perciò – viene fatto di pensare – lento di riflessi, cosa che si può ripercuotere anche nella sua capacità sia di esprimersi nel parlare sia sul piano operativo

biasciotto, s.m.: biascicotto, parola toscana: “pezzo di carta, pane o altro che uno si toglie di bocca, dopo averlo biascicato a  lungo”. Chiara la derivazione  da “biasci(c)are” (DEI). Tuttavia il termine “biasciotti” indica propriamente nella nostra zona residui di saliva agli orli delle labbra, a causa di un’infiammazione “agli angoli della bocca” (M. Catastini), non certo gradevole a vedersi

bicigrea (M. Catastini) con la variante picigrea, s.f. probabilmente derivato da “pece greca” forse per il colore: liquirizia, in fucecchiese anche liquerizia

bicicrétta, accanto a bicirétta (anche in pis.) e bigigrétta (M. Catastini), s.f.: bicicletta, che però ha preso giustamente il sopravvento in generale, derivando dal francese “bicyclette”, diminutivo di “bicycle” = “biciclo”, a sua volta dal lat. “bis” = “due volte” e quindi “due” come primo “ elemento di composti” + gr. “kýklos” = “cerchio”, essendo un veicolo “con due ruote allineate” (DISC). Così almeno nel contado veniva detto scherzosamente: “L’hai vorsuta la bicicletta? o pedala!”: hai voluto codesta cosa (sfavorevole)? o pagane le conseguenze!: espressione simile a quella che vedremo parlando del “tramme”

 ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  http://www.montaione.net/il-toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 16 febbraio 2016 

Prossimamente cinema

PROSSIMAMENTE CINEMA A MONTAIONE 

Sabato 13 febbraio  ore 21,15 e Domenica 14  febbraio ore  17,30

L’AMORE BUGIARDO   (USA 2015)  140’  Regia: David Fincher

Con:Ben Affleck, Roramund Pike,Neil Harris

Nick Dunne e sua moglie Amy sono una coppia in apparenza perfetta. Quando Amy, all’improvviso, sparisce, Nick è sospettato di averla eliminata: prima dal vicinato, poi dalla polizia quindi, grazie ai media, dall’America intera. Durante la prima ora David Fincher, concentrato nell’impostazione della storia, si diverte a sapere quello che lo spettatore non sa, un po’ come faceva Hitchcock. amore bugiardoPerò L’amore bugiardo non è un film hitchcokiano: o almeno, non lo è nell’ora e mezza successiva. Non dimentichiamo che Fincher è il regista di Seven e Fight Club, ma anche di quel The Social Network che rappresentava l’ascesa di Facebook nei toni del noir. Mentre i colpi di scena si moltiplicano e il film alterna i punti di vista, lui ci racconta soprattutto il suo: la vita è una rappresentazione illusoria a metà tra la farsa e l’incubo; il matrimonio, con le sue promesse assurde, ne costituisce l’emblema; ma la società dello spettacolo dove siamo impantanati ne è la più diabolica realizzazione.

Cinema. La famiglia Belier

MONTAIONE PER UN CINEMA DI QUALITÀ

Cinema Teatro Scipione Ammirato  Piazza Gramsci ,  Montaione

Circolo del Cinema “ANGELO AZZURRO” UICC – In collaborazione con il  Comune di MONTAIONE

  • Brillante commedia francese supportata da una sceneggiatura solida, che mescola con perfetta misura umorismo, lacrime, disfunzioni, pregiudizi e canzoni
  • Sabato 6 febbraio ore 21,15 e Domenica 7 febbraio ore 17,30

LA FAMIGLIA BELIER   (Francia  2015)  100’  Regia di  Eric Lartigau,

Con Karin Viard, Eric Elmosnino, Louane Erreira

Se vuoi vedere il trailer clicca      La Famiglia Belier – Trailer Ufficiale Italiano – YouTube

Paula Bélier ha sedici anni e da altrettanti è interprete e voce della sua famiglia. Perché i Bélier, agricoltori della Normandia, sono sordi. Paula, che intende e parla, è il loro ponte col mondo: il medico, il veterinario, il sindaco e i clienti che al mercato acquistano i formaggi prodotti dalla loro azienda. Paula, divisa tra lavoro e liceo, scopre a scuola di avere una voce per andare lontano. Incoraggiata dal suo professore di musica, si iscrive al concorso canoro indetto da Radio France a Parigi. Indecisa sul da farsi, restare con la sua famiglia o seguire la sua vocazione, Paula cerca in segreto un compromesso impossibile. Ma con un talento esagerato e una famiglia (ir)ragionevole niente è davvero perduto.

la famille belierCampione di incassi in Francia e nella stagione appena passata, La famiglia Bélier è una commedia popolare che aggiorna con note e sorrisi il vecchio tema dell’adolescente alla ricerca di un’identità stabile. Sospeso tra focolare e autonomia, il nuovo film di Éric Lartigau ‘riorganizza’ una famiglia esuberante intorno a un’età per sua natura fragile e scostante. A incarnarla è il volto pieno e acerbo di Louane Emera, ex concorrente dell’edizione francese di The Voice, che presta voce e immediatezza a un personaggio in cerca di un posto nel mondo. Se comicità e crisi si accomodano tra la rappresentazione genitoriale del futuro filiale e la tensione allo svincolo della prole, i personaggi vivono situazioni esilaranti, annullano lo scarto con l’amore e spiccano il salto verso una condizione nuova. Appoggiato su una sceneggiatura solida, che mescola con perfetta misura umorismo, lacrime, disfunzioni, pregiudizi e canzoni, La famiglia Bélier svolge una storia ben ordita in cui ciascun personaggio gioca la sua parte con effetto e sincerità, senza mai sconfinare nel pathos. Precipitando lo spettatore nel mondo ‘smorzato’ dei malentendants, Lartigau elude lo sguardo (fastidioso) dei ‘normali’ sui disabili, mettendo in scena una famiglia che quella difficoltà ha imparato a gestirla, intorno a quella difficoltà è cresciuta e su quella difficoltà si è impratichita, sentendo ogni movimento della vita. La famiglia Bélier non emoziona perché è differente ma al contrario perché è universale, si agita, si rimprovera e fa pace come tutte le famiglie del mondo. Chiusi nella sordità e in una bolla di sicurezza familiare, i Bélier si fanno sentire forte e chiaro attraverso la voce limpida di Paula e attraverso il linguaggio marcato dei segni. Linguaggio che regista e attori dimostrano di saper adottare con sensibilità dentro un film good movie alla francese, che ‘canta’ Michel Sardou. Celebre chanteur parigino, ammirato dal professore appassionato e coinvolto di Éric Elmosnino, Sardou è il tappeto musicale che ‘accompagna’ il ritratto di una famiglia in un interno domestico e in un esterno bucolico, lontano dalle città e dentro una Francia atemporale e irriducibile, che alla techno preferisce la chanson française, al formaggio di soia quello a latte crudo, alle hall degli aeroporti le piazze di paese. Per preservare ‘quella Francia’ i Bélier sono addirittura disposti a scendere politicamente in campo e a battersi ‘a gran voce’. In tempi di crisi, la commedia di Lartigau ripara nei valori di cui Paula è in fondo portatrice sana.un film che vi fara bene Perché il suo distacco dalle ‘origini’ è solo fisico, mai totale e lirico come le parole ‘segnate’ di Sardou (“Je vole”). Parafrasando la canzone, Paula “non fugge, lei vola” verso spazi e tempi di prova in cui prepararsi alla vita. Dentro una moltitudine di diversità Éric Lartigau pesca quella irresoluta dell’adolescenza e di un’adolescente che deve apprendere un ‘linguaggio’ nuovo ed evidentemente altro e incoerente rispetto a quello familiare. Ispirato al libro di Véronique Poulain (“Les Mots qu’on ne me dit pas”), La famiglia Bélier è abitato da un cast irresistibile, condotto da François Damiens e Karin Viard, genitori affatto ‘sordi’ a la maladie d’amour e a quel fiume di note impetuose che cercano una melodia. Una melodia che Paula legittima adesso con la sua voce (e le sue mani).

Marzia Gandolfi, Mymovies

 

Iniziative in biblioteca. Il programma di febbraio

La Biblioteca Comunale “a biscondola” di Montaione vi comunica le seguenti iniziative

Sabato 6, ore 10.30

Ora del racconto

Letture animate per bambini

dai 4 agli 8 anni.

Martedì 9, ore 17

Circolo di Lettura della biblioteca.

Per tutti gli appassionati di libri.

Incontro libero.


Mercoledì 24, ore 17

Un pomeriggio in biblioteca.

Una biblioteca piena di sorprese…

Per ragazzi dagli 8 agli 11 anni.

in allegato il
PROGRAMMA COMPLETO DI FEBBRAIO 2016

Il Toscanario

Il Toscanario, ovvero “Parole usate in zone toscane” 

di Giancarlo Carmignani

***

beschia, s.f.: bestia, specialmente nel contado e una volta, oltre che volg. e in preda all’ira, mentre la sostituzione opposta della –t- alla –c- seguita dalla –h- non era affatto inconsueta in toscano, come vedremo in seguito, per es., in un vocabolo meno volg. come “stioppo” al posto di “schioppo”, quasi come se si trattasse di una forma di ipercorrettismo come “carti” invece di “arti”

beúta, s.f. pop.: bevuta, con dileguo della –v- intervocalica come in “beitore”: bevitore : termini che erano entrambi molto diffusi un tempo dalle nostre parti, così come lo erano purtoppo l’ignoranza e l’alcolismo

bévere, v.tr.: bere, dal latino “bibere”, un tempo usato anche nel nostro vernacolo mentre questa forma antica sarebbe tuttora “viva  nei  dial. merid. e settentr.” secondo il DEI

bezziato, agg.: bezzicato, voce toscana che significa quasi “butterato” (M. Catastini) cioè coperto di “butteri”, sì da far venire un po’ in mente chi è stato colpito dal vaiolo (DISC). Significa anche dal viso come punzecchiato, beccato, pizzicato. Non per niente a Fucecchio esisteva il soprannome “Bezziato”,  ma il termine è in declino e in Toscana esiste il v. “bezzicare” in senese e in amiatino col significato di “beccare”: verbo da cui esso deriva, incrociato con “pizzicare” (DEI); che poi da noi sia caduta per dileguo la –c- intervocalica non è certo una novità

bia, s.f.: bica, cioè “micchio” (conico) di covoni; rifacimento toscano (ma pis. e lucc. “biga”) del settentr. biga che deriva dal long. biga” (DEI). Che a Massarella dicessero al pl. “bie” non sorprende infondo, tenendo presente che il dileguo della –c- intervocalica è molto diffusa nel nostro vernacolo, ma penso che in questo caso anche da noi il dileguo abbia finito per cedere alla parola corretta

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  http://www.montaione.net/il-toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 9 febbraio 2016 

Cuoche in punta di dita

Il giorno domenica 31 gennaio 2016, dalle ore 08.30 circam avranno luogo nel capoluogo di Montaione, con prevalenza nelle vie e piazze del centro storico, le riprese per un programma televisivo su Montaione.
Il programma, un format dal titolo Cuoche in punta di dita, è destinato alla messa in onda su alcune reti digitali nazionali, tra le quali l’emittente Alice TV, e per questo riteniamo sia una ottima occasione per promuovere ulteriormente la conoscenza del nostro borgo.
Le operazioni di ripresa di domenica 31 gennaio saranno rivolte in particolare alla produzione di materiale filmato per la composizione della sigla iniziale del programma, e si svolgeranno nella fascia oraria 8.30-13.30.
Nell’occasione sarà molto utile e gradita la presenza di tutti i cittadini di Montaione che volessero contribuire a rendere vivaci e animate le vie del paese.
Certi che lo spirito dell’iniziativa sarà compreso, e confidando di incontrare molti di voi domenica mattina 31 gennaio, vi ringraziamo per la collaborazione e ci scusiamo per i disagi che eventualmente potranno derivarne.

Fonte: profilo facebook del Comune di Montaione

Cinema. Welcome to New York

MONTAIONE PER UN CINEMA DI QUALITÀ

Cinema Teatro Scipione Ammirato  Piazza Gramsci ,  Montaione

Circolo del Cinema “ANGELO AZZURRO” UICC – In collaborazione con il  Comune di MONTAIONE

  • Sabato 30 ore 21,15 e
  • Domenica 31 gennaio 2016 ore 17,30

WELCOME TO NEW YORK  (USA  2015)  120’  Regia di  Abel Ferrara,

Con Gérard  Depardieu, Jacqueline Bisset, Drena De Niro, Paul Calderon, Amy Ferguson

Se vuoi vedere il trailer clicca      Welcome To New York – Trailer 

Devereaux è a capo del Fondo Monetario Internazionale e sta per annunciare la propria candidature alle elezioni presidenziali francesi quando un’accusa di stupro nei confronti di una cameriera d’albergo lo porta all’arresto mutando profondamente il corso della sua vita.  Abel Ferrara, ispirandosi al caso Strauss-Khan (ma prendendone al contempo le distanze per quanto riguarda la ricostruzione degli aspetti privati della vicenda nel testo che introduce al film) prosegue la propria indagine sugli abissi dell’animo umano. Lo fa aprendo il suo lavoro in modo inusuale con la dichiarazione dell’artificio grazie a una pseudo intervista a Gerard Depardieu che spiega perché ha accettato il ruolo di un personaggio che detesta. Da lì prende il via un film notturno e cupo come le profondità insondabili dell’animo del protagonista. Il tema della colpa e dell’eventuale possibilità di una redenzione ha sempre attratto il regista newyorkese che qui si spinge fino a citare un maestro, autore di un cinema distante anni luce dal suo, François Truffaut, quasi riconoscesse in lui una possibilità di illuminazione anche per chi vive nel buio della disillusione come il suo Devereaux. welcome to new york
Welcome to New York più che come un’analisi del Potere va letto come la disamina di una patologia. Ma non si tratta solo di una sesso dipendenza (come potrebbe far credere la prima parte del film e come lo stesso Devereaux si autodiagnostica). In un film che non ha nulla del machismo di cui è stato accusato (non tutte le donne gli si concedono e i suoi grugniti, associati alla corporeità in disfacimento di Depardieu, contribuiscono a testimoniare esattamente il contrario) Ferrara va oltre. La colpa di cui giorno dopo giorno si è macchiato Devereaux è stata quella di considerare le donne come cose e la vita come un deserto arido in cui ogni ideale appassisce e muore. La coazione a ripetere che lo spinge a cercare il sesso non distinguendo più tra quando è consenziente (anche se a pagamento) e quando invece non lo è, si rivela direttamente proporzionale all’imputridimento dei suoi ideali.  Quella redenzione che il regista continua a cercare nei suoi film non è per lui. Non è per un uomo che è ormai convinto che nessuno vuole essere veramente salvato. Il Devereaux di Ferrara non può salvarsi (anche se forse nel profondo lo vorrebbe) neppure da se stesso.   Giancarlo Zappoli, Mymovies

 

 

L’Aperilibro

La Biblioteca Comunale “a biscondola” di Montaione vi comunica la seguente iniziativa

Giovedì 4 Febbraio 2016, ore 19.00

L’APERILIBRO
A cura di Promocultura
in collaborazione con Bar Pasticceria AbraCalabria di Montaione

APERITIVO IN BIBLIOTECA
CON I GIOVANI LETTORI (over 18)

Incontro libero e gratuito

Cinema. Il grande dittatore

MONTAIONE PER UN CINEMA DI QUALITÀ

Cinema Teatro Scipione Ammirato,   Piazza Gramsci ,  Montaione

Circolo del Cinema “ANGELO AZZURRO” UICC – In collaborazione con il  Comune di MONTAIONE

  • MERCOLEDI 27 gennaio 2016 ore 21,15
IL GRANDE DITTATORE  (USA 1940)  126’  Regia di  Charles  Chaplin,

Con Jack OakieCharles ChaplinPaulette GoddardHenry DaniellReginald Gardiner.

Se vuoi vedere il trailer clicca      TRAILER IL GRANDE DITTATORE (MANFREDI) – YouTube

Torna il capolavoro del 1940 nella versione restaurata che fu concepita dal regista. Un film realizzato nonostante i boicottaggi e le difficoltà che dopo 75 anni parla ancora al mondo

Primo film interamente parlato di Chaplin, è una geniale satira antinazista realizzata quando le armate del Terzo Reich avevano ormai soggiogato l’intera Europa. Tra le sequenze da antologia, la danza di Hynkel con il mappamondo e i “duetti” con Napoloni/ Mussolini.

 Tra censura e autocensura, la vita del Dittatore in Italia.Il film, che negli Stati Uniti rimase in cartellone per quindici settimane diventando uno dei più grossi successi commerciali di Chaplin, naturalmente ha avuto una vita travagliata nel nostro paese. Uscito verso la fine della guerra in una versione con didascalie fu un mezzo flop, Chaplin tentò di farlo arrivare nei cinema nuovamente nel 1960, ma fu bloccato dalla censura (temevano che i neofascisti che avevano attaccato le sale dove si proiettavaIl generale della Rovere assaltassero le sale). Soltanto nel 1972, sulla scia dell’Oscar alla carriera a Chaplin e del Leone d’oro che la Mostra del cinema di Venezia per l’insieme della sua opera, il film riuscì nel nostro paese doppiato da Oreste Lionello con un buon incasso. Ma il film rispetto all’originale mancava di cinque minuti ovvero la scena di Hynkel che balla con la moglie di Napoloni, decisione che fu presa per rispetto ne confronti di Donna Rachele che era ancopra viva. Oggi il film torna nelle sale italiane esattamente come il suo regista lo aveva concepito e nella sua lingua originale.

da Il Circolo del Cinema “L’Angelo Azzurro”

Per la recensione clicca il collegamento Il grande dittatore

 

Il Toscanario

Il Toscanario, ovvero “Parole usate in zone toscane” 

di Giancarlo Carmignani

***

bernècche, s.m. inv., voce toscana che si trova peraltro solo nelle locuzioni “andare” o “essere” (nel nostro vernacolo rispettivamente “andà’ ” o “èsse’ ”) “in bernecche” (De Mauro): “essere ubriaco”: DEI, che considera tale voce fiorentina e espressiva, così come lo è il francese dialettale “berlique, berloque” = “essere ubriaco”: in fondo anche chi è “berlicche berlocche”, come viene detto ancora dalle nostre parti, può dare l’idea dell’instabilità un po’ come la dà l’ubriaco, anche se la prima parte del termine può far venire in mente il Berni, poeta dallo “stile burlesco” a cui a ccenna il De Mauro

berrettaio, s.m. Frase “Urla come un berrettaio!”: urla tanto, forse perché c’era chi faceva questo tra chi vendeva  berretti, ma è un termine in disuso anche perché chi lo fa più il berrettaio dalle nostre parti?

bertivèllo, s.m.: bertuello, rete per la pesca “a camere distinte dove il pesce entra, ma non può uscire” (M.P. Bini), ma il termine vernacolare è più vicino (tenendo presente la trasformazione  per betacismo della v- in b- e in senso opposto per spirantizzazione della –b- in –v-) all’ipotetico lat. “vertibellu(m)” = “bertovello” cui accenna il DEI

bertuccia, s.f.: donna troppo civettuola e anche antipatica; voce derivata (sia pure con significato diverso, secondo il DISC) dal nome proprio Berta, che poteva significare “donna chiacchierona”. E’ osservato nel DELI che tale nome personale era usato in senso spregiativo già nel Medioevo, in contrapposizione a “Ser Martino”: nome, quest’ultimo, che ritengo sia stato dato a un uccellino dai colori molto belli come il Martin pescatore, anche per tale motivo. Invece l’accezione sfavorevole del lemma in questione (attestato già dal ‘200 nella nostra letteratura) può derivare dal “temperamento piuttosto eccitabile” presentato dalla scimmia con tale nome che vive anche a Gibilterra

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  http://www.montaione.net/il-toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 2 febbraio 2016 

Cinema. L’attesa

MONTAIONE PER UN CINEMA DI QUALITÀ

Cinema Teatro Scipione Ammirato – Piazza Gramsci,  Montaione

Circolo del Cinema “ANGELO AZZURRO” UICC – In collaborazione con il  Comune di MONTAIONE

  • Sabato 23 ore 21,15 e Domenica 24 gennaio 2016 ore 17,30
(Italia –Francia  2015)  100’  Regia di  Piero Messina,

Con Juliette Binoche, Lou de Laage, Giorgio Colangeli, Domenico Liele.

Se vuoi vedere il trailer clicca la freccia

Nel paese siciliano,  poco distante dalla villa in cui Anna vive con il fedele inserviente Pietro, si è appena tenuto un funerale e la donna è stravolta dal dolore. Arriva però dalla Francia la giovane Jeanne, fidanzata con il figlio Giuseppe, la quale, quando riesce ad incontrarla, desidera sapere perché images (1)Giuseppe non si sia presentato per accoglierla. Riceverà risposte che occultano la verità perché la stessa è troppo dura per confessarla persino a se stessa.  Piero Messina al suo primo lungometraggio ha centrato l’obiettivo vanificando subito i sospetti di chi, sapendolo aiuto regista di Sorrentino, temeva che fosse affetto da qualche forma di manierismo ereditato dal maestro. Non è così, se si esclude la sequenza peraltro significante dei titoli di testa. Dichiarando la propria remota fonte di ispirazione in “La vita che ti diedi” di Pirandello il regista mette invece in gioco la propria sicilianità (è nato a Caltagirone) depurandola immediatamente da qualsiasi notazione folcloristica per porre invece al centro lo spazio, sia esso quello degli interni della villa su cui pesa il senso della perdita che quello del paesaggio che la circonda. Evidenzia poi uno sguardo attento alla ritualità più ancestrale quando fa della processione della Settimana Santa un momento nodale della vicenda. Perché quella che viene narrata è la storia di una Passione (si pensi alla prima fondamentale inquadratura) vista però dal punto di vista della Mater Dolorosa. Anna non può e non sa accettare la separazione da Giuseppe e nel momento in cui si trova davanti Jeanne comprende di avere l’inattesa opportunità di poter prolungare, suo tramite, la presenza di chi non c’è più. Il progressivo avvicinamento tra le l'attesadue donne (che Messina presenta come entrambe di origine francese facilitandone quindi la comunicazione) dovrebbe proteggere la giovane da un dolore difficile da gestire ma in realtà è fondamentalmente funzionale al bisogno inconfessabile della madre. L’attesa di chi non c’è (o non c’è più), grazie all’interpretazione della Binoche ma anche a quella per nulla intimidita di Lou De Läage, diventa così uno scavo nelle dinamiche di un’elaborazione di un lutto da un lato e di una ipotetica presa di consapevolezza di una separazione da qualcuno che è ancora vivo dall’altro. Una delle domande a cui spetta allo spettatore fornire una risposta personale è quale sia la più difficile da superare.

   Giancarlo Zappoli, Mymovies

——****——-

Addio a Ettore Scola, maestro del cinema

Il grande regista aveva 84 anni. L’avevamo contattato qualche tempo fa comunicandogli la nostra intenzione di premiarlo con la ottava edizione del GIGLIO d’ORO. Ettore ne era lusingato e ci aveva dato la sua disponibilità, purtroppo non lo potremo più incontrare, ma ci impegniamo a tenere viva la sua memoria con il suo cinema che ha raccontato l’Italia. 

Cliccando il collegamento leggi Ricordo di Ettore Scola

da Il circolo del cinema “L’Angelo Azzurro”

Festa di San Sebastiano Martire, patrono dei Vigili

Nell’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa, la Festa del Patrono dei Vigili Urbani, San Sebastiano Martire,  sta diventando un appuntamento annuale.

Celebrata per la prima volta lo scorso anno nella Collegiata di Empoli per volontà della comandante della Polizia Municipale dell’Unione dei Comuni Annalisa Maritan, quest’anno si è spostata a Montaione nella chiesa di San Regolo e l’antistante Piazza della Repubblica. La Festa del Patrono è l’occasione per celebrare anche la Festa del Corpo di tutti i comandi dei vigili dell’Unione.

Ieri 20 gennaio a Montaione erano presenti S.E. Mons. Silvani, Vescovo di Volterra che ha officiato la S. Messa nell’Arcipretura di San Regolo al cospetto di tutti i comandanti territoriali e sindaci dell’Unione. Erano presenti anche il vice prefetto Rosa Milano e i rappresentanti di tutte gli altri corpi di polizia.

Dopo le celebrazioni nella chiesa, l’attenzione si è spostata presso la Sala del Cinema S. Ammirato dove la Comandante Annalisa Maritan ha esposto un sunto delle attività durante il 2015, il Sindaco di Empoli e Presidente dell’Unione Brenda Barnini ha espresso il proprio saluto e ringraziamenti al Corpo, come anche il sindaco ospitante Paolo Pomponi ha porto il saluto del Comune di Montaione e  i ringraziamenti a tutti i presenti.

A noi di Montaione.Net viene in mente una simpatica poesia di Gianni Rodari con la quale vogliamo idealmente salutare i Vigili che, riteniamo, svolgono un prezioso lavoro a beneficio di tutta la cittadinanza.

Il vigile urbano  (poesia di Gianni Rodari)
images (2)Chi è più forte del vigile urbano?
Ferma i tram con una mano.Con un dito, calmo e sereno,
tiene indietro un autotreno:cento motori scalpitanti
li mette a cuccia alzando i

guanti.

Sempre in croce in mezzo al baccano:
chi è più paziente del vigile urbano?

 

 

 

Palio di Buti, muore il cavallo Golden Dawn. Le drammatiche immagini

Un altro cavallo morto per la tradizione. E’ questa la sintesi amara di quanto successo a Buti, in provincia di Pisa.

“Inutile chiedere conto agli organizzatori, così come al pubblico accalorato a bordo pista: per loro tutto è stato fatto al meglio, il percorso è sicuro, i controlli accurati…e se muore un cavallo è sempre per qualcosa di imprevedibile”, dichiara Sonny Richichi, Presidente IHP.

“Inutile spiegare loro che un cavallo, per le sue caratteristiche di specie, messo in una situazione come quella di un palio è automaticamente esposto al rischio di incidente. Chiamarla casualità è pura ipocrisia.”

IHP attenderà l’esito dell’autopsia per valutare eventuali iniziative.

Montaione: al via un imponente programma di lavori

webcam001.phpCon le novità introdotte dall’ultima Legge di Stabilità, che consente di utilizzare risorse accantonate dai Comuni e finora bloccate nel rispetto della normativa sul Patto di Stabilità Interno (quali quelle dell’avanzo di amministrazione), anche il Comune di Montaione potrà dar corso a partire dalle prossime settimane a lavori già precedentemente finanziati e assegnati, nonché a nuovi interventi appaltati proprio entro la fine dell’anno appena concluso. Ulteriori lavori e acquisti di attrezzature saranno effettuati con le risorse provenienti da economie realizzate nel corso dello stesso esercizio 2015.

Con l’inizio del nuovo anno è quindi opportuno informare i cittadini sui lavori e gli acquisti cui il Comune sta mettendo mano, investendo una somma di circa 1 milione di euro, che rappresenta una enormità per un ente locale delle dimensioni di Montaione.

Questo l’elenco dei principali interventi in programma:

– Riqualificazione di Piazza Gramsci;
– Collegamento Piazza Gramsci/Parco dei Mandorli;
– Realizzazione area gioco polivalente presso ex campo da tennis del Parco dei Mandorli con sostituzione del tendone;
– Sostituzione copertura e realizzazione di chiusura perimetrale rimuovibile delle aree esterne bar/cucina del Parco dei Mandorli;
– Rifacimento di vari marciapiedi con interventi anche su asfaltatura: Via Matteotti, Via Togliatti, Via De Gasperi, Via Berlinguer, Via Amendola, Frazioni;

– Sistemazione di Via del Cimitero;
– Rifacimento Area di servizio camper di Piazza Nunziatina;
– Sostituzione impianti di pubblica illuminazione con impianti a LED (totalità corpi illuminanti ad eccezione del centro storico);
– Realizzazione impianto di videosorveglianza su tutto il territorio comunale;
– Rifacimento di parte del tetto della scuola elementare e dell’edificio comunale;
– Installazione di nuovi cancelli per il parco della scuola elementare e per nuovo accesso alla scuola dell’infanzia;
– Manutenzione straordinaria degli infissi dell’edificio comunale;
– Manutenzione dello stadio comunale in sintetico;
– Rifacimento segnaletica stradale e acquisto nuova segnaletica verticale (cartelli);
– Realizzazione di una nuova cappella presso il Cimitero del capoluogo e ristrutturazione di una cappella esistente, oggetto di estumulazioni;
– Acquisto di proiettore digitale per sala cinematografica;
– Acquisto di tende oscuranti per le scuole;
– Acquisto arredi urbani per il centro storico;
– Acquisto di decespugliatore per trattore per taglio erba;
– Acquisto lavasciuga per pulizia pavimentazione della palestra comunale.

“Tutto questo è possibile – dice il Sindaco Paolo Pomponi – grazie al Governo che ha creato le condizioni legislative per sbloccare risorse importanti a lungo immobilizzate. PaoloPomponiMa è anche merito del Comune di Montaione il quale, come tutti quelli della nostra area, ha avuto e continua ad avere i conti in ordine, frutto una gestione oculata delle risorse. Desidero quindi ringraziare la nostra struttura tecnica che a fine anno, con uno sforzo encomiabile, dati i tempi ristretti, ha consentito di progettare e affidare una gran mole di lavori e di commissionare un’importante serie di acquisti. Questi interventi sono in linea con il nostro programma elettorale, riguardando in particolare quelle che sono le priorità del nostro mandato: la viabilità, la scuola, il centro storico, gli spazi e edifici pubblici. A breve faremo conoscere ai cittadini anche le nostre proposte per l’utilizzo delle risorse disponibili sul bilancio 2016 che, posso già anticipare, si muoveranno nel solco degli interventi appena elencati. Per la realizzazione dei progetti per l’anno 2016 e successivi, l’Amministrazione Comunale si aspetta un importante contributo dai nostri giovani che stanno partecipando al laboratorio di progettazione Montaione, un paese da vivere.”

Il Toscanario

Il Toscanario, ovvero “Parole usate in zone toscane” 

di Giancarlo Carmignani

***

 

benino, avv. in vernacolo è più un vezzeggiativo che un diminutivospecialmente quando si dice  affettuosamente a una persona, magari prendendola per il “ganascino”, avendo con lei confidenza, “Ti va benino, eh?”: ti va proprio bene, vero?

béo, s.m.volg.: becco, cornuto, tradito dalla moglie, con scomparsa addirittura della doppia – c –  e non solo di quella intervocalica, come avviene molte volte nel nostro vernacolo

bèr, agg.: bel (forma tronca di bello), come nel pisano, per esempio davanti a “discorso” nella frase antifrastica ovvero ironica: “E’ un ber discorso!” in riferimento ad un’affermazione che non condividiamo. Viene però detto seriamente quando diciamo, per esempio:”E’ un ber cane!” : è un cane bello! oppure “Ber mi esse’ ne’ su’ piedi!”: come mi piacerebbe trovarmi nella sua situazione!

bercià’, v.intr.: “gridare, urlare; voce tosc. (fior., pis., pist.)”: DEI, ma più ancora di “berciare”, lo è “sberciare” (De Mauro), nel vernacolo nostro “sbercià’” col pref. s- intensivo: da entrambi questi verbi derivano i due s. m. toscani “bèrcio” e “sbèrcio”: “grido sguaiato” ( De Mauro)

berlicche, s.m.: “nome scherzoso del diavolo”, ma passa a significare “volubile” deduciamo dal DEI, per es. nella frase espressiva come mostrano le due varianti: “Fa’ Berlicche Berlocche!”: cambi parere tanto rapidamente e in modo indisponente?

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  http://www.montaione.net/il-toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 26 gennaio 2016 

Cinema. Il mio amico Nanuk + Non essere cattivo

Questo fine settimana un tenero film per ragazzi e il film postumo di Claudio Caligari (morto a maggio 2015 dopo una lunga malattia e autore del film cult Amore tossico), prodotto da Valerio Mastrandrea,  presentato fuori concorso all’ultima Mostra del cinema di Venezia. Scelto inizialmente per la candidatura all’Oscar per il miglior film straniero è stato poi escluso (grazie al mercato!). Vi aspettiamo.
Il circolo del cinema “L’Angelo Azzurro”

SPECIALE RAGAZZI

Sabato 16 ore 15,30 e Domenica 17 gennaio 2016 ore 15
IL MIO AMICO NANUK (Italia-Canada-USA 2014) 98′ Regia: Brando Quilici – Roger Spottiswoode
Con: Dakota Goyo – Goran Visnjic – Bridget Moynahan – Kendra Leigh Timmins

nanukTra i ghiacci del Canada settentrionale, il piccolo Luke scopre che un giovane cucciolo di orso polare è stato separato dalla madre. Ponendosi come obiettivo quello di trovare un modo per ricongiungere i due, Luke trova l’aiuto di Muktuk, mezzo Inuit e mezzo canadese, che conosce bene il territorio dove vivono gli orsi polari. Per portare a termine la missione, Luke dovrà imparare a proteggere se stesso e il cucciolo dai pericoli della natura selvaggia.

Clicca la freccia del seguente collegamento per vedere il trailer

—————————————°°°°°———————————————

Sabato 16 ore 21,15 e Domenica 17 gennaio 2016 ore 17,30
NON ESSERE CATTIVO (Italia 2015) 100’ Regia di Claudio Caligari,

Con Luca Marinelli, Alessandro Borghi, Silvia D’Amico, Roberta Mattei

Se vuoi vedere il trailer clicca

 NON ESSERE CATTIVO – Trailer Ufficiale HD – YouTube

non essere cattivoOstia, 1995 Vittorio e Cesare sono amici da una vita, praticamente fratelli. Cresciuti in un quartiere degradato campano di espedienti, si drogano, bevono e si azzuffano con altri sbandati come loro. A casa Cesare ha una madre precocemente invecchiata che accudisce una nipotina malata, la cui madre è morta di Aids. Vittorio invece sembra non avere nessuno al mondo, e quando incontra Linda vede in lei una possibilità di costruire una vita normale. Trova lavoro e cerca di coinvolgere anche Cesare, che nel frattempo si è innamorato di Viviana, una disperata come lui ma piena di voglia di costruirsi un futuro. Riusciranno Rosencrantz e Guildenstern a diventare protagonisti della loro vita? L’ultimo film di Claudio Caligari, 17 anni dopo L’odore della notte, è un altro excursus nei luoghi oscuri non solo dell’hinterland romano, ma dell’animo umano e della società contemporanea, raccontato attraverso due figure di confine, l’una encomiabile per la sua volontà di tirarsi fuori dalle sabbie mobili della propria condizione, l’altra patetica per l’incapacità strutturale di farlo. In certi luoghi e certe circostanze non essere cattivo, per citare il titolo, non è una scelta, perché per sopravvivere alla violenza e alla prevaricazione che ti circonda devi tirare fuori la tua natura peggiore, e possibilmente un “ferro”. Al di là di una trama piuttosto prevedibile e molto già vista al cinema, ciò che colpisce di Non essere cattivo è l’energia vitale di cui è imbevuto, la fame di rivalsa, la voracità con cui Vittorio e Cesare azzannano la vita, strappandone brandelli di carne viva. La fotografia (di Maurizio Calvesi), lucida e colorata al neon, crea un 3D “de noantri”, un bassorilievo pagano. Anche l’archeologia suburbana è messa a frutto per delineare un universo coatto e coattante, un pianeta selvaggio dove è inevitabile sentirsi marziani, come marziano doveva sentirsi Caligari rispetto a gran parte della inciviltà contemporanea.
Luca Marinelli nei panni di Cesare è irriconoscibile rispetto alle sue interpretazioni cinematografiche precedenti e rivela una cifra comica tutta sua, anche se in filigrana si intravede quella che avrebbe potuto essere in quel ruolo l’interpretazione di Valerio Mastandrea, produttore del film e interprete de L’odore della notte. E Alessandro Borghi è una rivelazione nel ruolo meno centrale di Vittorio, che passa dalle allucinazioni cocainomani alla tenerezza del buon padre di famiglia senza mai perdere credibilità. Paola Casella, Mymovies

Ben Fare – La qualità ed il benessere nelle RSA

Seminario regionale sul Benfare a Villa Serena.
Venerdì 15 gennaio 2016 si terrà a Villa Serena, a Montaione, un importante seminario a livello regionale sul Ben-fare nelle RSA. La manifestazione è promossa dal marchio Q&B, gestito da Kairos e da UPIPA di Trento, patrocinato dall’Unione dei Comuni Circondario dell’Empolese Valdelsa, ARET ASP Regionale e ANSDIPP Regione Toscana.
A livello nazionale circa una cinquantina di RSA aderiscono al marchio Qualità & Benessere, di cui 5 RSA sono toscane: Villa Serena di Montaione, gestita dall’Unione dei Comuni, l’ASP Del Campana Guazzesi di San Miniato, l’ASP L. Martelli di Figline, l’ASP Fossombroni di Arezzo, l’ASP Opera Pia Vanni di Impruneta.
Queste strutture,che hanno puntato negli ultimi anni ad aumentare il benessere per gli anziani ospitati, nel pomeriggio presenteranno anche una loro best pratic. La giornata sarà l’occasione per confrontare i risultati raggiunti da queste RSA con altre a livello nazionale e verrà effettuato un importante benchmarking per confrontare e sviluppare la qualità.
Sarà un’occasione anche per affrontare, insieme all’ARS (Agenzia regionale della Sanità) il problema del Risk management nelle RSA ed il delicato processo della gestione dei farmaci, temi su cui ha lavorato l’Agenzia in questi anni, insieme a diverse RSA.
Il Co.RE ( il coro degli anziani di 8 residenze della zona) interverrà attivamente nella giornata e presenterà, al termine del seminario, una performance musicale con cinquanta anziani.

Il programma del Seminario è il seguente:

“Le BUONE PRASSI Regionali del Marchio Q&B ed il RISK MANAGEMENT nelle RSA”

Ore 10.00 – 10.15 Saluti della struttura ospitante, delle autorità e delle associazioni
– Delio Fiordispina Direttore “Residenza per Anziani Villa Serena”
– Paolo Pomponi, Sindaco di Montaione e delegato al Sociale dell’ Unione dei Comuni Circondario dell’Empolese Valdelsa
– Enrico Sostegni, Consigliere Regione Toscana e membro della Commissione Sanità
– Carmine Di Palma, Presidente Ansdipp Toscana
– Sauro Sarotti, Presidente regionale ARET-ASP

Ore 10.15 – 10.45 “I risultati di Benchmarking regionale del Marchio Qualità e Benessere”,
Ing. Mario Iesurum, di Kairos spa
10.45 – 11.15 “C’è del valore in RSA. Un’iniziativa di ARS e IPAVSI per la qualità e la sicurezza”,
Dott. Andrea Vannucci
11.15 – 11.45 “La gestione del farmaco: un processo che richiede molta attenzione”,
Dott.ssa Giovanna Paggi
11.45 – 12.15 “I vantaggi di un approccio al rischio”, Avv. Marco Ubezio e Avv. Raffaele Mozzanica
12.15 – 12.45 Discussione

Ore 14.30 – 17.00 Laboratorio delle Buone Prassi in RSA:
– CON/TATTO, la stimolazione multisensoriale – “Residenza per anziani Villa Serena”, Montaione (FI)
– Condividere la scelta del menù – “Opera Pia L. e G. Vanni”, Impruneta (FI)
– GRC Gestione del rischio clinico in RSA : un’opportunità di crescita – “Centro Residenziale Martelli” Figline Valdarno (FI)
– Alla ri-scoperta del territorio – “Del Campana Guazzesi”, San Miniato (PI)
– Ospedale e territorio: il successo della multidisciplinarietà – “V. Fossombroni”, Arezzo (AR)
– La gestione del rischio clinico con gli strumenti di Lean management – “Casa di Riposo la Misericordia”, Gaiole in Chianti (SI)
Chiude i lavori il Co.Re. (Il coro delle RSA) : Una Buona prassi verso l’eccellenza.
Il convegno è aperto a tutti e la partecipazione è gratuita, per iscrizioni:
villaserena@empolese-valdelsa.it – tel.0571 699458 fax 0571 699333 – Facebook: Rsa Villa Serena

Scarica la locandina (pdf)

Il Toscanario

Il Toscanario, ovvero “Parole usate in zone toscane” 

di Giancarlo Carmignani

***

bèllora, s.f.: puzzola (M. Catastini), ma sono del parere che tale voce, ormai in disuso, indicasse piuttosto la “donnola”, come afferma P. Fanfani (tenendo presente il “Vocabolario lucchese” del Bianchini), dato l’aspetto piacevole che presenta e che potrebbe spiegare la prima parte del nome (bello-)

belluria, s. f.: “bella apparenza”; voce popolare specialmente nel pistoiese, chiaramente derivata da “bello”, ma tenendo presente la stessa terminazione di “lussuria” (DEI), ma indicava “bellezza in tutti i suoi significati” nella montagna pistoiese, oltre che “in molti luoghi del contado”, secondo P.Fanfani. Infatti si tratta di una bellezza “più apparente che reale”, implicando l’idea di “eccesso” sia la lussuria sia il lat. “luxus” da cui questo termine deriva e il lusso quella dell’ “ostentazione”, si deduce dal De Mauro. Peraltro da noi il termine non sembra certo usato dando al suff. “-uria” un “valore perlopiù negativo” come avviene in italiano, stando al DISC

belluzia, s.f.: bellezza, ma lemma usato specialmente dai giovani nell’espressione “che belluzia!”, talora ironicamente, mentre altre volte questo termine viene usato con un senso di maggiore intensità rispetto a “belluria”, come fa capire anche l’uso della –z-, “mai di grado tenue”, a differenza della –r- (DISC)

benaére, s.m. chiaramente derivato da “bene” e “avere”: pace (anche a Firenze e Siena: R. Cantagalli, ma senza il dileguo della –v- come da noi), per es., nella frase: “Non mi fa benaére!”: non mi dà pace, molestandomi

benedì’, v.tr.: benedire, coniugato in parte dal popolo pisano su “finire” anziché  come un composto di “dire” e perciò all’indicativo pres. 1^ pers. sing. può capitar di sentir dire “benedisco” anziché “benedico” e alla 3^  pl. “benediscono” anziché “benedicono” (Malagoli), ma questo a Fucecchio viene fatto di pensare che si verificasse più che altro, come molti lemmi del presente dizionario, nel contado

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  http://www.montaione.net/il-toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 19 gennaio 2016 

 

 

Cinema. Per amor vostro

“Nel tempo dei cinepanettoni imperterriti continuiamo a proporre grande qualità con un film  diretto da Giuseppe M. Gaudino con una straordinaria  Valeria Golino vincitrice della  Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile al festival di Venezia. Vi aspettiamo”

BUONE VISIONI e AUGURI DI BUONE FESTE

da Circolo del cinema L’Angelo Azzurro

Un film ambizioso che si affida alle poderose spalle interpretative di Valeria Golino, facendo correre il pensiero ad Anna Magnani

Per Amor Vostro Trailer Ufficiale (2015)  

Venerdi 8 ore 21,15 e Domenica 10 gennaio 2016 ore 17,30 presso la sala cinema S. Ammirato, piazza Gramsci, Montaione   

PER AMOR VOSTRO

(Italia 2015) 110′  Regia di Giuseppe M. Gaudino con Valeria Golino, Massimiliano Gallo, S. Cantalupo

per amor vostro 2Anna è una bambina spavalda e coraggiosa. Oggi è una donna che vive nella sua Napoli e che da vent’anni ha smesso di vedere quel che davvero accade nella sua famiglia, preferendo non prendere posizione, sospesa tra Bene e Male. Per amore dei tre figli e della famiglia, ha lasciato che la sua vita si spegnesse, lentamente. Fino a convincersi di essere una “cosa da niente”. La sua vita è così grigia che non vede più i colori, benché sul lavoro – fa la “suggeritrice” in uno studio televisivo – sia apprezzata e amata, e questo la riempia di orgoglio. Anna ha doti innate nell’aiutare gli altri, ma non le adopera per se stessa. Non trova mai le parole né l’occasione per darsi aiuto.  Giuseppe M. Gaudino realizza con Per amor vostro il suo film più ambizioso perché la ‘storia’ che racconta si vuole allargare a uno sguardo che coinvolga non solo coloro che agiscono al suo interno ma si applichi alla complessa città in cui si dipana, alla sua storia, alla sua cultura ancestrale. Perché Anna, con le sue incertezze e la sua caparbietà, la sua incommensurabile generosità e il suo bisogno di essere compresa e di avere qualcosa che sia solo per sé è in fondo la summa della coscienza profonda della città che attraversa con il suo passo nervoso e una vita in bianco e nero pronta a colorarsi nei momenti topici in cui la sua anima si sente più fragile.
per amor vostro 4Anna è Napoli, capace di fingere di non vedere (per quieto vivere) il marciume morale che la circonda e che rischia di sommergerla ma anche capace di serietà, di slanci, di disponibilità al sacrificio e bisognosa di una comprensione difficile da trovare. Gaudino affida alle poderose spalle interpretative di Valeria Golino le innumerevoli sfaccettature di una persona che si fa presente/passato e forse anche futuro e ne viene ripagato quasi che il nome di finzione che le attribuisce volesse, più o meno inconsciamente, far correre il pensiero a una ‘grande’ del cinema come Anna Magnani. Se la colonna sonora musicale riesce a far confluire in un magma di suoni e di stili (si va dal Quartetto Cetra al “Lascia ch’io pianga” di Handel passando per affabulazioni ritmate in un napoletano quasi da cantastorie) il rapporto tra gli inferi urbani e un cielo che a tratti si fa quasi più ctonio degli inferi stessi, la messa in parallelo della vita quotidiana della protagonista e il mondo ‘della’ e ‘da’ soap opera in cui lavora e si innamora suona un po’ didascalico. Ma quando si ha a disposizione una ‘vera’ attrice anche questo ostacolo può essere superato..

Giancarlo Zappoli, da Mymovies.it

Sanremo Story

 NATALE MONTAIONESE 2015.

Si concludono gli appuntamenti del Natale  Montaionese 2015 con lo spettacolo previsto per Sabato 9 gennaio 2016 presso il Teatro “S.Ammirato” di Montaione alle ore 21.30 dal titolo “I CLASSIC POP. SANREMO STORY”. Un revival sulle più belle canzoni del festival di Sanremo dal 1951 ad oggi interpretate dal gruppo dell’insegnante Rita Lazzeri. Conduce la serata lo speaker di Radio Toscana Alessandro Masti.

L’ingresso è gratuito

pdf324

Le iniziative della biblioteca a gennaio

La Biblioteca Comunale “a biscondola” di Montaione vi comunica le seguenti iniziative
Sabato 9 Gennaio, ore 10.30
Ora del racconto
Letture animate per bambini
dai 4 agli 8 anni.
Martedì 12 Gennaio, ore 17
Circolo di Lettura della biblioteca.
Imperdibile appuntamento per gli amanti della lettura.
Gli incontri del Circolo sono liberi e gratuiti.
Mercoledì 27 Gennaio, ore 17
Un pomeriggio in biblioteca.
Una biblioteca piena di sorprese 8-11 anni.
in allegato il
PROGRAMMA COMPLETO DI GENNAIO 2016
 clicca sul collegamento: biblioteca per te

Lunga vita al vostro Albero

Anno nuovo, l’Epifania si avvicina e tutte le feste le porta via….

Sarà anche il tempo di riporre tutti gli arredi natalizi e il vostro Albero vivo potrà tornare all’aria aperta. imagesSe non sapete cosa farne, non sapete dove piantarlo e il vostro Albero di Natale fosse destinato ad un futuro incerto, potrete portarlo al Centro Parrocchiale Sant’Antonio.

Depositatelo sul sagrato della chiesetta, successivamente provvederemo a reimpiantarlo nel luogo più opportuno all’interno dell’area a verde accanto al Centro.

Cena con i migranti, le foto della serata

IMG_7700

Domenica 3 gennaio scorso si è tenuta la cena con i migranti, organizzata dalla parrocchia con il sostegno dell’amministrazione comunale. Davvero nutrita la IMG_7715partecipazione da parte dei cittadini montaionesi presso il refettorio della scuola elementare. Tra di loro, il sindaco, alcuni assessori ed alcuni consiglieri del Comune, oltre al nostro parroco Don Luigi Campinoti e Don Andrea Cristiani in rappresentanza del gruppo Shalom.IMG_7703

IMG_7704
Alcune pietanze pakistane e nigeriane

C’è stato modo di assaggiare alcune specialità nigeriane e pakistane, oltre a quelle tipiche di casa nostra. Enrico Geri e Simone Bigazzi hanno intrattenuto i presenti con alcuni pezzi classici della musica italiana e non solo. Al termine, su invito anche del nosIMG_7726tro parroco, i ragazzi nigeriani si sono esibiti in alcuni brani “freestyle rap”, eseguito su basi musicali, dispensando emozioni e bravura in quella che è loro lingua: un inglese semplificato e africanizzato (pidgin english).

IMG_7728
L’esibizione dei pakistani

A seguire, alcuni giovani pakistani hanno ballato in modo davvero scatenato e divertente alcuni pezzi “dance” del loro Stato di origine, tra foto, video e gridi di approvazione di tutti i presenti. E pensare che hanno conservato tutta questa allegria dopo aver impiegato un anno, o anche molto di più,  a piedi dal Pakistan all’Italia. Può far riflettere.

Durante la serata un seminarista di origine cinese ha cantato l’Ave Maria in cinese, accompagnadosi con la chitarra.

IMG_7711
Il momento dell’ “Ave Maria” in cinese

In definitiva una serata particolarmente insolita quanto allegra per tutti i presenti che, malgrado le differenze linguistiche, hanno comunicato attraverso altre modalità, ovvero la musica e il cibo in un’atmosfera di accoglienza e rispetto gli uni degli altri.

L’importanza di esserci. Può essere banale. Può sembrare inutile agli occhi di alcuni che non c’erano. Crediamo, invece, si tratti di un’esperienza che significhi molto per chi viene da tanto lontano e da tante ostilità del loro paese ma incontrate anche durante un viaggio tortuoso.

La partecipazione di noi indigeni è stata, è vero, numerosa ma è anche vero  sarebbe stata tanto più pertinente  per chi tra noi conserva diffidenze verso chi arriva da un’altra civiltà, da un altro mondo, da altre usanze. Porre ancora ostacoli a questa gente sarebbe delittuoso, esigere da loro fattiva collaborazione verso una possibile integrazione nella società è del tutto ragionevole. Perchè accada questo, una serata come quella di domenica scorsa ha voluto dimostrare che possiamo incontrarci e condividere del tempo insieme, ha voluto significare anche incoraggiare al dialogo chi può sentirsi ai margini di questa società o, semplicemente, chi può soffrire la lontananza dai propri famigliari.

Leggi anche i seguenti articoli correlati:

Montaione tende la mano ai migranti

 

Assemblea pubblica per la presentazione del progetto di accoglienza dei migranti

IMG_7718
I nostri concittadini durante la loro esibizione
IMG_7722
Il taglio della torta per festeggiare il nuovo anno
IMG_7720
Una parte dei partecipanti

Il Toscanario

Il Toscanario, ovvero “Parole usate in zone toscane” 

di Giancarlo Carmignani

***

befana, s.f.: persona che lascia molto a desiderare. E’ un termine  rivolto ad una persona per lo più come offesa, sia pure in parte piuttosto cordiale almeno in Toscana. Infatti anche il personaggio che ai bambini piccoli viene fatto credere che porti loro doni la notte dell’Epifania (parola da cui deriva tale nome per “aferesi e sonorizzazione”: DISC) ha un aspetto non certo piacevole, ma è tanto gradito dai piccoli per un motivo facilmente comprensibile

befano, s.m.: offesa, peraltro non dettata proprio da malevolenza, e derivata da chi, la vigilia dell’Epifania ovvero della befana,  veniva estratto a sorte e gli veniva dato tale nome, mentre quella che rimaneva senza il compagno in tale estrazione si vedeva assegnare il titolo, non certo onorifico, di befana

beggerìo, s.m.: “schiamazzo di persone” (M. Catastini), ma è un termine caduto in disuso, a differenza di “buggerìo”, termine popolare italiano che indica sia “rumore forte e fastidioso” sia  un “gran numero di persone” (da noi anche “moltitudine disordinata”) e di cui “beggerìo” può essere stata una storpiatura forse per assimilazione alla – e – seguente. Infatti si può sentir dire: “C’era un buggerìo di gente!”

belleìto, agg. ma originariamente participio passato la parte finale “ìto”, che potrebbe essere scritta staccata così: bell’e ito: “spacciato” (R. Cantagalli) e, in modo più completo, ormai spacciato

bellìo, (anche in pis. e in livorn.) s.m.: ombelico, ma più direttamente da “bellico” che deriva appunto dal lat. “umbilicu(m)” = “ombelico” (DISC) con aferesi della sillaba iniziale, raddoppiamento espressivo della –l- e dileguo (tutt’altro che inconsueto nell’area linguistica di cui il fucecchiese fa parte, senza starlo a ripetere ancora per casi analoghi) della – c – intervocalica

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  http://www.montaione.net/il-toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 12 gennaio 2016