La storia degli Alberi (Montaione)

di Rino Salvestrini (rino.salvestrini@montaione.net)

Alberi

Gli Alberi è una frazione moderna, che si è sviluppata nella valle lungo il torrente Evola nel Comune di Montaione. Troviamo nel censimento del 1861, il primo del nuovo Regno d’Italia, che la frazione era chiamata Sorripa Nuova, quale sviluppo nel piano dell’antica Sorripa che era sorta a mezza costa, e alcune case che erano state costruite oltre l’Evola furono chiamate Ripanova.
Quindi toponimi sempre inerenti alle ripe del torrente Evola. Ma la denominazione di Alberi che ha preso la frazione viene dal nome dei pioppi, che la gente chiama alberi, piante che vivono rigogliose nei luoghi umidi, che crescono in poco tempo e danno un legno non buono per ardere, né per far carbone e neppure per costruzione.

Oggi questa pianta è rivalutata perché si usa per fabbricare la carta e la plastica, tanto che recentemente tutta la Valdevola era ricoperta di pioppete, anzi di alberete. Con il termine Alberi s’intende un insieme di case dalla chiesa, alla Piazza e poi il Molino del Botro, il Lebbio, Sorripa, il Colombarino con le nuove costruzioni, S. Benedetto e altre case sparse fino al Lago Lami, Ricorniola e Vallibonci.
Il Comune di Montaione ha (o meglio aveva) molte frazioni, ma negli anni 1960-70 le campagne si sono spopolate e anche le frazioni hanno subito la stessa sorte. Alcune sono proprio morte e non sono rinate neppure con l’arrivo del turismo neppure con i grandi progetti faraonici. Vedi Barbialla (con Raul Gardini), Collegalli, Santo Stefano (con Fusi), San Vivaldo, Castelfalfi (con varie società), Vignale (ora solo ruderi).
Mentre invece alcune frazioni sono rimaste attive, popolate e vive con l’agriturismo ed altre attività, come Iano, La Sughera, Le Mura e anche gli Alberi, come vediamo nella storia di questa frazione nata oltre 1000 anni fa.

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