La guerra di Beppe di’ Bigazzi dagli Stipati

La guerra di Beppe di’ Bigazzi dagli Stipati

Diario di guerra 1915-18

Non c’è il manoscritto di Beppe, perché è andato perduto, cosa abbastanza normale dopo un secolo, le fotografie sono sbiadite, ma per non perdere il ricordo, ecco questo libretto con le parole di un contadino strappato al suo podere per mandarlo in guerra; parole spesso del dialetto, ma vive, che colpiscono i nostri sentimenti, i nostri pensieri.

Montaione era soltanto il centro storico, dalla Porta Grande alla Porta Piccina, il resto era Le Mura, La Sughera, Castelfalfi, San Vivaldo … e anche gli Stipati, una casa colonica ora quasi inglobata dal capoluogo che si è spanto verso Est e verso Ovest. Ecco perché Beppe (nomignolo) di’ Bigazzi (la famiglia), dagli Stipati (il podere).

Beppe scrisse la sua guerra, il nipote Mauro Bigazzi ha trascritto il diario salvando le forme dialettali perché restasse inalterato il ricordo del nonno che scriveva (già era un’ eccezione per il tempo) così come parlava e leggendo sembra di ascoltarlo. Mauro è deceduto prematuramente, e mi fa piacere incontralo in questa occasione, lavorando io con lui come facevamo quando io ero Sindaco di Montaione e lui Assessore e Vicesindaco con uno stretto legame di sincera amicizia e vera simpatia che ci legava sul lavoro e nella vita.

BeppeBigazziCento anni fa c’era la guerra e Beppe la ricorda a chi non la visse, perché si sappia cosa significa. La sua foto è sbiadita, ma le sue parole no.
Grazie Mauro per averle salvate.

Chi legge questi ricordi, non si illuda di trovare il racconto come può fare uno scrittore. Beppe non “scrive”, ma “parla”, racconta a parole sue, senza porsi il problema di rispettare la grammatica, la sintassi, le concordanze, l’italiano, il dialetto. Ed è così che bisogna accettarlo e ascoltarlo. Perché dice veramente tanto.

Il lettore tenga presenti questi fatti, questi contenuti, e si immedesimi in Beppe di’Bigazzi in una guerra disumana, raccontata da un giovane contadino di Montaione.
Manca il finale, perché Beppe non l’ha raccontato, manca il lieto fine, anche della guerra con la vittoria italiana, ma il finale raccontato con due scenette da prigioniero in Boemia, è commovente, pieno di speranza che al mondo non ci siano più  ”i nemici” e quindi le guerre. E non vi sembri poco.

Rino Salvestrini
Scarica: La guerra di Beppe di’ Bigazzi Dagli Stipati (pdf)

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