Indagine sui fanghi in Toscana. Precisazioni del Comune di Montaione

Con riferimento a quanto emerso nella conferenza stampa sull’inchiesta fanghi in Toscana, svoltasi venerdi 16 settembre in Consiglio Regionale, convocata dal Movimento 5 Stelle, riteniamo doveroso per trasparenza e per una corretta informazione ai cittadini e agli organi di stampa, fare alcune “integrazioni” circa le affermazioni e le notizie riportate dal Consigliere Regionale Quartini e dal Consigliere Comunale di Montaione Sacconi.
Dall’impostazione della conferenza, sembra che il problema fanghi interessi prevalentemente il territorio comunale di Montaione. Paradossalmente potremmo dire: “magari”, almeno il problema sarebbe molto più circoscritto di quanto è in realtà. Nessun altro Comune è stato citato nonostante una specifica domanda in tal senso sia stata rivolta da parte di una giornalista. Pertanto nello spirito di una sincera e rispettosa collaborazione, auspicata dal consigliere Quartini, cerchiamo di rimediare a qualche lacuna informativa.
Purtroppo i Comuni interessati sono molti di più. Pur non conoscendo l’esatta estensione dell’area coinvolta, è certo che questa riguarda almeno i Comuni di Palaia, Pontedera, Fauglia, Crespina e Peccioli, oltre a Montaione.

Il consigliere Quartini aveva scritto a suo tempo anche al Sindaco di Peccioli, e in conferenza stampa ha testualmente detto: “il Sindaco di Peccioli non ha risposto o insomma ha declinato in qualche modo dicendo che non era nella sua area”. Sicuramente, vista anche l’indecisione nel pronunciare tale affermazione, il Consigliere Quartini, ha dimenticato che, come ben sa, il Comune di Peccioli è purtroppo quello con più ettari interessati all’indagine. Solo pochi dati in merito: Peccioli ha terreni autorizzati allo spandimento circa 5 volte più di Montaione. Nel 2013 a Montaione non risultano spandimenti oggetto di indagine, a Peccioli 15 mila tonnellate; nel 2014 a Montaione spandimenti per 1,3 mila tonnellate, a Peccioli 10 mila tonnellate.
È ovvio che il collega Sindaco di Peccioli, che gode della nostra stima di amministratore responsabile, non avrebbe mai potuto affermare quanto riferito.
In merito alla risposta di Arpat alla sua lettera del 3/9/15 il Consigliere Regionale ha affermato, testualmente: “Arpat che rispose in ritardo, circa un paio di mesi dopo, dicendo che c’era una inchiesta in corso e non ci potevano dare i dati”. Anche su questo punto il Consigliere Regionale ha un’amnesia. L’Arpat rispose infatti tempestivamente a lui come al Comune di Montaione, appena dodici giorni dopo, il 15/9/2015, informando delle indagini in corso ma anche dando notifica della avvenuta esecuzione nel periodo 2013/2015, oggetto dell’indagine, di 12 controlli sul territorio di Peccioli, su fanghi e terreni, tutti risultati con esito negativo. Non sembra una dimenticanza di poco conto.
L’Amministrazione Comunale di Montaione, a conoscenza dell’esito di questi controlli e dell’indagine in corso, chiese un ulteriore controllo al dipartimento Arpat di Empoli sui terreni di Montaione oggi interessati all’indagine. Il controllo fu eseguito da Arpat nel novembre 2015, e anch’esso riportò esito negativo circa la concentrazione di metalli e idrocarburi.
Nell’attesa della conclusione delle indagini della Procura della Repubblica e con la notifica di 13 controlli eseguiti dall’organismo deputato, tutti con esito negativo, secondo il Movimento 5 Stelle cosa avrebbe dovuto fare il Comune di Montaione? Sempre per rimediare alle amnesie del Consigliere Quartini nel racconto dei fatti, precisiamo che alla sua lettera del 3/9/2016 il Comune di Montaione aveva fornito una risposta scritta, datata 29/9/2015, con cui veniva rappresentato quello che il Comune aveva fatto in base alle sue competenze.
Ancora. La sua lettera del 3/9/2015 il consigliere Quartini l’aveva inviata anche all’allora ASL 11 di Empoli. La Asl 11 di Empoli aveva prontamente risposto inviando al Consigliere il 7/9/2015 una nota con cui gli chiedeva indicazioni precise sui terreni e sui nominativi interessati dall’esposto, in modo da poter eseguire i controlli di propria competenza. Non risulta che il Consigliere abbia risposto, e sarebbe interessante sapere perché.

Per quanto riguarda il consigliere comunale Sacconi, unica rappresentante del Movimento 5 Stelle nel Consiglio Comunale di Montaione, particolarmente interessata alla questione, non possiamo non far rilevare che nella seduta del consiglio comunale del 29/9/2015, in cui si discusse proprio la sua interrogazione in merito, abbandonò l’aula consiliare prima della trattazione della stessa senza fornire alcuna giustificazione specifica.
Altre precisazioni in merito ad una specifica affermazione della Consigliera Sacconi, la quale dice testualmente: “pensare insomma che anche il pane prodotto a Montaione si forniva del grano di aziende agricole che erano lì intorno e che appunto sono state interessate da questo fenomeno”. Come noto, nel comune di Montaione ha sede uno dei più importanti panifici toscani che produce pane con il marchio “Pane di Montaione”. Per quanto a nostra conoscenza la notizia riferita dalla Consigliera non corrisponde a verità.
Inviteremo quindi la consigliera Sacconi a fornire elementi a sostegno di questa gravissima affermazione che lede l’immagine del prodotto con potenziali conseguenze negative dal punto di vista commerciale, nonché anche per la reputazione di Montaione. E’ stata quindi già convocata una conferenza dei Capi Gruppo, la quale sarà la prima occasione per un chiarimento in merito.

Relativamente invece al giudizio di Quartini secondo cui anche il Sindaco di Montaione sarebbe uno dei sindaci “passacarte” e “sotto ricatto dai poteri superiori” lasciamo ai nostri cittadini giudicare se ritengono che il loro Sindaco e la Giunta Comunale abbiano o meno a cuore il territorio di Montaione e i suoi abitanti.
Siamo quindi in attesa della conclusione delle indagini, fiduciosi nell’operato della Magistratura, che ci auguriamo possano chiarire anche perché tutti i controlli di cui avevamo notizia, eseguiti negli anni dell’inchiesta, abbiamo dato esito diametralmente opposto a quelli ordinati dalla Procura delle Repubblica.
Da parte nostra, come annunciato, abbiamo deciso di agire in sinergia con alcune Amministrazioni della Valdera interessate dalla vicenda conferendo l’incarico ad unico legale.
Inoltre, abbiamo convocato un incontro con le associazioni di categoria degli agricoltori per confrontarci con loro al fine di coordinare eventuali azioni da intraprendere, anche in sede giudiziaria, consapevoli dell’enormità del danno che potrebbe scaturire per il settore agricolo di queste zone nel caso fosse comprovato un inquinamento ambientale.

Fonte: Comune di Montaione

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.