Il Toscanario

Il Toscanario, ovvero “Parole usate in zone toscane” 

di Giancarlo Carmignani

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bidalescato, agg. (ma nell’ambito familiare): fuori dell’ordinario ma in senso negativo in riferimento a un edificio troppo irregolare o a un viso butterato oppure, per restare più aderenti all’origine della parola che presenta “bidaleschi”

bidalesco, s.m.: variante toscana rustica (probabilmente per semplificare un po’), ma presente a Fucecchio, di quel “guidalesco” che è stato ripreso dal Verga, pur risalendo al ‘300 (DEI, secondo cui è attestato nel 1764 nel pistoiese Lori) e che significa  una “lesione della pelle” (come estensivamente in italiano il guidalesco: DISC), finendo per formare una specie di foruncolo

bifonchià’, ma una variante più usata da noi è “sbifonchià’ ”; comunque il verbo toscano è “bofonchiare”, v.intr.: brontolare specialmente sotto sotto, derivato da “bifonchio”: calabrone (DEI), che in effetti emette un rumore sordo, un fastidioso ronzìo simile ad  brontolìo. Si tratta di un insetto che frequenta le stalle oppure le case abbandonate di campagna e che può essere pericoloso per l’uomo specialmente se ad attaccarlo sono più esemplari. Da notare che secondo Tommaseo – Bellini bifonchiare significa esprimere “disapprovazione o malcontento” con voci per lo più “inarticolate”: significato che ha in fondo anche da noi 

bifórchio, s.m. variante di bifórco: bifolco, rozzo, ma il primo lemma è in disuso

binda, s.f.: macchina “manuale per il sollevamento di carichi a piccola altezza” (De Mauro, secondo il quale questo lemma deriva dal “alto ted.” Antico “winde” = “àrgano”), ma l’espressione toscana da noi diffusa “Ma che ti ci ’oglion le binde per arzatti?” : ma he ti son necessarie delle macchine, cioè ti occorre proprio un grande sforzo per alzarti?

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  http://www.montaione.net/il-toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 23 febbraio 2016 

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