Partita del cuore. Bella serata! Nonostante la pioggia.

donizettiCastellani001Bel pubblico, audace, che ieri ha sfidato il maltempo allo stadio Castellani di Empoli rispondendo all’appello di don Andrea Cristiani promotore dell’incontro di calcio tra Nazionale Italiana di Calcio e i Campioni del Cuore della Toscana. Per la cronaca il risultato è stato un divertente 6 a 4 per i cantanti. Questo l’aspetto meno importante per una iniziativa che nel pensiero di don Cristiani è l’amore e il bene verso il prossimo.donizettiCastellani004

Grande Andrea! Siamo stati molto contenti di esserci e avere risposto al tuo accorato appello.

Bella e tangibile presenza anche della Filarmonica “Donizetti” di Montaione che, purtroppo causa la pioggia, non ha potuto far esibire le sue majorettes che tanto avrebbero tenuto ad un pubblico così numeroso. Il tutto si è ridotto, si fa per dire rispetto al programma iniziale, ad avere l’onore di suonare l’Inno Nazionale nell’immediato prepartita sotto una pioggia costante e insistente, davanti al pubblico in piedi e rispondente cantando il testo di Mameli.donizettiCastellani002

Dicevamo che la  presenza della nostra Filarmonica è stata probabilmente la  più tangibile e visibile al pubblico. Poi una breve presenza degli Sbandieratori di Fucecchio nell’intervallo della partita.donizettiCastellani003

Peccato che qualcuno si sia scordato di includere la Filarmonica nell’elenco, sul volantino, delle numerose associazioni che hanno aderito all’iniziativa di Shalom, e anche lo speaker nel suo lungo e commentato elenco del prepartita non l’abbia minimamente nominata. Solo la presentazione al suo ingresso in campo.

Ma l’importante era esserci. E la Filarmonica G.Donizetti c’era!
L‘hanno vista tutti.

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Al Giubileo dei Giovani 10 ragazzi di Montaione.

10 ragazzi e ragazze di Montaione hanno partecipato al Giubileo dei Giovani a Roma. Partiti presto nella mattinata di sabato e aggregatisi al gruppo organizzato dalla Diocesi di Volterra. “Quattro ore di fila per varcare la Porta Santa, ma ne è valsa la pena!” ha detto una di loro, 13enne. Riflettete gente…siamo orgogliosi di giovani così.

Ieri sera il concerto allo Stadio Olimpico. Oggi in tarda serata il rientro a Montaione.

Cinema. La Corte + Gli ultimi saranno ultimi

Questo weekend la proiezione del film “LA CORTE(Francia 2015) 98’ Regia: Christian Vincent Con: Fabrice Luchini, Sidse Babett Knudsen, Eva Lallier, Miss Ming, Berenice Sand.      

Venerdì 22 aprile ore 21:15 – Sabato 23 ore 21:15 – Domenica 24 ore 21:15 – Lunedì 25 ore 21:15

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Sabato 23 e Domenica 24 aprile, alle ore 18:30, in collaborazione con la Sezione ANPI di Montaione in occasione del 51° anniversario della Liberazione, proiezione del film “Gli ultimi saranno ultimi” di Massimiliano Bruno con Paola Cortellesi, Alessandro Gassman, Fabrizio Bentivoglio.

Ingresso alle proiezioni aperto a tutti, sconto per i Soci e anziani da 65 annigli ultimi saranno ultimi 2

Speciale: LUNEDI non festivi ingresso a €. 3,50

Info: 339 8284720

angeloazzurro91@gmail.com

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Cinema Teatro Scipione Ammirato Piazza Gramsci, Montaione

 

Il nostro sindaco Paolo Pomponi a Bruxelles

bruxellesPomponiUn gruppo formato da circa trenta amministratori locali toscani e marchigiani ha raggiunto Bruxelles lo scorso lunedì, ospite dell’eurodeputato del Partito Democratico Nicola Danti.

Tra di loro, anche Paolo Pomponi, Sindaco di Montaione.

Gli incontri hanno riguardato argomenti tra quelli che i Comuni hanno più a cuore, dalle politiche di coesione ai fondi per il turismo. Approfondimenti sono stati dedicati ai temi dell’economia circolare e al funzionamento del processo decisionale del Parlamento europeo, con particolare riguardo al raccordo con la legislazione nazionale e coi regolamenti locali. Oltre a Danti, il gruppo di sindaci ed assessori ha potuto incontrare altri eurodeputati della delegazione Pd ed i funzionari della Regione Toscana a Bruxelles.

Il Sindaco Pomponi intende ringraziare l’onorevole Danti per l’opportunità offerta. Il viaggio è stata anche l’occasione per presentare all’onorevole Simona Bonafè, membro della commissione ambiente del parlamento europeo, l’esperienza di Montaione, unico comune europeo ad aver conseguito le prestigiose certificazioni energetiche e ambientali EEA Gold, ISO140001 e ISO50001. Inoltre, è stata l’occasione per illustrare anche agli uffici della Regione Toscana a Bruxelles l’importanza strategica per l’economia turistica della Valdelsa del Progetto Castelfalfi in corso di realizzazione.

Fonte: Comune di Montaione

Giovani virtuosi suonano per voi

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Con il patrocinio del Comune di Montaione Il 28/04/2016 alle ore 18:00, presso la chiesa dei S.S. Lucia e Giuseppe,   si terrà il consueto concerto di fine Masterclass di primavera della classe della Prof.sa Tatiana Zelikman dell’ accademia Gnessin di Mosca.
I giovani pianisti russi che prendono parte ai corsi di alto perfezionamento sono già proiettati verso la carriera concertistica internazionale.
La Prof.sa Zelikman ha formato alcuni dei pianisti contemporanei più famosi, nomi quali Alexander Kobrin, Konstantin Lifschitz, Alexei Volodin, Ivan Rudin, Mikhail Mordvinov, Konstantin Shamrai, Alexander Kudryavtsev e Daniil Trifonov.

I campi estivi di NaturaAvventura 2016

Sono aperte per l’Estate 2016 le iscrizioni ai campi estivi residenziali. Le date: Da lunedì 13 a domenica 19 Giugno, campo in tenda presso il Campo Scout del Macchione nel SIC delle Cerbaie fra Altopascio e Bientina. Da lunedì 20 a domenica 26 Giugno, campo in struttura presso Montaione (Anpil Alta Valle del Torrente Carfalo). Da lunedì 27 Giugno a domenica 3 Luglio, campo in struttura presso la Fabbrica del Verde (Villa Collina) Pracchia – Pistoia. Da domenica 17 a sabato 23 Luglio, campo in struttura presso la Fabbrica del Verde (Villa Collina) Pracchia – Pistoia. Il costo per ogni settimana è di 230 euro onnicomprensivi. Per iscrizioni: Data e luogo del campo estivo Nome, cognome del figlio/a luogo e data di nascita e il codice fiscale di uno dei genitori (con cellulare di riferimento). Ulteriori informazioni sul sito www.ecocerbaie.it o su Fb Ecoistituto delle Cerbaie.

Locandina Naturavventura16 (1)

Fammi Scuola …Eroic@…

L’Istituto Comprensivo Statale “G. Gonnelli”, nell’ambito del progetto di formazione scuola-famiglia FAMMI SCUOLA…EROIC@…, ricorda che giovedì 21 aprile, presso la sala Scipione Ammirato di Montaione,

-alle ore 19.30 ci sarà un buffet organizzato dai partecipanti;

-alle ore 21.00 ci sarà la proiezione del film “Cyberbully-Pettegolezzi On Line”;

-alla fine del film ci sarà l’approfondimento con la professoressa Antonella Brighi dell’Università di Bologna.

Tralenuvole2016

Si ripete la mostra diffusa Tralenuvole (edizione 2016) che si terrà presso Toscana Resort Castelfalfi in collaborazione con la Galleria Nuvole Volanti, e il patrocinio del Comune di Montaione. Saranno  numerosi gli eventi che animeranno il Resort dal prossimo 23 aprile fino al 5 giugno.

Tralenuvole2016_Locandina

Il Toscanario

logoToscanario

di Giancarlo Carmignani

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bordà’, v.tr.: bordare nel senso di mescolare, per es., le carte e invece le monete nel gioco a “palle e santi”, praticato in un passato non recente e che fa chiaramente pensare a Firenze per il riferimento allo stemma dei Medici e alla figura di S. Giovanni Battista (P. Palavisini). Inoltre può significare picchiare

borgetta, s.f.: cartella scolastica usata in particolare  negli anni ’50 del secolo scorso dagli alunni  per contenere libri e quaderni; in generale era rettangolare e di fibra rigida, come nota giustamente  Alberto Morelli, che mi ha informato gentilmente anche dell’origine di questo lemma, trattandosi di un termine quasi scomparso. Esso deriva  dall’uso in Francia di un oggetto, al tempo di Luigi X, il Rissoso (figlio di Filippo IV il Bello), il quale regnò dal 1314 al 1316, anno in cui morì a Vincennes nei pressi di Parigi. Si trattava appunto di un oggetto, chiamato “borjet”, a forma di sacchetto, di un borsello per monete. Però viene fatto di pensare anche anche che il nome borgetta sia derivato dalla pronuncia della –l- come  -r- davanti a un’altra consonante come in pisano e perciò che venga da “bolgetta”: “borsa dei postini”, significato simile a quello già usato dal Caro. Si potrebbe perciò trattare del diminutivo di “bolgia”, che nel Settecento significava “valigia” ed anticamente “borsa, bisaccia; tasca grande” e addirittura fossa nell’ “Inferno” dantesco: DISC, secondo il quale risale al “fr. antico bolge, lat. tardo bulgam “borsa di pelle per il denaro”

bòro, s.m.: la pallina più grossa per giocare a caporielle (o, molto più comunemente, a palline): termine, il nostro, così diffuso fra i ragazzi fucecchiesi, ma un tempo, precisamente nel secondo dopoguerra, da dare origine a un soprannome probabilmente per la forma della testa di un giovane purtroppo morto prematuramente

borrosa, agg. f.: “costa di sedano malata” (M. Catastini), ma il termine è in disuso, così come altri registrati dallo stesso maestro, come “boo” al posto di “bove”

borsa, s.f.: filastrocca che veniva detta per divertimento dai ragazzi fucecchiesi, e non solo, per es., facendo alzare le mani di un amico dopo aver fatto finta con le mani di puntargli contro una pistola, negli anni ‘50-‘60 del secolo scorso, e che mostra anch’essa l’importanza dell’assonanza (altre volte della rima) nelle filastrocche popolari:

“O la borsa

o la vita

o’r cannuccio

della pipa!”

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Presentazione del 4/2/2015,  http://www.montaione.net/il-toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 26 aprile 2016 

A Villa Serena un percorso formativo per i medici

 

COMPLETATO A VILLA SERENA IL PERCORSO FORMATIVO PER I MEDICI SULL’ALZHEIMER

Si è concluso oggi  a Villa Serena il corso iniziato il 5 marzo articolato in due  cicli di incontri di aggiornamento rivolto ai Medici di Medicina Generale della Valdelsa sul “Percorso diagnostico terapeutico-assistenziale (PDTA)  sulle demenze ed in particolare per i pazienti con Alzheimer”.

IMG_4324Nelle 6 giornate formative, organizzate dall’Agenzia per la Formazione dell’Azienda USL Empolese, hanno partecipato molti medici della Valdelsa. Le lezioni sono state tenute da Antonella Notarelli (neurologo e geriatra dell’ASL), Paolo Falaschi (medico di Montaione) Manlio Matera (presidente dell’AIMA regionale), Isabella Caponi (Caposala di Villa Serena), ha concluso Nedo Mennuti (Direttore della Società della Salute). Nel corso del corso sono stati visitati anche i nuclei Alzheimer di villa serena per valutare le modalità con le quali la struttura interviene sui disturbi del comportamento,.

Questo corso si colloca nella sperimentazione che la Regione Toscana ritiene di attivare per migliorare i processi organizzativi e pertanto potenziare e qualificare i servizi nell’ambito dell’integrazione sociosanitaria e definire i percorsi di accesso, valutazione e definizione del Piano di Assistenza Personalizzato (PAP), dedicando una attenzione specifica ai bisogni determinati dalla demenza, sottolineando l’esigenza di implementare forma di informazione e sostegno.

IMG_4325 Il corso attraverso lezioni frontali e focus group, è servito per definire un P.D.T.A. (Percorso Diagnostico Terapeutico-assistenziale) di contesto per la presa in carico tempestiva dei gravi disturbi del comportamento associati alla demenza.

Il gruppo di lavoro vedrà impegnati i Medici di Medicina Generale della A.F.T. (Aggregazione Funzionale Territoriale) di Castelfiorentino, Certaldo, Gambassi Terme e Montaione, Montespertoli, i Medici del Distretto U.V.M. (Unità di Valutazione Multidisciplinare), il Responsabile del CDCD della UOS Riabilitazione Cognitiva e Comportamentale della ASL Centro Toscana, gli assistenti sociali, gli operatori del Modulo Alzheimer di Villa Serena.

Alla fine del progetto sperimentale, finanziato dalla Regione Toscana, verranno pubblicati i risultati del P.D.T.A.

 

Cinema. Ave Cesare!

ave cesareQuesto weekend il film “AVE CESARE
(Italia 2016) 106’ Regia: Ethan e Joel Coen   Con: Josh Brolin, George Clooney, Alden Ehrenreich, Ralph Fiennes, Scarlett Johansson

Venerdì 15 aprile ore 21:15 – Sabato 16 ore 18 e 21:15 – Domenica 17 ore 21:30 – Lunedì 18 ore 21:15

 

 

Sabato 23 e Domenica 24 aprile, alle ore 18:30, in collaborazione con la Sezione ANPI di Montaione in occasione del 51° anniversario della Liberazione,

proiezione del film “Gli ultimi saranno ultimi” di Massimiliano Bruno con Paola Cortellesi, Alessandro Gassman, Fabrizio Bentivoglio

Ingresso alle proiezioni aperto a tutti, sconto per i Soci e anziani da 65 anni

Speciale: LUNEDI non festivi ingresso a €. 3,50

Info: 339 8284720

angeloazzurro91@gmail.com

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Cinema Teatro Scipione Ammirato Piazza Gramsci, Montaione

Il Toscanario

Il Toscanario, ovvero “Parole usate in zone toscane” 

di Giancarlo Carmignani

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bonamìo, s.m.: nome d’una qualità d’uva, detta a Pisa anche “bonażmico” (DEI)

bonanotte, s.f. escl.: “Formula di saluto”: buonanotte, ma il modo di dire “Bonanotte, sonatori!” significa che di una certa cosa non si parlerà più, come quando, terminata la festa da ballo, si licenziano i suonatori con tale espressione, che ha assunto un significato metaforico, volendo dire anche che non verrà più pagato un debito, come quando viene detto “Chi s’è visto, s’è visto!”

bòno, agg.: buono. Si pensi alla frase “Fa bbòno!”: fa bene (Malagoli). Altro modo di dire: “Di buzzo bòno”: con impegno.

A volte questo agg. è usato in forma tonca, come nel caso del proverbio contadino: “Cucina senza sale, credenza senza pane, cantina senza vino, ‘un è un bon mattino” in riferimento al fatto che, affinché in casa il mattino sia  buono, occorre essere premuniti di sale, pane e vino. La forma tronca è presente anche quando si dice: “Bon per te!”: beato, te! Non presenta invece tale forma lo stesso agg. quando è usato nel senso di “capace”, come quando diciamo : “E ‘un s’è bòno a nulla !”: non sei capace di far niente!

bònżola, s.f. tosc.: “vescica” specialmente nella campagna cerretese mentre in lucch. si trova “bónzora” secondo il DEI, ma penso che si tratti di un lemma in disuso 

borda!, escl.: accidenti!, ma può essere detto anche senza malizia. Altre volte questa interiezione viene usata nel senso della loc. “di nuovo” e ancora di più ha questo significato l’esclam. “Riborda!”

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Presentazione del 4/2/2015,  http://www.montaione.net/il-toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 19 aprile 2016 

Biblioteca. Appuntamenti di aprile

La Biblioteca Comunale “a biscondola” di Montaione vi comunica le seguenti iniziative
SABATO 9 APRILE 2016, ORE 10.30
LA SINDROME DEI MONELLI
DISTURBI DELL’ATTENZIONE E IPERATTIVITA’ (ADHD)
BIBLIOTECA DI MONTAIONE
CONOSCERE LA SINDROME DA DEFICIT DELL’ATTENZIONE E IPERATTIVITA’  (ADHD), PROPOSTE PRATICHE E LINEE GUIDA
DI INTERVENTO PER GENITORI E INSEGNANTI CON LA PEDAGOGISTA CLINICA D.SSA CELENIA CIAMPA
MARTEDI’ 12 APRILE 2016, ORE 17.00
LIBRINCIRCOLO
PROSSIMO INCONTRO DEL GRUPPO DI LETTURA
INCONTRO RIVOLTO A TUTTI GLI AMANTI DELLA LETTURA
librincircolo

 

Fammi Scuola 2015-2016

Anche quest’ anno scolastico, l’Istituto Comprensivo Statale G. Gonnelli, nell’ambito del Progetto di formazione scuola-famiglia, propone alcuni incontri con la finalità orientata a favorire la partecipazione come processo comunicativo reale e generatore di relazioni. Leggi il programma nelle immagini qui sotto.  Clicca sull’immagine per ingrandire.

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Il Toscanario

Il Toscanario, ovvero “Parole usate in zone toscane” 

di Giancarlo Carmignani

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bollore, s.m., detto raddoppiando la b- dopo la prep. “a” nell’espressione: “ È abbollore” in riferimento a “qualcosa di estremamente caldo” anche in vernacolo fiorentino (S. Rosi Galli)

bomba, s.f. si chiama così (“tana” nell’it. ufficiale) anche il luogo arrivando al quale (e viene urlato allora festosamente da chi vi arriva al grido “Abbomba!”), nel gioco “fanciullesco” del nascondino, un bambino riporta almeno momentaneamente la vittoria, definitiva se l’ultimo di quelli che si erano nascosti, arrivando alla bomba prima di colui che aveva  dovuto fare la “conta” (cioè il conto) stando a bomba, “libera” tutti i bambini che si erano nascosti, ma sembra purtroppo un gioco in via di estinzione. Significa anche inizio, come nell’espressione “Torniamo a bomba”; ritorniamo a parlare di quello di cui parlavamo

bombardà’, v.intr.: bombardare nel senso di scorreggiare in modo tutt’altro che tenue

bombo, s.m.: voce del linguaggio infantile (non sorprende perciò che sia onomat.) “per indicare il bere” (Malagoli)

bòna, agg. Modi di dire: “Essere in bona” (disposizione d’animo): essere di buon umore; “Bona, Ugo!”: non c’hai capito nulla!; “Bona!”: buonanotte! o comunque formula di saluto, mentre più volgarmente viene detta anche in altri vernacoli o dialetti e in particolare in romanesco: “Quant’è bbona!” in riferimento a una bella donna, specialmente se è “in carne”, insomma formosa

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Presentazione del 4/2/2015,  http://www.montaione.net/il-toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 12 aprile 2016 

Nasce l’associazione Archivio Gino Terreni

Per tutelare , conservare e promuovere il grande patrimonio artistico lasciato dal Maestro

Un modo per ricordarlo, un modo per tutelarne le opere. Da circa un mese si è costituita l’associazione culturale “Archivio Gino Terreni“.

Gino Terreni è scomparso sabato 28 novembre 2015, all’età di 90 anni. Maestro, Partigiano e Cavaliere della Repubblica, Cittadino Onorario dei comuni di Abetone, Larciano e Montaione, il professor Gino Terreni ha lasciato un patrimonio artistico di livello assoluto.

GinoPitturaLa nuova associazione ha l’obiettivo, svolgendo attività di carattere informativo, culturale, turistico, artistico, sociale e ricreativo, di tutelare, conservare, divulgare e promuovere il nome e le opere del Maestro. Lo scopo è quello di sostenerne la memoria ad ampio spettro.

Si tratta di un’associazione aperta a tutti, sia persone fisiche sia enti che altre associazioni e si mette a disposizione di coloro che a vario titolo hanno conosciuto Gino Terreni o che sono possessori di opere e/o documentazioni, foto, e altro materiale sulla sua vita e sulle sue attività, sia artistiche sia didattiche.

Sarà costituito un comitato scientifico di supporto che, oltre agli eredi comprenderà critici e storici dell’arte e contribuirà a curare le attribuzioni, finalizzate alla realizzazione del catalogo generale e/o della schedatura delle opere. Ma anche le valutazioni e le consulenze per gli eventuali restauri e interventi simili.

‘Archivio Gino Terreni’ vuol essere un punto fermo per tutti coloro che ne facciano richiesta.

Il presidente è il figlio del Maestro, Leonardo Giovanni Terreni, che ne sta curando la biografia completa, vice presidente l’altra figlia Sabrina.

La quota associativa è di 20 euro e darà agli associati e ai sostenitori la possibilità di avere l’autentica gratuita delle opere in loro possesso.  «Dopo un’attenta valutazione – spiega Leonardo Terreni –abbiamo deciso di anticipare i tempi per la costituzione di questa associazione perché l’attività artistica di mio padre, estesa nel tempo e nel territorio lo ha reso necessario per tutta una serie di richieste che ci stanno già facendo da varie parti. Ci stiamo organizzando, ma chi vuole può già contattarci via posta elettronica: info@archivioginoterreni.it

 Lo statuto è a disposizione di tutti gli interessati che ne facciano richiesta. A breve saranno operativi sia la pagina facebook che il sito internet.

 

Intitolazione Scuola dell’Infanzia. Richiesta aiuto organizzazione festa

Quest’anno l’Istituto Comprensivo di Gambassi Terme e Montaione celebra un importante avvenimento: l’intitolazione delle sue due scuole dell’Infanzia: a Gemma Cecchi la scuola dell’Infanzia di Montaione e a Becuccio Bicchieraio  la scuola dell’Infanzia di Gambassi Terme.

Si tratta di un avvenimento molto importante per la nostra comunità e fortemente sentito dall’Amministrazione Comunale e per il quale l’Istituto richiederebbe l’aiuto di associazioni e cittadini per organizzare la festa che si terrà, per la scuola dell’Infanzia di Montaione, il 16 aprile.

Sono gradite tutte le proposte  e accolti tutti gli aiuti  per fare di questo momento la festa di tutti. La referente della scuola dell’Infanzia che si occupa dell’organizzazione è la maestra  Eleonora Villani, responsabile di plesso. (Tel: 0571/ 698463)

Il Toscanario

Il Toscanario, ovvero “Parole usate in zone toscane” 

di Giancarlo Carmignani

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bocetti, s.m.pl.: “buoi giovani” (M. Catastini), ma si tratta di un termine in disuso: fra l’altro, non è affatto chiaro il motivo dell’inserimento in tale vocabolo della –c-

bòdda, s.f.: “rospo” (“Bufo bufo”) ed è una voce anche “pis., livorn. e lucch.” (DEI), ma da noi esisteva anche  l’espressione “Far bòdda”: “far vacanza” o “interrompere il lavoro” ed  esiste ancora l’interiezione “Bòdda!”: “ti c’ ho chiappato! ti ci ho sorpreso! (per es., nell’errore o a dire una fandonia) e quindi: hai preso un abbaglio, eh! oppure l’esclamazione “bodda!” può significare “hai fatto fiasco!” (M. Catastini) non avendo ottenuto quello che ti proponevi

boddone, agg.: varietà di fico dalla “pasta” bianco-rosata, probabilmente chiamato così per la sua grandezza e detto “fiorone”, per es., a Montaione (A. Morini)

bòghe, s.f.: ménto, da cui pare che derivi più che un soprannome sampierinese di qualche anno fa, quello ancor più vecchio di un fucecchiese (“Alzalabòghe”), invitato ironicamente ad alzare il mento, appunto, da alcuni suoi avversari politici socialisti durante una specie di comizio improvvisato in cui egli sosteneva, ovviamente in contrasto con loro, la necessità dell’intervento dell’Italia contro i Turchi per la conquista della Libia nella guerra italo-turca del 1911-1912. Pare però che questo fucecchiese avesse la tendenza a tenere rivolto in giù il mento per un episodio avvenuto in precedenza

bóllero, s.m.: brontolone. La derivazione dal verbo “bollire” rende bene l’idea del bubbolare (voce più espressiva di “brontololare”) d’una persona

bollicino, s.m.: eruzione cutanea di per sé di lieve entità. È da intendersi però come un diminutivo di “bolla”, cioè “bollicina”, a causa dell’aspetto che presenta. Da notare che in umbro “bolla” significa (DEI) “foruncolo”: parola interessante, quest’ultima, perché in lat. “forunculum” originariamente significava “getto della vite”, diminutivo a sua volta di “fur” = “ladro”, dal momento che “il nuovo getto sottrae nutrimento alla pianta”: DISC, che giustamente definisce la bolla come termine medico: “Vescicola sierosa sulla pelle”, nonostante che in lat. “bulla” significhi “bolla d’acqua”

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ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  http://www.montaione.net/il-toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 5 aprile 2016 

Una caccia alle uova di successo.

 

03.-Toscana-Resort-Castelfalfi---caccia-alle-uova-di-PasquaUn lunedì di Pasquetta all’insegna di allegria e divertimento è stato quello appena trascorso al Toscana Resort Castelfalfi. Complice una giornata piena di sole, più di 150 bambini con le rispettive famiglie si sono dati appuntamento al Castello che per la prima volta ha aperto le sue porte per ospitare un evento che è giunto alla terza edizione, ma che quest’anno ha avuto un record di partecipazioni. Molti i premi che sono stati assegnati nel corso del pomeriggio e che hanno reso felici adulti e bambini che al termine della giornata si sono ripresi dalla fatica gustando una deliziosa merenda offerta

Cinema. Due film in programma con lo speciale ragazzi

MONTAIONE PER UN CINEMA DI QUALITÀ Cinema Teatro Scipione Ammirato Piazza Gramsci , Montaione – Circolo del Cinema “ANGELO AZZURRO” UICC – In collaborazione con il Comune di MONTAIONE

VENERDI 25 marzo ore 21,15, SABATO 26 ore 21,15 DOMENICA 27 marzo ore 17,30, LUNEDI 28 marzo ore 17,30

PERFETTI SCONOSCIUTI – (Italia 2015) 98’ Regia: Paolo Genovese Con: Kasia Smutniak, Marco Giallini, Anna Foglietta, Valerio Mastrandrea, Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston Quante coppie si sfascerebbero se uno dei due guardasse nel cellulare dell’altro? È questa la premessa narrativa dietro la storia di un gruppo di amici di lunga data che si incontrano per una cena destinata a trasformarsi in un gioco al massacro. E la parola gioco è forse la più importante di tutte, perché è proprio l’utilizzo “ludico” dei nuovi “facilitatori di comunicazione” – chat, whatsapp, mail, sms, selfie, app, t9, skype, social – a svelarne la natura più pericolosa: la superficialità con cui (quasi) tutti affidano i propri segreti a quella scatola nera che è il proprio smartphone (o tablet, o pc) credendosi moderni e pensando di non andare incontro a conseguenze, o peggio ancora, flirtando con quelle conseguenze per rendere tutto più eccitante. I “perfetti sconosciuti” di Genovese in realtà si conoscono da una vita, si reggono il gioco a vicenda e fanno fin da piccoli il gioco della verità, ben sapendo che di divertente in certi esperimenti c’è ben poco. E si ostinano a non capire che è la protezione dell’altro, anche da tutto questo, a riempire la vita di senso. perfetti sconosciutiPaolo Genovese affronta di petto il modo in cui l’allargarsi dei cerchi nell’acqua di questi “giochi” finisca per rivelare la “frangibilità” di tutti: e la scelta stessa di questo vocabolo al limite del neologismo, assai legato alla delicatezza strutturale di strumenti così poco affidabili e per loro stessa natura caduchi come i nuovi media, indica la serietà con cui il team degli sceneggiatori ha lavorato su un argomento che definire spinoso è poco, visto che oggi riguarda (quasi) tutti. Per una volta il numero degli sceneggiatori (cinque in questo caso, fra cui lo stesso Genovese, senza contare l’intervento importante degli attori che si sono cuciti addosso i rispettivi dialoghi) non denota caos e debolezza strutturale, ma sforzo corale per raccontare una storia che è intrinsecamente fatta di frammenti (verrebbe da dire di bit, byte e pixel), corsa ad aggiungere esempi sempre più calzanti tratti dal reale. Il copione lavora bene sugli incastri e sugli snodi narrativi che rimangono fondamentalmente credibili, instilla verità nei dialoghi (che certamente verranno riecheggiati sui social e nelle conversazioni da salotto, perché questo fanno certe “conversazioni”: l’eco), descrive tipi umani riconoscibili. Il cast, anch’esso corale, fa onore al testo, e ognuno aggiunge al proprio ruolo una parte di sé, un proprio timore reale. Perché questa società così liquida da tracimare di continuo, sommergendo ogni nostra certezza, fa paura a tutti, e tutti ne portiamo già le cicatrici, abbiamo già assunto la posizione del pugile che incassa e cerca di restare in piedi (o sopravvivere, come canta il motivo di apertura sopra i titoli di testa). Il tono è adeguato alla narrazione: non melodrammatico (alla L’ultimo bacio), non romanticamente nostalgico (allaIl nome del figlio), non farsesco, non cinico, ma comico al punto giusto, con sfumature sarcastiche e iniezioni di dolore. perfetti sconosciuti i protagonistiQuesta “cena delle beffe” attinge a molto cinema francese e americano, ma la declinazione dei rapporti fra i commensali è italiana, con continui riferimenti a un presente in cui il lavoro è precario, i legami fragili e i sogni impossibili. La scrittura è crudele, precisa, disincantata, e ha il coraggio di lasciare appese alcune linee narrative, senza la compulsione televisiva a chiudere ogni scena. C’è anche una coda alla Sliding Doors che mostra come il “gioco” (prima che diventi al massacro) sia gestibile solo con l’ipocrisia e l’accettazione di certe regole non scritte: ed è questa la strada che più spesso scelgono gli esseri “frangibili”. Quello che ancora manca, a ben guardare, è quella profondità abissale, quella vertigine di consapevolezza regalata agli spettatori senza preavviso dal miglior cinema italiano, su tutti quello di Ettore Scola (non a caso anche qui c’è una terrazza). Ma questa non è colpa degli sceneggiatori o del regista, è segno dei tempi, giacchè la “frangibilità” delle identità e dei rapporti consente al massimo la rivelazione di qualche doppiofondo, non quella sospensione sull’orlo dell’abisso che, come canta il bardo della nostra epoca inconsistente, “non è paura di cadere ma voglia di volare”.Paola Casella, Mymovie

SPECIALE RAGAZZI

SABATO 26 marzo ore 17,00 – DOMENICA 27 marzo ore 15,30 – LUNEDI’ 28 marzo ore 15,30

ZOOTROPOLIS –  (usa 2016) 108’ CARTONE ANIMATO  – La moderna metropoli di Zootropolis è una città diversa da qualsiasi altra. locandina zootropolisComposta da quartieri differenti come l’elegante Sahara Square e la gelida Tundratown, accoglie animali di ogni tipo. Dal gigantesco elefante al minuscolo toporagno, a Zootropolis tutti vivono insieme serenamente, a prescindere dalla razza a cui appartengono. Ma al suo arrivo in città, la simpatica e gentile agente Judy Hopps, scopre che la vita di una coniglietta all’interno di un corpo di polizia dominato da animali grandi e grossi, non è affatto facile. Decisa comunque a dimostrare il suo valore, Judy si lancia nella risoluzione di un caso misterioso per cui dovrà lavorare al fianco di una volpe loquace e truffaldina di nome Nick Wilde. Ingresso alle proiezioni aperto a tutti, sconto per i Soci e anziani

Castelfalfi. Alla ricerca delle uova perdute

Anche quest’anno, Toscana Resort Castelfalfi apre le porte all’appuntamento più dolce e divertente dell’anno, la tradizionale Caccia alle Uova di Pasqua che il prossimo 28 marzo coinvolgerà tutta la famiglia e chiamerà a raccolta i bambini in una sfida appassionante…e coloratissima!

L’appuntamento è per le ore 15:00 presso la Trattoria Il Rosmarino a Castelfalfi e partecipare è semplicissimo: tutti i bambini che prenderanno parte all’evento saranno suddivisi in squadre che, tramite degli indizi, andranno alla ricerca delle tante uova colorate dislocate non solo lungo l’antico borgo, ma anche nel suggestivo castello e nel parco mediceo. Un vero e proprio percorso ad ostacoli che renderà la gara ancora più avvincente!

Le prime tre squadre che arriveranno al traguardo finale, alle ore 17.00 saranno premiate con le prestigiose uova di cioccolato realizzate dallo Chef Francesco Ferretti a cui si aggiungeranno fantastici premi anche per i genitori. Il tutto in un’atmosfera magica e divertente, resa squisita da una sfiziosa merenda.

Un evento gratuito che è ormai parte della tradizione di Toscana Resort Castelfalfi, per far divertire adulti e bambini di tutte le età e vivere una Pasquetta indimenticabile!

Per prenotare subito un posto in squadra basterà scrivere all’indirizzo marketing@castelfalfi.it o chiamare il numero 0571.891000.

L'evento sta diventando un appuntamento annuale il giorno di Pasquetta. Un pomeriggio organizzato da Toscana Resort Castelfalfi, con il patrocinio del Comune di Montaione. Siamo alla terza edizione e si svolgerà nella splendida cornice della Tenuta.
L’evento sta diventando un appuntamento annuale il giorno di Pasquetta. Un pomeriggio organizzato da Toscana Resort Castelfalfi, con il patrocinio del Comune di Montaione. Siamo alla terza edizione e si svolgerà nella splendida cornice della Tenuta.

 

Il Toscanario

Il Toscanario, ovvero “Parole usate in zone toscane” 

di Giancarlo Carmignani

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boccine, s.f.pl. dim. lievemente diverso da quello più comune: boccette ovvero bocce “da biliardo” (DISC)

bóccola, s.f.: museruola per buoi, ma è un termine  in decadenza anche nel contado dov’era usato. Il motivo è facile a capirsi: chi lavora più con i buoi da noi?

bóccole, s.f.pl.:orecchini piuttosto vistosi, per lo più  con pendenti, in it. orecchini “in forma” di cerchietti (DEI), ma è una voce in declino, così come la sua variante “bùccole” (M.P. Bini)

bocconcino, s.m. dimin. di boccone: persona attraente per la sua avvenenza fisica, in particolare nell’esclamazione: “Che bel bocconcino!”: che bella creatura!, ma detta con una certa compiacenza erotica in riferimento a una bella ragazza, che fa quasi venire l’acquolina in bocca perché seducente, per es., anche per il suo luminoso sorriso

boccóne, s.m.: pezzetto di terra, se viene precisato, come ha fatto M.Catastini, estendendo il significato del temine, dal momento che alla lettera il boccone è la “quantità di cibo che si può mettere in bocca in una sola volta” (De Mauro)

bocià’, v.intr.tosc.: bociare, cioè “urlare” (M. Catastini)

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  http://www.montaione.net/il-toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 29 marzo 2016 

Cinema. Un impianto digitale da premio Oscar

PROIEZIONE ANCHE AL LUNEDI’

Abbiamo il piacere di comunicarvi che il Comune di Mantaione ha realizzato un nuovo impianto digitale presso il Cinema Scipione Ammirato in Piazza Gramsci.  Vi invitiamo pertanto all’inaugurazione dell’impianto con il film che ha vinto due OSCAR.

IL CASO SPOTLIGHT

Due premi Oscar 2016. Miglior film e miglior sceneggiatura originale

MONTAIONE PER UN CINEMA DI QUALITÀ Cinema Teatro Scipione Ammirato Piazza Gramsci , Montaione – Circolo del Cinema “ANGELO AZZURRO” UICC – In collaborazione con il Comune di MONTAIONE

Sabato 19 marzo ore 20 e 22,15 – Domenica 20 marzo ore 17,30 Lunedi 21 marzo ore 21,15

IL CASO SPOTLIGHT – (USA 2015) 128’ Regia: di Thomas McCarthhy – Con Mark Ruffalo, Michael Keaton, Rachel McAdams, Liev Schreiber

il caso spotlightAl “Boston Globe” nell’estate del 2001 arriva da Miami un nuovo direttore, Marty Baron. E’ deciso a far sì che il giornale torni in prima linea su tematiche anche scottanti, liberando dalla routine il team di giornalisti investigativi che è aggregato sotto la sigla di ‘Spotlight’. Il primo argomento di cui vuole che il giornale si occupi è quello relativo a un sacerdote che nel corso di trent’anni ha abusato numerosi giovani senza che contro di lui venissero presi provvedimenti drastici. Baron è convinto che il cardinale di Boston fosse al corrente del problema ma che abbia fatto tutto quanto era in suo potere perché la questione venisse insabbiata. Nasce così un’inchiesta che ha portato letteralmente alla luce un numero molto elevato di abusi di minori in ambito ecclesiale. Lo scandalo che, a cavallo tra il 2001 e il 2002, travolse la diocesi di Boston diede il via a una indispensabile, anche se comunque sempre troppo tardiva, presa di coscienza in ambito cattolico della piaga degli abusi di minori ad opera di sacerdoti.immagini protagonisti Il film di Thomas McCarthy, rispettando in pieno le regole del filone che ricostruisce attività di indagine giornalistiche che hanno segnato la storia della professione, ha anche però il pregio di rivelarsi efficace nel distaccarsene almeno in parte. Perché i giornalisti del team non sono eroi senza macchia che combattono impavidi il Male ovunque si annidi. Qualcuno tra loro aveva avuto tra le mani materiale che avrebbe potuto far scoppiare il caso anni prima (evitando così le sofferenze di tanti piccoli) ma non lo ha fatto. Così come le alte sfere hanno taciuto e le vittime, in molti casi, hanno (anche se comprensibilmente) preferito non esibire con denunce le ferite impresse nel loro animo. Un film come Spotlight non è solo cinematograficamente efficace anche perché sorretto da un cast di attori tutti aderenti al ruolo (con in prima fila un Michael Keaton che sembra aver trovato una nuova giovinezza interpretativa) ma anche perché finisce con l’affermare un dato di fatto incontrovertibile.miglior film dell'anno La Chiesa Cattolica, grazie ad alcuni suoi esponenti collocati ai livelli più alti della gerarchia, ha creduto di ‘salvare la fede dei molti’ nascondendo la perversione di pochi. Ha invece ottenuto l’effetto contrario finendo con il far accomunare nel sospetto di un’opinione pubblica, spesso pronta alla semplificazione, un clero che nella sua stragrande maggioranza ha tutt’altra linea di condotta. La forza con cui Papa Francesco ha condannato, anche con la detenzione entro le mura vaticane, i colpevoli di questo tipo di reati è prova di un’acquisita nuova consapevolezza in materia. Quell’inchiesta di poco più di dieci anni fa ne è all’origine e quei giornalisti, anche se non ne erano del tutto consapevoli, finivano con il ricordare a chi regalava loro copie del Catechismo di andare a rileggere e fare proprie le parole di Gesù: “Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino e fosse gettato negli abissi del mare” (Matteo 18, 6). Giancarlo Zappoli, Mymovies

 

Buon Compleanno a Livia Campinoti

Anche la redazione di Montaione.Net è lieta porgere i propri Auguri alla signora Livia

A Villa Serena : la signora Livia Campinoti festeggia 103 anni

Oggi,  sabato 19 marzo, nel pomeriggio, Livia Campinoti festeggerà 103 anni   con i suoi parenti, gli operatori di Villa Serena  ed il Sindaco del Comune di Montaione Paolo Pomponi.

Livia è nata a Castelfiorentino il 14/03/1913, è a Villa Serena dal 1998, ed è sempre stata una signora molto socievole ed amata da tutti.

Per Livia  questo messaggio da parte di tutti gli Operatori ed i residenti di Villa Serena:

Le cose più belle della vita non possono essere né viste né toccate, devono essere sentite con il cuore, con affetto i più sinceri Auguri”

Fonte: Villa Serena

Anche la redazione di Montaione.Net è lieta porgere i propri Auguri alla signora Livia
Anche la redazione di Montaione.Net è lieta porgere i propri Auguri alla signora Livia

 

 

Festival canoro d’argento a Villa Serena

SABATO 19 MARZO ore 16.00, A VILLA SERENA

XI^ EDIZIONE  DEL

FESTIVAL CANORO D’ARGENTO

 

Sabato 19 marzo  nella residenza per anziani VILLA SERENA di Montaione avrà luogo, in collaborazione con l’associazione di volontariato “Il Delfino Azzurro” di Empoli e il comitato della RSA della zona Empolese-Valdelsa-Valdarno, che vedrà protagonisti gli anziani residenti nelle strutture.

Parteciperanno una quarantina di cantanti d’argento. L’evento è diventato ormai un appuntamento tradizionale, dove i protagonisti di vecchio hanno solo l’età. Sicuramente la voce non è “uguale a prima”, come dicono loro, ma la passione e la vitalità che mettono nell’eseguire i brani sono davvero invidiabili.

Nelle varie residenze sono state fatte tante prove nelle quali ognuno ha scelto la canzone che preferiva, e sicuramente quelle scelte chissà quanti ricordi contengono. Le prove sono servite anche a superare l’iniziale paura del microfono e gli anziani si sono preparati al loro festival con trepidazione.

Eh si, perché al di là dell’evento finale, l’iniziativa è importante perché i residenti di ogni struttura vengono messi in contatto con gli altri e soprattutto con l’esterno, perché la musica è davvero un potente mezzo di comunicazione  che arriva laddove le parole non possono, evocando ricordi e suscitando forti emozioni.

L’evento è aperto a tutti, da vivere intensamente per applaudire di persona questi cantanti anzianotti, ma con il cuore ancora giovane.

La serata terminerà con le frittelle di San Giuseppe per tutti i presenti.

Il Toscanario

Il Toscanario, ovvero “Parole usate in zone toscane” 

di Giancarlo Carmignani

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bòbolo, s.m.: gonfiore e come termine medico ecchimosi (se pronunciata alla greca, cioè secondo il gr. “ekkýnosis”, o ecchimòsi se pronunciato in franc. “ecchymose”, da cui deriva direttamente) specialmente sul  capo. Mi sembra evidente il carattere espressivo del lemma per la ripetizione della prima sillaba, oltre che per il suono delle due “b” e della – l – con le tre “o” della parola

bocca, s.f. con un significato particolare quando si dice: “Fare la bocca ad una cosa” : contarci piuttosto che “abituarvisi”, com’è scritto DISC

boccagna, s.f.: tappo dell’apertura ovvero bocca del forno; termine usato almeno un tempo nelle campagne vicino a Fucecchio

boccale, s.m.: boccaglio, ma si tratta di un errore, come avviene non poche volte in riferimento a termini usati in tal modo per ignoranza

boccalone, s.m.: persona che, più che ridere, parla troppo, nel linguaggio familiare, ma alla lettera è un individuo che ha “una grande bocca”, sì da divenire maldicente, si può dedurre dal DEI

boccatella, s.f. Modo di dire: “Picchiare una boccatella”: Picchiare la bocca per terra, più in generale e quindi estensivamente picchiare una parte del corpo per terra

bòccia, s.f. ed è proprio dal gioco delle bocce che può aver avuto origine l’esclamazione  “Bella boccia!” per dire ironicamente “Che bellezza!” e non solo in riferimento a una palla tirata male. Per quanto boccia derivi forse  dal lat. volg. ipotetico “bottia” = “oggetto rotondo”, d’origine prelatina, secondo il DISC, poteva indicare anche una bottiglia e non “di forma tozza”, come possiamo trovare scritto nel DEI. Probabilmente per il fatto che vi era contenuta la varichina (ved.) questa era chiamata dalle nostre parti e in livornese (V. Marchi) “boccia”, per cui, se veniva detto: “Che mi vai a prende’la boccia?” si voleva dire: Mi vai a prendere la varichina?  Perciò indicando “il contenente per il contenuto”, si ricorreva senza saperlo a quella “figura retorica” che si chiama “metonimia” (V. Ceppellini)

 

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  http://www.montaione.net/il-toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 22 marzo 2016 

Cinema. Ballando ballando

Sabato 12 marzo  ore 21,15  –  Domenica 13 marzo ore 17,30

BALLANDO BALLANDO

(Italia 1983) 110’  Regia: Ettore Scola   Con: Aziz Arbia – Chantal Capron –  Monica Scattini

le balIn memoria di Ettore Scola, riproponiamo uno dei suoi film tra i più suggestivi . Diviso in cinque tappe (1936, 1940, 1945, 1956 e 1968) e chiuso in una balera della periferia di Parigi, il film percorre a passo di danza mezzo secolo di storia (o di cronaca?) francese. Dall’opera teatrale “Le Bal” (1980) del Théâtre du Campagnol, senza dialoghi, è alimentato dai succhi della commedia all’italiana e sostenuto da 23 attori-mimi-ballerini tutti bravi, alcuni bravissimi. Le parti migliori sono all’inizio e alla fine. Tre premi César in Francia, premio per la regia a Berlino, una candidatura all’Oscar.

 

 

Teseo. Tesi al museo

Nell’ambito dell’iniziativa volta a conoscere il patrimonio culturale del territorio della Valdelsa Fiorentina:

Presentazione della tesi di  FANIA NERLI  “Problemi di confine in Valdelsa: il territorio del Comune di Montaione dal secolo XVIII “

prevista per SABATO 12 MARZO 2016 alle 10.30 al  Museo Civico di Montaione

Interverrà l’autrice e Rino Salvestrini

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Cinema. La digitalizzazione della sala cinema

Ci è gradito pubblicare il bollettino n. 12 del Circolo del Cinema “L’Angelo Azzurro” perchè nel suo contenuto fa spicco, tra le altre, la notizia dell’inaugurazione dell’impianto digitale della sala cinema S. Ammirato adottato da sabato 19 marzo con la visione de Il caso Spotlight che è un film del 2015 co-scritto e diretto da Tom McCarthy, vincitore dei premio Oscar 2016 come miglior film e miglior sceneggiatura originale.

Un particolare grazie al comune di Montaione per la realizzazione dell’impianto.

Clicca sul seguente collegamento, 12 BOLLETTINO 7 marzo 2016 IL CIRCOLO DEL CINEMA L’ANGELO AZZURRO

Il Toscanario

Il Toscanario, ovvero “Parole usate in zone toscane” 

di Giancarlo Carmignani

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biscùssà’, v.intr.: “discutere” (M.Catastini), ma è un verbo caduto in desuetudine, come pure “Discussare”: ne possiamo comprendere il motivo, derivando dal lat. “discutere” = “esaminare” (De Mauro). Comunque anche nei nostri tempi è stato sentito dire “Hanno biscussato”: hanno discusso, e il DEI segnala come voce pis. “biscussione” per “discussione”, dove “bis-” ha un “significato nettamente peggiorativo”, come per es., in “bisunto”

bisognino, s.m. dim. di bisogno, usato nel proverbio: “Ir bisognino fa trottar la vecchia”: la necessità fa superare anche ostacoli molto gravi

bisorco, agg.: “pauroso” (M. Catastini), ma è un termine scomparso dall’uso. Infatti non saprei con cosa collegarlo

bisticcio, s.m.: “alterco”; si tratta di una voce toscana, come rivela il suff. “-iccio”, corrispondente al sett. “-izzo” (DEI)

bistincà’, v.tr.: bistincare, cioè molestare, infastidire con pizzicotti specialmente bambini piccoli, ma è una voce in declino, caso mai usata in forma negativa, come quando viene detto: “Non mi bistincà’!” : non mi molestare 

bistinco, s.m.: atto fastidioso pur sotto l’ “apparenza di celia” (Rigutini), ma da noi è un termine in decadenza specialmente se non viene usato al pl. col significato di dispetti, specialmente in riferimento a bambini; si tratta –pare- di una voce anche lucchese e pisana

bitorzoluto, agg.: che presenta protuberanze; voce toscana (DEI)

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  http://www.montaione.net/il-toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 15 marzo 2016 

Prossimamente cinema.

PROSSIMAMENTE CINEMA A MONTAIONE – Omaggio a Ettore Scola

Ad Ettore Scola avremmo voluto dedicare l’ottava edizione del Giglio d’oro,  aveva già dato la sua disponibilità, purtroppo non potremo più incontrarlo vogliamo ricordarlo con uno dei suoi film più pregevoli. 

Circolo del cinema “L’Angelo Azzurro”

Sabato 12 marzo  ore 21,15  –  Domenica 13 marzo ore 17,30

BALLANDO BALLANDO

(Italia 1983) 110’  Regia: Ettore Scola   Con: Aziz Arbia – Chantal Capron –  Monica Scattini

le balIn memoria di Ettore Scola, riproponiamo uno dei suoi film tra i più suggestivi . Diviso in cinque tappe (1936, 1940, 1945, 1956 e 1968) e chiuso in una balera della periferia di Parigi, il film percorre a passo di danza mezzo secolo di storia (o di cronaca?) francese. Dall’opera teatrale “Le Bal” (1980) del Théâtre du Campagnol, senza dialoghi, è alimentato dai succhi della commedia all’italiana e sostenuto da 23 attori-mimi-ballerini tutti bravi, alcuni bravissimi. Le parti migliori sono all’inizio e alla fine. Tre premi César in Francia, premio per la regia a Berlino, una candidatura all’Oscar.

 

 

 

 

 

Cinema. Amarcord

MONTAIONE PER UN CINEMA DI QUALITÀ

Cinema Teatro Scipione Ammirato  Piazza Gramsci ,  Montaione

Circolo del Cinema “ANGELO AZZURRO” UICC – In collaborazione con il  Comune di MONTAIONE

Sabato 5 marzo  ore 21,15 e Domenica 6 marzo  ore  17,30

AMARCORD  (Italia-Francia 1974)  127’  Regia: Federico Fellini

Sceneggiatura: Federico Fellini, Tonino Guerra. Fotografia: Giuseppe Rotunno. Montaggio: Ruggero Mastroianni. Musica: Nino Rota.Scenografia e costumi: Danilo Donati. Interpreti: Bruno Zanin (Titta), Pupella Maggio (Miranda), Armando Brancia (Aurelio), Stefano Proietti (Oliva), Giuseppe Ianigro (nonno di Titta), Nandino Orfei (il “Pataca”), Ciccio Ingrassia (Teo), Carla Mora (Gina), Magali Noël (Gradisca), Luigi Rossi (l’avvocato), Maria Antonietta Beluzzi (tabaccaia), Josiane Tanzilli (Volpina). Produzione: Franco Cristaldi per F.C./P.E.C.F.

Restauro realizzato da Cineteca di Bologna con il sostegno di yoox.com e il contributo del Comune di Rimini. In collaborazione con Cristaldifilm e Warner Bros.

 

Se si uniscono “amare”, “core”, “ricordare” e “amaro”, si arriva ad AMARCORD, diceva Fellini. Esattamente vent’anni dopo avere raccontato la storia di una fuga dalla provincia in I vitelloni, l’autore ritorna in quel piccolo mondo, ricostruendo gli ambienti della sua adolescenza a Cinecittà e a Ostia.amarcord La famiglia che vediamo rievocata nel film è quella dell’amico d’infanzia Titta Benzi e intorno a lui pullula un’umanità descritta con tinte sanguigne e linee grottesche (soprattutto i rappresentanti delle istituzioni, il clero e i gerarchi fascisti), con tenera sensualità (Gradisca) e un’ironia al tempo stesso affettuosa e graffiante. La vitalità delle figure che popolano il film (compresa l’emarginata ninfomane Volpina) cela una sotterranea, profonda malinconia. Il piccolo borgo romagnolo degli anni Trenta riassume una delle più penetranti immagini dell’Italia secondo Fellini: un piccolo mondo immaturo e conformista, succube di un regime becero e mistificatore, o tristemente impotente di fronte alle sue violenze.

Oscar 1974 per il miglior film straniero.

AMARCORD2“Amarcord voleva essere il commiato definitivo da Rimini, da tutto il fatiscente e sempre contagioso teatrino riminese, con gli amici della scuola in testa, e i professori, e il Grand-Hotel d’estate e d’inverno, e la visita del re, e la neve sul mare, e Clark Gable, e i labbroni di Joan Crawford, e Mussolini che nuota al largo di Riccione, mentre attorno a lui, come pinne di squali che girano in cerchio, guizzano i nuotatori della milizia. Soprattutto Amarcord voleva essere l’addio a una certa stagione della vita, quell’inguaribile adolescenza che rischia di possederci per sempre, e con la quale io non ho ancora capito bene che si deve fare, se portrsela appresso fino alla fine o archiviarla in qualche modo”. (Federico Fellini)

Il Toscanario

Il Toscanario, ovvero “Parole usate in zone toscane” 

di Giancarlo Carmignani

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bischero, s.m.: esibizionista, per non parlare di altri significati negativi di questo termine tipicamente toscano, anche se prevalentemente fiorentino, derivando – pare – dalla famiglia fiorentina dei Bischeri, che non volle vendere delle case poi distrutte da un incendio nei pressi dell’attuale Duomo, senza ricavarne perciò niente. Ma c’è anche l’ipotesi che all’origine del nome  sia il membro virile. Quanto al significato, può essere anche quello di stupidello, ma detto senza cattiveria, addirittura con una certa bonarietà fra amici, o di persona che si lascia raggirare facilmente, se all’origine dell’offesa fosse il nome dell’asticella, com’è scritto nel DISC,  “munita di chiave, collocata nel manico degli strumenti musicali a corda di cui regola la tensione”. Riepilogando, pare che per motivi cronologici, l’ipotesi da preferire sull’origine del nomignolo offensivo sia quella della famiglia fiorentina, data anche la sua particolare diffusione nell’area del capoluogo della nostra regione. È da tener presente anche l’espressione (usata pure in castagnetano) “A bischero sciolto”: “Senza capo né coda, senza logica” (L. Bezzini) o comunque, anche in fiorentino, “Atteggiamento di chi fa le cose senza pensarci prima” (S. Rossi Galli)

biscondola (a), loc.avv.: “luogo riparato dal vento e dove anche nella stagione fredda batte un po’ di sole”: duplice condizione che può spiegare il “bis-” lat. dell’etimologia completata dal “cond(ere)” = “chiudere, mettere al riparo” (DEI) e dal suff. diminutivo  “-ola”, forse in riferimento  alla zona circoscritta; voce pisana, ma forse possiamo dire, più in generale, toscana. A Fucecchio almeno un tempo si poteva sentir dire anche “a piscondola”, di cui esisteva addirittura la variante  “bispiombola”, chiara corruzione della precedente, anzi, più esattamente, della voce pisana precedentemente  considerata, forse in riferimento a quando i raggi del sole cadono “a piombo” cioè “perpendicolarmente, come indicato dal filo di piombo” (De Mauro). A Montaione (Firenze)  addirittura si chiama “A biscondola” la biblioteca comunale

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  http://www.montaione.net/il-toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per l’ 8 marzo 2016 

Biblioteca. Appuntamenti di marzo

La Biblioteca Comunale “a biscondola” di Montaione vi comunica le seguenti iniziative

 

GIOVEDI’ 3 MARZO, ore 21.30

“Club dei giovani lettori” per conoscersi, incontrare altri lettori,

segnalare i libri preferiti, scambiarsi consigli e sconsigli di lettura.

 

MARTEDI’ 8 MARZO, ore 17

Circolo di Lettura della biblioteca.

Imperdibile appuntamento per gli amanti della lettura.

Gli incontri del Circolo sono liberi e gratuiti.

librincircolo

 

info line biblioteca (1)

 

Prossimamente cinema

PROSSIMAMENTE CINEMA A MONTAIONE

Sabato 5 marzo  ore 21,15 e Domenica 6 marzo  ore  17,30

AMARCORD  (Italia-Francia 1974)  127’  Regia: Federico Fellini

Con: Bruno Zanin, Pupella Maggio, Nandino Orfei,  Ciccio Ingrassia, Magali Noël

Con lo splendido restauro della cineteca di Bologna torna uno dei capolavori di Fellini . Rivisitazione tutta ricostruita e mai così vera della Rimini dei primi anni ’30 col fascismo trionfante, l’apparizione notturna del transatlantico Rex, il passaggio delle Mille Miglia, la visita allo zio matto e la bella Gradisca. Vent’anni dopo I vitelloni F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. Oscar per il miglior film straniero

Gli angeli di Villa Serena

di L. M.

…non hanno le ali, nè gli occhi azzurri e neppure i boccoli d’oro.  Questo termine, già usato in passato da un parente di una ospite della R.S.A. di Montaione, vuole riferirsi a coloro che operano nella casa per anziani e soprattutto a coloro che più di altri sono a contatto frequente con gli ospiti. A coloro che dedicano tanto amore, pazienza, attenzione e anche la professionalità  nella cura quotidiana che talvolta molti anziani non potrebbero trovare neppure a casa loro, o nella famiglia di origine quando esiste ancora.

Ho potuto constatare un operato di dedizione avendo avuto mia madre ospite temporanea in quella struttura per quasi  tre mesi. Adesso mia madre è tornata a casa sua, nel suo ambiente, l’ambiente nel quale ha trascorso tanti dei suoi anni.

Ma credo, senza retorica, che qualcosa degli ultimi tre mesi a mia madre mancherà. Un grazie particolare agli operatori dei blocchi C e B, secondi piani.

Cinema. E’ arrivata mia figlia

MONTAIONE PER UN CINEMA DI QUALITÀ

Cinema Teatro Scipione Ammirato Piazza Gramsci , Montaione

Circolo del Cinema “ANGELO AZZURRO” UICC – In collaborazione con il Comune di MONTAIONE

  • SABATO 27 ore 21,15, DOMENICA 28 febbraio ore 17,30

 

È ARRIVATA MIA FIGLIA  (Brasile  2015)  114’  Regia: Anna Muylaert

Con: Regina Casé – Michel Joelsas – Lourenço Mutarelli – Luis Miranda . 

Se vuoi vedere il trailer clicca      È arrivata mia figlia! – Trailer ufficiale italiano – YouTube

Val lavora come cameriera a tempo pieno nella villa di una famiglia bene di San Paolo. Sono più di dieci anni che non vede la figlia Jessica, che ha affidato ad una parente nel Nord del paese. Un giorno, però, la ragazza si presenta in città per l’esame di ammissione alla facoltà di architettura. Il suo ingresso nella casa di Donna Barbara, del marito e del figlio, suo coetaneo, sovverte ogni regola non scritta di comportamento e mette sua madre di fronte alle domande che non si è mai posta. “A che ora torna?” si chiede il titolo originale e a pronunciare la fatidica domanda, che tradisce l’attesa e l’affetto, è Fabinho, il signorino di ceto superiore, che interroga la domestica sul rientro della madre, ma è anche la figlia della domestica, in una catena di ritardi e deleghe che è il vero e proprio fenomeno sociale (non solo brasiliano) contro il quale punta il dito il film della Muylaert. Donne che assumono bambinaie per crescere i propri figli al loro posto, mentre le stesse bambinaie sono costrette a far crescere i propri figli a qualcun altro e così via, in un circolo che mescola vizio e necessità e fa sì che a farne le spese siano democraticamente i figli di tutti e la loro educazione sentimentale.Jessica non è, però, una sventurata d’altri tempi, non si presenta con il bagaglio di tacite conoscenze su cosa è concesso o meno a quelli come lei; non è figlia di sua madre, in questo senso, perché quella continuità si è interrotta troppo presto. Jessica è stata fortunata negli studi, ha trovato chi l’ha iniziata al pensiero critico, per lei la porta della cucina non è una linea di demarcazione scritta nei geni: è una porta come un’altra e, magari, nei disegni dei suoi futuri progetti, la toglierà del tutto.download In termini cinematografici, Jessica è portatrice di un altro sguardo e di un altro uso del corpo nello spazio. Il suo avvento non ha la forza sovvertitrice del misterioso ospite del teorema pasoliniano, il film non ha certo le stesse ambizioni poetiche, ma destruttura comunque, gesto dopo gesto, stanza dopo stanza, un codice separatista che si basa sul patto tra chi pretende e chi lascia che ciò avvenga.   Costruito come un percorso in tempo quasi reale, È arrivata mia figlia non è la storia della rivoluzione di Jessica, ma quella di Val, della sua coraggiosa epifania: è la sua presa di coscienza sulla possibilità di interrompere la catena degli errori che commuove profondamente, perché viene dal personaggio più interno al meccanismo, quello per cui, seppur sbagliata, esisteva una “natura delle cose”. Regina Case, interprete di lunga esperienza teatrale, televisiva e cinematografica, rischia d’incontrare qui il ruolo della vita e lo onora con una performance perfetta, nei tempi comici e nei toccanti momenti del retroscena (evidentemente la sua ribalta).   Il film di Anna Muylaert è un buon esempio di un cinema per tutti che non deve per forza scendere a compromessi sul tema né sul suo impianto ritmico.

Marianna Cappi, Mymovies

Golf. La nuova stagione a Castelfalfi

AL VIA ALLA NUOVA STAGIONE DEL GOLF CLUB DI TOSCANA RESORT CASTELFALFI

Riapre il prossimo 26 febbraio il Golf Club con un calendario ricco di gare e discipline. Ancora protagonista il FootGolf con appuntamenti mensili e gare nazionali

Golf Club Castelfalfi_01Dopo una breve pausa invernale, il Golf Club Castelfalfi ASD torna a far divertire i golfisti di tutto il mondo. Alla riapertura, prevista il prossimo 26 febbraio, verrà presentato il calendario del 2016 che prevede avvincenti gare che permetteranno di cimentarsi nei diversi percorsi del campo, in ogni stagione dell’anno. Lo splendido campo da golf, con le sue 27 buche immerse nel verde della campagna toscana e impreziosite da terreni scoscesi e corsi d’acqua, è ideale per qualunque livello di gioco, e permette anche ai più piccoli di muovere i primi passi sul green.

A rendere unica la proposta del Club, è la forte presenza, nel calendario 2016, di molte gare di FootGolf, la nuova e appassionante disciplina che, dopo il successo riscontrato durante l’anno passato, si è imposta con competizioni a cadenza mensile.  Proprio ad aprile e a luglio, sui campi del Resort, si disputeranno, rispettivamente, l’ottava tappa nazionale del Campionato Italiano Federazione Italiana Footgolf e la finale della Region’s Cup Toscana.

Golf Club Castelfalfi_02Non mancheranno poi le gare charity: a giugno sarà possibile divertirsi contribuendo a un’importante iniziativa benefica a favore dell’Ospedale San Raffaele di Milano. A maggio, invece, si terrà una gara della Lions Charity Golf Championship, promossa dall’omonima associazione benefica, attiva a livello nazionale per la raccolta fondi a favore dei servizi gratuiti di cani guida per non vedenti.

Golf Club Castelfalfi_03Inoltre, quest’anno, il Golf Club Castelfalfi ASD introduce una grande novità: presenterà la sua squadra composta dai soci del club che verranno scelti tramite una selezione che si terrà durante il mese di marzo. Saranno due le categorie che Toscana Resort Castelfalfi porterà in campo: maschile e femminile, con due team che prenderanno parte alle gare federali regionali e nazionali.

Per consentire anche ai meno esperti di avvicinarsi al mondo del golf, da marzo a settembre sono in programma numerosi Open Day, giornate durante le quali adulti e bambini avranno la possibilità di scoprire uno sport ideale per divertirsi e rilassarsi tra le verdeggianti colline toscane.

CLICCA SOPRA LE IMMAGINI PER INGRANDIRLE

Per maggiori informazioni, visita www.castelfalfi.it

Fonte: Golf Club Toscana Resort Castelfalfi

Il Toscanario

Il Toscanario, ovvero “Parole usate in zone toscane” 

di Giancarlo Carmignani

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binoccolo, s.m.: binocolo, di cui è una var. toscana (De Mauro) e il DISC nota che la forma con la doppia –c- è attestata anche nel ‘700. Ciò dipende, a mio parere, dall’influenza di “occhio”, che, com’è noto, deriva dal lat. “oculu(m)”, oltre che da un motivo espressivo

biodolo, s.m.: pianta palustre che c’è chi confonde con la tifa, ma a Fucecchio mi risulta che sia usata comunemente la forma da definire ormai letteraria, essendo stata introdotta in letteratura dal Pascoli (DEI), “biodo”: giunco palustre (“Sparganium ramosum”). Comunque biodolo ne è una variante toscana (De Mauro) e ancor più precisamente pisana (DEI)

birignòccola, s.f.: “testa” (M. Catasini), ma è una voce scherzosa non più usata, per quanto sia collegabile con birignòccolo, quella voce toscana che è stata usata anche da Tozzi e che significa “bernoccolo” (DEI)

birignòccolo, s.m.: “bernoccolo”, ma è dalla forma sincopata brignoccolo che è derivato l’agg., usato da noi, brignoccoluto, in cui il suff. “–uto”, derivato dal latino “–utu(m)”, indica la “caratteristica” di una persona (DISC), ma anche un oggetto che presenta protuberanze ovvero, bernoccoli (DEI). Almeno un tempo birignoccolo indicava anche “un grumo di pasta” (M. Catastini)

biscancio, agg.: stupidello (M. Catastini), ma è una voce scomparsa dall’uso, per quanto specialmente nella prima parte risenta molto probabilmente dell’influenza di “bìschero”; infatti  al posto di questa offesa può essere detto come eufemismo anche “bischéncio”, per es., a San Pierino

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  http://www.montaione.net/il-toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 1. marzo 2016 

Prossimamente cinema

 

PROSSIMAMENTE CINEMA A MONTAIONE

Sabato 27 febbraio  ore 21,15 e Domenica 28 febbraio ore  17,30

E’ ARRIVATA MIA FIGLIA  (Brasile  2015)  114’  Regia: Anna Muylaert

Con: Regina Casé – Michel Joelsas – Lourenço Mutarelli – Luis Miranda 

downloadVal lavora a San Paolo come tata di Fabinho da 13 anni e vive con il senso di colpa d’aver lasciato sua figlia Jessica, a Pernambuco, nel nord del Brasile, allevata dai parenti. Superati gli esami per l’ammissione al college, Jessica si reca dalla madre a San Paolo. La convivenza non è facile, ma tutti rimangono affascinati dalla personalità e dal candore della ragazza.

 

 

Cinema. Turner

MONTAIONE PER UN CINEMA DI QUALITÀ

Cinema Teatro Scipione Ammirato  Piazza Gramsci ,  Montaione

Circolo del Cinema “ANGELO AZZURRO” UICC – In collaborazione con il  Comune di MONTAIONE

SABATO 20 ore 21,15 – DOMENICA 21 febbraio ore 17,30

TURNER  (Gran Bretgna 2014)  149’  Regia di  Mike Leigh,

Con Timothy Spall, Dorothy Atkinson, Marion Bailey, Paul Jesson, Lesley Manville. 

Se vuoi vedere il trailer clicca la freccia

W. Turtner, pittore paesaggista, ormai adulto nei primi dell’800 vede morire il padre cui era molto affezionato e rimane a vivere con la donna di servizio che lo aiuta nel lavoro. Amante delle donne mature ma poco incline a stabilire rapporti affettivi stabili o a impegnarsi in relazioni durature, viaggia molto per esporre e per ammirare quello che poi dipingerà.
C’è più d’un riferimento inMr. Turner al fatto che il pittore protagonista della storia sia probabilmente uno dei più grandi paesaggisti di sempre, un artista determinante nello sviluppo di quel particolare tipo di pittura. Turner è in sostanza un colosso dell’arte visiva e della sua vita Mike Leigh decide di affrontare unicamente l’ultimo periodo, quello in cui era già sufficientemente affermato da vivere il proprio status di pittore noto (con tutti i favori e i problemi che questo comporta). Turner Sebbene la scansione del film non si distacchi in nulla dai canoni del genere biografico (con poco riguardo per ciò che rendeva straordinario il lavoro del protagonista e molta attenzione alla sua vita privata), Mike Leigh cerca lo stesso di cesellare con finezza, di scena in scena, una visione del mestiere artistico. In Mr. Turner infatti ogni evento della vita privata sembra non essere capace di rimanere confinato in essa e getta più d’una luce riflessa sulla professione, si intavola così un discorso estremamente complicato, e purtroppo non sempre risolto con efficacia, sull’istinto vitale insito nell’arte.  Inaffidabile, umorale, ombroso, orso ed egoista con Turner si empatizza non senza un certo grado di senso di colpa e principalmente attraverso quella postura da mr. Hyde messa in scena da Timothy Spall, immensa antenna catalizzatrice di tutto ciò che avviene, una spugna che tutto prende e pochissimo rilascia così che ad ogni suo grugnito scatti una piccola risata. In tal senso non manca di barare Mike Leigh, di passare cioè per un po’ d’ironia così da donare simpatia ad un personaggio apertamente antipatico, riuscendo a non tradire la realtà storica e contemporaneamente guadagnare il consenso dello spettatore per giungere al suo obiettivo: la fascinazione della battaglia umana per la conquista dell’arte, vista senza sconti e senza eufemismi.  Sono infatti quelle relative all’instancabile volontà di disegnare di Turner le parti migliori di un film altrimenti meno riuscito degli ultimi straordinari ritratti umani cui il regista inglese ci ha abituato. Mr turnerMa se quella dell’artista come macchina affamata di creatività è una visione abbastanza abusata, Leigh cerca di comunicare con ancor più minuzia una forma particolare di bramosia del “vedere” come l’inizio di tutto. Il suo Turner è disposto ad ogni cosa per “vedere”, in un’epoca in cui poter ammirare un paesaggio particolare o un evento raro erano occasioni imperdibili per un occhio raffinato. In delicatissimo equilibrio tra realismo ed espressionismo, tra rappresentazione del mondo per com’è e per come lo vede il Turner visto da Leigh, con facile parallelismo, diventa il primo (inconsapevole) cineasta della storia, non tanto per i suoi quadri ma per l’atteggiamento nei confronti del’arte. Attraverso le sue alterne fortune dunque Leigh cerca di mettere in tempesta le acque che solitamente vengono rappresentate come calme. Non esalta l’artista ma, specie nella doppia chiusa, ne sottolinea l’incoerenza e la colpevole mancanza di qualsiasi pianificazione, sostituita da un famelico desiderio di “fare” dopo aver “visto”, senza logica (immancabili le beffe della critica) ma con solo istinto.

Gabriele Niola, Mymovies

 

Comune di Montaione. Assemblea presentazione del programma 2016. L’invito ai cittadini

L’Amministrazione Comunale di Montaione  trasmette in allegato il volantino relativo all’incontro con i cittadini del Comune di Montaione organizzato dal Sindaco e dalla Giunta Comunale per la discussione sul bilancio e sui programmi dell’Amministrazione Comunale per l’anno 2016.

L’iniziativa si terrà martedì 23 febbraio 2016 alle ore 21:30 presso il Teatro Scipione Ammirato a Montaione.

Clicca per il collegamento: presentazione bilancio 2016 invito ai cittadini

Il Toscanario

Il Toscanario, ovvero “Parole usate in zone toscane” 

di Giancarlo Carmignani

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bidalescato, agg. (ma nell’ambito familiare): fuori dell’ordinario ma in senso negativo in riferimento a un edificio troppo irregolare o a un viso butterato oppure, per restare più aderenti all’origine della parola che presenta “bidaleschi”

bidalesco, s.m.: variante toscana rustica (probabilmente per semplificare un po’), ma presente a Fucecchio, di quel “guidalesco” che è stato ripreso dal Verga, pur risalendo al ‘300 (DEI, secondo cui è attestato nel 1764 nel pistoiese Lori) e che significa  una “lesione della pelle” (come estensivamente in italiano il guidalesco: DISC), finendo per formare una specie di foruncolo

bifonchià’, ma una variante più usata da noi è “sbifonchià’ ”; comunque il verbo toscano è “bofonchiare”, v.intr.: brontolare specialmente sotto sotto, derivato da “bifonchio”: calabrone (DEI), che in effetti emette un rumore sordo, un fastidioso ronzìo simile ad  brontolìo. Si tratta di un insetto che frequenta le stalle oppure le case abbandonate di campagna e che può essere pericoloso per l’uomo specialmente se ad attaccarlo sono più esemplari. Da notare che secondo Tommaseo – Bellini bifonchiare significa esprimere “disapprovazione o malcontento” con voci per lo più “inarticolate”: significato che ha in fondo anche da noi 

bifórchio, s.m. variante di bifórco: bifolco, rozzo, ma il primo lemma è in disuso

binda, s.f.: macchina “manuale per il sollevamento di carichi a piccola altezza” (De Mauro, secondo il quale questo lemma deriva dal “alto ted.” Antico “winde” = “àrgano”), ma l’espressione toscana da noi diffusa “Ma che ti ci ’oglion le binde per arzatti?” : ma he ti son necessarie delle macchine, cioè ti occorre proprio un grande sforzo per alzarti?

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  http://www.montaione.net/il-toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 23 febbraio 2016 

Prossimamente cinema

PROSSIMAMENTE CINEMA A MONTAIONE 

Sabato 13 febbraio  ore 21,15 e Domenica 14  febbraio ore  17,30

TURNER -(GB, Germania, Francia2015) 140’  Regia: Mike Leigh;  Con: Tom Wlaschiha – Timothy Spall – Roger Ashton-Griffiths

Il film racconta l’ultimo quarto di secolo della vita del grande pittore J.M.W. Turner (1775-1851), uomo risoluto, temperamentoso e intransigente, e viaggiatore instancabile. Profondamente colpito dalla morte del padre, suo assistente ed ex barbiere, Turner si lega a una vedova che gestice una pensione sul mare, la signora Booth, ed è assillato da una sua ex amante, Sarah Danby, da cui ha avuto due figlie illegittime – ormai adulte – di cui si ostina a negare l’esistenza. E’ spesso ospite dell’aristocrazia terriera, frequenta un bordello, è affascinato dalla scienza, dalla fotografia e dalla ferrovia, è un membro anarchico ma stimato della Royal Academy of Arts, e un bel giorno si fa legare all’albero maestro di una nave per dipingere una tempesta di neve. Per tutto questo tempo è amato dalla sua devota governante, Hannah, che Turner non ricambia e usa per soddisfare i suoi appetiti sessuali, senza mai mostrare per lei alcun vero interesse o riguardo. Finirà per condurre una doppia vita, convivendo in incognito con la signora Booth a Chelsea, dove morirà, senza che Hannah lo venga mai a sapere fino alla fine.

Cinema. L’amore bugiardo

MONTAIONE PER UN CINEMA DI QUALITÀ

Cinema Teatro Scipione Ammirato  Piazza Gramsci ,  Montaione

Circolo del Cinema “ANGELO AZZURRO” UICC – In collaborazione con il  Comune di MONTAIONE

  • Una commedia esistenzialista che alterna i punti di vista e svela una coppia in un matrimonio dominato dalla paura, il sospetto, il tradimento, il rimorso, la rivalsa
  • Sabato 13 febbraio ore 21,15 e Domenica 14 febbraio ore 17,30

L’AMORE BUGIARDO   (USA 2015)  140’  Regia: David Fincher

Amy e Nick sono sposati da cinque anni. Belli, colti e ammirati, hanno lasciato New York per la provincia, dove la loro relazione languisce e l’ostilità cresce. Dietro di loro la crisi economica che ha messo in ginocchio l’America e interrotto le loro carriere, davanti a loro nuvole nere che minacciano tempesta e guai, grossi guai. Licenziati dalle rispettive redazioni e dalle rispettive ambizioni, Amy e Nick provano a ricostruirsi una vita nel Missouri. Casalinga annoiata e paranoica lei, proprietario di un bar che chiama The Bar lui, la coppia scoppia il giorno del loro quinto anniversario. Amy scompare senza lasciare tracce, se non il suo sangue versato e ripulito in cucina, un tavolo rovesciato in salotto, un diario che non tarderà a essere ritrovato e un marito apatico che fatica a realizzare la sua condizione. Perché i vicini, i media, la polizia e tutti quelli che lo stanno a guardare sono davvero convinti che sia stato lui ad uccidere Amy.   A un primo sguardo Gone Girl sembra una corsa contro l’evidenza. Una corsa per scoprire le ragioni della sparizione di Amy e per dimostrare la colpevolezza di Nick.gone girl 1 Perché lui ha tutta ‘l’aria’ del colpevole. Almeno per la polizia, che cerca indizi e accumula prove, per l’anchorwoman più famosa d’America, che sottopone a un’analisi impietosa la sua vita, per i vicini, che giurano al solito di aver visto e sentito, sicuramente per Amy, che gli ha dichiarato guerra prima di scomparire, formalmente per David Fincher, che orchestra nel tempo di un’ora un thriller meticoloso, un gioco di piste, di cinismo, di follia, di fragore mediatico, di illusione romantica. Ma poi, nell’ora e mezza restante, l’autore ridistribuisce le carte e avvia un nuovo film, una commedia esistenzialista e bicefala che alterna i punti di vista e rivela, dietro la messinscena para-hitchcockiana, il grado zero di una coppia e di un matrimonio dominato dalla paura, il sospetto, il tradimento, il rimorso, la rivalsa. Come la protagonista di Kim Novak anche Amy vive due volte. La bionda (e ideale) spirale dei suoi capelli nel prologo diventa segno del film e tono del film. Accarezzata dallo sguardo di Nick, la testa di Amy dissimula cose che lui vorrebbe talmente conoscere che si decide ad aprire la ‘scatola’. gonegirl L’ultima volta che un protagonista di Fincher ha guardato sul fondo della scatola è stato in Seven, un noir cupo di cui Gone Girl replica il gusto per la messa in scena, la scelta cromatica e l’iniziazione alla verità attraverso la creazione di un mondo parallelo. Un delirante disegno che pone il protagonista di fronte alla necessità di compiere una scelta precisa e irreversibile, una scelta traumatica che gli (ri)apre gli occhi. Per Fincher la strada verso la realtà sperimenta sempre la violenza ed è segnata dal sangue, dalle ferite, dai lividi, quando non dalla morte. Amy e Nick sono come ogni altro personaggio di Fincher figli del loro tempo. A ribadirlo è il regista di The Social Network, una tragedia geek che insieme a Gone Girl dice di noi e della nostra esistenza passata a costruire un’immagine pubblica conveniente. Nella rete (sociale), nella vita reale, nel matrimonio. Amy e Nick fingono superbamente di non vedere che il loro piacere narcisistico è compreso nello sguardo degli altri, nello sguardo di chi li osserva, figuranti frustrati dalla loro felicità senza nubi. Ma alla maniera dei film di Fincher, Gone Girl interrompe la narcosi interiore dei suoi protagonisti, facendo saltare lo schema logico e le previsioni facili, diventando gioco interattivo, dove il presunto assassino diventa vittima e la vittima si fa carnefice, dove c’è solo il male, di vivere e di guardare. Gli spazi dell’innocenza, in quel luogo mentale che è la città per Fincher, sono ristretti e affondano senza remissione chi pensava di (ri)costruire. L’ambiente domestico e il quartiere residenziale immacolato, facciata edificata sopra le rovine di un centro commerciale e della crisi economica, correlano le manie dei protagonisti, interpretano la loro psicologia, illustrano la morbosa estetica della malattia, del decadimento, dell’illusione a cui non sfugge nemmeno il matrimonio con la sua pretesa di durare per sempre. Come desidera diabolicamente Amy, che prosegue il discorso di Fincher sull’emancipazione (e libertà) femminile dopo l’amica di Mark Zuckerberg, che rifiuta la sua ‘amicizia’ (The Social Network) e l’eroina di Stieg Larsson, che si vendica del suo aguzzino e diventa elemento destabilizzante del liberalismo patriarcale (Millennium). Con Amy, corpo rigido e insensibile, la donna si fa mistero angosciante, pronta a ottenere il suo potere a ogni costo e con ogni mezzo, compreso quello di invischiare la preda in una tela di ragno camuffata da felicità coniugale. Assenza mai così presente e rivelazione bionda dentro un valzer di mostri di cui segna il passo, Rosamund Pike è la perfetta antagonista di Ben Affleck, abbagliante e (im)perturbabile, che trova l’epifania in un sorriso e l’attore dentro il riscatto di un personaggio assimilabile al suo. Trasposizione del bel romanzo di Gillian Flynn, che sceneggia il film, Gone Girl è testimone e giudice di quello che siamo veramente, al di là di tutte le apparenze e della capacità di costruire e abitare un teatro della mente. Teatro in cui si mettono in scena Amy e Nick, fatti davvero l’uno per l’altra, sovrani effimeri e officianti radiosi di una cerimonia barbara, dove i ‘fedeli’ scattano selfie e contemplano soddisfatti la propria immagine sul telefonino. Dopo aver compreso che in fondo anche per gli altri la felicità è una bufala.

Marzia Gandolfi, Mymovies

 

 

Il Toscanario

Il Toscanario, ovvero “Parole usate in zone toscane” 

di Giancarlo Carmignani

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biasci’à’, v.tr.: biascicare, meno frequente biasciare, che era la forma antica derivata dall’ipotetico lat. parlato “blassiàre” d’ “orig. onom.” (DISC)

biasciantìngoli, s.m.: “persona che si esprime male” (M. Catastini), mentre il DEI, pur riferendo la giusta derivazione da “biasciare” e “intingoli”, accenna ai “biasciantìngoli”, col significato di “buono a nulla”: significato che non escludo che sussista anche nel nostro vernacolo. Che si tratti di un’offesa, per quanto scherzosa, mi sembra evidente, per quanto il suo significato letterale sia anche  in pisano quello d’ individuo che “biascia a lungo il cibo che ha in bocca” senza mandarlo giù, come fa chi mastica senza avere i denti (L. Bezzini) e perciò – viene fatto di pensare – lento di riflessi, cosa che si può ripercuotere anche nella sua capacità sia di esprimersi nel parlare sia sul piano operativo

biasciotto, s.m.: biascicotto, parola toscana: “pezzo di carta, pane o altro che uno si toglie di bocca, dopo averlo biascicato a  lungo”. Chiara la derivazione  da “biasci(c)are” (DEI). Tuttavia il termine “biasciotti” indica propriamente nella nostra zona residui di saliva agli orli delle labbra, a causa di un’infiammazione “agli angoli della bocca” (M. Catastini), non certo gradevole a vedersi

bicigrea (M. Catastini) con la variante picigrea, s.f. probabilmente derivato da “pece greca” forse per il colore: liquirizia, in fucecchiese anche liquerizia

bicicrétta, accanto a bicirétta (anche in pis.) e bigigrétta (M. Catastini), s.f.: bicicletta, che però ha preso giustamente il sopravvento in generale, derivando dal francese “bicyclette”, diminutivo di “bicycle” = “biciclo”, a sua volta dal lat. “bis” = “due volte” e quindi “due” come primo “ elemento di composti” + gr. “kýklos” = “cerchio”, essendo un veicolo “con due ruote allineate” (DISC). Così almeno nel contado veniva detto scherzosamente: “L’hai vorsuta la bicicletta? o pedala!”: hai voluto codesta cosa (sfavorevole)? o pagane le conseguenze!: espressione simile a quella che vedremo parlando del “tramme”

 ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  http://www.montaione.net/il-toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 16 febbraio 2016