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di Giancarlo Carmignani

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capone, s.m. accresc. di capo e perciò capo grosso, ma anche “testone” nel senso di duro di comprendonio o, come viene detto in varie zone toscane, “ di menta”, essendo questo prodotto, fatto a base della pianta omonima, proprio duro!

caporèci (a), loc.avv.: col capo “rivolto a terra, come chi rimette o rece” ovvero vomita; infatti deriva da “capo” (voce da considerare di matrice “indoeuropea”, su cui “guadagna sempre più terreno” l’ “innovazione” volgare “testa”) col lat. “recere”, a sua volta da “jacere” (DEI) = “giacere”, con la desinenza –i propria di certi avverbi come “carponi”

cappello, s.m.: acquista quasi il significato di nuvolone in riferimento al proverbio “Quando il monte Pisano mette il cappello, o fucecchiesi, preparate l’ombrello” per significare  che il giorno dopo pioverà, se sul monte Pisano si addensa una nuvola minacciosa

capugnella, s.f.: “la piccola piramide da abbattere” (R: Cardellicchio) nel gioco delle palline (DISC) praticato da bambini non troppo piccoli. Una sua var. linguistica era “Capucchiella” (come pure “Capuriella” o “Caporiella”), appunto mucchietto di palline buttato giù da un’altra pallina: termini usati a Fucecchio nel secondo dopoguerra, ma venuti meno non essendo più praticato tale gioco

capumilla, s.f.: camomilla, ma nel nostro contado al suo posto si poteva trovare “capomilla” per “rifacimento popolare” su “capo” (DEI)

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Intervento dell’ elisoccorso a Montaione

wp_20161029_10_11_08_pro-129.10.2016 – Incidente di questa mattina avvenuto a Montaione in Viale Filicaia alle ore 9.43.
Donna anziana, residente a Villa Serena, investita mentre attraversava sulle strisce pedonali, all’altezza del fruttivendolo, da un ragazzo con un motorino.
Arrivo sul posto dell’ambulanza BRAVO della Misericordia di Montaione, attivata dalla CO. 118 di Pistoia e dell’automedica di Castelfiorentino, inizialmente la Persona era cosciente ma subito è apparsa in gravi condizioni, con un’emorragia cerebrale, pneumotorace e varie fratture agli arti.
wp_20161029_10_43_42_pro-1Sul posto vigili urbani e carabinieri.
Allertato l’elisoccorso PEGASO 1 di Firenze, che ha atterrato al campo sportivo, l’ambulanza, con i sanitari a bordo, si è diretta al campo di calcio montaionese scortata dai carabinieri.
La signora è stata trasportata a Careggi da Pegaso 1 in prognosi riservata.
 
Alessio Gronchi

(Misericordia di Montaione)

Castelfalfi. Inaugurato l’impianto a biomasse e impatto zero sul territorio

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Fratoni, Pomponi, Lotti, Neuhaus e Berton al taglio del nastro

DALLA PARTNERSHIP CON RENOVO UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO TURISTICO SOSTENIBILE PER TOSCANA RESORT CASTELFALFI

L’energia da fonte rinnovabile generata dall’impianto di Renovo Bioenergy alimenterà la rete di teleriscaldamento e climatizzazione a servizio del Toscana Resort Castelfalfi, esempio virtuoso di sviluppo turistico di qualità che valorizza le risorse naturali, la vocazione e l’economia del territorio.

Castelfalfi, 26 ottobre 2016 – Sarà rinnovabile e rigorosamente a km zero l’energia termica che alimenterà l’impianto di teleriscaldamento e di climatizzazione del Toscana Resort Castelfalfi, la tenuta collocata nel paradiso naturalistico che si estende su 1.100 ettari nel territorio del comune di Montaione (FI). La scelta di efficientamento energetico nel segno dello sviluppo territoriale legato a un modello di economia circolare e alla promozione di turismo sostenibile è stata ufficializzata dai vertici di Toscana Resort Castelfalfi e di Renovo Bioenergy nel corso dell’incontro “Energia rinnovabile per lo sviluppo di un turismo sostenibile”, svoltosi oggi nel suggestivo scenario del borgo medievale restaurato.

L’avvio della partnership energetica e il ruolo delle energie rinnovabili per la sostenibilità di iniziative di valorizzazione turistica del territorio sono stati al centro dell’incontro, cui hanno partecipato, fra gli altri, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Luca Lotti, l’Assessore all’Ambiente della Regione Toscana, Federica Fratoni, il Sindaco di Montaione Paolo Pomponi, il Direttore General dell’AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali), Marino Berton, e il Direttore Generale del Credito Cooperativo di Cambiano, Francesco Bosio.

Facendo gli onori di casa, Stefan Neuhaus, CEO di Toscana  Resort  Castelfalfi, ha introdotto i lavori ripercorrendo la genesi e le caratteristiche distintive della Tenuta e inquadrando la scelta a favore delle energie rinnovabili nel contesto del più ampio piano di riqualificazione territoriale a scopo agricolo e turistico voluto dalla multinazionale tedesca TUI, leader mondiale nei servizi per il turismo.

Renovo Bioenergy, società che promuove progetti con l’obiettivo di creare un modello che parta dalla valorizzazione delle risorse del territorio per lo sviluppo di filiere produttive locali sostenibili, ha costruito la centrale energetica a biomasse che sorge all’interno della Tenuta, per un investimento complessivo di circa 3 milioni di euro. Renovo Bioenergy avrà inoltre il compito di gestirla per i prossimi 20 anni, fornendo tutta l’energia termica necessaria alla climatizzazione estiva e invernale dei fabbricati della tenuta. L’impianto sarà alimentato con il cippato vergine ricavato dalla manutenzione delle aree boschive della stessa tenuta e sottoprodotti agricoli e forestali provenienti dal territorio – come gli scarti di potatura e di alberi da frutto.

Vista dall'alto del sito in cui è collocata la centrale. Si noti l'impercettibilità visiva dalla strada provinciale.
Vista dall’alto del sito in cui è collocata la centrale. Si noti l’impercettibilità visiva dalla strada provinciale.

“Sono orgoglioso di mettere a disposizione di Toscana Resort Castelfalfi il know-how acquisito da Renovo nella progettazione, realizzazione e gestione di centrali termoelettriche dimensionate per approvvigionarsi, in modo sostenibile, con le sole risorse ‘di scarto’ non sfruttate del territorio, generando valore, nuove opportunità di sviluppo e occupazione per le comunità locali” – ha dichiarato in proposito Stefano Arvati, Presidente di Renovo SpA. “E proprio il territorio sarà il primo ad avvantaggiarsene: la maggior parte delle biomasse da utilizzare nell’impianto verrà infatti recuperata dalla manutenzione delle aree boschive della tenuta, cosa che contribuirà alla prevenzione dal rischio di dissesto idrogeologico. Un bosco abbandonato a sé stesso è un bosco improduttivo e in cui la vegetazione in accumulo può portare a seri rischi”.

Sul ruolo della biomassa come fonte di energia rinnovabile si è espresso anche Marino Berton: “L’Italia è riuscita a raggiungere la quota del 17% di energia rinnovabile con ben 6 anni di anticipo rispetto agli obiettivi posti dall’Unione Europea entro il 2020, per questo traguardo ha contribuito in modo significativo l’energia termica prodotta da biomasse, che rappresenta secondo i dati ufficiali (rapporto statistico del GSE) 5,8 Mtep su un totale di 20,2 Mtep prodotte da tutte le rinnovabili italiane (elettriche, termiche e trasporti), quindi quasi 1/3 di questo valore”, ha sottolineato il Direttore Generale AIEL. “Considerando gli obiettivi europei al 2030 in termini di energia rinnovabile che saliranno al 27%, anche in coerenza agli impegni assunti a Parigi alla COP 21 per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, nei prossimi anni l’energia termica prodotta dalle biomasse legnose da rinnovabili avrà ancora un ruolo fondamentale sopratutto se saprà crescere nel quadro della gestione forestale sostenibile e nel proseguire gli sforzi in atto di innovazione tecnologica degli impianti. Un’operazione come quella portata avanti da Renovo Bioenergy, quindi, ha un valore straordinario perché dimostra come la cura del territorio, in questo caso quello di Toscana Resort Castelfalfi, possa diventare diventare energia, sviluppo dell’occupazione e turismo sostenibile, permettendo la riduzione dell’utilizzo del petrolio che dovremmo acquistare dall’estero”. 

Il Sindaco  di Montaione, Paolo Pomponi, ha espresso soddisfazione per l’ulteriore avanzamento di un complesso turistico a lungo atteso e oggi più che mai strategico per il rilancio del territorio e dell’economia locale: “Sono sempre più convinto che la salvaguardia del nostro territorio passi dall’incentivazione dell’uso di fonti energetiche rinnovabili e pulite. Il rispetto dell’ambiente e la corretta gestione delle risorse sono un requisito chiave per fare di Montaione una meta ambita per i turisti di oggi, ma anche per quelli di domani. Non a caso Montaione rappresenta la  prima municipalità europea ad aver conseguito le certificazioni ambientali ISO 14001, ISO 50001 e la prestigiosa European Energy Award Gold. Per questo, il progetto di Castelfalfi rappresenta l’esempio concreto di un modello di crescita moderno e al passo coi tempi, ma che allo stesso tempo sia in grado di valorizzare le caratteristiche che storicamente sono riconosciute alla nostra regione”.

“Da quando TUI ha deciso di investire su Castelfalfi, nell’ormai lontano 2007, abbiamo lavorato a stretto contatto con Comune, Provincia e Regione per individuare un modello di sviluppo che avesse come obiettivo primario il rispetto e la tutela del patrimonio ambientale di questa splendida area”, ha concluso Stefan Neuhaus.

“La partnership con Renovo rappresenta per noi un passo molto importante verso un più ampio percorso di efficientamento energetico che comprende, fra l’altro, il progetto di approvvigionamento idrico e la recente creazione di un impianto di depurazione delle acque a beneficio di tutte le strutture di cui si compone il Resort. Il prossimo investimento sarà mirato all’approvvigionamento elettrico mediante la costruzione di un nuovo parco fotovoltaico nei pressi del complesso immobiliare La Collina’”.

Documenti e schede:

scheda-tecnica

castelfalfi-company-profile

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Fonte: Toscana Resort Castelfalfi

 

 

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capibigia, s.f.: capinera (“Sylvia atricapilla”), ma il lemma capibigia viene o veniva usato a Fucecchio (per quanto meno del corrispondente termine italiano) in riferimento alla femmina forse perché “ritenuta specie” a sé stante – s’intende – per la “colorazione del capo”, non nera come quella del “capo nel maschio adulto”, appunto, della capinera, secondo C. Romanelli

capitello, s.m. e, siccome in piazza Montanelli, a Fucecchio,  stava ai capitelli chi non era al lavoro, l’espressione “Regge’ i capitelli” stava a indicare chi non lavorava

capo, s.m. con l’aggiunta dell’ agg. amèno, ma pronunciato dalle nostre parti anche attaccato come se fosse da scrivere capamèno: persona che non dà affidamento avendo idee “un po’ strane” (P. Fanfani); ha acquistato insomma un’ accezione sfavorevole che originariamente l’agg. “ameno” non aveva certo, essendo collegato con la “famiglia” di “amare” (Devoto)

capoccia, s.m.: “Capo di casa nelle famiglie di contadini toscani” (DEI), ma, in seguito al venir meno della mezzadria, anche questo termine “sta scomparendo dal linguaggio comune” (M.P. Bini), anzi è già scomparso almeno in tal senso

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caóna, s.f.: in senso metaforico donna che si pavoneggia per il suo ricercato modo di vestire o d’ingioiellarsi facendo vita mondana oppure che ama troppo mettersi in mostra, secondo una meno diffusa accezione vernacolare, donna che si esibisce specialmente in politica (significato molto meno diffuso). Peraltro alla lettera significa donna che “va troppo di corpo”, insomma che evacua troppo spesso. Invece un’accezione ormai in disuso è quella di periodo in cui manca il lavoro, nè mi risulta che in fucecchiese tale termine significasse “paura” come invece nel vernacolo pisano secondo B. Gianetti, per quanto si possa spiegare perché la paura può far andare di corpo, come fa qualcuno in prossimità degli esami

caóne, s.m. volg.: uomo che ostenta la propria alterigia risultando così particolarmente antipatico, ma alla lettera è invece un individuo che caca – verbo da cui esso chiaramente deriva – molto

capello, s.m.: capelli: uso scherzoso del singolare per il plurale come facevano a volte, magari per un motivo diverso, in latino, senza stare certo da parte mia a citare i numerosi casi affini. È un esempio di quella figura retorica che si chiama “sinèddoche”. Esiste peraltro in vernacolo anche l’uso opposto del plurale al posto del singolare, come quando veniva chiamato “giardini” il giardino che si trovava presso il “piazzale” (piazza XX Settembre)

capì’, v.tr.: capire. Pres. Ind. 1^ pers. pl., specialmente un tempo nel contado: “Capìmosi bene!”: capiamoci bene!

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cane, s.m. con un significato particolare nell’espressione “Lavorà’ come un cane”: lavorare in modo disumano e perciò da intendere ovviamente in senso  metaforico e non alla lettera perché i cani non è che lavorino, a parte certi compiti che vengono loro assegnati o a cui vengono addestrati

canfino, s.m.: “petrolio per lume” (M. Catastini), termine dialettale, fra l’altro, pisano e lucchese (DEI) da tempo scomparso dalle nostre parti

cannaiola grossa, s.f. seguito da un agg. in riferimento alle dimensioni rispetto alla cannaiola, a Fucecchio chiamata anche “sparacannelle” (Giglioli): cannareccione (“Acrocephalus arundinaceus”), termine che Romanelli definisce “tipicamente toscano” e che pare che sia più diffuso anche dalle parti del medio Valdarno

cannéggiola, s.f.: cannuccia palustre (“Phragmites communis” o “Arundo phragmites”), abbondante nelle aree  padulose toscane. C’è almeno a Massarella chi la chiama anche “Cannella”

cantà’, v.tr. e intr.: cantare. Modo di dire: “Cantà a tutta vàrvola” , cantare a tutta valvola ovvero “a tutta birra”: cantare a squarciagola

canterale, s.m.: cassettone, voce anche pisana secondo il DEI e il Gianetti

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Cinema. Il programma della settimana

Circolo del Cinema “ANGELO AZZURRO” uicc – in collaborazione con i Comuni di Castefiorentino e Montaione

MONTAIONE per un cinema di qualità -+- MONTAIONE: Cinema Scipione Ammirato

MARTEDI 4 OTTOBRE ore 17,30 SPECIALE RAGAZZI ALLA RICERCA DI DORY (1987) 105′ CARTONE ANIMATO

GIOVEDI 6 OTTOBRE ore 21,15

– LA LEGGENDA del SANTO BEVITORE(1988) 125’ Regia di Ermanno Olmi Con Anthony Quayle, Rutger Hauer, Sandrine Dumas, Dominique Pinon, Cécile Paoli LEONE d’ORO 44° mostra di Venezia 1987.

downloadDal romanzo di Joseph Roth. Il primo film di Ermanno Olmi su soggetto altrui. Riuscito benissimo, peraltro (la cosa migliore del regista bergamasco dall’epoca dell’ Albero degli zoccoli). Protagonista è un alcolizzato ex minatore che vive come un barbone a Parigi. Un giorno è toccato dalla Grazia (un misterioso signore l’aiuta a più riprese). Lo sventurato Andreas muore felice in chiesa davanti all’immagine di Santa Teresa di Lisieux.

SABATO 8 ore 21,15; DOMENICA 9 ore 21,15 e MARTEDI 11 ottobre ore 21,15 

-L’ESTATE ADDOSSO (2016) 98’ Regia di Gabriele Muccino Con Brando Pacifico, Matilda Lutz, Taylor Frery, Joseph Hard.

Marco ha 18 anni, sta per diplomarsi al liceo ma di fronte alle fatali scelte della vita, è terribilmente angosciato dall’inc ertezza assoluta sul proprio futuro. L’estate “della maturità” subisce un improvviso colpo di scena quando, in seguito ad un incidente con lo scooter, Marco riceve dall’assicurazione un risarcimento che gli consentirà di partire per San Francisco. Con suo grande d isappunto però, anche lestateaddosso-filmMaria, una compagna di scuola soprannominata da tutti “la Suora”, partirà alla volta della sua stessa meta, ospite dell a stessa coppia di amici contattati dal compagno di classe Vulcano. All’aeroporto di San Francisco ci sono ad attenderli due ragazzi, Matt e Paul. Quel che Vulcano non ha detto è che Matt e Paul convivono e sono una coppia gay. Irritazione e pregiudizio si manifestano immediatamente e Marco prende ancor di più le distanze da Maria “la Bigotta”. Nonostante le premesse, nei giorni seguenti i quattro amici inizieranno a conoscersi, gettando le basi per costruire un’amicizia imprevista e sorprendente e i giorni inizieranno a trascorrere veloci e nuovi per tutti loro. Questa diventerà presto la loro Estate. Per sempre.

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cananèo, s.m.: oltre all’eventuale riferimento alla storia ebraica, si potrebbe trattare di un eufemismo al posto di cane, come si può desumere dall’offesa “Figlio d’un” o “Pezzo d’cananèo!”, certamente meno offensiva  rispetto ai volgarissimi “Figlio d’un cane!” o al livornese “Nato di ‘ane!” oppure “Nato da ‘n cane!”

cancello, s.m. usato in senso metaforico nel proverbio “Cancello traditore s’apre a tutte l’ore”: dobbiamo “disporci al peggio” (M. Catastini) nel senso che il male (o l’insidia) è sempre in agguato e perciò dobbiamo esser pronti ad affrontarlo quando purtroppo verrà

cancherino, toponimo scomparso presso Ponte a Cappiano e l’argine del Padule (A.S.F., Scrittoio delle Regie Possessioni, Filza 815, 14 novembre 1649). Non è affatto gradevole questo toponimo,  dal momento che come nome comune cancherino è un diminutivo di “canchero”: cancro, parola quasi innominabile secondo certe persone per la pericolosità del tumore maligno, definito infatti spesso “malaccio”. Nota Malagoli che in “canchero” vi è un’epentesi popolare

candelòra, s.f.: festa della “purificazione della Madonna”. Proverbio: “Per la Candelora se piove o se gragnòla (gràndina), dell’inverno sémo fòra (fuori); se c’è il sole o il solicello, sémo in mèżżo al ‘vèrno (inverno)”. Viene celebrata il 2 febbraio ed è interessante l’etimo riportato dal DISC: dal lat. tardo “(festum)  candel(arum), cioè (festa) delle candele” incrociato con “(festum) (cere)orum”, cioè “(festa) dei ceri”. Infatti allora vengono benedetti i “ceri rituali”

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Montaione 1257 – 2017

MONTAIONE. IL COMUNE PREMIA IL VINCITORE DEL CONCORSO “MONTAIONE 1257-2017” RISERVATO AGLI STUDENTI DELL’ISTITUTO “F. ENRIQUES”

 

Sabato 1 ottobre si è svolta presso la Sala del Consiglio Comunale “Mario Rossetti” di Montaione la cerimonia di premiazione del Concorso “MONTAIONE 1257-2017” bandito dal Comune di Montaione e riservato agli studenti che hanno frequentato, nell’anno scolastico 2015/16, la Classe IV B del corso di studio “Promozione commerciale e pubblicitaria” dell’Istituto Superiore “F. Enriques” di Castelfiorentino, coordinati dall’insegnante referente, prof.ssa Luisella Giacomini.

Le motivazioni del lavoro di Giorgia Del Prete
Le motivazioni del lavoro di Giorgia Del Prete

Il concorso è stato ideato dal Comune, in collaborazione con l’Istituto Enriques, in occasione del 760° anniversario del primo documento che attesta l’esistenza del Comune di Montaione[1], ed era finalizzato alla creazione di marchi o logotipi a tema che identificassero il Comune nella sua immagine pubblica, da utilizzare nella predisposizione di strumenti di comunicazione volti alla diffusione delle attività istituzionali dell’ente.

Presso la sede comunale è stata, inoltre, allestita l’esposizione completa dei progetti grafici di tutti i 15 alunni della classe IV B, ciascuno dei quali accompagnato da una breve relazione di presentazione con la descrizione del percorso concettuale attraverso il quale ogni studente è arrivato alla scelta dei contenuti e delle modalità espressive.

La Giunta Comunale di Montaione ha effettuato la scelta del logo vincitore sulla base dei seguenti elementi: efficacia comunicativa, valore estetico ed artistico e facilità di riproduzione. La vincitrice del concorso è risultata la studentessa  Giorgia Del Prete, che ha presentato un progetto grafico basato su una rivisitazione in chiave attuale degli elementi presenti nello stemma araldico, in particolare del cervo, disegnato con forme elementari, linee e tratti alternati che si intersecano tra loro, affiancato da una spiga di grano ed un ramo di olivo, che rappresentano le produzioni agricole tipiche del territorio.

Foto di gruppo

Come ha sostenuto il Sindaco, Paolo Pomponi, presente alla manifestazione con l’assessore all’istruzione Cristina Martini ed altri componenti della Giunta, la scelta non è stata facile per le rilevanti qualità grafiche ed espressive di tutti i lavori presentati, tant’è che si può dire che l’intera classe ha vinto con successo la sfida proposta.

Il sindaco ha anche precisato che il nuovo logotipo non sostituirà quello ufficiale, ma lo affiancherà sui supporti utilizzati dall’Amministrazione Comunale per l’attività istituzionale; sarà, ad esempio, impiegato, unitamente a quello esistente, per elaborare la grafica della carta intestata relativa alla corrispondenza ufficiale del Comune.

La premiazione a Giorgia Del Prete
La premiazione a Giorgia Del Prete

Per l’insegnante che ha coordinato il progetto, prof.ssa Luisella Giacomini, si è trattato di un lavoro di grande impegno e responsabilità per i ragazzi della sua classe, che si sono dovuti confrontare per la prima volta non tanto con il giudizio dei docenti, ma con quello di soggetti esterni all’ambito scolastico, più vicini al mondo del lavoro con il quale presto si dovranno rapportare.

Alla premiazione è intervenuto anche Rino Salvestrini, storico locale ed ex-sindaco del Comune, a ricordare l’origine dello stemma ed il significato della ricorrenza storica.

Alla vincitrice, Giorgia Del Prete, è stato attribuito un premio in denaro di 250,00 euro. Tutti i partecipanti hanno ricevuto un attestato di partecipazione.

Il gruppo si è poi trasferito a San Vivaldo, oggetto nel 2017 di un’altra importante ricorrenza sulla quale, nel corso dell’anno scolastico 2016/17, lavoreranno con le stesse modalità gli studenti che frequentano l’attuale classe IV del corso di studio “Promozione commerciale e pubblicitaria” dell’Istituto Superiore “F. Enriques” di Castelfiorentino: i cinquecento anni dall’importante documento emanato da Papa Leone X per concedere le indulgenze ai pellegrini in visita a San Vivaldo (1517).

Montaione, 3 ottobre 2016

[1] Documento del settembre 1257 con il quale il Comune di San Miniato vendeva a quello di Montaione una porzione della Selva di Camporena (cfr. a. angelelli, Memorie storiche di Montaone in Valdelsa, Firenze-Roma 1875, p. XVI)

Fonte: Comune di Montaione

Biblioteca. Il programma di ottobre

La Biblioteca Comunale “a biscondola” di Montaione vi comunica le seguenti iniziative
SABATO 8 OTTOBRE, ore 10,30
Storie del bosco segreto…
Ora del racconto speciale…aspettando la Tartufesta
Letture animate con laboratorio creativo per bambini dai 4 agli 8 anni
.
 
MARTEDI’ 11 ottobre, ore 17,00
Librincircolo. Circolo di lettura della biblioteca.
Riprendono gli appuntamenti mensili del Circolo di lettura con i lettori della Biblioteca di Montaione
Incontro gratuito
MERCOLEDI 26 OTTOBRE, ore 17,00
Un pomeriggio in biblioteca.
Libri e attività creative per passare un pomeriggio divertente in biblioteca
Per ragazzi di 7 – 11 anni

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camiciata, s.f.: grande sudata, tale da far sudare una camicia; voce toscana (DEI e De Mauro)

camiciola, s.f., tosc. quando significa “maglia portata a contetto della pelle”(De Mauro); nella frase “Fare la camiciola”: “accordarsi per far perdere uno a carte”, ma anche “picchiare uno in gruppo” (R. Cardellicchio): significati che ritengo venuti meno, mentre è rimasto quello della stessa frase di fare  “il bidone” a una persona e cioè ingannarla o “venir meno a un impegno” (DISC)

campaccio, s.m.: luogo dov’era scaricata la spazzatura, come può far capire anche il suff. peggior. “– accio –” aggiunto al termine “campo”, derivato dal lat. “campu(m)” = “piana” (DISC)

canaio, s.m.: tosc. nel senso di grande chiasso, “schamazzo”, che forse deriva dal lat. “exclamatio” ( De Mauro), mentre “canaio” deriva dal lat. “canariu(m)”, a sua volta da “canis” = “cane” (DISC): quando più cani abbaiano fanno veramente baccano! Mi sembra peraltro un lemma ancora più diffuso in livornese, tanto da far pensare che sia originario di tale parlata anziché di quella pisana, affine ad essa, se si esclude il tipico intercalare livornese: “déh!”. È comunque usato anche da noi, dove in questo caso (e neppure in livorn.) non avviene il dileguo della –c- dopo “che” per il rafforzamento con cui viene pronunciata tale consonante: infatti potremmo scrivere, tenendo presente la pronuncia piuttosto espressiva: “Che ccanaio!”

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calòcchia, s.f.: palo da viti (Malagoli), ma anche “canna”

calore, s.m. che viene usato anche al plurale in una frase come: “Gaó che calori!”: guarda che caldo! in riferimento a chi, da come veste, mostra di avere molto caldo anche se non lo è

calsa, s.f.: calza per errata scrittura (Malagoli) e pronuncia, ma a Fucecchio è diffusa anche la pronunzia “carza”, per cui non meraviglia certo sentir dire “carzature” al posto di calzature

Càmbera, s.f.: camera; secondo il Rohlfs sarebbe una voce pistoiese (ma l’ho sentita usare anche a Fucecchio) da ricondurre a “cammera” (viene infatti in mente il “cammerarius” dello Statuto del Comune di Fucecchio del 1307-1308); sarebbe quindi da considerare una “reazione ipercorretta il passaggio di mm a mb”, ma è un’ipotesi che non mi convince. È vero che viene in mente anche il francese “chambre” = “camera”, ma si tratta di una voce rimasta solo alla parte “più incolta del popolo” e ormai usata caso mai solo in qualche angolo più remoto della campagna almeno da noi. Anche in livornese si poteva sentir dire “cambera”, dove si sarebbe verificata un’epentesi secondo V.Marchi

cambià’, v.tr.: cambiare. Modo di dire: “Cambià’ da così a cosà”: cambiare del tutto

cambiazione, s.f.: “cambiamento del tempo” (M. Catastini), ma è una parola giustamente venuta meno probabilmente perché suona male e perché è strettamente collegata con l’idea di “mutamento”; infatti significa proprio questo il termine “cambiamento” nel Boccaccio, in cui risulta attestata per la prima volta nella letteratura italiana questo termine (DELI)

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La festa della Misericordia

Come sempre una grande festa,
ogni anno trovare le giuste parole per dire Grazie, ai volontari, alla popolazione, all’entusiasmo che si “tocca” con mano, e’ sempre più difficile, il rischio di essere ripetitivi e’ grosso.
Quest’anno faccio mie le parole di alcuni
volontari di associazioni più grandi di noi,
“siete forti ed unici, un grande gruppo, ma come fate?”.
Semplice, con la voglia di stare insieme, aiutare gli altri, concretamente, con i fatti, e divertirsi.
500 bomboloni son finiti, i dolci delle cuoche di Montaione pure, un gruppo che ha suonato e cantato divinamente, oltre 50 premi della lotteria, offerti dai commercianti e dagli operatori turistici di Montaione, gli attestati ai nuovi soccorritori ed un torneo di calcio balilla umano che ha fatto divertire
ragazze e ragazzi ….. di tutte l’età.
Squadra vincitrice: ‘L’antica vineria’, che si è aggiudicata una cena al ristorante Casa Masi, già programmata per il 15 ottobre 2016, insieme ai volontari,
in quell’occasione festeggeremo la fine del servizio civile
di Alice, Paolo e Lapo.
 
                                                           Alessio Gronchi
                                                           Responsabile Comunicazione
                                                           Misericordia Montaione

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calìbrio, s.m.: equilibrio (M. Catastini), ma il termine non mi risulta più usato neppure nella campagna fucecchiese e ciò vale anche per “calìfia” e per “califiare”, storpiature al posto di “qualifica” e di “qualificare” (ma penso che un tempo dalle nostre parti venisse detto, caso mai, “califià”), registrate entrambe da M. Catastini

callaione, topon. almeno fino a poco tempo fa usato a Fucecchio, esistente da un tempo imprecisato e corrispondente alla zona posta presso l’attualeviale Fratelli Rosselli. Penso anche sulla scia del DEI che possa significare strada di campagna, viottolone, potendo avere “callaia” (di cui callaione è un accrescitivo) il significato di viottola (DEI), “stradina di campagna” (DISC). Un tempo indicava anche un muro obliquo che indirizzava “l’acqua di un fiume alla ruota di un mulino” (M. Catastini), ma in tal senso il termine è caduto ancora più in disuso

callare, s.m.: viottolo che va dalla strada nei campi (Malagoli), callaia (presente anche in Dante), attestato già nel ‘400 e vivo “nel pis. e lucch.” (DEI), oltre che nel fucecchiese.

calle (le), nome popolare di Ponte a Cappiano, già frazione e ormai, sia pur in tempi molto recenti, da considerarsi sobborgo di Fucecchio. Calla, che deriva appunto dal lat. tardo “calla(m)”, significa nel caso di questo toponimo, come si può dedurre dal DEI, “apertura, munita di cateratta per lasciar passare le acque”, in questo caso dell’Usciana, canale che prende questo nome da lì fino a Montecalvoli al posto di quello di canale Maestro, proveniente dal Padule di Fucecchio

calo, s.m., ma è una locuzione avverbiale vernacolare “accalo” (a calo): secondo la “quantità  consumata” e l’espressione toscana “vino a calo” si spiega tenendo presente il calo che ha avuto “il livello nel fiasco” del vino bevuto entro la fine del pasto in una trattoria o in un ristorante (R. Cantagalli), mentre significa ad un prezzo inferiore al normale l’espressione “Te lo do a calo”

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 20 settembre 2016 

Biblioteca. Il nuovo orario

A partire da Giovedì 15 Settembre 2016 tornerà in vigore l’orario invernale per la Biblioteca Comunale.
Di seguito l’orario invernale della Biblioteca Comunale di Montaione:
Martedì: 9.00 – 13.00 // 15.00 – 19.00
Mercoledì: 15.00 – 19.00
Giovedì: 15.00 – 19.00
Venerdì: 9.00 – 13.00
Sabato: 9.00 – 13.00

E’ “il monumento” il vincitore del nostro sondaggio.

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 “Il Monumento” con il suo panorama sullo sfondo

Ecco i risultati del nostro sondaggio, avviato a fine giugno 2016 e terminato a fine agosto. Al primo posto troviamo “Il monumento” (come è chiamato dai montaionesi), ovvero la Piazza Cavour con il suo panorama invidiabile. Un panorama che ad ogni stagione regala effetti diversi. Al secondo posto “La Pietrina, anche questo un punto panoramico ma sul versante opposto e di tutt’altra vista: le colline pisane. Al terzo posto il torrente Evola (chiamato Egola nella parte pisana e che dà infatti origine anche ai nomi Ponte a Egola e Molin d’Egola). Lo scopo di questo sondaggio era – ricordiamo – quello di eleggere le tre “bellezze” e nel contempo elencare (e ne abbiamo lasciate alcune, purtroppo) le nostre preziose risorse a volte sconosciute anche agli stessi abitanti del territorio di Montaione. Vogliamo ringrare tutti i partecipanti al sondaggio, in particolar modo i nostri lettori austriaci, olandesi, svedesi, tedeschi e danesi, che hanno prestato il loro tempo per esprimere il loro voto. Di seguito la classifica, con ogni singola voce e relativi voti univoci (per indirizzo IP o cookie).

LE TRE COSE PIU’ BELLE DI MONTAIONE

1.Il monumento. Panorama sulla Toscana e l’effetto “mare” nei giorni di nebbia (53)
2.La Pietrina. La chiesetta ed il panorama sulle colline pisane e la costa tirrenica (36)
3.l torrente Evola (Egola). Paesaggi mozzafiato, cascate cristalline ed ecosistemi pregiati (28)

San Vivaldo. La piccola Gerusalemme della Toscana (27)
Il clima, l’aria pulita (27
Il turismo (26)
I sentieri per trekking, mountain-bike ed equitazione (25)
La Cisternata (festival di musica dal vivo) (25)
I boschi. Ricchezza di flora e fauna. I funghi e i tartufi (19)
Il centro storico di Montaione. Le feste, i mercatini, i negozi (17)
Castelfalfi. Il Castello ed il borgo tornati a nuova vita (14)
L’Alta Valle del torrente Carfalo (12)
Piazza della Repubblica. Campanile e Chiesa di San Regolo (9)
La filarmonica Donizetti. Oltre un secolo e mezzo di storia e musica (9)
La campagna ed i prodotti agricoli (9)
Villa Serena. L’ospitalità, l’assistenza, i servizi per gli anziani (5)
Castelfalfi. Il campo da Golf (5)
La via Francigena. Da Coiano a Via delle Colline (5)
La Sughera. L’orgoglio di una grande famiglia di vivere su una collina (4)
Il sistema scolastico. Le strutture, l’insegnamento, il funzionamento (4)
San Regolo. La festa, i fuochi artificiali (4)
La ristorazione (4)
Tartufesta (4)
Il Parco dei Mandorli. Le feste e le strutture (4)
Santo Stefano. La tranquillità e i panorami (3)
Iano. I presepi e una comunità molto attiva (3)
L’Estate Montaionese. Musica, Teatro, Mostre e altre manifestazioni culturali (3)
Gli Alberi. Il lago e le colline con vista a 360° (2)
Le strutture sportive. Lo stadio “Il Prato” e la palestra (1)
Gli eventi al cinema/teatro La Perla (0)

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La Pietrina
Una cascata del fiume Evola

 

 

In Festa con la Misericordia di Montaione

Musica, solidarietà e divertimento in Piazza della Repubblica

Torna immancabile come ogni anno a chiudere l’Estate Montaionese la Festa della Misericordia, un’intera giornata organizzata dalla Confraternita della Misericordia in collaborazione con il Comune di Montaione. Domenica 11 settembre un ricco programma riempirà Piazza della Repubblica per tutta la giornata: dalle ore 9.30 verranno riscosse le quote sociali; alle 10.00 si svolgerà una partita di calcio-balilla umano in Piazza della Repubblica; alle 11.30 verrà celebrata la S. Messa per i volontari nella Chiesa di San Regolo. Alle 12.00 tutti i cittadini sono invitati a partecipare a un aperitivo in piazza, e alle 12.30 si terrà il tradizionale pranzo con i volontari. Alle ore 16.00 apriranno gli stand gastronomici, con dolci e bomboloni, e alle 16.30 saliranno sul palco i Cotton Field. Alle 19.00 verranno consegnati gli attestati ai nuovi soccorritori, e alle 19.30 verranno estratti i premi della lotteria, resa possibile grazie alla generosità dei commercianti e degli operatori turistici di Montaione.

Clicca il link per leggere il programma festa-della-misericordia

La presentazione della Misericordia 

Domenica  11 settembre 2016 si terrà l’annuale Festa della Misericordia, nel centro storico di Montaione.

Il gruppo che si occupa dell’organizzazione della giornata, Volontari giovani e “giovani un po’ cresciuti”,  ha programmato una bellissima festa con il calcio balilla umano in Piazza della Repubblica ed un gruppo musicale nel pomeriggio, i “Cotton Field”.

Dalle ore 9.30 si riscuoteranno le quote sociali dei Confratelli Sostenitori della Misericordia di Montaione, alle 11.30 la Santa Messa e poi l’aperitivo ed il pranzo dei Volontari.

Non mancheranno ovviamente i dolci delle cuoche di Montaione ed i Bomboloni di Marisa.

La conclusione alle 19.30 con la consegna degli attestati ai nuovi Soccorritori e l’estrazione della lotteria, con premi offerti dai commercianti e dagli operatori turistici di Montaione.

Questa Festa vuole essere, come ogni anno, il ritrovo delle Consorelle e dei Confratelli e l’incontro dei Volontari con la Popolazione, con la speranza che nuove Persone si impegnino nelle attività dell’associazione.

Alessio Gronchi

Escursione del “Paesaggio ritrovato” alla Brèntine

Un viaggio ai confini della foresta e del fiume alla scoperta del “Paradiso perduto”

Torna anche a settembre il “Paesaggio ritrovato”, il ciclo di escursioni alla scoperta del territorio promossa dal Comune di Montaione in collaborazione con l’Ecoistituto delle Cerbaie. Il penultimo appuntamento per l’edizione 2016 si terrà domenica 11 settembre per un’escursione che impegnerà i partecipanti per tutta la giornata. L’escursione sarà come sempre gratuita, e sarà condotta da una Guida escursionistica ambientale, che accompagnerà i partecipanti in un viaggio ai confini della foresta e del fiume fino alla Brèntine, un vero e proprio “Paradiso perduto”. Il ritrovo sarà presso la Reception dell’Azienda Agricola “Barbialla Nuova” in via Casastrada 49 alle ore 9, e il rientro è previsto intorno alle 16.30. Per informazioni e prenotazioni (entro venerdì 9 settembre) è possibile contattare l’Ufficio Informazioni Turistiche di Montaione (0571 699255 – turismo@comune.montaione.fi.it)

Clicca il seguente collegamento, Il paesaggio ritrovato alla Brentine

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Cairo, topon. a S.Pierino (corrispondente all’attuale Via Camaldoli) forse col significato di “gabinetto”, essendo una via che portava tra i campi verso l’Arno e che forse per questo poteva permettere di fare i propri bisogni all’aria aperta, quando le case non erano fornite di adeguati servizi igienici. Infatti “andà’ ar Cairo” era una locuzione usata in Toscana per dire “andare al gabinetto” richiamando il nome della capitale dell’Egitto “per ingentilire l’originaria espressione volgare” (M.Cortelazzo-C.Marcato) andare a cacare

calà’, v.intr. almeno nel senso di diminuire che ha appunto il verbo calare; nel contado almeno un tempo veniva detto: “E’ calo di peso”: è calato di peso, con una contrazione per un motivo pratico, vien fatto di pensare, come per molte altre parole storpiate specialmente in campagna. Si pensi inoltre al modo di dire con la c- molto aspirata: “Cala, cala”: abbassa la cresta! “Non esagerare!” (Malagoli). Questo detto ne fa venire a mente un altro (usato dalle nostre parti) dal significato piuttosto simile, anche se d’origine velica, essendo il trinchetto “la vela quadra più bassa issata” sul “primo albero dal lato di prora in un veliero a più alberi: “Cala trinchetto!”: esortazione a una persona a essere più modesta

calìa, s.f.: un orafo chiamato in tal modo raccoglierebbe dai banchi “al termine di un lavoro” minutissime particelle” d’oro staccatesi da questo durante la lavorazione: R. Raddi, secondo il quale a Firenze “Che ccalìa è costui!” significherebbe individuo pignolo o meticoloso, mentre a Fucecchio significava piuttosto “Com’è avaro costui!”. È da notare che I. Montanelli usa l’agg. “calioso” col significato di “avaro meticoloso” unendo le due accezioni viste

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 13 settembre 2016 

La pallavolo a Montaione. Vieni a provare

L’ Associazione polisportiva Pol95 effettua una campagna reclutamenti giovani e giovanissimi/e per l’attività sportiva di pallavolo a Montaione. Alla luce degli ottimi e incoraggianti risultati ottenuti nella stagione recentemente conclusa, a Montaione si invitano i giovani ad avvicinarsi alla disciplina sportiva della pallavolo che è la massima espressione del gioco di squadra. Gioco e sport anche molto valido per la crescita formativa del giovane. Per i contatti, leggi i dettagli sul volantino qui sotto. Interessante leggere I BENEFICI DEGLI SPORT DI SQUADRA

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Emergenza terremoto Centro Italia

Pubblichiamo una comunicazione della Misericordia di Montaione circa lo stato degli aiuti per l’emergenza nelle zone terremotate del Centro Italia

Occorre attenersi alle disposizioni del Dipartimento di Protezione Civile.
– molte sono le Persone che in questi giorni si rendono disponibili ad “aiutare”, e questo ci rende orgogliosi e fieri del nostro paese e annienta chi alimenta solo polemiche.
– tante associazioni, tra queste molte misericordie toscane, sono già operative sul posto.
– i volontari della Misericordia di Montaione sono pronti e disponibili alla partenza, in caso di necessità, l’emergenza non finirà in poco tempo.
– diversi enti, istituzioni ed associazioni stanno facendo raccolta di materiale, (cibo, indumenti ecc..), ma è molto più importante ora raccogliere soldi. C/C dedicato – intestato a Confederazione Nazionale
Misericordie d’Italia – IBAN  IT 96 K 03359 01600 100000072296 Causale: Terremoto Centro Italia.
– il nucleo CROM confederale, Centro Radio Operativo Mobile, gestito dalla Misericordia di Montaione, che si occupa delle comunicazioni in emergenza, al momento non e’ stato attivato.
Vicini al dolore ed alla sofferenza, ognuno di noi faccia ciò che può, da cittadini, da esseri umani.
Alessio Gronchi
Responsabile Comunicazione
Misericordia Montaione

Scopriamo gli Etruschi.

Il giorno SABATO 3 SETTEMBRE p.v.  alle ore 10.30 al Museo Civico di Montaione, Via Cresci 17/19:
SCOPRIAMO GLI ETRUSCHI
Conferenza: “Musei: spazi educativi”
Interverranno: Lando Landi, Marzio cresci, Maria Rosaria di Santo e Sabrina Bartali
organizzato dal Comune di Montaione in occasione delle Celebrazioni previste per la “Giornata degli Etruschi” dalla Regione Toscana.
Con il seguente collegamento leggi l’invito alla partecipazione dell’evento: Scopriamo gli Etruschi, sabato 3 settembre h.10,30

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cacino, agg. tosc.: meschino, misero e la “connotazione negativa” è data in questo caso dal dim.“-ino” aggiunto al termine toscano “cacio”, che s’estende a significare qualcosa di diverso dal formaggio nell’espressione usata anche da noi e a Empoli “Fare una figura cacina”: fare una brutta figura. Può darsi però che la stessa espressione derivi dalla cattiva qualità di un certo formaggio o, come sostiene M. Zanni, perché un cacio fresco (come il formaggino) è “molle” e “inconsistente”

cacio, s.m.: formaggio. Modo di dire: “Sottana con sottana non fa cacio”: la sottana del prete non va d’accordo con quella della donna, dal momento che il sacerdote cattolico non si può sposare, essendo tenuto al celibato. Un modo di dire ben più diffuso di questo (che considero invece raro) almeno da noi è: “esse’ pane e cacio”: andare molto d’accordo (un po’ come “esse’ culo e camicia”: ved.) dal momento che il pane e il formaggio stanno molto bene insieme

caciotti, s.m.pl.: “bruscoli di sudore rappreso”, insomma di sporcizia: termine ancora non scomparso del tutto, a differenza della variante anche pisana “caciolini” (era in riferimento a questo che la specie di glossarietto attribuito a M. Catastini aveva dato la definizione sopra riportata), con cui ha in comune la derivazione dal latino “caseu(m)”, donde il tosc. cacio e l’ingl. “cheese” = “formaggio”: in effetti i bruscoli di sudore rappreso possono in qualche modo far venire a mente bruscoli di formaggio stantio anche per il cattivo odore che promana da ascelle ed altre parti del corpo non pulito in modo adeguato 

caeroso, agg. e s.m.: individuo troppo difficile, che molto probabilmente deriva da “cacheroso” e quindi da “cacherìa”: “leziosaggine, fisima” e questo termine dalla voce “di tipo popolare”, comunque volgare, con dissimilazione, “cacare” (DEI) col suff. “– oso”, che significa “pieno di” (DISC), e quindi caeroso potrebbe essere definito pieno di fisime, stucco, oltre che ansioso in modo eccessivo oppure che, metaforicamente parlando, se la fa addosso per motivi non giustificati e carattere irrisoluto

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 6 settembre 2016 

Live Concert di Alberto “Mons” per l’Estate Montaione

Lo One-Man Show montaionese torna a casa per uno straordinario concerto.

Sarà a Montaione Sabato 27 Agosto ore 21.30 piazza Repubblica (ingresso gratuito) l’eccezionale chitarrista polistrumentista Alberto “Mons” con il suo ‘ live concert ‘ per sorprendere ancora il pubblico del suo paese che lo ha sempre stimato e seguito dagli esordi della sua carriera quando Carlo Conti lo premia nello storico programma Rai “I Raccomandati” fino alla maturità artistica quando Gianni Morandi lo fa suonare nel suo album’ Bisogna Vivere’ e lo porta con se all’Arena di Verona in diretta su Canale 5 insieme ai big della musica internazionale. E’ stato più volte definito uno “ Show Man” e musicista a 360°, infatti, oltre ai live, le apparizioni televisive e le importanti collaborazioni artistiche,” Mons ” è anche compositore di colonne sonore per film, ultimo su tutti, “ Bomba libera tutti “ film sul bullismo con l’attore Sergio Forconi, uscito quest’anno nelle sale toscane e proiettato in molte scuole medie ed elementari. Alberto “Mons” live concert…uno spettacolo da non perdere.

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caccàusse, s.m.: oggetto inutile, carcassa col significato dato a questa da G. D’Annunzio di “oggetto vecchio e mal ridotto”, riferito dal DELI. Comunque il termine, equivalente a quello di “macinino” dato a una  macchina, era usato nel secondo dopoguerra tra giovanissimi compagni e potrebbe essere derivato dall’incrocio tra “cacca” e “caos”. Si pensi alla frase, usata un tempo: “E’ un caccàusse”: è una macchina scarcassata, un macinino, appunto, in tal senso

cacchione, s.m.: offesa, detta talora in tono non malevolo, anche se originariamente può darsi che significasse “spilorcio”, dal momento che dal DEI risulta che anticamente “cacchionerìa” significava appunto “spilorceria”

caccià’, v.tr.: cacciare, ma rifl. quando viene detto “Cacciassi in un  vespaio”: cacciarsi, cioè mettersi nei guai

caciaio, s.m.: bosco di robinie, da “acacia” (dalle nostre parti in vernacolo “cascia”), nome volg. della “Robinia pseudoacacia”, pianta infestante d’origine americana che finisce per favorire con i nitrati la formazione dei rovi

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 30 agosto 2016 

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caà’, v.intr. quando “cacare” significa “defecare”, ma tr. quando in forma negativa significa “non considerare”, come nel linguaggio giovanile del nostro tempo, ma comunque è un vocabolo molto volgare: considerazione che vale ovviamente anche per l’espressione di disprezzo molto diffusa da noi nei confronti di una persona: “Va’ a caare!”: vai via, non ti far più vedere!

caaiòla (nell’ambito familiare e volg.) s.f.: diarrèa, per es. nell’espress. “Gliè  venuta la caaiòla”: gli è venuta la diarrea (per es., per la paura), significato che appunto la voce toscana colloquiale “cacaiola” ( De Mauro)

Caalibri, nomignolo scherzoso attribuito, specialmente dagli abitanti dei dintorni di Fucecchio, alla alla statua dello scrittore e patriota fucecchiese Giuseppe Montanelli, opera dello scultore fiorentino Raffaello Romanelli (1892): opera che in modo simile a questa aveva fatto lo scultore milanese Francesco Barzaghi in Campo S. Stefano a Venezia: mi riferisco alla statua di Niccolò Tommaseo. In entrambe queste statue sono stati fatti scendere i libri, molto probabilmente per ragioni di equilibrio, dalla parte posteriore del personaggio, suscitando una certa sensazione, insomma quasi l’impressione di evacuare (ecco il volgare di “cacare”) libri

caarèlla, s.f.: cacarella, diarrea e in senso metaforico, specialmente nel linguaggio studentesco, paura, dato che questa la può provocare. Una caarèlla particolare è quella “a schizzi”

caarèllo, s.m.: cacarello, “sterco a pallottoline di topi, pecore, capre”, derivato da “cacare” più il suff. “-ello”, attestato con la variante “cacherello” sin dal Trecento (DEI). Col suff. accrescitivo “-one” è stato formato anche a Fucecchio il s.m.(oltre che il soprannome) “Caarellone” specialmente in riferimento a chi se la fa addosso dalla paura

caato, agg. molto volg. (“cacato”) anche quando è unito, mediante la cong. “e”, a “sputato” così come “nato”: identico

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 23 agosto 2016 

I Paesi di MarZaPane

Paesi di Marzapane_16 agosto[1]Dopo il successo degli altri spettacoli, tenutisi a Montaione e Gambassi, il ciclo I Paesi di Marzapane si congeda dai bambini di tutte le età, anche per quest’anno, con uno speciale evento che si terrà a Montaione martedì 16 agosto, alle 21.30 presso la Piazzetta della Biblioteca.
Lo spettacolo/laboratorio s’intitola La bottega di Geppetto… ovvero Costruiamo un teatrino. Insieme agli attori di Teatrombria, che ha curato l’intera rassegna, i partecipanti impareranno a costruire un fantastico teatrino da tavolo, che potranno portare a casa per raccontare e rappresentare storie ai propri amici.

Festival della Musica Suonata

Il ricco programma del Festival della Musica suonata – organizzato dal Comune di Montaione con la direzione artistica di Stefano Montagnani – continua con il terzo dei quattro concerti della serie, che si terrà lunedì 15 agosto alle 21.30 in Piazza della Repubblica.
Saliranno sul palco i Blues Collective. Acoustic and electric blues, un gruppo di ispirazione blues, costituito da valenti professionisti dell’area umbro-aretina e capitanati dal bassista e cantante Maurizio Bozzi. Musicista poliedrico, produttore discografico, promotore culturale, con un più che trentennale curriculum pieno di illustri collaborazioni nazionali e internazionali, Bozzi è uno dei più conosciuti bassisti toscani.
Festival Musica Suonata[1]

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bussata, s.f.: scroscio d’acqua ovvero di pioggia momentaneamente intensa, come nella frase piuttosto ironica “Che bella bussata!”

bussolo, s.m.: “contenitore di lamiera” e questo anche a La Rotta e perciò almeno in una parte del Pisano, si desume da C. Giani. Più precisamente da noi (e ancora di più a Empoli) significa anche “bidone della spazzatura”

bussolotto, s.m.: “barattolo”, ma con un significato particolare non quando si parla del gioco dei bussolotti (“gioco di abilità”: DISC), bensì quando viene o, meglio, veniva detto diversi anni fa: “Ma che gio’i  a’ bussolotti?”: ma come giochi male! ma che giochi a vànvera? oppure ma che agisci affidandoti al caso? o, ma che intendi imbrogliare?

Bussone, nome di “un personaggio realmente esistito” che “era solito presentare fatti e persone in maniera” lontana dalla “verità” (R. Cardellicchio), per cui la frase “Che sei parente di Bussone?” stava a significare che chi parlava non diceva le cose come realmente stavano 

buzzurro, s.m.: offesa, rivolta a una persona, col significato di rozzo, ma anche secondo Malagoli la voce è “venuta di fuori” e significa “uomo panciuto” (almeno in pisano, secondo il DEI) forse in collegamento con “bużżo”, ventre in toscano. Tuttavia era anche un “nome che si dava in Toscana ai montanari svizzeri che in inverno scendevano a vendere caldarroste, dolciumi e sim.”: De Mauro, che in tal senso considera giustamente questo lemma “obsoleto”, mentre anche da noi il termine era usato qualche anno fa nel linguaggio di giovani studenti col significato di “ignorante”, fra l’altro

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Montaione Natura, dai superi agli inferi

Prima di rientrar, per molti, nel turbinio quotidiano post-estivo, potrebbe, un bel giorno,
meritare d´intraprender un viaggio, solo all´apparenza ordinario, poi, pian piano, sempre più surreale,
in cui i riferimenti consueti si disperdono a poco a poco e un altro mondo si manifesta fino quasi a inghiottire il viandante con la mente a quel punto ormai trasformata, ma viva, temprata e rinnovata nell´essenza…

Dai Superi agli Inferi è un´escursione doppia, di due giorni in cui si può partecipare uno dei due giorni,
entrambi i giorni o agganciarsi alla fine del primo e poi proseguire.

Lo scenario non è descrivibile, il percorso inedito, dai picchi della Pietrina fino alle distese desolate del Capriggine fra Castagno e Volterra per poi sprofondare a poco a poco nelle selvagge vallate carsiche
ormai in territorio di San Gimignano dove, entrando nella Riserva di Castelvecchio, ne usciremo forse, non prima di aver intrapreso la traversata intrepida dell´abisso del Botro ai Buchi, una delle ferite più impressionanti della terra…

Per chi voglia partecipare entrambi i giorni o aggregarsi il Sabato sera, c´è la possibilità di cenare e pernottare presso l´Agriturismo “Natura e Salute” loc. Libbiano, San Gimignano, un luogo fuori dal tempo, con una cena a base di prodotti dell´azienda, la colazione mattutina e il pernottamento che prevede le tre opzioni:
1) comoda in camere da 2 o da 3;
2) spartana in camere grandi con sacco a pelo (8 per camera);
3) wild in tenda propria nei prati contermini;
con diversa condizione economica (comprensiva ognuna della lauta cena
e della colazione):
1) dai 60 ai 70 euro per la comoda
2) dai 43 ai 45 euro per la spartana
3) dai 30 ai 35 euro per la wild

La prenotazione per l´escursione è obbligatoria entro il 25 agosto,
per l´eventuale pernottamento, dati i posti limitati,
entro Mercoledì 10 Agosto.

Per i dettagli scarica la locandina al seguente indirizzo: dai superi agli inferi_27-28agosto
Fonte Montaione Natura

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buricco, s.m. fucecch.: “sanguinaccio di maiale, con l’aggiunta di grasselli e d’uva passa”. Corrisponde ad esso in pis. e lucch. “bilordo”, “buristo” a Siena, “burìstio” nel contado tosc., “burischio” nella campagna presso Castelfiorentino e nel cortonese; a quest’ultima voce accenna il DEI, come pure a una voce tosc. e umbra, usata anche da noi, come “mallegato”, che si spiega essendo il “budello” legato male, altrimenti scoppierebbe “durante la cottura”. Un bel po’ di tempo fa un certo Ciaccheri, a Fucecchio, presso piazza Montanelli, vendeva il buricco urlando “Bello cardo!”: com’è caldo e appetitoso!

burigliòlo, s.m.: “ragazzo piccolo e grasso” (M. Catastini), ma è un termine in disuso da tempo

burlettone, agg. e s.: individuo burlone

burro, s.m.: oltre che nome è un soprannome fucecchiese, nella frase “Far casca’ uno nel burro” significa ottenere il consenso di una persona adulandola

buscionato, agg.: frizionato (il cavallo) nel gergo degl’intenditori di cavalli, possiamo dedurre da L. Briganti, e il termine deriva dal pis. “buscione”: “manciata di paglia per strofinare il cavallo” (DEI), ma almeno dalle nostre parti non mi risulta che tale termine esista ancora

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 9 agosto 2016 

Sughera ospita Frazioni di Vita

L’Estate Montaionese esce dal centro storico di Montaione e sbarca nelle frazioni, per il ciclo di eventi dall’evocativo titolo Frazioni di Vita. Giovedì 28 luglio sarà la volta di Sughera, per un evento organizzato dall’associazione Sa’ di Sughera in collaborazione con il Comune di Montaione. A partire dalle ore 19.00, il centro della frazione ospiterà il concerto di Ajone Music School oltre a stand gastronomici dove sarà possibile gustare panini, patatine, bomboloni e bevande.

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buo, s.m.: nel senso di sodomita. La parola è volg. e ancora di più se è seguita da “di ‘ulo” e dal punto esclam. (espress. Triv. più livornese che pisana almeno all’origine, penso, ma è pis. l’espressione “Che pò’ pò’ di buo”: che fortuna sfacciata!) significato, come potremo vedere, ben differente da quello sfavorevole seguente

buo (a), locuzione avverbiale: a buco, “per combinazione”, “appena in tempo”; a stento, come si desume anche dalla frase “Ci s’è fatta a buo”: ce l’abbiamo fatta a stento. Si noti poi l’espressione “ A buo torto” (metaforicamente, è ovvio) con la coda fra le gambe per il dispiacere, come afferma in sostanza anche L. Bezzini per un’espressione simile usata pure a Castagneto Carducci, ma lì “storto” anziché “torto”: si tratta di un’espressione volgare, ma senza dubbio efficace ovvero espressiva in riferimento a chi si è impermalito.

Un’altra loc. avv., per quanto volg., è “A buo punzoni”: posizione particolare del corpo con la “testa bassa” e il “sedere ritto”, ma in fucecchiese “A buo ritto” rendendo meglio l’idea che non l’avv. “carponi” (M. Catastini) per il collegamento di “punzoni” con “punta”

buóna, s.f.: femmina “disonesta”: accezione molto sfavorevole che potrebbe derivare da “buca” come “apertura della gola del cesso” con l’aggiunta del suff. accrescit. “– ona”, ma il termine è in declino

buratello, s.m.: “filare di viti lungo una viottola poderale” (M. Catastini), ma il termine è in disuso da tempo

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 2 agosto 2016 

Ciccia e Vino a Montaione

Torna uno dei classici appuntamenti dell’Estate Montaionese. Domenica 24 luglio, dalle 18.00 a mezzanotte, torna uno degli appuntamenti più attesi dell’Estate Montaionese. È Ciccia&Vino, la merenda cena organizzata dall’Associazione Borgoalto – Centro commerciale naturale, in collaborazione con il Comune di Montaione, che si terrà come ogni anno in Piazza della Repubblica. I partecipanti potranno gustare un’ottima cena a base di carne grigliata e del buon vino locale.

Apri e scarica la locandina Ciccia e Vino domenica 24 luglio 2016

Ciccia e Vino_ENG-page-001

 

Il Golf Club Castelfalfi ospita la FAI Golf Cup

Un altro appuntamento che unisce solidarietà, sport e buona cucina impreziosisce il campo più affascinante d’Italia

 

Castelfalfi, luglio 2016. Domenica 24 luglio, sull’avvincente campo del Golf Club Castelfalfi, si disputerà la 19ma tappa della FAI Golf Cup, in un evento che unisce golf e beneficenza in uno scenario unico.

Castelfalfi il golf club_01 (2)L’ iniziativa, volta al sostegno delle attività del FAI – Fondo Ambiente Italiano –, è una delle 40 gare in cui si articola la competizione e gli introiti dell’appuntamento di Castelfalfi saranno devoluti al recupero del Podere Case Lavora, sito nel Promontorio di Punta Mesco, a Levanto. E quale luogo migliore per disputare una delle gare in programma se non il Golf Club Castelfalfi, unanimemente apprezzato non solo per la difficoltà tecnica dei percorsi, ma anche per la bellezza della natura che lo accoglie? Laghetti, pendii e prati incastonati tra boschetti di ulivo sono immersi in un contesto paesaggistico incantevole, capace di impreziosire uno sport già di per sé unico.

Per premiare i golfisti che decideranno di contribuire alla causa, la cerimonia finale si terrà sulla suggestiva terrazza dell’antico castello di Castelfalfi e si concluderà con un ricco aperitivo, pensato appositamente per l’occasione dall’Executive Chef Michele Rinaldi. Inoltre, tutti i partecipanti saranno invitati a continuare la serata presso il Ristorante Gourmet La Rocca, per degustare il nuovo menù estivo a un prezzo speciale.

Per prenotarsi alla gara e sostenere il progetto FAI, basterà contattare la segreteria del Golf Club Castelfalfi all’indirizzo golf@castelfalfi.it o chiamare il numero 0571.890200

 

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bulià’, v. intr.: bulicare nel senso di lieve muoversi dell’aria. Non poco diffusa è da noi la frase “’un bulia foglia!”: non c’è un alito di vento! Da notare il rifl. pis. “bulicarsi”: “brulicare (di insetti)”; DEI , secondo cui quest’ultimo verbo probabilmente deriva da “bulicare” incontratosi con “bruco”, mentre bulicare viene dal latino mediev. “bulicare”, “iterativo” di “bullire” = “fare le bolle”, perdendo una  -l- anche nel “toscano”

buliccio, s.m.: sodomita

bulletta, s.f.: bolletta (di cui è una variante: De Mauro) e quindi mandato di pagamento, per es., nello Statuto del Comune di Fucecchio del 1560

bulone, s.m.: bullone: “grosso chiodo” e “vite a dado” (DEI), ma bulone sembra certo più vicino del termine ufficiale a quello francese (“bulon”) da cui deriva, dim. di “boule” = “palla” per la “forma tondeggiante” (DISC)

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 26 luglio 2016 

 

Cacciatori a caccia di salute

Nell’ambito della 4.a edizione della Festa del Cacciatore, la serata di sabato 16 luglio è particolarmente dedicata ad un argomento essenziale della medicina moderna: A caccia di salute,   Serata della prevenzione, seconda edizione 

L’ appuntamento è al Parco dei Mandorli alle ore 21,30. Interverranno:

-dott. Silenzi – trauma center – ospedale pediatrico Meyer Firenze – Il traumatismo nel bambino e la prevenzione

-dott. Guerri – prevenzione malattie infettive ex usl 11 Empoli – La vaccinazione nel bambino, con approfondimento sui casi meningite che hanno colpito la zona

-dott.ssa Lo Presti – Presidente Cooperativa Sinergic@ di Ventignano – Presentazione della Cooperativa e dell’assistenza all’autismo

-dott. Matteo Romani – moderatore della serata

  • Vale la pena ricordare che, quest’anno, parte del ricavato della Festa sarà devoluto in beneficenza alla Cooperativa Sinergic@ di Ventignano per il Progetto Ortolani Coraggiosi

L’ultimo appuntamento con Classica

 

Domenica 17 luglio si terrà l’ultimo appuntamento estivo con “Classica”, la rassegna musicale organizzata dai Comuni di Gambassi Terme e di Montaione e la Fondazione Orchestra della Toscana, che ha formulato per i due Comuni un articolato programma in cui sono impegnati i solisti e le varie formazioni concertistiche dell’ORT. Anche questo concerto si terrà nel chiostro del convento di San Vivaldo, alle ore 18.00, a ingresso gratuito – come di consueto. Il tema del concerto – eseguito dai Solisti dell’ORT diretti dal violino solista e storica spalla della formazione toscana Andrea Tacchi – saranno le celeberrime Stagioni di Antonio Vivaldi, intervallate da Las Cuatro estaciones porteñas di Astor Piazzolla. Gli spettatori godranno di un programma singolare e di grande interesse, che mette a confronto le celebri pagine vivaldiane, esempio magistrale di musica descrittiva che esalta la straordinaria forza della natura, secondo gli stilemi tipici del comporre barocco, e la “citazione” che ispira Piazzolla, più di due secoli dopo, tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento. Las Cuatro Estaciones esprimono l’inconfondibile stile di Piazzolla in un’originale fusione tra musica colta europea, temi jazz e ritmi di tango, e nascono come quattro composizioni indipendenti, anche se legate da una concezione unitaria. Alla Natura, posta al centro dell’universo settecentesco-vivaldiano subentra, nella poetica di Piazzolla, l’Uomo di oggi, pervaso da emozioni, dolori e fragilità, che vive la natura attraverso il più ampio spettro degli stati d’animo.

Vai a Il comunicato ufficiale del Comune di Montaione

In Forchett’ando. Il giorno dopo

Michele Rinaldi, Executive Chef de La Rocca di Castelfalfi, vince tutto a In Forchett’ando

Montaione, luglio 2016. Nella serata di ieri, 12 luglio, si è tenuto a Montaione l’evento In Forchett’ando, il contest enogastronomico che ha visto i migliori ristoranti di Montaione e Gambassi Terme sfidarsi in una competizione durante la quale ognuno ha proposto il suo piatto migliore. Erano due i premi in palio, assegnati rispettivamente da una Giuria Tecnica e dalla Giuria Popolare. A vincerli entrambi è stato Michele Rinaldi, l’Executive Chef del Ristorante Gourmet La Rocca di Castelfalfi, che ha servito ai visitatori un gustosissimo e ricercato piatto: Orzotto mantecato con cavolo toscano, spuma di pecorino e coppa di testa. La cucina raffinata e innovativa che da sempre caratterizza lo Chef Rinaldi, si è distinta ancora una volta ed è riuscita a convincere i giurati all’unanimità.

Le notti dell’archeologia. Secondo appuntamento

Notti archeologia_ITA[1]Martedì 12 luglio 2016 – oggi  – ore 21.30, Montaione presenta, all’interno del Museo Civico Archeologico,  il secondo appuntamento con Le notti dell’archeologia” L’OFFICINA DEI PROFUMI”, promossa dall’Assessorato alla Cultura della Regione Toscana.

L’attività proposta per le Notti dell’archeologia guiderà i partecipanti attraverso l’affascinante percorso della preparazione degli unguenti profumati.

Il laboratorio del Museo sarà pervaso dagli aromi della lavanda, del gelsomino, della ginestra, dell’elicriso ed altri meravigliose erbe profumate.

 

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di Giancarlo Carmignani

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buggerìo, s.m. volg.: baccano e moltitudine (di persone), specialmente in pisano, dove esiste pure la voce “buscherìo” anche al riferimento a una grande quantità di persone

buggerone, agg.: che inganna anche in riferimento al tempo, ma è un termine in declino

bugìe, s.f. pl.: macchioline bianche sulle unghie, indizio appunto di bugìe dette, veniva dato a intendere ai bambini piccoli, nel linguaggio familiare, dalle nostre parti

buióre, s.m.: buio, con desinenza “fatta per analogia con splendore. Si tratta di un “astratto” ancora vivo in Toscana, nonostante sia attestato già in Dante (DEI) e per quanto sia detto spesso scherzosamente al posto di buio, per accentuare il senso di oscurità presente in una certa località e in un dato momento. In effetti è più espressivo di “buio”

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 19 luglio 2016 

In Forchett’Ando. 6° Contest gastronomico

In Forchett'Ando_ITA[2]Martedì 12 luglio Montaione ospita, come sempre all’interno della cornice dell’Estate Montaionese, la sesta edizione di In Forchett’ando, il Contest Enogastronomico “delle forchette itineranti” organizzato dall’Associazione Sogni di Rock and Roll in collaborazione con il Comune di Montaione.

Nelle vie del centro storico cittadino saranno allestiti gli stand, dove sarà possibile degustare i piatti dei migliori ristoranti di Montaione e di Gambassi Terme. Ai visitatori sarà fornita all’ingresso (a partire dalle ore 20.00) la mappa degli stand/ristoranti e il talloncino per votare il loro piatto preferito.

Come per la scorsa edizione, In Forchett’Ando offrirà due premi ai ristoratori che saranno decretati vincitori: uno dalla Giuria Tecnica e uno dalla Giuria Popolare.

Concerto degli Youtubers

Ancora concerti per l’Estate Montaionese. Domenica 10 luglio, alle 21.30 Piazza della Repubblica ospiterà la 5° edizione del raduno degli Gli Youtubers, une vera e propria comunità di cantautori provenienti da tutta Italia, accomunati dalla passione per la musica, che presentano sul web, proprio sulla nota piattaforma Youtube. Il concerto degli Youtubers, organizzato dalla Corale l’Ajone in collaborazione con il Comune di Montaione, sarà l’occasione per conoscere le storie di questi musicisti e ascoltare le loro creazioni. Sul palco, insieme ai cantautori, salirà come ospite anche Alberto Mons.

Gli Youtubers aggiornato