Cerchio con la luna piena

L’Associazione Per fare l’albero ti invita a:
 
Cerchio con la LUNA PIENA. Per risvegliare e celebrare l’Energia Femminile.

Questa Luna Piena, la Luna del Lupo, è la prima dell’anno. Si fa piena giovedì, ma la celebriamo il 13 gennaio, giorno che per alcune tradizioni segna la fine delle “calende” (i primi dodici giorni dell’anno) e l’inizio del nuovo anno. In questo cerchio si celebra quindi la fine e l’inizio del nuovo ciclo. Lo facciamo sentendo proprie le qualità del Lupo, animale associato a questa Luna, che come gli umani è dotato di un grande senso della famiglia e della solidarietà e allo stesso tempo è caratterizzato da una forte individualità.wolf-moon-600x372 Il Lupo incarna lo spirito libero e selvaggio che, con il suo ululato, ci insegna a sentire la nostra forza interiore e ad avere sicurezza e fiducia in noi stessi e nella Vita. Tutte qualità necessarie in questo tempo di nuovi inizi, da pensare, sognare e progettare.

Sperimenteremo il nostro sentire, fluendo da attività di percezione corporea ad attività più creative, per accogliere l’invito della Luna a creare armonia, calore e ristoro all’interno del nostro branco e a risvegliare lo spirito selvaggio e anche un pò bambino con il quale perseguire nei nostri sogni.

Contributo per l’incontro: 7 euro

Da portare:
-una copertina
-una bottiglietta d’acqua naturale
-qualcosa da mangiare o bere da condividere a fine cerchio
-voi stesse/i

Venerdì 13 Gennaio alle ore 21.00 in Via De Gasperi, 27, Montaione (FI)

Conduce Claudia Latino, Naturopata
per info e iscrizioni: 3283126685
claudialatino@virgilio.it

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catorcio, s.m.: persona mal ridotta, termine derivato dalla voce aretina e cortonese che nel ‘600 indicava un “chiavistello” e per estensione un “oggetto di nessun valore” (questo anche da noi), possiamo dedurre dal DEI e dal DISC

catrame, s.m.: in senso metaforico persona tutt’altro che raccomandabile: significato che si spiega non essendo certo il catrame un materiale gradevole

catro, s.m. tosc.: cancello di legno, derivato probabilmente in forma affine dal lat. “clatri” m. pl. =  “cancelli”, attestato nello Statuto del comune di Fucecchio del 1307-08, penso per dileguo della –l-, ma la voce sembra che sia venuta meno da molto tempo anche da noi. Con essa, ma ancora più col termine latino visto, può esser collegato il nome di uno “strano” fungo dallo “splendido color corallo e l’originale forma a inferriata”, appunto: il clatro rosso (“Clathrus ruber”), che dovrebbe entusiasmare “ogni amico della natura” (“Guida pratica ai Funghi in Italia”), come se ne trovano in certi boschi di Montaione.

cattivo, agg. Espressione: “Buttassi (buttarsi) alle cattive”: impuntarsi su una decisione e ostinarsi a non cedere. Un proverbio che a Fucecchio era più usato nel passato che nel tempo presente era “cattiva trave, doloroso puntello”, che poteva significare, tra l’altro: se una persona agisce male, può trovare chi si comporta ancora peggio

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 17 gennaio 2017 

Movie Story. Le colonne sonore più belle del cinema

Il Comune di Montaione organizza, nell’ambito del programma del Natale Montaionese 2016, lo spettacolo “MOVIE STORY – Le colonne sonore più belle del cinema” che si terrà il giorno  5 Gennaio 2017 alle ore 21.30 presso il Teatro Scipione Ammirato a Montaione con il gruppo musicale dei “Classic Pop” della Maestra Rita Lazzeri .

Di seguito una breve introduzione allo spettacolo.

“MOVIE STORY” è ispirato alla grandezza del cinema, la settima arte.

In particolare esso intende ripercorrere – in circa 2 ore di spettacolo – la storia del cinema italiano ed internazionale, sia attraverso la riproposizione dal vivo delle canzoni più celebri, sia tramite la proiezione di filmati che richiamano alla memoria emozioni e ricordi che solo il cinema è sempre stato capace di generare… il tutto condito dalla verve brillante e inimitabile del noto presentatore e speaker radiofonico Alessandro Masti.

Si alterneranno pertanto, raggruppate per genere, area tematica, contesto geografico, le più belle colonne sonore che hanno caratterizzato maggiormente, portandoli spesso al successo, i film che hanno fatto la storia del cinema.

Questi alcuni dei pezzi in cui si esibiranno i “CLASSIC POP”:

  • As time goes by     (dal film “Casablanca”)
  • I’ve had the time of my life     (dal film “Dirty Dancing”)
  • Beautiful that way     (dal film “La Vita è Bella”)
  • Goldfinger     (dal film “007 Missione Goldfinger”)
  • Que Sera Sera      (dal film “L’uomo che sapeva troppo”)
  • Notte prima degli esami       (dal film omonimo)
  • Tema d’amore          (dal film “Nuovo Cinema Paradiso”)
  • What a feeling        (dal film “Flashdance”)
  • Pretty Woman       (dal film omonimo)

ecc. ecc.

Nel corso dello spettacolo ci saranno anche dei balletti con coreografie curate dal gruppo, sulle arie di film famosissimi.

Il gruppo musicale dei “Classic Pop” è nato a San Miniato nel 2010 su un progetto dell’insegnante di musica Rita Lazzeri. Alla formazione originaria si sono aggiunti nel tempo altri elementi, facendo sì che lo stesso crescesse musicalmente negli anni fino ad arrivare alla formazione attuale. Il gruppo organizza spettacoli musicali e rassegne canore durante tutto l’arco dell’anno.

Esso collabora da diversi anni con l’associazione culturale e sportiva “IL KAMPINO di Ponte a Elsa, nel comune di San Miniato, che ha nel suo scopo sociale l’organizzazione di attività e servizi a favore dell’intera comunità.

I proventi rivenienti dagli spettacoli vanno a finanziare iniziative a carattere benefico. In particolare le offerte raccolte in occasione dello spettacolo del 5 Gennaio andranno a favore dei paesi di Lazio, Umbria e Marche colpiti dal terremoto degli scorsi mesi di agosto e ottobre.

Fonte: Comunicato stampa del 2/1/17 del Comune di Montaione

 

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castagna, s.f. Modo di dire diffuso anche altrove: “Levà’ le ‘astagne dal fòo”: levare le castagne dal fuoco: risolvere una situazione divenuta difficile

castagnaccio, s.m.: dolce toscano fatto con farina di castagne, piuttosto impropriamente detto “migliaccio”, almeno un tempo, da non poche persone nella Toscana centrale. Precisa peraltro il DISC che il migliaccio toscano è proprio il castagnaccio, nonostante che quello derivi dal lat. tardo “miliàciu(m)” = “focaccia di miglio” (lat. classico “milium”): non sempre l’etimologia insegna cose vere “rispetto ai valori attuali”, dice chiaramente lo stesso Devoto (che anzi usa termini ancora più critici) nell’ “avvertenza alla prima edizione” del suo interessantissimo “Avviamento alla etimologia italiana”

castagnolaio, s.m.: chi preparava le castagnole, petardi particolari, per la festa del Corpus Domini a Fucecchio, come un certo Mazzei, presso l’altarino preparato da tempo dai Daddi all’angolo fra via Curtatone e via Machiavelli, dove ancor oggi si sofferma la processione col “Santissimo”, appunto, per tale festa, da qualche anno celebrata con l’ “Infiorata”, mentre per tale occasione sono state abolite le castagnole

Castelluccio (via del ), odonimo fucecchiese derivato da un  piccolo nucleo fortificato medievale corrispondente a quel “castrum” di Nischeta donato dal vescovo di Milano della “seconda metà del Duecento” Ruffino (insigne fucecchiese a cui è stata intitolata dopo la seconda guerra mondiale una via) all’ “ospedale da lui fondato” (A. Malvolti) presso la via chiamata infatti dell’Ospedalino

catafarco, s.m.: catafalco, ma a Fucecchio e a Empoli anche “donna molto bardata e di corporatura”  rilevante

catanòcchio, s.m.: oggetto grosso, ingombrante, sgraziato e perciò di scarso valore, di cattivo gusto. Talora, ma nell’ambito del linguaggio familiare, può significare grosso pezzo di pane, più in generale “grosso pezzo” (M. Catastini)

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 10 gennaio 2017 

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cascia, s.f. volg.: acacia, ma si tratta (l’ignoranza sul nome di tante piante è purtroppo diffusa nelle nostre campagne) della “Robinia pseudoacacia”. Quanto all’aferesi della a- iniziale, si spiega come ritenuta parte dell’art. “la cascia”, e la –sc- al posto del la –c- ha una “ragione analogica sulle più freq. terminazioni pop. in – àscia che in – àcia (Malagoli)

casentino, s.m.: denominazione d’un “pastrano invernale di grossa stoffa”, da cui prese nome, a Fucecchio, una banda. A questa si contrapponeva quella del “Frustagno”, cioè del fustagno, verso la seconda metà dell’Ottocento. Anche in pis. si trova (o, per meglio dire, si trovava) il termine casentino, indicando un tale tipo di pastrano che poteva talora esser “guarnito di pelo di lepre o di volpe” e che aveva preso il nome dal Casentino, dove appunto “si lavoravano tali pastrani” (DEI). Tuttavia pare che sia ancora prodotta nel Casentino questa stoffa calda e pesante un po’ come quella del fustagno, ma di “colore arancio”

caso, s.m. Frase: “Son bòni a ccaso!”, rendendo così graficamente il raddoppiamento sintattico: son tanto buoni!

cassero, nome d’una angusta via fucecchiese posta vicino alla rocca già Corsini e a quello che era il castello di Salamartana; infatti deriva dall’arabo “qasr” = “castello”, collegato col lat. “Castrum”: “accampamento fortificato” (DISC)

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La Mise…Ricord(i)a il Natale, una favola!

Un Natale da Favola a Montaione con Babbo Natale e gli elfi della Misericordia…

La Misericordia di Montaione è, senza presunzione, un’importante Associazione.

Con i soli Volontari garantiamo:

  • I trasporti sanitari con ambulanza (emergenza ed ordinari)
  • I servizi sociali con auto
  • I servizi con mezzo attrezzato
  • La Protezione Civile e tante altre attività e servizi.

Ci sono però due importanti attività che sono la “premessa” per fare tutto:

  • La Formazione
  • La Promozione del Volontariato.

All’interno dell’associazione è presente un “gruppo feste”, formato da giovani e non, che con estro abilità ed arte organizza cose favolose.

...in preparazione
…in preparazione

La Casa dello scorso anno è diventata un “Villaggio”, dove Babbo Natale e gli elfi hanno accolto i bambini, il pomeriggio della vigilia, ed insieme a loro hanno creato addobbi natalizi.

Un impegno unico ed impagabile, una preparazione ed un’organizzazione che non hanno eguali, ma ciò che ci fa arricchire è vedere la felicità negli occhi della Popolazione di Montaione.

gli elfi

Una giornata di giochi, magia e gioia.  La nascita di Gesù, simbolo di Accoglienza e Amore, che rappresenta tutte e tutti, chi è nero, gay, immigrato, povero…. . Chi si “spende” per il Prossimo sposa i principi di Cristo.

Non poteva mancare il tradizionale panettone e vin brulé in una Piazza della Repubblica colma di gente, la consegna del dono alle cittadine ed ai cittadini da parte dei Volontari e lo scambio di Auguri.

Grazie …. Col Cuore.

ragazzi….Ci siamo! Venite a trovare Babbo Natale

 

 

Alessio Gronchi

Vice governatore e

Responsabile Formazione e Comunicazione

Misericordia Montaione

Presepi nel Borgo

Già inserito nel programma del Natale Montaionese, Presepi nel Borgo a Iano raggiunge quest’anno il decimo anniversario.

Tutte le domeniche e i giorni festivi a partire dalle 15,30 Bomboloni, panini e vin brulè, caricaturista e passeggiate a cavallo con Alice.

Iniziato, come ogni anno, il giorno dell’Annunciazione, è utile ricordare i prossimi specifici appuntamenti:

26 dicembre – intrattenimento con il Mago Simone – Estrazione della lotteria

1 gennaio – intrattenimento con il Mago delle Bolle  – Karaoke nel Borgo

6 gennaio – Chiusura dei Presepi con la Befana – La Bandaccia di Marcialla in concerto

8 gennaio – Festeggiamenti per i dieci di Presepi nel Borgo – Ballo latino-americano – Buffet gratuito per tutti

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carzino, s.m.: calzino. Modo di dire non certo rispettoso per chi muore: “Tirà’ ‘r carzino” : tirare il calzino esalando l’ultimo respiro e perciò morire

carzinotti, s.m.pl.: calzinotti, che possono avere maggiore consistenza dei semplici calzini e cioè essere di lana, come nell’Alta Maremma (M.P. Bini)

casamìcciola, s.f.: da luogo terremotato posto nell’isola d’Ischia e perciò dal significato di “rovina di case” è passato a indicare anche in pis. in senso traslato un grosso guaio (Malagoli)

cascà’, v.intr.: cascare, derivato per sincope dal lat. volg. ipotetico “casicàre”, intensivo del class. “cadere” (DISC). Si pensi al modo di dire “ ’Un casca mi‘a nel quarto”: non cade mica nel quarto, in riferimento alla “multa di un quarto in più della tassa daziaria che non veniva pagata il giorno stabilito”, mentre oggi significa che “una cosa non è urgente e perciò può essere rimandata senza danno” (R. Cantagalli)

 

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 27 dicembre 2016 

Un Natale… di Misericordia

Ci è gradito pubblicare l’articolo che ci ha inviato Alessio Gronchi. E noi prendiamo lo spunto, con un doppio significato, per portare il nostro pensiero anche al Giubileo, da poco concluso, di Papa Francesco.    

 

Natale 2016….

Misericordia di Montaione: artisti per passione

 

Sono quasi due mesi che alcune volontarie e volontari della Misericordia di Montaione sono impegnate ed impegnati nei preparativi per la Festa della vigilia di Natale.

Lo scorso anno la stampa locale lo definì “Un Natale da Favola a Montaione”,quest’anno sarà un Natale favoloso.

Si possono già ammirare, sotto l’albero di natale addobbato dal Comune di Montaione, il gigantesco abete di Palazzo Gianchecchi, le “Opere d’Arte” costruite dalle nostre volontarie e dai nostri volontari, Persone di diverse età e di diverse professioni che, con Passione, hanno dato vita al presepe. Le statue,  disegnate, ritagliate nel legno compensato e dipinte con estro ed abilità.

Il 24 dicembre la grande festa, “LA MISE…..RICORDiA NATALE”,  dopo la sfilata di auguri natalizi, da parte della Filarmonica Donizetti, Babbo Natale ed i suoi elfi, all’interno della loro casa, aiuteranno i bambini a creare addobbi natalizi, in Piazza Cavour.

Questo è “l’originale” Villaggio di Babbo Natale montaionese, altre persone hanno avuto l’idea di fare cose simili, questo non può farci che piacere, vuol dire che siamo grandi, forti e unici ma soprattutto ineguagliabile è l’impegno ed i mesi di preparazione. Una casa, costruita lo scorso anno, che ha ottenuto l’ammirazione di tutte e tutti, per non parlare dei vestiti degli elfi, creati due anni fa da una sarta d’eccezione, la Signora Luongo, mamma del nostro Governatore Nicola.

Ci sposteremo poi tutti in Piazza della Repubblica per il consueto vin brulé, pandoro e panettone e lo scambio di auguri.

Il vice governatore

Alessio Gronchi

 

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carta, s.f.: “fa le ‘arte farse”: fare le carte false, cioè “far di tutto per riuscire in un intento” (Malagoli)

cartocci, s.m.pl.: “brattee che avvolgono una pannocchia” di granturco (De Mauro), ma con un significato particolare nell’espressione “ Ha’ fatto i ‘artocci”: bada lì che hai fatto! (oppure) hai fatto di molto!

cartone, s.m. Un tempo erano fatte con una specie di cartone le fotografie e una fucecchiese, che aveva  ricevuto una foto del suo fidanzato partito militare, disse baciandola: “Che passione! Avello di ciccia e baciallo di ‘artone!”: che ingiustizia mi tocca subire: avere un fidanzato in carne e ossa, cioè vero, e doverlo baciare in fotografia!

carubigneri, s.m.pl.: “carabinieri” (M. Catastini), ma si tratta di un termine in disuso che forse risentiva dell’uso scherzoso della parola “carruba” (cui accenna il De Mauro) per indicare appunto i carabinieri, mentre la –n- era come rafforzata, nell’ignoranza popolare, facendola precedere dalla –g-, come quando veniva detto a Fucecchio il “moro dello Gneri” in riferimento al ricco proprietario Nieri

 

 

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 20 dicembre 2016 

Mercatini di Natale

Oggi e domani, oggi fino alle 23, domani alle 19,30, mercatini di Natale per le vie del centro storico per l’organizzazione di BorgoAlto in collaborazione con il Comune di Montaione nell’ambito del Natale montaionese

Il Natale montaionese passa da San Regolo

Il Natale montaionese passa dalla Parrocchiale di San Regolo. Il Coro Insieme per caso  è un gruppo di La Serra che esegue brani della tradizione musicale spiritual e gospel, ma anche brani di musica leggera jazz e classica..

Dopo l’emozionante performance ai mercatini di Natale di Salisburgo la prima tappa del Coro è proprio Montaione nella chiesa dedicata a San Regolo  

 

Biblioteca. Il programma a dicembre

La Biblioteca Comunale “a biscondola” di Montaione vi comunica le seguenti iniziative

Sabato 10 Dicembre, ore 10,30
Ora del racconto speciale Natale
Letture animate e laboratorio
creativo per bambini dai 4 agli 8
anni

Martedì 13 Dicembre, ore 17
Circolo di Lettura della biblioteca
Continuano gli incontri di lettura
della biblioteca di Montaione.
Incontro libero e gratuito

Mercoledì 28 Dicembre, ore 17
Un pomeriggio in biblioteca.
Mostruose Calze della Befana.
Una biblioteca piena di sorprese
8-11 anni

Scarica la locandina, clicca il seguente programma-di-dicembre

 

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carrino, s.m., dim. di carro, dal momento che a Massarella era chiamato così un “veicolo (…) trainato” da un solo bue, che è la riduzione toscana dell’ipotetico “buove”, mentre “bove” è una parola dotta derivata derivando direttamente dal lat. “bove(m)” (DISC)

carriola, s.f.: carrucola, come nei dialetti pisano e grossetano (DEI), soprattutto per contrazione di questa, oltre che per la vicinanza delle parole “carro” e “carretta”, in lat. “carruca” (DEI) e si pensi alla funzione dim. del suff. “-ola”

carrozza, s.f.: usato con un significato particolare nell’espressione “Andare in carrozza”: “vivere agiatamente” (DISC), un po’ come nel caso del proverbio “La superbia andò in carrozza” (var. “a cavallo”) “e tornò a piedi”: chi è superbo prima o poi viene smontato dalle sue albagìe e ridimensionato)

carrùola, s.f.: clavìcola, termine storpiato a Fucecchio nel passato forse non solo da una contadina: corruzione spiegabile per la maggiore facilità dell’uso del nome di un attrezzo un tempo molto usato anche in campagna come il carro, rispetto a quello dell’osso dal punto di vista etimologico a forma di “piccola chiave” (lat. “clavicula”: DEI)

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cardo, agg: caldo e in pisano si trova anche “cardura”,  mentre da noi troviamo il regolare sostantivo “calura”, derivato dal lat. “caltere” = “esser caldo” e il suff. “-ura(m)” che originariamente formava “astratti deverbali” (DISC). Tuttavia cardo può essere anche s., ovviamente m., come nella frase “Èsse’ ‘n cardo” detto di animali in calore (Malagoli), ma anche di donne in tale situazione

carenżòlo, s.m.: verdone (“Chloris chloris”), chiamato così per il “colore verde” del piumaggio, ma anche a Fucecchio tale uccello è chiamato più verdone che carenzolo

caro, agg., con la funzione predicativa nella frase “L’ho caro!”: mi “fa piacere” (M. Catastini), detto talora in senso antifrastico, cioè ironico, più con un vivo senso di compiacenza e piuttosto con risentimento nei confronti di una persona per niente gradita (come quando viene inteso dire “che sia successa questa disgrazia”), mentre in altri casi lo stesso agg. significa amato o costoso, concetto a cui si arriva per il “pregio” notevole che viene attribuito a un oggetto o per l’ “importanza” che gli viene data (DIR)

carrettone, s.m.: automobile o comunque macchina che non va affatto bene

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 6 dicembre 2016 

Il Servizio Civile Nazionale da Papa Francesco

Le ragazze ed i ragazzi del Servizio Civile Nazionale

In udienza da Papa Francesco – Roma – sala Nervi – 26 novembre 2016

Ho avuto il piacere di accompagnare, insieme ai Volontari Sergio Falorni Responsabile Mezzi e Doriana Marradi, in sostituzione del  Governatore Nicola Luongo, impegnato nell’organizzazione del servizio alla “Firenze Marathon”  e del  Responsabile del Servizio Civile Mario Conforti,  i giovani che stanno effettuando il Servizio Civile presso la Misericordia di Montaione, a Roma per un’esperienza unica, che ci ha fatto tornare a Montaione più ricchi, di emozioni, di relazioni, di motivazioni sull’importanza dell’aiuto verso il prossimo.

Due giornate impegnative ed intense, venerdì 25, dopo la sistemazione nei bungalow del camping village Roma ed il pranzo, incontro con tutti i volontari e le volontarie del Servizio Civile delle Misericordie d’Italia, circa 800 giovani per un pomeriggio di confronto e scambio di idee.

Una serata libera per cenare ed ammirare la “grande bellezza” del centro di Roma, dove il pittoresco e simpaticissimo Raffaele,  “romano de Roma”, è stato il nostro Volontario e,  donandoci Misericordia, ci ha aiutato a trovare l’entrata al parcheggio del Gianicolo.

Il sabato oltre 7mila giovani in servizio civile sono stati ricevuti in udienza da Papa Francesco, in un Aula Nervi gremita in ogni ordine di posto. L’incontro con il Papa, il terzo pontefice romano in ordine di tempo dopo San Giovanni Paolo II nel 2003 e Papa Benedetto XVI nel 2009, arrivato anche in leggero anticipo sul programma, è stato il culmine di una mattinata pensata per ricordare i 15 anni dall’istituzione del Servizio civile nazionale e alla vigilia di una riforma che lo porterà a diventare “universale”. Tra testimonianze e memoria da un lato, ma anche prospettive e novità dall’altro, si sono sviluppati i momenti che hanno anticipato l’incontro con il Santo Padre, guidati dal giornalista Rai Franco Di Mare e durante i quali sono intervenuti il sottosegretario con delega Luigi Bobba, il conduttore e giornalista televisivo Luca Abete, già in servizio civile come obiettore di coscienza, e alcuni giovani attualmente in servizio.

All’arrivo di Papa Francesco, sono stati il rappresentante nazionale Luigi Coluccino e il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, a portare il saluto istituzionale. “La gratuità del volontariato, anche per un tempo determinato – ha sottolineato nel suo discorso Papa Francesco -, rappresenta una ricchezza non solo per la società e per coloro che godono della vostra opera, ma  anche per voi stessi e per la vostra maturazione umana”. Ai giovani Francesco ha ricordato di essere una “forza  preziosa – ha proseguito -, una forza dinamica del Paese: il vostro apporto è indispensabile per realizzare il bene della società, tenendo conto specialmente dei soggetti più deboli. Il progetto di una società solidale costituisce il traguardo di ogni comunità civile che voglia essere egualitaria e fraterna”. Ai giovani il Papa ha chiesto di “andare avanti, proteggere quella gente e proteggere quanti sono in pericolo di un terremoto umano che viene da dentro, che sono soli, abbandonati, scartati, in questa cultura a cui piace tanto scartare la  gente” e di “svolgere una funzione critica nei confronti di queste prospettive contrarie all’umano, e una funzione profetica che mostri quanto sia possibile pensare e agire in modo diverso”.

Prima di rientrare a Montaione pranzo ed una passeggiata per la città eterna.

Grazie per queste bellissime giornate passate insieme ed un ringraziamento speciale va a Martina Dolo, Sara Elefante, Paolo Corsinovi ed Alessio Ricci, ragazze e ragazzi solari ed  allegri,  la nostra “Forza”.

 

Alessio Gronchi

Vice governatore Misericordia Montaione

Due incontri su: La Pieve Romanica

Promosse dalla Parrocchia di S.Regolo e dalla Società Storica della Valdelsa, si terranno a Montaione due conferenze sul tema “La pieve romanica”. Ad illustrare i molteplici aspetti della pieve, emblematico archetipo e sigillo della “toscanità” saranno:
il 25 novembre, il prof. Francesco Salvestrini, La pieve romanica in Italia: la cura delle anime nel Medioevo; e
il 9 dicembre, il prof. Italo Moretti, L’architettura delle pievi in Valdelsa.
Le conferenze avranno luogo presso il Centro comunitario “O.Romero”, Vicolo del Sole, alle ore 17:30.

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A Castelfalfi la finale del Drone Film Festival

Toscana Resort Castelfalfi ospita la fase conclusiva della prima edizione del Festival con una 4 giorni di eventi

Castelfalfi, novembre 2016. Toscana Resort Castelfalfi è la location scelta, in esclusiva, per ospitare la fase conclusiva del Drone Film Festival, che si terrà nella tenuta dal 24 al 27 novembre prossimo. In occasione della finale del contest, i 12 finalisti selezionati e provenienti da 11 diversi Paesi nel mondo, parteciperanno a una quattro giorni di workshop organizzati da Peugeut e DJI – promotori del festival – il cui obiettivo ultimo è quello di perfezionare l’utilizzo della tecnologia drone. I concorrenti finali delle 4

Il borgo medievale e la campagna della Tenuta. Si scorgono i campi da golf
Il borgo medievale e la campagna della Tenuta. Si scorgono i campi da golf

categorie in gara – Landscape, Story Telling, Sport e Impress Yourself – che hanno realizzato un video in cui il 50% del girato doveva essere realizzato con un drone, avranno la possibilità di entrare in contatto diretto con gli esperti di DJI per ricevere preziosi consigli e imparare nuovi trucchi. Per esempio, sperimentare in anteprima le nuove funzioni del Phantom 4, come l’Active Track e il Tap Fly, che consentono la stabilizzazione degli oggetti ripresi e l’impostazione di volo LiveView su smartphone o tablet, discutendone direttamente con gli esperti DJI. Inoltre potranno provare il nuovo Suv compatto Peugeot 3008 e il Van Peugeot Traveller, messi a disposizione per esplorare la Tenuta di 1.100 ettari scoprendone gli angoli incantevoli. Tutto questo insieme alle speciali ambasciatrici dei due partner dell’evento, l’attrice tedesca Lavinia Wilson e la campionessa di scherma italiana Arianna Errigo, che prenderanno parte ai workshop. Gran finale il 27 novembre giorno in cui saranno premiati i vincitori di ogni categoria e il vincitore del Gran Premio del Festival che avrà, tra le altre cose, la possibilità di usufruire per sei settimane di due Traveller Peugeot – incluse le spese di servizio – , un drone DJI con attrezzatura e un budget di viaggio di 5.000 euro per firmare – e filmare – il suo prossimo film. Il Drone Film Festival è un evento importante per il Toscana Resort Castelfalfi che si conferma ancora una volta all’avanguardia a livello internazionale e nel segmento delle nuove tecnologie unendo al fascino antico della tenuta il sapore moderno di attrattive capaci di coinvolgere sempre più il pubblico internazionale.

Fonte: Toscana Resort Castelfalfi

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carcosa, pron.: qualcosa, ma non esiste più a Fucecchio

cardà’, v.tr.: cardare, ma in riferimento ad una persona, nel senso di “ridurre uno in cattivo stato con bòtte” (Malagoli), sistemarla “per le feste”, come si suol dire. È un “modo figurato da cardare la lana” (R. Cantagalli)

cardana, s.f.: caldana, pertugio sopra il forno per deporvi anche la schiacciata di Pasqua, tenendola al caldo. Deriva infatti da “cardo”, pronuncia pisano- livornese di “caldo”

cardano, s.m.: caldano, scaldino, usato un tempo per riscaldarsi le mani e le gambe e messo a letto tra le lenzuola (per riscaldarsi anche il resto del corpo) nel “trabiccolo”, da qualcuno chiamato anche “prete” o, in alcune parti del senese, almeno un tempo, “monaca” forse non tanto per “una malevola e satirica allusione al celibato dei religiosi” quanto per “un semplice fenomeno  di personificazione” (DELI). Caldano è una voce toscana, in particolare pis. e lucch., attestata in letteratura dal ‘600 (DEI) ed è da notare che vicino a Fucecchio, a Bassa (frazione di Cerreto Guidi)  si trovava anche il termine “cardanata” per indicare il colpo di caldano

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 29 novembre 2016 

Giornata Nazionale degli Alberi del 21 novembre. Le iniziative di Montaione

Montaione aderisce alla Giornata Nazionale degli Alberi 2016 con due iniziative che si collocano pienamente nello spirito dell’evento nazionale.

La Giornata Nazionale degli Alberi, istituita con la Legge 10/2013 allo scopo di perseguire l’attuazione del Protocollo di Kyoto e le relative politiche di riduzione delle emissioni, di prevenzione del dissesto idrogeologico, di protezione del suolo e miglioramento della qualità dell’aria, promuove iniziative e progetti di tutela del patrimonio arboreo e boschivo, di riscoperta delle tradizioni legate all’albero nella cultura italiana e di valorizzazione dell’albero come elemento irrinunciabile per la vivibilità degli insediamenti urbani.

La targa in memoria della Giornata Nazionale degli Alberi
La targa in memoria della Giornata Nazionale degli Alberi

In questa ottica, lunedì 21 novembre il Comune di Montaione ha in programma due momenti particolarmente significativi. Alle ore 11.15, alla presenza del Sindaco Paolo Pomponi, sarà apposta una targa celebrativa del Leccione in località Sant’Antonio. Il Leccione, noto a tutti i Montaionesi, è una delle due piante di Montaione censite nel novero delle piante monumentali della Regione Toscana, insieme ad una palma secolare situata nel giardino del borgo di Castelfalfi. Si tratta di un albero di età stimata oltre i 300 anni, alto 16 metri e con quasi 5 metri di circonferenza alla base del tronco. La targa è stata realizzata dall’Ecoistituto delle Cerbaie, da tempo partner del Comune per le politiche ambientali e di valorizzazione del patrimonio boschivo locale. Con essa si intende riconoscere il valore del Leccione quale elemento particolarmente qualificante il paesaggio e l’ambiente di Montaione, e allo stesso tempo cingere di un affettuoso, simbolico abbraccio di tutta la cittadinanza quello che può essere definito un vero e proprio testimone silenzioso della storia di Montaione e della vita dei suoi abitanti.

I 18 tigli di viale Matteotti
I 18 tigli di viale Matteotti

Successivamente, alle ore 12.00, sarà inaugurata la nuova configurazione di Viale Matteotti, nel capoluogo, ora impreziosito dal nuovo marciapiede e dalla lunga fila di 18 alberi di tiglio appena messi a dimora, grazie anche all’intervento del Rotary Club Valdelsa. I cittadini sanno come di recente Montaione sia stato costretto a rinunciare ai pini che da molto tempo ornavano il viale, a causa dei gravi danni alla sede stradale arrecati dalle loro radici, con conseguente seria minaccia per la sicurezza della circolazione veicolare e pedonale. Il nuovo marciapiede realizzato dall’Amministrazione Comunale e la piantumazione dei tigli donati dal Rotary Club hanno consentito di conferire una nuova veste al viale, che riconosce e esalta il valore della pianta come elemento costitutivo degli spazi urbani e come arricchimento della socialità collettiva.

L’inaugurazione avverrà alla presenza del Sindaco Paolo Pomponi e di Maria Antonietta Cruciata, Presidente del Rotary Club Valdelsa. Nell’occasione sarà scoperta una targa attestante il prezioso intervento del Rotary Club Valdelsa, al quale va il ringraziamento dell’Amministrazione a nome della cittadinanza di Montaione.

Fonte: Comune di Montaione – Ambiente

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di Giancarlo Carmignani

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carce, s.f.: calce, la quale nell’uso volg. viene chiamata anche a Pisa “carcina” (Malagoli). Si tenga presente anche il derivato peggiorativo carcinaccio, s.m.: calcinaccio

carcheduno, pron.: qualcheduno, qualcuno anche a Pisa (Malagoli), ma non mi risulta più usato

carcinsella, s.m.: calcinsella o, ben più volgare, “calcinculo”: giostra della fiera chiamata così  perché a calci di tal genere si presta per il movimento rotatorio dei seggiolini (“appesi a lunghe catene”) nei quali siedono i ragazzi nella fiera paesana sfiorandosi con i piedi

carciofo, s.m.: uomo “buono a nulla” (in toscano).Tenendo presente che il carciofo è una buona “pianta alimentare”, come si spiega il significato sopra espresso? forse pensando all’etimo dall’arabo “harsuf” in riferimento al “carciofo selvatico” o addirittura al “cardo spinoso” (DEI), che non è certo gradevole

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Bollini RosaArgento per Villa Serena

Dopo avere ottenuto, dal 2005, la certificazione ISO 9001:2008 e, dal 2012, il Marchio Q&B (Qualità e Benessere) la residenza per anziani Villa Serena di Montaione ha ottenuto dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna, i Bollini RosaArgento.

Martedì presso il palazzo della Regione Lombardia, il premio è stato ritirato dal direttore Delio Fiordispina e dalla coordinatrice sanitaria Isabella Caponi, alla presenza delle autorità.

Questo importante network a livello nazionale ha certificato 99 strutture di tutta Italia, molte delle quali concentrate nel nord, di cui il 17% pubbliche e l’83% private.

Solo tre strutture per anziani della Toscana hanno ottenuto questo premio, due private di Firenze e Villa Serena di Montaione, gestita dall’Unione dei Comuni Circondario Empolese Valdelsa, ottenendo 2 bollini RosaArgento su 3 per il biennio 2017-2018.

Una commissione scientifica multidisciplinare di Onda ha esaminato le candidature, verificando i requisiti delle strutture considerati importanti per garantire la migliore accoglienza degli ospiti, che includono non solo caratteristiche socio-sanitarie, servizi offerti, ma anche attenzione all’aspetto umano, elemento giudicato essenziale per ottenere il riconoscimento.

In questi anni Villa Serena si è concentrata molto sulla qualità dell’assistenza e sulla qualità della vita all’interno delle Persone assistite.

Secondo Onda il conferimento dei bollini RosaArgento ha non solo un valore di orientamento alla qualità, ma anche un monitoraggio del servizio socio-assistenziale e sanitario.

Nelle valutazioni della commissione viene valutato il livello di appropriatezza, dell’organizzazione, dell’assistenza clinica e la propensione all’umanizzazione nella fruizione dei servizi.

Foto della premiazione

La residenza Villa Serena di Montaione, anche a seguito di questa importante certificazione e degli ottimi risultati ottenuti quest’anno nei bersagli delle performance del MES (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa), continua nel percorso della qualità e del miglioramento continuo del prendersi cura, tenendo al centro sempre e comunque l’obiettivo del Benessere dell’Anziano-Persona assistita.

Fonte: Comune di Montaione – Politiche sociali

 

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di Giancarlo Carmignani

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carabàttola, s.f. tosc. usato quasi sempre al pl. : “oggetto di poco valore”. Deriva dal greco “Krabbatos” = “giaciglio” tramite il lat. “grabatum” = “lettuccio”, che si trova anche nell’edizione latina del Vangelo di Marco, col suff. “-àttolo” dal “valore diminutivo” (De Mauro) in italiano, dove penso che si possa parlare di epentesi eufonica della prima – a –

Carbonaie (Vicolo delle), odonimo che sta a indicare che in una parte di Fucecchio si trovava un terrapieno piuttosto che un “fossato” per “proteggere una fortificazione medioevale”, più precisamente le mura, ma che come nome deriva forse dal fatto che le carbonaie servivano (un po’come a San Miniato) per procacciare carbone anche alle case che vi si trovavano sopra una volta bruciato il legname

carburo, s.m.: “composto del carbonio” (DISC), ma quando veniva detto, come nel secondo dopoguerra a Fucecchio, “Il tu’ orologio ti va a carburo!” voleva dire: “Il tuo orologio va proprio male!”

carcavènto, s.m., ma in netto declino: gheppio (“ Falco tinninculus”), chiamato in tal modo per il particolare aspetto che presenta “librandosi contro il vento”, che sembra che calchi, appunto, o con cui può parer che si unisca (C. Romanelli)

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