Sughera 2.0 Hic Sunt Leones 2017 III Edizione

Due serate di divertimento per grandi e piccini.

Il 1° e il 2° Settembre a Montaione, in località Sughera, si svolgerà la terza edizione di Sughera 2.0, evento organizzato dall’Associazione Sa di Sughera in collaborazione con il Comune di Montaione. Due serate di divertimento con il mercatino dell’artigianato, Dj set, magia, giochi di una volta, gonfiabili per i bambini, trucca bambini, cavalli, concerti live e tanto altro ancora.

Per tutta la durata della festa sarà disponibile uno stand con birra e porchetta ed il sabato si potranno degustare anche i piatti tipici della cucina toscana. Leggi la locandina cliccando qui —>SUGHERA III Edizione

 

SUGHERA III Edizione

Questa sera I Paesi di Marzapane. Ultimo appuntamento

Paesi di Marzapane_29 agosto-page-001

Giunge al termine la 18° edizione dei Paesi di Marzapane, la rassegna di teatro per bambini di tutte le età organizzata dai Comuni di Gambassi Terme e Montaione, con la direzione artistica di Teatrombria. L’ultimo appuntamento sarà proprio in Piazza della Repubblica a Montaione, martedì 29 settembre alle ore 21.30, con ingresso gratuito. La Compagnia di Claudio e Consuelo ci presenterà “Roclo … il Circo segreto degli oggetti abbandonati”. Spettacolo di clownerie dove la giocoleria s’intreccia con l’abilità di raccontare storie anche con gli oggetti…abbandonati!!! In caso di maltempo lo spettacolo si terrà presso il Teatro di Scipione Ammirato, in Piazza Gramsci. Collegati alla locandina completa cliccando sopra  Paesi di Marzapane_29 agosto

Paesi di Marzapane_29 agosto-page-001 (2)

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comodo, agg. o s.m. a seconda dei casi. Si pensi al modo di dire “Se l’è presa comoda”, dove si può sottintendere la parola “maniera” preceduta dalla prep. sempl. “in”, spiegando perciò: non si adopera con la necessaria rapidità. Si pensi invece ai modi di dire “Mi fa comodo” (mi conviene) e “Sono in comodo”: sono pronto

comparì’, v.intr.: comparire anche nel senso di dare un buon risultato. Pass. rem. 3^ pers. pl.: “comparirono”: comparvero

comparita, s.f. tosc.: “bella figura” (DEI), usato solo nella locuzione “Far comparita”: “presentarsi bene” (DISC), da noi in riferimento a pasti abbondanti o, meglio, che finiscono per sembrare tali  perché fanno fare una bella figura in particolare ai padroni di casa. Si pensi alla frase: “Ha fatto proprio comparita!” in riferimento, per es., a una pietanza

compiccià’, v.tr.e intr.: compicciare, voce toscana con un’ accezione piuttosto sfavorevole, dal momento che è usata più che altro in frasi negative, come quando viene detto: “ ’Un ho compicciato nulla di bòno!” : non ho combinato niente di buono!

còmpito, s.m.: cómpito, cioè “incombenza” o “esercizio scritto assegnato agli alunni”, da pronunciare col suono chiuso perché deriva dal lat. “cum” (“con”, ma anche intensivo), oltre che da “putare” (“calcolare”: DISC): il lat. -u- in ital. diviene –o- col suono chiuso e non aperto, come da noi si sente spesso pronunciare nel caso di questo vocabolo

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 5 settembre 2017 

I Muziki Trio chiudono il Festival della Musica Suonata

Tre grandi nomi del jazz a San Vivaldo, che ospita il quinto e ultimo concerto del Festival
Finale “col botto” per l’ultimo dei cinque concerti del Festival della Musica Suonata, che sotto la direzione artistica di Stefano Montagnani hanno riempito di grande musica alcuni tra i luoghi più
affascinanti di Montaione. L’ultimo appuntamento non sarà da meno. Domenica 27 agosto alle 21.30, sul Sagrato della Chiesa di San Vivaldo si esibiranno i Muziki Trio, gruppo costituito da nomi eccellenti della scena musicale toscana e nazionale: il pianista-compositore Franco Santarnecchi (pianoforte e tastiere), da molti anni a fianco di Jovanotti; la potente vocalist fiorentina Titta Nesti (voce/live electronics); Eleanor Young (violoncello/flauto).
Grazie alla libera improvvisazione e all’uso di timbriche e colori musicali diversi, il gruppo esplora temi originali di propria composizione e frammenti di standard del jazz e della popular music, evocando ambientazioni diverse mediante l’uso di strumenti sia acustici che elettronici. Momenti onirici, spazi evocativi, tappeti sonori e ipnotici renderanno la performance un autentico viaggio musicale dove tutto può accadere.
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comodo, agg. o s.m. a seconda dei casi. Si pensi al modo di dire “Se l’è presa comoda”, dove si può sottintendere la parola “maniera” preceduta dalla prep. sempl. “in”, spiegando perciò: non si adopera con la necessaria rapidità. Si pensi invece ai modi di dire “Mi fa comodo” (mi conviene) e “Sono in comodo”: sono pronto

comparì’, v.intr.: comparire anche nel senso di dare un buon risultato. Pass. rem. 3^ pers. pl.: “comparirono”: comparvero

comparita, s.f. tosc.: “bella figura” (DEI), usato solo nella locuzione “Far comparita”: “presentarsi bene” (DISC), da noi in riferimento a pasti abbondanti o, meglio, che finiscono per sembrare tali  perché fanno fare una bella figura in particolare ai padroni di casa. Si pensi alla frase: “Ha fatto proprio comparita!” in riferimento, per es., a una pietanza

compiccià’, v.tr.e intr.: compicciare, voce toscana con un’ accezione piuttosto sfavorevole, dal momento che è usata più che altro in frasi negative, come quando viene detto: “ ’Un ho compicciato nulla di bòno!” : non ho combinato niente di buono!

còmpito, s.m.: cómpito, cioè “incombenza” o “esercizio scritto assegnato agli alunni”, da pronunciare col suono chiuso perché deriva dal lat. “cum” (“con”, ma anche intensivo), oltre che da “putare” (“calcolare”: DISC): il lat. -u- in ital. diviene –o- col suono chiuso e non aperto, come da noi si sente spesso pronunciare nel caso di questo vocabolo

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 29 agosto 2017 

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cognosce’, v.tr.: “conoscere” (M. Catastini), ma il v. “pis. e lucch. rustico” (DEI), pur risentendo del lat. class. “conoscere”, è caduto almeno da noi in desuetudine

còio, s.m. tosc., più precisamente nel comprensorio del cuoio: cuoio, appunto, detto anche in pis., dove, come da noi e come in casi analoghi, quali “cuoco” e “vuole”, il ditt. –uo- diventa -o- , e il pl. “coia” indica “la pelle umana”, per cui “tirà’ le còia” significa morire (B. Gianetti)

cóla, s.f.: filtro usato in particolare per il “ vin dolce” nella campagna  (R. Bettarini). Infatti deriva dal lat. “colare”, a sua volta da “colum” = “filtro” (De Mauro)

cólo, s.m.: individuo lamentoso, come nella frase, ma specialmente nel linguaggio familiare: “Se’ proprio un colo!”: sei proprio un lagnoso!

 

combinà’, v. per lo più tr.: combinare. Si tenga presente il proverbio contadino: “A tavola e a letto si ‘ombina e meglio affari” : i migliori affari e le migliori imprese sono realizzati e fatte gustando i piaceri della tavola e del letto

comèsse (o), loc.derivata dal lat. “cum esset”, si può dedurre da L. Bezzini che giustamente osserva che “comesse” è usata spesso per avviare il discorso: “come sarebbe” o “per esempio”. È poi da notare che in comesse si è verificata l’ “agglutinazione” (o “concrezione”), cioè la “fusione in un’unica unità di due parole” (De Mauro)

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 22 agosto 2017 

Festival della musica suonata. Il terzo concerto.

Contaminazioni musicali per i Forró Miór a Montaione

Giro di boa per il Festival della Musica Suonata

Dopo il grande successo dei primi due appuntamenti del Festival della Musica Suonata, Montaione si prepara ad accogliere in piazza della Repubblica il terzo dei cinque concerti. Martedì 15 agosto alle 21.30, come sempre a ingresso gratuito, si esibiranno i Forró Miór, che presentano un concerto esplosivo ed emozionante di forró pé de serra con contaminazioni afro-latin. Fisarmonica, chitarra, zabumba e triangolo creano una groove ritmica irresistibile in cui si fonde il canto, leggero e intenso, che parla di festa, di danze, ma anche di storie di immigrazione, di lontananza e di saudade. Numerose le contaminazioni musicali, dalla milonga, alla cumbia fino al calypso, al samba e al latin jazz, partendo sempre dal Forró, genere musicale nato nel nord est del Brasile, un concentrato di ritmo e allegria, fatto apposta per ballare. I Forró Miór suonano con successo nei festival e nei club di tutta Europa.

Nicolas Farruggia: Voce / chitarra

Alberto Becucci: fisarmonica

Walter Martins: percussioni / voce

Timoteo Grignani: Percussioni / voce

 

Festival della musica suonata. La seconda serata è a Castelfalfi

Inchanto al Festival della Musica Suonata

Dopo l’anteprima blues nel capoluogo, il Festival della Musica Suonata, la rassegna curata da Stefano Montagnani, si sposta nello splendido borgo di Castelfalfi per la seconda serata, domenica 13 agosto alle 21.30, quando si esibiranno gli Inchanto. Il gruppo interpreta la Toscana come terra di partenza, depositaria di una cultura propria, profonda e radicata, ma anche, da sempre, terra di passaggio e di ospitalità da molti prediletta, di culture che in essa si sono incrociate e confrontate nel corso dei secoli. Sono state queste immagini, questi colori, questi suoni che il gruppo si porta dentro sin dall’inizio del proprio viaggio e che lo hanno ispirato, permettendogli di elaborare la “propria” musica. Una musica che affonda le sue radici sia nel rinascimento italiano che nel folk (irlandese, bretone, occitano) regalando atmosfere in costante equilibrio tra antico e moderno, colto e popolare. In questa sorta di “alchimia sonora”, filtrata attraverso una sensibilità mediterranea, giocano un ruolo importante i testi composti in varie lingue. L’obiettivo principale, perciò, non è stato quello di operare una ricerca strettamente filologica o di maniera, quanto di elaborare un repertorio di composizione originale profondamente ispirato dal luogo di origine.

Michela Scarpini: voce solista / percussioni / dulcimer

Cesare Guasconi: Ghironda / dulcimer / geyerleier / moraharpa / synth / harmonium / cori

Giampiero Allegro: flauti dolci / clarinetti / tin whistles / low whistle / uillean pipe

Franco Barbucci: violino / cori

Marco Del Bigo: chitarra-liuto / cittern / arpa / bodhràn / percussioni / cori

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coglie’, v.tr.: cogliere. Si noti che anche da noi, così come nel Pisano, veniva o addirittura viene ancora detto talora, sia pure impropriamente: “vo a coglie’ ” oppure “a fa’ l’olio” per dire “vado a cogliere le olive”, andando alla sostanza secondo la tipica mentalità pratica popolare

cogliómbero, s.m.: sciocco, per non dire coglione, di cui è una voce meno volgare ottenuta mediante un ampliamento. Quanto a coglione, deriva da còglia, termine antico e letterario “per indicare – dice il Battaglia – la borsa dei testicoli” (R. Cantagalli), cioè lo “scròto”, derivato appunto  dal lat. “scrotu(m)” = borsa (DISC). Coglioni è usato specialmente al pl. seguito dal punto esclamativo col significato di “Ha’ detto nulla!”, caspita!, eufemismo al posto del volg. “cazzo”, abusato a sua volta da tanti giovani, femmine comprese, da cui si richiede giustamente un linguaggio più controllato

cogliono (con la c- aspirata, ma non tolta), s.m.: corno, per non dir peggio, col significato di “cosa di nessuna importanza” com’è scritto nel DISC in riferimento al volg. “cazzo”. Dal punto di vista linguistico è chiaro che si tratta di una variante di una parola volg. (“coglione”), ma meno di quella testè citata ed aggiungo che l’ho sentita usare, sia pur raramente, in un’erspressione come “E per me un cogliono!” o come “E questo è un cogliono!”, che significano rispettivamente “E per me nulla?” e “Non è vero!”, espressioni dette con un certo risentimento, almeno la seconda, la prima invece col sorriso fra le labbra

cògno, s.m.: “cumulo di legno” (M. Catastini), ma il termine è in disuso anche in tal senso

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 15 agosto 2017 

I Betta Blues Society aprono il Festival della Musica Suonata

Tutto pronto per la IX edizione del Festival della Musica Suonata, cinque concerti curati da Stefano Montagnani, che riempiranno di sonorità e colori alcuni tra i luoghi più suggestivi del piccolo comune valdelsano. Martedì 8 agosto alle 21.30 il Festival si aprirà con il live dei Betta Blues Society in Piazza Branchi, nel centro storico di Montaione.

FMS_Programma_Locandina-page-001I live dei Betta Blues si distinguono per la grande vitalità, per il coinvolgimento del pubblico, per l’utilizzo di strumenti esclusivamente acustici e si dividono in due parti: in una i brani sono scelti per presentare al pubblico le due facce del blues, quella legata alla spiritualità del gospel e quella più sporca e torbida che racconta quello che accadeva durante i concerti nelle sale da ballo. Nell’altra, il gruppo propone i brani originali del nuovo album, che raccontano situazioni di vita personale, come succedeva nei primi del ‘900. Senza mai scadere nel manierismo, la band capitanata dalla brava frontwoman Elisabetta Maulo cita il genere in modo fresco e originale, mantenendolo vivo e attuale. I BBS si avvicinano al blues, al gospel e al folk miscelandoli senza nessun timore reverenziale; il risultato è un mix allegro, coinvolgente e emozionante di tutti questi generi riletti in chiave più moderna. Grande attenzione viene data al feeling, alla grinta dei musicisti e alle armonie vocali, sulla falsariga degli arrangiamenti delle grandi donne del blues. I Betta Blues sono attivi dal 2009 e hanno pubblicato due album: Betta Blues Society e Roots. Durante la promozione hanno suonato in tutta Italia in locali e festival importanti condividendo il palco con artisti come Lynyrd Skynyrd, Carmen Consoli, Alex Britti, Edoardo bennato, Samba Touré, Raphael Gualazzi. Il 5 Dicembre 2016 è uscito “Let Them Out” il terzo album di inediti della band.

I Betta Blues Society sono:

Elisabetta Maulo: voce, kazoo, ukulele, washboard

Lorenzo Marianelli: dobro, ukulele, cori

Fabrizio Balest: contrabbasso, cori

Pietro Borsò: percussioni

La Cisternata 2017 – X edizione

Venerdì 4 e Sabato 5 Agosto 2017 presso il Parco Cisterna Romana di Montaione (FI), si svolgerà la decima edizione del festival “La Cisternata”, un evento organizzato dall’Associazione Ricreativo Culturale Sogni di R’n’R e nato dalla volontà di un gruppo di giovani di dare un contributo alle varie manifestazioni estive come In-Forchett’Ando, Contest Enogastronomico organizzato in collaborazione con il Comune di Montaione. Come si evince dalla locandina quella di quest’anno sarà una ricorrenza particolare per questo evento, che nel corso di 10 anni si è evoluto e ha attirato a sé differenti generazioni, portando nel comune toscano migliaia di persone. Le serate avranno inizio alle 19:00 con animazione per bambini, aperitivi al tramonto, cena con piatti tipici della tradizione toscana, griglia e panini. Come ogni edizione l’ingresso sarà totalmente gratuito, e anche il servizio bus che faranno da spola dal centro di Montaione al Parco sarà gratis e rimarrà attivo per tutta la notte.

La Cisternata_CartolinaVenerdì 4 Agosto – Una delle novità più grandi sarà la serata di Venerdì 4 intitolata “House Night” in cui l’house music e le sonorità elettroniche invaderanno il parco montaionese dove si alterneranno numerosi DJs della Valdelsa e non. La punta di diamante della line up sarà Francesco Bertelli in arte Mennie, dj e produttore toscano resident del Tenax di Firenze, che ha recentemente pubblicato una traccia sull’etichetta Desolat di Loco Dice, superstar del circuito house e techno internazionale. Ad affiancarlo sul palco ci saranno una serie di giovani artisti come Alexander T, resident del Kaleido di Castelfiorentino e dei progetti Mooved e Cube e il duo pratese Mohabitat con il suo live audio e video, dove la musica si unirà al mapping 3D e alle video proiezioni. La serata continuerà con il duo Piko&Dezo e con un altro speciale live set “Days Gone By” di DJ Nejo. L’evento inizierà dalle 19:00 con un aperitivo al tramonto dove i partecipanti avranno la possibilità di cenare per poi ballare fino a tarda notte. Con “House Night” l’organizzazione manifesta un grande senso di rinnovamento e apre le porte a un genere musicale e a un pubblico nuovo per il festival.

Sabato 5 Agosto – Per la seconda serata sul palco de “La Cisternata” si esibirà il gruppo empolese Arcambold, formatosi nel 2007 per mano di Piero Zannelli, maestro di chitarra presso il Cam di Empoli. L’intento di Piero era quello di formare un gruppo completamente acustico che seguisse la via del folk e della musica irlandese e celtica. Dopo l’entrata e l’uscita di componenti all’interno della band la prima stabilità si comincia a trovare dopo circa tre anni e nel 2010 i primi risultati cominciano ad arrivare con concerti tenutisi anche fuori casa. Da ricordare in questo periodo la partecipazione ai festeggiamenti di san Patrizio con esibizioni a Bologna ed Urbino. Nonostante ciò la formazione del gruppo per un po’ di tempo è soggetta a cambiamenti continui, fino al 2012/13. Nel frattempo gli Arcambold sono in continua crescita sia a livello musicale che di impegni: nel 2013 partecipano di nuovo a Mercantia a Certaldo, al Radio Libera Festival di Alatri e alla festa dell’Unicorno a Vinci. Con il nuovo spettacolo “Be-Folky” nel 2014, la band ha toccato le Marche (Festival “The magic Castle a Gradara”) e la Basilicata con una serie di concerti nella zona del Pollino. Nel 2017, a distanza di 10 anni dalla sua formazione gli Arcambold vengono a festeggiare i 10 anni della Cisternata, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate montaionese. Le novità però non finiscono qui, perché in concomitanza con il festival ricorrerà un altro anniversario importante per la Valdelsa. A distanza di 10 anni dalla sua chiusura Sabato 5 Agosto 2017 andrà in scena per la prima voltà il party ufficiale “Harpo’s Pub”, il locale che ha fatto la storia nel circondario diventando uno dei “miti” di tantissime generazioni dove i DJ storici dell’Harpo’s si alterneranno in console per concludere questa decima edizione sulle note dei vecchi dischi che lo hanno caratterizzato e che hanno fatto ballare tantissimi giovani.

Info: 339 801 0556 FB La Cisternata: https://www.facebook.com/LaCisternata2012/

FB Sogni Di Rock And Roll: https://www.facebook.com/Sogni-di-Rock-and-Roll- 484525771748814/

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cocchiume, s.m., ma è più diffuso senza dubbio il nome gambettone come in altre parti della Tosacana: totano moro (“Tringa erythropus”), chiamato cocchiume a Fucecchio per il fischio “corto e forte” emesso da questo uccello “di ripa”, tant’è vero che a Firenze e nel Vecchianese è chiamato anche “chiò – chiò” e a Livorno “chiòi-chiòi” (C. Romanelli). Tuttavia cocchiume a Fucecchio (dal v. “cocchiare” che significa “fischiare frequentemente”) indica anche la pettegola (“Tringa totanus”), dal canto “composto di una sola nota ripetuta insistentemente” (donde il nome), e la pantana (“Tringa nebularia”), termine “tipicamente toscano” derivato dal fatto che questo uccello “frequenta luoghi melmosi”, cioè i pantani

còccolo, s.m.: “stelo di granturco o di saggina” (M. Catastini), ma è un termine caduto: in gr. “kokkos”, da cui deriva “còccola”, intesa come “bacca”, significa “nocciolo dei frutti” (DEI). Quanto a “coccole” nel senso di “tenerezze” (De Mauro), è un vocabolo dall’origine onomatopeica

coccolóne, ( a parte il termine regionale nel senso di “colpo apoplettico”: DISC) s.m.: croccolone (“Gallinago media”) e dipende dal fatto che questo uccello “resta accovacciato”(C. Romanelli)

coce’, v.tr.: cuocere. Qualche tempo fa, si poteva sentir dire: “ ‘un la fa né bollì’ e né mai coce’ ”: non la fa né bollire né cuocere, in riferimento a una persona che passa troppo velocemente dal fare una cosa a farne un’altra, senza la necessaria ponderazione o comunque senza farla maturare

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 08 agosto 2017 

Leonardo Fiaschi show

LOCANDINA FIASCHIMartedì 1 Agosto alle ore 21.30 si terrà in Piazza Branchi il Leonardo Fiaschi Show, uno spettacolo a cabaret a cura dell’Associazione Elianto e in collaborazione con il Comune di Montaione. Imitatore, cabarettista, cantante italiano e soprattutto comico livornese, che vi farà passare una serata indimenticabile dal ridere grazie alle sue imitazioni!

Prevendite presso Tabaccheria Cappellini piazza della Repubblica. Posto unico 12€ (10€ ridotto) Info e prenotazioni: 338 82255740 – 339 6628190 – 0571 697696 – asselianto@gmail.com

 

Ciccia e Vino.

Merenda-cena a Montaione Ciccia e Vino torna in Piazza della Repubblica

Ciccia e Vino_2016Domenica 30 luglio in Piazza della Repubblica ospiterà Ciccia e Vino, uno dei “classici” e più attesi appuntamenti dell’Estate Montaionese. La merenda-cena di Montaione, organizzata dall’associazione Borgoalto – CCN in collaborazione con il Comune, si terrà dalle 18 alle 24. Per tutta la sera sarà possibile cenare con la carne alla brace della macelleria F.lli Barnini, i funghi di Montaione Tartufi, il pane dell’Antico Forno e l’ottimo vino delle aziende agricole di Montaione. La serata sarà allietata dalla musica dei “Due di Due”, duo acustico formato da Jessica Infurna (voce) e Daniele Duranti (chitarra), che propongono un repertorio che spazia dal pop, al jazz allo swing. I negozi del centro storico di Montaione resteranno aperti.

Alberto Mons. Fingerstyle guitar concert

Martedì 25 Luglio in piazza della Repubblica a Montaione, il concerto di Alberto Mons, il poliedrico musicista noto per le sue apparizioni televisive e i numerosi concerti live, quest’anno selezionato fra i quattro migliori chitarristi emergenti all’ Acoustic Guitar Village di Cremona offre uno show ricco di energia e talento per chi ama ascoltare, ma anche ballare. Ingresso gratuito, posti a sedere fino ad esaurimento. Inizio concerto ore 21.30.

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ciuo, s.m.: ciuco, voce anch’essa tosc. ed espressiva con questo significato (DISC): “asino”, attestato da Michelangelo Buonarroti proprio l’anno della sua morte, cioè nel 1564, ed invece col significato di “persona ignorante, poco intelligente” dal Giusti (DELI), molto probabilmente per la durezza di questo animale. In reltà esso fa tenerezza, specialmente il “ciuino”: ciuchino, così buono e dallo sguardo rassegnato. Non meraviglia perciò che dalle nostre parti un tempo venisse dato a intendere , quando eravamo piccoli, che esso portava i regali la notte di Natale, come abbiamo visto nella voce ceppo. Frase: “In mezz’ora nasce un ciuo e va ritto!”: anche in poco tempo si possono fare tante cose. Viene definito invece “muso a ciuo” il viso di chi è scontento

ciurlà’, v.intr.: ciurlare, ma il significato di prendere in giro può essere nato dal fatto che anticamente (essendo attestato in letteratura nel ‘500) il “ciurlo” era un “giro di danza su un solo piede”: DEI, che considera questa una voce espressiva 

ciùrmolo, s.m.: ricciolo, ma è un termine caduto in disuso, così come il pl. “ciurmoli”, che indicava “ciuffi di capelli arruffati” (M. Catastini)

cocchiumà’, v.tr.: cocchiumare nel senso di conciare e questo col significato di trattare male. Infatti il cocchiume era una piccola parte della botte, dove nel mondo ebraico veniva praticata tortura consistente  nel legare il membro virile – pare –  al “foro della botte” e cioè al cocchiume, appunto,  che indica però anche “il turicciolo o tappo che lo chiude”:  DEI, che parla di “cocchiume” come voce toscana. Infatti Alberto Morelli ha sentito pronunciare il verbo “cocchiumà’ ” come una minaccia da un contadino di Ponte a Cappiano (“Ti cocchiumo io!”), per quanto almeno  esso sia caduto in disuso così come il sostantivo visto che lo ha originato

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ciucciaànne, s.m.: usignolo di fiume (“Cettia cetti”) e “ciucciacanne” si spiega essendo un termine generico “per indicare i Silvidi di palude” (C. Romanelli). Esso comunque vi indica anche la cannaiòla (“Acrocephalus scirpaceus”) e il termine “ciuccia canne” è spiegato dal Romanelli per il fatto che si tratta anche in questo caso di un uccello che vola “continuamente sulle cannelle per beccare gli insetti”

ciuccata, s.f.: stupidaggine ed è da notare che in questo caso il suff. “-ata” aggiunto a “ciucc(o)” indica un “rapporto di relazione” (DISC) con questo

ciucciato, part. pass. divenuto agg.: viene detto di un “vestito molto stretto, scarso” e di un individuo “dal viso smunto” (Malagoli) o che è comunque molto magro in una parte del corpo: “magro rifinito” (R. Cardellicchio) e talora viene detto, nell’ambito del linguaggio familiare,  “ciuccato dalle scimmie”, in riferimento ad un deretano tanto magro da sembrare quasi rivolto in dentro, anziché sporgere fuori

ciucco, con l’ampiamento e l’accrescitivo ciucchettone, agg.: scemo, ma talora il primo viene usato scherzosamente tra amici. Comunque è un’offesa molto diffusa “nella zona d’Empoli” (R.Cantagalli), a Santa Croce sull’Arno e e zona Fucecchio specialmente la prima voce, mentre la seconda (citata nell’ “Vocabolario lucchese” del Bianchini secondo P. Fanfani) è rivolta talora in riferimento a una persona che è davvero malata di mente. D’altra parte anche chi si trova in tale triste situazione dovrebbe essere trattato in modo più adeguato e non certo con disprezzo

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cìscheri, s.m., specie di epiteto non certo elogiativo in riferimento a una persona di scarso valore, a mio parere voce espressiva, collegabile con l’agg. “cischero” (“che ha cattiva vista”), così come l’umbro “ciuschero”, menzionato dal DEI col riferimento di “brillo”. Invece secondo P. Fanfani “cischero” a Firenze non avrebbe un’accezione dispregiativa, pur avendo, ma attenuati, due significati sopra espressi, così come non l’aveva originariamente in italiano l’agg. “losco”, pur derivando dal lat. “luscu(m)”=”guercio” (DISC)

cispiosi, originariamente agg. (cisposi): così venivano indicati con disprezzo, in tempi di stolte rivalità campanilistiche, i fucecchiesi dai loro vicini forse perché ancora prima la lavorazione della canapa e delle funi provocava negli occhi dei loro antenati una forma di tracoma e quindi la formazione della cispa; quanto all’inserimento della – i – pare un’epentesi dovuta a ignoranza, quasi a calcare maggiormente un disprezzo ingiustificato. La variante femminile, venuta meno, era “cipischiose” = cispose

ciucca, s.f.: ubriacatura; voce “gergale” da confrontare col calabrese “ciuc(c)a” = “ubriachezza”, che indica l’effetto dell’ubriacatura e specialmente  lo “stato di ebbrezza e di confusione mentale” a causa dell’ “ingestione eccessiva di bevande alcoliche” (DISC) e significa “ubriachezza” anche il piemontese “ciuca” (DEI)

ciuccià’, v. tr.: ciucciare. Questa voce familiare del linguaggio infantile è d’origine onomatopeica (DISC), come molte altre di tale tipo di linguaggio. Si pensi alla frase detta scherzando, ma talora con ironia o addirittura con sarcasmo: “Ciuccia, meo!” ( e si veda la voce meo) in riferimento, per es., a chi si mangia le unghie, azione che non denota certo una buona educazione. Si tenga presente anche il rifl. ciucciassi: ciucciarsi, pupparsi. Se viene detto “ciucciassi ir dito” (pupparsi il dito), ciò significa rimanere scornato, deluso per una situazione capitata spesso per colpa propria

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 18 luglio 2017 

I concerti di Classica a Montaione

Due pomeriggi musicali a San Vivaldo MONTAIONE

Domenica 9 luglio torna a Montaione Classica, l’ormai tradizionale e imperdibile ciclo di concerti che allieta le estati dei Comuni di Gambassi Terme e Montaione dal 1995. Anche per l’edizione 2017 Classica_San Vivaldo_9 luglio-page-001l’organizzazione dei concerti è affidata alla Fondazione Orchestra della Toscana, che ha formulato un’articolata proposta musicale che impegna i solisti e le varie ensemble dell’Ort. Dopo i primi tre concerti nella Pieve di Santa Maria a Chianni di Gambassi Terme, domenica 9 e domenica 16 sarà lo splendido chiostro del Convento di San Vivaldo a Montaione a ospitare gli ultimi due concerti della rassegna. Entrambi gli appuntamenti, gratuiti, inizieranno alle ore 18.00. Di seguito il programma del concerto di domenica 9, al quale si riferisce la locandina a fianco.

Programma Pomeriggi musicali a San Vivaldo Chiostro del Convento di San Vivaldo MONTAIONE Domenica 9 luglioore 18.00 L’Opera di Mozart in centrifuga Prima dell’invenzione del grammofono, alla fine dell’Ottocento, il solo modo di ascoltare la musica dal vivo e le uniche forme di “riproduzione” erano riduzioni che consentissero, a chi poteva, di risuonarsi la le musiche più amate con gli strumenti a disposizione. Erano diffusissime le trascrizioni per pianoforte (a due o quattro mani), per piccole ensemble e perfino per arpa, di sinfonie, opere, melodie celebri, eseguite tra amici nel salotto di casa. Proprio a questa tradizione si ispira il quartetto “Farfalloni amorosi”, che affida al profumo retrò di trascrizioni originali dell’epoca di Mozart il fascino di una consuetudine purtroppo perduta. Il Quartetto d’archi dell’Ort “Farfalloni amorosi” Violini Alessandro Giani, Susanna Pasquariello Viola Stefano Zanoboni Violoncello Stefano Battistini Alessandra Morellato Voce recitante

Fonte, Comune di Montaione

Il Paesaggio ritrovato. Da San Vivaldo al Nulla

Sabato 8 luglio arriva Da San Vivaldo al Nulla. “Una Notte al Santuario della Pietrina alla luce delle stelle e al canto delle sirene”, un nuovo e atteso appuntamento con Il Paesaggio ritrovato, il programma di escursioni a piedi alla scoperta del territorio di Montaione, delle meraviglie del suo paesaggio, dei suoi luoghi d’interesse storico e naturalistico, promosse dal Comune di Montaione e organizzate in collaborazione con l’Ecoistituto delle Cerbaie.

Da San Vivaldo al Nulla_Sabato 8 Luglio-page-001Tra le novità di questa appuntamento estivo, la location mozzafiato – il Santuario della Pietrina, nei boschi di Palagio – l’orario e il programma. L’escursione si terrà infatti in notturna, con ritrovo alle 17 nel parcheggio della Gerusalemme di San Vivaldo, e una volta giunti alla Pietrina i partecipanti (come sempre accompagnati da una guida ambientale) potranno godere del racconto e delle musiche dell’Ondina, una storia di mare sepolta a picco sulla roccia con Sonia Montanaro alla narrazione ed Elisa Malatesti a canti e musiche.
Il percorso coprirà una distanza di circa 9 km, e il rientro è previsto entro la mezzanotte. I partecipanti potranno cenare al sacco, oppure condividere il buffet di accoglienza organizzato dai responsabili del Santuario della Pietrina (donazione libera e prenotazione richiesta)
Info e contatti: Ecoistituto delle Cerbaie: 340 984 7686 a.bernardini@ecocerbaie.it; Ufficio informazioni turistiche di Montaione: 0571 699 255 turismo@comune.montaione.fi.it.

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cipollotto, s.m.: specie di aglio; di quattro cipollotti bianchi freschi e di altrettanti “rametti di timo fresco” può essere fatto uso per la zuppa di pane raffermo (con verdure e fagioli cannellini) di Fucecchio, localmente chiamata “ ’Nzuppa”, che non “viene ribollita, come il piatto cucinato a Firenze”, bensì “consumata ancora calda nella classica terrina di coccio” in quei ristoranti che vogliono valorizzare davvero la cucina locale

cipressini, s.m.pl. col dimin., ma l’espressione “Andà’ a’ cipressini” o “a’ cipressetti” significa “morire” mentre “Mandà’ a’ cipressetti” significa “ammazzare”: ciò perché una caratteristica dei cimiteri specialmente in Toscana è il fatto che vimsiano stati piantati i cipressi. Furono però poeti greci e latini che cominciarono a considerarli gli alberi dei defunti; in particolare, nelle “Metamorfosi” di Ovidio, ricche di favole mitologiche, fu il giovinetto Ciparisso che chiese ad Apollo di “mostrasse un lutto eterno” venendo dopo la sua morte trasformato in cipresso per aver ucciso, sia pure involontariamente, un cervo, a lui tanto caro, “dalle corna d’oro” (A. Cattabiani)

ciringomma, con la var. cilingomma, s.f.: “chewing-gum” (voce inglese d’America) = “gomma da masticare”, di cui la voce è una specie di calco linguistico diffuso a partire dal secondo dopoguerra a causa della presenza degli alleati americani in Italia

ciro, s.m.: porco; voce diffusa anche da noi, ma più in generale toscana. DEI, secondo il quale diz. l’ “omofonia” col greco “chôiros” = “porco” sarebbe “casuale” (ma così non è a mio parere), mentre il lemma potrebbe essere collegato col nome proprio Ciro. Tuttavia non ne vedo il motivo anche perché il nome del fondatore del “primo grande impero persiano” veniva spiegato “nella tradizione antica” con “sole” e non a caso egli venne definito “il Grande” (Enc. It.)

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 11 luglio 2017 

I Paesi di Marzapane

EVENTO – ESTATE MONTAIONESE

Estate Montaionese per grandi e bambini Concerto in piazza e teatro di figura MONTAIONE Tanti eventi per l’Estate Montaionese, il cartellone culturale che ravviva il centro storico e le frazioni del borgo valdelsano nei caldi mesi estivi. Martedì 4 luglio, nel centro storico di Montaione, si terranno ben due iniziative, capaci di accontentare i gusti di tutti. Alle 21,30 la Piazzetta della Biblioteca ospiterà infatti il primo appuntamento montaionese dei Paesi di Marzapane, la rassegna di spettacoli per bambini di tutte le età organizzata in collaborazione con il Comune di Gambassi Terme, che ha già ospitato i primi due eventi. Lo spettacolo/laboratorio di Montaione s’intitola “La bottega di Geppetto… ovvero FAI FIORIRE IL TUO GIARDINO”. Insieme agli attori di Teatrombria, la compagnia fiorentina attiva da oltre vent’anni nell’ambito del teatro di figura e storica curatrice dell’intera rassegna, i partecipanti impareranno a costruire un colorato giardino fiorito. Ogni bambino costruirà un giardino di carta che personalizzerà con la propria fantasia, che poi potrà portare a casa. I Paesi di Marzapane torneranno poi a Casenuove (Gambassi Terme) mercoledì 19 luglio e in Piazza della Repubblica (Montaione) martedì 29 agosto. Sempre alle 21,30, ma in Piazza della Repubblica, i più grandi potranno godere della musica e del talento di un gruppo di affiatati musicisti montaionese, che si esibiranno in un concerto live, Sound Fondenti. Quest’ultimo evento è organizzato dall’associazione Borgoalto – CCN in collaborazione con il Comune di Montaione. Entrambi gli eventi sono gratuiti. Fonte, Comune Montaione

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ciòria, s.f.: cicoria o radicchio (“Cichorium intybus”), la cui radice era utilizzata “in tempo di autarchia” per fare il sostituto del caffè (L.Bezzini). Si tratta di una pianta molto diffusa nei nostri campi, che rende più ridenti con i suoi bei fiorellini azzurri, per quanto ingiustamente trascurati

ciòttola, s.f.: ciòtola, da noi talora col raddoppiamento erroneo della –t- nella pronuncia- s’intende- forse per influenza di “ciottolo”, che indica estensivamente “sasso” e non “tazza larga, senza manico” (DISC), come invece ciottola

ciottolà’, v. intr.: ciottolare nel senso di “star largo nei vestiti, nelle scarpe”, come in pisano (B.Gianetti)

ciottolo, s.m.: cosa da niente o comunque di scarsissimo valore da noi; più in generale in Toscana, “stoviglia di terracotta” (De Mauro)

cipolla, s.f.tosc.: ventriglio del pollo (P. Artusi), molto probabilmente perché questa parte dello stomaco ricorda la forma della nota pianta (“Allium caepa”: DEI) e questo vale con un po’di fantasia anche per il “cipollone”, grosso e “pesante orologio da tasca, spesso legato a una catena” che usava una volta. Invece “cipolla gaetana” veniva chiamata a fucecchio l’organo genitale femminile probabilmente in riferimento al “monte di Venere”

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 4 luglio 2017 

Utopia del Buongusto

Il ricordo di Gaber e Jannacci per l’Utopia del Buongusto a Montaione Cena e spettacolo per il format di Guascone Teatro  –  L’Utopia del Buongusto, “primo esperimento internazionale di vita godereccia”, fortunato format nato dal genio creativo di Andrea Kaemmerle e giunto quest’anno alla 20° edizione, sbarca a Montaione martedì 27 giugno. Come da tradizione, il programma della serata tiene insieme cultura e buon cibo.Utopia del Buongusto+Cena_ITA-page-001 Alle ore 20.00, infatti, sarà possibile cenare nelle vie del centro storico grazie alla collaborazione con Borgoalto, l’associazione del Centro commerciale naturale di Montaione. Il costo della cena è di 12 € per gli adulti e 9 € per i bambini. Info e prenotazioni: Montaione Tartufi 0571 684781. Alle 21.30, in Piazza Branchi, il trio La Macchina del Tuono si esibirà nello spettacolo, eccezionalmente a ingresso gratuito, I due corsari. Un omaggio a Gaber e Jannacci. Fabrizio Checcacci (narratore e voce), Fabio Fantini (narratore e voce) e Giacomo Ferrari (tastiera) racconteranno la storia dell’amicizia tra i giovanissimi Enzo Jannacci e Giorgio Gaber, che nel 1958 dopo la collaborazione con Adriano Celentano decidono di formare un duo canoro. Gaber ha già un contratto con la Dischi Ricordi, ed è appunto per la neonata etichetta milanese che i due andranno a incidere insieme. Il genere preminente dei loro pezzi è il nascente rock’n’roll, tranne qualche eccezione più melodica, come Il cane e la stella. Ciò che accomuna, però, tutte le canzoni del loro repertorio sono i testi, sempre umoristici e a volte antesignani del rock demenziale (ad esempio Una fetta di limone, forse il loro brano più noto, con cui partecipano alla Sei giorni della canzone). Nel 1960 il duo si scioglie, principalmente per l’affermarsi di Gaber come solista, e anche Jannacci intraprende a sua volta la carriera di cantautore, ma la loro amicizia non ne risente. Continueranno a vedersi ma a lavorare a distanza, con qualche sporadica ma bellissima collaborazione come Aspettando Godot. In scena due bravissimi cantanti, la cui carriera oscilla tra musica pura, teatro e musical internazionali. (Fonte, Comune di Montaione)

Infra clausuram silve loci sancti Vivaldi. San Vivaldo e l’indulgenza del 1517

Convegno di studi “Infra clausuram silve loci sancti Vivaldi. San Vivaldo e l’indulgenza del 1517”, 24 – 25 giugno 2017, San Vivaldo – Montaione

In occasione delle celebrazioni del 500^ anniversario di San Vivaldo, organizzate dall’Amministrazione Comunale di Montaione, un nuovo convegno di studi offre l’occasione per tornare a riflettere sull’importanza ed il significato del sito di San Vivaldo. Riprende così, dopo alcuni anni di pausa, nei quali sono stati privilegiati altri aspetti di valorizzazione del complesso (restauri, mostre e concerti), anche l’attività convegnistica incentrata sul complesso sanvivaldino. Il convegno, curato da Pierantonio Piatti e Francesco Salvestrini, è incentrato sulla prima attestazione documentaria relativa al sacro monte di San Vivaldo, rappresentata da una carta di indulgenza sottoscritta il 19 febbraio 1516 (stile dell’incarnazione; ma resta il dubbio che possa essere stata concepita fin dal 1515 ed in realtà esemplata nel 1517), siglata dal cardinale Bernardo Dovizi da Bibbiena (1470-1520), segretario particolare di Papa Leone X , suo intimo consigliere e legato di fiducia, con la quale notificava, in pratica, una decisione verbale del medesimo pontefice, consistente nella concessione di remissione dei peccati ai pellegrini desiderosi di raggiungere la ‘cittadella’ di Camporena. È, pertanto, sulla base di un documento ufficiale che si formalizzò la devozione popolare, fortemente indirizzata e motivata dai frati Minori, per il sito di San Vivaldo e le sue testimonianze di fede, quale luogo riconosciuto di speranza e redenzione, che oggi assume anche il valore di un bene culturale caro alla comunità di Montaione e alle popolazioni della Valdelsa. Della pergamena originale, un tempo conservata presso l’archivio del locale convento francescano, oggi non resta più traccia. Il testo ci è noto da due tardive trascrizioni, parzialmente discordanti fra loro, pubblicate nei primi decenni del XX secolo. I contributi del convegno, incentrati sul valore storico e religioso attribuito alla pratica e alla tradizione delle indulgenze, saranno raccolti in una pubblicazione di prossima uscita che, con l’ausilio di un ricco apparato fotografico, offrirà una nuova lettura del complesso sanvivaldino, condotta anche alla luce delle più recenti ricerche storico-documentarie, dei saggi archeologici, dell’analisi architettonica, nonché degli ultimi restauri interessanti l’apparato scultoreo e decorativo. Si allega il programma dettagliato del convegno di studi -(Fonte Comune di Montaione)

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Oggi è un giorno bellissimo

Oggi è un giorno bellissimo per tante giovani e giovanissime che amano la danza. Al Teatro del Popolo di Colle Val d’Elsa, alle ore 21,00 possiamo assistere al saggio di fine anno delle allieve di scuola di danza di Francesca Mazzuoli. Ingresso gratuito. Per alcune di loro è la prima esperienza del genere, per molte altre l’occasione di esibire cosa di meglio hanno imparato nella stagione 2016-17 che sta per concludersi.

A tutte loro auguriamo un giorno bellissimo da ricordare. Tra le ballerine un nutrito gruppo di montaionesi, bambine e ragazzine. In bocca al lupo!  Appuntamento a questa sera!

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Quest’anno il saggio è dedicato ai grandi balletti e ai grandi musical. Appunto per questo il titolo della serata è INVITO A TEATRO.

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Artisti si nasce 2017

Si terrà martedì 20 giugno Artisti si nasce, il saggio-spettacolo degli allievi della scuola di musica “Ajone Music School” del Centro giovani di Montaione, diretto da Alberto “Mons” Montagnani, celebre e apprezzato musicista del borgo valdelsano. Il concerto si terrà alle 21.30 in Piazza della Repubblica, nell’ambito del calendario dell’Estate Montaionese, a cura dell’Associazione culturale La Tenda nell’Azzurro.

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ciocco, s.m.: radice legnosa della scopa (“Erica arborea” e “scoparia”: De Mauro), che poteva essere utilizzata per costruire pipe

cioccolà, v. intr.: cioccolare, “muoversi del piede dentro una scarpa abbondante” (M. Catastini), ma è un verbo non più usato, dal momento che in tal caso diciamo che il piede “ci ciottola”, verbo più espressivo

ciocolóna, s.f. (esiste anche il m. “Ciocolone”, ma in questo caso sembra più usato il f. almeno in fucecchiese): persona tranquilla, “a cui va tutto bene”, che si contenta facilmente, “accomodante” (M. Catastini), bonacciona: parola che mi pare senza dubbio onomatopeica con quella ripetizione della prima sillaba espressiva seguita dalla liquida –l- e da un  suff. accresc. il quale rende bene l’idea di una persona pacioccona che s’ acquieta facilmente standosene in poltrona

ciompo, agg. o s.m.: corrisponde al pis. “cionco”: “cascante” (DEI) o “stanco”, “cadente”, si deduce da M.P. Bini; offesa di lieve entità fra amici nel linguaggio giovanile fucecchiese e non solo (dove peraltro tale termine era poco usato e meno ancora lo è nei nostri tempi, probabilmente col significato che ha in veneziano e cioè nel senso di “monco”), nel ‘700 a Firenze indicava una persona “vile” (DEI); eppure non erano certo vili, bensì rivendicavano a buon diritto ben maggiore giustizia sociale i Ciompi, che nel 1378, ancora a Firenze, erano riusciti a costituire una corporazione dell’Arte, loro, umili battitori della lana! Ma, come la storia insegna, “Vae victis!” (“Guai ai vinti!”) specialmente se i vincitori sono molto potenti, come lo erano purtoppo quelli che misero a tacere le giuste rivendicazioni dei ciompi fiorentini.

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 27 giugno 2017 

ENPA-IHP. Giostra della Quintana. Un grave incidente a Wind of Passion

Comunicato ENPA-IHP, 19 giugno 2017 –  Quintana di Foligno, morto il cavallo Wind Of Passion a seguito di un grave incidente. ENPA e IHP: “Era una morte annunciata e presenteremo un esposto alla magistratura” Sabato sera, durante la manifestazione storico-folkloristica “Quintana di Foligno” un cavallo ha subìto un gravissimo incidente: il cedimento di una zampa mentre si accingeva a percorrere una curva. Il cavallo in questione si chiamava Wind of Passion, era un purosangue inglese ed è morto ieri mattina presso la Clinica veterinaria di Perugia. Nei mesi scorsi c’era stata una serrata discussione attorno al possibile ritorno dei cavalli di razza purosangue inglese (PSI) in queste manifestazioni: il loro impiego era stato vietato dalla più recente Ordinanza del Ministero della Salute (c.d. Ordinanza palii), in quanto considerati cavalli troppo veloci e troppo fragili per correre in circuiti come quelli in cui si svolgono palii, giostre e quintane. La decisione era venuta dopo numerosi gravi incidenti accaduti a cavalli PSI negli ultimi anni. Di recente ENPA e IHP erano venute a conoscenza di insistenti pressioni, da parte di molti organizzatori, verso il Ministero della Salute affinché consentisse una deroga all’uso dei PSI. L’Ordinanza parla chiaro: “Nelle manifestazioni che prevedono corse di velocità è vietato l’utilizzo di cavalli di razza purosangue inglese”. Con quali motivazioni è mai possibile aggirarla? Semplice: dicendo una colossale bugia e cioè che alcune di queste gare non sarebbero considerabili corse di velocità perché non ci sono più cavalli in pista contemporaneamente. Peccato che il fattore velocità conti moltissimo anche nelle prestazioni individuali come giostra e quintana: basta guardare i regolamenti, dove il punteggio è dato anche dalla velocità, nonché gli articoli e i commenti riguardanti queste gare. Dopo una prima lettera scritta il 24 gennaio al Dott. Borrello, Direttore Generale della Sanità Animale del Ministero della Salute, abbiamo ottenuto un incontro il 9 marzo con lui e alcuni funzionari, esponendo tutte le nostra contrarietà a valutare una deroga che non stava in piedi né dal punto di vista formale né sostanziale: oltre a essere notorio che la velocità è caratteristica intrinseca non solo dei palii ma anche delle giostre e delle quintane, quale senso può avere concedere una deroga solo sulla base dell’interpretazione di una parola, se parallelamente non si adottano concreti strumenti di tutela dei cavalli? Individuare delle morfologie di cavalli adatte a ciascun percorso, con riferimento alle sollecitazioni subìte; stilare un elenco degli impianti di gara e di allenamento; creare un database dei cavalli, dei circuiti e dei fantini per avere una totale tracciabilità e dati precisi sugli incidenti: sono state queste le nostre proposte rivolte al Ministero. Dopo una prima promessa di un nuovo incontro e di un contraddittorio tra le parti, mai avvenuto, non abbiamo più ottenuto alcun risposta, nonostante una nuova lettera scritta il 20 marzo. Nel mese di aprile si sono fatte più insistenti le voci negli ambienti delle corse storiche, secondo cui la deroga era ormai cosa fatta. Infatti Foligno, Ascoli, Narni e altri annunciavano con soddisfazione l’imminente ritorno dei PSI.

Con tempismo quantomeno sospetto, il 13 maggio si è tenuto un convegno a Foligno, dal titolo “Valutazione del rischio nelle manifestazioni popolari in cui vengono impiegati equidi”:
vedi il collegamento: Convegno di Foligno 13maggio2017 organizzato dall’Ente Quintana, vi hanno partecipato praticamente tutti i principali interlocutori della bagarre legata alla reintroduzione dei PSI. A questo link è possibile leggere il resoconto sintetico dei vari interventi, compreso quello che Presidente di IHP, Sonny Richichi, che era tra il pubblico.
Citiamo in particolare l’architetto Walter Baldini, consulente del Mipaaf per il rispetto delle norme tecniche dei tracciati che ospitano manifestazioni storico-folkloristiche, il quale ha annunciato con soddisfazione un documento del Ministero della Salute che autorizzerà l’uso dei Purosangue. Nel suo intervento Baldini si è soffermato sull’importanza che i tracciati dove correranno i PSI siano adeguati in termini di raggi di curvatura, di barriere esterne e di composizione della pista, rassicurando tutti sulla sicurezza e sulla tutela dei cavalli. Purtroppo, come temevamo, c’è voluto il morto per smentirlo.
Infatti, nonostante i nostri ripetuti appelli, Ministero della Salute e Ministero delle Politiche Agricole e Forestali hanno proseguito sulla loro strada, accontentando chi nell’impiego dei cavalli purosangue cercava solo una maggiore spettacolarizzazione delle manifestazioni, come peraltro impunemente dichiarato anche in alcuni articoli. Totalmente ignorate le istanze delle associazioni così come i pareri di alcuni professionisti, tra cui il Prof. Pepe e il Dott. Giovagnoli che hanno spiegato i fattori di rischio di rottura delle articolazioni in presenza di sollecitazioni eccessive o di controlli inadeguati.
Ecco perché l’incidente di ieri non è un incidente, ma una morte annunciata e in qualche modovoluta dalla pervicace ostinazione di alcuni a cercare lo spettacolo a discapito della tutela degli animali. Per questo motivo ENPA e IHP presenteranno un esposto alle autorità competenti, per fare luce sull’applicazione di una deroga a nostro parere illegittima e per individuare eventuali responsabilità.
Nell’esposto verrà chiesto anche il sequestro del corpo del cavallo e dei video relativi all’incidente. Infatti le immagini, trasmesse in diretta dal sito Ente Quintana e poi misteriosamente sparite, hanno mostrato il cavallo rompersi l’anteriore destro alla penultima curva. Secondo le testimonianze da noi raccolte, la frattura era scomposta con l’arto che penzolava. Per questo motivo i soccorritori si sarebbero premurati di oscurare la vista con un telo e facendo barriera circondando il cavallo. Sempre secondo le testimonianze, sarebbero occorsi oltre 20 minuti per caricare il cavallo sull’ambulanza perché non avevano un’imbracatura per farlo salire.

HIP targa digitale )

 

Il Servizio Civile Nazionale

Sognate Cose Grandi
Servizio Civile Nazionale alla Misericordia di Montaione
– Ragazze e Ragazzi dai 18 ai 28 anni
– 30 ore di servizio settimanali con ambulanza, mezzo attrezzato e auto
– 1 anno che cambia la vita, tua e degli altri
– 433,80 euro al mese
– presentazione domande presso la sede di Via Roma 17
– scadenza domanda di partecipazione 26 GIUGNO 2017
Alessio Gronchi
servizio civile nazionale

I Paesi di Marzapane

Tornano anche per l’estate 2017 i Paesi di Marzapane, la rassegna di spettacoli per bambini di tutte le età nata dalla collaborazione dei Comuni di Montaione e di Gambassi Terme, con la direzione artistica di Teatrombria, associazione culturale di Firenze attiva da oltre trent’anni nell’ambito del Teatro di Figura. In programma cinque appuntamenti, spettacoli teatrali e laboratori per grandi e piccini, nelle piazze e nei giardini di Gambassi Terme e Montaione, i “paesi di marzapane”, appunto.

GIUGNO

Martedì 20 – ore 21.30 Giardino Asilo Nido “Mastro Ciliegia”, Via Mameli, 1, Badia a Cerreto (Gambassi Terme) Compagnia Officine Duende presenta “SUPERSCHEF” Spettacolo di burattini in baracca adatto a bambini di tutte le età

LUGLIO

Martedì 4 – ore 21.30 Piazzetta della Biblioteca (Montaione) Compagnia Teatrombria presenta “La bottega di Geppetto… ovvero FAI FIORIRE IL TUO GIARDINO” Laboratorio sulla carta Costruiremo un colorato giardino fiorito. Ogni bambino costruirà un giardino di carta che personalizzerà con la propria fantasia da portare a casa

Mercoledì 5 – ore 21.30 Pista di Pattinaggio, Piazza Brunelleschi (Gambassi Terme) Compagnia Nata presenta “I MUSICANTI DI BREMA” Spettacolo di attore, pupazzi e oggetti Liberamente tratto dalla famosa fiaba dove i bambini sono chiamati a partecipare alla narrazione della storia

Mercoledì 19 – ore 21.30 Via R. Grieco, Case Nuove (Gambassi Terme) Compagnia Teatrombria presenta “LA SIGNORA ADA e IL TOPOLINO CURIOSO” Spettacolo di attore pupazzi, oggetti e teatro d’ombre. Una simpatica storia tra una casalinga buffa e un topo impertinente

AGOSTO

Martedì 29 – ore 21.30 Piazza della Repubblica (Montaione) Compagnia Claudio e Consuelo presenta “ROCLO … il Circo segreto degli oggetti abbandonati” Spettacolo di clownery dove la giocoleria si intreccia con l’abilità di raccontare storie anche con gli oggetti… abbandonati!!! INFORMAZIONI: Comune di Gambassi Terme, tel. 0571 638204, e-mail: cultura@comune.gambassi-terme.fi.it – Comune di Montaione, tel. 0571 699267, e-mail: cultura@comune.montaione.f

500° di San Vivaldo. La Moglie del Procuratore

Domenica 18 giugno alle ore 18.00 San Vivaldo ospiterà La Moglie del Procuratore, una lettura drammatica tratta dall’omonimo racconto di Elena Bono.500 San Vivaldo_La Moglie del Procuratore_ITA-page-001

La riduzione della piéce è curata da Francesco Marchitti, mentre le musiche e la regia sono di Salvatore Ciulla, che salirà anche sul palco come lettore con Silvia Pagnin e Andrea Giuntini.

Elena Bono (Sonnino 1921 – Lavagna 2014) è stata delle maggiori scrittrici italiane del secondo Novecento. Apprezzata, tra gli altri, da Emilio Cecchi e Pier Paolo Pasolini, è stata autrice di poesie, romanzi e opere per il teatro, nonché traduttrice dal greco e dal latino. La Moglie del Procuratore è tratta da quello che è unanimemente riconosciuto il capolavoro della scrittrice, la raccolta di racconti Morte di Adamo (Marietti, 2013).

“Nel corso di una notte Claudia Serena Procula, la moglie di Ponzio Pilato, confida all’amico Lucio Anneo Seneca l’antefatto e il seguito della condanna a morte di Gesù di Nazareth. La Moglie del Procuratore è un romanzo breve e intenso, che a tratti sconfina nella suspence del giallo, intessuto sulla lucida esposizione di fatti di cronaca. È un racconto a tinte fosche costruito sul susseguirsi di scene impreviste e di personaggi vividi e reali tratteggiati con perizia magistrale. È una storia che rimane nel cuore”.

 

Il Paesaggio ritrovato. Montaione Beach. No! Montaione Dry

Si terrà domenica 18 giugno il quinto degli otto appuntamenti dell’edizione 2017 del Paesaggio ritrovato, il programma di escursioni a piedi alla scoperta del territorio di Montaione e dintorni, promosse dal Comune di Montaione e organizzate in collaborazione con l’Ecoistituto delle Cerbaie.
Come sempre accompagnati da una guida naturalistico-ambientale, i partecipanti percorreranno uno degli itinerari più suggestivi del territorio valdelsano, quello che collega San Vivaldo ad Alberi passando per i salti (polle) vulcanici lungo il torrente Evola, la cosiddetta Montaione Beach, quest’anno in versione Dry a causa della stagione siccitosa.
Come di consueto, l’escursione è gratuita, ma è obbligatorio prenotarsi per telefono allo 0571 699 255 o per mail all’indirizzo dell’Ufficio informazioni turistiche (turismo@comune.montaione.fi.it) o della guida (a.bernardini@ecocerbaie.it), a cui è possibile rivolgersi anche per avere informazioni tecniche sull’escursione.
La partenza è alle 9 dal parcheggio della Gerusalemme di San Vivaldo.
Il rientro previsto è alle 16.30.

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cincello, s.m. tosc.: “pezzetto (di carne)” secondo il DEI, ma piuttosto in disuso e certo non solo perché non è chiaro il collegamento con “cencio”, a parte l’accezione che questo termine può avere al plurale di “brandelli e ritagli di stoffa” (De Mauro), mentre è da collegare con l’ormai disusato “cinciagnolo” (“brindello di carne”: M.Catastini). Non meraviglia perciò che un tempo in fucecchiese esistesse l’agg. “cincelloso” col significato di “pieno di cincelli”

cincia, oltre che cinciardina, s.f.: cinciarella (“Parus caeruleus”) col dimin. “per le dimensioni minori, rispetto alla cinciallegra (Parus maior)”  chiamata  anche “Cinciarda” per il verso usato, ciò che vale anche per la cincia (C.Romanelli)

cinque e quattro loc. avv., dopo mettersi (in): vestirsi molto bene, un po’ come “mettersi in ghingheri” segnalato dal DISC. La somma di questi due numeri è costituita dal nove, che era molto importante durante il Medioevo come multiplo del tre, numero della Trinità (si pensi alle cantiche dantesche, fra l’altro): potrebbe appunto esserci un collegamento fra la somma specifica e il significato della loc. in questione, ma questa è solo una mia ipotesi

cintoglièra, s.f.: “grappoli di nastri rossi sul muso dei bovini” (M. Catastini), mentre era chiamata “brincoliera” a San Zio presso Cerreto Guidi, ma si tratta di termini in disuso e anche di questo è ben comprensibile il motivo, così come dello strano termine “congigliaia”: “pelle della gola dei bovini” (M. Catastini): in seguito al triste, ma comprensibile abbandono dei campi, chi vede più bovini a giro dalle nostre parti?

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 20 giugno 2017 

in arte…Montaione. Ufficialmente parte l’Estate Montaionese

Martedì 13 giugno gli artisti di Montaione saliranno sul palco per dare ufficialmente il benvenuto, come ogni anno, all’Estate Montaionese, il calendario di eventi culturali che rallegra i mesi estivi dello splendido borgo della Valdelsa. In Arte Montaione è un evento organizzato dal Comune di Montaione in collaborazione con la Filarmonica G. Donizetti, e si terrà in Piazza della Repubblica. Alle 19 gli studenti dell’Istituto F. Enriques di Castelfiorentino organizzeranno un aperitivo, mentre il concerto inizierà alle 20.30.

Biblioteca. L’orario estivo

La Biblioteca Comunale “a biscondola” di Montaione vi comunica la seguente variazione di orario
ORARIO DI APERTURA ESTIVO
A PARTIRE DAL 15 GIUGNO fino al 15 SETTEMBRE 2017 
Martedì : 9.00 – 13.00
             15.00 – 19.00
Giovedì : 15.00 – 19.00
Venerdì : 9.00 – 13.00
Sabato : 9.00 – 13.00

Classica 2017

Domenica 11 giugno torna Classica, l’ormai tradizionale e imperdibile ciclo di concerti che allieta le estati dei Comuni di Gambassi Terme e Montaione. Classica prende il via nel luglio del 1992 a Montaione con il titolo Pomeriggi musicali a San Vivaldo. La joint venture con il Comune di Gambassi Terme inizia nel 1995, quando la rassegna prende la denominazione attuale. Come di consueto, anche per l’edizione del 2017 l’organizzazione dei concerti è affidata alla Fondazione Orchestra della Toscana, che ha formulato per i due Comuni un’articolata proposta musicale che impegna sia i solisti che le varie ensemble dell’ORT. Nel programma troviamo insolite pagine musicali giustapposte alle più celebri arie di musica da camera, eseguite da alcuni gruppi da camera dell’ORT riuniti in varie formazioni: duo, quartetti, quintetti fino ai tradizionali ensemble. I concerti si terranno in quattro domeniche di giugno e luglio, presso la Pieve di Santa Maria a Chianni di Gambassi Terme e presso il chiostro del Convento di San Vivaldo a Montaione. L’ingresso è gratuito e i concerti iniziano alle 18.

classica uno

classica due

 

 

I sognatori della Filarmonica… e il 5 per mille

Durante la trasferta della Filarmonica a Venaria Reale c’erano anche loro ma nessuno li ha nominati più. Eppure nel dopocena della prima serata hanno fatto tutto  loro per allietare una serata con musica che ha coinvolto nel ballo e nell’allegria sia molti di noi di Montaione che gli amici di Vizille, ospiti come noi a Venaria.

I sognatori della Filarmonica si fanno chiamare “Dreamers”, evidente traduzione letterale,  ed è un gruppo musicale e canoro che di volta in volta si compone velocemente coinvolgendo diversi elementi della stessa Filarmonica e l’aggiunta, qualche volta, di uno o due amici esterni del Sodalizio.

Grazie anche a loro quei due giorni a Venaria sono stati divertenti.

 

…ed ora in dichiarazione redditi si possono aiutare i progetti in Musica della Filarmonica