Il Toscanario

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di Giancarlo Carmignani

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cosa o coso, s.f. e m., rispettivamente usati quando non si ricorda bene la persona o l’oggetto di cui si parla o non si vuol nominare per la fretta, il disprezzo o più in generale per una momentanea amnesia, ricorrendo perciò a questi due termini molto generici, ma ad essi si ricorre (e in questi casi si tratta di una voce tipicamente toscana) anche quando non se ne “voglia dire il nome” (DELI). E’ da notare che “coso” è usato anche ne pistoiese ed è attestato in letteratura fin dai primi anni del Seicento (DEI)

cosà’, v.tr. e intr.: cosare, che ha un senso molto indeterminato in toscano, in generale “usato per sostituire il verbo proprio dell’azione che s’intende denotare” (DEI) e che magari non viene in mente lì per lì; in particolare in fucecchiese può significare talora dare noia, molestare. Chiaramente non si tratta invece di un verbo quando viene detto, per es.: “Le cose cambiarono da così a cosà”: la situazione mutò completamente. Invece è verbo quando significa “girare” come nella frase “mi cosi la farinata” (M. Catastini): mi giri la farinata: “minestra” attestata prima del 1300 (DELI)

coscènza (talora erroneamente anche nello scritto), s.f.: coscienza, derivando dal lat. “conscire” = “essere consapevole” (DISC), ma nella pronunzia vernacolare la – i -, imposta dalla derivazione latina (a differenza di “conoscenza”, dal lat. “cognoscere” = “conoscere”), non s’avverte, a differenza, per es., di ciò che avviene nella pronunzia meridionale

còtto, s.m.: portata di “mezzo chilo di fagioli”, per es., ordinata a un rivenditore. È invece un agg. sostantivato, sottintendendo “cose” o “parole” nel modo di dire: “Dirne di cotte e di crude d’una persona”: dirne di tutti i colori, cioè parlar molto male di una persona

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 24 ottobre 2017 

IHP. Nuovo comunicato

IPPICA: IHP svela la morte di tre cavalli a Le Capannelle, ma non sono gli unici

Grazie ad alcune segnalazioni, a un lungo lavoro di ricerca e a riscontri incrociati, IHP rivela la notizia e le immagini di tre gravissimi incidenti avvenuti a Roma, all’ippodromo Le Capannelle, ad aprile, a giugno e a settembre di quest’anno.

A seguito delle fratture riportate sono stati abbattuti Song For My Heart (3 anni), Machiavellico (4 anni) e Ginseng Coffee (5 anni).

Le immagini delle tre cadute sono terribili e, comparandole, troviamo delle similitudini: 1) i cavalli hanno inciampato sul terreno, non sono entrati in collisione con altri cavalli; 2) le cadute sono avvenute nello stesso tratto di pista.

A Capannelle gira insistente la voce secondo cui, anche a causa della crisi che investe l’ippica, negli ultimi tempi la manutenzione della pista sarebbe carente, tanto che il tracciato presenterebbe pericolosissime buche e avvallamenti e il conseguente rischio che un cavallo lanciato al galoppo incespichi.

Ufficialmente non c’è alcuna conferma di questa circostanza. Per tentare di fare chiarezza, IHP ha scritto una lettera al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MIPAAF), chiedendo l’apertura di un’inchiesta. Il MIPAAF infatti gestisce gli allevamenti e le corse di trotto e di galoppo in Italia.

Song For My Heart, Machiavellico e Ginseng Coffee non sono gli unici cavalli ad aver perso la vita negli ultimi mesi: altri incidenti mortali si sono registrati altrove e in particolare nel famigerato ippodromo di Merano. Ma trovarne traccia nelle agenzie di stampa è pressoché impossibile.

Dichiara Sonny Richichi, presidente di IHP: “Nonostante il tasso di mortalità (sotto l’1%) sia considerato basso dagli addetti ai lavori, per noi e per la maggior parte dell’opinione pubblica è inaccettabile che un cavallo venga costretto a tutto ciò: vita innaturale, allenamenti e gare che iniziano ben prima che si completi lo sviluppo muscolo-scheletrico, rischio di incidenti e anche di morte. Per poi comunque essere rottamato appena le sue prestazioni calano. Occorre che il Ministero prenda atto del generale diminuito interesse verso questo tipo di utilizzo dei cavalli, parallelo a una maggiore sensibilità dell’opinione pubblica verso il rispetto di questi animali, e che adegui le sue politiche in senso più favorevole alla loro tutela”

VIDEO DEGLI INCIDENTI A LE CAPANNELLE (ATTENZIONE: IMMAGINI FORTI)

https://www.youtube.com/watch?v=eGoEgJr0Mmg

Ufficio stampa IHP: 0571 677082 – 328 6229264

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Convegno regionale a Villa Serena

Fra le iniziative del 50° anniversario di Villa Serena viene organizzato a Montaione giovedì 12 ottobre 2017, dalle ore 9,30 alle ore 13,00 il convegno:

“Le RSA e la programmazione territoriale ai tempi della Libera Scelta”

Questa iniziativa vuole mettere a fuoco le problematiche delle Residenze Sanitarie Assistenziali dopo l’approvazione delle normative regionali sulla Libera Scelta. Queste strutture devono essere sempre più inserite nella programmazione territoriale per potere rispondere in modo appropriato alle nuove sfide dell’assistenza. Si tratta di vedere le RSA, come uno dei tanti servizi a disposizione delle persone fragili, collegate in maniera concreta agli altri servizi socio-sanitari, per garantire la continuità. Occorre svilupparle come una risorsa flessibile che possa coniugare le risposte alle nuove necessità assistenziali con sempre maggiori bisogni sanitari. Si parlerà della nuova impostazione che occorre pensare per queste strutture, dei controlli da parte delle commissioni di vigilanza, del futuro dei nuclei specialistici.

L’assessore Saccardi porterà un contributo determinante per definire i nuovi compiti a cui sono chiamate le strutture per anziani nel sistema di welfare regionale. Sarà insomma una giornata che ci permetterà di sviluppare un approfondimento fra esperti e soggetti che vivono quotidianamente la realtà delle RSA e che sono chiamati sempre più a garantire una qualità ed un benessere crescente, agli anziani ospitati, a fronte di risorse limitate che anche per questo devono essere utilizzate in maniera sempre più consapevole.

Dopo l’incontro del 3 ottobre, con gli ex sindaci e tanti ex dipendenti, dove si è festeggiato il 50° anniversario della struttura e si parlato di cosa è stata in mezzo secolo Villa Serena per tutto il territorio, giovedì si parlerà anche di cosa potrebbe essere domani Villa Serena, nel nuovo sistema delle RSA. Un’occasione quindi per parlare della programmazione della zona Empolse-Valdelsa e di come potrà evolversi la gestione di Villa Serena, oggi gestita dall’Unione dei Comuni.

Di seguito il programma:

L’UNIONE DEI COMUNI DEL CIRCONDARIO DELL’EMPOLESE-VALDELSA

IL COMUNE DI MONTAIONE E LA RSA VILLA SERENA

Giovedì 12 ottobre, dalle ore 9,30 alle ore 13,00 a Villa Serena a Montaione

organizzano il Convegno:

“Le RSA e la programmazione territoriale al tempo della libera scelta”

Ore 9.00 – Brenda Barnini –  Sindaco di Empoli e  presidente Unione dei Comuni Circondario dell’Empolese-Valdelsa : Saluti

Nedo Mennuti – Direttore Terrritoriale USL Toscana Centro e della Società della Salute : La programmazione territoriale

Antonella Rosa – MeS Scuola Superiore Sant’Anna : Il sistema di valutazione delle RSA in Toscana

Carmine di Palma – Presidente ANSDIPP (Associazione dei direttori delle RSA) sezione Toscana): La RSA: una risorsa proattiva per l’anziano fragile a domicilio

Stefania Saccardi – Assessore Regione Toscana : Il nuovo sistema del Welfare Regionale

Rossella Boldrini – Direttore Servizi Sociali  USL Toscana Centro  : Strumenti di verifica e di miglioramento per le RSA

Manlio Matera – Presidente regionale dell’AIMA : I nuclei Alzheimer ed il chronic care model

DIBATTITO

Paolo Pomponi – Sindaco di Montaione e delegato del sociale dell’Unione dei Comuni : Conclusioni

Ore 13.00 Buffet preparato dalla cucina di Villa Serena

 

La partecipazione è gratuita, tuttavia per motivi organizzativi è necessaria l’iscrizione con le seguenti modalità:

tel 0571 6991- 0571 699458 fax 0571 699333

mail: villaserena@empolese-valdelsa.it

Da oggi tre eventi in biblioteca

La Biblioteca Comunale “a biscondola” di Montaione vi comunica le seguenti iniziative

Martedì 10 ottobre, ore 17.00

LIBRINCIRCOLO

Circolo di lettura della biblioteca Comunale di Montaione.
Per parlare di libri ed 
autori in armonia e libertà.
Incontro libero e gratuito.

ALTRI APPUNTAMENTI IN PROGRAMMA PER OTTOBRE 2017

Sabato 21 ottobre, ore 10.30

LETTURE MULTISENSORIALI

Ora del racconto speciale dedicata ai libri accessibili e multisensoriali. Letture

animate e laboratorio creativo per bambini dai 4 agli 8 anni.

Mercoledì 25 ottobre, ore 17.00

UN POMERIGGIO IN BIBLIOTECA

E’ TEMPO DI HALLOWEEN!!!

 

Cinema.

Una settimana piena di cinema, l’avvio dell’evento speciale con un omaggio dedicato a INGMAR BERGMAN a 10 anni dalla sua scomparsa e che si articolerà oltre a Montaione, Castelnuovo d’Elsa e Certaldo alla MULTISALA Boccaccio.  Dal  Festival di Venezia un importante film italiano di Andrea Segre che ha raccolto consensi dal pubblico e dalla critica.  

L’Angelo Azzurro

testata ESSENZIALE

l'ordine delle cose

Comunicato IHP

Comunicato IHP 2 ottobre 2017 

Corse storiche, cavallo purosangue inglese morto a Moie (AN): la recente modifica dell’Ordinanza palii miete un’altra vittima.

Ieri mattina un cavallo impiegato nelle prove delle c.d. “Giostre Medioevali di Moie” ha subito un grave infortunio ed è stato successivamente abbattuto.

Questa mattina abbiamo ricevuto conferma della circostanza, avendo contattato il Dott. Stefano Sgariglia, medico veterinario presente alle prove, il quale ci ha spiegato che il cavallo aveva subito una frattura massiva del radio e che era stato trasportato presso la clinica di Camerino, dove però hanno constatato che la gravità dell’incidente era tale da non consentire tentativi di recupero. Il cavallo è stato quindi sottoposto a eutanasia.

IHP ha scritto al Ministero della Salute, Direzione Generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario, per chiedere di fare le opportune verifiche sulla manifestazione “Giostre Medioevali Moie”, organizzata dall’Associazione Equestre Vallesina:

https://www.facebook.com/giostremedioevali.moie

https://www.facebook.com/Associazione-Equestre-Vallesina-311767405532714/

https://www.associazioneequestrevallesina.it/

In particolare, di verificare:

  • il rispetto dell’Ordinanza Ministeriale 1 agosto 2017 (Proroga e modifica dell’ordinanza contingibile e urgente  21  luglio 2011 e successive  modificazioni).
  • l’esistenza di un regolamento antidoping e delle sue modalità di applicazione, in quanto non ne troviamo traccia nel regolamento pubblicato sul sito: https://www.associazioneequestrevallesina.it/category/regolamento/
  • la presenza di un’ambulanza veterinaria per tutta la durata della manifestazione, comprese le prove.

Commenta Sonny Richichi, presidente di IHP: “Questo ennesimo gravissimo episodio conferma quanto sia stata scellerata la decisione del Ministero della Salute di consentire nuovamente l’impiego dei avalli di razza PSI nelle giostre, nelle quintane e nelle similari manifestazioni storico/folkloristiche, senza prima adottare misure per garantire maggiori tutele e controlli, come più volte richiesto da IHP (vedi nostro articolo in merito: http://www.horseprotection.it/dett_articolo.asp?id_a=1212)

Dopo il cavallo Wind of Passion, morto a Foligno il 18 giugno, dobbiamo dare notizia adesso di un’altra morte. Quante altre ne occorreranno prima che il Ministero della Salute ci dia ascolto?”

Ufficio stampa IHP: 0571 677082 – 328 6229264

 

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coróllo, s.m.: “ciambella, dolce casalingo fatto con farina, uova e zucchero”: DEI secondo cui è una voce toscana (in particolare pist. e pis.). A Fucecchio c’era chi mangiava il corollo il Sabato Santo, essendo usanza festeggiare allora, prima del Concilio Vaticano II, la Resurrezione di Cristo, verso mezzogiorno, anziché la notte di Pasqua. Secondo M. Catastini tale ciambella, di cui mi risulta sparito anche il nome, veniva “fatta con i resti di pasta della schiacciata pasquale”: dolce che a Fucecchio risale all’Ottocento

córpa, s.f.: colpa, come nel motto molto diffuso anche nella “costa tirrenica”, dove però viene aggiunto “perché nissuni la voleva”, secondo R. Cantagalli: “La corpa morì fanciulla”: la colpa morì molto presto perché nessuno la voleva

Corrazzano, toponimo: Corazzano, frazione di San Miniato (Pisa), secondo il Pieri derivato dal nome lat. di persona “Quadratus” o “Quadratius”, da cui “Quadratiana” e quindi “Quaratiana”, attestato già nel 793 D.C. e “Quarattiana” (885): villa di Quarazio, mi viene fatto di pensare, così come che il raddoppiamento della –r- secondo la pronuncia fucecchiese di questa località possa dipendere da un motivo espressivo a maggior ragione, per sottolineare l’idea della forza nel caso di corrazziere e corrazzata, nell’italiano regolare rispettivamente corazziere e corazzata

correggiato, s.m.: strumento usato qualche tempo fa “per battere il grano”, ma anche fagioli e ceci (R. Bettarini): voce toscana dal lat. mediev. “corrigiata (scutica)” = “staffile”, si deduce dal DEI  

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 10 ottobre 2017 

Etruschi a Montaione

Sabato 30 settembre alle 16.00 il Museo Civico di Montaione ospiterà Etruschi a Montaione, durante la quale i partecipanti potranno visitare gratuitamente la nuova esposizione della sezione archeologica del museo. L’evento nasce in seno alla celebrazione della Giornata degli Etruschi, promossa a cadenza annuale dal Consiglio Regionale della Toscana al fine di valorizzare il patrimonio lasciato da questo straordinario popolo e apprezzare la cultura e gli aspetti più tipici della loro civiltà. Il Comune di Montaione aderisce all’iniziativa con una visita guidata a tema, che permetterà non solo di ammirare i reperti già esposti nelle sale del Museo Civico, ma anche di poter visionare la nuova sezione archeologica, dedicata agli scavi effettuati presso i siti di Bellafonte e S. Antonio. L’evento è promosso dal Comune di Montaione in collaborazione con l’Associazione archeologica della Valdelsa fiorentina e l’Associazione culturale C.E.T.R.A. in compartecipazione con il Consiglio regionale della Toscana.

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corda, s.f. con un significasto part. nell’espressione “Esser giù di corda”, dal momento che non significa solo essere, sotto il profilo psichico, “privo di vivacità, di brio com’è il ticchettio del pendolo che sta per fermarsi”, perché la catena “che sostiene i pesi in alcuni orologi a muro” è in condizioni precarie sul piano fisico. In contrapposizione a tale stato d’animo viene a mente il “Sursum corda!” della Messa in latino: “Su gli animi!”, anche se in lat. “corda” significa più propriamente “i cuori”

cordoni! escl., per non usare quella volgare “coglioni!” per esprimere meraviglia. È perciò un eufemismo

còrno, s.m. usato anche nell’esclamazione “Un corno!” con rammarico o disappunto, per non dire volgarmente: “Un cazzo!”, termine triviale che comincia e termina con le stesse lettere, mentre in modo ben più corretto si potrebbe dire “per niente!” oppure nella frase “M’importa un còrno!”: non me ne importa nulla!, così come viene detto “M’importa assai!”, espressione usata anche in fiorentino verso il 1863 (P. Fanfani). La c- viene aspirata tanto da scomparire nell’espressione  “Fare le ‘orna”: tradire la moglie o il marito e l’espressione sembra d’origine greca, secondo la testimonianza del DEI, appunto quando significa “far becco il marito”, cioè , per usare un’espressione vernacolare, “Fallo pèoro!” (vedere questa ultima voce). Invece “Dir corna di uno” significa parlarne male, spalrlarne, dove il pref. s- ha una funzione peggiorativa (DISC). Molto diverso è il significato “fondamentale” di “corno” come “sporgenza ossea” del bove, utilizzata un tempo in campagna, morto questo, per metterci le forbici da pota: voce, quest’ultima, che a me non sembra proprio dell’ “uso” meridionale – come sostiene il DEI- essendo molto usata dalle nostre parti al posto di potatura

corólla, s.f.: ciambella in pistoiese (DEI)a, di carne nel fucecchiese almeno un tempo, come nell’espressione: “Che belle corolle!” in riferimento a certe porzioni grasse, per es. delle cosce di una bambina molto piccola

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 3 ottobre 2017 

Una esperienza al nido dei bambini.

Il Comune di Montaione ha ottenuto un finanziamento per coprire in parte le spese di gestione del nido d’infanzia comunale “il cerbiatto” per l’a.e. 2017-18,   partecipando ad uno specifico  bando pubblico promosso dalla Regione Toscana tramite il quale intende promuovere e sostenere l’offerta di servizi educativi per la prima infanzia pubblici e privati in virtù della conciliazione di tempi di vita e di lavoro delle famiglie. I finanziamenti sono garantiti da risorse messe a disposizione della Regione Toscana  e dal Fondo Sociale Europeo con finalità a migliorare e a sviluppare servizi di educazione e di accoglienza per un’infanzia di qualità.

asilonido30sett2017

 

Cinema. Il colore nascosto delle cose.

Dopo la pausa estiva riprendiamo con il cinema di qualità.   Partiamo con un omaggio a Venezia e con il consueto evento annuale dedicato a INGMAR BERGMAN.

Tentiamo anche una intensificazione dei giorni di programmazione in considerazione che proponiamo tutti film di prima visione dal Giovedi al Martedi oltre ad una serie di doppie programmazioni con i migliori film per i ragazzi.

Il Circolo l’Angelo Azzurro

 

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TartuFesta 2017 – XXVI edizione

Mancano appena 30 giorni al 22 ottobre, giorno in cui prenderà il via la XXVI edizione di TartuFesta, mostra mercato del tartufo e dei prodotti tipici. E’ una festa che ha le sue origini nell’ambiente di Villa Serena. Una meravigliosa idea della simpatica Rina che intendeva rievocare con gli amici della Residenza la bontà delle castagne, frutto tipico autunnale dei boschi, anche di quelli montaionesi, alimento principale dei tempi difficili quando sostituiva il pane La castagna, il cereale che cresce sull’albero. L’idea ebbe talmente fortuna che con il passare degli è diventata la festa del tartufo, prodotto dei boschi più nobile e di gusto raffinato. Nell’ambito della Festa la castagna è stata relegata_a_prodotto_tipico. TARTUNO

TARTUDUE

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coómbero, s.m.: cocomero, con epentesi (probabilmente espressiva) della –b-, ma la forma è in declino anche in campagna. Per quanto esso possa essere detto anche scherzosamente, è molto più diffuso il termine “coómero”, la cui forma ha ispirato il modo di dire: “Ha un viso che sembra un  coomero” in riferimento a chi ha un viso troppo grasso, mentre è meno diffuso il modo di dire “Non regge neanche un coomero in discesa”, detto in riferimento a chi non riesce a mantenere un segreto. Infatti in questo caso è più diffuso il modo di dire che abbiamo già visto: “ ’un regge neanche l’acqua”

cór, prep. sempl.: con, nel proverbio vernacolare, più precisamente del contado fucecchiese “Cor un occhio guarda ir gatto e cor uno friggi ir pesce”, che suggerisce di stare bene attenti dal momento che il gatto ama molto mangiare il pesce e perciò bisogna fare attenzione a due o più cose contemporaneamente

corbellà’, v.tr.: corbellare, v. toscano che significa “prendere in giro” (De Mauro). “Corbellato” si trova anche in I.Montanelli

corbello, s.m., un tempo pop., ma in netto declino: testicolo, ma termine una volta usato specialmente nell’espressione eufemistica “Non mi rompere i corbelli”, cioè i coglioni. Il vocabolo è derivato probabilmente dalla forma rotonda dell’omonimo cesto di vimini “intrecciati” usato specialmente per la frutta (DISC) almeno un tempo. Forse dal fatto che vi erano piante che servivano per fare  appunto corbelli deriva il nome del rio corbellaio alla Querce, presso la Fonte del Lupo, detta così perché il 25 aprile 1651 vi fu ucciso un lupo “feroce” che avrebbe “divorato” 32 creature, secondo ciò che è scritto nella “storia di Querce” di Don Ivo Magozzi.

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 26 settembre 2017 

Cinema. Dedicato a Ingmar Bergman

Per il ciclo  I grandi Maestri – XII  edizione

i grandi maestri Xii edizione

Il 30 luglio 2007 a Farö se ne andava INGMAR BERGMAN, uno dei più eclettici e geniali artisti del Novecento. Ritiratosi da anni nel suo rifugio preferito, questa isoletta sul mar Baltico tra la Svezia e la Russia (gli svedesi la chiamavano l’isola di Bergman) dove aveva costruito la sua casa, la sua vita ed anche la sua piccola Cinecittà, il maestro ha continuano fino all’ultimo a studiare, leggere e rivedere i classici del cinema. La sua straordinaria riflessione sui problemi della coscienza umana non è mai cessata nonostante il ritiro dalle scene dopo oltre cinquant’anni passati sui set cinematografici, tra le quinte teatrali, drammi radiofonici, opere liriche, film per la televisione, pubblicazioni di narrativa e autobiografie. Nato a Upsala nel luglio 1918, figlio di un pastore protestante, si forma come regista teatrale e poi passa dietro la macchina da presa già nel 1948 subito attratto dai grandi interrogativi della condizione umana. In Monica e il desiderio del 1952 dipinge il ritratto di una ragazza inquieta e insoddisfatta, mentre nel 1955 dirige Sorrisi di una notte di mezza estate , una pochade divertente e ironica sul matriarcato e sul permissivismo sessuale. L’anno dopo è la volta del suo capolavoro Il settimo sigillo, apologo grottesco sulla vita ultraterrena ambientato in un medioevo devastato dalla peste come metafora del pericolo atomico. Non da meno è Il posto delle fragole del 1957, il viaggio di un vecchio professore di medicina che riflette sulla sua esistenza, sui suoi successi e fallimenti aspettando con serenità la morte. Del 1961 è Luci d’inverno , incentrato sulla figura di un pastore protestante che ha perso la fede e nel 1962 ormai amato in tutto il mondo firma Il silenzio, il conflitto insanabile tra due sorelle Anna ed Ester, ninfomane la prima e alcolizzata la seconda.

Nel 1972 con Sussurri e grida.Il cupo affresco sul nazismo del 1977 L’uovo del serpente. Fanny e Alexander del 1983, un racconto, in parte autobiografico, su due adolescenti svedesi di inizio secolo. Seguiranno altri film in corso di definizione. Bergman affronta i suoi temi preferiti, il significato della vita, della morte e del silenzio di Dio. Il ciclo di film viene presentato in edizione integrale contiene anche diverse sequenze tagliate dalla censura italiana dell’epoca.

Tutta un’altra musica. Che Banda.

Sabato 16 settembre 2017 a  Montaione avrà luogo lo spettacolo“Tutta un’altra musica. CHE BANDA !”a cura del CoRe in collaborazione con Filarmonica G. Donizetti che inizia con una sfilata per le vie del paese dalle ore 15.30 da Piazza Cavour

Il CoRe, è un coro aperto alla partecipazione di tutte le persone residenti nelle strutture per anziani della zona Empolese-Valdelsa, ed anche ai volontari ed agli operatori che vi lavorano.

Ne fanno parte la residenze:

Santa Maria della Misericordia di Montespertoli

Villa Serena di Montaione

Via Volta di Empoli

Il Castello di Montelupo F.no

Ciapetti di Castelfiorentino

Del Campana Guazzesi di San Miniato

Le Vele di Fucecchio

Meacci di S. Croce S/Arno

Vicenzo Chiarugi di Empoli

 

Tutta un altra musica

Il Core è nato per iniziativa della rete degli Animatori delle residenze e, grazie all’ottimo rapporto di collaborazione, opera fin dal 2010.

Gli spettacoli del CoRe sono scritti riferendosi alle storie di vita degli anziani, raccontate a partire da un tema (negli anni scorsi i temi sono stati l’Amore, il Lavoro, il Viaggio, la Guerra, il Cibo) ed accompagnate da canti popolari, arie d’opera e vecchie canzoni, scelte e cantate sotto la guida del Maestro del coro Simone Faraoni. Fanno parte del CoRe, oltre alle persone che vanno effettivamente in scena, anche tutte le persone coinvolte nella raccolta di storie.

Il tema per lo spettacolo dell’anno 2017 dal titolo “Tutta un’altra Musica” è ovviamente la Musica, quella che è rimasta nel cuore degli anziani ed ha accompagnato i momenti indimenticabili della loro vita.

Per l’esibizione di Villa Serena è stata attivata la collaborazione con la rinomata Filarmonica G. Donizetti di Montaione, che accompagnerà tutto lo spettacolo, che inizia alle ore 15.30 con una sfilata per le vie del paese, a partire da Piazza Cavour, dei componenti del CoRe e della Banda, per poi svolgersi a Villa Serena presumibilmente dalle ore 16.00.

A Villa Serena lo spettacolo è previsto all’aperto, ma in caso di maltempo è disponibile la sala teatro che è molto capiente.

Gli obiettivi del CoRe sono prima di tutto il divertimento e la gratificazione dei partecipanti, ma anche un cambiamento della percezione sociale delle persone anziane da parte degli spettatori, e pertanto la costruzione di nuove relazioni fra i partecipanti e la cittadinanza.

Per questo è prevista per ogni spettacolo la collaborazione con gli enti e istituzioni culturali locali: amministrazioni pubbliche, scuole, stampa locale, fotografi, orchestre, gruppi musicali e compagnie teatrali amatoriali e professionali.

Lo spettacolo è aperto a tutti.

 

 

Il Paesaggio Ritrovato. Dalla via Francigena a San Vivaldo

La prossima escursione si terrà domenica 17 settembre, dalle 9 alle 17. Come moderni pellegrini, i partecipanti percorreranno uno dei tratti più belli della Via Francigena, quello che serpeggia tra le colline della Valdelsa, e si dirigeranno alla scoperta della Gerusalemme di San Vivaldo lungo le valli del Rio Petroso e dell’Evola.
L’escursione mescola storia, paesaggio e musica, e celebra i 500 anni della Gerusalemme di San Vivaldo in modo inedito, grazie anche all’Orpheus Ensemble dell’Associazione L’anima di Orfeo, che accompagnerà i partecipanti con canti di pellegrinaggio.
Il percorso coprirà una distanza di circa 14 km. Il ritrovo è alle 9.00 presso il km 4 della SP 46 Val d’Orlo (tra Corazzano e Castelfiorentino).
Info e prenotazioni: Ecoistituto delle Cerbaie: 340 984 7686 a.bernardini@ecocerbaie.it; Ufficio informazioni turistiche di Montaione: 0571 699 255 turismo@comune.montaione.fi.it.
Dalla Via Francigena a San Vivaldo - Domenica 17 Settembre-page-001

Biblioteca. Il nuovo orario al pubblico.

A partire da Sabato 16 Settembre 2017 tornerà in vigore l’orario invernale per la Biblioteca Comunale.
Di seguito l’orario invernalle della Biblioteca comunale di Montaione:
Martedì: 9.00 – 13.00 // 15.00 – 19.00
Mercoledì: 15.00 – 19.00
Giovedì: 15.00 – 19.00
Venerdì: 9.00 – 13.00
Sabato: 9.00 – 13.00

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contadino, s.m. con un significato particolare quando viene detto scherzando: “Ho fatto un conto e è venuto fuori un contadino”: ho fatto i conti senza l’oste, cioè è venuta fuori una situazione  diversa da quella prevista. È evidente in tale frase il gioco di parole!

contentassi, v. rifl.: contentarsi. 1^ pers. pl. indicativo presente ( nel contado, almeno fino a qualche tempo fa): “contentàmosi”: contentiamoci

contrada, s.f.: rione (e non quartiere, come viene inteso in alcune parti della Toscana, e cioè nel senso di appartamento) della città, a Siena e invece a Fucecchio parte in cui è suddiviso il Comune (a parte alcune frazioni, come Querce e Galleno) nel caso del famoso Palio. Deriva dal lat. ipotetico “contrata(m)” = “regione che sta di fronte” (DISC), ma “regione” nel senso di parte e “contra” nel caso del Palio nel senso di “contro”, cioè, verrebbe fatto di pensare per il fatto che troppo spesso le dodici contrade non si affrontano in modo proprio leale

convèrsa, s.f.: “compagnia di ragazzi” (M. Catastini), ma il termine è in disuso, nonostante che si capisca da quale parola latina possa derivare: “conversari”= “trovarsi insieme” (DISC)

còo, s.m.: cuoco (anche in pisano). Proverbio: “Troppi còi guastan la cucina” (a dirigere bastan poche persone, evitando così il disordine), molto simile a un proverbio usato a Firenze verso il 1863  per significare che l’ingerenza di troppo persone “può nuocere al buon esito” (P. Fanfani) di un’impresa. Però còo è in netto declino

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 19 settembre 2017 

In arte…Montaione, per salutare l’estate.

L’Estate Montaionese giunge al termine, dopo oltre quattro mesi e quasi sessanta appuntamenti di cultura, promozione territoriale e intrattenimento che hanno riempito le serate dello splendido borgo nel cuore della Valdelsa. L’amministrazione comunale in collaborazione con la Filarmonica G. Donizetti ha organizzato un evento conclusivo per salutare degnamente questa calda Estate 2017 che si terrà martedì 12 settembre. Dalle 18 le vie del centro storico ospiteranno un mercatino, mentre alle 21.30 gli artisti della Filarmonica G. Donizetti si esibiranno in un concerto.

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comprà, v.tr.: comprare. Part. pass. e per conseguenza anche nei tempi composti con esso: “Compro”: comprato. Ciò specialmente nel contado, ma probabilmente forme simili erano diffuse nella letteratura italiana d’un tempo, come mi porta a pensare anche il fatto che nell’iscrizione di una lapide nell’ospedale fiorentino di Santa Maria Nuova dedicata a “monna Tessa”, serva del padre della nota Beatrice, figlia di Folco Portinari (che ella indusse a fondare tale ospedale nel 1288), io abbia trovato scritto “compre” nel senso di “comprate”

comugnione, s.f.: “comunione” (M. Catastini), di cui è una storpiatura (molto probabilmente di origine contadina per marcare maggiormente la parola mediante l’epentesi della –g- nel parlare) peraltro venuta meno col tempo e con l’aumentare del livello d’istruzione

concorzio, s.m.: “consorzio” (M. Catastini), per una forma di assimilazione della –s- alla c- iniziale, ma è in declino giustamente anche perché si può considerare una forma errata di metatesi, derivando dal lat.  “consortiu(m)” e questo da “consors” = “che ha la stessa sorte” (DISC), avendo nel Medioevo i “consortes” interessi politici ed economici comuni a quelli dei capi delle fazioni di appartenenza

congigliaia, s.f.: “pelle della gola dei bovini” (M. Catastini), ma questo termine è andato perduto

conìgliolo e nel contado cunìgliolo, s.m.: coniglio e specialmente la variante del termine fa venire alla mente l’etimo del nome del noto roditore: infatti il lat. “cuniculus” significa, oltre a “coniglio”, “cunicolo” e il coniglio ha appunto l’abitudine di scavare cunicoli, strette gallerie sotterranee. Proprio dall’indicare la “tana (del coniglio) è passata ad indicare un condotto sotterraneo, appunto, la parola cunicolo (DISC). Comunque conigliolo è una variante toscana di “coniglio”, come avviene anche per altri termini che finiscono in “–olo”

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 12 settembre 2017 

Sughera 2.0 Hic Sunt Leones 2017 III Edizione

Due serate di divertimento per grandi e piccini.

Il 1° e il 2° Settembre a Montaione, in località Sughera, si svolgerà la terza edizione di Sughera 2.0, evento organizzato dall’Associazione Sa di Sughera in collaborazione con il Comune di Montaione. Due serate di divertimento con il mercatino dell’artigianato, Dj set, magia, giochi di una volta, gonfiabili per i bambini, trucca bambini, cavalli, concerti live e tanto altro ancora.

Per tutta la durata della festa sarà disponibile uno stand con birra e porchetta ed il sabato si potranno degustare anche i piatti tipici della cucina toscana. Leggi la locandina cliccando qui —>SUGHERA III Edizione

 

SUGHERA III Edizione

Questa sera I Paesi di Marzapane. Ultimo appuntamento

Paesi di Marzapane_29 agosto-page-001

Giunge al termine la 18° edizione dei Paesi di Marzapane, la rassegna di teatro per bambini di tutte le età organizzata dai Comuni di Gambassi Terme e Montaione, con la direzione artistica di Teatrombria. L’ultimo appuntamento sarà proprio in Piazza della Repubblica a Montaione, martedì 29 settembre alle ore 21.30, con ingresso gratuito. La Compagnia di Claudio e Consuelo ci presenterà “Roclo … il Circo segreto degli oggetti abbandonati”. Spettacolo di clownerie dove la giocoleria s’intreccia con l’abilità di raccontare storie anche con gli oggetti…abbandonati!!! In caso di maltempo lo spettacolo si terrà presso il Teatro di Scipione Ammirato, in Piazza Gramsci. Collegati alla locandina completa cliccando sopra  Paesi di Marzapane_29 agosto

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comodo, agg. o s.m. a seconda dei casi. Si pensi al modo di dire “Se l’è presa comoda”, dove si può sottintendere la parola “maniera” preceduta dalla prep. sempl. “in”, spiegando perciò: non si adopera con la necessaria rapidità. Si pensi invece ai modi di dire “Mi fa comodo” (mi conviene) e “Sono in comodo”: sono pronto

comparì’, v.intr.: comparire anche nel senso di dare un buon risultato. Pass. rem. 3^ pers. pl.: “comparirono”: comparvero

comparita, s.f. tosc.: “bella figura” (DEI), usato solo nella locuzione “Far comparita”: “presentarsi bene” (DISC), da noi in riferimento a pasti abbondanti o, meglio, che finiscono per sembrare tali  perché fanno fare una bella figura in particolare ai padroni di casa. Si pensi alla frase: “Ha fatto proprio comparita!” in riferimento, per es., a una pietanza

compiccià’, v.tr.e intr.: compicciare, voce toscana con un’ accezione piuttosto sfavorevole, dal momento che è usata più che altro in frasi negative, come quando viene detto: “ ’Un ho compicciato nulla di bòno!” : non ho combinato niente di buono!

còmpito, s.m.: cómpito, cioè “incombenza” o “esercizio scritto assegnato agli alunni”, da pronunciare col suono chiuso perché deriva dal lat. “cum” (“con”, ma anche intensivo), oltre che da “putare” (“calcolare”: DISC): il lat. -u- in ital. diviene –o- col suono chiuso e non aperto, come da noi si sente spesso pronunciare nel caso di questo vocabolo

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 5 settembre 2017 

I Muziki Trio chiudono il Festival della Musica Suonata

Tre grandi nomi del jazz a San Vivaldo, che ospita il quinto e ultimo concerto del Festival
Finale “col botto” per l’ultimo dei cinque concerti del Festival della Musica Suonata, che sotto la direzione artistica di Stefano Montagnani hanno riempito di grande musica alcuni tra i luoghi più
affascinanti di Montaione. L’ultimo appuntamento non sarà da meno. Domenica 27 agosto alle 21.30, sul Sagrato della Chiesa di San Vivaldo si esibiranno i Muziki Trio, gruppo costituito da nomi eccellenti della scena musicale toscana e nazionale: il pianista-compositore Franco Santarnecchi (pianoforte e tastiere), da molti anni a fianco di Jovanotti; la potente vocalist fiorentina Titta Nesti (voce/live electronics); Eleanor Young (violoncello/flauto).
Grazie alla libera improvvisazione e all’uso di timbriche e colori musicali diversi, il gruppo esplora temi originali di propria composizione e frammenti di standard del jazz e della popular music, evocando ambientazioni diverse mediante l’uso di strumenti sia acustici che elettronici. Momenti onirici, spazi evocativi, tappeti sonori e ipnotici renderanno la performance un autentico viaggio musicale dove tutto può accadere.
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comodo, agg. o s.m. a seconda dei casi. Si pensi al modo di dire “Se l’è presa comoda”, dove si può sottintendere la parola “maniera” preceduta dalla prep. sempl. “in”, spiegando perciò: non si adopera con la necessaria rapidità. Si pensi invece ai modi di dire “Mi fa comodo” (mi conviene) e “Sono in comodo”: sono pronto

comparì’, v.intr.: comparire anche nel senso di dare un buon risultato. Pass. rem. 3^ pers. pl.: “comparirono”: comparvero

comparita, s.f. tosc.: “bella figura” (DEI), usato solo nella locuzione “Far comparita”: “presentarsi bene” (DISC), da noi in riferimento a pasti abbondanti o, meglio, che finiscono per sembrare tali  perché fanno fare una bella figura in particolare ai padroni di casa. Si pensi alla frase: “Ha fatto proprio comparita!” in riferimento, per es., a una pietanza

compiccià’, v.tr.e intr.: compicciare, voce toscana con un’ accezione piuttosto sfavorevole, dal momento che è usata più che altro in frasi negative, come quando viene detto: “ ’Un ho compicciato nulla di bòno!” : non ho combinato niente di buono!

còmpito, s.m.: cómpito, cioè “incombenza” o “esercizio scritto assegnato agli alunni”, da pronunciare col suono chiuso perché deriva dal lat. “cum” (“con”, ma anche intensivo), oltre che da “putare” (“calcolare”: DISC): il lat. -u- in ital. diviene –o- col suono chiuso e non aperto, come da noi si sente spesso pronunciare nel caso di questo vocabolo

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cognosce’, v.tr.: “conoscere” (M. Catastini), ma il v. “pis. e lucch. rustico” (DEI), pur risentendo del lat. class. “conoscere”, è caduto almeno da noi in desuetudine

còio, s.m. tosc., più precisamente nel comprensorio del cuoio: cuoio, appunto, detto anche in pis., dove, come da noi e come in casi analoghi, quali “cuoco” e “vuole”, il ditt. –uo- diventa -o- , e il pl. “coia” indica “la pelle umana”, per cui “tirà’ le còia” significa morire (B. Gianetti)

cóla, s.f.: filtro usato in particolare per il “ vin dolce” nella campagna  (R. Bettarini). Infatti deriva dal lat. “colare”, a sua volta da “colum” = “filtro” (De Mauro)

cólo, s.m.: individuo lamentoso, come nella frase, ma specialmente nel linguaggio familiare: “Se’ proprio un colo!”: sei proprio un lagnoso!

 

combinà’, v. per lo più tr.: combinare. Si tenga presente il proverbio contadino: “A tavola e a letto si ‘ombina e meglio affari” : i migliori affari e le migliori imprese sono realizzati e fatte gustando i piaceri della tavola e del letto

comèsse (o), loc.derivata dal lat. “cum esset”, si può dedurre da L. Bezzini che giustamente osserva che “comesse” è usata spesso per avviare il discorso: “come sarebbe” o “per esempio”. È poi da notare che in comesse si è verificata l’ “agglutinazione” (o “concrezione”), cioè la “fusione in un’unica unità di due parole” (De Mauro)

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 22 agosto 2017 

Festival della musica suonata. Il terzo concerto.

Contaminazioni musicali per i Forró Miór a Montaione

Giro di boa per il Festival della Musica Suonata

Dopo il grande successo dei primi due appuntamenti del Festival della Musica Suonata, Montaione si prepara ad accogliere in piazza della Repubblica il terzo dei cinque concerti. Martedì 15 agosto alle 21.30, come sempre a ingresso gratuito, si esibiranno i Forró Miór, che presentano un concerto esplosivo ed emozionante di forró pé de serra con contaminazioni afro-latin. Fisarmonica, chitarra, zabumba e triangolo creano una groove ritmica irresistibile in cui si fonde il canto, leggero e intenso, che parla di festa, di danze, ma anche di storie di immigrazione, di lontananza e di saudade. Numerose le contaminazioni musicali, dalla milonga, alla cumbia fino al calypso, al samba e al latin jazz, partendo sempre dal Forró, genere musicale nato nel nord est del Brasile, un concentrato di ritmo e allegria, fatto apposta per ballare. I Forró Miór suonano con successo nei festival e nei club di tutta Europa.

Nicolas Farruggia: Voce / chitarra

Alberto Becucci: fisarmonica

Walter Martins: percussioni / voce

Timoteo Grignani: Percussioni / voce

 

Festival della musica suonata. La seconda serata è a Castelfalfi

Inchanto al Festival della Musica Suonata

Dopo l’anteprima blues nel capoluogo, il Festival della Musica Suonata, la rassegna curata da Stefano Montagnani, si sposta nello splendido borgo di Castelfalfi per la seconda serata, domenica 13 agosto alle 21.30, quando si esibiranno gli Inchanto. Il gruppo interpreta la Toscana come terra di partenza, depositaria di una cultura propria, profonda e radicata, ma anche, da sempre, terra di passaggio e di ospitalità da molti prediletta, di culture che in essa si sono incrociate e confrontate nel corso dei secoli. Sono state queste immagini, questi colori, questi suoni che il gruppo si porta dentro sin dall’inizio del proprio viaggio e che lo hanno ispirato, permettendogli di elaborare la “propria” musica. Una musica che affonda le sue radici sia nel rinascimento italiano che nel folk (irlandese, bretone, occitano) regalando atmosfere in costante equilibrio tra antico e moderno, colto e popolare. In questa sorta di “alchimia sonora”, filtrata attraverso una sensibilità mediterranea, giocano un ruolo importante i testi composti in varie lingue. L’obiettivo principale, perciò, non è stato quello di operare una ricerca strettamente filologica o di maniera, quanto di elaborare un repertorio di composizione originale profondamente ispirato dal luogo di origine.

Michela Scarpini: voce solista / percussioni / dulcimer

Cesare Guasconi: Ghironda / dulcimer / geyerleier / moraharpa / synth / harmonium / cori

Giampiero Allegro: flauti dolci / clarinetti / tin whistles / low whistle / uillean pipe

Franco Barbucci: violino / cori

Marco Del Bigo: chitarra-liuto / cittern / arpa / bodhràn / percussioni / cori

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coglie’, v.tr.: cogliere. Si noti che anche da noi, così come nel Pisano, veniva o addirittura viene ancora detto talora, sia pure impropriamente: “vo a coglie’ ” oppure “a fa’ l’olio” per dire “vado a cogliere le olive”, andando alla sostanza secondo la tipica mentalità pratica popolare

cogliómbero, s.m.: sciocco, per non dire coglione, di cui è una voce meno volgare ottenuta mediante un ampliamento. Quanto a coglione, deriva da còglia, termine antico e letterario “per indicare – dice il Battaglia – la borsa dei testicoli” (R. Cantagalli), cioè lo “scròto”, derivato appunto  dal lat. “scrotu(m)” = borsa (DISC). Coglioni è usato specialmente al pl. seguito dal punto esclamativo col significato di “Ha’ detto nulla!”, caspita!, eufemismo al posto del volg. “cazzo”, abusato a sua volta da tanti giovani, femmine comprese, da cui si richiede giustamente un linguaggio più controllato

cogliono (con la c- aspirata, ma non tolta), s.m.: corno, per non dir peggio, col significato di “cosa di nessuna importanza” com’è scritto nel DISC in riferimento al volg. “cazzo”. Dal punto di vista linguistico è chiaro che si tratta di una variante di una parola volg. (“coglione”), ma meno di quella testè citata ed aggiungo che l’ho sentita usare, sia pur raramente, in un’erspressione come “E per me un cogliono!” o come “E questo è un cogliono!”, che significano rispettivamente “E per me nulla?” e “Non è vero!”, espressioni dette con un certo risentimento, almeno la seconda, la prima invece col sorriso fra le labbra

cògno, s.m.: “cumulo di legno” (M. Catastini), ma il termine è in disuso anche in tal senso

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Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il giorno 15 agosto 2017 

I Betta Blues Society aprono il Festival della Musica Suonata

Tutto pronto per la IX edizione del Festival della Musica Suonata, cinque concerti curati da Stefano Montagnani, che riempiranno di sonorità e colori alcuni tra i luoghi più suggestivi del piccolo comune valdelsano. Martedì 8 agosto alle 21.30 il Festival si aprirà con il live dei Betta Blues Society in Piazza Branchi, nel centro storico di Montaione.

FMS_Programma_Locandina-page-001I live dei Betta Blues si distinguono per la grande vitalità, per il coinvolgimento del pubblico, per l’utilizzo di strumenti esclusivamente acustici e si dividono in due parti: in una i brani sono scelti per presentare al pubblico le due facce del blues, quella legata alla spiritualità del gospel e quella più sporca e torbida che racconta quello che accadeva durante i concerti nelle sale da ballo. Nell’altra, il gruppo propone i brani originali del nuovo album, che raccontano situazioni di vita personale, come succedeva nei primi del ‘900. Senza mai scadere nel manierismo, la band capitanata dalla brava frontwoman Elisabetta Maulo cita il genere in modo fresco e originale, mantenendolo vivo e attuale. I BBS si avvicinano al blues, al gospel e al folk miscelandoli senza nessun timore reverenziale; il risultato è un mix allegro, coinvolgente e emozionante di tutti questi generi riletti in chiave più moderna. Grande attenzione viene data al feeling, alla grinta dei musicisti e alle armonie vocali, sulla falsariga degli arrangiamenti delle grandi donne del blues. I Betta Blues sono attivi dal 2009 e hanno pubblicato due album: Betta Blues Society e Roots. Durante la promozione hanno suonato in tutta Italia in locali e festival importanti condividendo il palco con artisti come Lynyrd Skynyrd, Carmen Consoli, Alex Britti, Edoardo bennato, Samba Touré, Raphael Gualazzi. Il 5 Dicembre 2016 è uscito “Let Them Out” il terzo album di inediti della band.

I Betta Blues Society sono:

Elisabetta Maulo: voce, kazoo, ukulele, washboard

Lorenzo Marianelli: dobro, ukulele, cori

Fabrizio Balest: contrabbasso, cori

Pietro Borsò: percussioni

La Cisternata 2017 – X edizione

Venerdì 4 e Sabato 5 Agosto 2017 presso il Parco Cisterna Romana di Montaione (FI), si svolgerà la decima edizione del festival “La Cisternata”, un evento organizzato dall’Associazione Ricreativo Culturale Sogni di R’n’R e nato dalla volontà di un gruppo di giovani di dare un contributo alle varie manifestazioni estive come In-Forchett’Ando, Contest Enogastronomico organizzato in collaborazione con il Comune di Montaione. Come si evince dalla locandina quella di quest’anno sarà una ricorrenza particolare per questo evento, che nel corso di 10 anni si è evoluto e ha attirato a sé differenti generazioni, portando nel comune toscano migliaia di persone. Le serate avranno inizio alle 19:00 con animazione per bambini, aperitivi al tramonto, cena con piatti tipici della tradizione toscana, griglia e panini. Come ogni edizione l’ingresso sarà totalmente gratuito, e anche il servizio bus che faranno da spola dal centro di Montaione al Parco sarà gratis e rimarrà attivo per tutta la notte.

La Cisternata_CartolinaVenerdì 4 Agosto – Una delle novità più grandi sarà la serata di Venerdì 4 intitolata “House Night” in cui l’house music e le sonorità elettroniche invaderanno il parco montaionese dove si alterneranno numerosi DJs della Valdelsa e non. La punta di diamante della line up sarà Francesco Bertelli in arte Mennie, dj e produttore toscano resident del Tenax di Firenze, che ha recentemente pubblicato una traccia sull’etichetta Desolat di Loco Dice, superstar del circuito house e techno internazionale. Ad affiancarlo sul palco ci saranno una serie di giovani artisti come Alexander T, resident del Kaleido di Castelfiorentino e dei progetti Mooved e Cube e il duo pratese Mohabitat con il suo live audio e video, dove la musica si unirà al mapping 3D e alle video proiezioni. La serata continuerà con il duo Piko&Dezo e con un altro speciale live set “Days Gone By” di DJ Nejo. L’evento inizierà dalle 19:00 con un aperitivo al tramonto dove i partecipanti avranno la possibilità di cenare per poi ballare fino a tarda notte. Con “House Night” l’organizzazione manifesta un grande senso di rinnovamento e apre le porte a un genere musicale e a un pubblico nuovo per il festival.

Sabato 5 Agosto – Per la seconda serata sul palco de “La Cisternata” si esibirà il gruppo empolese Arcambold, formatosi nel 2007 per mano di Piero Zannelli, maestro di chitarra presso il Cam di Empoli. L’intento di Piero era quello di formare un gruppo completamente acustico che seguisse la via del folk e della musica irlandese e celtica. Dopo l’entrata e l’uscita di componenti all’interno della band la prima stabilità si comincia a trovare dopo circa tre anni e nel 2010 i primi risultati cominciano ad arrivare con concerti tenutisi anche fuori casa. Da ricordare in questo periodo la partecipazione ai festeggiamenti di san Patrizio con esibizioni a Bologna ed Urbino. Nonostante ciò la formazione del gruppo per un po’ di tempo è soggetta a cambiamenti continui, fino al 2012/13. Nel frattempo gli Arcambold sono in continua crescita sia a livello musicale che di impegni: nel 2013 partecipano di nuovo a Mercantia a Certaldo, al Radio Libera Festival di Alatri e alla festa dell’Unicorno a Vinci. Con il nuovo spettacolo “Be-Folky” nel 2014, la band ha toccato le Marche (Festival “The magic Castle a Gradara”) e la Basilicata con una serie di concerti nella zona del Pollino. Nel 2017, a distanza di 10 anni dalla sua formazione gli Arcambold vengono a festeggiare i 10 anni della Cisternata, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate montaionese. Le novità però non finiscono qui, perché in concomitanza con il festival ricorrerà un altro anniversario importante per la Valdelsa. A distanza di 10 anni dalla sua chiusura Sabato 5 Agosto 2017 andrà in scena per la prima voltà il party ufficiale “Harpo’s Pub”, il locale che ha fatto la storia nel circondario diventando uno dei “miti” di tantissime generazioni dove i DJ storici dell’Harpo’s si alterneranno in console per concludere questa decima edizione sulle note dei vecchi dischi che lo hanno caratterizzato e che hanno fatto ballare tantissimi giovani.

Info: 339 801 0556 FB La Cisternata: https://www.facebook.com/LaCisternata2012/

FB Sogni Di Rock And Roll: https://www.facebook.com/Sogni-di-Rock-and-Roll- 484525771748814/

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cocchiume, s.m., ma è più diffuso senza dubbio il nome gambettone come in altre parti della Tosacana: totano moro (“Tringa erythropus”), chiamato cocchiume a Fucecchio per il fischio “corto e forte” emesso da questo uccello “di ripa”, tant’è vero che a Firenze e nel Vecchianese è chiamato anche “chiò – chiò” e a Livorno “chiòi-chiòi” (C. Romanelli). Tuttavia cocchiume a Fucecchio (dal v. “cocchiare” che significa “fischiare frequentemente”) indica anche la pettegola (“Tringa totanus”), dal canto “composto di una sola nota ripetuta insistentemente” (donde il nome), e la pantana (“Tringa nebularia”), termine “tipicamente toscano” derivato dal fatto che questo uccello “frequenta luoghi melmosi”, cioè i pantani

còccolo, s.m.: “stelo di granturco o di saggina” (M. Catastini), ma è un termine caduto: in gr. “kokkos”, da cui deriva “còccola”, intesa come “bacca”, significa “nocciolo dei frutti” (DEI). Quanto a “coccole” nel senso di “tenerezze” (De Mauro), è un vocabolo dall’origine onomatopeica

coccolóne, ( a parte il termine regionale nel senso di “colpo apoplettico”: DISC) s.m.: croccolone (“Gallinago media”) e dipende dal fatto che questo uccello “resta accovacciato”(C. Romanelli)

coce’, v.tr.: cuocere. Qualche tempo fa, si poteva sentir dire: “ ‘un la fa né bollì’ e né mai coce’ ”: non la fa né bollire né cuocere, in riferimento a una persona che passa troppo velocemente dal fare una cosa a farne un’altra, senza la necessaria ponderazione o comunque senza farla maturare

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Leonardo Fiaschi show

LOCANDINA FIASCHIMartedì 1 Agosto alle ore 21.30 si terrà in Piazza Branchi il Leonardo Fiaschi Show, uno spettacolo a cabaret a cura dell’Associazione Elianto e in collaborazione con il Comune di Montaione. Imitatore, cabarettista, cantante italiano e soprattutto comico livornese, che vi farà passare una serata indimenticabile dal ridere grazie alle sue imitazioni!

Prevendite presso Tabaccheria Cappellini piazza della Repubblica. Posto unico 12€ (10€ ridotto) Info e prenotazioni: 338 82255740 – 339 6628190 – 0571 697696 – asselianto@gmail.com

 

Ciccia e Vino.

Merenda-cena a Montaione Ciccia e Vino torna in Piazza della Repubblica

Ciccia e Vino_2016Domenica 30 luglio in Piazza della Repubblica ospiterà Ciccia e Vino, uno dei “classici” e più attesi appuntamenti dell’Estate Montaionese. La merenda-cena di Montaione, organizzata dall’associazione Borgoalto – CCN in collaborazione con il Comune, si terrà dalle 18 alle 24. Per tutta la sera sarà possibile cenare con la carne alla brace della macelleria F.lli Barnini, i funghi di Montaione Tartufi, il pane dell’Antico Forno e l’ottimo vino delle aziende agricole di Montaione. La serata sarà allietata dalla musica dei “Due di Due”, duo acustico formato da Jessica Infurna (voce) e Daniele Duranti (chitarra), che propongono un repertorio che spazia dal pop, al jazz allo swing. I negozi del centro storico di Montaione resteranno aperti.

Alberto Mons. Fingerstyle guitar concert

Martedì 25 Luglio in piazza della Repubblica a Montaione, il concerto di Alberto Mons, il poliedrico musicista noto per le sue apparizioni televisive e i numerosi concerti live, quest’anno selezionato fra i quattro migliori chitarristi emergenti all’ Acoustic Guitar Village di Cremona offre uno show ricco di energia e talento per chi ama ascoltare, ma anche ballare. Ingresso gratuito, posti a sedere fino ad esaurimento. Inizio concerto ore 21.30.

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ciuo, s.m.: ciuco, voce anch’essa tosc. ed espressiva con questo significato (DISC): “asino”, attestato da Michelangelo Buonarroti proprio l’anno della sua morte, cioè nel 1564, ed invece col significato di “persona ignorante, poco intelligente” dal Giusti (DELI), molto probabilmente per la durezza di questo animale. In reltà esso fa tenerezza, specialmente il “ciuino”: ciuchino, così buono e dallo sguardo rassegnato. Non meraviglia perciò che dalle nostre parti un tempo venisse dato a intendere , quando eravamo piccoli, che esso portava i regali la notte di Natale, come abbiamo visto nella voce ceppo. Frase: “In mezz’ora nasce un ciuo e va ritto!”: anche in poco tempo si possono fare tante cose. Viene definito invece “muso a ciuo” il viso di chi è scontento

ciurlà’, v.intr.: ciurlare, ma il significato di prendere in giro può essere nato dal fatto che anticamente (essendo attestato in letteratura nel ‘500) il “ciurlo” era un “giro di danza su un solo piede”: DEI, che considera questa una voce espressiva 

ciùrmolo, s.m.: ricciolo, ma è un termine caduto in disuso, così come il pl. “ciurmoli”, che indicava “ciuffi di capelli arruffati” (M. Catastini)

cocchiumà’, v.tr.: cocchiumare nel senso di conciare e questo col significato di trattare male. Infatti il cocchiume era una piccola parte della botte, dove nel mondo ebraico veniva praticata tortura consistente  nel legare il membro virile – pare –  al “foro della botte” e cioè al cocchiume, appunto,  che indica però anche “il turicciolo o tappo che lo chiude”:  DEI, che parla di “cocchiume” come voce toscana. Infatti Alberto Morelli ha sentito pronunciare il verbo “cocchiumà’ ” come una minaccia da un contadino di Ponte a Cappiano (“Ti cocchiumo io!”), per quanto almeno  esso sia caduto in disuso così come il sostantivo visto che lo ha originato

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