Il Toscanario

 

Il Toscanario, ovvero “Parole usate in zone toscane” 

di Giancarlo Carmignani

                     ***

aggrovigliolato, agg.: aggrovigliato con ampliamento espressivo non infrequente nella lingua toscana e in particolare nel nostro vernacolo, in questo caso mediante il suff. “-olo” senza mantenere il “ valore diminutivo originario” (De Mauro) 

ago, s.m. con un significato particolare quando viene aggiunto l’aggettivo “torto”: uncinetto (M. Catastini) per “lavori a maglia o a rete”, troviamo precisato nel De Mauro, che però non riporta l’espressione “ago torto”, molto probabilmente perché locale

ahi, non usato com interiezione, bensì in funzione di “s.m. inv.” (DISC) in una frase come “Sopportò tutto senza dire né ahi né abbai”, cioè “senza lamentarsi” (M. Catastini)

aità’, v.tr.: aiutare, ma “aitare” – già attestato nel Duecento nel “Novellino” (DELI) e “adattamento toscano” di “aidare”, derivato dal provenzale ant. “aidar”          (DEI) = “aiutare” – è rimasto solo in qualche parte del contado. Per es., anche in castagnetano si poteva sentir dire “Aìtami a dillo”: “aiutami a dirlo” : “ sollecitazione a confermare o a fornire una spiegazione” (L. Bezzini). Esisteva anche il rifl. “aitassi”: aiutarsi, tirarsi su, ma se veniva detto a un commerciante: “T’aiti, sa’?”, era usato ironicamente intendendo dire: “tiri su col prezzo, sai!”

aldo, (var. aldio in pisano) s.m.: attestato nelle “carte antiche” (lat. “aldum” nello Statuto del comune di Fucecchio del 1307-1308) anche in pisano, secondo Malagoli indicava un “fosso artificiale per condurre acqua” che metteva “in movimento frantoi” e molini, ma almeno da noi indicava probabilmente argine presso un corso d’acqua (A. Malvolti). Comunque è da tanto tempo che questo termine risulta scomparso

ABBREVIAZIONI

ABBREVIAZIONI EVENTUALI

Presentazione del 4/2/2015,  http://www.montaione.net/il-toscanario/

Il prossimo appuntamento con questa rubrica è previsto per il 5 maggio

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.